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domenica 13 dicembre 2015

STABILITA’, GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA: BOCCIATA ESENZIONE IMU ANCHE PER CHI AFFITTA AI FIGLI

Fonte: Anga di Confagricoltura

“Avevamo chiesto di esonerare dal pagamento dell’Imu almeno chi affitta i terreni agricoli o li cede ai propri figli. Purtroppo anche quest’ultimo emendamento, sottoscritto dal M5S e FI, non è passato. Oltre che un’occasione persa, si tratta un ulteriore ostacolo per i giovani agricoltori”. Raffaele Maiorano, presidente dei giovani di Confagricoltura ha così commentato la notizia appresa di un’ulteriore bocciatura ad un provvedimento per i giovani impegnati nel settore. “Già le aziende agricole condotte dagli ‘under 35’ sono calate nell’ultimo anno del 7,54% rispetto al 2014 – sottolinea Maiorano - e questa ulteriore difficoltà avrà comunque ricadute negative per lo sviluppo e per l’immissione di forze nuove in un settore che ha necessità di ricambio generazionale”. “Con un Paese come il nostro, che ha pochi terreni disponibili ed a costi elevati – conclude il presidente dei giovani di Confagricoltura - l’Imu va tolta a tutti i giovani agricoltori. Altrimenti il proprietario scaricherà sull’affittuario il costo dell’imposta, facendo diventare antieconomica, soprattutto nei primi anni, l’attività. E reperire la terra diventerà ancora più difficile”.

venerdì 31 ottobre 2014

DDL STABILITÀ: PROFONDA DELUSIONE DEI GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA

Fonte: Confagricoltura

 “Siamo profondamente delusi per lo stralcio dal Ddl Stabilità dei fondi per i giovani agricoltori.” E’ questo il commento del presidente dei giovani di Confagricoltura Raffaele Maiorano alla decisione assunta dalla Commissione Bilancio della Camera. “La nostra illusione è durata solo 48 ore – continua Maiorano-. Con un tratto di penna, si sono cancellate misure importanti che potevano favorire quel ricambio generazionale su cui c’è l’impegno del ministro Martina e fronteggiare l’eccessiva frammentazione del tessuto imprenditoriale agroalimentare, aumentandone la competitività”. “La Legge di Stabilità - ha rimarcato il presidente dei Giovani di Confagricoltura - doveva individuare un percorso di crescita per le imprese, per far ripartire concretamente l’agro-economia. Pur essendo, quella prevista nel Ddl per i giovani, una somma esigua, comunque era per noi un segnale importante ed uno stimolo non trascurabile”. “Anche se siamo consapevoli che si è trattato di un errore tecnico – ha concluso Maiorano – il nostro rammarico è che non siano state fatte a monte le necessarie verifiche. Ci attendiamo ora che i fondi vengano sbloccati rapidamente, superando ostacoli e vincoli, attraverso opportuni provvedimenti.”

mercoledì 1 ottobre 2014

LAVORO, MAIORANO (ANGA-CONFAGRICOLTURA): ”DATI DRAMMATICI SULLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE, MA CI SONO SPAZI DI CRESCITA IN AGRICOLTURA”

Anga - Confagricoltura nazionale

“Sono dati drammatici. Il raddoppio in sette anni dei giovani disoccupati mi colpisce come giovane e come imprenditore al vertice di un’associazione giovanile. Tanto più considerato che da questi numeri sono esclusi i giovani inattivi, tra cui quelli impegnati negli studi.  Continuando così si rischia di mettere  un’intera generazione, quella che dovrebbe rappresentare il futuro del Paese, completamente fuori mercato”.

martedì 19 agosto 2014

LAVORO. MAIORANO (ANGA CONFAGRICOLTURA):”DAI RANCH DELLO IOWA ALLE CANTINE DELL’AUSTRALIA MERIDIONALE, GLI AGRICOLTORI SI FORMANO CON I NOSTRI STAGE ALL’ESTERO”

Fonte: Confagricoltura

“L’agricoltura ha bisogno sempre più di formazione, competenza e specializzazione. Offriamo, da tempo, l’opportunità di apprendere nuove tecniche, confrontare diversi metodi, crescere personalmente e professionalmente, allargare il proprio orizzonte e migliorare la conoscenza dell’inglese per poi tornare, arricchiti di esperienza in Italia”. Raffaele Maiorano, presidente dei giovani di Confagricoltura presenta così gli stage formativi in Usa e in Australia studiati per agricoltori, studenti di agraria, di scienze forestali e enologia. “A partire da settembre – continua il presidente dell’Anga - può iscriversi al nostro programma per l’Australia, dove quest’anno si prevede una buona vendemmia. Nei tre mesi previsti dal programma si potranno confrontare i diversi metodi di vinificazione e le differenti colture.” Per partecipare è necessario conoscere l’inglese, non superare i 30 anni essere specializzati in Enologia o Viticoltura (per fare esperienza come operatore di cantina e assistente di laboratorio) o aver partecipato almeno ad una vendemmia. Le partenze sono previste da gennaio a marzo. Ma quanto costa lo stage in Australia? Circa 2.300 euro, ai quali vanno aggiunte le spese di viaggio. Questa cifra comprende l’iscrizione, l’assicurazione medica ed il seminario di orientamento a Melbourne. Il tirocinio è retribuito:“Beninteso – continua Maiorano – i tirocini sono retribuiti almeno 19/20 dollari australiani l’ora e si può lavorare, nei periodi di punta, anche 10/12 ore al giorno. La proposta australiana, però, non si limita alla vendemmia, è possibile svolgere tirocini presso aziende di seminativi, allevamenti di bestiame, in aziende frutticole e perfino in piantagioni di banane”. Negli Stati Uniti l’offerta di stage è ancora più vasta. I costi variano dagli 850 ai 2.100$ (secondo la durata) a cui vanno aggiunte le spese di viaggio, iscrizione, assicurazione (65$ al mese) e quelle di Sevis e Visto (340$) Per la viticoltura – sottolinea l’associazione dei giovani di Confagricoltura - si può ‘sognare’ la California, ma non solo. Numerose opportunità per il settore del vino, nella valle di Willamette dell'Oregon e della valle di Yakima, Washington. I tirocini durano 3-4 mesi, ma è possibile uno stage di 12 mesi. “Sia Washington che l'Oregon – mette in evidenza il presidente Anga - producono alcuni dei pinot nero, Merlot e Riesling migliori del mondo”. Per gli altri settori agricoli si può spaziare dalle campagne di raccolta su macchinari John Deere agli allevamenti di suini; dalla costruzione e gestione dei campi da golf alla ricerca sugli alberi da frutto o sul grano. “Si potrà – prosegue il presidente dei giovani di Confagricoltura - andare in un ranch in Iowa, Illinois, o Minnesota. Per l’Itticoltura consigliamo la Florida. Offriamo stage in frutticoltura e garden center. E’ possibile, infine, partecipare al programma US Forest Service, per collaborare al censimento nazionale delle risorse forestali americane, a programmi di educazione ambientale, apprendere la gestione del suolo pubblico, le tecniche forestali, la pianificazione e vendita di legname”. I tirocini durano da 3 a 18 mesi e possono prevedere la frequenza di un trimestre presso una Università americana. “Non promettiamo un lavoro o un’occasione di guadagno – conclude Raffaele Maiorano - ma assicuriamo una importante opportunità di formazione e di crescita personale e professionale da cogliere al volo. I nostri stage sono stati sperimentati da migliaia di giovani, quegli negli Usa sono addirittura spesso ‘tagliati su misura’ sull’esigenza dei candidati”. Info: anga@confagricoltura.it

