Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna
Ridurre al minimo l’aliquota Imu da applicare ai terreni agricoli nei comuni interessati ed evitare sanzioni nei casi di ritardato pagamento rispetto alla scadenza del 10 febbraio, nel pieno rispetto dello Statuto del Contribuente. Con questo appello lanciato ai sindaci dell’Emilia Romagna, Coldiretti regionale conferma l’apprezzamento dell’organizzazione dei coltivatori per la scelta equa e coraggiosa di mantenere le esenzioni per le imprese agricole professionali in tutte le aree svantaggiate, riconoscendo il ruolo economico e di presidio territoriale di chi lavora e vive di agricoltura.
considerata anche la pesante situazione che si è creata nelle campagne dell’Emilia Romagna a causa del maltempo, Oltre all’esenzione nelle aree svantaggiate, Coldiretti Emilia Romagna ha esteso l’appello anche ai sindaci dei comuni di pianura affinché anche in queste zone sia fissata l’aliquota minima prevista dalla legge, con l’auspicio di una evoluzione positiva che riconosca il ruolo di presidio territoriale anche per le aziende professionali di queste zone.
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venerdì 13 febbraio 2015
IMU: DOPO DANNI DA MALTEMPO, NO SANZIONI PER RITARDI APPELLO AI SINDACI PER ALIQUOTA MINIMA ANCHE IN PIANURA
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mercoledì 20 novembre 2013
PSR, CONFAGRICOLTURA: “MEZZO MILIARDO DI FONDI EUROPEI A RISCHIO, PER INCAPACITÀ E RITARDI DI DIVERSE REGIONI”
Fonte: Confagricoltura
“Le imprese agricole italiane rischiano di perdere 500 milioni di fondi europei dello sviluppo rurale per l’incapacità di spesa o per i ritardi accumulati da diverse regioni italiane”. La denuncia è di Confagricoltura che rileva come, tra novembre e dicembre, si dovranno spendere 918 milioni di euro, se non si vuol rischiare il disimpegno di poco meno di mezzo miliardo di euro di risorse comunitarie del fondo europeo per lo sviluppo rurale (FEASR) che, se non utilizzate, torneranno inesorabilmente a Bruxelles. “Non si può mettere a rischio un plafond cosi ingente di risorse preziosissime per la nostra agricoltura, che vale oltre 2,5 miliardi di euro anno ed oltre 17 miliardi nell’intero periodo di programmazione – commenta il presidente di Confagricoltura Mario Guidi - Lasciare residui non utilizzati è un delitto”. “Bisogna individuare al più presto le motivazioni dei ritardi e porvi rimedio al più presto – aggiunge Guidi - Cattiva programmazione con misure non sempre allineate ai reali fabbisogni delle imprese, procedure complesse ed onerose che determinano tempi inverosimili per l’espletamento delle pratiche e la liquidazione delle pratiche nonché meccanismi di attribuzione delle risorse che spesso disperdono e rendono inefficace lo strumento della politica di sviluppo rurale. “La situazione – conclude il presidente di Confagricoltura - si ripete da troppo tempo e va fatto di tutto affinché nel prossimo periodo di programmazione 2014-2020 le risorse, in tutte le regioni italiane, siano spese in maniera efficace ed efficiente”.
Altri dati: www.agrestetv.it/documenti/PSR.doc
“Le imprese agricole italiane rischiano di perdere 500 milioni di fondi europei dello sviluppo rurale per l’incapacità di spesa o per i ritardi accumulati da diverse regioni italiane”. La denuncia è di Confagricoltura che rileva come, tra novembre e dicembre, si dovranno spendere 918 milioni di euro, se non si vuol rischiare il disimpegno di poco meno di mezzo miliardo di euro di risorse comunitarie del fondo europeo per lo sviluppo rurale (FEASR) che, se non utilizzate, torneranno inesorabilmente a Bruxelles. “Non si può mettere a rischio un plafond cosi ingente di risorse preziosissime per la nostra agricoltura, che vale oltre 2,5 miliardi di euro anno ed oltre 17 miliardi nell’intero periodo di programmazione – commenta il presidente di Confagricoltura Mario Guidi - Lasciare residui non utilizzati è un delitto”. “Bisogna individuare al più presto le motivazioni dei ritardi e porvi rimedio al più presto – aggiunge Guidi - Cattiva programmazione con misure non sempre allineate ai reali fabbisogni delle imprese, procedure complesse ed onerose che determinano tempi inverosimili per l’espletamento delle pratiche e la liquidazione delle pratiche nonché meccanismi di attribuzione delle risorse che spesso disperdono e rendono inefficace lo strumento della politica di sviluppo rurale. “La situazione – conclude il presidente di Confagricoltura - si ripete da troppo tempo e va fatto di tutto affinché nel prossimo periodo di programmazione 2014-2020 le risorse, in tutte le regioni italiane, siano spese in maniera efficace ed efficiente”.
