Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Presidente del Consiglio e Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ad interim, Enrico Letta, ha firmato il decreto ministeriale recante regolazione dell’offerta del formaggio Asiago Dop.
Il piano per la regolazione dell’offerta approvato rientra tra gli strumenti introdotti dal cosiddetto “Pacchetto Latte” dell’Unione europea, è valido dalla data di pubblicazione fino al 31 dicembre 2016 ed è vincolante per tutti i produttori del formaggio Asiago inseriti nel sistema di controllo della Dop Asiago. Il piano razionalizza l’evoluzione dell’offerta in relazione alla domanda, riducendo il rischio legato alla volatilità dei mercati e ai fenomeni speculativi. Si tratta di un provvedimento importante, anche perché coinvolge tanti operatori a più livelli nel territorio di produzione, con l’obiettivo di remunerare in maniera adeguata anche la parte più debole della filiera produttiva.
Annualmente il Consorzio per la tutela del Formaggio Asiago presenta una relazione sullo stato di attuazione del piano di regolazione dell’offerta del formaggio Asiago Dop, con indicazione delle misure già adottate e da adottare, insieme ai risultati ottenuti. La relazione dovrà anche indicare l’impatto del piano sul mercato del latte e degli altri prodotti lattiero-caseari che potrebbero essere influenzati dalla sua attuazione.
Visualizzazione post con etichetta Enrico Letta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Enrico Letta. Mostra tutti i post
martedì 11 febbraio 2014
LETTA FIRMA DECRETO PER LA REGOLAZIONE DELL’OFFERTA DEL FORMAGGIO ASIAGO DOP
venerdì 31 gennaio 2014
LETTA: CON COLLEGATO AGRICOLTURA PIÙ COMPETITIVITÀ E MENO BUROCRAZIA PER IL SETTORE
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Con il Collegato Agricoltura alla Legge di Stabilità che abbiamo approvato oggi in Consiglio dei Ministri, daremo ancora più competitività a un settore cruciale soprattutto in vista dell’Expo 2015, i cui temi sono strettamente legati all’agricoltura e alla terra. Il 2014 deve essere l’anno in cui la preparazione dell’Expo e l’agroalimentare italiano producono la sinergia necessaria al loro reciproco successo”. Così il Presidente del Consiglio e Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ad interim, Enrico Letta, commenta il Collegato Agricoltura della Legge di Stabilità, approvato oggi in Consiglio dei Ministri e illustrato in Conferenza Stampa alla presenza dei Sottosegretari, Maurizio Martina e Giuseppe Castiglione
Di seguito i punti principali del Collegato.
Sostegno al Made in Italy
Tra le principali novità introdotte c’è la creazione di un marchio per il Made in Italy agroalimentare, che contribuirà a rendere più semplice per i consumatori di tutto il mondo il riconoscimento dei prodotti autenticamente italiani. Il marchio sarà privato, facoltativo e in linea con la normativa europea e potrà dare un decisivo contributo alla lotta alla contraffazione e all’Italian sounding, che producono un danno all’export italiano di circa 60 miliardi di euro. Con lo stesso provvedimento si istituisce un credito di imposta per le aziende che investano in infrastrutture logistiche e distributive all’estero per i prodotti italiani. L’obiettivo è colmare uno dei principali gap che frena le esportazioni del Made in Italy, ovvero l’assenza di forti piattaforme distributive italiane fuori dai confini nazionali.
Semplificazione
Sul fronte della semplificazione si interviene sui controlli, attraverso un rafforzamento del coordinamento delle attività degli organi di vigilanza, il divieto della duplicazione degli accertamenti e l’interscambio di dati informatici tra gli organi stessi. Con queste misure si garantisce l’efficacia del controllo, aumentando il numero di aziende che verranno controllate, evitando sovrapposizioni e andando incontro alle esigenze produttive delle imprese. Grazie alle norme del collegato sarà possibile aprire un’attività agricola in tempi più rapidi, considerato che il termine per il silenzio assenso per i procedimenti amministrativi è stato tagliato di due terzi, passando da 180 a 60 giorni, con una piccola rivoluzione per le start-up agricole. Sono previste anche ulteriori diposizioni di abbattimento del carico burocratico per specifiche esigenze delle aziende agricole e per il settore biologico.
