Fonte: Coldiretti Emilia Romagna
DAL 2009 CHIUSI 100 ALLEVAMENTI ALL’ANNO DEL PARMIGIANO REGGIANO
È un’altra presa di posizione che allontana sempre più l’Unione europea dai cittadini. Così Coldiretti Emilia Romagna commenta la diffida che la Commissione Ue ha inviato all’Italia per chiedere la fine del divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per fare formaggi e altri prodotti derivati dl latte, previsto storicamente dalla legge nazionale.
Secondo Coldiretti Emilia Romagna, voler imporre all'Italia di produrre “formaggi senza latte” ottenuti con la polvere è l’ultimo diktat di una Europa che tentenna su emergenze storiche come l’emigrazione, ma che è pronta ad assecondare le lobby che vogliono costringerci ad abbassare gli standard qualitativi dei nostri prodotti alimentari difesi da generazioni di produttori. Soprattutto una simile imposizione – Commenta ancora Coldiretti regionale – significa dar un altro duro colpo agli allevamenti che producono latte per formaggi di alta qualità, come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, con molta fatica per contenere la concorrenza dei tanti prodotti di imitazione ottenuti con minori garanzie sanitarie e sociali.
Già in un settore importante per la nostra regione, come il Parmigiano Reggiano, stiamo assistendo negli ultimi anni alla difficoltà degli allevamenti penalizzati da prezzi che non coprono i costi di produzione. Solo negli ultimi cinque anni – rileva Coldiretti – dal sistema Parmigiano Reggiano sono usciti quasi cento allevamenti l’anno: nel 2009 gli allevamenti che producevano latte per Parmigiano Reggiano erano 5.544, oggi sono rimasti in 3.093. È inutile – commenta Coldiretti Emilia Romagna – che la Commissione Ue faccia proclami sulla qualità quando poi in nome di una “libera circolazione delle merci” è pronta a dare il via libera a qualsiasi produzione che con il prodotto originale (il formaggio) non ha niente da spartire.
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mercoledì 1 luglio 2015
LATTE: UE MANDA IN POLVERE ANNI LAVORO PER FORMAGGI QUALITÀ
sabato 21 marzo 2015
CRISI: PARMIGIANO, AUMENTA GRATTUGIATO MA ANCHE IMPORT SIMILGRANA
Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna
Mentre i falsi sorpassano il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano nei mercati mondiali, aumenta anche sul mercato italiano la presenza dei similgrana, le cui importazioni sono quasi raddoppiate nel giro di sei anni, passando dalle 14.429 tonnellate del 2009 alle 26.635 del 2014. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna sulla base dei dati del Sistema informativo filiera Parmigiano Reggiano, che ha rilevato nel 2010 e 2011 i due anni di svolta della crescita dell’import. Nel 2010 – informa Coldiretti Emilia Romagna – le importazioni di formaggi duri tipo grana, hanno fatto un balzo in avanti del 38,7 per cento, raggiungendo le 20.008 tonnellate. Altro forte balzo anche nel 2011 quando le importazioni hanno raggiunto le 26.855 tonnellate (+34,2 per cento). Negli anni successivi l’import di questi formaggi concorrenti dei nostri Parmigiano Reggiano e Grana Padano si è stabilizzato costantemente sopra le 26 mila tonnellate, nonostante una leggera flessione negli ultimi anni (–0,1% nel 2014). Il boom delle importazioni – ricorda Coldiretti – è avvenuto nel pieno della discussione a Bruxelles del nuovo disciplinare del Parmigiano Reggiano, approvato dal Comitato Dop e Igp dell’Unione Europea nel dicembre 2010 ed entrato in vigore all’inizio del 2011. Il disciplinare impone che il confezionamento del Parmigiano Reggiano avvenga solo all’interno della zona d’origine, in modo da garantire maggiori controlli e tutele a favore del consumatore. Il rischio che si è voluto evitare è stato, ad esempio, che nel formaggio grattugiato all’estero potessero finire formaggi a pasta dura che con il Parmigiano non hanno niente a che vedere. Fatta la legge trovato l’inganno? Il forte aumento delle importazioni di similgrana proprio negli anni dell’entrata in vigore della normativa può indurre a pensare male. Oltre ad aumentare i quantitativi importati – rileva Coldiretti – sono aumentati anche i Paesi d’origine dei similgrana. Nel 2005 i formaggi duri venivano importati prevalentemente da Francia, Germania e Repubblica Ceca, nel 2010 cominciano a prendere piede Polonia e Paesi Bassi e poi dal 2011 arriva l’Ungheria, che sottrae ampie fette di mercato alla Germania. Da rilevare che negli ultimi anni in Italia è aumentato il consumo di formaggio grattugiato. Lo sottolinea – ricorda Coldiretti – lo stesso Consorzio del Parmigiano Reggiano secondo il quale nel 2014 le vendite di Parmigiano Reggiano grattugiato sono aumentate del 9,2 per cento, raggiungendo le 13.713 tonnellate. Il Consorzio parla di un vero e proprio boom. Peccato che proprio nel 2014 i prezzi del Parmigiano Reggiano pagato ai produttori è crollato del 20%, scendendo sotto i costi di produzione, mettendo a rischio la sopravvivenza di stalle e caseifici.
Mentre i falsi sorpassano il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano nei mercati mondiali, aumenta anche sul mercato italiano la presenza dei similgrana, le cui importazioni sono quasi raddoppiate nel giro di sei anni, passando dalle 14.429 tonnellate del 2009 alle 26.635 del 2014. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna sulla base dei dati del Sistema informativo filiera Parmigiano Reggiano, che ha rilevato nel 2010 e 2011 i due anni di svolta della crescita dell’import. Nel 2010 – informa Coldiretti Emilia Romagna – le importazioni di formaggi duri tipo grana, hanno fatto un balzo in avanti del 38,7 per cento, raggiungendo le 20.008 tonnellate. Altro forte balzo anche nel 2011 quando le importazioni hanno raggiunto le 26.855 tonnellate (+34,2 per cento). Negli anni successivi l’import di questi formaggi concorrenti dei nostri Parmigiano Reggiano e Grana Padano si è stabilizzato costantemente sopra le 26 mila tonnellate, nonostante una leggera flessione negli ultimi anni (–0,1% nel 2014). Il boom delle importazioni – ricorda Coldiretti – è avvenuto nel pieno della discussione a Bruxelles del nuovo disciplinare del Parmigiano Reggiano, approvato dal Comitato Dop e Igp dell’Unione Europea nel dicembre 2010 ed entrato in vigore all’inizio del 2011. Il disciplinare impone che il confezionamento del Parmigiano Reggiano avvenga solo all’interno della zona d’origine, in modo da garantire maggiori controlli e tutele a favore del consumatore. Il rischio che si è voluto evitare è stato, ad esempio, che nel formaggio grattugiato all’estero potessero finire formaggi a pasta dura che con il Parmigiano non hanno niente a che vedere. Fatta la legge trovato l’inganno? Il forte aumento delle importazioni di similgrana proprio negli anni dell’entrata in vigore della normativa può indurre a pensare male. Oltre ad aumentare i quantitativi importati – rileva Coldiretti – sono aumentati anche i Paesi d’origine dei similgrana. Nel 2005 i formaggi duri venivano importati prevalentemente da Francia, Germania e Repubblica Ceca, nel 2010 cominciano a prendere piede Polonia e Paesi Bassi e poi dal 2011 arriva l’Ungheria, che sottrae ampie fette di mercato alla Germania. Da rilevare che negli ultimi anni in Italia è aumentato il consumo di formaggio grattugiato. Lo sottolinea – ricorda Coldiretti – lo stesso Consorzio del Parmigiano Reggiano secondo il quale nel 2014 le vendite di Parmigiano Reggiano grattugiato sono aumentate del 9,2 per cento, raggiungendo le 13.713 tonnellate. Il Consorzio parla di un vero e proprio boom. Peccato che proprio nel 2014 i prezzi del Parmigiano Reggiano pagato ai produttori è crollato del 20%, scendendo sotto i costi di produzione, mettendo a rischio la sopravvivenza di stalle e caseifici.
giovedì 5 marzo 2015
CRISI: PARMIGIANO, CALO DEI CONSUMI MENTRE AUMENTANO I SIMILGRANA
Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna
Animazione in piazza XX Settembre con la stalla e la sensibilizzazione dei consumatori da una parte ed incontri con i responsabili politici regionali dall’altra per far uscire dalla crisi i nostri prodotti di qualità.
COLDIRETTI A BONACCINI: GUERRA AI FALSI PER RECUPERARE OCCUPAZIONE
Nel 2014 in Italia sono diminuiti gli acquisti di Parmigiano Reggiano e Grana padano, mentre sono aumentati i formaggi anonimi. Lo ha detto Coldiretti Emilia Romagna che ha incontrato il presidente della Regione Stefano Bonaccini che non è potuto intervenire alla manifestazione sul Parmigiano Reggiano e Grana Padano in piazza a Bologna perché convocato a Roma per un incontro con il presidente della Repubblica. Secondo i dati Coldiretti gli acquisti nella grande distribuzione e nel dettaglio tradizionale, sono diminuiti del 2,2 per cento del Parmigiano Reggiano, del 12,6 per cento del Grana Padano, mentre sono aumentati dell’1,5 per cento altri grana non a denominazione d’origine. “Si tratta di una concorrenza sleale – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – nei confronti degli autentici Parmigiano Reggiano e Grana Padano, che devono essere ottenuti nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione. Il danno che queste imitazioni comportano per il nostro Paese, non riguarda solo l’agricoltura ma tutta la società, soprattutto in termini di occupazione per migliaia di nostri giovani”. La crisi – secondo quanto Coldiretti ha detto a Bonaccini – si è aggravata con la situazione di mercato nell’ultimo anno quando il prezzo pagato ai produttori di Parmigiano Reggiano per il prodotto stagionato 12 mesi è diminuito del 20 per cento, passando dai 9,12 euro del gennaio 2014 ai 7,31 euro di fine dicembre 2014. Situazione identica per il Grana Padano (nove mesi di stagionatura) passato da 7,45 a 6,43 euro (–7,5 per cento). I prezzi – rileva Coldiretti Emilia Romagna – sono precipitati al di sotto dei costi di produzione, erodendo i redditi delle 3.348 aziende rimaste sul campo. In tutta questa situazione tuttavia, i consumatori non hanno potuto beneficiare del calo all’origine perché al consumo i prezzi hanno avuto solo lievissime variazioni, con un calo del 4,2 per cento (da 16,45 euro a 15,76) del Parmigiano e rimanendo invariato per il Grana Padano (12,10 euro al chilogrammo) Sui 60 miliardi di euro di valore dell’italian sounding nel mondo – rileva Coldiretti regionale – ben 8 miliardi riguardano l’Emilia Romagna. Se ci fosse la possibilità di recuperare il mercato di questi falsi alle vere produzioni dell’Emilia Romagna, tra cui il Parmigiano Reggiano e Grana Padano, secondo stime di Coldiretti si potrebbero recuperare solo nella nostra regione 30 mila posti di lavoro. Purtroppo nel caso dei grandi formaggi nazionali il furto di identità oltre che all’estero viene condotto nel nostro territorio. Sugli scaffali dei supermercati e dei negozi tradizionali si trovano formaggi grattugiati di dubbia provenienza che, complice la crisi, vengono scelti in base al prezzo più conveniente, acquistando magari prodotto di scarsa qualità per pochi centesimi di differenza.
