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giovedì 23 maggio 2013

CASEIFICIO NOVESE, RABBONI: LA SUA RIPARTENZA UNA BELLA NOTIZIA PER TUTTI NOI. DALLA STRUTTURA COMMISSARIALE RISORSE PER 12 MILIONI E 200 MILA EURO

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“Il Parmigiano Reggiano è stato uno dei simboli di questo terremoto. Le immagini delle forme cadute dalle scalere hanno fatto il giro del mondo e hanno raccontato il dramma dell’Emilia. Per questo voglio congratularmi con il caseificio Novese, che al momento delle scosse conservava oltre 74 mila forme, per la forza e la determinazione con cui ha saputo reagire. La sua ripartenza è una bella notizia per tutti noi”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni nel giorno dell’Assemblea di bilancio del caseificio Razionale Novese. Proprio in questi giorni al caseificio è stata rilasciata dalla struttura commissariale una concessione di contributo per l’indennizzo del prodotto e i costi di evacuazione e di gestione delle forme danneggiate pari a 12 milioni e 200 mila euro, nell’ambito dell’ordinanza per le attività produttive. A questi si aggiungono oltre 1 milione di euro per le scalere grazie alla misura 126 del Piano regionale di sviluppo rurale. Oltre al Caseificio Novese sono molte altre le imprese agricole e agroalimentari che stanno ricevendo concessioni di pagamento, grazie alle risorse straordinarie del Piano regionale di sviluppo rurale. Il primo avviso pubblico del PSR per l’acquisto di attrezzature, macchinari e ricoveri provvisori ha permesso di finanziare 246 domande per 18 milioni di contributo. Entro giugno arriveranno le concessioni di pagamento relative a ulteriori 10 milioni per altre 140 aziende danneggiate, mentre un terzo avviso pubblico, sempre per la stessa tipologia di danni, è previsto a settembre. “C’è stata una fase iniziale inevitabilmente più difficoltosa – spiega Rabboni - Ma ora i dati ci dicono che il meccanismo sta funzionando e le imprese agricole cominciano a ricevere gli indennizzi”.

venerdì 5 ottobre 2012

COLDIRETTI: NATALE AMARO PER LE AZIENDE AGRICOLE COLPITE DAL TERREMOTO

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Dopo tante promesse le proroghe fiscali si fermeranno a dicembre, nessuno ha visto un euro dallo Stato, gli imprenditori pagano di tasca loro per acquistare mezzi meccanici e ristrutturare magazzini, fienili e stalle.

Grandissima delusione e tanta rabbia tra gli imprenditori agricoli colpiti dal terremoto dopo le decisioni del Governo di prorogare il pagamento dei tributi di 15 giorni. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna a fronte della decisione del Consiglio dei Ministri che nel decreto sulla trasparenza ha inserito nuove disposizione per il sisma del maggio 2012 in Emilia, tra cui un’ulteriore proroga del pagamento delle tasse dal 30 novembre al 16 dicembre. “Proroga – dice il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – che ha il sapore della presa in giro dopo che il ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania aveva annunciato all’inizio di settembre uno slittamento oltre giugno 2013 per le aziende che hanno subito danni dal terremoto. Alla beffa rischia di aggiungersi anche il danno di dover pagare in una soluzione unica tutti i tributi, se non verrà prevista almeno una rateizzazione. Si tratta di una cifra complessiva superiore ai 400 milioni”. Il rinvio-beffa – ricorda Coldiretti – è stato deciso insieme con alcuni provvedimenti positivi in particolare per i Comuni, come la non applicazione della spending review, la sospensione del patto di stabilità e, finalmente, dopo lunga attesa, la trasformazione in decreto del patto tra le Regioni Colpite (Emilia Romagna,Lombardia e Veneto) della ripartizione dei fondi per il terremoto.”La nostra speranza – sostiene Tonello – è che questi fondi arrivino presto perché finora nessuna azienda agricola ha visto una lira e siccome l’attività agricola non si può fermare, molte aziende hanno fatto i primi interventi di tasca propria”. Tantissime aziende – informa Coldiretti – con case, capannoni, magazzini, stalle e attrezzi danneggiati stanno facendo investimenti con proprie risorse come nel caso di Francesco Vincenzi a Mirandola (Mo), che ha acquistato sul mercato dell’usato mietitrebbie e carri raccolta per sostituire i mezzi rimasti sotto i capannoni crollati; Luca Poletti di Medolla (Mo), che ha abbattuto ricovero attrezzi, fienile e stalla pericolanti, sostituendoli con tensostrutture e riacquistato mucche da latte e attrezzature della stalla; Giuseppe Goldoni di Medolla (Mo), che ha messo in sicurezza e a norma sismica la parte di stalla non crollata, demolito le parti pericolanti, realizzato le fondazioni per la stalla nuova e acquistato attrezzature per mungitura, distribuzione mangime e letame.