Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
E’ stata spostata al 28 febbraio 2015 la scadenza per la presentazione delle domande per gli aiuti economici per la ricostruzione delle aziende agricole danneggiate dal sisma del 2012.
Il termine per la richiesta di contributo, precedentemente fissato al prossimo 31 dicembre, è stato posticipato con l’ordinanza n. 81 firmata dal commissario delegato alla ricostruzione Alfredo Bertelli, al fine di consentire la conclusione dell’istruttoria da parte della Commissione europea sulla richiesta di modifica del regime di aiuto di Stato alle imprese agricole per allinearne le condizioni di accesso per la ricostruzione ed in particolare i termini di pagamento a quelli delle altre imprese non agricole.
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martedì 9 dicembre 2014
SISMA, IMPRESE AGRICOLE: SPOSTATO AL 28 FEBBRAIO TERMINE PER CONTRIBUTI PER LA RICOSTRUZIONE
giovedì 19 dicembre 2013
SISMA, RABBONI ALL'INAUGURAZIONE DEL NUOVO STABILIMENTO ITALFRUTTA A SAN FELICE SUL PANARO (MO): "IMPRENDITORI CHE REAGISCONO E ISTITUZIONI CHE FUNZIONANO. UN SEGNALE DI FIDUCIA PER TUTTO IL TERRITORIO". IL PUNTO SULLA RICOSTRUZIONE IN AGRICOLTURA
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
“L’inaugurazione di oggi dimostra che ci sono imprenditori che reagiscono con tenacia e istituzioni che funzionano.” Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni oggi a San Felice sul Panaro dove ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione del nuovo stabilimento della cooperativa Italfrutta, gravemente colpita dal terremoto. “In diciotto mesi lo stabilimento è stato ricostruito grazie alla caparbietà dei soci e dei dirigenti. Lo hanno fatto continuando a lavorare e chiudendo l’anno con un bilancio positivo. Alla loro reazione si è affiancato il sostegno fondamentale del sistema cooperativo regionale e quello delle istituzioni locali e regionali che hanno collaborato nei processi autorizzati e nel finanziamento dei lavori. Questo gioco di squadra deve essere un motivo di fiducia per tutto il territorio colpito dal sima." Il colosso della frutta e della verdura fresca di San Felice sul Panaro ha ricevuto dalla Regione 9 milioni 668 mila euro, di cui 6 milioni già erogati.
Finanziate 40 domande per 34,5 milioni di euro. Scade il 3 febbraio il bando per la messa in sicurezza dei prefabbricati rurali
Su 108 domande presentate, per un ammontare di 51,3 milioni di euro, quelle già accolte e finanziate sono atttualmente 40. I relativi decreti di concessione ammontano a 34,5 milioni di euro. Ammontano invece a circa 100 milioni di euro le risorse stanziate dalle diverse misure del Programma di sviluppo rurale. Tra queste è attualmente aperto il bando relativo alla misura 126 – la scadenza è al 3 febbraio - che stanzia 20 milioni messa in sicurezza dei prefabbricati rurale che non hanno ricevuto danni. Le concessioni sono rivolte al ripristino o ricostruzione degli immobili delle imprese agricole e agroindustriali, tra cui caseifici, cantine, strutture di lavorazione dei prodotti agricoli, agriturismi, stalle e porcilaie. Comprendono anche il recupero o l’acquisto di beni strumentali e macchinari, il rimborso dei prodotti Dop e Igp - Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Aceti balsamici tradizionali – andati distrutti e la ricostituzione delle scorte e alcune delocalizzazioni temporanee. Per quanto riguarda i pagamenti (dati aggiornati alla fine di novembre) sono già state presentate 25 domande di liquidazione relative sia a stati d’avanzamento sia ad interventi ormai conclusi per un totale di 25 milioni 742 mila euro. Tra queste domande 9 sono state liquidate per un importo complessivo di 19 milioni 537 mila euro, ovvero il 76% del totale.
“L’inaugurazione di oggi dimostra che ci sono imprenditori che reagiscono con tenacia e istituzioni che funzionano.” Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni oggi a San Felice sul Panaro dove ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione del nuovo stabilimento della cooperativa Italfrutta, gravemente colpita dal terremoto. “In diciotto mesi lo stabilimento è stato ricostruito grazie alla caparbietà dei soci e dei dirigenti. Lo hanno fatto continuando a lavorare e chiudendo l’anno con un bilancio positivo. Alla loro reazione si è affiancato il sostegno fondamentale del sistema cooperativo regionale e quello delle istituzioni locali e regionali che hanno collaborato nei processi autorizzati e nel finanziamento dei lavori. Questo gioco di squadra deve essere un motivo di fiducia per tutto il territorio colpito dal sima." Il colosso della frutta e della verdura fresca di San Felice sul Panaro ha ricevuto dalla Regione 9 milioni 668 mila euro, di cui 6 milioni già erogati.
Finanziate 40 domande per 34,5 milioni di euro. Scade il 3 febbraio il bando per la messa in sicurezza dei prefabbricati rurali
Su 108 domande presentate, per un ammontare di 51,3 milioni di euro, quelle già accolte e finanziate sono atttualmente 40. I relativi decreti di concessione ammontano a 34,5 milioni di euro. Ammontano invece a circa 100 milioni di euro le risorse stanziate dalle diverse misure del Programma di sviluppo rurale. Tra queste è attualmente aperto il bando relativo alla misura 126 – la scadenza è al 3 febbraio - che stanzia 20 milioni messa in sicurezza dei prefabbricati rurale che non hanno ricevuto danni. Le concessioni sono rivolte al ripristino o ricostruzione degli immobili delle imprese agricole e agroindustriali, tra cui caseifici, cantine, strutture di lavorazione dei prodotti agricoli, agriturismi, stalle e porcilaie. Comprendono anche il recupero o l’acquisto di beni strumentali e macchinari, il rimborso dei prodotti Dop e Igp - Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Aceti balsamici tradizionali – andati distrutti e la ricostituzione delle scorte e alcune delocalizzazioni temporanee. Per quanto riguarda i pagamenti (dati aggiornati alla fine di novembre) sono già state presentate 25 domande di liquidazione relative sia a stati d’avanzamento sia ad interventi ormai conclusi per un totale di 25 milioni 742 mila euro. Tra queste domande 9 sono state liquidate per un importo complessivo di 19 milioni 537 mila euro, ovvero il 76% del totale.
