...in onda su Telestense Ferrara e Lepida Tv [digitale terrestre] >> orari
Visualizzazione post con etichetta confagricoltura bologna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta confagricoltura bologna. Mostra tutti i post

mercoledì 24 giugno 2015

NUOVO CASELLO DI DOZZA - CONFAGRICOLTURA, COLDIRETTI E U.G.C. CISL DI IMOLA: "OPERA INUTILE E DANNOSA"

Fonte: Confagricoltura Bologna  

Opera che si scontra peraltro con la legge quadro sul contenimento del consumo di suolo - D.L. 10.09.2012

Levata di scudi contro la realizzazione del nuovo casello autostradale di Dozza nell’ambito dell’ampliamento alla quarta corsia della A14. “Che bisogno c’è di creare 4 caselli in un tratto di 25 km?” chiedono Confagricoltura, Coldiretti provinciali e U.G.C. Cisl di Imola alla Autostrade per l’Italia Spa e al Sindaco di Dozza, esprimendo così la totale e netta contrarietà al progetto. La nuova uscita sorgerebbe infatti a soli pochi chilometri di distanza da quelle già esistenti di Castel San Pietro Terme e Imola.
 “E’ un’opera paradossale e inutile – ribattono le organizzazioni agricole provinciali – concepita negli anni passati ossia in un momento di boom economico locale, non in un contesto come quello attuale di forte involuzione del tessuto produttivo. Si scontra peraltro con la legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo di suolo - D.L.10.09.2012”.
“Purtroppo – rimarcano Confagricoltura, Coldiretti provinciali e U.G.C. Cisl di Imola - assistiamo all’ennesima prova che vede “le grandi opere” ancora calate dall’alto, senza quella indispensabile concertazione preventiva con il territorio interessato. Questo modo di operare non è di certo coerente con tutte le enunciazioni, sia del Governo Centrale sia delle Amministrazioni Locali, che individuano nella valorizzazione dei territori un nuovo e vincente modello di sviluppo economico del Paese puntando sulla qualità delle produzioni agricole, sull’enogastronomia e sul turismo”.
“La costruzione del nuovo casello oltre ad incidere in maniera negativa su un territorio rurale ad alta vocazione agricola con coltivazioni di particolare pregio quali i vigneti DOC - proseguono Confagricoltura, Coldiretti provinciali e U.G.C. Cisl di Imola – provocherebbe conseguenze irreversibili in termini di sicurezza e inquinamento ambientale di tutta l'area”.
Da ultimo ma non meno importante, è il danno per le imprese penalizzate dall’esproprio. In particolar modo l’azienda agricola Branchini che rischia di perdere una superficie complessiva di mq. 52.346 con soppressione sia dell’accesso principale, sia della casa colonica destinata alla promozione di prodotti in ambito agrituristico. O ancora, l’azienda agricola Dall’Olio costretta a privarsi di un appezzamento di 3,5 ettari con conseguente divisione a metà della già piccola realtà imprenditoriale e la creazione di due corpi separati di modestissima superficie, quindi non più coltivabili in maniera remunerativa. Risultato: l’inevitabile perdita di occupazione e reddito per proprietari e dipendenti.
Confagricoltura, Coldiretti provinciali e U.G.C. Cisl di Imola si rivolgono pertanto alla Autostrade per l’Italia Spa e al Sindaco di Dozza affinché “non si realizzi un’opera così superflua e controproducente per l’intero territorio già ben servito da reti viarie e caselli autostradali”.

martedì 10 febbraio 2015

VERGOGNA IMU, SCADUTO OGGI IL TERMINE DI PAGAMENTO CONFAGRICOLTURA, CIA E COPAGRI DI BOLOGNA (ALLEANZA PER L’AGRICOLTURA) AI SINDACI: “VALUTARE SUBITO RATEIZZAZIONE E NON APPLICARE INTERESSI/SANZIONI NEL CASO DI VERSAMENTI TARDIVI MA AVVENUTI ENTRO I TERMINI DELLO STATUTO DEL CONTRIBUENTE”