Competitività
Al fine di aumentare la competitività del comparto agroalimentare italiano nel suo complesso sono fissati interventi di sostegno su vari fronti. Per il ricambio generazionale e l’imprenditoria giovanile si completa l’intervento iniziato con il decreto “Destinazione Italia” di dicembre 2013. L’obiettivo è sostenere le piccole e micro imprese condotte da under 40 attraverso mutui agevolati che consentano investimenti nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, alleviando i problemi di accesso al credito. Sono previsti finanziamenti per l’innovazione tecnologica nel settore primario, sostegno all’agricoltura sociale e ai prodotti a filiera corta, oltre all’allineamento dell’ordinamento nazionale agli orientamenti comunitari in materia di gestione del rischio in agricoltura e di regolazione dei mercati. In particolare per il sostegno al reddito degli agricoltori, si dovranno recepire gli strumenti previsti dalla Politica agricola comune 2014-2020 quali i fondi di mutualità e lo strumento per la stabilizzazione dei redditi.
Riorganizzazione
In linea con gli obiettivi di razionalizzazione della spesa pubblica e di spending review, si prevede una delega al Governo per la riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Il riordino risponderà a criteri di efficienza, di valorizzazione delle professionalità e prevede la destinazione del 50% dei risparmi di spesa generati per il finanziamento di politiche a favore del settore agroalimentare. In particolare si prevede la riorganizzazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), anche attraverso possibilità di concentrare delle attività sul Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; la razionalizzazione del Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (CRA), che assorbirà anche le funzioni dell’Istituto nazionale di economia agraria (INEA) che viene soppresso; il potenziamento dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, ISMEA, al quale vengono demandate le funzioni di ISA s.p.a, che viene soppressa. Con l’obiettivo ulteriore di razionalizzare la normativa in materia agroalimentare e pesca, il collegato contiene una disposizione che delega il Governo ad adottare decreti per aggiornare la normativa, abrogando quella obsoleta, organizzando le disposizioni per settori omogenei o per materie, coordinando le norme e risolvendo eventuali incongruenze e antinomie.
“Con il Collegato Agricoltura alla Legge di Stabilità che abbiamo approvato oggi in Consiglio dei Ministri, daremo ancora più competitività a un settore cruciale soprattutto in vista dell’Expo 2015, i cui temi sono strettamente legati all’agricoltura e alla terra. Il 2014 deve essere l’anno in cui la preparazione dell’Expo e l’agroalimentare italiano producono la sinergia necessaria al loro reciproco successo”. Così il Presidente del Consiglio e Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ad interim, Enrico Letta, commenta il Collegato Agricoltura della Legge di Stabilità, approvato oggi in Consiglio dei Ministri e illustrato in Conferenza Stampa alla presenza dei Sottosegretari, Maurizio Martina e Giuseppe Castiglione
Di seguito i punti principali del Collegato.
Sostegno al Made in Italy
Tra le principali novità introdotte c’è la creazione di un marchio per il Made in Italy agroalimentare, che contribuirà a rendere più semplice per i consumatori di tutto il mondo il riconoscimento dei prodotti autenticamente italiani. Il marchio sarà privato, facoltativo e in linea con la normativa europea e potrà dare un decisivo contributo alla lotta alla contraffazione e all’Italian sounding, che producono un danno all’export italiano di circa 60 miliardi di euro. Con lo stesso provvedimento si istituisce un credito di imposta per le aziende che investano in infrastrutture logistiche e distributive all’estero per i prodotti italiani. L’obiettivo è colmare uno dei principali gap che frena le esportazioni del Made in Italy, ovvero l’assenza di forti piattaforme distributive italiane fuori dai confini nazionali.