“Il calo dei consumi e il crollo dei prezzi stanno falcidiando i redditi degli allevatori da oltre un anno – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – ma in tutta questa situazione il consorzio del Parmigiano Reggiano sembra ostaggio di una gestione personalistica, concentrata a difendere poltrone e interessi di piccolo cabotaggio, con i massimi dirigenti che restano barricati nella loro torre d’avorio mentre fuori la situazione delle aziende si aggrava. Mentre ha chiuso una stalla su quattro dall’inizio della crisi – ha proseguito Tonello – il Consorzio non può continuare a giocare al ‘mercante in fiera’, dedicandosi ad estemporanee e rischiose attività commerciali, che vanno a pesare sempre nelle tasche dei produttori, e abbandonando ad altri il ruolo di tutela e valorizzazione del prodotto. E’ il momento di interrogarsi sulle sortite in campo commerciale del Consorzio tramite la società “I4s” che ha drenato ingenti risorse provocando una voragine di oltre 7 milioni di euro che potevano essere invece impiegate nella tutela e valorizzazione, con una campagna pubblicitaria efficace rispetto a una situazione che vede oggi prevalere nel consumatore la conoscenza più di marche private che del Parmigiano Reggiano. Questo snaturamento del Consorzio, da sempre evidenziato da Coldiretti, oggi viene, anche se tardivamente, riconosciuto da molti. Per salvare il settore non basta un’operazione di facciata, come il ritocco del programma di mandato – ha concluso Tonello – ma è giunto il momento, non più rinviabile, di ridare la parola ai soci per una nuova governance del Consorzio”.
Da Coldiretti Ferrara
Nel 2014 la produzione delle imitazioni del Parmigiano e del Grana ha superato i 300 milioni di chili, realizzati per poco meno della metà negli Stati Uniti, dal falso parmigianovegano a quello prodotto dalla Comunità Amish, dal parmesan vincitore addirittura del titolo di miglior formaggio negli Usa al kit che promette di ottenerlo in casa in appena 2 mesi, ma anche quello in cirillico che si è iniziato a produrre in Russia dopo l’embargo, il parmesao brasiliano, il reggianito argentino e il parmesan perfect italiano ma prodotto in Australia. E sono solo alcuni degli esempi di falsificazioni portate in piazza che - denuncia la Coldiretti - tolgono spazio di mercato al prodotto originale. Se gli Stati Uniti sono i “leader” della falsificazione con le produzioni in Wisconsin, California e New York, le imitazioni sono molte diffuse dall’Australia al Sud America ma anche nei Paesi emergenti, mentre sul mercato europeo ed in Italia sono arrivati i cosiddetti similgrana di bassa qualità spesso venduti con nomi di fantasia che ingannano i consumatori sulla reale origine che è prevalentemente di Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Estonia e Lettonia. Una concorrenza sleale nei confronti degli autentici Parmigiano reggiano e Grana Padano che devono essere ottenuti nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione.
“E’ a rischio – evidenzia il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli, presente in piazza a Bologna insieme con il direttore Zepponi, i segretari di zona, diversi componenti la Giunta provinciale della Federazione ed una delegazioni di allevatori e soci - un sistema produttivo che vale complessivamente quasi 4miliardi di fatturato con il Grana Padano che si colloca al vertice delle produzioni italiane tutelate dall’Unione Europea con un volume di affari che vale 1,5 miliardi al consumo nazionale e 530 milioni mentre il Parmigiano Reggiano si colloca al secondo posto con 1,5 miliardi al consumonazionale e 460 milioni all’export. I compensi riconosciuti ai caseifici e agli allevatori per il Parmigiano Reggiano sono precipitati al di sotto dei costi di produzione ed ora il mondo produttivo si trova a fronteggiare una situazione di crisi più grave del terremoto che tre anni fa aveva fatto crollare a terra migliaia di forme e distrutto stalle e magazzini”. “Una crisi dei prezzi alla produzione che coinvolge anche gli allevatori delle altre province, compresa la nostra – sottolinea ancora Gulinelli – visto che il prezzo del latte alimentare, non destinato alla trasformazione, risente fortemente di quello per il Parmigiano e sta segnando valori di poco sopra al puro costo di produzione, comprimendo pericolosamente il reddito degli allevatori, senza effettivo beneficio per i produttori. Ecco perché abbiamobisogno di far emergere chiaramente la situazione e di farla conoscere sia ai consumatori, sia ai vari livelli politici per trovare assieme le possibili soluzioni, tanto più urgenti con l’approssimarsi della fine del regime delle quote latte nell’Unione Europea”.
Tra i componenti della delegazione ferrarese anche alcuni rappresentanti di amministrazioni comunali della nostra provincia che hanno voluto essere a fianco degli allevatori diColdiretti in questa giornata e che oltre a cimentarsi con la prova di mungitura di una paziente vacca frisona, hanno potuto assaggiare i prodotti di alta qualità portati in piazza come il Parmigiano Reggiano di latte di Vacche Rosse ed il burro di Parma appena fatto, ma anche entrare in possesso del materiale informativo sullo stato del settore e delle proposte di delibere che i Comuni potranno fare a sostegno della filiera Made in Italy del settore lattiero caseario italiano: Simone Saletti del Comune di Bondeno, Barbara Paron del Comune di Vigarano Mainarda, Paola Zanella del Comune di Poggio Renatico, Giovanni Tavassi del Comune di Portomaggiore, Massimiliano Cenacchi del Comune di Masi Torello. Hanno inoltre dato il loro sostegno il sindaco di Sant’Agostino, Fabrizio Toselli ed i consiglieri regionali Alan Fabbri e Marcella Zappaterra.
Animazione in piazza XX Settembre con la stalla e la sensibilizzazione dei consumatori da una parte ed incontri con i responsabili politici regionali dall’altra per far uscire dalla crisi i nostri prodotti di qualità.
COLDIRETTI A BONACCINI: GUERRA AI FALSI PER RECUPERARE OCCUPAZIONE
Nel 2014 in Italia sono diminuiti gli acquisti di Parmigiano Reggiano e Grana padano, mentre sono aumentati i formaggi anonimi. Lo ha detto Coldiretti Emilia Romagna che ha incontrato il presidente della Regione Stefano Bonaccini che non è potuto intervenire alla manifestazione sul Parmigiano Reggiano e Grana Padano in piazza a Bologna perché convocato a Roma per un incontro con il presidente della Repubblica. Secondo i dati Coldiretti gli acquisti nella grande distribuzione e nel dettaglio tradizionale, sono diminuiti del 2,2 per cento del Parmigiano Reggiano, del 12,6 per cento del Grana Padano, mentre sono aumentati dell’1,5 per cento altri grana non a denominazione d’origine. “Si tratta di una concorrenza sleale – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – nei confronti degli autentici Parmigiano Reggiano e Grana Padano, che devono essere ottenuti nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione. Il danno che queste imitazioni comportano per il nostro Paese, non riguarda solo l’agricoltura ma tutta la società, soprattutto in termini di occupazione per migliaia di nostri giovani”. La crisi – secondo quanto Coldiretti ha detto a Bonaccini – si è aggravata con la situazione di mercato nell’ultimo anno quando il prezzo pagato ai produttori di Parmigiano Reggiano per il prodotto stagionato 12 mesi è diminuito del 20 per cento, passando dai 9,12 euro del gennaio 2014 ai 7,31 euro di fine dicembre 2014. Situazione identica per il Grana Padano (nove mesi di stagionatura) passato da 7,45 a 6,43 euro (–7,5 per cento). I prezzi – rileva Coldiretti Emilia Romagna – sono precipitati al di sotto dei costi di produzione, erodendo i redditi delle 3.348 aziende rimaste sul campo. In tutta questa situazione tuttavia, i consumatori non hanno potuto beneficiare del calo all’origine perché al consumo i prezzi hanno avuto solo lievissime variazioni, con un calo del 4,2 per cento (da 16,45 euro a 15,76) del Parmigiano e rimanendo invariato per il Grana Padano (12,10 euro al chilogrammo) Sui 60 miliardi di euro di valore dell’italian sounding nel mondo – rileva Coldiretti regionale – ben 8 miliardi riguardano l’Emilia Romagna. Se ci fosse la possibilità di recuperare il mercato di questi falsi alle vere produzioni dell’Emilia Romagna, tra cui il Parmigiano Reggiano e Grana Padano, secondo stime di Coldiretti si potrebbero recuperare solo nella nostra regione 30 mila posti di lavoro. Purtroppo nel caso dei grandi formaggi nazionali il furto di identità oltre che all’estero viene condotto nel nostro territorio. Sugli scaffali dei supermercati e dei negozi tradizionali si trovano formaggi grattugiati di dubbia provenienza che, complice la crisi, vengono scelti in base al prezzo più conveniente, acquistando magari prodotto di scarsa qualità per pochi centesimi di differenza.
“Il calo dei consumi e il crollo dei prezzi stanno falcidiando i redditi degli allevatori da oltre un anno – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – ma in tutta questa situazione il consorzio del Parmigiano Reggiano sembra ostaggio di una gestione personalistica, concentrata a difendere poltrone e interessi di piccolo cabotaggio, con i massimi dirigenti che restano barricati nella loro torre d’avorio mentre fuori la situazione delle aziende si aggrava. Mentre ha chiuso una stalla su quattro dall’inizio della crisi – ha proseguito Tonello – il Consorzio non può continuare a giocare al ‘mercante in fiera’, dedicandosi ad estemporanee e rischiose attività commerciali, che vanno a pesare sempre nelle tasche dei produttori, e abbandonando ad altri il ruolo di tutela e valorizzazione del prodotto. E’ il momento di interrogarsi sulle sortite in campo commerciale del Consorzio tramite la società “I4s” che ha drenato ingenti risorse provocando una voragine di oltre 7 milioni di euro che potevano essere invece impiegate nella tutela e valorizzazione, con una campagna pubblicitaria efficace rispetto a una situazione che vede oggi prevalere nel consumatore la conoscenza più di marche private che del Parmigiano Reggiano. Questo snaturamento del Consorzio, da sempre evidenziato da Coldiretti, oggi viene, anche se tardivamente, riconosciuto da molti. Per salvare il settore non basta un’operazione di facciata, come il ritocco del programma di mandato – ha concluso Tonello – ma è giunto il momento, non più rinviabile, di ridare la parola ai soci per una nuova governance del Consorzio”.
Da Coldiretti Ferrara
Nel 2014 la produzione delle imitazioni del Parmigiano e del Grana ha superato i 300 milioni di chili, realizzati per poco meno della metà negli Stati Uniti, dal falso parmigianovegano a quello prodotto dalla Comunità Amish, dal parmesan vincitore addirittura del titolo di miglior formaggio negli Usa al kit che promette di ottenerlo in casa in appena 2 mesi, ma anche quello in cirillico che si è iniziato a produrre in Russia dopo l’embargo, il parmesao brasiliano, il reggianito argentino e il parmesan perfect italiano ma prodotto in Australia. E sono solo alcuni degli esempi di falsificazioni portate in piazza che - denuncia la Coldiretti - tolgono spazio di mercato al prodotto originale. Se gli Stati Uniti sono i “leader” della falsificazione con le produzioni in Wisconsin, California e New York, le imitazioni sono molte diffuse dall’Australia al Sud America ma anche nei Paesi emergenti, mentre sul mercato europeo ed in Italia sono arrivati i cosiddetti similgrana di bassa qualità spesso venduti con nomi di fantasia che ingannano i consumatori sulla reale origine che è prevalentemente di Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Estonia e Lettonia. Una concorrenza sleale nei confronti degli autentici Parmigiano reggiano e Grana Padano che devono essere ottenuti nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione.
“E’ a rischio – evidenzia il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli, presente in piazza a Bologna insieme con il direttore Zepponi, i segretari di zona, diversi componenti la Giunta provinciale della Federazione ed una delegazioni di allevatori e soci - un sistema produttivo che vale complessivamente quasi 4miliardi di fatturato con il Grana Padano che si colloca al vertice delle produzioni italiane tutelate dall’Unione Europea con un volume di affari che vale 1,5 miliardi al consumo nazionale e 530 milioni mentre il Parmigiano Reggiano si colloca al secondo posto con 1,5 miliardi al consumonazionale e 460 milioni all’export. I compensi riconosciuti ai caseifici e agli allevatori per il Parmigiano Reggiano sono precipitati al di sotto dei costi di produzione ed ora il mondo produttivo si trova a fronteggiare una situazione di crisi più grave del terremoto che tre anni fa aveva fatto crollare a terra migliaia di forme e distrutto stalle e magazzini”. “Una crisi dei prezzi alla produzione che coinvolge anche gli allevatori delle altre province, compresa la nostra – sottolinea ancora Gulinelli – visto che il prezzo del latte alimentare, non destinato alla trasformazione, risente fortemente di quello per il Parmigiano e sta segnando valori di poco sopra al puro costo di produzione, comprimendo pericolosamente il reddito degli allevatori, senza effettivo beneficio per i produttori. Ecco perché abbiamobisogno di far emergere chiaramente la situazione e di farla conoscere sia ai consumatori, sia ai vari livelli politici per trovare assieme le possibili soluzioni, tanto più urgenti con l’approssimarsi della fine del regime delle quote latte nell’Unione Europea”.
