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mercoledì 31 ottobre 2012

SUPERA I 4,4 MILIONI DI QUINTALI LA PRODUZIONE DI UVA TRASFORMATA DALLE CANTINE SOCIALI DI FEDAGRI/CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA

Fonte: FEDAGRI/CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA

Con una diminuzione inferiore all’1% rispetto alla campagna 2011/2012 Il prodotto presenta un ottimo livello qualitativo e un buon equilibrio delle componenti organolettiche

Supera i 4,4 milioni di quintali (-0,81% rispetto all’anno scorso) la produzione 2012 di uva dei 19.000 soci del comparto vitivinicolo di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna (oltre 1.200 addetti per un volume d’affari vicino ai 600 milioni di euro), raggruppati in 31 cantine sociali che rappresentano più del 55% dell’intero raccolto regionale. È quanto dichiara Giovanni Bettini, presidente di Fedagri Emilia Romagna, che sottolinea le differenze, anche sensibili, riscontrate lungo la Via Emilia: se ad esempio nelle aree collinari sprovviste di irrigazione si sono registrati cali produttivi anche significativi, nella provincia di Reggio Emilia si è riscontrato un aumento del 4,6%, mentre in quella di Piacenza la produzione ha subito una contrazione del 19%, passando da 153.000 a 124.000 quintali. “Un dato – afferma il responsabile regionale del Settore Vitivinicolo della Federazione, Ivo Guerra – legato alla violenta grandinata che in luglio ha colpito pesantemente i vitigni di Pinot Nero, Ortugo e Malvasia nel Piacentino. In diminuzione, ma decisamente più contenuta (-7,3%), la produzione anche in provincia di Bologna, dove il conferimento ha raggiunto i 271.000 quintali; ancora più ridotta la contrazione in provincia di Modena, dove la produzione ha sfiorato i 670.000 quintali (-3,2% rispetto al 2011)”. “Nelle altre province dell’Emilia Romagna – prosegue Guerra – il raccolto ha mostrato un incremento, seppur molto differente da una zona all’altra. L’aumento minore si è registrato in provincia di Forlì-Cesena, dove l’uva trasformata si è attestata sui 496.000 quintali (+0,1%), e di Ravenna, dove i conferimenti hanno superato quota 1.700.000 quintali (+0,4%). Più elevato, infine, l’aumento della produzione di uva trasformata dalle cantine sociali di Fedagri in provincia di Reggio Emilia, passata da 1.090.000 a 1.141.500 quintali (+4,6%). “L’uva conferita alle cantine sociali di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna – sottolinea Guerra – presenta quest’anno un livello qualitativo particolarmente elevato ed un buon equilibrio delle componenti organolettiche. Le alte temperature e l’assenza di precipitazioni hanno infatti aumentato la qualità degli acini, preservandoli dalla presenza di muffe e parassiti”. “Nonostante la crisi economica globale che incide pesantemente sugli acquisti – conclude Giovanni Bettini – la campagna di commercializzazione si apre all’insegna del cauto ottimismo, anche in considerazione delle ridottissime giacenze di vino presenti nei magazzini italiani. E quindi, dopo le delusioni registrate negli ultimi mesi in molti settori agricoli, il comparto vitivinicolo potrà con tutta probabilità garantire ai produttori una buona soddisfazione e una giusta remunerazione economica, confermandosi ancora una volta un importante punto di riferimento per le aziende produttrici anche nei momenti di crisi”.

giovedì 20 settembre 2012

VENDEMMIA IN ROMAGNA, RABBONI A IMOLA VISITA LA CANTINA TRE MONTI: BUONA LA QUALITÀ, CONTENUTA LA RIDUZIONE DELLE QUANTITÀ.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione  

Sangiovese e Trebbiano i vitigni regionali più diffusi; cresce il Pignoletto. Nuovi riconoscimenti alla qualità del Sangiovese. Dal 2007 a oggi oltre 190 milioni di euro per il rinnovo dei vigneti, la modernizzazione delle cantine, la promozione. Per il 2013: 23,8 milioni dall'OCM vino e un bando da 3,4 milioni di euro per l'acquisto di attrezzature per le cantine