Semplificazione
Sul fronte della semplificazione si interviene sui controlli, attraverso un rafforzamento del coordinamento delle attività degli organi di vigilanza, il divieto della duplicazione degli accertamenti e l’interscambio di dati informatici tra gli organi stessi. Con queste misure si garantisce l’efficacia del controllo, aumentando il numero di aziende che verranno controllate, evitando sovrapposizioni e andando incontro alle esigenze produttive delle imprese. Grazie alle norme del collegato sarà possibile aprire un’attività agricola in tempi più rapidi, considerato che il termine per il silenzio assenso per i procedimenti amministrativi è stato tagliato di due terzi, passando da 180 a 60 giorni, con una piccola rivoluzione per le start-up agricole. Sono previste anche ulteriori diposizioni di abbattimento del carico burocratico per specifiche esigenze delle aziende agricole e per il settore biologico.
Competitività
Al fine di aumentare la competitività del comparto agroalimentare italiano nel suo complesso sono fissati interventi di sostegno su vari fronti. Per il ricambio generazionale e l’imprenditoria giovanile si completa l’intervento iniziato con il decreto “Destinazione Italia” di dicembre 2013. L’obiettivo è sostenere le piccole e micro imprese condotte da under 40 attraverso mutui agevolati che consentano investimenti nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, alleviando i problemi di accesso al credito. Sono previsti finanziamenti per l’innovazione tecnologica nel settore primario, sostegno all’agricoltura sociale e ai prodotti a filiera corta, oltre all’allineamento dell’ordinamento nazionale agli orientamenti comunitari in materia di gestione del rischio in agricoltura e di regolazione dei mercati. In particolare per il sostegno al reddito degli agricoltori, si dovranno recepire gli strumenti previsti dalla Politica agricola comune 2014-2020 quali i fondi di mutualità e lo strumento per la stabilizzazione dei redditi.
Riorganizzazione
In linea con gli obiettivi di razionalizzazione della spesa pubblica e di spending review, si prevede una delega al Governo per la riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Il riordino risponderà a criteri di efficienza, di valorizzazione delle professionalità e prevede la destinazione del 50% dei risparmi di spesa generati per il finanziamento di politiche a favore del settore agroalimentare. In particolare si prevede la riorganizzazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), anche attraverso possibilità di concentrare delle attività sul Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; la razionalizzazione del Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (CRA), che assorbirà anche le funzioni dell’Istituto nazionale di economia agraria (INEA) che viene soppresso; il potenziamento dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, ISMEA, al quale vengono demandate le funzioni di ISA s.p.a, che viene soppressa. Con l’obiettivo ulteriore di razionalizzare la normativa in materia agroalimentare e pesca, il collegato contiene una disposizione che delega il Governo ad adottare decreti per aggiornare la normativa, abrogando quella obsoleta, organizzando le disposizioni per settori omogenei o per materie, coordinando le norme e risolvendo eventuali incongruenze e antinomie.
COLLEGATO ALLA LEGGE DI STABILITÀ, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “NORME IMPORTANTI PER LA SEMPLIFICAZIONE, SI È AVVIATO UN PERCORSO DI RILANCIO DELL’AGRICOLTURA”
Fonte: Confagricoltura
“Un testo legislativo importante, che affronta finalmente la semplificazione in agricoltura, ma che andrà perfezionato nel suo iter parlamentare. Si avvia un percorso di rilancio dell’agricoltura e ringraziamo il premier e ministro per le Politiche agricole, Letta, e l’on. De Girolamo, già ministro, per il lavoro svolto”. Questo il commento del presidente di Confagricoltura Mario Guidi, in relazione all’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, del disegno di legge collegato alla legge di Stabilità, in tema di semplificazione, razionalizzazione e competitività del settore agricolo, agroalimentare e della pesca. Il presidente di Confagricoltura pone in evidenza come, nel collegato, si tocchino temi già ripresi in varie proposte legislative. Valuta positivamente la regolamentazione dei contratti di rete in agricoltura, sottolinea però la carenza di disposizioni sull’organizzazione dei produttori e dell’offerta dei prodotti, anch’essi affrontati in vari Ddl parlamentari. Ricorda come viene finalmente regolamentato l’allacciamento alla rete del gas delle aziende e dei privati. Sono insufficienti, ad avviso di Mario Guidi, le risorse dedicate a materie specifiche ed all’insediamento dei giovani (prevedendosi solo finanziamenti per l’imprenditoria femminile). Sono previste misure per due importanti comparti, riso e pomodoro, ma dovranno essere previsti interventi anche per altre produzioni di grande rilevanza per il nostro Paese. Il presidente di Confagricoltura, infine, esprime apprezzamento per la previsione di un credito di imposta per iniziative di internazionalizzazione ed export per le aziende agricole e le PMI agroalimentari: “Così si rilancia il made in Italy agroalimentare.”