Altri dati: www.agrestetv.it/documenti/PSR.doc
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lunedì 18 marzo 2013
COLDIRETTI: MALTEMPO, E’ ALLARME PER LE SEMINE. L’INVERNO 2013 SEGNA RECORD PER PIOGGIA E FREDDO
Fonte: Coldiretti Ferrara
Ritardi nella preparazione dei terreni, nelle potature e nella semina delle bietole: crescono anche a Ferrara i timori per un inverno anomalo.
Il ritorno della pioggia (e della neve anche in pianura nelle province vicine), che ha allagato i campi, impedisce le tradizionali semine primaverili mentre il ritorno del freddo mette in pericolo le primizie. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti in riferimento al colpo di coda di un inverno piu’ freddo della media di quasi mezzo grado (-0,46°C) e con il 6 per cento di pioggia in piu’, rispetto alla media di riferimento 1971-2000 secondo Isac Cnr a livello nazionale. Ad essere maggiormente colpite sono le semine di mais e girasole, ma con il freddo sono a rischio anche gli alberi da frutto, in fase di germinazione e le “primizie” primaverili di questa stagione. “Le violente manifestazioni temporalesche accadute nei giorni scorsi anche nella nostra provincia – considera il presidente di Coldiretti Ferrara - sono uno degli effetti dei cambiamenti climatici che in Italia si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense, un maggiore rischio per gelate tardive. Stiamo registrando difficoltà e problemi di accesso ai nostri terreni a causa del permanere di acqua nei fondi che non riescono a liberarsi dell’acqua in eccesso, che imbibisce la gran parte dei terreni della provincia, soprattutto quelli argillosi, rendendo di fatto impossibile ultimare le potature, preparare i letti di semina per le colture primaverili ed in particolare la semina delle bietole. Allarme anche per pomodori e altre orticole di pieno campo che hanno necessità di terreni ben preparati per rendere al meglio.” E così dopo le grandi difficoltà causate dalla siccità del 2012 si preannunciano altrettanti problemi a causa dell’eccessiva piovosità in questo inizio 2013. “Siamo preoccupati in questi giorni anche per la situazione della bonifica, diversi campi sono in parte allagati e c’è necessità che tutti gli impianti siano al massimo dell’efficienza per evitare danni ulteriori, come ad esempio il ristagno per troppi giorni in colture già in atto, come grano, altri cereali autunnali ed anche i frutteti, che rischiano di soffocare per la troppa umidità in cui si trovano le radici. Inoltre sappiamo bene che essendo la gran parte degli impianti di bonifica a sollevamento, ovvero con l’utilizzo di pompe, i costi rischiano di lievitare anche per le tasse del consorzio di bonifica, aggiungendo problema a problema.”
Ritardi nella preparazione dei terreni, nelle potature e nella semina delle bietole: crescono anche a Ferrara i timori per un inverno anomalo.
Il ritorno della pioggia (e della neve anche in pianura nelle province vicine), che ha allagato i campi, impedisce le tradizionali semine primaverili mentre il ritorno del freddo mette in pericolo le primizie. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti in riferimento al colpo di coda di un inverno piu’ freddo della media di quasi mezzo grado (-0,46°C) e con il 6 per cento di pioggia in piu’, rispetto alla media di riferimento 1971-2000 secondo Isac Cnr a livello nazionale. Ad essere maggiormente colpite sono le semine di mais e girasole, ma con il freddo sono a rischio anche gli alberi da frutto, in fase di germinazione e le “primizie” primaverili di questa stagione. “Le violente manifestazioni temporalesche accadute nei giorni scorsi anche nella nostra provincia – considera il presidente di Coldiretti Ferrara - sono uno degli effetti dei cambiamenti climatici che in Italia si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense, un maggiore rischio per gelate tardive. Stiamo registrando difficoltà e problemi di accesso ai nostri terreni a causa del permanere di acqua nei fondi che non riescono a liberarsi dell’acqua in eccesso, che imbibisce la gran parte dei terreni della provincia, soprattutto quelli argillosi, rendendo di fatto impossibile ultimare le potature, preparare i letti di semina per le colture primaverili ed in particolare la semina delle bietole. Allarme anche per pomodori e altre orticole di pieno campo che hanno necessità di terreni ben preparati per rendere al meglio.” E così dopo le grandi difficoltà causate dalla siccità del 2012 si preannunciano altrettanti problemi a causa dell’eccessiva piovosità in questo inizio 2013. “Siamo preoccupati in questi giorni anche per la situazione della bonifica, diversi campi sono in parte allagati e c’è necessità che tutti gli impianti siano al massimo dell’efficienza per evitare danni ulteriori, come ad esempio il ristagno per troppi giorni in colture già in atto, come grano, altri cereali autunnali ed anche i frutteti, che rischiano di soffocare per la troppa umidità in cui si trovano le radici. Inoltre sappiamo bene che essendo la gran parte degli impianti di bonifica a sollevamento, ovvero con l’utilizzo di pompe, i costi rischiano di lievitare anche per le tasse del consorzio di bonifica, aggiungendo problema a problema.”
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