Tra i componenti della delegazione ferrarese anche alcuni rappresentanti di amministrazioni comunali della nostra provincia che hanno voluto essere a fianco degli allevatori diColdiretti in questa giornata e che oltre a cimentarsi con la prova di mungitura di una paziente vacca frisona, hanno potuto assaggiare i prodotti di alta qualità portati in piazza come il Parmigiano Reggiano di latte di Vacche Rosse ed il burro di Parma appena fatto, ma anche entrare in possesso del materiale informativo sullo stato del settore e delle proposte di delibere che i Comuni potranno fare a sostegno della filiera Made in Italy del settore lattiero caseario italiano: Simone Saletti del Comune di Bondeno, Barbara Paron del Comune di Vigarano Mainarda, Paola Zanella del Comune di Poggio Renatico, Giovanni Tavassi del Comune di Portomaggiore, Massimiliano Cenacchi del Comune di Masi Torello. Hanno inoltre dato il loro sostegno il sindaco di Sant’Agostino, Fabrizio Toselli ed i consiglieri regionali Alan Fabbri e Marcella Zappaterra.
lunedì 2 marzo 2015
COLDIRETTI: GIOVEDI’ 5 MARZO A BOLOGNA, ALLE 9,30 IN PIAZZA XX SETTEMBRE CONTRO I FALSI CHE STANNO AFFOSSANDO IL PARMIGIANO
Fonte: Coldiretti Ferrara
Il popolo del Parmigiano Reggiano scende in piazza a Bologna per denunciare una crisi che sta facendo più danni del terremoto di tre anni fa. Tra la “galleria dei nemici del Parmigiano” e la preparazione in piazza di una forma dal latte di vacche rosse, al via il villaggio del latte Coldiretti.
E’ crisi senza precedenti per i formaggi simbolo della nostra regione e del made in Italy: Parmigiano Reggiano e Grana Padano stanno soffrendo e patendo più danni del terremoto che tre anni fa ha fatto cadere a terra centinaia di migliaia di forme e distrutto stalle, caseifici e magazzini. “Il popolo del Parmigiano e del Grana”, con migliaia di produttori, casari, stagionatori, gastronomi e consumatori, si ritroverà con Coldiretti Emilia-Romagna il prossimo 5 marzo 2015 dalle ore 9,30 a Bologna in piazza XX Settembre dove sarà realizzata la “prima galleria dei nemici del Parmigiano” per smascherare i falsi scovati nei diversi continenti che fanno delle due eccellenze italiane, i prodotti agroalimentari made in Italy più imitati al mondo. Ma non solo mostra: in piazza (dove sarà realizzata una autentica stalla) sarà possibile assistere in diretta alla preparazione di forme, da parte di casari che con antichi rituali, comprese le caldaie di rame ed il fuoco di legna, lavoreranno con sapienza e maestria il latte delle vacche rosse (la storica razza da cui è nato il Parmigiano Reggiano), evidenziando ancor più le differenze tra il prodotto originale e le “imitazioni”. Anche da Ferrara partirà una delegazione di allevatori e produttori, con alla testa il presidente provinciale Sergio Gulinelli ed il direttore Luigi Zepponi. Nell’occasione sarà presentato uno studio sul mercato del Parmigiano Reggiano che evidenzia una storica e drammatica inversione di tendenza dei crescenti costi di produzione e dei sempre più risicati redditi degli allevatori.
Il popolo del Parmigiano Reggiano scende in piazza a Bologna per denunciare una crisi che sta facendo più danni del terremoto di tre anni fa. Tra la “galleria dei nemici del Parmigiano” e la preparazione in piazza di una forma dal latte di vacche rosse, al via il villaggio del latte Coldiretti.
E’ crisi senza precedenti per i formaggi simbolo della nostra regione e del made in Italy: Parmigiano Reggiano e Grana Padano stanno soffrendo e patendo più danni del terremoto che tre anni fa ha fatto cadere a terra centinaia di migliaia di forme e distrutto stalle, caseifici e magazzini. “Il popolo del Parmigiano e del Grana”, con migliaia di produttori, casari, stagionatori, gastronomi e consumatori, si ritroverà con Coldiretti Emilia-Romagna il prossimo 5 marzo 2015 dalle ore 9,30 a Bologna in piazza XX Settembre dove sarà realizzata la “prima galleria dei nemici del Parmigiano” per smascherare i falsi scovati nei diversi continenti che fanno delle due eccellenze italiane, i prodotti agroalimentari made in Italy più imitati al mondo. Ma non solo mostra: in piazza (dove sarà realizzata una autentica stalla) sarà possibile assistere in diretta alla preparazione di forme, da parte di casari che con antichi rituali, comprese le caldaie di rame ed il fuoco di legna, lavoreranno con sapienza e maestria il latte delle vacche rosse (la storica razza da cui è nato il Parmigiano Reggiano), evidenziando ancor più le differenze tra il prodotto originale e le “imitazioni”. Anche da Ferrara partirà una delegazione di allevatori e produttori, con alla testa il presidente provinciale Sergio Gulinelli ed il direttore Luigi Zepponi. Nell’occasione sarà presentato uno studio sul mercato del Parmigiano Reggiano che evidenzia una storica e drammatica inversione di tendenza dei crescenti costi di produzione e dei sempre più risicati redditi degli allevatori.
mercoledì 21 gennaio 2015
PARMIGIANO REGGIANO, GUIDI (CONFAGRICOLTURA) ALL’AUDIZIONE AL SENATO: “E’ CRISI PER UNO DEI PRODOTTI SIMBOLO DEL MADE IN ITALY NEL MONDO. PIÙ RUOLO AGLI ALLEVATORI, RIDUZIONE DEI COSTI E PROMOZIONE”
Fonte: Confagricoltura
“Le scelte di politica internazionale continuano a condizionare l’economia. E’ il caso del Parmigiano Reggiano, la cui crisi di prezzo rispecchia, anche se con diverso impatto, quella di tutto il settore lattiero caseario, tra calo dei consumi e squilibri conseguenti all’embargo russo”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, nel corso dell’audizione in Commissione Agricoltura del Senato, sulle difficoltà del Parmigiano Reggiano. Confagricoltura ha posto in evidenza come la stragrande maggioranza dei formaggi Dop vaccini italiani stiano vivendo un momento di difficoltà, con diminuzioni dei prezzi che, per il Parmigiano Reggiano, proseguono da alcuni anni e che arrivano anche al 6-9% su base annua ed al 16-19% su base mensile a gennaio di quest’anno. “Le decisioni strategiche del comparto devono tenere conto delle esigenze degli allevatori in un quadro di regole che, forse, dopo tanti anni va riformato – ha sottolineato Mario Guidi - . Le quotazioni vanno alzate dove i mercati lo consentono, perché la politica dei prezzi bassi per un prodotto come il Parmigiano Reggiano non può reggere; va fatta poi una riflessione sul contenimento dei costi di produzione e sulla politica di promozione dei consumi sul mercato interno ed all’estero”. ”Senz’altro – ha concluso il presidente di Confagricoltura - bisognerà continuare a spingere sull’export, differenziando la strategia di marketing in funzione delle diverse tipologie di prodotto ed eliminando le barriere tariffarie e non tariffarie, ad esempio cogliendo la prossima occasione dell’accordo TTIP tra USA ed UE. Il tutto con la consapevolezza che il Parmigiano Reggiano è un prodotto unico, ambasciatore del made in Italy nel mondo”.

“Le scelte di politica internazionale continuano a condizionare l’economia. E’ il caso del Parmigiano Reggiano, la cui crisi di prezzo rispecchia, anche se con diverso impatto, quella di tutto il settore lattiero caseario, tra calo dei consumi e squilibri conseguenti all’embargo russo”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, nel corso dell’audizione in Commissione Agricoltura del Senato, sulle difficoltà del Parmigiano Reggiano. Confagricoltura ha posto in evidenza come la stragrande maggioranza dei formaggi Dop vaccini italiani stiano vivendo un momento di difficoltà, con diminuzioni dei prezzi che, per il Parmigiano Reggiano, proseguono da alcuni anni e che arrivano anche al 6-9% su base annua ed al 16-19% su base mensile a gennaio di quest’anno. “Le decisioni strategiche del comparto devono tenere conto delle esigenze degli allevatori in un quadro di regole che, forse, dopo tanti anni va riformato – ha sottolineato Mario Guidi - . Le quotazioni vanno alzate dove i mercati lo consentono, perché la politica dei prezzi bassi per un prodotto come il Parmigiano Reggiano non può reggere; va fatta poi una riflessione sul contenimento dei costi di produzione e sulla politica di promozione dei consumi sul mercato interno ed all’estero”. ”Senz’altro – ha concluso il presidente di Confagricoltura - bisognerà continuare a spingere sull’export, differenziando la strategia di marketing in funzione delle diverse tipologie di prodotto ed eliminando le barriere tariffarie e non tariffarie, ad esempio cogliendo la prossima occasione dell’accordo TTIP tra USA ed UE. Il tutto con la consapevolezza che il Parmigiano Reggiano è un prodotto unico, ambasciatore del made in Italy nel mondo”.
giovedì 15 gennaio 2015
PARMIGIANO, VINO, POMODORO I PRODOTTI DELL’EMILIA ROMAGNA NEL MIRINO DELLE AGROMAFIE
Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna
Parmigiano Reggiano, Pomodoro, vino, sono tra i principali prodotti dell’Emilia Romagna nel mirino delle agromafie. È quanto emerge dal terzo Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes, e Osservatorio sulla Criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare dal quale viene l’allarme sui rischi di sofisticazione di migliaia di prodotti e generi alimentari che, attraverso complessi meccanismi di alterazione, sofisticazione e contraffazione, sono commercializzati, senza esserlo, come prodotti tipici italiani o come eccellenze italiane. Dal nuovo rapporto risulta ce il business delle agromafie in un anno è aumentato del 10 per cento ed ha raggiunto i 15,4 miliardi di euro nel 2014. Secondo il rapporto – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – la categoria più contraffatta è rappresentata dai formaggi Dop, tra cui il Parmigiano Reggiano che si ritrova nel mirino di prodotti d’imitazione, come il Parmesan o il Parmesao, prodotti oltre Atlantico e non solo, ma anche di fantasiosi “cheese-kit”. Con una operazione partita ne 2013, i Nac nuclei anti-frodi dei carabinieri hanno segnalato prodotti contraffatti attraverso la vendita di kit “fai-da-te” dotati di attrezzature per produrre Parmigiano Reggiano e altri formaggi, al costo di un centinaio di sterline, diffuso in Nuova Zelanda, Australia e Canda, ma anche Regno Unito e Stati Uniti. Per alcuni prodotti i kit per produrre falsi sono stati realizzati proprio in Italia. È il caso dei “wine kit”, scoperti nell’agosto del 2014 a Reggio Emilia e commercializzati a livello internazionale, che consentivano di riprodurre 24 vini italiani Dop e Igp tra i più noti, tra cui anche vini dell’Emilia Romagna che dopo il Veneto è la regione maggiore produttrice di vino in Italia. Ancora più incredibile ed inquietante è quanto accade in tema di mercato illegale del pomodoro di cui l’Emilia Romagna è il maggior produttore in Italia. Si legge negli atti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla contraffazione (scorsa legislatura) che arrivano nel nostro Paese dalla Cina milioni di tonnellate di pomodori che diventano strumento di un’imponente opera di contraffazione ai danni del consumatore, il quale si trova sugli scaffali dei supermercati conserve e barattoli di pomodori riportanti il tricolore italiano, ma contenenti in realtà pomodori provenienti dalla Cina. Ed è bene che si sappia – affermano Coldiretti, Eurispes e Osservatorio Criminalità nell’agroalimentare – che questi pomodori cinesi sono coltivati e prodotti nei “laogai” che sono veri e propri campi di concentramento nei quali sono ammassati decine di migliaia di detenuti politici, dissidenti, piccoli criminali, soggetti ostili al regime, i quali (come nei campi di concentramento nazisti) sono costretti a lavorare fino a diciotto ore al giorno. Il terzo rapporto – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – rileva come produzione, distribuzione, vendita sono sempre più penetrate e condizionate dal potere criminale, esercitato ormai in forme raffinate attraverso la finanza, gli incroci e gli intrecci societari, la conquista di marchi prestigiosi, il condizionamento del mercato, l’imposizione degli stessi modelli di consumo e l’orientamento delle attività di ricerca scientifica. Non vi sono zone “franche” rispetto a tali fenomeni. Mentre è certo che le Mafie continuano ad agire sui territori d’origine, perché è attraverso il controllo del territorio che si producono ricchezza, alleanze, consenso: specialmente nel Mezzogiorno, costretto ad aggiungere alla tradizionale povertà gli effetti di una crisi economica pesante e profonda, aggravata dalla “vampirizzazione” delle risorse sistematicamente operata dai poteri illegali. I capitali accumulati sul territorio dagli agromafiosi attraverso le mille forme di sfruttamento e di illegalità hanno bisogno di sbocchi, devono essere messi a frutto e perciò raggiungono le città – in Italia e all’estero – dove è più facile renderne anonima la presenza e dove possono confondersi infettando pezzi interi di buona economia. Vengono rilevati, attraverso prestanome e intermediari compiacenti, imprese, alberghi, pubblici esercizi, attività commerciali soprattutto nel settore della distribuzione della filiera agroalimentare, creando, di fatto, un “circuito vizioso”: produco, trasporto, distribuisco, vendo, realizzando appieno lo slogan “dal produttore al consumatore”.