Fonte: Cia, Confagricoltura e Copagri Bologna

Non si placano di certo gli animi di fronte alla vergogna Imu sui terreni agricoli che per la prima volta si accanisce contro chi fa agricoltura nelle aree più svantaggiate dell’hinterland bolognese. Contro chi lavora la terra sulle colline di Bologna, San Lazzaro, Ozzano, Castel San Pietro Terme, Valsamoggia, Pianoro o su quelle di Casalecchio, Dozza, Imola e Zola Predosa. Peraltro sono tutte zone oggetto in questi giorni di enormi disagi a causa del maltempo: molti agricoltori si trovano ancora senza corrente elettrica e molti altri hanno dovuto sospendere l’attività oltre ai rovinosi danni subiti. Così Confagricoltura, Cia e Copagri di Bologna (Alleanza per l’Agricoltura) hanno preso carta e penna e scritto ai Sindaci dei comuni interessati: “nel suo comune sono presenti zone di fatto collinari nelle quali gli agricoltori che non sono coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, non possono beneficiare delle esenzioni previste per questi ultimi”. “Segnaliamo – continuano le tre organizzazioni agricole bolognesi – la presenza di aziende non “professionali” ma che svolgono una importante attività agricola e di presidio del territorio, fornendo lavoro a dipendenti, che si sono trovate improvvisamente a pagare un’imposta che non trova ragione d’essere nei risicatissimi margini economici derivanti dall’attività agricola in collina”. “Pertanto, pur comprendendo che nella formulazione della nuova delimitazione il Suo Comune non ha alcuna responsabilità diretta, siamo comunque a richiederLe di valutare interventi di aggiustamento già dall’anno 2015 al fine di porre rimedio ad una evidente ingiustizia che rischia di penalizzare chi opera in condizioni di netta inferiorità rispetto ai colleghi della pianura”. “Le chiediamo inoltre – concludono Confagricoltura, Cia e Copagri di Bologna – di valutare subito per l’Imu dell’anno 2014 una forma di rateizzazione e di non applicare interessi e sanzioni nel caso di versamenti tardivi ma avvenuti entro i termini previsti dallo Statuto del Contribuente (art. 3, c. 2, Legge n° 212/2000)”.

venerdì 6 febbraio 2015

IMPATTO DEL MALTEMPO SULL’AGRICOLTURA, CONFAGRICOLTURA BOLOGNA ALLA CONTA DEI DANNI: “FLAGELLATI CAMPI APPENA SEMINATI, GRAVI RITARDI SULLE OPERAZIONI COLTURALI PRIMAVERILI E DANNI INCALCOLABILI PER LE AZIENDE AGRICOLE”

Fonte: Confagricoltura Bologna

Traffico in tilt, autostrade e aeroporti chiusi ma non solo. Il maltempo si abbatte anche sull’agricoltura. “Fino a 20-30 cm d’acqua sui terreni più bassi dell’hinterland bolognese che accumulano il flusso inarrestabile proveniente da monte. Flagellati i campi appena seminati di cipolla e quelli di grano appena concimati. Danni ai terreni pronti per le semine primaverili, come la barbabietola da zucchero, che subiranno anche un mese di ritardo ed effetti devastanti sulla rete scolante delle aziende agricole”. E’ questo il primo bollettino diramato da Confagricoltura Bologna che fotografa la drammatica situazione nelle campagne dopo le incessanti piogge e nevicate delle ultime ore. “Una nota di merito – continua Confagricoltura Bologna - va invece alla rete di solidarietà messa in piedi dai nostri agricoltori della Valsamoggia, grazie alla quale è stata possibile la mungitura in tutte le stalle fin dalle 5 di stamani con l’ausilio di generatori passati di mano in mano, nonostante la mancanza di corrente elettrica. Nella stessa zona si è prestato soccorso coi trattori a diversi camion di latte del Parmigiano Reggiano finiti nel fosso”. “Lo stato di allerta per l’evento calamitoso – rimarca Confagricoltura Bologna – richiama anche l’esigenza di mettere subito in sicurezza il territorio contro il rischio di erosione spondale dei fiumi e dei corsi d’acqua”.

