...in onda su Telestense Ferrara e Lepida Tv [digitale terrestre] >> orari
Visualizzazione post con etichetta danni da siccità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta danni da siccità. Mostra tutti i post

lunedì 18 febbraio 2013

Ultimi giorni per la presentazione istanze per la siccità 2012




FONTE: PROVINCIA DI FERRARA

Il 2012 è stato un anno da ricordare per le scarse precipitazioni.
La mancanza di pioggia e le alte temperature, associate alla situazione negativa dell’acqua disponibile nel suolo, hanno messo in ginocchio le produzioni agricole, specialmente mais, soia e coltivazioni frutticole del territorio ferrarese.
Il valore del danno stimato è stato superiore ai 260 milioni di euro.
Il settore Ambiente e Agricoltura della Provincia ricorda che sulla Gazzetta Ufficiale numero 5 del 7 gennaio 2013 è stato pubblicato il decreto del ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, col quale si dichiara la modifica del Piano assicurativo agricolo 2012 e l’esistenza del carattere di eccezionalità della siccità verificatasi dal 16 giugno al 31 agosto 2012 nell’intero territorio provinciale.
Per la siccità possono presentare domanda le aziende agricole che hanno subito danni alle produzioni in misura superiore al 30% rispetto alla produzione media annua del triennio precedente, oppure, in alternativa, rispetto alla produzione media annua del quinquennio precedente, escludendo l’anno con la produzione più bassa e l’anno con quella più elevata.
Le domande per richiedere contributi in conto capitale e prestiti agevolati ad ammortamento quinquennale per l’anno in cui si è verificato l’evento dannoso e per quello successivo, potranno essere presentate, sul sistema informatizzato regionale, dalle ditte iscritte all’anagrafe delle aziende agricole della Regione Emilia-Romagna ed aventi il fascicolo aziendale validato, entro le ore 12 del 21 febbraio 2013..
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alle organizzazioni professionali o al servizio impresa e interventi strutturali nelle aziende agricole della Provincia (tel. 0532-299742).

martedì 8 gennaio 2013

COLDIRETTI: PUBBLICATO IL DECRETO CHE RICONOSCE L’ECCEZIONALE SICCITA’ DELL’ESTATE 2012. ENTRO IL 21 FEBBRAIO LE DOMANDE PER I DANNI SUBITI

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Sulla Gazzetta Ufficiale del 7 gennaio 2013 pubblicato il decreto che fissa i termini per la presentazione da parte delle aziende agricole delle richieste di intervento in tutto il territorio provinciale a condizione di aver subito un danno non inferiore al 30%.

Le aziende agricole ferraresi che in ragione dell’eccezionale siccità dell’anno 2012 hanno subito danni non inferiore al 30% della propria produzione lorda vendibile, hanno tempo sino al prossimo 21 febbraio 2013 per presentare domanda ai sensi del decreto 102/2004 di intervento da parte pubblica. Le istanze per richiedere contributi in conto capitale e prestiti agevolati quinquennali possono essere presentare da aziende ricadenti nel territorio della provincia di Ferrara, interamente delimitato, e che a causa dell’eccezionale siccità dei mesi scorsi hanno subito danni alle produzioni in misura non inferiore al 30%, attraverso il sistema informatico regionale, a condizione di avere la regolare iscrizione all’anagrafe delle imprese agricole della Regione ed il fascicolo aziendale validato. “I nostri uffici di zona sono già operativi – commenta il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – per supportare gli associati nella predisposizione delle istanze, e come sempre faremo tutto quanto richiesto e previsto per inoltrare le domande di intervento previste dalla legge. Tuttavia sappiamo bene che le risorse disponibili sono molto limitate e che arriveranno a distanza di parecchi mesi, se non di anni, dal momento del danno effettivo. La raccomandazione è quindi di considerare, al di là del danno subito e del possibile risicato indennizzo in conto capitale, anche gli altri aspetti legati al provvedimento, come ad esempio la riduzione dei contributi previdenziali. Ed in ogni caso, a tenersi in contatto con i nostri tecnici sul territorio, nei rispettivi uffici, al fine di non perdere nessuna opportunità riguardo la propria attività aziendale. Peraltro da tempo riteniamo che gli interventi ex post abbiano un senso molto limitato in quanto a supporto effettivo per le imprese e che occorra percorrere tutte le vie per ottimizzare lo strumento assicurativo, l'unico in grado di dare una risposta efficace in caso di danno alle produzioni ed ai redditi aziendali. Sotto questo punto di vista occorre un impegno complessivo per rendere più sopportabile il costo delle polizze e calibrare al meglio i premi in relazione ai possibili risarcimenti per le diverse colture.”

mercoledì 2 gennaio 2013

INVASI IRRIGUI, DALLA REGIONE 10 MILIONI DI EURO PER CONSORZI DI AGRICOLTORI CHE REALIZZERANNO "LAGHETTI" INTERAZIENDALI

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione  

Rabboni: stoccare e conservare l'acqua per prevenire i danni della siccità e del cambiamento climatico. Domande entro il 5 aprile.