Uve in generale molto sane e con grappoli ben formati, soprattutto nei casi in cui è stato possibile ricorrere all’irrigazione; gradazioni zuccherine abbastanza elevate e rese di trasformazione dell’uva in vino inferiori alla media. In Romagna si profila una vendemmia caratterizzata da una buona qualità e, stando ai sondaggi fino ad ora effettuati tra cantine e produttori, da una riduzione della quantità più contenuta di quella prevista in Emilia, quantificabile in pochi punti percentuali. E’ stato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni a fare il punto oggi a Imola sull’andamento della vendemmia in regione, con particolare riguardo alla Romagna, durante una visita alla Cantina Tre Monti, una realtà tra le più prestigiose del territorio come testimoniano i numerosi riconoscimenti delle guide del vino, compreso quello recentissimo della rivista americana Wine Spectator. Rabboni ha sottolineato in particolare “la crescita qualitativa in atto ormai da alcuni anni dei vini regionali, oggi in grado di competere anche con produzioni tradizionalmente più blasonate. Una crescita frutto della capacità dei produttori di investire e di innovare, ma anche dell’impegno della Regione che ha saputo sostenere questo impegno. Dal 2007 a oggi le risorse pubbliche per il settore vitivinicolo sono state superiori ai 190 milioni di euro e sono andate essenzialmente al rinnovo dei vigneti, alla modernizzazione delle cantine e alla promozione. Per il 2013 sono previsti nell’ambito dell’ OCM vino ulteriori 23,8 milioni e un bando regionale per oltre 3,4 milioni per acquisto di attrezzature per le cantine”. Anche l’andamento dell’export conferma il buono stato di saluto del vino emiliano-romagnolo. I dati 2011 parlano di una crescita del 15,8% e anche i primi mesi del 2012 confermano il trend. A fronte di un costante calo dei consumi interni, acuito anche dalla difficile congiuntura economica nazionale, quello estero costituisce oggi un canale fondamentale per un fatturato di oltre 306 milioni di euro, Lambrusco e Sangiovese in testa. I due vini continuano a rappresentare, anche dal punto di vista qualitativo, i vitigni più importanti della vitivinicoltura emiliano – romagnola. L’elevata qualità del Sangiovese di Romagna, in particolare, è confermata anche dalla Guida del Gambero Rosso 2013, attualmente in uscita. Su 12 “Tre bicchieri” assegnati a vini emiliano-romagnoli ben 8 sono ottenuti con uve di Sangiovese vinificate in purezza o unitamente ad altri rossi, 3 derivano da Lambruschi, ed uno da Albana, presentata nella versione “passito”.

Calo di produzione contenuto. La situazione per Chardonnay, Albana, Sangiovese, Trebbiano
 La vendemmia 2012 in Romagna è partita quest’anno con notevole anticipo a causa di un’estate particolarmente calda e povera di acqua. Dal 13 agosto è iniziata la raccolta delle varietà precoci, come Chardonnay e Pinot Bianco, caratterizzate comunque da una buona qualità delle uve. Secondo le stime di Assoenologi la produzione di vino in Emilia-Romagna dovrebbe attestarsi nel 2012 intorno ai 6 milioni 130 mila ettolitri, con una riduzione dunque del 5% rispetto all’anno precedente. Va tuttavia detto che la situazione si presenta piuttosto differenziata sul territorio. A fronte di una leggera riduzione in collina per Albana e Sangiovese, il vitigno che presenta una maturazione più regolare anche dal punto di vista del calendario di raccolta è il Trebbiano, localizzato prevalentemente in pianura. La vendemmia del più diffuso bianco regionale è iniziata nella prima metà di settembre, periodo nel quale le piogge di inizio mese, sommate alle irrigazioni di soccorso, dovrebbero consentire un recupero di produzione rispetto a quella inizialmente preventivata.  

La superficie vitata in Emilia-Romagna. Trebbiano e Sangiovese le varietà più coltivate. E’ Ravenna la provincia leader
Al 31 agosto 2012 erano presenti in regione 23.238 aziende con vigneto. Dall’analisi dei dati dello schedario viticolo del 2008 e del 2012 si evidenzia che, a fronte della diminuzione della superficie vitata regionale - passata da oltre 57.000 ettari a circa 52.000 ettari principalmente per effetto del programma di estirpazione – le varietà principalmente coltivate restano Trebbiano romagnolo – 15.065,05 ettari pari al 29,17% del totale regionale – e Sangiovese – 7.693,25 ettari pari al 14,89 per cento. In riduzione risultano Albana (-21% nell’arco degli ultimi 4 anni) e Ancellotta ( -13,85% nel quadriennio). In crescita invece Pignoletto (+6,25). I nuovi impianti in Romagna sono soprattutto effettuati con vitigni bianchi tra i quali Pignoletto, Trebbiano e Chardonnay in linea con un mercato che richiede vini bianchi, facili, frizzanti con profumi giovani e ben definiti. Ravenna si conferma la provincia con la maggiore estensione di superficie vitata.  

