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venerdì 13 febbraio 2015

IMU: DOPO DANNI DA MALTEMPO, NO SANZIONI PER RITARDI APPELLO AI SINDACI PER ALIQUOTA MINIMA ANCHE IN PIANURA

Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna

Ridurre al minimo l’aliquota Imu da applicare ai terreni agricoli nei comuni interessati ed evitare sanzioni nei casi di ritardato pagamento rispetto alla scadenza del 10 febbraio, nel pieno rispetto dello Statuto del Contribuente. Con questo appello lanciato ai sindaci dell’Emilia Romagna, Coldiretti regionale conferma l’apprezzamento dell’organizzazione dei coltivatori per la scelta equa e coraggiosa di mantenere le esenzioni per le imprese agricole professionali in tutte le aree svantaggiate, riconoscendo il ruolo economico e di presidio territoriale di chi lavora e vive di agricoltura. considerata anche la pesante situazione che si è creata nelle campagne dell’Emilia Romagna a causa del maltempo, Oltre all’esenzione nelle aree svantaggiate, Coldiretti Emilia Romagna ha esteso l’appello anche ai sindaci dei comuni di pianura affinché anche in queste zone sia fissata l’aliquota minima prevista dalla legge, con l’auspicio di una evoluzione positiva che riconosca il ruolo di presidio territoriale anche per le aziende professionali di queste zone.

martedì 10 febbraio 2015

VERGOGNA IMU, SCADUTO OGGI IL TERMINE DI PAGAMENTO CONFAGRICOLTURA, CIA E COPAGRI DI BOLOGNA (ALLEANZA PER L’AGRICOLTURA) AI SINDACI: “VALUTARE SUBITO RATEIZZAZIONE E NON APPLICARE INTERESSI/SANZIONI NEL CASO DI VERSAMENTI TARDIVI MA AVVENUTI ENTRO I TERMINI DELLO STATUTO DEL CONTRIBUENTE”

Fonte: Cia, Confagricoltura e Copagri Bologna

Non si placano di certo gli animi di fronte alla vergogna Imu sui terreni agricoli che per la prima volta si accanisce contro chi fa agricoltura nelle aree più svantaggiate dell’hinterland bolognese. Contro chi lavora la terra sulle colline di Bologna, San Lazzaro, Ozzano, Castel San Pietro Terme, Valsamoggia, Pianoro o su quelle di Casalecchio, Dozza, Imola e Zola Predosa. Peraltro sono tutte zone oggetto in questi giorni di enormi disagi a causa del maltempo: molti agricoltori si trovano ancora senza corrente elettrica e molti altri hanno dovuto sospendere l’attività oltre ai rovinosi danni subiti. Così Confagricoltura, Cia e Copagri di Bologna (Alleanza per l’Agricoltura) hanno preso carta e penna e scritto ai Sindaci dei comuni interessati: “nel suo comune sono presenti zone di fatto collinari nelle quali gli agricoltori che non sono coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, non possono beneficiare delle esenzioni previste per questi ultimi”. “Segnaliamo – continuano le tre organizzazioni agricole bolognesi – la presenza di aziende non “professionali” ma che svolgono una importante attività agricola e di presidio del territorio, fornendo lavoro a dipendenti, che si sono trovate improvvisamente a pagare un’imposta che non trova ragione d’essere nei risicatissimi margini economici derivanti dall’attività agricola in collina”. “Pertanto, pur comprendendo che nella formulazione della nuova delimitazione il Suo Comune non ha alcuna responsabilità diretta, siamo comunque a richiederLe di valutare interventi di aggiustamento già dall’anno 2015 al fine di porre rimedio ad una evidente ingiustizia che rischia di penalizzare chi opera in condizioni di netta inferiorità rispetto ai colleghi della pianura”. “Le chiediamo inoltre – concludono Confagricoltura, Cia e Copagri di Bologna – di valutare subito per l’Imu dell’anno 2014 una forma di rateizzazione e di non applicare interessi e sanzioni nel caso di versamenti tardivi ma avvenuti entro i termini previsti dallo Statuto del Contribuente (art. 3, c. 2, Legge n° 212/2000)”.

mercoledì 18 luglio 2012

I SINDACI DEI COMUNI TERREMOTATI IN CASTELLO CONVOCATI DALLA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

Fonte: Ufficio Stampa della Provincia di Ferrara

 Tutti presenti tranne Mirabello, perché impegnato in una seduta di Giunta, i Comuni colpiti dal sisma, convocati in Castello Estense dalla presidente della Provincia, Marcella Zappaterra: Ferrara (sindaco Tiziano Tagliani e assessore Aldo Modonesi), Bondeno (vicesindaco Luca Pancaldi), Sant’Agostino (sindaco Fabrizio Toselli), Poggio Renatico (sindaco Paolo Pavani), Vigarano (assessore Giulia Massari) e Cento (assessore Massimo Manderioli). Motivo dell’incontro è stata la condivisione con i singoli territori di una tabella di marcia per la progressiva chiusura delle tre strutture che tuttora danno accoglienza alle persone dopo il terremoto del 20 maggio scorso. I numeri della situazione arrivano dal Centro di coordinamento provinciale. Sono 1.084 le persone tuttora fuori casa, di cui 350 ospitate nella tendopoli di Santa Liberata a Cento, 20 nelle scuole medie di Bondeno e 71 nel campo di San Carlo nel territorio di Sant’Agostino. Il resto sta trovando alloggio negli alberghi. Va aggiunto che i cittadini extracomunitari sono una percentuale decisamente elevata rispetto al totale di coloro che sono attualmente in tenda. La ragione di accelerare i tempi per la chiusura delle strutture è favorire il prima possibile il ritorno delle famiglie nelle loro abitazioni, anche in considerazione del fatto che sono esauriti da settimane i 50 milioni di euro in dotazione alla Protezione civile per far fronte a queste spese. Contestualmente la presidente ha chiesto ai Comuni di innestare la quarta anche per quanto riguarda il numero di schede Aedes, cioè i sopralluoghi tecnici per la definizione dell’agibilità delle abitazioni. Sul primo punto tutti i Comuni si sono impegnati ad una chiusura dei centri di accoglienza entro la fine di luglio e laddove il problema è più complicato, vedi Cento, si può procedere nel frattempo a smontare le tende non occupate e quelle che lo sono solamente in parte, ottimizzandone l’utilizzo. Anche Ferrara si è impegnata a chiudere il prima possibile la Casa senza frontiere che attualmente dà ospitalità a sole quattro persone. Sul secondo tema, 160 sono risultate le schede Aedes ancora da evadere a Bondeno, 74 a Cento, un centinaio a Sant’Agostino e circa 350 a Ferrara. Tutti, tranne la città, hanno dato rassicurazioni che il lavoro sarà portato a termine entro la fine dello stesso mese di luglio. Visto che servirà fino alla prima decina di agosto al Comune capoluogo, come affermato dall’assessore Modonesi, la proposta è di mettere a disposizione degli altri territori le squadre tecniche necessarie per stare dentro i tempi programmati. In sostanza due buone notizie che la presidente Marcella Zappaterra può portare a Bologna, dove la prossima settimana è convocato dal commissario Vasco Errani un vertice proprio su questi temi a livello regionale, in attesa del Piano casa che dovrebbe essere pronto prima dell’autunno. Durante l’incontro c’è stato tempo anche per alcuni numeri. Si tratta delle spese per soli servizi alle persone fatte da Comuni e Provincia nelle prime 72 ore e nei giorni successivi al sisma, per un totale di 3.172.970 euro.