Fonte: Anga di Confagricoltura
“Avevamo chiesto di esonerare dal pagamento dell’Imu almeno chi affitta i terreni agricoli o li cede ai propri figli. Purtroppo anche quest’ultimo emendamento, sottoscritto dal M5S e FI, non è passato. Oltre che un’occasione persa, si tratta un ulteriore ostacolo per i giovani agricoltori”. Raffaele Maiorano, presidente dei giovani di Confagricoltura ha così commentato la notizia appresa di un’ulteriore bocciatura ad un provvedimento per i giovani impegnati nel settore.
“Già le aziende agricole condotte dagli ‘under 35’ sono calate nell’ultimo anno del 7,54% rispetto al 2014 – sottolinea Maiorano - e questa ulteriore difficoltà avrà comunque ricadute negative per lo sviluppo e per l’immissione di forze nuove in un settore che ha necessità di ricambio generazionale”.
“Con un Paese come il nostro, che ha pochi terreni disponibili ed a costi elevati – conclude il presidente dei giovani di Confagricoltura - l’Imu va tolta a tutti i giovani agricoltori. Altrimenti il proprietario scaricherà sull’affittuario il costo dell’imposta, facendo diventare antieconomica, soprattutto nei primi anni, l’attività. E reperire la terra diventerà ancora più difficile”.
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domenica 13 dicembre 2015
STABILITA’, GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA: BOCCIATA ESENZIONE IMU ANCHE PER CHI AFFITTA AI FIGLI
venerdì 13 febbraio 2015
IMU: DOPO DANNI DA MALTEMPO, NO SANZIONI PER RITARDI APPELLO AI SINDACI PER ALIQUOTA MINIMA ANCHE IN PIANURA
Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna
Ridurre al minimo l’aliquota Imu da applicare ai terreni agricoli nei comuni interessati ed evitare sanzioni nei casi di ritardato pagamento rispetto alla scadenza del 10 febbraio, nel pieno rispetto dello Statuto del Contribuente. Con questo appello lanciato ai sindaci dell’Emilia Romagna, Coldiretti regionale conferma l’apprezzamento dell’organizzazione dei coltivatori per la scelta equa e coraggiosa di mantenere le esenzioni per le imprese agricole professionali in tutte le aree svantaggiate, riconoscendo il ruolo economico e di presidio territoriale di chi lavora e vive di agricoltura. considerata anche la pesante situazione che si è creata nelle campagne dell’Emilia Romagna a causa del maltempo, Oltre all’esenzione nelle aree svantaggiate, Coldiretti Emilia Romagna ha esteso l’appello anche ai sindaci dei comuni di pianura affinché anche in queste zone sia fissata l’aliquota minima prevista dalla legge, con l’auspicio di una evoluzione positiva che riconosca il ruolo di presidio territoriale anche per le aziende professionali di queste zone.
Ridurre al minimo l’aliquota Imu da applicare ai terreni agricoli nei comuni interessati ed evitare sanzioni nei casi di ritardato pagamento rispetto alla scadenza del 10 febbraio, nel pieno rispetto dello Statuto del Contribuente. Con questo appello lanciato ai sindaci dell’Emilia Romagna, Coldiretti regionale conferma l’apprezzamento dell’organizzazione dei coltivatori per la scelta equa e coraggiosa di mantenere le esenzioni per le imprese agricole professionali in tutte le aree svantaggiate, riconoscendo il ruolo economico e di presidio territoriale di chi lavora e vive di agricoltura. considerata anche la pesante situazione che si è creata nelle campagne dell’Emilia Romagna a causa del maltempo, Oltre all’esenzione nelle aree svantaggiate, Coldiretti Emilia Romagna ha esteso l’appello anche ai sindaci dei comuni di pianura affinché anche in queste zone sia fissata l’aliquota minima prevista dalla legge, con l’auspicio di una evoluzione positiva che riconosca il ruolo di presidio territoriale anche per le aziende professionali di queste zone.