venerdì 30 gennaio 2015

ALLARME VESPA CINESE, CONFAGRICOLTURA BOLOGNA CHIEDE UNA DEROGA PER I PRODUTTORI DI CASTAGNE BIO DELL’APPENNINO CHE CONSENTA DI EFFETTUARE TRATTAMENTI CON PRODOTTI FITOSANITARI: “IL PIANO DI CONTROLLO BIOLOGICO AVVIATO DALLA REGIONE NON È SUFFICIENTE”

Fonte: Confagricoltura Bologna

E’ allarme vespa cinese: un serio rischio per la castanicoltura bio dell’Appennino bolognese. A tutela dei produttori e dell’intero comparto, scende in campo anche Confagricoltura Bologna. “Il piano di controllo biologico della vespa cinese o Dryocosmus kuriphylus, avviato dalla Regione, non ha portato ai risultati sperati. Chiediamo pertanto una deroga che consenta ai produttori di castagne bio di effettuare trattamenti con prodotti fitosanitari durante il mese di maggio, periodo in cui si registra il picco massimo di casi”. E’ questo l’appello lanciato da Confagricoltura Bologna alla vigilia del convegno “Cavar le castagne dal fuoco: problemi e prospettive per la castanicoltura” - in programma domani 31 gennaio a Vergato – nel quale verrà affrontata la grave fitopatia della vespa cinese alla presenza, tra gli altri, dell’Assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli e del presidente dell’Unione Appennino Bolognese, Romano Franchi.

giovedì 29 gennaio 2015

CONTRATTI DI RETE NELL’AGROALIMENTARE: 1 SU 7 È IN EMILIA ROMAGNA, IN PRIMIS AZIENDE AGRICOLE DEDITE ALLE COLTIVAZIONI E ALLA PRODUZIONE ANIMALE. DATI E PUNTI DI FORZA ILLUSTRATI OGGI A BOLOGNA

Fonte: Confagricoltura Bologna

Uno su sette è in Emilia Romagna con un trend in costante crescita. Stiamo parlando del contratto di rete nel settore agroalimentare che ha già coinvolto quasi 900 aziende sul territorio nazionale, di cui 533 sono agricole e prevalentemente dedite alle coltivazioni e alla produzione animale. E’ quanto emerso oggi al convegno organizzato da Confagricoltura Bologna su “Le reti d’impresa in agricoltura: uno strumento in più per le nostre aziende”, nel quale sono stati illustrati e approfonditi i numerosi punti di forza del nuovo modello di collaborazione tra imprese che consente, pur mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità, di realizzare progetti ed obiettivi condivisi nell’ottica di incrementare la capacità innovativa e produttiva e quindi la maggiore competitività sul mercato. Il contratto di rete agricolo, introdotto nel 2014, offrirà alle imprese l’opportunità di mettere in comune i fattori produttivi (terreni, macchinari, strutture, manodopera) per accrescere e migliorare la produzione agricola. “Un’occasione da non perdere e un passo avanti improrogabile per le aziende agricole orientate verso una strategia di marketing più aggressiva soprattutto sui mercati esteri” – ha detto Gianni Tosi, presidente di Confagricoltura Bologna. Dei benefici per le aziende unite in rete ne è certa la responsabile Reti di Impresa di Confagricoltura, Maria Cristina D’Arienzo. E’ lei che sta promuovendo in tutta Italia il nuovo modello di agricoltura: ha incontrato in un anno oltre 2mila imprenditori e formato una squadra di “manager di rete” in grado di accompagnare per mano l’agricoltore fino alla firma del contratto e persino oltre. Perché dunque realizzare una rete di imprese in agricoltura? Anzitutto per aumentare la dimensione aziendale preservando l’autonomia giuridica ed operativa delle imprese che si aggregano; per ampliare la propria offerta di beni e servizi; per accedere a finanziamenti e/o contributi; per partecipare a gare per l’affidamento di contratti pubblici; per assumere congiuntamente il personale dipendente (le assunzioni congiunte sono di fatto entrate in vigore dal 7 gennaio 2015); per accrescere le competenze delle risorse umane investite. Alcuni esempi in Emilia Romagna: chi produce pomodoro da industria è interessato a entrare in rete con altre aziende cerealicole per concretizzare assieme un piano di rotazione colturale improntato a una logica produttiva; le cantine potrebbero invece profittare dell’aggregazione nel marketing, proponendo un marchio comune o assumendo promoter all’estero al fine di acquisire nuovi sbocchi commerciali