Muove i primi passi la Dop Romagna. Buone le prospettive
La nuova Dop Romagna è nata nell’ottobre 2011. Recentemente Il Consorzio Vini di Romagna ha ricevuto dal Ministero delle politiche agricole il riconoscimento “erga omnes”, vale a dire la possibilità di agire nell’interesse di tutti coloro che producono vini a Denominazione d’Origine (DO) in Romagna, diventando di conseguenza, il punto di snodo nella definizione e nel coordinamento esclusivo di tutte le politiche di valorizzazione, oltre che di tutela, delle denominazioni d’origine controllata (DOC e DOCG) della Romagna dei vini. Un’opportunità importante per dare più forza e competitività all’intero comparto. Diverse le iniziative già avviate dal Consorzio, oltre al forte investimento per la partecipazione al Vinitaly 2012. Per il primo anno infatti i vini romagnoli sono stati presentati al London International Wine Fair nel mese di maggio, mentre si sta lavorando per la realizzazione della manifestazione “A week in Emilia – Romagna” che si svolgerà negli Stati Uniti, coinvolgendo le città di Boston, Providence e Cambridge dal 30 settembre al 6 ottobre prossimi con eventi organizzati nei principali ristoranti o in altre location significative.  

La Regione sostiene la richiesta di estendere a tutto il territorio regionale, compreso l’Imolese e le Province di Ravenna e di Forlì-Cesena l’area dell’IGT Emilia
La Regione Emilia – Romagna sostiene la proposta di modifica del disciplinare dell’IGT Emilia per allargare la zona di vinificazione anche alle Province di Ravenna e Forlì-Cesena e al territorio imolese.

In arrivo da Bruxelles tre buone notizie
Intanto sono in arrivo da Bruxelles nell’ambito della riforma della Pac tre buone notizie per il comparto vitivinicolo regionale. Si tratta della possibilità per i produttori di vino di usufruire per la prima volta dei pagamenti diretti; del raggiunto accordo sul “greening” che esonera i viticoltori dall’obbligo di destinare il 7% del loro territorio aziendale alle pratiche ambientali e dell’orientamento ormai prevalente tra i diversi stati di prorogare i diritti di impianto a dopo il 2015.

Nella foto: l'assessore Rabboni, con Sergio Navacchia e i figli David e Vittorio della Cantina Tre Monti

VENDEMMIA 2012, CATANIA: OPERAZIONI DI CONTROLLO DA PARTE DELL’ICQRF FONDAMENTALI PER SETTORE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Le operazioni di controllo effettuate nel corso della presente vendemmia da parte dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari (ICQRF), risultano particolarmente preziose in questo momento per l’intero settore vitivinicolo. L'attività di prevenzione e contrasto delle frodi durante le operazioni di prima trasformazione delle uve e di tutela delle produzioni vinicole di qualità resta un compito molto impegnativo perché richiede attenzione costante ed impegno continuo per difendere un settore così importante per il comparto agroalimentare del nostro Paese”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, ha commentato i risultati delle ultime operazioni, realizzate in tutto il territorio nazionale, dagli ispettori dell’ICQRF nell’ambito dei controlli relativi alla campagna vendemmiale 2012, che hanno portato a una serie di ingenti sequestri. Fra l’altro: - l’ufficio di Cagliari, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica di Cagliari, a prosieguo di una indagine in corso, ha sottoposto a sequestro penale 320.000 litri circa di vino a IGP Isola dei Nuraghi, per un valore stimato in circa 1.800.000 euro, prodotto a partire da vitigni non autorizzati né raccomandati per la Sardegna, contrariamente a quanto previsto dal rispettivo disciplinare di produzione; - l’ufficio di Palermo ha sequestrato 30.000 litri di succo di uve ottenuto presumibilmente a partire da uve da tavola e 285 kg di acido tartarico, detenuto senza la necessaria documentazione di cantina; - l’ufficio di Ancona e l’ufficio di Conegliano hanno sequestrato complessivamente circa 90.000 litri di vino rosso e bianco per detenzione non giustificata dalla documentazione ufficiale di cantina. I controlli dell’Ispettorato continueranno su tutto il territorio nazionale e lungo l’intero periodo vendemmiale al fine di contrastare fenomeni di sleale concorrenza e prevenire avvenimenti fraudolenti a danno dei consumatori.