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sabato 24 gennaio 2015
IMU, AGRINSIEME: BENE CHIAREZZA MA DOVEVA ESSERE FATTO DI PIU'
Fonte: Agrinsieme
Almeno per il 2014 le aziende agricole delle aree ex svantaggiate dovevano essere esentate
Agrinsieme "prende atto" della decisione di ieri del Governo che, a seguito dell’impegno dei ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dell’Economia Pier Carlo Padoan, ha rivisto i criteri per l’esenzione dall’Imu dei terreni montani, abrogando la classificazione su base altimetrica stabilita dal contestato decreto ministeriale di fine anno. “Siamo lieti che sia stata fatta maggiore chiarezza, resta il fatto però - rimarca Agrinsieme - che aziende agricole, che operano in una vasta area del Paese, continuano ad essere caricate di un onere fiscale che non si possono permettere. Inoltre, rileviamo che parte delle risorse per la copertura finanziaria del provvedimento vengono sottratte al ‘pacchetto agricolo’". “Riteniamo fortemente iniquo - prosegue Agrinsieme - gravare di ulteriori balzelli aziende in difficoltà che hanno tra l'altro il grande merito di operare per la difesa del paesaggio ed essere spesso anche l'unico bastione contro il dissesto idrogeologico del territorio. Per questo il Governo avrebbe dovuto compiere uno sforzo più coraggioso, esentando totalmente dagli oneri fiscali le aree ex svantaggiate almeno per il 2014". Infine, rileva il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, "i termini per la scadenza del pagamento per i terreni che non rientrano nei parametri dell’esenzione - fissati al prossimo 10 febbraio - sono estremamente stretti".
Almeno per il 2014 le aziende agricole delle aree ex svantaggiate dovevano essere esentate
Agrinsieme "prende atto" della decisione di ieri del Governo che, a seguito dell’impegno dei ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dell’Economia Pier Carlo Padoan, ha rivisto i criteri per l’esenzione dall’Imu dei terreni montani, abrogando la classificazione su base altimetrica stabilita dal contestato decreto ministeriale di fine anno. “Siamo lieti che sia stata fatta maggiore chiarezza, resta il fatto però - rimarca Agrinsieme - che aziende agricole, che operano in una vasta area del Paese, continuano ad essere caricate di un onere fiscale che non si possono permettere. Inoltre, rileviamo che parte delle risorse per la copertura finanziaria del provvedimento vengono sottratte al ‘pacchetto agricolo’". “Riteniamo fortemente iniquo - prosegue Agrinsieme - gravare di ulteriori balzelli aziende in difficoltà che hanno tra l'altro il grande merito di operare per la difesa del paesaggio ed essere spesso anche l'unico bastione contro il dissesto idrogeologico del territorio. Per questo il Governo avrebbe dovuto compiere uno sforzo più coraggioso, esentando totalmente dagli oneri fiscali le aree ex svantaggiate almeno per il 2014". Infine, rileva il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, "i termini per la scadenza del pagamento per i terreni che non rientrano nei parametri dell’esenzione - fissati al prossimo 10 febbraio - sono estremamente stretti".
venerdì 23 gennaio 2015
IMU: COLDIRETTI E.R, GOVERNO MANTIENE IMPEGNI, BENE MARTINA
Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna
Sono stati mantenuti gli impegni assunti a rivedere anche per il 2014 i criteri individuati per la delimitazione dei terreni agricoli con l’esenzione per tutti nei comuni montani e a favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali, o a chi a loro affitta, in quelli parzialmente montani. E’ quanto afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna nel commentare positivamente l’esito del Consiglio dei Ministri straordinario sull’Imu agricola montana che, con il lavoro del Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina e su proposta del premier Matteo Renzi, ha fissato nuovi criteri per il pagamento con esenzione totale a livello nazionale per 3456 comuni (prima erano 1498) e parziale per 655. Il premier Matteo Renzi e il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna - hanno dimostrato grande sensibilità nei confronti di quanti vivono e lavorano nelle aree di montagna dove svolgono un ruolo di presidio del territorio insostituibile per l’intera collettività. Il testo prevede che a decorrere dall`anno in corso, 2015, l`esenzione dall`imposta municipale propria (IMU) si applica: ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei Comuni classificati come totalmente montani, come riportato dall`elenco dei Comuni italiani predisposto dall`Istat; ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, di cui all`articolo 1 del decreto legislativo del 29 marzo 2004 n. 99, iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei Comuni classificati come parzialmente montani, come riportato dall`elenco dei Comuni italiani predisposto dall`Istat. Tali criteri si applicano anche all`anno di imposta 2014.