lunedì 26 gennaio 2015

FOCUS SULLE RETI DI IMPRESA IN AGRICOLTURA ORGANIZZATO DA CONFAGRICOLTURA. CONVEGNO A BOLOGNA GIOVEDÌ 29 GENNAIO

Fonte: Confagricoltura Bologna

E’ una nuova tipologia di accordo tra imprese che permette di preservare l’autonomia imprenditoriale e al contempo accrescere la capacità innovativa e la competitività delle singole realtà. Per saperne di più, Confagricoltura Bologna organizza il convegno “Le reti d’impresa in agricoltura”, giovedì 29 gennaio (ore 11, sala riunioni Apo Conerpo, via Tosarelli 155 a Villanova di Castenaso, Bo) con l’intervento di esperti legali e fiscali, tra cui Nicola Caputo, Roberto Caponi, Antonio Vincenzi, che sono rispettivamente i responsabili dell’area fiscale, sindacale e legale di Confagricoltura e la partecipazione di Maria Cristina D’Arienzo, responsabile Reti di Impresa di Confagricoltura. Introduce i lavori il presidente di Confagricoltura Bologna, Gianni Tosi. Nel corso dell’incontro si farà luce sugli aspetti civilistici, fiscali e lavoristici e sui benefici del nuovo strumento di aggregazione tra imprese: ottimizzazione dei costi gestionali (macchinari, attrezzature e manodopera); semplificazioni introdotte sul piano lavoristico (assunzioni congiunte, distacco e codatorialità) e marketing più aggressivo in grado di offrire prodotti diversificati sul mercato interno ed estero.

venerdì 23 gennaio 2015

REBUS IMU SUI TERRENI AGRICOLI MONTANI, PREOCCUPAZIONE DI CONFAGRICOLTURA BOLOGNA: “L’APPLICAZIONE DEI PARAMETRI ISTAT COME ANNUNCIATA OGGI DAL GOVERNO, DANNEGGERÀ COMUNQUE L’AGRICOLTURA NELLE ZONE COLLINARI E MONTANE: IL CASO DELLA VALSAMOGGIA”

Fonte: Confagricoltura Bologna

L’orientamento del Governo annunciato nel pomeriggio, va verso la modifica dei parametri applicativi. Via dunque la scellerata classificazione basata sull’altitudine del municipio che avrebbe finito col penalizzare tanti terreni agricoli posizionati in alto, rispetto alla sede del comune a valle, e avanti con la classificazione fornita dall’Istat. In sintesi: saranno esentati dall’imposta tutti i terreni agricoli nei comuni classificati “montani” e solo i terreni di proprietà di coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola (IAP) nei comuni “parzialmente montani”. “Pur adottando la classificazione dell’Istat - è la forte preoccupazione di Confagricoltura Bologna - nei comuni “parzialmente montani” come Castel San Pietro, Valsamoggia, Pianoro, San Lazzaro, Ozzano Emilia e Bologna (vedi tabella allegata) verrebbero per la prima volta tassati gli agricoltori non rientranti nella categoria coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali”. “Il paradosso inoltre – conclude Confagricoltura Bologna – si accanisce anche sugli ex comuni della Valsamoggia come Savigno che in base alla classificazione Istat sarebbe rientrato di diritto tra i comuni montani ma ora, dopo la fusione, perde questa connotazione”.