venerdì 14 settembre 2012

VENDEMMIA SCARSA NEL FERRARESE: MA IL FORTANA SARÀ BUONO

Fonte: Enoteca Regionale Emilia - Romagna

Si produrrà dal 20 al 40% in meno rispetto allo scorso anno, ma le uve sono sane. Il Trebbiano è il vitigno che più ha sofferto questa estate torrida.

Dopo le piogge che hanno dato un po’ di sollievo ai vigneti affaticati da un’estate da record continua la vendemmia in territorio ferrarese. L’escursione giorno-notte ha alleviato le sofferenze delle viti, che hanno dimostrato la loro adattabilità alle condizioni estreme dell’estate dei sette anticicloni, che in tutta la regione hanno determinato da un lato un anticipo, dall’altro una forte eterogeneità nella maturazione delle uve. Il 2012 sarà ricordato per l’intera Emilia Romagna come la più scarsa degli ultimi 50 anni dopo la 2003. “La vendemmia 2012 sconta il gelo dell’inverno passato e la siccità dei mesi appena trascorsi, ma rientra anche in un trend più generale,” Commenta Gian Alfonso Roda, Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna. In tutta Italia dal 1996 al 2011 la produzione è andata calando anche in seguito agli incentivi per l’estirpazione dei vigneti: in alcune regioni il dato attuale è vicino alla metà di quello di 15 anni fa. In questo periodo la produzione emiliano romagnola è diminuita del 18% ma nello stesso tempo ha guadagnato una quota del 14% sul totale Italia superando la Sicilia e posizionandosi al secondo posto per produzione dopo il Veneto. Per il 2012, la produzione si può stimare intorno ai 6.130.000 hl, con un -5% sul 2011 risultante da consistenti perdite di prodotto in alcune aree dell’Emilia e dalla prevista sostanziale stabilità della produzione romagnola.” Dal punto di vista qualitativo se ovunque la siccità ha pressoché azzerato il problema dei parassiti e delle muffe risultando in uve sane e con una forte concentrazione zuccherina, a fare la differenza è stata la possibilità di intervenire con adeguate irrigazioni di soccorso. Ove queste sono state possibili i vigneti non presentano segni di stress idrico, mentre quelli gestiti senza questo tipo di accorgimenti, particolarmente in collina, presentano, oltre al decremento quantitativo, anche un’incognita sulla qualità, rispecchiando una più generale difficoltà che interessa tutto il vigneto nazionale. Il Presidente del Consorzio Tutela Vini DOC Bosco Eliceo Sante Baldini è ottimista circa i risultati della vendemmia in territorio ferrarese, pur confermando una significativa riduzione nelle quantità raccolte: “Siamo ormai a metà della vendemmia, che presenta cali quantitativi che oscillano tra il 20 e il 40% a seconda delle varietà, ma i livelli fenolici, di ph e la gradazione zuccherina sono generalmente buoni. Il vitigno che più ha sofferto la siccità e il caldo nella nostra zona è stato il Trebbiano. La vendemmia è iniziata il 20 agosto con le uve Sauvignon e ad oggi quasi tutto il Merlot è ormai in cantina. Il Fortana si comincerà a raccogliere tra una settimana circa: dalle ultime analisi effettuate le prospettive qualitative per questo vitigno sono incoraggianti, anche se per fare previsioni precise sul risultato nel bicchiere bisognerà aspettare che tutta l’uva sia in cantina.”

giovedì 13 settembre 2012

VENDEMMIA 2012, IN CALO LA QUANTITÀ, MA TIENE LA QUALITÀ. LE PERDITE MAGGIORI NEI TERRITORI COLLINARI E PER LE VARIETÀ PRECOCI.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione  

Rabboni: si annuncia una vendemmia con profili di interesse. Il Lambrusco si conferma leader dell'export tra i vini emiliano-romagnoli. Da Bruxelles l'accordo per il prolungamento a dopo il 2015 dei diritti di impianto, mentre per la prima volta anche i produttori di vino potranno usufruire dei pagamenti diretti.