martedì 17 dicembre 2013
COLDIRETTI: TERREMOTO, CI SONO ANCORA PROBLEMI DA RISOLVERE
Fonte: Coldiretti Ferrara
Sta prendendo la via giusta in Emilia Romagna il processo di ricostruzione nelle aree colpite dal terremoto un anno e mezzo fa. E’ quanto emerso all’incontro dei dirigenti di Coldiretti Emilia Romagna e l’assessore regionale alle Attività Produttive Gian Carlo Muzzarelli per fare il punto sulla ricostruzione del dopo sisma. “La regione ha fatto un importante lavoro sul piano normativo – a detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – anche se permangono dei problemi a livello comunale. Per questo guardiamo con favore all’impegno dell’assessore di convocare i sindaci prima di Natale per cercare di varare le linee guida per uniformare i comportamenti dei singoli Comuni”. All’incontro, i dirigenti di Coldiretti hanno ribadito all’assessore la necessità di risolvere il problema dei versamenti fiscali che scadono al 31 dicembre in quanto è impossibile che le aziende colpite abbiano recuperato la perdita di reddito in un solo anno e mezzo. Pertanto Coldiretti ha espresso il suo appoggio all’impegno della Regione Emilia Romagna di rinviare le imposte e contributi indicativamente di cinque anni. Per la ripartenza economica – ha sottolineato Coldiretti – è necessaria la disponibilità di finanziamenti agli investimenti e per questo i dirigenti della maggiore organizzazione agricola regionale hanno espresso interesse per il progetto di legge sull’”attrattività”, che, secondo le intenzioni espresse da Muzzarelli conterrà provvedimenti per agevolare il credito e sostenere le aziende che vogliono investire in Emilia Romagna.
Sta prendendo la via giusta in Emilia Romagna il processo di ricostruzione nelle aree colpite dal terremoto un anno e mezzo fa. E’ quanto emerso all’incontro dei dirigenti di Coldiretti Emilia Romagna e l’assessore regionale alle Attività Produttive Gian Carlo Muzzarelli per fare il punto sulla ricostruzione del dopo sisma. “La regione ha fatto un importante lavoro sul piano normativo – a detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – anche se permangono dei problemi a livello comunale. Per questo guardiamo con favore all’impegno dell’assessore di convocare i sindaci prima di Natale per cercare di varare le linee guida per uniformare i comportamenti dei singoli Comuni”. All’incontro, i dirigenti di Coldiretti hanno ribadito all’assessore la necessità di risolvere il problema dei versamenti fiscali che scadono al 31 dicembre in quanto è impossibile che le aziende colpite abbiano recuperato la perdita di reddito in un solo anno e mezzo. Pertanto Coldiretti ha espresso il suo appoggio all’impegno della Regione Emilia Romagna di rinviare le imposte e contributi indicativamente di cinque anni. Per la ripartenza economica – ha sottolineato Coldiretti – è necessaria la disponibilità di finanziamenti agli investimenti e per questo i dirigenti della maggiore organizzazione agricola regionale hanno espresso interesse per il progetto di legge sull’”attrattività”, che, secondo le intenzioni espresse da Muzzarelli conterrà provvedimenti per agevolare il credito e sostenere le aziende che vogliono investire in Emilia Romagna.
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lunedì 16 dicembre 2013
UNA STORIA DI RICOSTRUZIONE L’AZIENDA AGRICOLA CARLO FINI DI POGGIO RENATICO HA ULTIMATO I LAVORI DI RICOSTRUZIONE DOPO IL SISMA DEL 2012. UN LUNGO ITER TRA BUROCRAZIA E VOGLIA DI RICOMINCIARE
Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara
Poco più di un anno e mezzo è passato dal sisma che ha colpito la provincia di Ferrara da un punto di vista sia umano che economico. Molte aziende agricole hanno subito danni a fabbricati e terreni che hanno reso difficoltosa la ripresa delle attività produttive. Proprio in questi giorni, l’azienda di Carlo Fini associata a Cia Ferrara – una delle più colpite della zona di Poggio Renatico con circa 400 mila euro di danni stimati – ha ultimato i lavori di costruzione di un nuovo e moderno fabbricato antisismico che ha sostituito quelli danneggiati. Una delle prime a terminare in questa zona e ad iniziare così un nuovo ciclo che chiude un periodo lungo e pieno di ostacoli da superare. «La nostra corte rurale – spiega Carlo Fini – era composta da una casa e un fienile adibiti a magazzino; un capannone in mattoni utilizzato principalmente per le attrezzature e una tipica casella. In seguito al sisma il capannone è collassato e tutti i fabbricati sono diventati inagibili, con pericolo reale di crollo. Un grosso danno, considerando soprattutto l’investimento in pannelli fotovoltaici montati da poco tempo che, in seguito al sisma, abbiamo dovuto rimuovere totalmente. Vedere la propria azienda ridotta in quella maniera, letteralmente da demolire, è stato un colpo bruttissimo. Dopo lo shock iniziale e la voglia di rimediare fin da subito ci siamo però resi conto che il danno subito era al di là delle nostre forze. E abbiamo così deciso di chiedere aiuto: prima pubblicamente nel corso di un’intervista televisiva andata in onda pochi giorni dopo il terremoto per sensibilizzare tutti sui danni subiti dalle aziende agricole poi concretamente iniziando un lunghissimo iter burocratico. Il risultato è un capannone di 300 metri quadri in cemento armato, fondamentale per il ricovero delle attrezzature e dove abbiamo ripristinato l’impianto di pannelli fotovoltaici. La struttura sarà finanziata al 100% dai contributi per la ricostruzione. Sono moltissime le persone da ringraziare oggi che questo percorso è finito, persone che hanno lavorato sulla fiducia, in attesa dell’arrivo dei soldi che la Regione metterà a disposizione tra circa due mesi, a seguito della dichiarazione di fine lavori. Tra loro voglio citare ovviamente la Regione Emilia – Romagna che ci ha riconosciuto il danno, l’assessore Stefano Calderoni che è rimasto sempre in prima linea accanto alle aziende, la Cia Ferrara che ci hanno aiutato con le tantissime pratiche da presentare e i tecnici di riferimento. Tutti – conclude Carlo Fini – ci hanno sostenuto e supportato in ogni fase della ricostruzione e posso dire che solo oggi siamo usciti davvero dalla brutta pagina del terremoto.»
