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martedì 22 luglio 2014

DANNI FAUNA SELVATICA: CALANO SU TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE. RABBONI: UN'INVERSIONE DI TENDENZA CHE PREMIA IL LAVORO DELLA REGIONE. NEL 2013 RISARCIMENTI AL 100% ALLE AZIENDE AGRICOLE E RISORSE PER LA PREVENZIONE. TRA LE SPECIE PIÙ PERICOLOSE ANCORA PRIMO LO STORNO

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Continuano a calare i danni della fauna selvatica alle produzioni agricole. Dal 2008 al 2013 sono passati da quasi 3 milioni a 1 milione 350 mila euro. I pagamenti agli agricoltori sono in corso proprio in questi giorni e copriranno il 100% delle domande e dei relativi importi. “E’ un’inversione di tendenza importante che premia il lavoro che la Regione ha fatto in questi anni insieme agli enti che operano sul territorio: Province, Atc, Parchi – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - i danni della fauna selvatica all’agricoltura avevano raggiunto livelli non più sostenibili e per questo abbiamo lavorato con determinazione, puntando soprattutto sulla prevenzione e sull’aumento autorizzato dall’Ispra (ndr: l’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale) dei prelievi annuali di ungulati per riportarli a densità territoriali accettabili. Continueremo a farlo, specialmente nelle zone in cui i danni continuano a essere elevati. Nel 2013 abbiamo stanziato 1 milione 900 mila euro. Risorse importanti che ci permetteranno non solo di risarcire tutti i danni accertati, ma attraverso le Province, di acquistare presidi, come recinzioni e dissuasori acustici o ottici, da dare in comodato d’uso agli stessi agricoltori. Parte delle risorse potranno poi anche essere accantonate come riserva per gli indennizzi del prossimo anno”. La Regione Emilia-Romagna, attraverso le Province, paga i danni provocati dalla fauna selvatica in genere nelle zone di protezione, oppure quelli dovuti a specie protette, ma in questo caso in tutto il territorio regionale. Per le specie cacciabili nei territori aperti alla caccia intervengono gli Atc. Anche nel 2013 la specie che ha provocato più danni è lo storno (i dati al riguardo sono pressoché costanti dal 2008 a oggi), un uccello protetto dalla Ue, ma per il quale è ammessa la caccia in deroga proprio per il pesante impatto su alberi da frutto e vite. Proprio sullo storno, l’assessore Rabboni ha nei giorni scorsi contestato il tetto massimo di 50 mila prelievi indicato dall’Ispra per la prossima stagione venatoria e ha chiesto un chiarimento ai ministri dell’Ambiente Galletti e delle Politiche agricole Martina. “Se il regolamento Ue e la delibera regionale motivano la caccia in deroga con la necessità di tutelare i frutti pendenti e l’uva – ha scritto Rabboni - non ha senso fissare preventivamente un quantitativo massimo ammissibile. Tale quantitativo non può che essere in funzione dei frutti da tutelare. Diversamente si potrebbero configurare anche dubbi sulla competenza al pagamento degli stessi danni ”. Tra le specie più dannose, al secondo posto vi è il cinghiale, ma con un impatto molto diverso da provincia a provincia. A fronte di significative riduzioni nel Bolognese o nel Reggiano, questo ungulato continua a colpire le produzioni agricole in provincia di Forlì-Cesena o di Piacenza. In calo invece su tutto il territorio regionale i danni da cervo e capriolo. Tra le specie in controtendenza il picchio, i cui danni sono in aumento e colpiscono prevalentemente gli impianti di irrigazione.

venerdì 6 settembre 2013

COLDIRETTI, AVIARIA: PREOCCUPAZIONE PER GLI ALLEVATORI, DANNI PER DECINE DI MILIONI.

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Occorrono misure urgenti per evitare la chiusura degli allevamenti. Provvedimenti di prevenzione della diffusione dei focolai, ma anche sostegno alle imprese in un comparto che vale quasi 6 miliardi di euro.