martedì 29 luglio 2014

#TERREVIVE, MAIORANO (ANGA): “TERRENI DEMANIALI AI GIOVANI AGRICOLTORI PRIMO PASSO PER IL RICAMBIO GENERAZIONALE

Fonte: Confagricoltura

 “Il decreto #terrevive ha imboccato la strada giusta, che per essere efficace andrebbe proseguita con la ‘liberazione’ di risorse delle altre amministrazioni pubbliche, gli enti locali in particolare”. Questo il commento dell’Anga alla firma del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, sul decreto che, dal prossimo settembre, dovrà concedere in affitto o cedere 5.500 ettari di terreno agricolo pubblico, di proprietà del Demanio, del Corpo forestale dello Stato e del Cra - Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura. “Rendere disponibili le terre demaniali è una nostra vecchia battaglia – precisa il presidente dell’Associazione Raffaele Maiorano -. Noi Giovani di Confagricoltura avevamo sollecitato più volte l’attuazione di una norma rimasta inspiegabilmente congelata. Occorre andare avanti perché con #terrevive, a fronte di oltre 300.000 ettari di terreni agricoli demaniali, se ne svincolano poche migliaia: l’equivalente dello 0,04% della Sau italiana e lo 0,26% di quella delle aziende condotte da “under 40”, secondo i dati del censimento 2010”. A parere dell’Anga si è decisamente sulla via giusta per favorire il ricambio generazionale e la modernizzazione dell'agricoltura italiana. “Sarà necessario – conclude il presidente dei Giovani di Confagricoltura - garantire nel bando facilità, parità di accesso a tutti i giovani agricoltori o aspiranti tali e trasparenza nelle procedure. Ci auguriamo che si avvii finalmente una costruttiva concertazione, anche con l’obiettivo di abbattere l’altra grande barriera all’ingresso dei giovani nel settore, l’accesso al credito”.

martedì 24 giugno 2014

UE, MAIORANO (ANGA-CONFAGRICOLTURA) INCONTRA IL COMMISSARIO CIOLOS. APPREZZAMENTO PER IL SOSTEGNO AI GIOVANI

Fonte: Confagricoltura

“Bene aver inserito i giovani agricoltori nei sostegni del primo pilastro della Politica agricola comune, ora occorre passare alla fase due, quella operativa e pratica. Sono convinto che sia possibile aumentare il sentiment europeista della popolazione della Ue attraverso l’agricoltura, ma per farlo occorrono norme chiare, sicure e bisogna incentivare la formazione e diffondere l’informazione sugli strumenti a disposizione”. Lo ha detto il presidente dei Giovani di Confagricoltura Raffaele Maiorano in occasione dell’incontro a Palazzo della Valle con il commissario all’Agricoltura Dacian Ciolos. Maiorano ha particolarmente apprezzato il passaggio del commissario, che ha riconosciuto come quanto fatto sinora per i giovani agricoltori sia un buon punto di partenza, ma che è solo l’inizio. “Abbiamo infatti bisogno – ha detto il Commissario europeo all’agricoltura - di impegni da parte degli Stati membri che attivino misure sempre più efficaci, così come abbiamo necessità di proseguire nell’attività essenziale di formazione, come io stesso ho proposto in passato per formulare ad esempio una sorta di programma Erasmus”. Per il presidente dell’Anga sarebbe un esperimento molto interessante per accrescere la capitalizzazione e lo scambio di conoscenze in un’ottica di rete tra tutti i giovani agricoltori europei. In Italia si registra un vero e proprio boom nelle iscrizioni alle facoltà di agraria e agli istituti tecnici professionali. E' un segnale importante di cambio di rotta mentale e culturale e che dimostra la voglia di formazione e informazione sul settore primario. Il futuro dell’agricoltura passa attraverso il ricambio generazionale, la possibilità delle nuove leve di essere attive, di poter crescere e consolidarsi. “Siamo a tutti gli effetti agricoltori europei, anche se giovani – ha concluso Maiorano - e il nostro settore va valorizzato di più. Va fatto in termini produttivi, ma anche in particolare con percorsi formativi europei omogenei e soprattutto dando priorità ai giovani nei Bandi della Ue”.