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mercoledì 4 dicembre 2013
SISMA: EDIFICI RURALI COLLABENTI PRIMA DEL TERREMOTO. RABBONI: IL FINANZIAMENTO DELLA RICOSTRUZIONE A CHI PUÒ DIMOSTRARE UN PRECEDENTE UTILIZZO DEI FABBRICATI AD USO PRODUTTIVO ANCHE SENZA FRUIZIONE DI ACQUA ED ELETTRICITÀ.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
I finanziamenti per la ricostruzione possono andare a fienili, magazzini e altri edifici rurali utilizzati dall’impresa agricola, anche senza allacciamento ad acqua ed elettricità, purchè con requisito di sicurezza statica. L’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni sgombra il campo dai dubbi di interpretazione delle ordinanza commissariali in materia. “Innanzitutto devo ribadire – spiega Rabboni - che la norma nazionale che disciplina gli aiuti alle strutture produttive si propone esclusivamente la ricostituzione delle condizioni preesistenti al terremoto. Pertanto tutte le ordinanze commissariali hanno puntato a garantire il contributo per la riparazione o la ricostruzione dei fabbricati strumentali alle attività produttive che erano tali alla data del sisma o nei 36 mesi precedenti. Se gli immobili erano accatastati come collabenti prima del sisma, oppure fatiscenti, insicuri e degradati per mancata o carente manutenzione, e quindi non utilizzabili a fini produttivi, non possono essere ammessi a contributo. Sono esclusi dal contributo quindi gli immobili che alla data del sisma non erano di fatto agibili in quanto non in possesso di requisiti di sicurezza statica o di condizioni igienico-sanitarie per ospitare i lavoratori. Nel caso invece dei fabbricati rurali, utilizzati dall’impresa agricola (quali ad esempio fienili, magazzini, casello, ecc.) è evidente che l’utilizzabilità è assicurata dalla presenza del solo requisito della sicurezza statica. Il che significa che anche senza connessioni con le reti idropotabili o elettriche il finanziamento è dovuto.” Diverso il caso degli edifici non utilizzati dall’impresa agricola e destinati ad usi diversi da quelli produttivi. “In questo caso – spiega ancora Rabboni - il finanziamento è subordinato alla dimostrazione di fornitura elettrica o idrica. L’agibilità e l’utilizzabilità di tali edifici dovrà essere dichiarata dal tecnico con perizia, debitamente documentata, asseverata se non produttiva e invece giurata se produttiva.”
I finanziamenti per la ricostruzione possono andare a fienili, magazzini e altri edifici rurali utilizzati dall’impresa agricola, anche senza allacciamento ad acqua ed elettricità, purchè con requisito di sicurezza statica. L’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni sgombra il campo dai dubbi di interpretazione delle ordinanza commissariali in materia. “Innanzitutto devo ribadire – spiega Rabboni - che la norma nazionale che disciplina gli aiuti alle strutture produttive si propone esclusivamente la ricostituzione delle condizioni preesistenti al terremoto. Pertanto tutte le ordinanze commissariali hanno puntato a garantire il contributo per la riparazione o la ricostruzione dei fabbricati strumentali alle attività produttive che erano tali alla data del sisma o nei 36 mesi precedenti. Se gli immobili erano accatastati come collabenti prima del sisma, oppure fatiscenti, insicuri e degradati per mancata o carente manutenzione, e quindi non utilizzabili a fini produttivi, non possono essere ammessi a contributo. Sono esclusi dal contributo quindi gli immobili che alla data del sisma non erano di fatto agibili in quanto non in possesso di requisiti di sicurezza statica o di condizioni igienico-sanitarie per ospitare i lavoratori. Nel caso invece dei fabbricati rurali, utilizzati dall’impresa agricola (quali ad esempio fienili, magazzini, casello, ecc.) è evidente che l’utilizzabilità è assicurata dalla presenza del solo requisito della sicurezza statica. Il che significa che anche senza connessioni con le reti idropotabili o elettriche il finanziamento è dovuto.” Diverso il caso degli edifici non utilizzati dall’impresa agricola e destinati ad usi diversi da quelli produttivi. “In questo caso – spiega ancora Rabboni - il finanziamento è subordinato alla dimostrazione di fornitura elettrica o idrica. L’agibilità e l’utilizzabilità di tali edifici dovrà essere dichiarata dal tecnico con perizia, debitamente documentata, asseverata se non produttiva e invece giurata se produttiva.”
giovedì 23 maggio 2013
RICOSTRUZIONE POST TERREMOTO, GARAGNANI: “LE MODALITA' OPERATIVE DELLA LEGGE REGIONALE 16 SONO INADEGUATE E INSUFFICENTI E INTRALCIANO L'OPERA DI RICOSTRUZIONE: AD OGGI SONO SOLO 6 LE PRATICHE AVVIATE PER IL MONDO AGRICOLO”
Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna
“La ricostruzione post terremoto degli immobili, sia ad uso abitativo ma soprattutto ad uso produttivo, è ferma al palo, bloccata dalla Legge Regionale 16 che di fatto non ha saputo fornire gli strumenti necessari a rendere agevole l'avvio dei lavori. Lo stallo è generato in primis dagli uffici tecnici dei vari comuni colpiti dal sisma che hanno palesato disomogeneità di comportamento nell'istruire le istanze di concessione edilizia, esigendo un “normale” rispetto dei vincoli ed imponendo massima rigidità nell'opera di ricostruzione. Risultato: ad oggi sono state presentate in totale 109 domande, di cui solo 6 per il settore agricolo”. E' netto il giudizio del presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Guglielmo Garagnani, nel constatare il fallimento legislativo della Legge Regionale 16. “Quella normativa – precisa - avrebbe dovuto segnare il passo verso la piena ripresa sociale ed economico-produttiva nelle aree devastate dal terremoto, invece si è dimostrata inadeguata e insufficiente. L'attenzione e l'impegno dimostrati dall'Assessorato regionale all'Agricoltura, che ha tempestivamente attivato misure ad hoc e reperito risorse finanziarie, sono stati purtroppo messi in discussione da una macchina burocratico legislativa che non ha funzionato”. “Confagricoltura Emilia Romagna – chiosa il presidente Garagnani - chiede al Presidente della Regione e Commissario per la Ricostruzione Vasco Errani di intervenire subito affinché sia trovata una soluzione condivisa anche dalle amministrazioni comunali per far fronte al momento di difficoltà e di eccezionalità che il nostro territorio sta vivendo”.
“La ricostruzione post terremoto degli immobili, sia ad uso abitativo ma soprattutto ad uso produttivo, è ferma al palo, bloccata dalla Legge Regionale 16 che di fatto non ha saputo fornire gli strumenti necessari a rendere agevole l'avvio dei lavori. Lo stallo è generato in primis dagli uffici tecnici dei vari comuni colpiti dal sisma che hanno palesato disomogeneità di comportamento nell'istruire le istanze di concessione edilizia, esigendo un “normale” rispetto dei vincoli ed imponendo massima rigidità nell'opera di ricostruzione. Risultato: ad oggi sono state presentate in totale 109 domande, di cui solo 6 per il settore agricolo”. E' netto il giudizio del presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Guglielmo Garagnani, nel constatare il fallimento legislativo della Legge Regionale 16. “Quella normativa – precisa - avrebbe dovuto segnare il passo verso la piena ripresa sociale ed economico-produttiva nelle aree devastate dal terremoto, invece si è dimostrata inadeguata e insufficiente. L'attenzione e l'impegno dimostrati dall'Assessorato regionale all'Agricoltura, che ha tempestivamente attivato misure ad hoc e reperito risorse finanziarie, sono stati purtroppo messi in discussione da una macchina burocratico legislativa che non ha funzionato”. “Confagricoltura Emilia Romagna – chiosa il presidente Garagnani - chiede al Presidente della Regione e Commissario per la Ricostruzione Vasco Errani di intervenire subito affinché sia trovata una soluzione condivisa anche dalle amministrazioni comunali per far fronte al momento di difficoltà e di eccezionalità che il nostro territorio sta vivendo”.