Sono stati mantenuti gli impegni assunti a rivedere anche per il 2014 i criteri individuati per la delimitazione dei terreni agricoli con l’esenzione per tutti nei comuni montani e a favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali, o a chi a loro affitta, in quelli parzialmente montani. E’ quanto afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna nel commentare positivamente l’esito del Consiglio dei Ministri straordinario sull’Imu agricola montana che, con il lavoro del Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina e su proposta del premier Matteo Renzi, ha fissato nuovi criteri per il pagamento con esenzione totale a livello nazionale per 3456 comuni (prima erano 1498) e parziale per 655. Il premier Matteo Renzi e il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna - hanno dimostrato grande sensibilità nei confronti di quanti vivono e lavorano nelle aree di montagna dove svolgono un ruolo di presidio del territorio insostituibile per l’intera collettività. Il testo prevede che a decorrere dall`anno in corso, 2015, l`esenzione dall`imposta municipale propria (IMU) si applica: ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei Comuni classificati come totalmente montani, come riportato dall`elenco dei Comuni italiani predisposto dall`Istat; ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, di cui all`articolo 1 del decreto legislativo del 29 marzo 2004 n. 99, iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei Comuni classificati come parzialmente montani, come riportato dall`elenco dei Comuni italiani predisposto dall`Istat. Tali criteri si applicano anche all`anno di imposta 2014.
REBUS IMU SUI TERRENI AGRICOLI MONTANI, PREOCCUPAZIONE DI CONFAGRICOLTURA BOLOGNA: “L’APPLICAZIONE DEI PARAMETRI ISTAT COME ANNUNCIATA OGGI DAL GOVERNO, DANNEGGERÀ COMUNQUE L’AGRICOLTURA NELLE ZONE COLLINARI E MONTANE: IL CASO DELLA VALSAMOGGIA”
Fonte: Confagricoltura Bologna
L’orientamento del Governo annunciato nel pomeriggio, va verso la modifica dei parametri applicativi. Via dunque la scellerata classificazione basata sull’altitudine del municipio che avrebbe finito col penalizzare tanti terreni agricoli posizionati in alto, rispetto alla sede del comune a valle, e avanti con la classificazione fornita dall’Istat. In sintesi: saranno esentati dall’imposta tutti i terreni agricoli nei comuni classificati “montani” e solo i terreni di proprietà di coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola (IAP) nei comuni “parzialmente montani”. “Pur adottando la classificazione dell’Istat - è la forte preoccupazione di Confagricoltura Bologna - nei comuni “parzialmente montani” come Castel San Pietro, Valsamoggia, Pianoro, San Lazzaro, Ozzano Emilia e Bologna (vedi tabella allegata) verrebbero per la prima volta tassati gli agricoltori non rientranti nella categoria coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali”. “Il paradosso inoltre – conclude Confagricoltura Bologna – si accanisce anche sugli ex comuni della Valsamoggia come Savigno che in base alla classificazione Istat sarebbe rientrato di diritto tra i comuni montani ma ora, dopo la fusione, perde questa connotazione”.
L’orientamento del Governo annunciato nel pomeriggio, va verso la modifica dei parametri applicativi. Via dunque la scellerata classificazione basata sull’altitudine del municipio che avrebbe finito col penalizzare tanti terreni agricoli posizionati in alto, rispetto alla sede del comune a valle, e avanti con la classificazione fornita dall’Istat. In sintesi: saranno esentati dall’imposta tutti i terreni agricoli nei comuni classificati “montani” e solo i terreni di proprietà di coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola (IAP) nei comuni “parzialmente montani”. “Pur adottando la classificazione dell’Istat - è la forte preoccupazione di Confagricoltura Bologna - nei comuni “parzialmente montani” come Castel San Pietro, Valsamoggia, Pianoro, San Lazzaro, Ozzano Emilia e Bologna (vedi tabella allegata) verrebbero per la prima volta tassati gli agricoltori non rientranti nella categoria coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali”. “Il paradosso inoltre – conclude Confagricoltura Bologna – si accanisce anche sugli ex comuni della Valsamoggia come Savigno che in base alla classificazione Istat sarebbe rientrato di diritto tra i comuni montani ma ora, dopo la fusione, perde questa connotazione”.
IMU AGRICOLA, MIPAAF: CDM DÀ VIA LIBERA A REVISIONE DEI CRITERI E SLITTA PAGAMENTO AL 10 FEBBRAIO
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Martina: 3456 comuni totalmente esentati e tutelati coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Consiglio dei Ministri di venerdì 23 Gennaio ha stabilito con decreto legge la revisione dei criteri per l’Imu sui terreni agricoli relativi al 2014, con l’applicazione dei criteri di montanità elaborati dall’ISTAT. Saranno esenti quindi tutti i comuni montani e, nei comuni parzialmente montani, vengono esentati tutti i terreni di proprietà o in affitto a imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti. Con i nuovi criteri 3546 comuni saranno totalmente esenti e 655 parzialmente esenti. Il termine di pagamento per chi non rientra nei parametri di esenzione è posticipato al 10 febbraio. “Abbiamo lavorato per una soluzione definitiva e strutturale della vicenda IMU sui terreni montani – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina. Con il decreto di oggi abbiamo risolto i problemi amministrativi sopravvenuti e tutelato ancora di più coloro che vivono di agricoltura nei territori rurali".