A preoccupare gli allevatori sono soprattutto i danni economici che rischiano di far chiudere le aziende e per questo serve intervenire urgentemente con misure eccezionali di sostegno al settore che potrebbe subire perdite per alcune decine di milioni di euro anche a seguito dei numerosi vincoli alla movimentazione dei prodotti avicoli che hanno praticamente bloccato la produzione e il mercato nelle aree delimitate. E’ quanto chiede la Coldiretti nel commentare il sesto focolaio individuato a Bondeno che sulla base dei protocolli operativi per la prevenzione della diffusione del virus rende necessario istituire una nuova zona di protezione e sorveglianza. Si tratta di difendere uno dei pochi comparti in cui l’Italia è praticamente autosufficiente che produce 1,3 milioni di tonnellate di carni avicole e oltre 12 miliardi di uova con fatturato di settore pari a 5,7 miliardi di euro (dati 2012) e circa centomila addetti, tra dipendenti ed indotto. Va ricordato peraltro che - conclude la Coldiretti - in un momento difficile di crisi con un forte calo dei consumi alimentari, l’unica voce ad aumentare nel primo semestre dell’anno è la spesa per le uova (+4 per cento) e per la carne di pollo naturale (+6 per cento) con un consumo annuo di oltre 19 chili di prodotti avicoli a testa che garantisce alle famiglie il necessario apporto proteicoadeguato nell'alimentazione a prezzi piu’ contenuti. Per limitare il diffondersi di focolai dell’infezione, in vista della ripresa dell’attività venatoria la Regione Emilia-Romagna ha disposto il divieto di utilizzo di richiami vivi per la caccia, e riguarda gli uccelli appartenenti agli ordini degli anseriformi e caradriformi. Per quanto riguarda le altre misure che interessano direttamente gli allevamenti e le movimentazione di avicoli, la Regione ha disposto una stretta sorveglianza e provvedimentirelativi alle diverse zone in funzione del rischio potenziale. Individuate zone di protezione (Ostellato e Portomaggiore per la nostra provincia ad oggi), ovvero dove sono stati riscontrati i focolai con l’applicazione dei provvedimenti maggiormente restrittivi (abbattimento dei volatili, divieto di commercializzare partite di pollame vivo, pulcini e uova da cova verso altri Stati); zone di sorveglianza (comuni ferraresi di Argenta, Comacchio, Migliarino, Migliaro, Tresigallo), con misure di prevenzione meno restrittive; zone di sicurezza/controllo temporaneo (per i comuni di Berra, Codigoro, Goro, Jolanda di Savoia, Lagosanto, Massa Fiscaglia, Mesola), con ancora minori vincoli (ad esempio i pulcini e le uova da cova possono essere commercializzate verso Stati membri o Paesi Terzi, a condizione che essi li accettino). Nei comuni della nostra provincia su indicati (ed in tutti gli altri della nostra regione e del Veneto individuati dalle ordinanze regionali e nazionali) è comunque vietato lo spandimento a fini agronomici delle lettiere e polline sono al 22 settembreprossimo, salvo proroga dei termini o individuazione di altri focolai in altre zone. In ogni caso, conclude Coldiretti, il vero pericolo e problema è relativo al pollame delle specie avicole ed allo stato, sulla base di quanto rilevato dalle autorità sanitarie, il ceppo di influenza osservato non è pericoloso per le persone o per altrespecie animali. Peraltro il sistema di sorveglianza sanitario sta reagendo con la necessaria sollecitudine e le misure di prevenzione dell’ulteriore diffondersi del virus sono adeguate a limitare il danno in termini di animali colpiti ed in nessun caso il consumo di uovo e carni avicole può avere conseguenze per le persone.

venerdì 11 gennaio 2013

TERREMOTO, 269 LE DOMANDE DI RISARCIMENTO PER OLTRE 24 MILIONI DI EURO. CONCLUSA LA PRIMA FASE DEL BANDO PSR PER LE ATTREZZATURE AGRICOLE ED AGROALIMENTARI DANNEGGIATE.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione  

Rabboni: entro marzo le concessioni di finanziamento, in tempo utile per la chiusura dei bilanci delle aziende con contabilità ordinaria. Dal 21 gennaio riapertura del bando per le altre.