lunedì 20 maggio 2013
TERREMOTO, RABBONI RISPONDE A COLDIRETTI: GIÀ RILASCIATE CONCESSIONI DI CONTRIBUTO TRA CUI QUELLA AL CASEIFICIO NOVESE PER 12 MILIONI DI EURO
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Dal PSR circa 38 milioni di euro. Il meccanismo sta funzionando
Sono già state rilasciate concessioni di contributo a favore delle imprese agricole e agroindustriali per la ricostruzione di edifici produttivi e l’indennizzo del formaggio danneggiato. Una di queste è quella che assegna oltre 12 milioni di euro al caseificio Razionale Novese che al momento del sisma conservava 74.600 forme di Parmigiano Reggiano. Per quanto riguarda le attrezzature agricole, i macchinari, i ricoveri per scorte e bestiame e le altre tipologie di danni coperti dal Piano regionale di sviluppo rurale, abbiamo concluso il primo avviso pubblico relativo a 18 milioni di euro per il quale ci sono già richieste di pagamento in corso come acconto o saldo. Entro giugno arriveranno le concessioni relative al secondo avviso per ulteriori 10 milioni di euro, mentre a settembre si chiuderanno i termini per usufruire di altri 10 milioni di euro. Come per tutti i Bandi del PSR anche in questi casi le risorse vengono materialmente saldate dietro presentazione di fattura. In alternativa però l’azienda può chiedere subito un anticipo del 50%. Tengo a sottolineare che fino ad ora tutte le domande sul PSR sono state accolte. Tutto questo dimostra che il meccanismo sta funzionando”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni in risposta a quanto dichiarato dalla Coldiretti regionale. “Mi fa piacere che Coldiretti riconosca il lavoro puntuale e tempestivo fatto dalla Regione per quanto riguarda il rilevamento dei danni e lo stanziamento dei fondi – sottolinea Rabboni – voglio però ricordare che quella che viene chiamata burocrazia è uno strumento fondamentale per garantire, nell’erogazione del denaro pubblico, correttezza, equità e trasparenza. C’è stata una fase iniziale durante la quale gli agricoltori non hanno ricevuto soldi perché dovevano documentare in modo rigoroso la spesa necessaria alla ricostruzione o al ripristino dei danni. Ma ora quella fase è finita. Chi ha presentato le perizie può senza indugi aprire i cantieri o, a seconda dei casi, incassare gli indennizzi. “ Che la “macchina” stia girando lo confermano anche altri dati. Ad esempio i 200 alloggi temporanei costruiti per permettere agli agricoltori di rimanere in azienda vicino alla propria terra e al proprio bestiame, ma anche – sottolinea ancora Rabboni - l’importante lavoro fatto per riparare le idrovore, le arginature e le altre opere di bonifica danneggiate, così da garantire la sicurezza idraulica in campagna: oltre 89 gli interventi realizzati per 22 milioni di euro.”
Dal PSR circa 38 milioni di euro. Il meccanismo sta funzionando
Sono già state rilasciate concessioni di contributo a favore delle imprese agricole e agroindustriali per la ricostruzione di edifici produttivi e l’indennizzo del formaggio danneggiato. Una di queste è quella che assegna oltre 12 milioni di euro al caseificio Razionale Novese che al momento del sisma conservava 74.600 forme di Parmigiano Reggiano. Per quanto riguarda le attrezzature agricole, i macchinari, i ricoveri per scorte e bestiame e le altre tipologie di danni coperti dal Piano regionale di sviluppo rurale, abbiamo concluso il primo avviso pubblico relativo a 18 milioni di euro per il quale ci sono già richieste di pagamento in corso come acconto o saldo. Entro giugno arriveranno le concessioni relative al secondo avviso per ulteriori 10 milioni di euro, mentre a settembre si chiuderanno i termini per usufruire di altri 10 milioni di euro. Come per tutti i Bandi del PSR anche in questi casi le risorse vengono materialmente saldate dietro presentazione di fattura. In alternativa però l’azienda può chiedere subito un anticipo del 50%. Tengo a sottolineare che fino ad ora tutte le domande sul PSR sono state accolte. Tutto questo dimostra che il meccanismo sta funzionando”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni in risposta a quanto dichiarato dalla Coldiretti regionale. “Mi fa piacere che Coldiretti riconosca il lavoro puntuale e tempestivo fatto dalla Regione per quanto riguarda il rilevamento dei danni e lo stanziamento dei fondi – sottolinea Rabboni – voglio però ricordare che quella che viene chiamata burocrazia è uno strumento fondamentale per garantire, nell’erogazione del denaro pubblico, correttezza, equità e trasparenza. C’è stata una fase iniziale durante la quale gli agricoltori non hanno ricevuto soldi perché dovevano documentare in modo rigoroso la spesa necessaria alla ricostruzione o al ripristino dei danni. Ma ora quella fase è finita. Chi ha presentato le perizie può senza indugi aprire i cantieri o, a seconda dei casi, incassare gli indennizzi. “ Che la “macchina” stia girando lo confermano anche altri dati. Ad esempio i 200 alloggi temporanei costruiti per permettere agli agricoltori di rimanere in azienda vicino alla propria terra e al proprio bestiame, ma anche – sottolinea ancora Rabboni - l’importante lavoro fatto per riparare le idrovore, le arginature e le altre opere di bonifica danneggiate, così da garantire la sicurezza idraulica in campagna: oltre 89 gli interventi realizzati per 22 milioni di euro.”
TERREMOTO, CONFAGRICOLTURA: “IL RITORNO ALLA NORMALITA’ E’ ANCORA LONTANO. LA VERA NUOVA EMERGENZA ORA E’ LA BUROCRAZIA.”
Fonte: Confagricoltura
Ad un anno di distanza dal terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna, Confagricoltura richiama l’attenzione sui territori sconvolti dal sisma, ad alta densità imprenditoriale, dove il ritorno alla normalità è ancora lontano e cresce la voglia di voltare pagina. Anche perché proprio le stesse aree sono state nuovamente colpite dalle trombe d’aria del 3 maggio, aggiungendo criticità su criticità. “La vera nuova emergenza è la burocrazia – denuncia Confagricoltura – che sta facendo quasi più danni del sisma, impedendo il rapido accesso ai contributi e agli sgravi fiscali per agevolare una pronta ricostruzione e ristrutturazione dei fabbricati rurali e rallentando gli interventi sulle strutture produttive a causa delle difficoltà del rilascio delle certificazioni di agibilità sismica”. Ma non solo. Ci sono ancora problemi di finanziamenti da parte delle banche, di accesso al credito agevolato; di ammortizzatori sociali; di agevolazioni procedurali per le delocalizzazioni temporanee e definitive; oltre alla sospensione di versamenti e adempimenti fiscali; ai rinvii delle scadenze normative, alle deroghe per la costruzione e ricostruzione degli impianti per le energie rinnovabili. “Avevamo chiesto – ha detto Mario Guidi - che fosse fatto ogni sforzo, attivando le opportune corsie di emergenza, perché il ritorno alla normalità in tempi rapidi non fosse solo una chimera. Invece la macchina burocratica sta rallentando ogni cosa, mettendo a dura prova la voglia di ricostruire dei nostri imprenditori.” Per tale motivo Confagricoltura ha aderito alla manifestazione di protesta che vedrà in piazza, giovedì 23 maggio a Mirandola, le Organizzazioni di categoria (oltre a Confagricoltura, Confcommercio, Cna, Confartigianato Lapam, Fam, Coldiretti, Cia, Confcooperative, Legacoop) per portare all’attenzione delle Istituzioni i problemi vissuti dagli imprenditori in questo primo anno di ricostruzione”.