CAOS IMU TERRENI MONTANI, CONFAGRICOLTURA BOLOGNA: “PRESTO FATTE E PRESTO DIMENTICATE: SONO LE PROMESSE DI RENZI. URGENTE L’INTERVENTO MINISTERIALE, SUBITO LA RIDEFINIZIONE DELLE MODALITÀ DI ESENZIONE DELL’IMU AGRICOLA. I COMUNI BOLOGNESI DOVE L’AGRICOLTURA È A RISCHIO”

Fonte: Confagricoltura Bologna

“Presto fatte e presto dimenticate: sono le promesse del governo Renzi che prima si impegna a rivedere gli assurdi parametri applicativi dell’Imu sui terreni montani e collinari contenuti nel decreto interministeriale del 28 novembre scorso poi come se nulla fosse, a una manciata di giorni dalla scadenza dei pagamenti fissata per il 26 gennaio, tace e non decide alcunché”. E’ il grido indignato di Confagricoltura Bologna dopo la negata sospensione del decreto IMU sui terreni ex montani da parte del Tar del Lazio e dopo il silenzio assordante del Ministero dell’Economia che di fatto ridà il via libera al nuovo tributo. “Il Governo va avanti senza coperture e per recuperare i 350 milioni di euro utilizzati per il bonus Irpef di 80 euro – rimarca l’organizzazione sindacale bolognese - vessa le aziende agricole già duramente penalizzate dalla grave crisi economica che faticano a sostenere anche il regolare pagamento di stipendi, contributi e forniture”. Conti alla mano, sui terreni agricoli meno redditizi dell’hinterland bolognese - situati nei comuni montani o parzialmente montani come da tabella sotto riportata ed evidenziata in rosso – peserà in media un fardello IMU pari a 45 euro ogni ettaro e a 80 euro per i non coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Da sottolineare, l’incidenza nel comune di Valsamoggia - con casa comunale rispettivamente a 93 metri sul livello del mare ma con i terreni agricoli situati ad una altitudine molto superiore - dove l’IMU costerà all’imprenditore ben 89 euro ad ettaro e se non rientrante nella categoria coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale, anche 160 euro. “Occorre pertanto un tempestivo intervento ministeriale orientato alla ridefinizione delle modalità di esenzione dell’Imu agricola. E’ a rischio l’agricoltura del nostro territorio che, peraltro, ha chiuso il 2014 col segno meno nell’occupazione (-1,1%) e nella consistenza delle imprese (-3%). Ci attendiamo - conclude Confagricoltura Bologna - l’esenzione totale per le aree svantaggiate e classificate dall’Istat come “montane o parzialmente montane”; per quelle soggette al dissesto idrogeologico e allo spopolamento o altresì danneggiate dalle avversità climatiche. E per i terreni situati all’interno dei parchi”.




Tabella sul Valore medio dell’IMU in alcuni comuni montani o parzialmente montani dell’hinterland bolognese


IMU media per ettaro
Comune
CD IAP
NO CD IAP
Valsamoggia
€  88,79
 €  159,82
Borgo Tossignano
€  47,93
 €    86,28
Monte San Pietro
€  41,32
 €    74,38
Casalfiumanese
€  42,97
 €    77,34
Sasso Marconi
€  41,78
 €    75,21
Marzabotto
€  19,97
 €    35,95
Fontanelice
€  47,03
 €    84,65
Dozza
€  80,85
 €  145,54
Vergato
€  14,60
 €    26,28
Pianoro
€  44,83
 €    80,69
Monterenzio
€  24,81
 €    44,67
Castel del Rio
€  40,18
 €    72,32
Porretta Terme