Bologna - Cala la quantità, ma non la qualità, che si preannuncia decisamente buona specialmente per i rossi e le varietà a maturazione più tardiva. E’ questo il dato più significativo della vendemmia 2012, ormai in corso specialmente per i vini bianchi, su tutto il territorio regionale e che sconta gli effetti, per quanto riguarda rese dei mosti e quantità di uva raccolta, di un’estate caldissima e siccitosa, che è andata a sommarsi alle gelate tardive del mese di aprile. Tuttavia, se le quantità si preannunciano tra le più basse degli ultimi anni, la qualità non dovrebbe destare preoccupazioni, grazie a un mese di settembre decisamente più favorevole, sia sotto il profilo delle precipitazioni che delle temperature, mentre proprio le alte temperature e l’assenza di piogge estive hanno contribuito a una forte concentrazione zuccherina e a una totale assenza di parassiti e muffe. “Si annuncia una vendemmia che, al netto del calo di produzione, presenta profili interessanti, anche sotto il profilo dei prezzi – ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che oggi a Sorbara (Mo) ha visitato la Cantina Paltrinieri– in particolare per il Lambrusco che conferma il suo ruolo di leader dell’export di vini emiliano-romagnoli. Questa fase positiva ha dietro il lavoro di rinnovamento commerciale e produttivo delle aziende, ma anche l’impegno della Regione. Dal 2007 a oggi le risorse pubbliche per il settore vitivinicolo sono state superiori ai 190 milioni di euro e sono andate essenzialmente al rinnovo dei vigneti, alla modernizzazione delle cantine e alla promozione. Oggi in Emilia-Romagna ci sono 4.300 ettari di nuovi vigneti, mentre ne sono stati estirpati 3 mila non più produttivi." Rabboni ha anche annunciato tre “buone notizie per il comparto vitivinicolo” in arrivo da Bruxelles nell’ambito della riforma della Pac. Si tratta della possibilità per i produttori di vino di usufruire per la prima volta dei pagamenti diretti; del raggiunto accordo sul “greening” che esonera i viticoltori dall’obbligo di destinare il 7% del loro territorio aziendale alle pratiche ambientali e dell’orientamento ormai prevalente tra i diversi stati di prorogare i diritti di impianto a dopo il 2015. Per il 2012 la produzione di vino in Emilia-Romagna dovrebbe attestarsi – secondo le stime di Assoenologi - intorno ai 6 milioni 130 mila ettolitri contro i 6 milioni 455 mila ettolitri del 2011. Una riduzione del 5%, che potrebbe raggiungere il 10% in Emilia. La situazione comunque non è omogenea sul territorio regionale. A subire gli effetti dell’anomalo andamento meteo-climatico sono stati infatti soprattutto i territori collinari, non serviti da impianti di irrigazione e le varietà più precoci raccolte già ad agosto. Decisamente migliore la situazione per i vigneti di pianura, soccorsi da adeguate irrigazioni, e per le varietà più tardive, che proprio in questi giorni possono completare regolarmente la maturazione, Lambrusco e Sangiovese in testa.

In crescita l’export del 15,8%. Il Lambrusco “re” dell’export emiliano-romagnolo. La Regione sostiene la proposta di disciplinare IGT “Emilia”
 Ammontano a oltre 7 milioni di euro le risorse stanziate nel 2012 dalla Regione Emilia-Romagna per sostenere la promozione sui mercati esteri e la vendita diretta dal produttore al consumatore. A fronte di un costante calo dei consumi interni, acuito anche dalla difficile congiuntura economica nazionale, l’export costituisce un canale fondamentale, in crescita anche nel 2011 del 15,8% (contro un dato nazionale del 12,4%) per un fatturato di oltre 306 milioni di euro. Tra i vini più apprezzati sui mercati esteri vi è sicuramente il Lambrusco che copre tra il 60 e il 70% in valore del totale delle esportazioni di vini regionali. Un dato di per sé indicativo del crescente successo di questo vino, che negli ultimi ha visto un notevole miglioramento qualitativo grazie al rinnovamento dei vigneti e all’innovazione tecnologica e che può vantare un ottimo rapporto-qualità prezzo. Oggi uno dei problemi del Lambrusco, a fronte di numerosi casi di contraffazione, è quello di garantire l'autenticità e la tipicità di un vino che deve derivare, almeno per l'85%, da uve della stessa Igt, compresa la fase di dolcificazione. Proprio per questo il Consorzio per la tutela vini dell’Emilia, con il forte sostegno della Regione Emilia-Romagna, ha rinnovato al Comitato nazionale vini, dopo una prima bocciatura, la proposta di disciplinare IGT “Emilia”, che prevede l’obbligo, da gennaio 2013, di produrre il Lambrusco IGT nelle Province dove sono prodotte le uve (ovvero tutto il territorio della Regione Emilia – Romagna con l’esclusione della Provincia di Rimini e le province lombarde di Mantova e Cremona). Una prima risposta è attesa per il 18 settembre quando si riunirà la Commissione tecnico normativa del Comitato nazionale.