Martina: 3456 comuni totalmente esentati e tutelati coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Consiglio dei Ministri di venerdì 23 Gennaio ha stabilito con decreto legge la revisione dei criteri per l’Imu sui terreni agricoli relativi al 2014, con l’applicazione dei criteri di montanità elaborati dall’ISTAT. Saranno esenti quindi tutti i comuni montani e, nei comuni parzialmente montani, vengono esentati tutti i terreni di proprietà o in affitto a imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti. Con i nuovi criteri 3546 comuni saranno totalmente esenti e 655 parzialmente esenti. Il termine di pagamento per chi non rientra nei parametri di esenzione è posticipato al 10 febbraio. “Abbiamo lavorato per una soluzione definitiva e strutturale della vicenda IMU sui terreni montani – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina. Con il decreto di oggi abbiamo risolto i problemi amministrativi sopravvenuti e tutelato ancora di più coloro che vivono di agricoltura nei territori rurali".
lunedì 12 gennaio 2015
IMU: DIMEZZATI IN EMILIA ROMAGNA COMUNI DI MONTAGNA CHE NON PAGANO
Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna
SE NON CAMBIANO PARAMENTRI ENTRO 26/01, AZIENDE AGRICOLE A RISCHIO
Saranno dimezzati in Emilia Romagna i Comuni esentati dal pagamento dell’Imu per le aziende agricole di montagna. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna ricordando che, se non cambieranno le norme, entro il 26 gennaio l’Imu agricola verrà applicata in ben 86 dei 180 Comuni che fino ad oggi sono stati esentati perché in zone montane. A far scattare il pagamento – informa Coldiretti Emilia Romagna – non è più la posizione dei terreni aziendali in montagna, ma l’altitudine in cui si trova il palazzo comunale: se è al di sotto dei 280 metri sul livello del mare, anche se il terreno è sopra i 500 metri, il titolare è chiamato a pagare. Una norma che Coldiretti ha più volte denunciato in quanto crea una inspiegabile disparità di trattamento tra campi confinanti appartenenti addirittura allo stesso proprietario, ma ricadenti all’interno di Comuni con i centri amministrativi su altitudini diverse. Per questo Coldiretti giudica positivamente l’ipotesi del Governo di modificare la norma riportando il parametro dei pagamenti alla classificazione dell’Istat dei comuni “montani” o “parzialmente montani”. In questi ultimi Coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali verrebbero esentati dall’Imu come avveniva in precedenza. In questo caso in Emilia Romagna vengono esentati dai pagamenti 59 comuni e l’imposta dell’Imu montana verrebbe applicata solo in 27 nuove amministrazioni comunali. Resta però il problema della scadenza del pagamento il 26 gennaio, una scadenza – sottolinea Coldiretti – troppo ravvicinata visto che mancano solo due settimane, considerando anche che per il 21 gennaio è anche atteso il pronunciamento del Tar del Lazio sulla conferma della sospensione del pagamento dell’Imu nelle zone montane adottata dallo stesso Tar il 23 dicembre scorso. Anche per questo motivo Coldiretti Emilia Romagna chiede che venga prorogato il termine per il pagamento in modo da mettere i contribuenti in grado di adempiere alle pratiche necessarie. Coldiretti Emilia Romagna auspica che si arrivi ad un provvedimento chiaro, che non penalizzi le aziende delle zone disagiate, per evitare un’altra fuga di imprenditori agricoli dalle nostre montagne, dove negli ultimi vent’anni hanno chiuso i battenti 36 mila aziende (–56%). Un ulteriore spopolamento – afferma Coldiretti – metterebbe a rischio la montagna, dove gli imprenditori agricoli sono le sentinelle del territorio e costituiscono un presidio per prevenire il dissesto idrogeologico. Un ruolo questo che svolgono anche gli imprenditori agricoli in pianura che con la loro attività mantengono il paesaggio e il territorio. Ruolo che è stato riconosciuto proprio con l’applicazione dell’Imu in pianura per cui il Governo ha ridotto il moltiplicatore della rendita da 110 a 75 per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, riconoscendo il terreno come strumento di lavoro. Un riconoscimento che Coldiretti auspica possa avvenire anche nella prossima revisione del catasto dei terreni perché la tassazione tenga presente i profondi cambiamenti avvenuti in agricoltura dove la redditività dei terreni e fortemente diminuita.