Ad un anno di distanza dal terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna, Confagricoltura richiama l’attenzione sui territori sconvolti dal sisma, ad alta densità imprenditoriale, dove il ritorno alla normalità è ancora lontano e cresce la voglia di voltare pagina. Anche perché proprio le stesse aree sono state nuovamente colpite dalle trombe d’aria del 3 maggio, aggiungendo criticità su criticità. “La vera nuova emergenza è la burocrazia – denuncia Confagricoltura – che sta facendo quasi più danni del sisma, impedendo il rapido accesso ai contributi e agli sgravi fiscali per agevolare una pronta ricostruzione e ristrutturazione dei fabbricati rurali e rallentando gli interventi sulle strutture produttive a causa delle difficoltà del rilascio delle certificazioni di agibilità sismica”. Ma non solo. Ci sono ancora problemi di finanziamenti da parte delle banche, di accesso al credito agevolato; di ammortizzatori sociali; di agevolazioni procedurali per le delocalizzazioni temporanee e definitive; oltre alla sospensione di versamenti e adempimenti fiscali; ai rinvii delle scadenze normative, alle deroghe per la costruzione e ricostruzione degli impianti per le energie rinnovabili. “Avevamo chiesto – ha detto Mario Guidi - che fosse fatto ogni sforzo, attivando le opportune corsie di emergenza, perché il ritorno alla normalità in tempi rapidi non fosse solo una chimera. Invece la macchina burocratica sta rallentando ogni cosa, mettendo a dura prova la voglia di ricostruire dei nostri imprenditori.” Per tale motivo Confagricoltura ha aderito alla manifestazione di protesta che vedrà in piazza, giovedì 23 maggio a Mirandola, le Organizzazioni di categoria (oltre a Confagricoltura, Confcommercio, Cna, Confartigianato Lapam, Fam, Coldiretti, Cia, Confcooperative, Legacoop) per portare all’attenzione delle Istituzioni i problemi vissuti dagli imprenditori in questo primo anno di ricostruzione”.
martedì 23 ottobre 2012
TERREMOTO: SU "AGRICOLTURA" DI OTTOBRE GLI AIUTI DEL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Il bando regionale per l’attivazione della Misura 126 del Programma di sviluppo rurale, che ha messo a disposizione circa 100 milioni di euro per aiutare le aziende agricole ed agroalimentari delle zone colpite dal terremoto; le conseguenze della siccità estiva sui raccolti del mais, con una perdita di produzione che in regione ha in media sfiorato il 60%; i problemi della gestione della fauna selvatica nel territorio regionale. Sono alcuni degli argomenti di attualità di cui si occupa il numero di ottobre (10/2012) di “Agricoltura”, il mensile della Regione Emilia-Romagna in questi giorni in distribuzione. Nell’editoriale di apertura, l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, si sofferma sui nuovi strumenti che sono stati messi in campo negli ultimi tempi per migliorare il governo dell’offerta dei prodotti agricoli in alcuni dei importanti comparti produttivi, a partire dal decollo dei tre Organismi interprofessionali del pomodoro da industria e, più recentemente, delle carni suine e della pera. In sommario, tra gli altri servizi, i principali punti del “Pacchetto qualità” varato qualche settimana fa dall’Europarlamento, l’illustrazione del decreto interministeriale in vigore dal 24 ottobre sulle nuove regole per contratti di vendita dei prodotti agroalimentari e il piano della Commissione di Bruxelles per la riforma del settore vitivinicolo europeo. Nella sezione “Ricerca e sperimentazione” si parla di un progetto per il recupero e la valorizzazione di alcune varietà autoctone di anguria in cui è coinvolto anche il Crpv di Cesena e dei risultati dell’attività di selezione in Emilia-Romagna di nuovi portainnesti di pero. Completano il numero un dossier sull’alimentazione dei bovini da latte o uno speciale dedicato alla meccanizzazione agricola in vista dell’Eima International, in programma a Bologna dal 7 all’11 novembre prossimo. “Agricoltura” di ottobre 2012, oltre che in versione cartacea, è consultabile on line all’indirizzo www.ermesagricoltura.it/Informazioni/Agricoltura, sia nel formato tradizionale sia in quello sfogliabile.
Il bando regionale per l’attivazione della Misura 126 del Programma di sviluppo rurale, che ha messo a disposizione circa 100 milioni di euro per aiutare le aziende agricole ed agroalimentari delle zone colpite dal terremoto; le conseguenze della siccità estiva sui raccolti del mais, con una perdita di produzione che in regione ha in media sfiorato il 60%; i problemi della gestione della fauna selvatica nel territorio regionale. Sono alcuni degli argomenti di attualità di cui si occupa il numero di ottobre (10/2012) di “Agricoltura”, il mensile della Regione Emilia-Romagna in questi giorni in distribuzione. Nell’editoriale di apertura, l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, si sofferma sui nuovi strumenti che sono stati messi in campo negli ultimi tempi per migliorare il governo dell’offerta dei prodotti agricoli in alcuni dei importanti comparti produttivi, a partire dal decollo dei tre Organismi interprofessionali del pomodoro da industria e, più recentemente, delle carni suine e della pera. In sommario, tra gli altri servizi, i principali punti del “Pacchetto qualità” varato qualche settimana fa dall’Europarlamento, l’illustrazione del decreto interministeriale in vigore dal 24 ottobre sulle nuove regole per contratti di vendita dei prodotti agroalimentari e il piano della Commissione di Bruxelles per la riforma del settore vitivinicolo europeo. Nella sezione “Ricerca e sperimentazione” si parla di un progetto per il recupero e la valorizzazione di alcune varietà autoctone di anguria in cui è coinvolto anche il Crpv di Cesena e dei risultati dell’attività di selezione in Emilia-Romagna di nuovi portainnesti di pero. Completano il numero un dossier sull’alimentazione dei bovini da latte o uno speciale dedicato alla meccanizzazione agricola in vista dell’Eima International, in programma a Bologna dal 7 all’11 novembre prossimo. “Agricoltura” di ottobre 2012, oltre che in versione cartacea, è consultabile on line all’indirizzo www.ermesagricoltura.it/Informazioni/Agricoltura, sia nel formato tradizionale sia in quello sfogliabile.