La vendemmia 2012 in Emilia
In Provincia di Piacenza le uve destinate alle basi spumanti sono state raccolte con un leggero anticipo rispetto alla normalità. Le uve bianche in particolare hanno subito una perdita di peso, che si attesta, secondo le stime, intorno al 15%, dovuta esclusivamente al gran caldo che ha caratterizzato i mesi di luglio ed agosto. Più contenuto il calo previsto per le uve rosse – Barbera e Bonarda - che dovrebbero beneficiare delle migliori condizioni meteo climatiche di settembre. La vendemmia del 2012 è iniziata a Parma circa a metà agosto con le uve Chardonnay che hanno dato una resa in vigna buona, ma con rese basse alla spremitura per lo scarso contenuto di acqua provocato dal gran caldo. Rese in vigna basse (-20%) anche per Moscato e Sauvignon. In cantina la qualità è buona. Nel Reggiano per l’Ancellotta è previsto un calo produttivo del 15 - 20%, mentre per le uve Lambrusco si dovrebbero invece confermare i volumi della scorsa vendemmia. Per quanto attiene i vini bianchi di collina, sono già pressoché ultimate le operazioni di vendemmia per Spergola, Chardonnay e Pinot; si stima una riduzione della produzione di uva attorno al 20 – 25% rispetto al 2011 ed un calo della resa di trasformazione in vino del 5 - 8 %. Simile la situazione in provincia di Modena, con cali della produzione intorno al 5-10% ma con una qualità decisamente buona. La vendemmia del Pignoletto è praticamente terminata; le uve si presentano in buono stato in quanto la quasi totalità dei vigneti è dotata di impianti di irrigazione a goccia. Per i Lambruschi l’equilibrio dei costituenti appare ottimale per ottenere un vino ricco di profumi, grazie anche alle piogge di inizio settembre e al calo delle temperature che permetteranno un ottimale completamento della maturazione. Nel Bolognese si riferiscono cali quantitativi anche del 30-50%, con difficoltà particolari per le uve destinate alla spumantizzazione. Le piogge settembrine hanno dato sollievo ai vigneti e riequilibrato la situazione in particolare per i vigneti a bacca rossa.

In calo la superficie complessiva, ma aumenta quella media aziendale. In aumento le richieste per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti
Al 31 agosto 2012 erano presenti in regione 23.238 aziende con vigneti per una superficie complessiva di 51.652 ettari. Si tratta di un dato complessivamente in calo (nel 2010 la coltura della vite sfiorava i 56 mila ettari, nel 2000 i 60 mila) anche per gli incentivi all’ estirpazione dei vigneti concessi dalla UE. Va tuttavia notato che il settore presenta negli ultimi anni caratteristiche di grande dinamicità, con una spiccata propensione agli investimenti e all’ammodernamento aziendale. Significativo è ad esempio il fatto che la superficie media aziendale coltivata a vite sia in 10 anni (dal 2000 al 2010) passata da 1,35 a 2,21 ettari e che nel 2012 abbiano fatto registrare un significativo aumento le domande per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti: 989 in totale per una superficie interessata di 1.437 ettari e un contributo complessivo di oltre 12 milioni 250 mila euro. Risorse queste che sono andate pressoché integralmente a interventi per la meccanizzazione del vigneto in pianura. Dal 2009 la riconversione e la ristrutturazione dei vigneti ha interessato circa 4.335 ettari.



