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lunedì 20 ottobre 2014

CIA FERRARA: CAMPAGNA CEREALI BUONA MA NON STRAORDINARIA

Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara  

In occasione dell’incontro del GIE (Gruppo Interesse Economico) Seminativi si è fatto il punto sull’andamento produttivo e dei prezzi di mais, sorgo e soia

«Per i cereali non si può parlare di un’annata produttiva eccezionale o da record, ma di un buon andamento generale». E’ questo il primo commento di Massimo Piva – vicepresidente di Cia Ferrara e risicoltore – a margine dell’incontro del Gruppo di Interesse Economico Seminativi della Cia, che si è riunito per fare il punto sulla campagna di raccolta di mais, sorgo, soia e sull’inizio tardivo della raccolta del riso. «Partendo dal mais, in base ai dati raccolti dalle aziende nelle diverse zone del ferrarese – spiega Piva – possiamo dire che la produzione media si è attestata sui 120 q/ha, buona performance derivata dall’andamento climatico, con un’estate senza picchi di caldo e dunque senza stress idrico per le piante. Il fattore clima è stato inoltre determinante per la qualità del prodotto, eliminando il rischio di contaminazione da parte delle aflatossine - micotossine prodotte dal metabolismo di alcuni funghi – che tendono a proliferare grazie a temperature superiori alla media e bassa piovosità. Se la produzione del mais è stata soddisfacente, lo stesso non si può dire del prezzo che, dopo le prime quotazioni di agosto a 18-19 €/q al lordo delle spese – quando ancora sul territorio la campagna non era sostanzialmente iniziata e quindi non c’era prodotto – è sceso a 14-15 €/q. Certamente la buona produzione potrà compensare, almeno in parte, la contrazione dei prezzi, ma occorrerà attendere ancora per avere un quadro più chiaro della situazione. Per quello che riguarda il sorgo – continua Piva – c’erano molte aspettative a livello di produzione, proprio per le condizioni di clima favorevoli alla coltura, aspettative che nella maggior parte dei casi sono state confermate da una produzione media buona, attorno agli 80-85 q/ha. Per il sorgo il mercato dei prezzi è altalenante, con prime quotazioni attorno ai 15-16 €/q poi scese sotto al 14 e risalite leggermente a fine campagna, con cifre attorno a 15 €/q. Se l’estate mite e piovosa ha premiato il mais, lo stesso non si può dire per la soia che ha sofferto, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, degli sbalzi termici che hanno influito negativamente nella fase della fioritura. Il risultato è una soia ottima dal punto di vista della qualità ma con una produzione abbastanza disomogenea sul territorio, dai 35-36 q/ha a punte di 55. A livello di mercato i prezzi della soia sono clamorosamente inferiori alla scorsa annata, tanto che siamo passati dai 40-43€/q del 2013 ai 31 €/q delle prime quotazioni del 2014. Un prezzo che non arriva lontanamente a compensare deficit produttivi e costi di produzione. A conclusione dell’incontro del Gie Seminativi si è parlato anche della campagna del riso, iniziata da poco e in forte ritardo a causa dei ritardi di maturazione. «Il riso – conclude Piva – è stato seminato nell’epoca corretta, poi però è praticamente mancata l’estate ed ora stiamo raccogliendo con umidità fino a 30 e costi di essiccazione molto alti. Alcune varietà molto tardive, inoltre, potrebbero non completare la maturazione.»

martedì 27 maggio 2014

AIUTI ACCOPPIATI, RABBONI: "UNA PROPOSTA CHE NON CI SODDISFA PIENAMENTE." NON È STATO INCREMENTATO IL BUDGET PER IL POMODORO DA INDUSTRIA, MA SONO ANNUNCIATE RISORSE AGGIUNTIVE DALLA NUOVA OCM ORTOFRUTTA