lunedì 2 dicembre 2013

IMU, MAIORANO (ANGA-CONFAGRICOLTURA): PER I GIOVANI SARA’ PIU’ DIFFICILE TROVARE TERRENI

Fonte: Confagricoltura

“L’Imu sui terreni che dovranno pagare i proprietari non conduttori renderà, in particolare per i giovani, l’affitto della terra ancora più difficile”. Lo ha detto Raffaele Maria Maiorano, presidente dell’Anga, commentando il decreto sulla seconda rata 2013 dell’imposta. A parere dei giovani di Confagricoltura questo provvedimento avrà comunque ricadute negative per lo sviluppo e per l’immissione di forze nuove nel settore. “Due sono le conseguenze. La prima – spiega Maiorano - è che il proprietario scarichi, comunque, sull’affittuario il costo dell’imposta,facendo diventare antieconomica l’attività,in particolare i primi anni; la seconda è che diventi sempre più difficile reperire terra”. A condurre un’impresa agricola attualmente c’è solo un under 35 ogni 12 over 55. Le aziende gestite dai giovani sono meno di 60.000, mentre molte di quelle gestite dagli anziani sono spesso senza eredi. Eppure l’agricoltura è uno dei pochi comparti che cresce in termini di appeal e di valore aggiunto e potrebbe costituire un’importante opportunità nella lotta alla disoccupazione. I drammatici dati sul lavoro giovanile diffusi oggi dall’Istat, per l’Anga, dovrebbero far capire che l’agricoltura è una realtà importante e che in campagna ci sono concrete possibilità di lavoro. “Invece, stranamente– conclude Maiorano - si continua ad andare controcorrente. Piuttosto che favorire e assecondare la forte propensione all’imprenditoria che caratterizza i giovani italiani, si impone l’Imu a chi affitta i terreni; il che rende impossibile per un giovane, che non proviene dal settore, diventare agricoltore”.

giovedì 31 maggio 2012

TERREMOTO, MOTOLESE (ANGA- CONFAGRICOLTURA): “GLI AGRICOLTORI VOGLIONO TORNARE ALLA PIENA EFFICIENZA, CHIEDONO OSSIGENO PER LE IMPRESE”

Fonte: Confagricoltura

“Alle zone colpite dal terremoto va tutta la nostra solidarietà. Per le tante aziende agricole, tra le quali molte gestite da giovani, stiamo valutando, assieme ai tecnici, il modo migliore per collaborare concretamente alla ripresa economica”. Lo ha detto il presidente dell’Anga, Nicola Motolese, in base ad un primo monitoraggio effettuato sulle aziende degli associati in provincia di Modena e Ferrara. Per i cerealicoltori è una corsa contro il tempo per rispettare i tempi della raccolta. “Si deve far presto, molto presto. La preoccupazione ora non è solo quella di reperire i macchinari, ma anche trovare dove stoccare il prodotto: metà degli essiccatoi sono crollati, moltissimi inagibili. Dove porteremo il grano? – Si chiede Rossella Bonora, 21 anni, azienda frutticola e seminativa a Finale Emilia (Mo). - Il terremoto ha colpito duramente la nostra zona, le nostre case e le nostre strutture, ma siamo già fortunati ad essere ancora qui. Dormiamo in tenda e ci siamo già rimboccati le maniche e tornati, per quanto si può, a lavorare”. Alessandro Goldoni alleva maiali a Medolla.”Speriamo che sia finita, perdere la casa è terribile, ma perdere la nostra attività e la nostra speranza per il futuro non è possibile – sottolinea il giovane imprenditore di Confagricoltura -. Sono tra i ‘fortunati’, perché il terremoto ha coinciso con il periodo giusto di vendita dei suini: avevo 4.200 capi che ho provveduto ad evacuare in gran parte subito dopo la prima scossa. Degli 8 fabbricati oggi solo uno, il più moderno e sicuro, ospita i 500 suini che mi sono rimasti. Chiediamo di tornare subito a lavorare e ripristinare il ciclo produttivo”. Gli imprenditori agricoli non chiedono elemosine, ma ossigeno per rimettere in piedi le loro imprese. Sono determinati a far ripartire il sistema economico, l’agricoltura e il suo indotto per poter garantire il futuro alle loro famiglie e alle comunità colpite. Ci vorranno mesi, a patto che il sisma si tranquillizzi, per tornare alla piena efficienza, ma per gli imprenditori di Confagricoltura, che debbono affrontare danni in alcuni casi gravissimi, l’obiettivo prioritario è quello di riprendere al più presto la propria attività riducendo o eliminando l’inutile carico burocratico. Serve disponibilità finanziaria e strumenti creditizi finalizzati al riavvio dell’attività produttiva, una moratoria su mutui e la flessibilità nell’utilizzo degli affidamenti, oltre alla sospensione di tutte le imposte, IMU in testa.

lunedì 23 gennaio 2012

ANGA-CONFAGRICOLTURA: “SENZA MISURE DI SVILUPPO IN AGRICOLTURA NON C’E’ FUTURO PER I GIOVANI”

FONTE: ANGA

“Governo e Parlamento devono avere coraggio e dimostrare, con un atto di responsabilità maggiore attenzione per chi vive di agricoltura: l’agroalimentare è il primo settore produttivo d’Italia. Fare cassa a colpi di tasse, genera un effetto recessivo, aumenta l’incertezza e distoglie l’attenzione da riforme che puntino su crescita e sviluppo, incoraggiando esportazione e consumi, dando ai giovani prospettive, futuro e occupazione”. Lo ha detto il presidente dei giovani di Confagricoltura, Nicola Motolese.