Parmigiano Reggiano, Pomodoro, vino, sono tra i principali prodotti dell’Emilia Romagna nel mirino delle agromafie. È quanto emerge dal terzo Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes, e Osservatorio sulla Criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare dal quale viene l’allarme sui rischi di sofisticazione di migliaia di prodotti e generi alimentari che, attraverso complessi meccanismi di alterazione, sofisticazione e contraffazione, sono commercializzati, senza esserlo, come prodotti tipici italiani o come eccellenze italiane. Dal nuovo rapporto risulta ce il business delle agromafie in un anno è aumentato del 10 per cento ed ha raggiunto i 15,4 miliardi di euro nel 2014. Secondo il rapporto – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – la categoria più contraffatta è rappresentata dai formaggi Dop, tra cui il Parmigiano Reggiano che si ritrova nel mirino di prodotti d’imitazione, come il Parmesan o il Parmesao, prodotti oltre Atlantico e non solo, ma anche di fantasiosi “cheese-kit”. Con una operazione partita ne 2013, i Nac nuclei anti-frodi dei carabinieri hanno segnalato prodotti contraffatti attraverso la vendita di kit “fai-da-te” dotati di attrezzature per produrre Parmigiano Reggiano e altri formaggi, al costo di un centinaio di sterline, diffuso in Nuova Zelanda, Australia e Canda, ma anche Regno Unito e Stati Uniti. Per alcuni prodotti i kit per produrre falsi sono stati realizzati proprio in Italia. È il caso dei “wine kit”, scoperti nell’agosto del 2014 a Reggio Emilia e commercializzati a livello internazionale, che consentivano di riprodurre 24 vini italiani Dop e Igp tra i più noti, tra cui anche vini dell’Emilia Romagna che dopo il Veneto è la regione maggiore produttrice di vino in Italia. Ancora più incredibile ed inquietante è quanto accade in tema di mercato illegale del pomodoro di cui l’Emilia Romagna è il maggior produttore in Italia. Si legge negli atti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla contraffazione (scorsa legislatura) che arrivano nel nostro Paese dalla Cina milioni di tonnellate di pomodori che diventano strumento di un’imponente opera di contraffazione ai danni del consumatore, il quale si trova sugli scaffali dei supermercati conserve e barattoli di pomodori riportanti il tricolore italiano, ma contenenti in realtà pomodori provenienti dalla Cina. Ed è bene che si sappia – affermano Coldiretti, Eurispes e Osservatorio Criminalità nell’agroalimentare – che questi pomodori cinesi sono coltivati e prodotti nei “laogai” che sono veri e propri campi di concentramento nei quali sono ammassati decine di migliaia di detenuti politici, dissidenti, piccoli criminali, soggetti ostili al regime, i quali (come nei campi di concentramento nazisti) sono costretti a lavorare fino a diciotto ore al giorno. Il terzo rapporto – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – rileva come produzione, distribuzione, vendita sono sempre più penetrate e condizionate dal potere criminale, esercitato ormai in forme raffinate attraverso la finanza, gli incroci e gli intrecci societari, la conquista di marchi prestigiosi, il condizionamento del mercato, l’imposizione degli stessi modelli di consumo e l’orientamento delle attività di ricerca scientifica. Non vi sono zone “franche” rispetto a tali fenomeni. Mentre è certo che le Mafie continuano ad agire sui territori d’origine, perché è attraverso il controllo del territorio che si producono ricchezza, alleanze, consenso: specialmente nel Mezzogiorno, costretto ad aggiungere alla tradizionale povertà gli effetti di una crisi economica pesante e profonda, aggravata dalla “vampirizzazione” delle risorse sistematicamente operata dai poteri illegali. I capitali accumulati sul territorio dagli agromafiosi attraverso le mille forme di sfruttamento e di illegalità hanno bisogno di sbocchi, devono essere messi a frutto e perciò raggiungono le città – in Italia e all’estero – dove è più facile renderne anonima la presenza e dove possono confondersi infettando pezzi interi di buona economia. Vengono rilevati, attraverso prestanome e intermediari compiacenti, imprese, alberghi, pubblici esercizi, attività commerciali soprattutto nel settore della distribuzione della filiera agroalimentare, creando, di fatto, un “circuito vizioso”: produco, trasporto, distribuisco, vendo, realizzando appieno lo slogan “dal produttore al consumatore”.
giovedì 8 gennaio 2015
MIPAAF: SBLOCCATA COMMERCIALIZZAZIONE PARMIGIANO REGGIANO E GRANA PADANO IN COREA DEL SUD
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Martina: ottimo risultato del lavoro del Governo per supporto all’export e tutela dei prodotti di qualità italiani
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il Ministry of food and drug security della Corea del Sud ha riconosciuto l’idoneità all’importazione nel Paese asiatico delle DOP Parmigiano Reggiano e Grana Padano. L’autorità coreana ha verificato che la sicurezza microbiologica di questi prodotti risulta essere equiparabile a quella del formaggio prodotto con il latte pastorizzato. È stata quindi risolta una controversia che aveva arrecato diversi danni alle esportazioni (-21% nei primi undici mesi dell'anno per il codice doganale che comprende anche Parmigiano e Grana) e che bloccava la commercializzazione dei due prodotti dai primi mesi del 2014. “Parmigiano Reggiano e Grana Padano potranno finalmente tornare a essere venduti in Corea del Sud. Sono molto soddisfatto – ha spiegato il Ministro Maurizio Martina – per la soluzione positiva di una controversia commerciale che danneggiava l’export di due delle nostre eccellenze più apprezzate nel mondo. Il lavoro condotto in coordinamento con i Ministeri dello Sviluppo economico, della Salute e degli Esteri ha portato a un giusto riconoscimento del lavoro delle nostre aziende e dei loro elevati standard produttivi e di controllo. Il mercato della Corea del Sud per l’agroalimentare italiano ha superato i 124 milioni di euro di valore, con una crescita di quasi il 30% dal 2012, e rappresenta un importante sbocco commerciale per il nostro Paese nel contesto asiatico”. Il successo delle trattative con la Corea del Sud si inserisce in un più ampio contesto di operazioni di supporto all’export e di tutela delle indicazioni geografiche sui mercati dei Paesi Terzi. Su questo fronte, infatti, il Governo sta lavorando intensamente perché le nostre eccellenze siano il più possibile e concretamente salvaguardate anche sui mercati internazionali. “Nel 2014 – ha proseguito Martina – abbiamo applicato in oltre 140 casi la norma ex officio che ci consente di far rimuovere dal mercato europeo prodotti che violano le norme sulle indicazioni geografiche. Negli anni precedenti interventi di questo tipo erano meno di 10 all’anno. E’ così ad esempio che i nostri ispettori della repressione frodi, con la collaborazione delle autorità inglesi, hanno tolto dagli scaffali di Harrod’s un finto olio Igp toscano. Abbiamo, poi, insistito fortemente affinché nel mandato negoziale del Trattato di libero scambio con gli Stati Uniti l’Unione europea inserisse tra le priorità la tutela delle indicazioni geografiche alimentari. Continueremo a spingere perché è evidente la necessità di recuperare spazi di mercato ora occupati da falso made in Italy sugli scaffali statunitensi e internazionali. Proprio per questo abbiamo appoggiato negli anni il lavoro diplomatico di Bruxelles per concludere trattati bilaterali che prevedessero il riconoscimento e la tutela delle nostre denominazioni nei Paesi terzi. Recentemente siamo riusciti ad ottenere importanti risultati con l’accordo Ue-Canada, aprendo nuove possibilità per l’export agroalimentare italiano che già oggi vale 34 miliardi di euro”. “Per quanto riguarda l’Asia, è bene ricordare che con la Cina è in vigore dal 2012 il cosiddetto progetto pilota “10+10” che prevede il reciproco riconoscimento di 10 indicazioni geografiche alimentari europee in Cina e di 10 cinesi nell’Ue. Nell’elenco di 10 figurano due prodotti italiani come il Grana Padano Dop e il Prosciutto di Parma Dop. Questo progetto si inserisce in un più ampio schema di collaborazione su questo fronte tra Ue e Cina, con un trattato bilaterale che è alle battute conclusive e che prevede un accordo di protezione per un numero complessivo di 100 denominazioni, tra le quali il Pamigiano Reggiano, l’Asiago, il Gorgonzola, la Mozzarella di bufala e il Pecorino romano. Si tratta di un lavoro diplomatico necessario che va in direzione diametralmente opposta a quello fatto dagli Stati uniti sullo stesso mercato. Insisteremo con la Commissione e con il Parlamento europeo, oltre che in sede di Consiglio, affinché siano adeguatamente tutelati i nostri prodotti su tutti i mercati”. “Con lo stesso obiettivo – ha concluso il Ministro – abbiamo intenzione di aprire un grande dibattito sul tema delle indicazioni geografiche in occasione di Expo Milano 2015. Siamo già al lavoro poi per l’organizzazione del Forum sulla lotta alla contraffazione, che si svolgerà a Lodi nel marzo del 2015, e che vedrà riunite le autorità di controllo europee e internazionali per un confronto sugli strumenti di contrasto alle frodi”.