“Un testo legislativo importante, che affronta finalmente la semplificazione in agricoltura, ma che andrà perfezionato nel suo iter parlamentare. Si avvia un percorso di rilancio dell’agricoltura e ringraziamo il premier e ministro per le Politiche agricole, Letta, e l’on. De Girolamo, già ministro, per il lavoro svolto”. Questo il commento del presidente di Confagricoltura Mario Guidi, in relazione all’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, del disegno di legge collegato alla legge di Stabilità, in tema di semplificazione, razionalizzazione e competitività del settore agricolo, agroalimentare e della pesca. Il presidente di Confagricoltura pone in evidenza come, nel collegato, si tocchino temi già ripresi in varie proposte legislative. Valuta positivamente la regolamentazione dei contratti di rete in agricoltura, sottolinea però la carenza di disposizioni sull’organizzazione dei produttori e dell’offerta dei prodotti, anch’essi affrontati in vari Ddl parlamentari. Ricorda come viene finalmente regolamentato l’allacciamento alla rete del gas delle aziende e dei privati. Sono insufficienti, ad avviso di Mario Guidi, le risorse dedicate a materie specifiche ed all’insediamento dei giovani (prevedendosi solo finanziamenti per l’imprenditoria femminile). Sono previste misure per due importanti comparti, riso e pomodoro, ma dovranno essere previsti interventi anche per altre produzioni di grande rilevanza per il nostro Paese. Il presidente di Confagricoltura, infine, esprime apprezzamento per la previsione di un credito di imposta per iniziative di internazionalizzazione ed export per le aziende agricole e le PMI agroalimentari: “Così si rilancia il made in Italy agroalimentare.”
martedì 28 gennaio 2014
GOVERNO, GUIDI (CONFAGRICOLTURA) SCRIVE AL PREMIER LETTA: “ORA UN DIVERSO ASSETTO PER CREARE IL MINISTERO DELL’AGROALIMENTARE ITALIANO”
Fonte: Confagricoltura
L’agricoltura non è una cenerentola dell’economia ed il suo ministero di riferimento va ripensato. Ancor più in questo momento in cui l’Europa guarda lontano per il settore primario, con una riforma della Pac fissata al 2020 e che già si interroga sul dopo”. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi che ha deciso di scrivere al presidente del Consiglio Enrico Letta nel momento in cui ha assunto l’interim del dicastero di via XX Settembre. Guidi ha ricordato come il ministero dell’Agricoltura abbia visto, dal 2009 ad oggi, cinque diversi ministri, addirittura con cicli di vita politica sempre più brevi; come sia sotto i riflettori delle indagini della magistratura da almeno tre anni; come i vertici apicali delle strutture abbiano subito un continuo turnover e si sia ancora lontani da un assetto coerente; come le società di servizio siano o commissariate o in scadenza o, comunque, da ripensare. “Sia chiaro – ha detto - che non intendo esprimere giudizi sulle persone ma contribuire anche con un diverso assetto al rilancio della politica economica; è indubbio che la situazione del ministero è sempre più problematica e le difficoltà non nascono ora e tantomeno ne è responsabile l’ultima guida politica”. “Non occorre fare riflessioni particolarmente sofisticate per cogliere che il modello non funziona più, non riesce ad essere interlocutore degli altri ministeri, fa fatica a operare in Europa – ha proseguito il presidente di Confagricoltura -. E questo mentre si avvia un nuovo periodo di programmazione comunitaria che assicura al nostro Paese risorse importanti, cogestite con le Regioni”. Guidi si richiama a quanto detto dal premier, alle ‘novità di sistema’ che ritiene indispensabili. “In questo senso – ha evidenziato - serve una scelta coraggiosa relativa a questo settore, ad una visione moderna e integrata fra tutti i soggetti che possono rafforzarne