SE NON CAMBIANO PARAMENTRI ENTRO 26/01, AZIENDE AGRICOLE A RISCHIO
Saranno dimezzati in Emilia Romagna i Comuni esentati dal pagamento dell’Imu per le aziende agricole di montagna. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna ricordando che, se non cambieranno le norme, entro il 26 gennaio l’Imu agricola verrà applicata in ben 86 dei 180 Comuni che fino ad oggi sono stati esentati perché in zone montane. A far scattare il pagamento – informa Coldiretti Emilia Romagna – non è più la posizione dei terreni aziendali in montagna, ma l’altitudine in cui si trova il palazzo comunale: se è al di sotto dei 280 metri sul livello del mare, anche se il terreno è sopra i 500 metri, il titolare è chiamato a pagare. Una norma che Coldiretti ha più volte denunciato in quanto crea una inspiegabile disparità di trattamento tra campi confinanti appartenenti addirittura allo stesso proprietario, ma ricadenti all’interno di Comuni con i centri amministrativi su altitudini diverse. Per questo Coldiretti giudica positivamente l’ipotesi del Governo di modificare la norma riportando il parametro dei pagamenti alla classificazione dell’Istat dei comuni “montani” o “parzialmente montani”. In questi ultimi Coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali verrebbero esentati dall’Imu come avveniva in precedenza. In questo caso in Emilia Romagna vengono esentati dai pagamenti 59 comuni e l’imposta dell’Imu montana verrebbe applicata solo in 27 nuove amministrazioni comunali. Resta però il problema della scadenza del pagamento il 26 gennaio, una scadenza – sottolinea Coldiretti – troppo ravvicinata visto che mancano solo due settimane, considerando anche che per il 21 gennaio è anche atteso il pronunciamento del Tar del Lazio sulla conferma della sospensione del pagamento dell’Imu nelle zone montane adottata dallo stesso Tar il 23 dicembre scorso. Anche per questo motivo Coldiretti Emilia Romagna chiede che venga prorogato il termine per il pagamento in modo da mettere i contribuenti in grado di adempiere alle pratiche necessarie. Coldiretti Emilia Romagna auspica che si arrivi ad un provvedimento chiaro, che non penalizzi le aziende delle zone disagiate, per evitare un’altra fuga di imprenditori agricoli dalle nostre montagne, dove negli ultimi vent’anni hanno chiuso i battenti 36 mila aziende (–56%). Un ulteriore spopolamento – afferma Coldiretti – metterebbe a rischio la montagna, dove gli imprenditori agricoli sono le sentinelle del territorio e costituiscono un presidio per prevenire il dissesto idrogeologico. Un ruolo questo che svolgono anche gli imprenditori agricoli in pianura che con la loro attività mantengono il paesaggio e il territorio. Ruolo che è stato riconosciuto proprio con l’applicazione dell’Imu in pianura per cui il Governo ha ridotto il moltiplicatore della rendita da 110 a 75 per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, riconoscendo il terreno come strumento di lavoro. Un riconoscimento che Coldiretti auspica possa avvenire anche nella prossima revisione del catasto dei terreni perché la tassazione tenga presente i profondi cambiamenti avvenuti in agricoltura dove la redditività dei terreni e fortemente diminuita.
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venerdì 18 aprile 2014
MIPAAF: RIDUZIONE IRAP 10% PER IL SETTORE AGRICOLO, NIENTE IMU SUI FABBRICATI RURALI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il decreto legge “Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale – Per un’Italia coraggiosa e semplice”, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, non contiene la reintroduzione dell’Imu sui fabbricati rurali ad uso strumentale. Sono state inoltre salvaguardate le agevolazioni per il gasolio agricolo, l'esenzione IRES per le cooperative agricole e di piccola pesca e il regime speciale dell'IVA per le imprese agricole. Il decreto contiene una rimodulazione della base imponibile per i terreni montani e collinari e una correzione fiscale sulla produzione di energie rinnovabili da imprese agricole. Infine un importante taglio del cuneo fiscale per il settore agricolo deriva dalla riduzione dell'aliquota IRAP del 10%.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il decreto legge “Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale – Per un’Italia coraggiosa e semplice”, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, non contiene la reintroduzione dell’Imu sui fabbricati rurali ad uso strumentale. Sono state inoltre salvaguardate le agevolazioni per il gasolio agricolo, l'esenzione IRES per le cooperative agricole e di piccola pesca e il regime speciale dell'IVA per le imprese agricole. Il decreto contiene una rimodulazione della base imponibile per i terreni montani e collinari e una correzione fiscale sulla produzione di energie rinnovabili da imprese agricole. Infine un importante taglio del cuneo fiscale per il settore agricolo deriva dalla riduzione dell'aliquota IRAP del 10%.