Martina: ottimo risultato del lavoro del Governo per supporto all’export e tutela dei prodotti di qualità italiani
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il Ministry of food and drug security della Corea del Sud ha riconosciuto l’idoneità all’importazione nel Paese asiatico delle DOP Parmigiano Reggiano e Grana Padano. L’autorità coreana ha verificato che la sicurezza microbiologica di questi prodotti risulta essere equiparabile a quella del formaggio prodotto con il latte pastorizzato. È stata quindi risolta una controversia che aveva arrecato diversi danni alle esportazioni (-21% nei primi undici mesi dell'anno per il codice doganale che comprende anche Parmigiano e Grana) e che bloccava la commercializzazione dei due prodotti dai primi mesi del 2014. “Parmigiano Reggiano e Grana Padano potranno finalmente tornare a essere venduti in Corea del Sud. Sono molto soddisfatto – ha spiegato il Ministro Maurizio Martina – per la soluzione positiva di una controversia commerciale che danneggiava l’export di due delle nostre eccellenze più apprezzate nel mondo. Il lavoro condotto in coordinamento con i Ministeri dello Sviluppo economico, della Salute e degli Esteri ha portato a un giusto riconoscimento del lavoro delle nostre aziende e dei loro elevati standard produttivi e di controllo. Il mercato della Corea del Sud per l’agroalimentare italiano ha superato i 124 milioni di euro di valore, con una crescita di quasi il 30% dal 2012, e rappresenta un importante sbocco commerciale per il nostro Paese nel contesto asiatico”. Il successo delle trattative con la Corea del Sud si inserisce in un più ampio contesto di operazioni di supporto all’export e di tutela delle indicazioni geografiche sui mercati dei Paesi Terzi. Su questo fronte, infatti, il Governo sta lavorando intensamente perché le nostre eccellenze siano il più possibile e concretamente salvaguardate anche sui mercati internazionali. “Nel 2014 – ha proseguito Martina – abbiamo applicato in oltre 140 casi la norma ex officio che ci consente di far rimuovere dal mercato europeo prodotti che violano le norme sulle indicazioni geografiche. Negli anni precedenti interventi di questo tipo erano meno di 10 all’anno. E’ così ad esempio che i nostri ispettori della repressione frodi, con la collaborazione delle autorità inglesi, hanno tolto dagli scaffali di Harrod’s un finto olio Igp toscano. Abbiamo, poi, insistito fortemente affinché nel mandato negoziale del Trattato di libero scambio con gli Stati Uniti l’Unione europea inserisse tra le priorità la tutela delle indicazioni geografiche alimentari. Continueremo a spingere perché è evidente la necessità di recuperare spazi di mercato ora occupati da falso made in Italy sugli scaffali statunitensi e internazionali. Proprio per questo abbiamo appoggiato negli anni il lavoro diplomatico di Bruxelles per concludere trattati bilaterali che prevedessero il riconoscimento e la tutela delle nostre denominazioni nei Paesi terzi. Recentemente siamo riusciti ad ottenere importanti risultati con l’accordo Ue-Canada, aprendo nuove possibilità per l’export agroalimentare italiano che già oggi vale 34 miliardi di euro”. “Per quanto riguarda l’Asia, è bene ricordare che con la Cina è in vigore dal 2012 il cosiddetto progetto pilota “10+10” che prevede il reciproco riconoscimento di 10 indicazioni geografiche alimentari europee in Cina e di 10 cinesi nell’Ue. Nell’elenco di 10 figurano due prodotti italiani come il Grana Padano Dop e il Prosciutto di Parma Dop. Questo progetto si inserisce in un più ampio schema di collaborazione su questo fronte tra Ue e Cina, con un trattato bilaterale che è alle battute conclusive e che prevede un accordo di protezione per un numero complessivo di 100 denominazioni, tra le quali il Pamigiano Reggiano, l’Asiago, il Gorgonzola, la Mozzarella di bufala e il Pecorino romano. Si tratta di un lavoro diplomatico necessario che va in direzione diametralmente opposta a quello fatto dagli Stati uniti sullo stesso mercato. Insisteremo con la Commissione e con il Parlamento europeo, oltre che in sede di Consiglio, affinché siano adeguatamente tutelati i nostri prodotti su tutti i mercati”. “Con lo stesso obiettivo – ha concluso il Ministro – abbiamo intenzione di aprire un grande dibattito sul tema delle indicazioni geografiche in occasione di Expo Milano 2015. Siamo già al lavoro poi per l’organizzazione del Forum sulla lotta alla contraffazione, che si svolgerà a Lodi nel marzo del 2015, e che vedrà riunite le autorità di controllo europee e internazionali per un confronto sugli strumenti di contrasto alle frodi”.
giovedì 2 ottobre 2014
PARMIGIANO REGGIANO: PORTE APERTE AL CONSORZIO E IN OLTRE 60 CASEIFICI
Fonte: Consorzio del Parmigiano Reggiano
(Reggio Emilia, 2 ottobre 2014) Dopo il boom di visite dell’aprile scorso, sono una sessantina i caseifici del Parmigiano Reggiano che si preparano nuovamente ad accogliere i consumatori per un fine settimana (il 4 e 5 ottobre) all’insegna della tradizione, del sapore e dell’artigianalità.
Nel prossimo week end, infatti, torna in scena l’iniziativa “Caseifici aperti”, promossa dal Consorzio del Parmigiano Reggiano per offrire ai consumatori la possibilità di entrare direttamente in quel mondo di piccole strutture in cui artigianalmente si produce un’eccellenza alimentare italiana conosciuta in tutto il mondo, caratterizzata da volumi di export in continua crescita (+ 9% nei primi sei mesi del 2014) e da consumi interni in ripresa (+1,5% nel bimestre luglio/agosto rispetto allo stesso periodo del 2013) dopo la sostanziale stabilità degli ultimi due anni.
(Reggio Emilia, 2 ottobre 2014) Dopo il boom di visite dell’aprile scorso, sono una sessantina i caseifici del Parmigiano Reggiano che si preparano nuovamente ad accogliere i consumatori per un fine settimana (il 4 e 5 ottobre) all’insegna della tradizione, del sapore e dell’artigianalità.
Nel prossimo week end, infatti, torna in scena l’iniziativa “Caseifici aperti”, promossa dal Consorzio del Parmigiano Reggiano per offrire ai consumatori la possibilità di entrare direttamente in quel mondo di piccole strutture in cui artigianalmente si produce un’eccellenza alimentare italiana conosciuta in tutto il mondo, caratterizzata da volumi di export in continua crescita (+ 9% nei primi sei mesi del 2014) e da consumi interni in ripresa (+1,5% nel bimestre luglio/agosto rispetto allo stesso periodo del 2013) dopo la sostanziale stabilità degli ultimi due anni.
mercoledì 26 giugno 2013
PARMIGIANO REGGIANO, MICOTOSSINE DEL MAIS, RISPARMIO IDRICO, BENESSERE ANIMALE - LA REGIONE STANZIA 2 MILIONI 250 MILA EURO, DI CUI 1 MILIONE 600 MILA EURO PER PROGETTI DI RICERCA E 650 MILA EURO PER INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E DIVULGAZIONE IN CAMPO AGRICOLO.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Bologna - In quale misura l’uso di mais per alimentare gli impianti a biogas determina nel prodotto finale, utilizzato per concimare i campi, la presenza di clostridi, batteri che gonfiano le forme di Parmigiano Reggiano rendendole non idonee alla commercializzazione? E ancora: cosa succede se per alimentare gli impianti a biogas si utilizza mais inquinato da micotossine e dunque non idoneo all’alimentazione umana? Sono due dei progetti di ricerca che l’Assessorato regionale all’agricoltura finanzierà grazie a un bando che stanzia complessivamente risorse per 1 milione 600 mila euro. Altri importanti filoni di indagine che potranno essere finanziati riguardano tecniche agronomiche innovative che, riducendo l’utilizzo di acqua per irrigare e di azoto per concimare i campi, permettano di contenere anche, a parità di rese produttive, l’impatto ambientale delle coltivazioni. O anche nuove modalità di allevamento più attente al benessere animale e alla qualità dell’alimentazione. “A scopo cautelativo la Regione ha già provveduto a vietare lo spargimento di digestato proveniente da impianti alimentati a mais nelle zone vocate alla produzione di Parmigiano Reggiano – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – tuttavia il tema è di particolare importanza e merita ulteriori approfondimenti, vista la rilevanza della produzione interessata. E’ un esempio tra i tanti di come sia sempre più importante investire nella ricerca per un’agricoltura moderna e di qualità, amica dell’ambiente, che voglia continuare a crescere e competere ”. Con un altro bando la Regione stanzia infine 650 mila euro per sostenere iniziative di divulgazione e informazione in campo agricolo.
Nel nuovo portale regionale ER/Agricoltura, sono riportati i bandi con le indicazioni per la redazione dei progetti, la modulistica per la presentazione delle domande, il testo delle delibere n. 645 del 21/05/2013 e n. 713 del 3/6/2013.
Info:
http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/azienda-agricola/temi/ricerca-innovazione/bandi-innovazione
http://bur.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-bollettino?b=6f3a85334f1ff884f740a689ce52650a
Bologna - In quale misura l’uso di mais per alimentare gli impianti a biogas determina nel prodotto finale, utilizzato per concimare i campi, la presenza di clostridi, batteri che gonfiano le forme di Parmigiano Reggiano rendendole non idonee alla commercializzazione? E ancora: cosa succede se per alimentare gli impianti a biogas si utilizza mais inquinato da micotossine e dunque non idoneo all’alimentazione umana? Sono due dei progetti di ricerca che l’Assessorato regionale all’agricoltura finanzierà grazie a un bando che stanzia complessivamente risorse per 1 milione 600 mila euro. Altri importanti filoni di indagine che potranno essere finanziati riguardano tecniche agronomiche innovative che, riducendo l’utilizzo di acqua per irrigare e di azoto per concimare i campi, permettano di contenere anche, a parità di rese produttive, l’impatto ambientale delle coltivazioni. O anche nuove modalità di allevamento più attente al benessere animale e alla qualità dell’alimentazione. “A scopo cautelativo la Regione ha già provveduto a vietare lo spargimento di digestato proveniente da impianti alimentati a mais nelle zone vocate alla produzione di Parmigiano Reggiano – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – tuttavia il tema è di particolare importanza e merita ulteriori approfondimenti, vista la rilevanza della produzione interessata. E’ un esempio tra i tanti di come sia sempre più importante investire nella ricerca per un’agricoltura moderna e di qualità, amica dell’ambiente, che voglia continuare a crescere e competere ”. Con un altro bando la Regione stanzia infine 650 mila euro per sostenere iniziative di divulgazione e informazione in campo agricolo.
Nel nuovo portale regionale ER/Agricoltura, sono riportati i bandi con le indicazioni per la redazione dei progetti, la modulistica per la presentazione delle domande, il testo delle delibere n. 645 del 21/05/2013 e n. 713 del 3/6/2013.
Info:
http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/azienda-agricola/temi/ricerca-innovazione/bandi-innovazione
http://bur.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-bollettino?b=6f3a85334f1ff884f740a689ce52650a
giovedì 23 maggio 2013
CASEIFICIO NOVESE, RABBONI: LA SUA RIPARTENZA UNA BELLA NOTIZIA PER TUTTI NOI. DALLA STRUTTURA COMMISSARIALE RISORSE PER 12 MILIONI E 200 MILA EURO
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
“Il Parmigiano Reggiano è stato uno dei simboli di questo terremoto. Le immagini delle forme cadute dalle scalere hanno fatto il giro del mondo e hanno raccontato il dramma dell’Emilia. Per questo voglio congratularmi con il caseificio Novese, che al momento delle scosse conservava oltre 74 mila forme, per la forza e la determinazione con cui ha saputo reagire. La sua ripartenza è una bella notizia per tutti noi”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni nel giorno dell’Assemblea di bilancio del caseificio Razionale Novese. Proprio in questi giorni al caseificio è stata rilasciata dalla struttura commissariale una concessione di contributo per l’indennizzo del prodotto e i costi di evacuazione e di gestione delle forme danneggiate pari a 12 milioni e 200 mila euro, nell’ambito dell’ordinanza per le attività produttive. A questi si aggiungono oltre 1 milione di euro per le scalere grazie alla misura 126 del Piano regionale di sviluppo rurale. Oltre al Caseificio Novese sono molte altre le imprese agricole e agroalimentari che stanno ricevendo concessioni di pagamento, grazie alle risorse straordinarie del Piano regionale di sviluppo rurale. Il primo avviso pubblico del PSR per l’acquisto di attrezzature, macchinari e ricoveri provvisori ha permesso di finanziare 246 domande per 18 milioni di contributo. Entro giugno arriveranno le concessioni di pagamento relative a ulteriori 10 milioni per altre 140 aziende danneggiate, mentre un terzo avviso pubblico, sempre per la stessa tipologia di danni, è previsto a settembre. “C’è stata una fase iniziale inevitabilmente più difficoltosa – spiega Rabboni - Ma ora i dati ci dicono che il meccanismo sta funzionando e le imprese agricole cominciano a ricevere gli indennizzi”.