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“Una proposta che non ci soddisfa pienamente, ma che abbiamo accettato per senso di responsabilità nazionale. Il tempo era scaduto e occorreva decidere”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni sull’accordo, raggiunto oggi a Roma tra Ministero delle politiche agricole e Regioni, per gli aiuti accoppiati della nuova Pac 2014-2020 e la definizione di agricoltore attivo. Il compromesso prevede che il prelievo sui pagamenti diretti per finanziare gli aiuti accoppiati passi dal 10 all’11%, per complessivi 39 milioni di euro all’anno. Queste risorse verranno utilizzate per incrementare gli aiuti accoppiati già decisi per olio d’oliva, zootecnia (in particolare di montagna) e ovi-caprini e per stanziare 10 milioni di euro (inizialmente non previsti) a sostegno della coltura della soia. “Purtroppo - sottolinea Rabboni – non si è trovato l’accordo per incrementare anche il budget degli aiuti accoppiati per il pomodoro da industria e la barbabietola, mentre nessun aiuto è previsto per la frutta trasformata”. “A parziale compensazione – conclude Rabboni – il Ministro ha annunciato che nella nuova Ocm ortofrutta verrà attivato per il comparto del pomodoro da industria, un settore strategico per l’agroalimentare nazionale, un contributo per l’acquisto di piantine particolarmente resistenti che potrà andare da 100 a 300 euro a ettaro”.

giovedì 8 maggio 2014

PAC - RABBONI: "LA NUOVA PROPOSTA DEL MINISTERO SUGLI AIUTI ACCOPPIATI È UN PASSO IN AVANTI, MA MIGLIORABILE". SÌ ALL'INSERIMENTO DI POMODORO E BARBABIETOLA. ESCLUSO IL PIANO PROTEINE VEGETALI

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“Soddisfazione per l’accoglimento di alcune delle indicazioni dell’Emilia-Romagna, in particolare quelle relative al pomodoro da industria e alla barbabietola, ma rammarico per gli importi modesti dei pagamenti e per l’esclusione del Piano proteine vegetali.” Questo in sintesi il commento dell’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni al termine della riunione delle Regioni con il Ministro Martina per gli aiuti accoppiati della Pac 2014-2020. Una riunione ancora interlocutoria e che verrà aggiornata nei prossimi giorni. “La proposta presentata dal Ministro – spiega Rabboni – rappresenta un passo in avanti per quanto riguarda l’accoglimento delle nostre richieste per il pomodoro da industria e la barbabietola da zucchero, due filiere di grande importanza per l’Emilia-Romagna e l’Italia. Tuttavia si tratta di una proposta migliorabile.” Tra i punti non soddisfacenti dell’accordo per l’assessore emiliano-romagnolo vi sono il basso importo degli aiuti accoppiati per pomodoro e barbabietola, rispetto a quelli previsti dai principali Paesi competitori dell’Italia, il non accoglimento della richiesta dell’Emilia-Romagna per la frutta trasformata e l’esclusione del Piano per le proteine vegetali che in un primo tempo era stato inserito. Un settore quest’ultimo molto importante per l’alimentazione bovina e nel quale l’Italia è fortemente dipendente dall’estero. “Soprattutto per la soia e l’erba medica – sottolinea Rabboni – è necessario aumentare la produzione nazionale per garantire una filiera no ogm".