venerdì 4 aprile 2014
SICUREZZA ALIMENTARE, AGRINSIEME SCRIVE AI PARLAMENTARI EUROPEI SUL NUOVO REGOLAMENTO SUI CONTROLLI UFFICIALI: “NO AD ULTERIORI COSTI PER IMPRESE E COOPERATIVE AGRICOLE”
Fonte: Agrinsieme
Dopo aver scritto ai ministri della Salute Lorenzin e delle Politiche agricole Martina, Agrinsieme (il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza nazionale delle Cooperative) rivolge una sollecitazione direttamente ai parlamentari europei italiani. Il tema è il nuovo regolamento europeo sui controlli ufficiali che rischia di far aumentare i costi per gli imprenditori e le cooperative agricole dopo la sua approvazione. Molto dibattito c’è stato in questi mesi tra le diverse Commissioni parlamentari e il Consiglio, per evitare questo pericolo, ma il risultato è stato che il testo che approderà in aula il 15 aprile non esclude le piccole imprese agroalimentari e cooperative dall’esenzione del pagamento delle tasse sui controlli, così come era stato proposto inizialmente dalla Commissione, ma osteggiato da alcuni Stati Membri (tra cui l’Italia). A favore dell’esenzione delle piccole imprese agroalimentari si sono espressi – ricorda Agrinsieme – Copa e Cogeca (i Comitati delle Organizzazioni europee di imprese e cooperative) e c’è una presa di posizione della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. Come evidenziato dal rapporto 2013 sui controlli ufficiali del ministero della Salute - sottolinea Agrinsieme – l’agricoltura è la categoria imprenditoriale che ha i maggiori controlli sulla sicurezza alimentare. Ad essi si devono sommare anche quelli effettuati per i pagamenti ambientali, per il benessere animale, per la tutela del territorio e paesaggio. Allo stesso tempo i dati confermano, da anni, che l’agricoltura è l’anello della filiera agroalimentare italiana con il minore numero di infrazioni”. “Non esiste - rimarca il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza nazionale delle Cooperative - un settore come quello agricolo, così tanto controllato e così sicuro. Controlli che le nostre imprese e cooperative già pagano attraverso le risorse europee destinate al loro sviluppo”. “È evidente che l’esenzione dal pagamento delle tasse sui controlli ufficiali sia una misura necessaria, così come è stato riconosciuto finora in Italia – conclude Agrinsieme -. Nel nostro Paese, ma in generale in tutta Europa, le imprese agricole sono per la stragrande maggioranza piccole e micro imprese, per lo più a carattere familiare, che compongono anche molte cooperative. Un’ulteriore tassazione costringerebbe molte realtà ad uscire dal già stretto circolo delle aziende competitive, portando anche all’abbandono del territorio”.
Dopo aver scritto ai ministri della Salute Lorenzin e delle Politiche agricole Martina, Agrinsieme (il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza nazionale delle Cooperative) rivolge una sollecitazione direttamente ai parlamentari europei italiani. Il tema è il nuovo regolamento europeo sui controlli ufficiali che rischia di far aumentare i costi per gli imprenditori e le cooperative agricole dopo la sua approvazione. Molto dibattito c’è stato in questi mesi tra le diverse Commissioni parlamentari e il Consiglio, per evitare questo pericolo, ma il risultato è stato che il testo che approderà in aula il 15 aprile non esclude le piccole imprese agroalimentari e cooperative dall’esenzione del pagamento delle tasse sui controlli, così come era stato proposto inizialmente dalla Commissione, ma osteggiato da alcuni Stati Membri (tra cui l’Italia). A favore dell’esenzione delle piccole imprese agroalimentari si sono espressi – ricorda Agrinsieme – Copa e Cogeca (i Comitati delle Organizzazioni europee di imprese e cooperative) e c’è una presa di posizione della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. Come evidenziato dal rapporto 2013 sui controlli ufficiali del ministero della Salute - sottolinea Agrinsieme – l’agricoltura è la categoria imprenditoriale che ha i maggiori controlli sulla sicurezza alimentare. Ad essi si devono sommare anche quelli effettuati per i pagamenti ambientali, per il benessere animale, per la tutela del territorio e paesaggio. Allo stesso tempo i dati confermano, da anni, che l’agricoltura è l’anello della filiera agroalimentare italiana con il minore numero di infrazioni”. “Non esiste - rimarca il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza nazionale delle Cooperative - un settore come quello agricolo, così tanto controllato e così sicuro. Controlli che le nostre imprese e cooperative già pagano attraverso le risorse europee destinate al loro sviluppo”. “È evidente che l’esenzione dal pagamento delle tasse sui controlli ufficiali sia una misura necessaria, così come è stato riconosciuto finora in Italia – conclude Agrinsieme -. Nel nostro Paese, ma in generale in tutta Europa, le imprese agricole sono per la stragrande maggioranza piccole e micro imprese, per lo più a carattere familiare, che compongono anche molte cooperative. Un’ulteriore tassazione costringerebbe molte realtà ad uscire dal già stretto circolo delle aziende competitive, portando anche all’abbandono del territorio”.