“Il Parmigiano Reggiano è stato uno dei simboli di questo terremoto. Le immagini delle forme cadute dalle scalere hanno fatto il giro del mondo e hanno raccontato il dramma dell’Emilia. Per questo voglio congratularmi con il caseificio Novese, che al momento delle scosse conservava oltre 74 mila forme, per la forza e la determinazione con cui ha saputo reagire. La sua ripartenza è una bella notizia per tutti noi”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni nel giorno dell’Assemblea di bilancio del caseificio Razionale Novese. Proprio in questi giorni al caseificio è stata rilasciata dalla struttura commissariale una concessione di contributo per l’indennizzo del prodotto e i costi di evacuazione e di gestione delle forme danneggiate pari a 12 milioni e 200 mila euro, nell’ambito dell’ordinanza per le attività produttive. A questi si aggiungono oltre 1 milione di euro per le scalere grazie alla misura 126 del Piano regionale di sviluppo rurale. Oltre al Caseificio Novese sono molte altre le imprese agricole e agroalimentari che stanno ricevendo concessioni di pagamento, grazie alle risorse straordinarie del Piano regionale di sviluppo rurale. Il primo avviso pubblico del PSR per l’acquisto di attrezzature, macchinari e ricoveri provvisori ha permesso di finanziare 246 domande per 18 milioni di contributo. Entro giugno arriveranno le concessioni di pagamento relative a ulteriori 10 milioni per altre 140 aziende danneggiate, mentre un terzo avviso pubblico, sempre per la stessa tipologia di danni, è previsto a settembre. “C’è stata una fase iniziale inevitabilmente più difficoltosa – spiega Rabboni - Ma ora i dati ci dicono che il meccanismo sta funzionando e le imprese agricole cominciano a ricevere gli indennizzi”.
lunedì 28 maggio 2012
COLDIRETTI: UNA MAIL PER SALVARE IL PARMIGIANO “TERREMOTATO”
Fonte: Coldiretti Ferrara
Coldiretti informa che è stata istituita una mail alla quale far pervenire ogni richiesta in merito all’acquisto di parmigiano-reggiano da aziende colpite dal sisma del 20 maggio scorso.
Una mail per far ripartire l’economia e l’occupazione nelle zone colpite dal terremoto con l’agroalimentare che è il motore e il simbolo di questi territori. Per far fronte alle migliaia di richieste di chi vuole esprimere solidarietà acquistando Parmigiano Reggiano “terremotato” e gli altri prodotti agroalimentari tipici dei territori colpiti dal sisma, Coldiretti ha attivato la e-mail terremoto@coldiretti.it a cui ci si può rivolgere per inviare richieste, specificando nome, indirizzo, telefono, prodotto e quantitativo cui si è interessati. Compatibilmente con la situazione di difficoltà che stanno vivendo i produttori verranno date - sottolinea Coldiretti - tutte le necessarie informazioni per contribuire concretamene a risollevare un comparto, come quello agroalimentare, che ha subito danni per 250 milioni di euro con crolli e lesioni ai magazzini di stagionatura, gli edifici rurali (case, stalle, fienili e serre), danni ai macchinari e perdita degli animali sotto le macerie. L’attivazione della mail, dimostrazione della volontà di ricominciare delle imprese colpite da sisma, è stata sollecitata dalle richieste dei cittadini che hanno intasato i centralini e la posta elettronica di Coldiretti in una sorta di gara di solidarietà. Coldiretti e i produttori coinvolti, pur nelle grandi difficoltà organizzative causate dal sisma, puntano ad estendere la vendita anche ad altre città, attraverso i negozi, le botteghe e i mercati di Campagna Amica. Per avviare l’iniziativa nel modo migliore - spiega Coldiretti - occorre evitare le speculazioni sempre in agguato e dare ai consumatori le necessarie garanzie sulla qualità. Sono perciò in corso - spiega Coldiretti - le opportune verifiche sul prodotto che può essere commercializzato, sulle modalità di acquisto e sui punti di vendita. Non appena Coldiretti sarà in grado di fornire informazioni in merito, lo farà con comunicati stampa ai media e sul sito www.coldiretti.it e alle stesse mail ricevute dai cittadini.
Coldiretti informa che è stata istituita una mail alla quale far pervenire ogni richiesta in merito all’acquisto di parmigiano-reggiano da aziende colpite dal sisma del 20 maggio scorso.
Una mail per far ripartire l’economia e l’occupazione nelle zone colpite dal terremoto con l’agroalimentare che è il motore e il simbolo di questi territori. Per far fronte alle migliaia di richieste di chi vuole esprimere solidarietà acquistando Parmigiano Reggiano “terremotato” e gli altri prodotti agroalimentari tipici dei territori colpiti dal sisma, Coldiretti ha attivato la e-mail terremoto@coldiretti.it a cui ci si può rivolgere per inviare richieste, specificando nome, indirizzo, telefono, prodotto e quantitativo cui si è interessati. Compatibilmente con la situazione di difficoltà che stanno vivendo i produttori verranno date - sottolinea Coldiretti - tutte le necessarie informazioni per contribuire concretamene a risollevare un comparto, come quello agroalimentare, che ha subito danni per 250 milioni di euro con crolli e lesioni ai magazzini di stagionatura, gli edifici rurali (case, stalle, fienili e serre), danni ai macchinari e perdita degli animali sotto le macerie. L’attivazione della mail, dimostrazione della volontà di ricominciare delle imprese colpite da sisma, è stata sollecitata dalle richieste dei cittadini che hanno intasato i centralini e la posta elettronica di Coldiretti in una sorta di gara di solidarietà. Coldiretti e i produttori coinvolti, pur nelle grandi difficoltà organizzative causate dal sisma, puntano ad estendere la vendita anche ad altre città, attraverso i negozi, le botteghe e i mercati di Campagna Amica. Per avviare l’iniziativa nel modo migliore - spiega Coldiretti - occorre evitare le speculazioni sempre in agguato e dare ai consumatori le necessarie garanzie sulla qualità. Sono perciò in corso - spiega Coldiretti - le opportune verifiche sul prodotto che può essere commercializzato, sulle modalità di acquisto e sui punti di vendita. Non appena Coldiretti sarà in grado di fornire informazioni in merito, lo farà con comunicati stampa ai media e sul sito www.coldiretti.it e alle stesse mail ricevute dai cittadini.
COLDIRETTI: UN GRAZIE IN ANTICIPO PER L’INIZIATIVA DI ACQUISTO DI PARMIGIANO DA AZIENDE TERREMOTATE
Fonte: Coldiretti Ferrara
Coldiretti ringrazia i tanti ferraresi che sono accorsi per acquistare il formaggio proveniente da una delle aziende di produzione colpite dal sisma del 20 maggio e si scusa per le attese. Continua il monitoraggio di Coldiretti nelle aziende colpite.
In tanti, tantissimi, già dalla sera di venerdì 25, appena lanciata la notizia, hanno contattato i punti vendita di Campagna Amica per prenotare il Parmigiano Reggiano che è stato venduto sabato 26 e domenica 27 maggio, nei punti vendita Campagna Amica di Ferrara in via Garibaldi 1/A e in via della Canapa 72 (solo sabato).
L’organizzazione agricola ringrazia i ferraresi e la grande sensibilità e disponibilità che stanno dimostrando nel voler dare un aiuto concreto a chi ha subito gli effetti del terremoto di quasi una settimana fa, effetti che hanno anche in parte rallentato le operazioni per la messa a disposizione delle forme e delle porzioni di formaggio da vendere, visto che solo nella tarda mattinata di sabato è stato possibile disporre del prodotto nei due punti vendita.
“Vedremo nei prossimi giorni, compatibilmente con le condizioni di lavoro dell’azienda Caretti di San Giovanni in Persiceto, che ci sta dando il Parmigiano da vendere – racconta il direttore di Coldiretti Ferrara, Luigi Zepponi – se e come potrà proseguire l’iniziativa e ne daremo informazione a tutti i cittadini interessati. Stiamo anche pensando ad altre forme di solidarietà nei confronti dei tanti cittadini e degli agricoltori delle aree più colpite, che abbiamo visto in questi giorni, andando direttamente nelle loro aziende per renderci conto dei danni subiti e delle cose più urgenti da segnalare a chi sta coordinando le procedure e raccogliendo le segnalazioni per poter far ripartire, dove possibile le attività”. Nelle ore immediatamente successive all’evento, infatti, l’organizzazione agricola ferrarese ha costituito un gruppo di lavoro che ha battuto azienda per azienda, e continuerà sino a vederle tutte, le zone interessate, in particolare a S. Agostino, Mirabello, Vigarano e poi Bondeno, Poggio Renatico e anche in parte Ferrara, allo scopo di assistere i propri soci nelle incombenze delle segnalazioni ufficiali che occorre inviare a Provincia e Comuni per attivare un primo resoconto della situazione e successivamente tutto ciò che servirà per la difficile ripresa dell’attività.
Chi avesse segnalazioni o comunicazioni da fare e non sia già stato contattato dai nostri tecnici, può dunque rivolgersi con sollecitudine agli uffici di Bondeno (tel. 0532/893759) e Ferrara (0532/979711) di Coldiretti.
venerdì 25 maggio 2012
FEDAGRI/CONFCOOPERATIVE CHIEDE MISURE URGENTI PER SOSTENERE LE IMPRESE AGROALIMENTARI DANNEGGIATE DAL TERREMOTO
Il sottosegretario alle Politiche Agricole Franco Braga e l’Assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Tiberio Rabboni in visita alle cooperative agricole modenesi e mantovane colpite dal sisma
(25 Maggio 2012). “Di fronte ai gravi danni provocati al sistema produttivo dal forte terremoto registrato in questi giorni in Emilia, soprattutto nelle province di Modena e Ferrara, è necessario attivare misure urgenti per aiutare le imprese colpite da questa calamità. In particolare, come la sospensione del pagamento dell’IMU, degli oneri previdenziali e del pagamento del prelievo sulle quote latte e una moratoria per gli impegni bancari in scadenza. Occorre, inoltre, stanziare adeguate risorse finanziarie per il ritiro straordinario da parte di Agea delle forme di Parmigiano-Reggiano danneggiate da destinare agli indigenti e per favorire il ripristino delle strutture produttive e delle attività connesse”. Queste le principali richieste espresse dal presidente di Fedagri/Confcooperative Maurizio Gardini al Sottosegretario alle Politiche Agricole Franco Braga in occasione del sopralluogo alle strutture agricole modenesi e mantovane colpite dal terremoto. La visita ha interessato in particolare la cooperativa casearia La Cappelletta di San Possidonio, l’azienda agricola La Mortara di Medolla, la cooperativa ortofrutticola Italfrutta di San Felice sul Panaro, il caseificio Albareto della cooperativa Albalat di Modena e la Latteria San Valentino di Gabbiana di Marcaria (Mantova). Al termine della visita, il sottosegretario Braga, incontrando insieme all’Assessore regionale Rabboni i produttori e i vertici del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, ha manifestato grande partecipazione alle difficoltà provocate dal sisma al sistema produttivo e l’impegno del Governo ad individuare le risorse necessarie per il risarcimento pur a fronte della attuale scarsità di risorse pubbliche. La gravità della situazione provocata dal sisma è stata anche al centro di una riunione straordinaria del “Tavolo del Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” convocata a Bologna dal presidente della Regione Vasco Errani. In questa occasione, i rappresentanti della cooperazione hanno ricordato l’esigenza di tempi certi e rapidi sul fronte degli ammortizzatori sociali nonché sul versante degli aiuti da destinare alle imprese per il risarcimento dei danni e per la ripresa produttiva.
COLDIRETTI: VIA ALLA PRIMA VENDITA DEL PARMIGIANO REGGIANO TERREMOTATO
Fonte: Coldiretti Ferrara
Domani 26 maggio 2012 e nei giorni successivi a Ferrara e Modena in vendita il parmigiano reggiano delle aziende terremotate.