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venerdì 5 ottobre 2012
CONSULTA PROVINCIALE DELL’ECONOMIA E DEL LAVORO: IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DELL’EMILIA-ROMAGNA FA IL PUNTO SUI FONDI PER LA RICOSTRUZIONE
Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara
Il tema è quello dei soldi attesi dal territorio per iniziare la ricostruzione delle abitazioni civili e delle realtà produttive piegate dalle scosse del maggio scorso. Per questo la presidente della Provincia Marcella Zappaterra, insieme con la vicepresidente con delega alle Attività produttive Carlotta Gaiani, ha incontrato la Consulta provinciale dell’economia e del lavoro. A fare il punto tecnico della situazione da direttrice generale delle Attività produttive della Regione, Morena Diazzi. Sono ormai disponibili, anche se non ancora nelle casse della Regione, i sei miliardi messi a disposizione dal governo per le abitazioni che hanno subito danni di tipo B e C, e per gli immobili e attrezzature delle imprese colpite. Una trattativa - ha ricordato il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Alfredo Bertelli -non facile né scontata, partita da una disponibilità del governo di 2,5 miliardi che siamo riusciti a portare all’attuale cifra”. L’ordinanza per iniziare a far arrivare le risorse a famiglie e imprese, dalle informazioni fornite, è ormai a buon punto e riguarda rimborsi per ristrutturazioni che possono arrivare fino all’80% a fondo perduto. Finanziamenti in grado di arrivare al 100% in caso di immobili coperti da polizza assicurativa. Risorse che arriveranno agli interessati sotto forma di rimborsi, per coloro che hanno già iniziato i lavori, o come pagamenti diretti per chi deve ancora iniziare. Contributi a fondo perduto sono previsti anche per le imprese che decidono di delocalizzare, o come qualcuno ha precisato: rilocalizzare, temporaneamente altrove la propria linea produttiva. Operazione destinata a durare il tempo necessario per il ripristino della sede originaria. L’impegno, comunque, è di terminare l’intera fase della ricostruzione entro il 2015-2016. Ulteriori 90 milioni circa di finanziamenti Ue saranno a breve disponibili per coloro che nel frattempo decidessero di espandere la loro attività imprenditoriale. Diversi i rilievi critici espressi durante il dibattito, nonostante un generale apprezzamento espresso per modalità, tempi e qualità dell’azione di risposta complessiva di Regione ed istituzioni dopo le scosse del maggio scorso. Corradino Merli (Cna) e Roberto Bonora (Unindustria), chiedono tempi serrati per l’uscita dell’ordinanza, un’ulteriore proroga degli adempimenti fiscali per le imprese tuttora in forte difficoltà, compresa la richiesta di gradualità dei pagamenti una volta definitivamente scaduti i termini, e, soprattutto, pongono il problema Soa. La soglia dei 150mila euro, infatti, stabilita per partecipare ai bandi e svolgere lavori pubblici è stata giudicata eccessivamente penalizzante specie per le imprese di più piccole dimensioni. Un giudizio critico è stato espresso anche nei confronti della scadenza del 6 dicembre, entro la quale occorrerà stabilire le zone di elasticità sismica. Un problema avvertito dal mondo delle imprese visto che ad oggi mancherebbero regole, criteri e tempi necessari per rispettare la scadenza e, in assenza di questo quadro conoscitivo verrebbero meno anche le informazioni necessarie in base alle quali sapere se occorre mettere in sicurezza i capannoni. Paolo Baiamonte (Cisl) ha posto invece il problema dei danni subiti anche dalle case inserite in classe A che, stanno così le cose, non sono ammesse a contributo. Nella sua articolata risposta il sottosegretario Bertelli ha ricordato che la Regione in soli tre mesi ha preparato il bando per complessivi 160 milioni, ha fatto le gare e terminato i lavori per consentire alle scuole di riaprire regolarmente all’inizio del calendario scolastico senza ritardi. Risolta questa priorità lo sguardo è passato immediatamente alle 40mila case e oltre 10mila imprese danneggiate. Sul fronte scadenze Bertelli ha rassicurato che è pronto un protocollo destinato ad entrare a breve in un decreto del governo, che affronta in termini risolutivi il problema di scadenze, proroghe e termini di pagamento. “Sono ad oggi 51 le ordinanze regionali nel frattempo emesse – ha poi ricordato per dare un’idea dei ritmi di lavoro - praticamente una ogni tre giorni, dietro molte delle quali ci sono appalti da milioni di euro”. Se i tempi non sono quelli attesi il sottosegretario ha però voluto essere chiaro sulla filosofia generale che sta seguendo viale Aldo Moro: “Non solo è giusto costruire bene, ma facciamo bene a mettere in sicurezza anche ciò che non è stato danneggiato”. Il riferimento è stato esplicito alla scossa di magnitudo 4,5 gradi che ha interessato Piacenza mercoledì 3 ottobre. “Perciò – ha insistito - dobbiamo fare tutto il possibile per mettere in sicurezza il territorio e se le risorse attualmente a disposizione non bastano continueremo a lavorare per raggiungere questo obiettivo”. Per quanto riguarda le abitazioni inserite nella fascia A dei danni più lievi, il problema non è regionale, è stata la precisazione, visto che questa tipologia non è stata compresa dallo stesso decreto del governo. Da ultimo, il tema controlli sui lavori. “A breve saranno disponibili risorse importanti per fare i lavori - ha detto Bertelli – ed è bene fare ogni controllo affinché siano spese bene e perché i lavori siano fatti in regola. La stessa Soa a 150mila euro – ha concluso – non è penalizzante per le piccole imprese, ma il frutto di un accordo con tutte le rappresentanze economiche, sociali ed istituzionali e una decisione maturata anche sulla base dell’esperienza fatta dopo il sisma di L’Aquila”. Fuori dai 6 miliardi di finanziamenti riconosciuti stanno ancora scuole, monumenti, chiese e strade. Anche su questi fronti, ha chiuso Bertelli, la Regione continuerà il proprio impegno per arrivare all’identico traguardo dell’80% di contributo.