Le superfici vitate in Emilia Romagna: 
www.agrestetv.it/documenti/Le superfici vitate in Emilia.doc




venerdì 7 settembre 2012

VENDEMMIA: LA PIOGGIA SALVA LA RACCOLTA. PRODUZIONE DI POCO INFERIORE A QUELLA DELLO SCORSO ANNO. I VITIGNI DI CASA TENGONO PIU’ DI QUELLI INTERNAZIONALI. I RISULTATI DELL’OSSERVATORIO VITIVINICOLO DI CONFAGRICOLTURA

Fonte: Confagricoltura

“La scarsità che si temeva fino a qualche settimana sembra scongiurata. Sarà una vendemmia con una produzione di poco inferiore a quella dello scorso anno. E per quanto riguarda la qualità i segnali colti in vigna ci consentono di essere ottimisti: pochissime fitopatie e un andamento soddisfacente del ciclo vegetativo lasciano confidare in un’annata molto buona”. Sono questi i risultati dell’Osservatorio per l’andamento delle colture viticole e del mercato vinicolo di Confagricoltura, che vanta un campione di circa 700 aziende fra le più prestigiose della base associativa e che, ogni anno, in periodo prevendemmiale con uno specifico questionario raccoglie le valutazioni sull’andamento quantitativo e qualitativo delle colture viticole. La produzione vitivinicola italiana del 2012 è stata fortemente condizionata dall’andamento climatico degli ultimi mesi. L’incidenza delle grandinate in alcune aree nei periodi primaverili, la forte carenza idrica di luglio e agosto e le piogge intense della prima settimana di settembre ne hanno determinato l’andamento quantitativo, pur se con differenze fra Nord e Sud e fra uve bianche e rosse. Laddove c’è stata una buona capacità di gestione idrica la vendemmia ha avuto un andamento nella norma, laddove invece la scarsità idrica è stata più forte, al centro in particolare, la vendemmia è stata più problematica. Le maggiori lamentele – da quanto emerge dai risultati dell’Osservatorio - sono arrivate dalla Toscana, Umbria, Lombardia e Emilia Romagna. La carenza d’acqua ha condizionato i volumi delle uve bianche e le alte temperature hanno anticipato la raccolta di almeno 15 giorni. Per i rossi e per le varietà tardive in generale, le precipitazioni di questi ultimi giorni hanno rinfrancato i produttori che, una volta consolidate le condizioni climatiche, hanno valutato in campo l’effetto su volume e qualità. Le regioni del Sud, in generale, hanno beneficiato meno delle piogge degli ultimi giorni. Le previsioni di Confagricoltura sono di un complessivo decremento, ad eccezione della Sicilia, dove si registrano volumi in recupero rispetto allo scorso anno. Ad ogni modo i viticoltori hanno mostrato molta soddisfazione per l’andamento qualitativo e la bassissima incidenza di fitopatie. L’osservatorio evidenzia la diversa risposta dei vitigni autoctoni rispetto a quelli internazionali: i produttori hanno rilevato una minore resistenza dei vitigni internazionali (ad esempio Merlot e Cabernet) rispetto ai vitigni autoctoni (ottimi segnali dal Sangiovese e Primitivo) che sono più forti ed hanno risposto bene alle carenze idriche estive. Per quanto concerne i prezzi delle uve, l’Osservatorio registra un incremento, anche sotto la spinta emotiva delle previsioni iniziali di rese scarse. Tuttavia, l’aumento dei costi di produzione (carburante in primis) preoccupa tutto il settore.“ “La speranza – commenta Confagricoltura - è che il mercato, soprattutto quello internazionale a cui sempre più rivolgiamo l’attenzione, sia in grado di assimilare l’invitabile aumento dei prezzi e continui ad sostenere le nostre esportazioni”.

Dati Provvisori riferiti al mese di agosto 2012:
www.agrestetv.it/documenti/Vendemmia.doc

giovedì 30 agosto 2012

VENDEMMIA: SI SCOMMETTE SU SETTEMBRE. RACCOLTA ANTICIPATA E QUALITA’ OTTIMA, MA SERVE LA PIOGGIA. LE PRIME PREVISIONI DELL’OSSERVATORIO VITIVINICOLO DI CONFAGRICOLTURA.