Al via la prima vendita del Parmigiano Reggiano recuperato dal crollo dei magazzini di stagionatura distrutti dal terremoto per fare ripartire l’economia e l’occupazione con il prodotto motore e simbolo dei territori colpiti dal sisma, che contano danni di almeno 250 milioni di euro per il solo settore agroalimentare. Il terremoto ha colpito duramente i magazzini di Parmigiano Reggiano DOP facendo rovinare a terra migliaia di forme da peso di 40 chili l’una a causa del crollo delle “scalere”, le grandi scaffalature di stagionatura che sono collassate sotto le scosse. Per sostenere le aree agricole colpite dal sisma e favorirne al più presto il ritorno alla normalità da domani 26 maggio alle ore 9,30 sarà possibile acquistare il Parmigiano Reggiano “terremotato”, già stagionato e controllato dal Consorzio di Tutela, in tagli da un chilogrammo e al prezzo di mercato fissato dal caseificio di origine, per evitare distorsioni e speculazioni. L’iniziativa parte sabato 26 maggio dal Punto vendita di Campagna Amica di Modena in Via Vignolese 82/86, dalle 9.30 alle 20.00 (orario continuato) ma anche nei mercati di Campagna Amica del quartiere Modena Est in piazza Liberazione (dalle 14.30 alle 18.30) e nel punto vendita bioglam, stand 29 mercato Albinelli del viale Albinelli a Modena (dalle 9.00 alle 13.00). Sempre da sabato il Parmigiano Reggiano sarà in vendita anche a Ferrara, nei punti vendita di Orto Amico in via Canapa 72 (aperto anche il sabato dalle 9 alle 19 con orario continuato) e in via Garibaldi 1 (aperto sabato e anche domenica mattina sino alle 13).
Domani 26 maggio 2012 e nei giorni successivi a Ferrara e Modena in vendita il parmigiano reggiano delle aziende terremotate.
Al via la prima vendita del Parmigiano Reggiano recuperato dal crollo dei magazzini di stagionatura distrutti dal terremoto per fare ripartire l’economia e l’occupazione con il prodotto motore e simbolo dei territori colpiti dal sisma, che contano danni di almeno 250 milioni di euro per il solo settore agroalimentare. Il terremoto ha colpito duramente i magazzini di Parmigiano Reggiano DOP facendo rovinare a terra migliaia di forme da peso di 40 chili l’una a causa del crollo delle “scalere”, le grandi scaffalature di stagionatura che sono collassate sotto le scosse. Per sostenere le aree agricole colpite dal sisma e favorirne al più presto il ritorno alla normalità da domani 26 maggio alle ore 9,30 sarà possibile acquistare il Parmigiano Reggiano “terremotato”, già stagionato e controllato dal Consorzio di Tutela, in tagli da un chilogrammo e al prezzo di mercato fissato dal caseificio di origine, per evitare distorsioni e speculazioni. L’iniziativa parte sabato 26 maggio dal Punto vendita di Campagna Amica di Modena in Via Vignolese 82/86, dalle 9.30 alle 20.00 (orario continuato) ma anche nei mercati di Campagna Amica del quartiere Modena Est in piazza Liberazione (dalle 14.30 alle 18.30) e nel punto vendita bioglam, stand 29 mercato Albinelli del viale Albinelli a Modena (dalle 9.00 alle 13.00). Sempre da sabato il Parmigiano Reggiano sarà in vendita anche a Ferrara, nei punti vendita di Orto Amico in via Canapa 72 (aperto anche il sabato dalle 9 alle 19 con orario continuato) e in via Garibaldi 1 (aperto sabato e anche domenica mattina sino alle 13).
giovedì 24 maggio 2012
TERREMOTO: IL MINISTRO CATANIA ANNUNCIA LA MODIFICA TEMPORANEA DEL DISCIPLINARE CHE CONSENTE LA GESTIONE DEL FORMAGGIO PARMIGIANO REGGIANO CROLLATO NEI MAGAZZINI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“E’ stata pubblicata oggi sul sito del Mipaaf la modifica temporanea del disciplinare che consente ai produttori di Parmigiano Reggiano DOP, colpiti dalla scossa di terremoto del 20 maggio, di collocare temporaneamente il prodotto non danneggiato in altre strutture di magazzinaggio, anche al di fuori della zona di origine”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, ha annunciato l’adozione della modifica temporanea del disciplinare, conformemente all’art. 9 comma 4 del Reg. (CE) 510/2006, ed in attuazione delle disposizioni delle autorità sanitarie che impongono la rimozione delle forme presenti nelle strutture danneggiate. L’evento sismico di domenica scorsa ha colpito duramente 10 magazzini di Parmigiano Reggiano DOP causando il crollo di migliaia di forme stoccate. Grazie alla rapida definizione della modifica temporanea del disciplinare, i produttori possono immediatamente iniziare lo sgombero dei magazzini con la classificazione del prodotto in relazione ai danni subiti. Per le forme che risulteranno esenti da danni sarà possibile, assicurando la piena tracciabilità dei trasferimenti, la ricollocazione in altre strutture di magazzinaggio evitando così i rischi di ulteriori danni o deterioramenti. “Mentre siamo impegnati, in coordinamento con le Regioni interessate, al monitoraggio dei pesanti danni subiti dal settore agricolo, con questa modifica temporanea diamo una prima e rapida risposta per consentire agli operatori della filiera del Parmigiano Reggiano di ripartire nel più breve tempo possibile”, conclude il Ministro Catania.
“E’ stata pubblicata oggi sul sito del Mipaaf la modifica temporanea del disciplinare che consente ai produttori di Parmigiano Reggiano DOP, colpiti dalla scossa di terremoto del 20 maggio, di collocare temporaneamente il prodotto non danneggiato in altre strutture di magazzinaggio, anche al di fuori della zona di origine”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, ha annunciato l’adozione della modifica temporanea del disciplinare, conformemente all’art. 9 comma 4 del Reg. (CE) 510/2006, ed in attuazione delle disposizioni delle autorità sanitarie che impongono la rimozione delle forme presenti nelle strutture danneggiate. L’evento sismico di domenica scorsa ha colpito duramente 10 magazzini di Parmigiano Reggiano DOP causando il crollo di migliaia di forme stoccate. Grazie alla rapida definizione della modifica temporanea del disciplinare, i produttori possono immediatamente iniziare lo sgombero dei magazzini con la classificazione del prodotto in relazione ai danni subiti. Per le forme che risulteranno esenti da danni sarà possibile, assicurando la piena tracciabilità dei trasferimenti, la ricollocazione in altre strutture di magazzinaggio evitando così i rischi di ulteriori danni o deterioramenti. “Mentre siamo impegnati, in coordinamento con le Regioni interessate, al monitoraggio dei pesanti danni subiti dal settore agricolo, con questa modifica temporanea diamo una prima e rapida risposta per consentire agli operatori della filiera del Parmigiano Reggiano di ripartire nel più breve tempo possibile”, conclude il Ministro Catania.
venerdì 22 luglio 2011
"EMILIA ROMAGNA È UN MARE DI SAPORI" 2011: A LIDO DELLE NAZIONI LO SPETTACOLO "ARTUSI TRICOLORE"
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa
SABATO 23 LUGLIO A RIMINI "FUOCO AL MITO" CON LA REALIZZAZIONE DAL VIVO DI UNA FORMA DI PARMIGIANO-REGGIANO; A LIDO DELLE NAZIONI LO SPETTACOLO "ARTUSI TRICOLORE", LEZIONE PER IL PUBBLICO SULLA PREPARAZIONE DELLE TAGLIATELLE BIANCHE, ROSSE E VERDI.
Bologna – Sabato 23 luglio approda a Rimini e a Lido delle Nazioni (FE) la rassegna “Emilia Romagna è Un Mare di Sapori”, promossa dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna per promuovere il meglio della produzione eno-gastronomica regionale attraverso un calendario estivo di eventi in programma lungo la riviera emiliano-romagnola.
Alle 21,30 nel Mercato Centrale Coperto di Rimini, andrà in scena “Fuoco al Mito”, la cottura sul fuoco a legna, nella tradizionale caldaia di rame, del latte destinato a diventare una forma di Parmigiano Reggiano. Un suggestivo modo per far conoscere in presa diretta uno dei prodotti di punta del ‘made in Italy’, in una serata che coinvolgerà il pubblico presente con la degustazione di scaglie di Parmigiano Reggiano stagionato, in abbinamento con il frizzante Lambrusco e la secca Malvasia. L’ingresso è libero.
“Emilia Romagna è Un Mare di Sapori” celebra insieme due importanti anniversari: il centenario della morte di Pellegrino Artusi, “padre della gastronomia italiana” ed il 150° della nascita dello Stato Italiano con lo spettacolo “Artusi tricolore”, l’evento realizzato da Koinè – Teatro sostenibile, che farà il suo esordio sabato 23 luglio a Lido delle Nazioni (Piazza Italia, ore 21,30, ingresso libero). Uno spettacolo sui generis che ha per protagonista una voce fuori campo, la voce “ricettante” di Artusi, che guiderà una sfoglina in una ‘lezione magistrale’. L’azdora indirizzerà il pubblico, dotato di attrezzatura e ingredienti, nella preparazione di una porzione di tagliatelle tricolori: bianche, con solo acqua e farina, come si fa nella tradizione centro-meridionale; verdi, mescolando alle uova, prima di unirle alla farina, degli spinaci lessati e ridotti in purea; rosse, con l’aggiunta di pomodori. Terminato lo spettacolo, ogni partecipante si porterà a casa una porzione di tagliatelle.
Nel corso della stessa serata verrà realizzata una degustazione teatralizzata dei prodotti DOP della provincia di Modena dal titolo “Il canto dei Lambruschi”. Momento nel quale vengono coinvolti i sensi e la mente dei partecipanti per far conoscere loro la filiera del vino e il suo radicamento alla terra e alla cultura umana che lo produce. Dopo Lido delle Nazioni, “Artusi Tricolore” sarà a Cesenatico domenica 31 luglio, sabato 6 agosto a Cattolica, venerdì 12 agosto a Cervia.
La rassegna “Emilia Romagna è Un Mare di Sapori” prevede ben 90 appuntamenti in quattro province (Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini), dai Lidi di Comacchio fino a Cattolica. Diverificate le tipologie di eventi del ricco cartellone: oltre all’omaggio al Parmigiano Reggiano, lo spettacolo dedicato all’Artusi tricolore, il Tramonto di Vino, sulle eccellenze enologiche, il Torneo internazionale di biglie da spiaggia, con protagonisti i prodotti DOP e IGP dell’Emilia-Romagna. “Emilia Romagna è un Mare di Sapori” è una manifestazione realizzata dall’Assessorato all’Agricoltura dell’Emilia Romagna, con i Consorzi del Parmigiano-Reggiano e del Prosciutto di Parma e di Modena, in collaborazione con i Consorzi dei salumi piacentini, della Pesca Nettarina di Romagna, della Mortadella di Bologna, dell’Aceto balsamico tradizionale di Modena e Reggio Emilia, l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, Casa Artusi, la compagnia teatrale Koinè e Lepida Tv.Tutte le informazioni e il programma di “Emilia Romagna è un mare di Sapori” sono disponibili sul sito: www.unmaredisapori.com, con la possibilità di iscriversi alla newsletter e di giocare on line.
SABATO 23 LUGLIO A RIMINI "FUOCO AL MITO" CON LA REALIZZAZIONE DAL VIVO DI UNA FORMA DI PARMIGIANO-REGGIANO; A LIDO DELLE NAZIONI LO SPETTACOLO "ARTUSI TRICOLORE", LEZIONE PER IL PUBBLICO SULLA PREPARAZIONE DELLE TAGLIATELLE BIANCHE, ROSSE E VERDI.
Bologna – Sabato 23 luglio approda a Rimini e a Lido delle Nazioni (FE) la rassegna “Emilia Romagna è Un Mare di Sapori”, promossa dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna per promuovere il meglio della produzione eno-gastronomica regionale attraverso un calendario estivo di eventi in programma lungo la riviera emiliano-romagnola.
Alle 21,30 nel Mercato Centrale Coperto di Rimini, andrà in scena “Fuoco al Mito”, la cottura sul fuoco a legna, nella tradizionale caldaia di rame, del latte destinato a diventare una forma di Parmigiano Reggiano. Un suggestivo modo per far conoscere in presa diretta uno dei prodotti di punta del ‘made in Italy’, in una serata che coinvolgerà il pubblico presente con la degustazione di scaglie di Parmigiano Reggiano stagionato, in abbinamento con il frizzante Lambrusco e la secca Malvasia. L’ingresso è libero.