“Siamo preoccupati: la manovra ha messo a rischio la sopravvivenza del settore e, nonostante la boccata d’aria della proroga per l’accatastamento dei fabbricati rurali al 30 giugno, l’emergenza nelle campagne italiane aumenta sempre di più - continua Motolese -. Siamo costretti a pagare due volte gli aumenti, come cittadini e come agricoltori: un carico fiscale insostenibile, in totale assenza di misure per lo sviluppo del settore ”.

“Quella che abbiamo di fronte è una vera e propria patrimoniale agricola che graverà ben del 4,5% Pil globale, contro l’1,3% di media. Senza calcolare l’Imu sui fabbricati rurali, che tasserà di fatto i mezzi di produzione per le imprese agricole - conclude il presidente dell’Anga -. Si tratta, oltre alle abitazioni occupate, di 350 mila case non occupate, 1.100.000 stalle e ricoveri per animali, 1.380.000 fabbricati adibiti a depositi, magazzini, frantoi, stalle e ricoveri per macchine”.

lunedì 19 dicembre 2011

ANGA-CONFAGRICOLTURA: “LA MANOVRA RISCHIA DI UCCIDERE MIGLIAIA DI GIOVANI IMPRESE. IMU ANCHE SU STALLE, SILOS E FIENILI”

Fonte: Anga - Confagricoltura

“Migliaia di aziende condotte da giovani imprenditori sono in
pericolo. L’intero assetto della manovra economica è lontanissima
dalle esigenze delle nostre imprese agricole che già, senza questo
provvedimento, erano a rischio. Le nuove imposte graveranno quattro
volte di più sui bilanci aziendali e quelle più fragili e non ancora
completamente radicate sono a forte rischio di scomparsa”. Questo il
commento dei giovani di Confagricoltura (Anga) sul decreto ‘Salva
Italia’, in occasione dell’assemblea di fine anno a Palazzo della
Valle.

A parere dell’Anga i terreni sono beni strumentali ed essenziali per
un’azienda agricola che, senza, non potrebbe esercitare alcuna
attività. Caricare di tasse la terra usata per produrre beni necessari
come il cibo e aggiungere l’IMU ad agriturismi, cantine, stalle,
fienili, rimesse per gli attrezzi, magazzini e fabbricati in disuso è
una punizione e un ostacolo allo sviluppo che l’agricoltura italiana
non meritava e non può permettersi.

Le imprese più esposte, ad avviso dei giovani di Confagricoltura, sono
proprio quelle condotte dagli “under 35”, che scontano già
pesantemente gli effetti di una crisi prolungata. Gli aumenti dell’IVA
e dei carburanti incidono pesantemente sui costi agricoli, creando
serie difficoltà di bilancio. L’Anga, al Forum di Rimini, aveva
chiesto misure per lo sviluppo, tracciando una precisa road map per
garantire un futuro “sostenibile”: credito d’imposta specifico per le
imprese gestite da giovani, riduzione del cuneo fiscale per le quelle
che assumono lavoratori “under 35”, aggregazione e accorpamento
fondiario.

L’Anga, infine, ricorda che solo il 2,9% delle aziende del settore è
condotta da imprenditori entro i 35 anni, mentre ben il 44% è guidato
da ultra 65enni. La logica imporrebbe di dare risposte concrete alla
“questione giovanile” seguendo un’ottica di sviluppo, che agevoli
nascita e crescita delle imprese, crei le condizioni necessarie per
operare al meglio e valorizzi la competitività, invece di varare una
manovra che mette in pericolo l’intero sistema agricolo italiano.

lunedì 7 novembre 2011

LEGGE DI STABILITA’, CONFAGRICOLTURA APPREZZA MISURE MAXIMENDAMENTO PER L’AGRICOLTURA

FONTE: CONFAGRICOLTURA

MOTOLESE (GIOVANI AGRICOLTORI): “LA CESSIONE DEL 50% DEI TERRENI
DEMANIALI AD USO AGRICOLO A UNDER 40 PERMETTERA’ DI CONSOLIDARE LE
GIOVANI IMPRESE”

Confagricoltura apprezza l’inserimento nel maxiemendamento al Ddl
Stabilità di misure a favore dell'agricoltura ed in particolare della
norma che consente l'acquisto di terreni demaniali a vocazione
agricola da parte di privati.

Il presidente dei Giovani Agricoltori di Confagricoltura Nicola
Motolese - da Rimini dove si è concluso oggi il primo Forum
dell'Aassociazione - esprime soddisfazione per la quota del 50%
riservata agli under 40: "E' una delle nostre richieste storiche -
dice -. Quello di oggi è un primo passo importante per il ricambio
generazionale e verso il consolidamento delle giovani imprese nel
settore agricolo”.

FORUM ANGA, “CHI FARÀ L’AGRICOLTORE TRA 20 ANNI SIEDERÀ AI TAVOLI DOVE SI DECIDONO LE SORTI DEL PIANETA”.

FONTE: CONFAGRICOLTURA

“Siamo il miglior business dei prossimi 20 anni, perché chi ha scelto
l’agricoltura deciderà le sorti del pianeta”. Il presidente di
Confagricoltura Mario Guidi ha chiuso con queste parole il I Forum
nazionale dei giovani agricoltori, a Rimini, invitando gli
imprenditori dell’Anga a uscire allo scoperto, a dialogare con gli
altri settori economici, a non aspettare i tempi della politica e a
stare davanti: “Dobbiamo creare noi le condizioni per poter favorire
lo sviluppo, scegliere la strategie per il comparto e per il Paese” –
ha detto Guidi – “Liberiamoci dalla negatività, usciamo dal recinto
che ci siamo costruiti e che non ci permette di crescere, di metterci
in gioco”. Lo richiede, con urgenza il momento storico.

Mario Guidi ha fatto un esempio emblematico delle difficoltà
dell’agricoltura a imporsi come settore economico di rilievo: “Circa
500.000 pratiche per ottenere i finanziamenti della PAC sono domande
di importo inferiore ai costi per la loro predisposizione e gestione:
questa è l’agricoltura su cui puntare? Al massimo è politica di
welfare”.