Fonte: Confagricoltura

“Sarà molto probabilmente una vendemmia scarsa e anticipata, a causa della siccità prolungata; ma per quanto riguarda la qualità, attualmente ottima, si dovranno aspettare il mese di settembre e i primi giorni di ottobre per una conferma.” Sono queste le previsioni di Confagricoltura, sulla base di un primo esame dei dati raccolti dall’Osservatorio vitivinicolo, che conta un campione di oltre 700 aziende tra le più prestigiose nel panorama nazionale, e che nei prossimi giorni, come ogni anno, fornirà un dettagliato resoconto dell’andamento della vendemmia 2012. “Ci attendiamo una diminuzione delle rese dal 10 al 20 per cento. Particolarmente evidente in Lombardia, Trentino Alto Adige, Toscana, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Se il caldo degli ultimi mesi, però, dovesse protrarsi anche in settembre il calo potrebbe essere maggiore; se viceversa le condizioni climatiche saranno favorevoli potremmo recuperare margini produttivi.” “Anche per quanto riguarda la qualità – continua Confagricoltura – il prossimo mese sarà determinante. Attualmente l’uva è sana e se arriveranno le tanto auspicate piogge potremmo confermare una produzione ottima.”

giovedì 9 agosto 2012

UVA, CONFAGRICOLTURA: “IN SICILIA LA VENDEMMIA SI FA DI NOTTE SUPERANDO I PROBLEMI DEL CALDO AFRICANO”

Fonte: Confagricoltura

 “Il caldo africano sta portando a cambiare anche il modo di vendemmiare. Lo insegna una grande azienda come Donnafugata, con i vigneti nel cuore della Sicilia Occidentale, pioniera della “vendemmia notturna” che effettua da 13 anni. L’appuntamento è per venerdì notte e appassionati e clienti la potranno seguire anche in diretta streaming su Internet”. Lo sottolinea Confagricoltura che ricorda come la vendemmia sia ufficialmente partita in tutta Italia anche se si entrerà nel vivo dopo ferragosto. “La vendemmia si presenta inferiore in quantità, a causa della siccità, ma con uve di altissima qualità. Il problema – avverte Confagricoltura – è l’assenza di piogge che può impedire agli acini di ingrossarsi e colorarsi. Chi ha la possibilità mette in conto irrigazioni di soccorso, che comportano oltre tutto aumenti dei costi aziendali. In regioni come il Piemonte, al contrario si contano i danni di maltempo e grandinate”. “Comunque non tutto il caldo viene per nuocere – fa presente Confagricoltura -. In molte zone le alte temperature hanno consentito un processo di maturazione naturale, abbattendo o limitando i trattamenti. Generalmente una primavera climaticamente favorevole, con la giusta alternanza di bel tempo e precipitazioni, ha assicurato alle uve una crescita lineare, senza muffe”.

venerdì 20 luglio 2012

CALDO, CONFAGRICOLTURA: “A RISCHIO ANCHE LA VENDEMMIA. RACCOLTI IN PERDITA E RIALZI DELLE QUOTAZIONI DELLE COMMODITY”

Fonte: Confagricoltura

Se non pioverà entro la fine di luglio e gli inizi di agosto sarà a rischio anche la vendemmia. Lo sottolinea Confagricoltura che sta monitorando le conseguenze della siccità. “Se non ci saranno piogge nei prossimi giorni – avverte Confagricoltura - gli acini di uva non ingrosseranno e perderanno colore; insomma non matureranno adeguatamente, con il rischio di poca gradazione. Già veniamo da un’annata di basse rese e c’è il rischio che vengano confermate anche quest’anno; chi ha la possibilità mette in conto irrigazioni di soccorso, che comportano oltre tutto aumenti dei costi aziendali. Al Nord i produttori già si attendono una vendemmia anticipata al 20 agosto”. La carenza d’acqua, e soprattutto le temperature record di questo periodo, stanno causando un deperimento organico delle piante di mais, girasole, soia, bietola. Data la situazione - osserva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - sembra ormai impossibile scongiurare il pesante danno economico. Confagricoltura stima una perdita già avvenuta di 450-500 milioni di euro per il solo settore cerealicolo, che potrebbe essere anche superiore dal momento che si prevede una diminuzione dei raccolti del 20-30% per il mais e del 40-50% per la soia. A ciò si aggiungono, tra l’altro, le perdite di pomodoro e la minore qualità e quantità di frutta estiva. Problemi, avverte Confagricoltura, ci sono anche sul mercato mondiale delle commodity a causa della grande siccità negli Usa, che porterà ad una riduzione dei raccolti cerealicoli di oltre il 30%; un taglio alle produzioni è previsto anche in Ungheria, Romania e Ucraina. Notevoli le ricadute che si avvertono sui mercati internazionali, con un aumento del prezzo del mais di ben 40 euro/tonnellata dall’inizio di luglio.