€    14,28
Granaglione

€    13,65
Castel di Casio

€    15,85
Grizzana Morandi

€    27,64

lunedì 1 dicembre 2014

ASSEMBLEA GENERALE CONDIFESA BOLOGNA, APPROVATO A LARGHISSIMA MAGGIORANZA IL PROGETTO DI FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI CONDIFESA BOLOGNA IN CONDIFESA FERRARA (OLTRE IL 40% DEI VALORI ASSICURATI DELL’INTERA EMILIA ROMAGNA)

Fonte: COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO DI CONFAGRICOLTURA, CIA E COPAGRI BOLOGNA

“Avanti verso un nuovo sistema di Condifesa che rappresenti il territorio in maniera uniforme e che punti su aggregazioni più ampie, sulla riduzione dei costi di gestione, su un maggior potere contrattuale e sull’ottimizzazione dell’attività sul territorio”. È questa la posizione espressa dai vertici di Confagricoltura, Cia e Copagri Bologna a margine dell’assemblea generale di Condifesa Bologna riunitasi oggi a Bentivoglio (Bo) che ha approvato a larga maggioranza, con 702 voti favorevoli su 717 espressi, il progetto di fusione per incorporazione di Condifesa Bologna in Condifesa Ferrara: una realtà destinata a rappresentare oltre il 40% dei valori assicurati dell’intera Emilia Romagna. “Una svolta epocale e un passo avanti decisivo – ha dichiarato Luca Vittori Venenti, presidente di Condifesa Bologna – nell’ottica di portare a compimento il percorso di collaborazione avviato dai Condifesa di Bologna e Ferrara già da diversi anni e finalizzato alla costruzione di un nuovo Consorzio di difesa più forte che risponda meglio alle istanze e alle necessità del mondo agricolo alla luce della nuova PAC. Tra gli obiettivi della nuova Politica Agricola Comunitaria, infatti, c’è anche quello di destinare più risorse al sistema assicurativo che possano, da un lato, tutelare gli agricoltori contro le calamità naturali e dall’altro prevedere azioni di copertura del reddito in caso di crisi di mercato”.

lunedì 17 giugno 2013

IN ARRIVO NUOVE NORME PER CHI FA AGRICOLTURA NELLE AREE PROTETTE.

Fonte: Confagricoltura Bologna

Circa 46mila ettari del territorio bolognese - e oltre 270mila di quello regionale – sono “oasi verdi” destinate alla conservazione della biodiversità e regolate da una rigida normativa che entrerà in vigore dopo l'estate: i piani di gestione dei Siti Rete Natura 2000. Non tutti sanno però che buona parte di quei terreni sono produttivi; celano colture, tradizioni secolari, attività agricole; testimoniano l'opera dell'uomo e creano ogni giorno occupazione e reddito. Sono pertanto, e anche, un luogo di lavoro. Vogliamo, per una volta, raccontare il punto di vista dell'agricoltore, al contempo custode e imprenditore dell'habitat naturale rientrante nei siti Rete Natura 2000, che presto dovrà fare i conti con ferrei vincoli ambientali e con le relative sanzioni imposte dalla nuova legge. Se ne parlerà giovedì 20 giugno al convegno “IMPRESA, PROPRIETA' E TERRITORIO: l'attività agricola ed i vincoli ambientali” (ore 17, Hotel Savoia Regency, Via del Pilastro 2, Bologna), organizzato da Confagricoltura Bologna in occasione della assemblea annuale dei soci. Interverranno, tra gli altri, l'Assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni, il DG dell'Assessorato regionale all'Ambiente, Giuseppe Bortone, e il prof. Davide Viaggi della Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna, oltre a Gianni Tosi e Guglielmo Garagnani, rispettivamente presidente provinciale e regionale di Confagricoltura assieme al presidente nazionale Mario Guidi.