Sono 269 per un importo complessivo di oltre 24 milioni di euro le domande di risarcimento presentate dalle aziende agricole e agroindustriali danneggiate dal terremoto, che hanno risposto al bando del Piano Regionale di Sviluppo Rurale che si è chiuso ieri. La provincia con il maggiore numero di domande e' Modena con 212; seguono Ferrara con 34, Bologna con 12 e Reggio Emilia con 11. "Le domande presentate corrispondono alle aspettative della vigilia poichè riguardano prevalentemente aziende e cooperative con contabilità ordinaria che hanno la necessità di iscrivere il risarcimento nel bilancio 2012 che normalmente deve essere approvato entro il mese di marzo 2013 – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - per tutte le altre aziende riapriremo il bando il 21 gennaio per chiuderlo alla fine di marzo. Questo ci consentirà di concludere rapidamente le verifiche di congruità delle domande presentate e di rilasciare le concessioni di finanziamento nei tempi utili per poi procedere, in fase successiva, all'esame delle domande presentate da aziende senza obblighi formali di bilancio.” Rabboni sottoliena anche che “tale bando è complementare a quello dell'ordinanza per le attività produttive emanato dal Commissario alla ricostruzione Vasco Errani e pertanto prevede le medesima percentuale di indennizzo dell’80% e le stesse modalità di accesso attraverso le perizie giurate. Quest'ultime per quanto possano apparire impegnative costituiscono in realtà la condizione per velocizzare le istruttorie e l’ erogazione di denaro pubblico ai potenziali beneficiari privati. Eliminarle significherebbe semplicemente ampliare a dismisura tempi e controlli puntuali sulle richieste di indennizzo con un impegno diretto del personale delle pubbliche amministrazioni."  

Le spese previste

Le spese ammissibili previste dal bando regionale riguardano: l’acquisto (o il ripristino) di impianti, macchinari, attrezzature in sostituzione di quelli danneggiati o distrutti (comprese le scalere dei caseifici); l’acquisto di ricoveri temporanei (es. “hangar”), funzionali alla prosecuzione dell’attività produttiva in attesa del completo ripristino delle strutture produttive danneggiate o distrutte; il ripristino delle scorte vive e morte, danneggiate o distrutte; il ripristino di pozzi, impianti irrigui fissi, sistemi di drenaggio, sistemazione dei terreni fessurati e di altri “miglioramenti fondiari”. Non rientrano nel bando ma nell’ordinanza regionale per le attività produttive, le spese per la ricostruzione e la riparazione degli immobili aziendali, comprese stalle e porcilaie – con correlati impianti di rimozione effluenti, di mungitura, di ventilazione, di riscaldamento e di alimentazione –, agriturismi, impianti fotovoltaici, fabbricati rurali di servizio all’attività agricola e agroindustriale. Nell’ordinanza per le attività produttive rientrano anche l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature usati e i risarcimenti per le forme di Parmigiano-Reggiano e i prodotti a denominazione certificata, in corso di maturazione o stagionatura, come gli aceti e i vini.