giovedì 6 marzo 2014
COLDIRETTI, ESENTATI I TERRENI AGRICOLI DALLA TASI. PER I FABBRICATI RURALI ALIQUOTA RIDOTTA
Fonte: Coldiretti Ferrara
Aliquota minima sui fabbricati all’ 1 per mille ed esenzione per i terreni.
Niente Tasi sui terreni agricoli. Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri del 28 febbraio scorso, che ha ratificato l’esenzione dal pagamento del nuovo Tributo sui servizi indivisibili. Scongiurato anche il pericolo di un aumento dell’aliquota fino all’8 per mille sui fabbricati rurali, per i quali si continuerà ad applicare quella ridotta dell’1 per mille. I Comuni possono inoltre stabilire riduzioni ed esenzioni per talune categorie di immobili, tra cui i fabbricati rurali ad uso abitativo. Ricordiamo che la Tasi è collegata alla erogazione dei servizi comunali e riguarda il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, compresa l’abitazione principale, di aree scoperte, nonché di aree edificabili a qualsiasi uso adibiti. Assieme all’Imu, che ha come presupposto il possesso dell’immobile, e alla Tari (Tassa rifiuti), diretta al finanziamento dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, fa parte della nuova Imposta unica comunale (Iuc),entrata in vigore dal 1° gennaio scorso con l’obiettivo di riorganizzare la tassazione comunale. A livello generale, il Consiglio dei Ministri ha stabilito che, per consentire le detrazioni sulla prima casa di cui hanno beneficiato le famiglie italiane nel 2012, l’aliquota massima della Tasi (tributo sui servizi indivisibili) per l’anno 2014 per ciascuna tipologia di immobili può essere aumentata complessivamente fino ad un massimo dello 0,8 per mille complessivo (con l’esclusione, lo ripetiamo dei fabbricati rurali). L’incremento può essere deliberato dai Comuni a condizione che il gettito relativo sia destinato a finanziare detrazioni o altre misure relative all’abitazione principale in modo tale che gli effetti sul carico dell’imposta Tasi siano equivalenti a quelli dell’Imu prima casa. Secondo quanto comunicato, il versamento della Tasi avverrà mediante modello F24 e/o bollettino di conto corrente postale (per consentire all’Amministrazione finanziaria di disporre dei dati in tempo reale non è possibile utilizzare servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e postali). Il Comune stabilisce le scadenze di pagamento della Tasi e della Tari (tassa sui rifiuti) prevedendo almeno due rate a scadenza semestrale. È consentito il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno
Aliquota minima sui fabbricati all’ 1 per mille ed esenzione per i terreni.