La prolungata siccità della scorsa estate ha dimostrato quanto grave possa essere il problema della disponibilità di acqua in agricoltura. Per questo la Regione ha approvato il secondo programma regionale per la realizzazione di invasi idrici interaziendali per l’irrigazione e l’allevamento. A disposizione ci sono 10 milioni e 25 mila euro nell’ambito della misura 125 del Programma di sviluppo rurale. Le risorse serviranno a erogare contributi agli agricoltori che, unendosi in consorzi di almeno 10 imprese, realizzeranno invasi di raccolta delle acque al servizio delle imprese agricole aderenti al consorzio stesso, in una dimensione compresa tra 50 mila e 250 mila metri cubi. Gli investimenti ammessi potranno avere una dimensione finanziaria tra 100 mila e 1 milione di euro. L’aiuto sarà concesso sotto forma di contributo in conto capitale e potrà coprire fino al 70% del totale della spesa. Le domande possono essere presentate, entro il prossimo 5 aprile 2013. “Il cambiamento climatico ci obbliga a fare i conti con estati sempre più calde e siccitose. Per questo è importante garantire alle colture la possibilità di essere irrigate attraverso la preventiva raccolta e conservazione dell’acqua – ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - I ‘laghetti’ interaziendali che finanziamo con questo programma hanno appunto lo scopo di favorire l’accumulo di acqua nelle stagioni più piovose, per poterla poi utilizzare quando invece scarseggia, in alternativa a quella di falda che va preservata il più possibile, anche per evitare i problemi di subsidenza”. Sono sette gli invasi irrigui interaziendali, destinati a soddisfare i fabbisogni idrici di oltre 140 imprese agricole e zootecniche, già finanziati dalla Regione nel 2012 con 4 milioni e 190 mila euro. La nuova iniziativa presenta, oltre a un maggiore plafond finanziario, anche un altro elemento di novità: il numero di imprese necessarie per la costituzione del Consorzio di scopo è stato ridotto da 20 a 10. Priorità sarà inoltre riconosciuta ai progetti al servizio di territori collinari e montani; a quelli che coinvolgono un più ampio numero di imprese oltre il livello minimo, alla maggior estensione delle superfici asservite o alla realizzazione ex novo di invasi con relative reti di adduzione. Il bando è consultabile sul Bollettino Ufficiale della Regione dell'11 dicembre 2012.

mercoledì 14 novembre 2012

AL SENATO BANCHE FERRARESI E ISMEA. FERRARA LABORATORIO DEL CREDITO PER CRISI DI LIQUIDITÀ.

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

A Palazzo Bologna a Roma, una delegazione degli istituti bancari che hanno aderito al progetto presentato l'8 novembre alla Consulta provinciale dell'agricoltura guidata dall'assessore Stefano Calderoni, ha incontrato il presidente dell'Istituto di riordino fondiario (Ismea), Arturo Semerari, e la senatrice Maria Teresa Bertuzzi. L'accordo, condiviso in Consulta, prevede un plafond di 50 milioni per la concessione di prestiti bancari alle imprese agricole vittime della siccità a tassi agevolati, a partire dal 3 – 3,5 % , e della durata fino a 36 mesi. "L'incontro - afferma l'assessore Calderoni- aveva come obiettivo quello di costruire le condizioni necessarie per garantire che queste risorse possano essere erogate agli agricoltori in tempi certi, snellendo la mole di burocrazia delle procedure per la copertura del rischio. Questo accordo – continua - si è reso necessario alla luce dei gravi danni provocati dalla siccità e dopo un'annata agraria così difficile, senza l'immissione di risorse si sarebbe rischiata la fine di moltissime nostre aziende. Risorse accessibili e snellimento delle procedure – conclude Calderoni - sono i due elementi necessari per dar risposte alle 7.000 aziende del territorio colpite duramente da questa emergenza”. Per Maria Teresa Bertuzzi “la discussione è stata proficua, sono stati individuati i punti di criticità e in un buon clima di ascolto reciproco e confronto. Si è fissato poi un successivo incontro operativo a Ferrara – precisa - per il prossimo 21 novembre tra le banche aderenti, Ismea, Agrifidi, Consorzio di difesa, associazioni di produttori e mondo cooperativo, per perfezionare e chiarire gli aspetti più complessi delle procedure. Lanciare a Ferrara questo progetto pilota tra i vari attori coinvolti – termina la parlamentare ferrarese - significa fare della nostra provincia un laboratorio nazionale della gestione del credito verso le imprese agricole".