Il tema è quello dei soldi attesi dal territorio per iniziare la ricostruzione delle abitazioni civili e delle realtà produttive piegate dalle scosse del maggio scorso. Per questo la presidente della Provincia Marcella Zappaterra, insieme con la vicepresidente con delega alle Attività produttive Carlotta Gaiani, ha incontrato la Consulta provinciale dell’economia e del lavoro. A fare il punto tecnico della situazione da direttrice generale delle Attività produttive della Regione, Morena Diazzi. Sono ormai disponibili, anche se non ancora nelle casse della Regione, i sei miliardi messi a disposizione dal governo per le abitazioni che hanno subito danni di tipo B e C, e per gli immobili e attrezzature delle imprese colpite. Una trattativa - ha ricordato il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Alfredo Bertelli -non facile né scontata, partita da una disponibilità del governo di 2,5 miliardi che siamo riusciti a portare all’attuale cifra”. L’ordinanza per iniziare a far arrivare le risorse a famiglie e imprese, dalle informazioni fornite, è ormai a buon punto e riguarda rimborsi per ristrutturazioni che possono arrivare fino all’80% a fondo perduto. Finanziamenti in grado di arrivare al 100% in caso di immobili coperti da polizza assicurativa. Risorse che arriveranno agli interessati sotto forma di rimborsi, per coloro che hanno già iniziato i lavori, o come pagamenti diretti per chi deve ancora iniziare. Contributi a fondo perduto sono previsti anche per le imprese che decidono di delocalizzare, o come qualcuno ha precisato: rilocalizzare, temporaneamente altrove la propria linea produttiva. Operazione destinata a durare il tempo necessario per il ripristino della sede originaria. L’impegno, comunque, è di terminare l’intera fase della ricostruzione entro il 2015-2016. Ulteriori 90 milioni circa di finanziamenti Ue saranno a breve disponibili per coloro che nel frattempo decidessero di espandere la loro attività imprenditoriale. Diversi i rilievi critici espressi durante il dibattito, nonostante un generale apprezzamento espresso per modalità, tempi e qualità dell’azione di risposta complessiva di Regione ed istituzioni dopo le scosse del maggio scorso. Corradino Merli (Cna) e Roberto Bonora (Unindustria), chiedono tempi serrati per l’uscita dell’ordinanza, un’ulteriore proroga degli adempimenti fiscali per le imprese tuttora in forte difficoltà, compresa la richiesta di gradualità dei pagamenti una volta definitivamente scaduti i termini, e, soprattutto, pongono il problema Soa. La soglia dei 150mila euro, infatti, stabilita per partecipare ai bandi e svolgere lavori pubblici è stata giudicata eccessivamente penalizzante specie per le imprese di più piccole dimensioni. Un giudizio critico è stato espresso anche nei confronti della scadenza del 6 dicembre, entro la quale occorrerà stabilire le zone di elasticità sismica. Un problema avvertito dal mondo delle imprese visto che ad oggi mancherebbero regole, criteri e tempi necessari per rispettare la scadenza e, in assenza di questo quadro conoscitivo verrebbero meno anche le informazioni necessarie in base alle quali sapere se occorre mettere in sicurezza i capannoni. Paolo Baiamonte (Cisl) ha posto invece il problema dei danni subiti anche dalle case inserite in classe A che, stanno così le cose, non sono ammesse a contributo. Nella sua articolata risposta il sottosegretario Bertelli ha ricordato che la Regione in soli tre mesi ha preparato il bando per complessivi 160 milioni, ha fatto le gare e terminato i lavori per consentire alle scuole di riaprire regolarmente all’inizio del calendario scolastico senza ritardi. Risolta questa priorità lo sguardo è passato immediatamente alle 40mila case e oltre 10mila imprese danneggiate. Sul fronte scadenze Bertelli ha rassicurato che è pronto un protocollo destinato ad entrare a breve in un decreto del governo, che affronta in termini risolutivi il problema di scadenze, proroghe e termini di pagamento. “Sono ad oggi 51 le ordinanze regionali nel frattempo emesse – ha poi ricordato per dare un’idea dei ritmi di lavoro - praticamente una ogni tre giorni, dietro molte delle quali ci sono appalti da milioni di euro”. Se i tempi non sono quelli attesi il sottosegretario ha però voluto essere chiaro sulla filosofia generale che sta seguendo viale Aldo Moro: “Non solo è giusto costruire bene, ma facciamo bene a mettere in sicurezza anche ciò che non è stato danneggiato”. Il riferimento è stato esplicito alla scossa di magnitudo 4,5 gradi che ha interessato Piacenza mercoledì 3 ottobre. “Perciò – ha insistito - dobbiamo fare tutto il possibile per mettere in sicurezza il territorio e se le risorse attualmente a disposizione non bastano continueremo a lavorare per raggiungere questo obiettivo”. Per quanto riguarda le abitazioni inserite nella fascia A dei danni più lievi, il problema non è regionale, è stata la precisazione, visto che questa tipologia non è stata compresa dallo stesso decreto del governo. Da ultimo, il tema controlli sui lavori. “A breve saranno disponibili risorse importanti per fare i lavori - ha detto Bertelli – ed è bene fare ogni controllo affinché siano spese bene e perché i lavori siano fatti in regola. La stessa Soa a 150mila euro – ha concluso – non è penalizzante per le piccole imprese, ma il frutto di un accordo con tutte le rappresentanze economiche, sociali ed istituzionali e una decisione maturata anche sulla base dell’esperienza fatta dopo il sisma di L’Aquila”. Fuori dai 6 miliardi di finanziamenti riconosciuti stanno ancora scuole, monumenti, chiese e strade. Anche su questi fronti, ha chiuso Bertelli, la Regione continuerà il proprio impegno per arrivare all’identico traguardo dell’80% di contributo.