giovedì 11 aprile 2013

GREEN WAR, CATANIA: ICQRF E GDF SEQUESTRANO 1500 TONNELLATE DI MAIS E 30 DI SOIA INDIANA

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 “Esprimo tutto il mio apprezzamento per l’operazione congiunta condotta dall’Ispettorato Centrale della Tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pesaro. Le sinergie che si sviluppano da tali forme di collaborazione assicurano, ancora una volta, la più ampia tutela del consumatore e degli operatori e la difesa dell’interno comparto agroalimentare. Deve essere una assoluta priorità contrastare tali fenomeni di illegalità che vanno a minare un settore fondamentale per l’economia del nostro Paese”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha commentato l’operazione “Green War” effettuata dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari in collaborazione con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pesaro che ha portato a numerose perquisizioni a carico di operatori del settore dei prodotti da agricoltura biologica che importavano da Paesi terzi limitrofi all’U.E. (Moldavia e Ucraina) granaglie destinate al comparto zootecnico e, in taluni casi, all’alimentazione umana (in particolare, soia, mais, grano tenero e lino) falsamente certificate come ‘bio’ ma in realtà non conforme alla normativa comunitaria e nazionale. In alcuni casi, le produzioni agricole certificate come biologiche erano di fatto ottenute con elevato contenuto di Organismi geneticamente modificati (Ogm) o contaminate da agenti chimici vietati nell’agricoltura biologica. In particolare, le società nazionali, che avevano la gestione finanziaria e il controllo di aziende operanti in Moldavia e Ucraina, per sottrarsi al sistema di controlli, provvedevano allo sdoganamento delle merci a Malta, presso una società gestita da personale italiano, per poi destinarle in Italia. In un’occasione, i prodotti agricoli hanno viaggiato su gomma e sono transitati presso la dogana di Trieste-Fernetti. L’indagine ha posto sotto sequestro 1.500 tonnellate di mais proveniente dall’Ucraina, falsamente certificato come biologico e 30 tonnellate di soia indiana lavorata, verosimilmente contenente prodotti chimici vietati, destinata all’industria mangimistica, per l’alimentazione zootecnica. Le persone indagate sono 23 e una decina sono le società coinvolte.

lunedì 6 agosto 2012

MAIS, SOIA E BARBABIETOLE: LA SICCITÀ NON DA TREGUA

Fonte: Cia Ferrara  

Forti cali produttivi previsti per i principali seminativi primaverili ed estivi in tutta la Provincia di Ferrara. La Confederazione Italiana Agricoltori ha iniziato a raccogliere le domande per calamità naturale e chiede una significativa defiscalizzazione

FERRARA – 2 agosto 2012 – Il perdurare dell’ondata di caldo torrido e siccità sta mettendo in ginocchio l’economia agricola ferrarese. L’allarme è rosso per i raccolti di mais, soia e barbabietole da zucchero che subiranno dei cali produttivi fortissimi e, in alcuni casi, saranno lasciati in campo o venduti come biomassa alla centrali. Per rendersi conto della situazione è sufficiente percorrere le strade della provincia e osservare lo stadio di vegetazione di queste colture, prematuramente ingiallite, secche e quasi del tutto prive – nel caso del mais – di pannocchia. Visto l’aggravarsi della situazione la Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara sta monitorando la situazione e lavorando per dare un sostegno concreto alle aziende. «La Confederazione – spiega il presidente Lorenzo Boldrini – sta raccogliendo le segnalazioni di danno per la richiesta di calamità naturale che sono poi inoltrate direttamente alla Provincia e all’Agenzia del Territorio. Crediamo sia un’azione urgente e necessaria per compensare i cali produttivi delle aziende produttrici di colture come mais, soia e barbabietole che copriranno a stento i costi di produzione e in molti casi lavoreranno in perdita» Le percentuali di calo produttivo stimate sono davvero preoccupanti. Si parla, per il mais, di una diminuzione del 20-30% per quello che riguarda le colture irrigue – quei raccolti che si è riusciti ad irrigare durante le fasi vegetative più importanti – e di 50-60% per quelle non irrigue. La perdita del raccolto, che è distribuita a macchia di leopardo su tutto il territorio provinciale, arriverà a punte del 70-80%. Alcune aziende, vista la situazione in campo, hanno deciso di vendere il prodotto biomasse per le centrali, con un ricavo medio di 1 euro al quintale che non compenserà nemmeno il costo del seme. Anche per la soia non irrigua la situazione è allarmante, con cali del 45-50% in tutto il nord Italia, la metà esatta di un’annata normale. Se la soia irrigua potrebbe ancora avere un minimo recupero, in molti casi però il baccello contiene un seme abbozzato e non sviluppato completamente, quindi di bassa qualità. Non fanno bene sperare nemmeno i primi dati reali relativi alla raccolta della barbabietola da zucchero, non buoni dal punto di vista quantitativo. Anche se è troppo presto per i dati sul grado di polarizzazione, quindi sulla qualità delle barbabietole, la media produttiva al momento è di 300-350 quintali per ettaro, con Plv (Prodotto Lordo Vendibile) dimezzate rispetto ad una media degli anni precedenti. «Oltre alle giuste richieste per ottenere i risarcimenti a seguito della richiesta di calamità – conclude Boldrini – la Confederazione Italiana Agricoltori ritiene che la defiscalizzazione sarebbe davvero un’azione concreta di supporto alle aziende. Se i produttori messi in crisi da un’annata agraria particolare avessero forti agevolazioni per il pagamento di Inps, Imu, interessi sui mutui, potrebbero tirare un sospiro di sollievo e prepararsi a re-investire il prossimo anno.»