la capacità produttiva e di presenza sui mercati mondiali. Una opportunità che vorremmo fosse colta e portata avanti”. Confagricoltura aveva già evidenziato alle forze politiche, nella fase pre-elettorale di un anno fa, un diverso modo di impostare il governo di uno dei settori che può fare da asse portante della ripresa italiana. Con il ministero che faccia da hub, da “snodo”, permettendo di condividere le conoscenze, favorire la collaborazione tra imprese, coordinare i progetti territoriali, allocare correttamente le risorse sui fattori strategici, tagliare drasticamente la burocrazia. Ed anche le Regioni dovrebbero essere al servizio di questa strategia di maggiore efficienza. Tutto ciò – ha concluso Guidi – “dopo un anno è ancor più urgente, a patto che si colga l’importanza dell’ agricoltura e dell’agroalimentare italiano”.
L’agricoltura non è una cenerentola dell’economia ed il suo ministero di riferimento va ripensato. Ancor più in questo momento in cui l’Europa guarda lontano per il settore primario, con una riforma della Pac fissata al 2020 e che già si interroga sul dopo”. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi che ha deciso di scrivere al presidente del Consiglio Enrico Letta nel momento in cui ha assunto l’interim del dicastero di via XX Settembre. Guidi ha ricordato come il ministero dell’Agricoltura abbia visto, dal 2009 ad oggi, cinque diversi ministri, addirittura con cicli di vita politica sempre più brevi; come sia sotto i riflettori delle indagini della magistratura da almeno tre anni; come i vertici apicali delle strutture abbiano subito un continuo turnover e si sia ancora lontani da un assetto coerente; come le società di servizio siano o commissariate o in scadenza o, comunque, da ripensare. “Sia chiaro – ha detto - che non intendo esprimere giudizi sulle persone ma contribuire anche con un diverso assetto al rilancio della politica economica; è indubbio che la situazione del ministero è sempre più problematica e le difficoltà non nascono ora e tantomeno ne è responsabile l’ultima guida politica”. “Non occorre fare riflessioni particolarmente sofisticate per cogliere che il modello non funziona più, non riesce ad essere interlocutore degli altri ministeri, fa fatica a operare in Europa – ha proseguito il presidente di Confagricoltura -. E questo mentre si avvia un nuovo periodo di programmazione comunitaria che assicura al nostro Paese risorse importanti, cogestite con le Regioni”. Guidi si richiama a quanto detto dal premier, alle ‘novità di sistema’ che ritiene indispensabili. “In questo senso – ha evidenziato - serve una scelta coraggiosa relativa a questo settore, ad una visione moderna e integrata fra tutti i soggetti che possono rafforzarne la capacità produttiva e di presenza sui mercati mondiali. Una opportunità che vorremmo fosse colta e portata avanti”. Confagricoltura aveva già evidenziato alle forze politiche, nella fase pre-elettorale di un anno fa, un diverso modo di impostare il governo di uno dei settori che può fare da asse portante della ripresa italiana. Con il ministero che faccia da hub, da “snodo”, permettendo di condividere le conoscenze, favorire la collaborazione tra imprese, coordinare i progetti territoriali, allocare correttamente le risorse sui fattori strategici, tagliare drasticamente la burocrazia. Ed anche le Regioni dovrebbero essere al servizio di questa strategia di maggiore efficienza. Tutto ciò – ha concluso Guidi – “dopo un anno è ancor più urgente, a patto che si colga l’importanza dell’ agricoltura e dell’agroalimentare italiano”.
giovedì 30 maggio 2013
INCONTRO IN REGIONE CON LETTA, GARAGNANI: “BENE LA NUOVA LEGGE QUADRO NAZIONALE SULLE EMERGENZE, PROPOSTA DA LETTA, CHE SAPPIA REGOLARE, IN DUE FASI BEN DISTINTE, EMERGENZA E RICOSTRUZIONE.
Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna
Plauso a Errani per la lotta contro le infiltrazioni mafiose e a sostegno delle richieste del mondo imprenditoriale
Bologna, 30 maggio 2013 - “Siamo soddisfatti per l'impegno assunto stamani dal Presidente del Consiglio Enrico Letta di promulgare una nuova legge quadro nazionale sulle emergenze che sappia regolare distintamente, nei tempi e nei modi, la fase emergenziale e quella della ricostruzione” commenta il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna Guglielmo Garagnani che proprio in questi giorni ha riconosciuto al Presidente della Regione Vasco Errani lo sforzo nella difficile gestione del post-terremoto, attraverso la puntuale emanazione di decine e decine di ordinanze. “Plaudiamo inoltre – aggiunge Garagnani - all'intervento del Presidente Errani che ha portato all'attenzione del Presidente del Consiglio Letta quelle che sono anche le priorità del mondo agricolo per la piena ripresa nelle aree colpite dal sisma: contrastare le infiltrazioni mafiose (a costo di perdere un giorno in più pur di avere le necessarie garanzie); sbloccare le risorse ferme al Cipe oltre alla richiesta di alcuni emendamenti al decreto 26 aprile n.43, tra cui la deroga al patto di stabilità e alle assunzioni, il credito d'imposta per chi investe e l'estensione a tutto il 2013 della copertura del prestito per il pagamento dei tributi, contributi e premi assicurativi obbligatori. Resta da mantenere viva l'attenzione, come segnalato dal Tavolo Regionale dell'Imprenditoria, sulla richiesta di proroga alla normativa che consente la detrazione fiscale del 50% sulle ristrutturazioni edilizie ed estende agli interventi di miglioramento sismico la detrazione fiscale del 55% prevista per quelli di riqualificazione energetica”
Plauso a Errani per la lotta contro le infiltrazioni mafiose e a sostegno delle richieste del mondo imprenditoriale
Bologna, 30 maggio 2013 - “Siamo soddisfatti per l'impegno assunto stamani dal Presidente del Consiglio Enrico Letta di promulgare una nuova legge quadro nazionale sulle emergenze che sappia regolare distintamente, nei tempi e nei modi, la fase emergenziale e quella della ricostruzione” commenta il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna Guglielmo Garagnani che proprio in questi giorni ha riconosciuto al Presidente della Regione Vasco Errani lo sforzo nella difficile gestione del post-terremoto, attraverso la puntuale emanazione di decine e decine di ordinanze. “Plaudiamo inoltre – aggiunge Garagnani - all'intervento del Presidente Errani che ha portato all'attenzione del Presidente del Consiglio Letta quelle che sono anche le priorità del mondo agricolo per la piena ripresa nelle aree colpite dal sisma: contrastare le infiltrazioni mafiose (a costo di perdere un giorno in più pur di avere le necessarie garanzie); sbloccare le risorse ferme al Cipe oltre alla richiesta di alcuni emendamenti al decreto 26 aprile n.43, tra cui la deroga al patto di stabilità e alle assunzioni, il credito d'imposta per chi investe e l'estensione a tutto il 2013 della copertura del prestito per il pagamento dei tributi, contributi e premi assicurativi obbligatori. Resta da mantenere viva l'attenzione, come segnalato dal Tavolo Regionale dell'Imprenditoria, sulla richiesta di proroga alla normativa che consente la detrazione fiscale del 50% sulle ristrutturazioni edilizie ed estende agli interventi di miglioramento sismico la detrazione fiscale del 55% prevista per quelli di riqualificazione energetica”
Iscriviti a:
Post (Atom)