Coraggio, quindi, ma anche costanza nell’impegno e nel dialogo con gli
altri imprenditori. Sfida raccolta dal presidente dell’Anga Nicola
Motolese, soddisfatto della grande partecipazione al Forum e
dell’attenzione suscitata dai temi proposti.

FORUM ANGA: L’AGRICOLTURA È IMPRESA DA GIOVANI QUATTRO CASI DI SUCCESSO PRESENTATI A RIMINI UNO STIMOLO A INVESTIRE SULLE NUOVE LEVE

FONTE: CONFAGRICOLTURA

Casi di successo firmati da giovani agricoltori con meno di 40 anni:
sono quelli raccontati alla platea dell’ANGA a Rimini da quattro
imprenditori che hanno scelto il settore primario con convinzione ed
entusiasmo. Casi concreti, dal Nord al Sud Italia. Sollecitati dal
direttore delle News Mediaset Mario Giordano, i giovani hanno
raccontato le loro storie, le loro scelte, riuscendo a suscitare
partecipazione e interesse.

Pierluigi Strada ha 39 anni, è laureato in Giurisprudenza, arriva da
Taranto. Inizia a lavorare a Bruxelles, ma durante un viaggio in
Olanda scopre il settore vivaistico e le sue potenzialità anche al di
fuori di quelle tradizionali e ritorna nell’impresa agricola di
famiglia. L’idea è di produrre e commercializzare prato a rotoli,
impiegato soprattutto nel settore sportivo. Oggi la Pratoplà,
l’azienda di Pierluigi, è una realtà tra le più affermate a livello
nazionale.

Pietro Angeli ha 27 anni, arriva dalla provincia di Mantova. Quando ne
aveva 23 ha visitato un impianto di biogas e gli si sono aperte nuove
prospettive da applicare in azienda, la “Serraglio”, da quattro
generazioni impegnata ad allevare suini e anche vacche, il cui latte
è destinato alla produzione di Parmigiano Reggiano. Da allora Pietro
ha lavorato al completamento di un centro produttivo di eccellenza,
integrando la tradizione agricola e l’innovazione rappresentata dalle
energie rinnovabili.

Francesca Salvan, di Padova, 32 anni, è anche lei alla quarta
generazione di agricoltori, ma la prima al femminile. Si è
appassionata al recupero di vitigni autoctoni dimenticati che
potrebbero rappresentare un’alternativa interessante rispetto alla
tradizionale produzione aziendale. Non solo quindi Cabernet e
Sauvignon, ma anche “Gatta”, “Marzemina Nera Bastarda”, “Turchetta”,
etc… E oltre al vino, la cosmesi: le vinacce dell’azienda Salvan sono
conferite a una cooperativa agricola specializzata nella produzione di
cosmetici bio e naturali.

Rocco Caliandro, agronomo, è specializzato nella produzione di olio
d’oliva. La sua azienda “Tratturi Reali”, nel Brindisino, si estende
su 35 ettari in cui olivi secolari danno origine a un prodotto di alta
gamma. Rocco, tre anni fa, decide di realizzare investimenti per
modernizzare profondamente l’impresa, nell’ottica di un approccio
orientato alla qualità e al mercato. La sua attività è stata premiata,
tra l’altro, con il riconoscimento dell’Oiga, del Mipaaf, come
“migliore esperienza imprenditoriale in agricoltura”.

La voce vera dei giovani agricoltori, che sono poco inclini ai
riflettori, è lo stimolo più forte a investire sulle nuove leve, il
futuro reale della terra e del territorio.

Bruni (Cogeca) al forum nazionale Anga Confagricoltura : « Occorre sforzo straordinario della politica per garantire future generazioni »

FONTE: COGECA

Intervenendo il 4 novembre 2011 al Forum nazionale dei giovani agricoltori di Confagricoltura in corso a Rimini, il presidente di Cogeca Paolo Bruni rispondendo alle domande del giornalista Massimo Agostini si è innanzitutto soffermato sulla delicata situazione politica: « Il Paese è incagliato nelle secche degli interessi personali e partitici, ha dichiarato Bruni, urge approntare un progetto di largo respiro che superi le attuali divisioni per restituire un futuro ai nostri giovani »

Commentando in seguito il ruolo dell’Italia nelle dinamiche internazionali alla luce della sua esperienza di presidente di un’importante associazione europea, Bruni ha ricordato come « l’indiscutibile primato delle nostre eccellenze gastronomiche in Europa e nel mondo viene troppo spesso considerato come un dato scontato ed acquisito, è invece il frutto di una difficile difesa di tale leadership e della costante ricerca di nuovi mercati, come testimonia la continua crescita del nostro export, in particolare di vino e formaggi ma anche di prodotti ortofrutticoli »

Intervistato sulla futura politica agricola, Bruni si è detto « consapevole delle difficoltà che la proposta della Commissione implica per l’agricoltura italiana, sia in termini di riduzione delle risorse finanziarie disponibili che di possibili pesanti ricadute su alcune filiere produttive ; il percorso negoziale è tuttavia solo all’inizio – ha sottolineato Bruni – e se saremo capaci di costruire una posizione forte e condivisa, potremo giocare le nostre carte sia all’interno del Consiglio dei ministri agricoli che nei confronti del Parlamento Europeo »

Entrando nel merito delle problematiche relative ai giovani e all’agricoltura, il presidente di Cogeca ha « evidenziato la necessità di colmare il gap con altri Paesi in termini di numero di aziende agricole condotte da giovani agricoltori, facendo leva in particolare su strumenti in grado di garantire una maggiore stabilità dei redditi agricoli, interventi volti a favorire il riequilibrio della catena del valore all’interno della filiera alimentare e misure per favorire l’accesso al credito : tenuto conto dell’elevata propensione dei giovani ad investire in innovazione evidenziata dallo studio di Nomisma presentato oggi – ha concluso Bruni – è particolarmente importante incoraggiare il finanziamento delle idee dei giovani imprenditori agricoli »

GIOVANI AGRICOLTORI SOTTO LA LENTE.