giovedì 9 dicembre 2010

LA REGIONE RISARCISCE IL 100% DEI DANNI DA FAUNA SELVATICA RILEVATI DURANTE L'ANNATA AGRARIA 2009-2010

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Bologna – Quest’anno la Regione risarcirà il 100 per cento dei danni certificati alle produzioni agricole causati, durante l’annata agraria 2009-2010, dalla fauna selvatica: in tutta l’Emilia-Romagna verranno così indennizzati gli agricoltori per un totale di circa 1.847.000 euro, pari all’ammontare delle devastazioni registrate sulla base degli accertamenti effettuati dai tecnici delle province emiliano-romagnole. In particolare si tratta delle perdite di produzione provocate, nel corso del 2010, dalla fauna selvatica protetta sull’intero territorio regionale e dalle specie cacciabili alle colture ed agli allevamenti ittici che ricadono all’interno di parchi, oasi, zone di ripopolamento e cattura ed altri istituti di protezione, nonché quelli provocati dal piccione domestico e dalla nutria. Nell’annata agraria precedente i danni furono pari a 2.494.910 euro; nel 2008 ammontarono a 2.874.171 euro.
“Per la prima volta dopo molti anni – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura ed alle Attività venatorie Tiberio Rabboni – la Regione Emilia-Romagna ha indennizzato il 100% delle perdite di produzione. Nel 2006 questa percentuale si era attestata al 50, lo scorso anno è arrivata all’80%. Si tratta di un risultato significativo dovuto sia all’aumento delle disponibilità finanziarie che alla concreta riduzione dei danni ottenuta con specifiche misure di prevenzione. Gli investimenti, realizzati negli ultimi anni, per il contenimento dei danni da fauna selvatica, stanno producendo i primi risultati concreti”. Si tratta di recinzioni tradizionali o in plastica, reti antiuccello, protezioni elettriche a bassa intensità, dissuasori acustici con emissioni di onde sonore di varia ampiezza o “grida” registrate di allarme o stress, oltre alle azioni di prelievo in controllo per riportare la densità della fauna selvatica a livelli compatibili con le caratteristiche del territorio. “Proseguiremo questo impegno anche nel 2011 – ha concluso Rabboni - e a questo scopo abbiamo incrementato le risorse destinate alle attività di prevenzione dei danni”.
Gli agricoltori della Provincia di Bologna riceveranno indennizzi pari a 554.000 euro, seguiti dai colleghi ferraresi con 357.500 euro; chiude la classifica Rimini con 21.000 euro. Negli altri territori 199.000 euro andranno agli agricoltori di Forlì-Cesena, 126.000 euro a Modena, 94.000 a Parma, 48.000 a Piacenza, 221.000 a Ravenna e 224.000 a Reggio Emilia. Sono stati integralmente risarciti tutti i danni rilevati.

martedì 20 luglio 2010

AL VIA LA LEGGE REGIONALE PER RISARCIRE GLI AGRICOLTORI CHE HANNO DOVUTO ABBATTERE PIANTE COLPITE DA MALATTIE

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Rabboni: un provvedimento per contrastare con tempestività ed efficacia la diffusione delle nuove fitopatie e in particolare la "batteriosi" del kiwi

Bologna - La Regione potrà risarcire tempestivamente gli agricoltori che hanno dovuto abbattere piante colpite da parassiti e lo farà commisurando l’aiuto al valore di mercato delle coltivazioni interessate e alla perdita di reddito dovuta al periodo di quarantena. E’ quanto prevede il progetto di legge di iniziativa della Giunta regionale ”Misure di intervento a favore delle piccole e medie imprese del settore agricolo per la prevenzione e l'eradicazione di fitopatie e infestazioni parassitarie”, che è stato oggi approvato all’Assemblea legislativa.
I sempre più intensi scambi commerciali a livello mondiale hanno accentuato la diffusione anche in Italia di nuove fitopatie spesso di difficile cura, di fronte alle quali talvolta l’unico intervento utile per bloccarne la diffusione consiste nell’abbattimento e nell’estirpazione delle piante malate, con rilevanti danni economici per i proprietari. Da qui la decisione della Giunta regionale su proposta dell’assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni di intervenire con un provvedimento di sostegno alle aziende agricole danneggiate.
“Di fronte alla assoluta latitanza del Governo sul fronte dei risarcimenti agli agricoltori colpiti da fitopatie gravi e a situazioni come quella del Lazio, dove la batteriosi ha colpito circa l’80% del kiwi giallo coltivato – ha sottolineato Rabboni – la nuova legge regionale fornisce un aiuto concreto e immediato alle piccole e medie aziende coltivatrici e serve a contrastare efficacemente la diffusione di questa e di altre fitopatologie. Gli aiuti potranno essere erogati in pochi mesi e senza l’obbligo del reimpianto. Gli interventi si concentreranno sui dieci focolai di batteriosi del kiwi già individuati nelle province emiliano-romagnole. La norma ha una copertura finanziaria certa per il 2010. Per i prossimi anni la copertura dipenderà dagli esiti del confronto in atto tra Regioni e Governo sui tagli alle finanze regionali. Se verranno confermate le proposte del ministro Tremonti sono a rischio non solo questi indennizzi, ma la gran parte degli aiuti per le aziende agricole della regione”.
Gli aiuti regionali saranno distinti in relazione alle specie vegetali interessati e al tipo di patologia, e verranno attivati nell’ambito di specifici programmi pubblici in seguito alle indicazioni del competente Servizio fitosanitario.