“Emilia Romagna è Un Mare di Sapori” celebra insieme due importanti anniversari: il centenario della morte di Pellegrino Artusi, “padre della gastronomia italiana” ed il 150° della nascita dello Stato Italiano con lo spettacolo “Artusi tricolore”, l’evento realizzato da Koinè – Teatro sostenibile, che farà il suo esordio sabato 23 luglio a Lido delle Nazioni (Piazza Italia, ore 21,30, ingresso libero). Uno spettacolo sui generis che ha per protagonista una voce fuori campo, la voce “ricettante” di Artusi, che guiderà una sfoglina in una ‘lezione magistrale’. L’azdora indirizzerà il pubblico, dotato di attrezzatura e ingredienti, nella preparazione di una porzione di tagliatelle tricolori: bianche, con solo acqua e farina, come si fa nella tradizione centro-meridionale; verdi, mescolando alle uova, prima di unirle alla farina, degli spinaci lessati e ridotti in purea; rosse, con l’aggiunta di pomodori. Terminato lo spettacolo, ogni partecipante si porterà a casa una porzione di tagliatelle.
Nel corso della stessa serata verrà realizzata una degustazione teatralizzata dei prodotti DOP della provincia di Modena dal titolo “Il canto dei Lambruschi”. Momento nel quale vengono coinvolti i sensi e la mente dei partecipanti per far conoscere loro la filiera del vino e il suo radicamento alla terra e alla cultura umana che lo produce. Dopo Lido delle Nazioni, “Artusi Tricolore” sarà a Cesenatico domenica 31 luglio, sabato 6 agosto a Cattolica, venerdì 12 agosto a Cervia.
La rassegna “Emilia Romagna è Un Mare di Sapori” prevede ben 90 appuntamenti in quattro province (Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini), dai Lidi di Comacchio fino a Cattolica. Diverificate le tipologie di eventi del ricco cartellone: oltre all’omaggio al Parmigiano Reggiano, lo spettacolo dedicato all’Artusi tricolore, il Tramonto di Vino, sulle eccellenze enologiche, il Torneo internazionale di biglie da spiaggia, con protagonisti i prodotti DOP e IGP dell’Emilia-Romagna. “Emilia Romagna è un Mare di Sapori” è una manifestazione realizzata dall’Assessorato all’Agricoltura dell’Emilia Romagna, con i Consorzi del Parmigiano-Reggiano e del Prosciutto di Parma e di Modena, in collaborazione con i Consorzi dei salumi piacentini, della Pesca Nettarina di Romagna, della Mortadella di Bologna, dell’Aceto balsamico tradizionale di Modena e Reggio Emilia, l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, Casa Artusi, la compagnia teatrale Koinè e Lepida Tv.Tutte le informazioni e il programma di “Emilia Romagna è un mare di Sapori” sono disponibili sul sito: www.unmaredisapori.com, con la possibilità di iscriversi alla newsletter e di giocare on line.
giovedì 31 marzo 2011
Parmigiano Reggiano, Rabboni a Filippi
FONTE: REGIONE EMILIA - ROMAGNA
Parmigiano Reggiano, Rabboni a Filippi: "56 milioni di euro le risorse stanziate dalla Regione a tutto il 2010 e ulteriori 19,5 milioni arriveranno entro l'estate. Mai così bene il comparto". L'impegno per valorizzare le produzioni di montagna
Bologna - “Il Parmigiano Reggiano, dopo un lungo periodo di crisi sta attraversando una positiva fase di rilancio e il prezzo del prodotto all’ingrosso è attualmente ai massimi di sempre. La Regione ha contribuito a questa obiettivo stanziando per il settore lattiero-caseario, a tutto il 2010, ben 56 milioni. Una cifra pari al 25% del totale delle risorse messe complessivamente a disposizione, con le stesse misure del Piano regionale di sviluppo rurale, per tutti gli altri comparti agricoli. Anche una parte dei 22 milioni di euro assegnati a febbraio alle Province per incrementare gli investimenti andranno al lattiero-caseario, mentre altre risorse per 19,5 milioni di euro sono in arrivo grazie a una bando che uscirà entro l’estate” . Lo ha detto oggi a Bologna l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni rispondendo a un’interpellanza del consigliere regionale Fabio Filippi.
Nel sostenere questo settore strategico dell’ agroalimentare emiliano-romagnolo, la Regione punta a valorizzare in particolare le specificità produttive e qualitative dei diversi territori, a partire da quelli di montagna. Così degli 11 progetti di filiera approvati per il comparto e che hanno coinvolto 907 aziende, tre si sviluppano integralmente proprie in aree montane. “Sempre per quanto riguarda la valorizzazione delle produzioni di montagna - ha ricordato Rabboni - stiamo da tempo adoperandoci assieme al Consorzio e ai Caseifici per superare gli ostacoli normativi e interpretativi che ancora si frappongono all’utilizzo della menzione “Montagna” per le forme prodotte sopra ai 600 metri. La questione ancora controversa è la necessità di una eventuale modifica del disciplinare di produzione del Parmigiano”. Anche la valorizzazione commerciale delle diverse qualità del prodotto Parmigiano Reggiano - ha aggiunto Rabboni – rappresenta un percorso già intrapreso dal Consorzio con l’introduzione dei tipi “Mezzano”, “Extra” ed “Export” e l’utilizzo di differenti bollini (aragosta, argento e oro) per individuare prodotti con caratteristiche qualitative specifiche legate essenzialmente al diverso livello di stagionatura. “Valorizzare i prodotti tipici dei territori appenninici è per noi un obiettivo importante – ha sottolineato ancora Rabboni - per questo come presidente di Arepo, l’Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine, ho proposto al Commissario Europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos e al Presidente della Commissione agricoltura De Castro l’introduzione nel ‘pacchetto qualità’ attualmente in discussione di una norma per rendere riconoscibili in tutta Europa i prodotti di montagna.”
Parmigiano Reggiano, Rabboni a Filippi: "56 milioni di euro le risorse stanziate dalla Regione a tutto il 2010 e ulteriori 19,5 milioni arriveranno entro l'estate. Mai così bene il comparto". L'impegno per valorizzare le produzioni di montagna
Bologna - “Il Parmigiano Reggiano, dopo un lungo periodo di crisi sta attraversando una positiva fase di rilancio e il prezzo del prodotto all’ingrosso è attualmente ai massimi di sempre. La Regione ha contribuito a questa obiettivo stanziando per il settore lattiero-caseario, a tutto il 2010, ben 56 milioni. Una cifra pari al 25% del totale delle risorse messe complessivamente a disposizione, con le stesse misure del Piano regionale di sviluppo rurale, per tutti gli altri comparti agricoli. Anche una parte dei 22 milioni di euro assegnati a febbraio alle Province per incrementare gli investimenti andranno al lattiero-caseario, mentre altre risorse per 19,5 milioni di euro sono in arrivo grazie a una bando che uscirà entro l’estate” . Lo ha detto oggi a Bologna l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni rispondendo a un’interpellanza del consigliere regionale Fabio Filippi.
Nel sostenere questo settore strategico dell’ agroalimentare emiliano-romagnolo, la Regione punta a valorizzare in particolare le specificità produttive e qualitative dei diversi territori, a partire da quelli di montagna. Così degli 11 progetti di filiera approvati per il comparto e che hanno coinvolto 907 aziende, tre si sviluppano integralmente proprie in aree montane. “Sempre per quanto riguarda la valorizzazione delle produzioni di montagna - ha ricordato Rabboni - stiamo da tempo adoperandoci assieme al Consorzio e ai Caseifici per superare gli ostacoli normativi e interpretativi che ancora si frappongono all’utilizzo della menzione “Montagna” per le forme prodotte sopra ai 600 metri. La questione ancora controversa è la necessità di una eventuale modifica del disciplinare di produzione del Parmigiano”. Anche la valorizzazione commerciale delle diverse qualità del prodotto Parmigiano Reggiano - ha aggiunto Rabboni – rappresenta un percorso già intrapreso dal Consorzio con l’introduzione dei tipi “Mezzano”, “Extra” ed “Export” e l’utilizzo di differenti bollini (aragosta, argento e oro) per individuare prodotti con caratteristiche qualitative specifiche legate essenzialmente al diverso livello di stagionatura. “Valorizzare i prodotti tipici dei territori appenninici è per noi un obiettivo importante – ha sottolineato ancora Rabboni - per questo come presidente di Arepo, l’Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine, ho proposto al Commissario Europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos e al Presidente della Commissione agricoltura De Castro l’introduzione nel ‘pacchetto qualità’ attualmente in discussione di una norma per rendere riconoscibili in tutta Europa i prodotti di montagna.”
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venerdì 8 ottobre 2010
SABATO 9 OTTOBRE AL PUNTO CAMPAGNA AMICA DI FERRARA, VIA CANAPA, 72 SCOPRIAMO COME NASCE IL FORMAGGIO Più BUONO DEL MONDO
Fonte: Coldiretti Ferrara
Appuntamento alle ore 16 presso il Punto Campagna Amica di Ferrara con l’azienda agricola Pratichiera per assistere in diretta al rito della nascita di una forma di Parmigiano - Reggiano.
Latte, caglio e sale. Sono questi gli unici ingredienti che da secoli vengono utilizzati per preparare il Parmigiano-Reggiano, vanto del made in Italy ed autentico concentrato di preziose qualità organolettiche e nutrizionali.
Il Parmigiano-Reggiano può essere prodotto in una zona ben determinata (si tratta di un prodotto D.O.P.) e con un disciplinare produttivo molto preciso, ma può essere gustato ovunque con la garanzia di consumare un ottimo alimento, semprechè sia ben certa la sua origine e quindi si tratti di un autentico formaggio italiano e non di una imitazione e che la stagionatura e classificazione merceologica sia corretta.
Per spiegare queste caratteristiche, il Punto Campagna Amica di Ferrara, nella sua sede di Via Canapa, 72, in collaborazione con l’azienda agricola e caseificio La Pratichiera di Fontevivo di Parma, che da anni è presente nei mercati Coldiretti e che commercializza i propri prodotti presso lo stesso Punto, ha organizzato in diretta la preparazione di una forma di Parmigiano-Reggiano, con la presenza del casaro che illustrerà le diverse fasi di lavorazione del latte, della caldaia, della cagliata, della messa in forma e quindi della salatura e stagionatura che porta ad ottenere un prodotto veramente eccezionale che deve essere anche riconosciuto e consumato nel modo giusto.
Il Punto Campagna Amica, aderisce alla rete nazionale dei punti vendita accreditati da Coldiretti e vi si trovano i prodotti della filiera agricola tutta italiana, direttamente dal produttore ai consumatori: frutta, verdura, vino, formaggi, riso, miele, confetture, olio, salumi, piante e fiori.
Appuntamento alle ore 16 presso il Punto Campagna Amica di Ferrara con l’azienda agricola Pratichiera per assistere in diretta al rito della nascita di una forma di Parmigiano - Reggiano.
Latte, caglio e sale. Sono questi gli unici ingredienti che da secoli vengono utilizzati per preparare il Parmigiano-Reggiano, vanto del made in Italy ed autentico concentrato di preziose qualità organolettiche e nutrizionali.
Il Parmigiano-Reggiano può essere prodotto in una zona ben determinata (si tratta di un prodotto D.O.P.) e con un disciplinare produttivo molto preciso, ma può essere gustato ovunque con la garanzia di consumare un ottimo alimento, semprechè sia ben certa la sua origine e quindi si tratti di un autentico formaggio italiano e non di una imitazione e che la stagionatura e classificazione merceologica sia corretta.
Per spiegare queste caratteristiche, il Punto Campagna Amica di Ferrara, nella sua sede di Via Canapa, 72, in collaborazione con l’azienda agricola e caseificio La Pratichiera di Fontevivo di Parma, che da anni è presente nei mercati Coldiretti e che commercializza i propri prodotti presso lo stesso Punto, ha organizzato in diretta la preparazione di una forma di Parmigiano-Reggiano, con la presenza del casaro che illustrerà le diverse fasi di lavorazione del latte, della caldaia, della cagliata, della messa in forma e quindi della salatura e stagionatura che porta ad ottenere un prodotto veramente eccezionale che deve essere anche riconosciuto e consumato nel modo giusto.
Il Punto Campagna Amica, aderisce alla rete nazionale dei punti vendita accreditati da Coldiretti e vi si trovano i prodotti della filiera agricola tutta italiana, direttamente dal produttore ai consumatori: frutta, verdura, vino, formaggi, riso, miele, confetture, olio, salumi, piante e fiori.
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