martedì 10 luglio 2012
DANNI E RICOSTRUZIONE: IL TERREMOTO NON È FINITO
Fonte: Cia Ferrara
Il presidente e il direttore della Cia di Ferrara hanno visitato alcune importante aziende associate per fare il punto della situazione dopo il sisma
Mentre il Governo approvava a Roma il Decreto ricostruzione accogliendo alcune importanti modifiche proposte dalle associazioni agricole, i rappresentanti della Cia di Ferrara – il presidente Lorenzo Boldrini, il direttore Cristiano Bulgarelli e i tecnici della Confederazione – hanno incontrato gli agricoltori associati nelle loro aziende, là dove il sisma di maggio ha colpito più duramente. Giorni intensi e produttivi per osservare e controllare da vicino quali sono i danni e cosa si sta facendo per continuare l’attività in attesa che arrivino i fondi statali, somme che dovrebbero coprire l’80% della ricostruzione di case, fabbricati rurali e aziende. Perché non tutti gli agricoltori sono stati colpiti allo stesso modo: c’è chi ha visto andare in fumo in pochi secondi due fabbricati e l’investimento a pannelli fotovoltaici per il quale continua a pagare il mutuo e chi non sa ancora dove mettere i suoi animali che, prima del sisma, erano ricoverati in due grandi magazzini, ora inagibili. Poi c’è, sempre in quelle zone così colpite – soprattutto con il terremoto del 20 maggio – chi non ha più la casa e nemmeno i fabbricati dove teneva gli attrezzi e i prodotti indispensabili per la sua attività. Una situazione difficile, simile a quella di altri imprenditori agricoli dell’alto ferrarese che, dopo più di un mese dal disastro, sono ancora pieni di incertezze su ciò che faranno delle loro aziende. L’obiettivo è ritornare alla normalità, ma come? Abbattere i fabbricati molto danneggiati e costruirne di nuovi? Spostare i pannelli fotovoltaici recuperati con fatica su un altro edificio costruito ad hoc? E come sostenere queste spese? La risposta è, al momento, tutta in quel decreto governativo che dirà quanto e quando arriveranno i soldi per ricostruire che dovrebbero entrare nelle casse dello stato grazie all’aumento delle accise dei carburanti, dal Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea e dai fondi risparmiati dai contributi pubblici ai partiti. Nel frattempo la Confederazione Italiana Agricoltori ha offerto a tutti gli agricoltori che hanno subito danni, una consulenza tecnica e finanziaria per accompagnarli verso la ricostruzione ed il ripristino di fabbricati necessari alla produzione agricola. «Il contributo dell’80% a risarcimento delle spese sostenute per la ricostruzione o la ristrutturazione degli immobili destinati ad uso produttivo previsti dal Decreto ricostruzione – dice Cristiano Bulgarelli – è un buon inizio e speriamo che sia equamente diviso tra gli imprenditori colpiti. La nostra associazione rimane a disposizione degli associati per dare un concreto servizio di consulenza e sciogliere i dubbi che ovviamente sono all’ordine del giorno in situazioni delicate come questa. Gli imprenditori possono valutare con i nostri tecnici economici, fiscali e agricoli tutte le opportunità disponibili, valutare preventivi e scegliere l’investimento giusto per sfruttare al massimo le risorse che verranno concesse. E’ passata l’emergenza iniziale – conclude Bulgarelli – ma il terremoto non è finito e non bisogna distogliere l’attenzione nemmeno un minuto su quello che c’è da fare per ritornare alla normale attività produttiva»
Il presidente e il direttore della Cia di Ferrara hanno visitato alcune importante aziende associate per fare il punto della situazione dopo il sisma
Mentre il Governo approvava a Roma il Decreto ricostruzione accogliendo alcune importanti modifiche proposte dalle associazioni agricole, i rappresentanti della Cia di Ferrara – il presidente Lorenzo Boldrini, il direttore Cristiano Bulgarelli e i tecnici della Confederazione – hanno incontrato gli agricoltori associati nelle loro aziende, là dove il sisma di maggio ha colpito più duramente. Giorni intensi e produttivi per osservare e controllare da vicino quali sono i danni e cosa si sta facendo per continuare l’attività in attesa che arrivino i fondi statali, somme che dovrebbero coprire l’80% della ricostruzione di case, fabbricati rurali e aziende. Perché non tutti gli agricoltori sono stati colpiti allo stesso modo: c’è chi ha visto andare in fumo in pochi secondi due fabbricati e l’investimento a pannelli fotovoltaici per il quale continua a pagare il mutuo e chi non sa ancora dove mettere i suoi animali che, prima del sisma, erano ricoverati in due grandi magazzini, ora inagibili. Poi c’è, sempre in quelle zone così colpite – soprattutto con il terremoto del 20 maggio – chi non ha più la casa e nemmeno i fabbricati dove teneva gli attrezzi e i prodotti indispensabili per la sua attività. Una situazione difficile, simile a quella di altri imprenditori agricoli dell’alto ferrarese che, dopo più di un mese dal disastro, sono ancora pieni di incertezze su ciò che faranno delle loro aziende. L’obiettivo è ritornare alla normalità, ma come? Abbattere i fabbricati molto danneggiati e costruirne di nuovi? Spostare i pannelli fotovoltaici recuperati con fatica su un altro edificio costruito ad hoc? E come sostenere queste spese? La risposta è, al momento, tutta in quel decreto governativo che dirà quanto e quando arriveranno i soldi per ricostruire che dovrebbero entrare nelle casse dello stato grazie all’aumento delle accise dei carburanti, dal Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea e dai fondi risparmiati dai contributi pubblici ai partiti. Nel frattempo la Confederazione Italiana Agricoltori ha offerto a tutti gli agricoltori che hanno subito danni, una consulenza tecnica e finanziaria per accompagnarli verso la ricostruzione ed il ripristino di fabbricati necessari alla produzione agricola. «Il contributo dell’80% a risarcimento delle spese sostenute per la ricostruzione o la ristrutturazione degli immobili destinati ad uso produttivo previsti dal Decreto ricostruzione – dice Cristiano Bulgarelli – è un buon inizio e speriamo che sia equamente diviso tra gli imprenditori colpiti. La nostra associazione rimane a disposizione degli associati per dare un concreto servizio di consulenza e sciogliere i dubbi che ovviamente sono all’ordine del giorno in situazioni delicate come questa. Gli imprenditori possono valutare con i nostri tecnici economici, fiscali e agricoli tutte le opportunità disponibili, valutare preventivi e scegliere l’investimento giusto per sfruttare al massimo le risorse che verranno concesse. E’ passata l’emergenza iniziale – conclude Bulgarelli – ma il terremoto non è finito e non bisogna distogliere l’attenzione nemmeno un minuto su quello che c’è da fare per ritornare alla normale attività produttiva»
venerdì 29 giugno 2012
Da Inail 80 milioni per ricostruzione e sicurezza. Il commissario delegato Vasco Errani ha incontrato il presidente del consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto, Franco Lotito
FONTE: PROVINCIA DI FERRARA
Ottanta milioni per aiutare la
ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto e destinati alla sicurezza
sul lavoro e quella sismica.
E’ il sostegno che Inail svilupperà
in stretto raccordo con il commissario delegato Vasco Errani, anche in
attuazione del decreto sviluppo, il quale prevede che il 35% delle risorse
destinate dall’Istituto nazionale per gli infortuni sul lavoro a progetti di
investimento e formazione per la messa in sicurezza nei luoghi di lavoro, vada
alla ricostruzione dei capannoni e degli impianti industriali delle zone
dell’Emilia colpite dal sisma.
Il presidente del Consiglio di indirizzo e di vigilanza di Inail, Franco Lotito, ha incontrato nel palazzo della Regione Emilia-Romagna il commissario alla ricostruzione Vasco Errani, alla presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive, Giancarlo Muzzarelli, e dei segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Vincenzo Colla, Giorgio Graziani e Gianfranco Martelli.
“Questi fondi – ha ringraziato Errani - saranno prontamente impegnati sul fronte della sicurezza, che è l’obiettivo fondamentale che ci proponiamo di perseguire nella fase della ricostruzione”.
Il presidente del Consiglio di indirizzo e di vigilanza di Inail, Franco Lotito, ha incontrato nel palazzo della Regione Emilia-Romagna il commissario alla ricostruzione Vasco Errani, alla presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive, Giancarlo Muzzarelli, e dei segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Vincenzo Colla, Giorgio Graziani e Gianfranco Martelli.
“Questi fondi – ha ringraziato Errani - saranno prontamente impegnati sul fronte della sicurezza, che è l’obiettivo fondamentale che ci proponiamo di perseguire nella fase della ricostruzione”.
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