venerdì 20 luglio 2012

COLDIRETTI: CEREALI E SOIA, VOLANO I PREZZI, BOOM DEL MAIS, CON +42% IN UN MESE

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Forte incremento dei prezzi mondiali dei prodotti agricoli alla borsa di Chicago. Caldo e siccità riducono drasticamente i raccolti in molti Paesi, in Europa riduzione contenuta ma in Italia persi centinaia di migliaia di ettari di mais.

Volano le quotazioni mondiali delle materie prime agricole che fanno segnare aumenti che arrivano in soli 30 giorni fino al 42 per cento per il mais, che ha raggiunto così il record storico. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle quotazioni di chiusura settimanale di metà luglio al Chicago Board of Trade, punto di riferimento del mercato a livello internazionale che in un mese ha fatto registrare anche un balzo dei prezzi del 34 per cento per il grano e del 17 per cento per la soia, con consegne a settembre. Con la crisi sembrano tornare ad avere più valore i beni essenziali come il cibo anche se a beneficiarne al momento sono soprattutto i prodotti importati per la forte dipendenza dell'Italia dall'estero per le materie prime agricole. L’aumento dei prezzi registrato a livello mondiale è però fortemente atteso dagli agricoltori italiani costretti a fare i conti con l’aumento dei costi, il drastico taglio dei raccolti dovuto al caldo e alla siccità e quotazioni che a livello nazionale non hanno ancora recepito a pieno l’andamento mondiale e restano insoddisfacenti. In Italia alla borsa merci di Bologna il mais è stato quotato in settimana attorno ai 24 centesimi al chilo, la soia attorno ai 51 centesimi al chilo mentre il grano tra 24 a 25 centesimi al chilo, solo in lieve rialzo rispetto allo scorso anno che fu particolarmente difficile. L’aumento dei prezzi è giustificato sul piano congiunturale dal clima che ha colpito con il caldo e la siccità insieme all’Italia e all’Europa anche la “Corn Belt” nel Midwest degli Stati Uniti mentre un calo dei raccolti è previsto in Russia nella zona del mar nero per le alluvioni ed in Ucraina. In Italia centinaia di migliaia di ettari di mais non saranno raccolti. Una situazione che ha fatto rivedere al ribasso le stime produttive che in Europa erano già previste in calo. Dall’analisi di Coldiretti sui dati di Copa Cogeca sulla campagna cerealicola 2012/2013 nei ventisette Stati dell’Unione, la produzione totale di cereali diminuirà dell’1,4 per cento, passando da 286,1 milioni di tonnellate a 282,1, coltivati su 56,3 milioni di ettari. In calo il grano tenero. Secondo le previsioni, se ne produrranno 125,6 milioni di tonnellate, il 2,3 per cento rispetto alla campagna precedente e scendono anche il mais, con un calo del 2,2 per cento e 1,5 milioni di tonnellate in meno, e l’orzo (-0,8 per cento). Per quanto riguarda, invece, i semi oleosi, la produzione totale europea passerà da 28,7 milioni di tonnellate a 27,8 milioni. Nel dettaglio, la soia si mantiene sostanzialmente stabile con 1,2 milioni di tonnellate, mentre il girasole cala del 3,7 per cento (da 8,4 a 8,1 milioni/tonnellate) e la colza del 3,1 per cento (da 18,9 a 18,4 milioni/tonnellate). Ma a pesare sono anche i cambiamenti strutturali come ha evidenziato l’ultimo rapporto Ocse-Fao secondo il quale la produzione agricola deve crescere del 60 per cento nei prossimi 40 anni per far fronte all’aumento della domanda della maggiore popolazione mondiale, ai richiesta di biocarburanti e alla crescita dei redditi in paesi come la Cina che spinge al maggiore consumo di carne e quindi di mangime per gli allevamenti. Soia e mais sono infatti gli ingredienti di base per l’alimentazione degli animali negli allevamenti per la produzione di carne e latte sui quali i rincari sono destinati avere effetto. Una prospettiva che conferma l’importanza che l’Italia difenda il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile in una situazione in cui già adesso circa la metà dei prodotti alimentari sono importati, a cominciare appunto da grano, soia e mais. Non è un caso che si assista nel mondo alla corsa all’accaparramento delle materie prime agricole con pesanti investimenti nell’acquisto di terreni da parte di investitori istituzionali a partire dalla Cina e dai Paesi Arabi per garantirsi l’approvvigionamento alimentare. "Un nuovo colonialismo che - conclude la Coldiretti - ha portato ad essere oggetto di negoziazione nel mondo dai 50 agli 80 milioni di ettari, di cui oltre i due terzi nell'Africa sub sahariana, laddove Etiopia, Mozambico e Sudan hanno concesso le quantità di superficie più rilevanti"