Niente Tasi sui terreni agricoli. Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri del 28 febbraio scorso, che ha ratificato l’esenzione dal pagamento del nuovo Tributo sui servizi indivisibili. Scongiurato anche il pericolo di un aumento dell’aliquota fino all’8 per mille sui fabbricati rurali, per i quali si continuerà ad applicare quella ridotta dell’1 per mille. I Comuni possono inoltre stabilire riduzioni ed esenzioni per talune categorie di immobili, tra cui i fabbricati rurali ad uso abitativo. Ricordiamo che la Tasi è collegata alla erogazione dei servizi comunali e riguarda il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, compresa l’abitazione principale, di aree scoperte, nonché di aree edificabili a qualsiasi uso adibiti. Assieme all’Imu, che ha come presupposto il possesso dell’immobile, e alla Tari (Tassa rifiuti), diretta al finanziamento dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, fa parte della nuova Imposta unica comunale (Iuc),entrata in vigore dal 1° gennaio scorso con l’obiettivo di riorganizzare la tassazione comunale. A livello generale, il Consiglio dei Ministri ha stabilito che, per consentire le detrazioni sulla prima casa di cui hanno beneficiato le famiglie italiane nel 2012, l’aliquota massima della Tasi (tributo sui servizi indivisibili) per l’anno 2014 per ciascuna tipologia di immobili può essere aumentata complessivamente fino ad un massimo dello 0,8 per mille complessivo (con l’esclusione, lo ripetiamo dei fabbricati rurali). L’incremento può essere deliberato dai Comuni a condizione che il gettito relativo sia destinato a finanziare detrazioni o altre misure relative all’abitazione principale in modo tale che gli effetti sul carico dell’imposta Tasi siano equivalenti a quelli dell’Imu prima casa. Secondo quanto comunicato, il versamento della Tasi avverrà mediante modello F24 e/o bollettino di conto corrente postale (per consentire all’Amministrazione finanziaria di disporre dei dati in tempo reale non è possibile utilizzare servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e postali). Il Comune stabilisce le scadenze di pagamento della Tasi e della Tari (tassa sui rifiuti) prevedendo almeno due rate a scadenza semestrale. È consentito il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno
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venerdì 28 febbraio 2014
MARTINA: ESENZIONE TASI PER I TERRENI AGRICOLI CONFERMA STRATEGICITÀ DEL SETTORE
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
"L’esenzione dei terreni agricoli dal pagamento della Tasi è una dimostrazione della consapevolezza da parte del Governo della strategicità del settore agroalimentare e del fatto che questo sia il principale strumento di produzione per gli agricoltori. Per questo voglio esprimere soddisfazione per la conferma dell'esclusione dal pagamento della Tasi per i terreni agricoli e per il fatto che la possibilità di aumentare l'aliquota Tasi all'8 per mille non riguarderà nemmeno i fabbricati rurali, per i quali continuerà ad applicarsi l'aliquota ridotta dell'1 per mille”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha commentato così le misure relative alla Tasi per i terreni e fabbricati rurali adottate oggi in Consiglio dei Ministri.
"L’esenzione dei terreni agricoli dal pagamento della Tasi è una dimostrazione della consapevolezza da parte del Governo della strategicità del settore agroalimentare e del fatto che questo sia il principale strumento di produzione per gli agricoltori. Per questo voglio esprimere soddisfazione per la conferma dell'esclusione dal pagamento della Tasi per i terreni agricoli e per il fatto che la possibilità di aumentare l'aliquota Tasi all'8 per mille non riguarderà nemmeno i fabbricati rurali, per i quali continuerà ad applicarsi l'aliquota ridotta dell'1 per mille”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha commentato così le misure relative alla Tasi per i terreni e fabbricati rurali adottate oggi in Consiglio dei Ministri.
giovedì 31 ottobre 2013
GASOLIO SERRE, DE GIROLAMO: CHIUSA DEFINITIVAMENTE LA PROCEDURA D’INFRAZIONE APERTA NEL 2009 DA BRUXELLES SULL’ESENZIONE DALL’ACCISA
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Si è concluso positivamente il contenzioso con la Commissione europea, che nel 2009 aveva avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia sull’esenzione dall’accisa sul gasolio destinato al riscaldamento delle serre”. Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, ha commentato la comunicazione con la quale nei giorni scorsi la Commissione Ue ha informato le Autorità italiane che, dopo aver preso atto dei risultati dei controlli effettuati su 21.498 aziende coinvolte, per un importo complessivo di 99.326.141,93 euro, non vi sono aiuti da recuperare. “Si tratta di un risultato molto importante – ha dichiarato il Ministro – prima di tutto per i nostri produttori. Si chiude così una vicenda annosa, con un successo ottenuto grazie a un’attività capillare svolta dagli uffici del Ministero in stretta collaborazione con le Regioni e le Province autonome, che si è resa necessaria per l’elevato numero di aziende interessate”.
“Si è concluso positivamente il contenzioso con la Commissione europea, che nel 2009 aveva avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia sull’esenzione dall’accisa sul gasolio destinato al riscaldamento delle serre”. Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, ha commentato la comunicazione con la quale nei giorni scorsi la Commissione Ue ha informato le Autorità italiane che, dopo aver preso atto dei risultati dei controlli effettuati su 21.498 aziende coinvolte, per un importo complessivo di 99.326.141,93 euro, non vi sono aiuti da recuperare. “Si tratta di un risultato molto importante – ha dichiarato il Ministro – prima di tutto per i nostri produttori. Si chiude così una vicenda annosa, con un successo ottenuto grazie a un’attività capillare svolta dagli uffici del Ministero in stretta collaborazione con le Regioni e le Province autonome, che si è resa necessaria per l’elevato numero di aziende interessate”.
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