FONTE: CONFAGRICOLTURA

L’INDAGINE DI NOMISMA SU ESIGENZE, PUNTI DI FORZA E DIFFICOLTÀ DEGLI IMPRENDITORI ITALIANI UNDER 40.

Preparati e innovativi, ma bloccati dalla burocrazia e dalla mancanza di provvedimenti che li rendano competitivi con i colleghi europei, più numerosi e valorizzati dalle politiche nazionali. Dal primo Forum dei giovani agricoltori dell’ANGA, in corso a Rimini, arriva un messaggio chiaro: l’agricoltura italiana saprà competere a livello internazionale se si favorirà il passaggio generazionale verso i nuovi imprenditori, più preparati, più innovativi e più attenti alla qualità delle produzioni. Frenano tuttavia il processo di ricambio il peso della burocrazia per l’avvio e la gestione dell’azienda, la difficoltà di accesso al credito e il costo del lavoro.

E’ quanto emerge dall’indagine di Nomisma (su un campione di 200 giovani agricoltori), presentata al Forum nazionale che, partendo dalla realtà attuale del comparto, ha approfondito le esigenze e i punti di forza delle nuove leve agricole italiane. Gli under 40 del settore primario sono stimati intorno all’8%; quelli under 35 sono il 2,9% (Eurostat), quota ancora molto lontana dalla media europea del 6%. Un dato che si avvalora se si aggiunge che gli over 65 sono il 44,1%, percentuale che porta l’Italia a primeggiare per anzianità a livello europeo (la seconda è la Spagna con il 34,6%), e che l’indice di ricambio generazionale – misurato dal rapporto tra imprenditori agricoli con meno di 35 anni rispetto agli over 65 – è pari ad appena il 7%, a fronte del 18% della media comunitaria, del 51% della Francia e del 104% della Germania.

Ciononostante, la realtà dei giovani agricoltori italiani si presenta ricca di potenzialità in attesa di essere valorizzate da misure politiche concrete, lungimiranti, non limitate a interventi spot.

Le imprese agricole oggetto dell’indagine di Nomisma sono condotte da capiazienda con un alto grado di istruzione: il 47,8% degli intervistati è laureato (11,6% in agraria/veterinaria); quasi il 60% dei giovani agricoltori realizza produzioni certificate (bio, Dop/Igp, lotta integrata, per private label, etc.). Si tratta di aziende propense all’innovazione: trasformazione delle produzioni, agriturismo, vendita diretta in azienda e agroenergie rappresentano le principali novità introdotte nell’ultimo quinquennio e che hanno permesso non solo di incrementare e diversificare le fonti di reddito (lo dichiara il 23% delle imprese condotte da giovani agricoltori), ma anche di ridurre i costi di produzione (18%) e di migliorare la qualità dei prodotti aziendali (16%).

Nell’ambito dei processi innovativi figurano anche l’adozione di nuove tecnologie e know-how: dai sistemi di guida satellitare all’informatizzazione del controllo di gestione; dalla costruzione del sito internet aziendale alla stipula di contratti diretti con l’industria; dalla strutturazione dei collaboratori alla formazione imprenditoriale del conduttore attraverso la visita di aziende a livello internazionale.

Riguardo all’utilizzo di manodopera, gli intervistati hanno detto di ricorrere per il 59% dei casi a personale extrafamiliare, ma lamentano difficoltà legate all’incidenza dei costi complessivi, alla formazione professionale non adeguata o al reperimento di manodopera in tempi brevi. Suggeriscono interventi migliorativi, quali investimenti formativi, ampliamento dell’utilizzo del voucher, riduzione dei costi e degli oneri contributivi.

Relativamente alle linee guida della nuova Pac, i giovani agricoltori segnalano che, a fianco della riduzione dei pagamenti diretti, non aumentano gli strumenti di rafforzamento contrattuale e di gestione del rischio. Elementi che sarebbero assai uliti ad aumentare la competitività delle aziende.

Per quanto concerne il mercato, oltre l’80% delle imprese intervistate lamenta un collocamento delle proprie produzioni sotto le attese e difficoltà ad andare oltre il mercato locale per aumentare il profitto. La causa è anche della posizione contrattuale svantaggiata degli agricoltori nella filiera agroalimentare. Per tale motivo il 38% dei giovani agricoltori vorrebbe un rafforzamento delle organizzazioni dei produttori; il 18% renderebbe obbligatoria l’etichettatura di origine delle materie prime; il 16% sarebbe favorevole all’introduzione di strumenti dell’economia contrattuale in grado di garantire una divisione dei profitti tra le controparti. Il 12% di giovani agricoltori, infine, chiede di definire per legge un tempo massimo di pagamento nelle transazioni commerciali.

“Il sistema agroalimentare italiano (che vale il 15% del PIL) necessita di urgenti interventi della politica e continuità programmatica. L’indagine di Nomisma lo ha confermato - dice il presidente dell’ANGA Nicola Motolese -. Questo nostro primo Forum dimostra quanto i giovani agricoltori possono essere determinanti nel processo di sviluppo dando un contributo concreto all’Italia e all’Europa”.

FORUM ANGA, BOVI (AGRIVENTURE): STRUMENTI PIU’ RAPIDI PER L’INGRESSO DELLE IMPRESE AGRICOLE SUL MERCATO”

FORUM: CONFAGRICOLTURA

"Agriventure - dice il direttore generale Vanni Bovi - si sta specializzando nel creare sinergie tra gli operatori di uno stesso comparto produttivo, contribuendo a far emergere l’importanza per le imprese italiane dell’approccio di filiera quale elemento di creazione di valore aggiunto. Questo non solo per il canale distributivo bensì come opportunità reale di ritorno dei flussi di remunerazione del prodotto venduto sul mercato fino alla fase produttiva. Il ricorso al nuovo modello di Rete d’Impresa recentemente promosso con le specificità di comparto, si propone quale soluzione utile per accorciare i tempi di innovazione o di ingresso nei mercati, scambiare informazioni, know-how e altre risorse con un adattamento tempestivo ai mutevoli scenari competitivi."