CALDO, CONFAGRICOLTURA: “A RISCHIO ANCHE LA VENDEMMIA. RACCOLTI IN PERDITA E RIALZI DELLE QUOTAZIONI DELLE COMMODITY”

Fonte: Confagricoltura

Se non pioverà entro la fine di luglio e gli inizi di agosto sarà a rischio anche la vendemmia. Lo sottolinea Confagricoltura che sta monitorando le conseguenze della siccità. “Se non ci saranno piogge nei prossimi giorni – avverte Confagricoltura - gli acini di uva non ingrosseranno e perderanno colore; insomma non matureranno adeguatamente, con il rischio di poca gradazione. Già veniamo da un’annata di basse rese e c’è il rischio che vengano confermate anche quest’anno; chi ha la possibilità mette in conto irrigazioni di soccorso, che comportano oltre tutto aumenti dei costi aziendali. Al Nord i produttori già si attendono una vendemmia anticipata al 20 agosto”. La carenza d’acqua, e soprattutto le temperature record di questo periodo, stanno causando un deperimento organico delle piante di mais, girasole, soia, bietola. Data la situazione - osserva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - sembra ormai impossibile scongiurare il pesante danno economico. Confagricoltura stima una perdita già avvenuta di 450-500 milioni di euro per il solo settore cerealicolo, che potrebbe essere anche superiore dal momento che si prevede una diminuzione dei raccolti del 20-30% per il mais e del 40-50% per la soia. A ciò si aggiungono, tra l’altro, le perdite di pomodoro e la minore qualità e quantità di frutta estiva. Problemi, avverte Confagricoltura, ci sono anche sul mercato mondiale delle commodity a causa della grande siccità negli Usa, che porterà ad una riduzione dei raccolti cerealicoli di oltre il 30%; un taglio alle produzioni è previsto anche in Ungheria, Romania e Ucraina. Notevoli le ricadute che si avvertono sui mercati internazionali, con un aumento del prezzo del mais di ben 40 euro/tonnellata dall’inizio di luglio.

martedì 17 luglio 2012

SICCITA’, CONFAGRICOLTURA: “FALCIDIATI MAIS E GIRASOLE, RACCOLTI DI SOIA DIMEZZATI, ALLARME PER LA FRUTTA. L’AGRICOLTURA ITALIANA RISCHIA IL COLLASSO DA CALORE”

Fonte: Confagricoltura

La carenza d’acqua e soprattutto le temperature record di questo periodo causano un deperimento organico delle piante di mais, girasole, soia, bietola, falcidiando i prossimi raccolti. Lo sottolinea Confagricoltura che sta monitorando le conseguenze della siccità. Secondo le stime dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, “caldo africano e siccità portano a perdite del 20-30% per il mais e del 40-50% per la soia. Inoltre si prevedono perdite di qualità e quantità per la frutta estiva”. In Emilia Romagna – prosegue Confagricoltura - la situazione è aggravata dal fatto che la distribuzione delle acque irrigue è limitata per problemi alle centrali di pompaggio conseguenti al terremoto, quindi si ha minore afflusso per le irrigazioni di soccorso. Oltre tutto la piovosità nella regione è stata di 25 mm inferiore alla media 1991-2005 (dato Arpa). “La siccità, anche al Nord, non è più un evento episodico ma una situazione strutturale che va fronteggiata – osserva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - con una politica pluriennale imperniata su azioni ed interventi di fondo su obiettivi concreti”. “Occorrono – ad avviso di Confagricoltura - invasi adeguati, politiche indirizzate alla ricerca ed all’innovazione per sostenere le aziende nelle scelte colturali e produttive e per individuare nuove varietà di piante a minore esigenza idrica, finanziamenti per favorire investimenti aziendali per un migliore uso delle acque”. Problemi ci sono anche sul mercato mondiale delle commodity a causa della grande siccità negli Usa, che porterà ad una sensibile riduzione dei raccolti cerealicoli (il 38% del prodotto non è in condizioni ottimali) con conseguente aumento dei prezzi e relative ricadute sui mercati internazionali.

lunedì 15 marzo 2010

Corte Ue verso “no” alla Monsanto sul mangime ogm

FONTE: http://it.greenplanet.net

Tutela brevettuale della sequenza dna, ma non per i derivati "in cui l'informazione genetica non svolge più le funzioni descritte nel brevetto". Le conclusioni dell'Avvocatura. Le conclusioni dell'Avvocato generale emesse a Lussemburgo, dovrebbero indirizzare in modo chiaro la sentenza che riguarda il ricorso relativo alla soia transgenica 'Roundup ready' (Rr), che non è coltivata nell'Ue. I giudici comunitari dovranno determinare se il tratto di Dna modificato e brevettato dalla Monsanto debba essere tutelato in quanto tale, come composto chimico, anche quando è presente non più integro all'interno di prodotti che risultano dalla trasformazione dell'organismo biologico (le piante di soia).
Nelle sue conclusioni, l'Avvocato generale, Paolo Mengozzi, suggerisce alla Corte di stabilire che il brevetto relativo a una sequenza genetica è tutelato nella misura in cui il tratto di Dna modificato svolge effettivamente le funzioni descritte nel brevetto stesso. La protezione giuridica sarebbe assicurata, nel caso specifico in esame, solo per le piante e i semi della soia Rr; non si applicherebbe, invece, alle farine, agli oli o alla lecitina di soia, in cui il Dna modificato non è più in grado di svolgere la funzione per cui è stato brevettato.
L'Avvocato generale ricorda che la direttiva Ue sulle invenzioni biotecnologiche permette di distinguere tra la 'scoperta' (ossia la semplice individuazione di una sequenza genetica senza che ne sia indicata una funzione), che da sola non è brevettabile, e l'"invenzione" (ossia la scoperta corredata dell'indicazione della funzione), che invece lo è.
Tutelare la sequenza genetica sempre e in ogni situazione, spiega l'Avvocato significherebbe riconoscere il brevetto per funzioni non indicate e ancora ignote, ciò che equivarrebbe a consentire la brevettabilità di una semplice scoperta. Inoltre, si assoggetterebbe un numero imprecisato di prodotti derivati al controllo di chi ha brevettato la sequenza genetica della pianta ogm, dal momento che non è possibile sapere fino a quale punto della catena alimentare e dei prodotti derivati possano essere ancora riconoscibili tracce del Dna modificato.