“Tramite l’analisi delle principali filiere e l’attivazione di iniziative mirate sul territorio - prosegue Bovi - Agriventure si propone di valorizzare i punti di forza dell’agricoltura italiana e del comparto agroindustriale, fornendo sostegno al cliente nel cogliere opportunità di reddito e favorendo un’agricoltura multifunzionale e sostenibile.”

FORUM ANGA, IL PRESIDENTE MOTOLESE: “PER FAVORIRE LA RIPRESA SU NUOVE IMPRESE AGRICOLE CONDOTTE DA GIOVANI.”

FONTE: CONFAGRICOLTURA

Sono più di 720mila le imprese guidate da under 35, il 12% dell’azienda Italia. Ma abbiamo un’agricoltura vecchia: solo il 2,9% delle aziende è condotto da imprenditori entro i 35, anni mentre il 44% è guidato da ultra 65enni. Negli ultimi dieci anni, in Italia, c’e' stato un aumento delle aziende giovani dello 0,4%, ma non basta: in Francia sono il 6,4%, in Ungheria il 7,5% e in Germania quasi l'8%. I dati vengono dal primo Forum dell’Anga, i giovani di Confagricoltura, che si apre oggi a Rimini.

Da questo panorama emerge l’essenziale necessità di agevolare le imprese gestite da giovani agricoltori nella prima fase di start up. “Il Paese deve dare anche risposte per il futuro delle nuove generazioni creando le condizioni in cui le imprese possano operare al meglio e dove la competitività venga valorizzata”, sottolinea il presidente dell’Anga, Nicola Motolese.

E dai giovani di Confagricoltura giunge una sorta di “road map”per centrare l’obiettivo: innanzitutto la non applicazione dell’Irap e un credito d’imposta specifico per le imprese gestite da”under 40”, che investono in innovazione, ricerca ed internazionalizzazione.

Poi è necessario ridurre il cuneo fiscale per le giovani imprese che assumono giovani lavoratori e istituire un sistema di tirocini e crediti formativi per gli studenti che si impegnano in aziende agricole gestite da imprenditori sotto i 40 anni.

Una terza linea di intervento deve favorire l’aggregazione e l’accorpamento fondiario puntando su nuove formule di organizzazioni di prodotto formate da giovani, promuovendo “reti di imprese” costituite a maggioranza da “under 40” e dando la possibilità di poter coltivare o gestire i terreni pubblici inutilizzati.

Infine la politica agricola comune. La Commissione ha recepito una delle istanze che l’Anga aveva proposto a Bruxelles: inserire un plafond per i giovani nel I° pilastro. “Limitare tale provvedimento a 25 ettari di superficie e al 2% del plafond totale è riduttivo - spiega Motolese -. La selettività tra soggetti non può penalizzare le aziende di maggiore dimensione, che sono le più attrezzate a competere e stare sul mercato”.

venerdì 12 agosto 2011

ANGA FERRARA PROTAGONISTA IN CAMPO NAZIONALE E REGIONALE

Fonte: Confagricoltura Ferrara

Il Consiglio Direttivo dei Giovani agricoltori della Confagricoltura dell’Emilia Romagna ha riconfermato Bianca Maria Giovannini, Presidente della Sezione ferrarese, a Presidente Regionale per l’Emilia Romagna mentre il Consiglio Nazionale ha nominato il ferrarese Marchioni Campi Cristian quale responsabile della Federazione Nazionale di Prodotto per settore frutticolo.
Al centro dell’incontro romano anche i primi dati scaturiti dal 6° Censimento nazionale dell’agricoltura. “Dai dati in nostro possesso – afferma Bianca Maria Giovannini - emergono risultati importanti sulla crescita delle giovani imprese, la maggiore scolarizzazione degli agricoltori e la drastica riduzione del numero delle microaziende sotto l’ettaro, con il conseguente aumento delle imprese sopra i 30 ettari. Sono segnali della volontà di crescere del mondo agricolo che debbono essere recepiti dalla nostra classe politica che ora ha il compito di varare le misure necessarie per il rinnovamento e lo sviluppo del settore. Non sorprende nemmeno l’aumento delle imprese condotte da donne (33,3 %), tanto è vero che, recentemente, avevamo anticipato i dati positivi dell’imprenditoria in rosa all’interno della nostra associazione, così come riteniamo importante l’aumento di imprenditori diplomati e laureati».
“E’ necessario restituire fiducia, entusiasmo ed orgoglio agli agricoltori – conclude il Presidente dell’ANGA Emilia Romagna - perché gestiscono una risorsa fondamentale, che deve essere rafforzata e salvaguardata per far fronte alle esigenze della collettività, ma abbiamo bisogno anche che sia riconosciuta la specificità dell’agricoltura e dei suoi prodotti. Per garantire un settore agricolo sano e competitivo servono, a livello globale, regole chiare e condivise per i mercati, trasparenza e investimenti”.

Ferrara, 12 agosto 2011

venerdì 1 aprile 2011

ELETTA LA GIUNTA DI CONFAGRICOLTURA

FONTE: CONFAGRICOLTURA



Con il presidente Mario Guidi, l’assemblea di Confagricoltura ha eletto, oggi, i nove componenti della Giunta che lo affiancheranno per i prossimi tre anni.

La squadra di Guidi è composta da: Ezio Veggia, Giandomenico Consalvo, Marco Pasetto, Nicola Cilento, Paolo Leccisi, Massimiliano Giansanti, Salvatore Giardina, Diana Theodoli Pallini e Antonio Piva.

EZIO VEGGIA, 56 anni, sposato, due figli. Conduce un’azienda agricola ad indirizzo cerealicolo-zootecnico di 350 ettari, a Cocconato, in provincia di Asti, dove è nato. Lo scorso anno ha inaugurato un impianto a biogas che utilizza i sotto prodotti aziendali. E’ stato presidente di Confagricoltura Asti. Attualmente ricopre la carica di presidente di Confagricoltura Piemonte.

GIANDOMENICO CONSALVO, 45 anni, nato a Salerno, sposato, due figli. Titolare di un’azienda ortofloricola a Pontecagnano (Salerno) che fa anche IV gamma. Presidente del Consorzio Vivaistico Italiano e di CAA Confagricoltura. E' stato presidente nazionale dei giovani dell’Anga. E’ al suo secondo mandato in giunta.

MARCO PASETTO, veronese, 53 anni, coniugato, due figlie. E’ presidente di Confagricoltura Verona. Pasetto conduce un’impresa ad indirizzo lattiero caseario a Trevenzuolo (Verona) e un allevamento di suini nel mantovano.

NICOLA CILENTO, calabrese, 48 anni, coniugato tre figli. E’ titolare di un’azienda agrumicola a Corigliano Calabro (Cosenza), dove produce clementine ed arance. E’ presidente di Confagricoltura Calabria e della OP COAB che opera nella Piana di Sibari.

PAOLO LECCISI, 47 anni, di Gallipoli, in provincia di Lecce. Laureato in giurisprudenza, sposato, due figli. Titolare di un’azienda agricola olivicola e vitivinicola, produce e commercializza vino IGT Puglia rosso. Presidente della Federazione regionale degli agricoltori di Puglia e vicepresidente vicario di Confagricoltura Brindisi.

MASSIMILIANO GIANSANTI, 37 anni, sposato. Nato a Roma, laureato in economia e commercio, conduce, assieme alla famiglia, sei aziende agricole, in provincia di Roma, Viterbo e Parma ad indirizzo cerealicolo e zootecnico. Produzione diretta di Parmigiano Reggiano. Presidente di Confagricoltura Roma. Consigliere della Banca Popolare di Roma.

SALVATORE GIARDINA, 65 anni, di Siracusa, coniugato, due figli. Laureato in economia e commercio conduce, con il fratello Silvio un’azienda agricola a indirizzo agrumicolo e orticolo, che abbraccia tutta la filiera, partendo dal vivaio e dal campo fino ad arrivare alla grande distribuzione, con un proprio marchio aziendale. Nello scorso mandato era vicepresidente.

DIANA THEODOLI PALLINI, 59 anni, sposata, due figli. Nata a Milano, vive a Roma. Laureata in filosofia. Conduce, assieme alla famiglia, tre aziende agricole nel grossetano e una nel comune di Roma ad indirizzo cerealicolo e zootecnico, con un agriturismo. E’ presidente di Confagricoltura Grosseto e vicepresidente di Confagricoltura Toscana. E’ nella giunta della Camera di Commercio di Grosseto.

ANTONIO PIVA, cremonese, 58 anni, coniugato, un figlio. E’ titolare di un allevamento da latte. E’ presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi. Tra gli altri incarichi, presiede l’Ente Fiere di Cremona, è consigliere di amministrazione della cooperativa di trasformazione del latte P.L.A.C. E’ presidente della S.E.C. (Società editoriale cremonese), di Publia s.r.l. e di S.E.L. – Società Editrice Lombarda.

mercoledì 5 gennaio 2011

CONFAGRICOLTURA SU COMMODITIES: LA DOMANDA SUPERA L’OFFERTA DI CEREALI, GRANO, LATTE E ZUCCHERO.

FONTE: CONFAGRICOLTURA

IL PREZZO LO FA IL MERCATO MONDIALE CON VARIAZIONI DEL 20%

L’aumento della domanda mondiale di beni alimentari sta superando l’offerta. Per molte commodities, in cui in Italia si è deficitari, sarà inevitabile una volatilità dei prezzi (con variazioni dei prezzi all’origine anche del 20% in aumento o in diminuzione) che metterà in difficoltà i produttori ma anche i consumatori. Lo sottolinea Confagricoltura che evidenzia come gli unici comparti alimentari in cui si è autosufficienti nel nostro Paese siano quelli di ortofrutta e vino che, guarda caso, sono quelli che fanno da traino dell’export del made in Italy alimentare (affermando lo “style Italia”).

Per le principali commodities (cereali, carni, latte, zucchero) in Italia si è dipendenti dal mercato globale. Rapportando la produzione nazionale al consumo nazionale emerge che il 20% dei cereali manca all’appello facendo così lievitare l’import (il 50% del grano che si consuma). Cosi come manca circa il 10% del latte alimentare (ed il 25-35% di burro e formaggi), il 30% della carne suina, il 40% della carne bovina e ben il 70% dello zucchero e della soia. Ma c’è anche la produzione di olio di oliva che non arriva all’80% dei consumi.

“Si profila uno scenario che potrebbe scoraggiare invece che incentivare gli investimenti in agricoltura perché non ci sarebbero certezze, ma solo volatilità – commenta Confagricoltura -. Quindi, per non perdere l’appuntamento col mercato e riuscire a soddisfare i maggiori consumi occorre invece sostenere il settore agricolo in uno sforzo di crescita”.

Sottolinea l’Organizzazione degli imprenditori agricoli: “L’agricoltura deve poter investire di più, aumentare il potenziale produttivo anche con misure finalizzate ad accrescere la dimensione economica dell’impresa, con la ricerca, l’innovazione di processo e di prodotto; deve riuscire a ridurre i costi a favore degli operatori. E bisogna creare le condizioni per un mercato ordinato e con regole certe. In questo panorama la politica agricola, comunitaria e nazionale, è essenziale”.