lunedì 5 novembre 2012

IL PACCHETTO PRESTITI DELLE BANCHE SARÀ PRESENTATO ALLA CONSULTA AGRICOLA PROVINCIALE. GIOVEDÌ 8 NOVEMBRE IN CASTELLO ESTENSE

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Si riunirà giovedì 8 novembre alle 10,30 la Consulta agricola provinciale, nella sala del Consiglio provinciale in Castello Estense. A convocarla è l’assessore provinciale all’Agricoltura, Stefano Calderoni, per presentare alle rappresentanze territoriali del settore primario l’accordo raggiunto con le banche in merito al pacchetto prestiti, messo in atto con lo scopo di fronteggiare l’evento calamitoso della prolungata siccità che ha colpito le campagne ferraresi durante l’estate scorsa.

martedì 23 ottobre 2012

TERREMOTO: SU "AGRICOLTURA" DI OTTOBRE GLI AIUTI DEL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Il bando regionale per l’attivazione della Misura 126 del Programma di sviluppo rurale, che ha messo a disposizione circa 100 milioni di euro per aiutare le aziende agricole ed agroalimentari delle zone colpite dal terremoto; le conseguenze della siccità estiva sui raccolti del mais, con una perdita di produzione che in regione ha in media sfiorato il 60%; i problemi della gestione della fauna selvatica nel territorio regionale. Sono alcuni degli argomenti di attualità di cui si occupa il numero di ottobre (10/2012) di “Agricoltura”, il mensile della Regione Emilia-Romagna in questi giorni in distribuzione. Nell’editoriale di apertura, l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, si sofferma sui nuovi strumenti che sono stati messi in campo negli ultimi tempi per migliorare il governo dell’offerta dei prodotti agricoli in alcuni dei importanti comparti produttivi, a partire dal decollo dei tre Organismi interprofessionali del pomodoro da industria e, più recentemente, delle carni suine e della pera. In sommario, tra gli altri servizi, i principali punti del “Pacchetto qualità” varato qualche settimana fa dall’Europarlamento, l’illustrazione del decreto interministeriale in vigore dal 24 ottobre sulle nuove regole per contratti di vendita dei prodotti agroalimentari e il piano della Commissione di Bruxelles per la riforma del settore vitivinicolo europeo. Nella sezione “Ricerca e sperimentazione” si parla di un progetto per il recupero e la valorizzazione di alcune varietà autoctone di anguria in cui è coinvolto anche il Crpv di Cesena e dei risultati dell’attività di selezione in Emilia-Romagna di nuovi portainnesti di pero. Completano il numero un dossier sull’alimentazione dei bovini da latte o uno speciale dedicato alla meccanizzazione agricola in vista dell’Eima International, in programma a Bologna dal 7 all’11 novembre prossimo. “Agricoltura” di ottobre 2012, oltre che in versione cartacea, è consultabile on line all’indirizzo www.ermesagricoltura.it/Informazioni/Agricoltura, sia nel formato tradizionale sia in quello sfogliabile.

mercoledì 5 settembre 2012

SICCITÀ, CATANIA: STIAMO LAVORANDO PER EMERGENZA MA SERVE STRATEGIA A LUNGO TERMINE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 “Il fenomeno della siccità vissuto dal nostro Paese negli ultimi mesi ha assunto indubbiamente proporzioni eccezionali, ma tutto lascia pensare che, nel quadro dei cambiamenti climatici in atto, ci troveremo sempre più spesso ad affrontare situazioni caratterizzate da piogge meno frequenti ma più copiose. Per questo è fondamentale, aldilà degli interventi sull’emergenza, lavorare a una politica di più ampio respiro sul medio e sul lungo termine per affrontare in maniera organica il problema delle risorse idriche sia sul fronte della gestione che su quello infrastrutturale”. Lo ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania al termine dell’incontro straordinario con i rappresentanti delle Regioni per affrontare le conseguenze dell’emergenza siccità sull’agricoltura italiana. “Nel corso della riunione – ha aggiunto il Ministro - abbiamo effettuato un’approfondita disamina della situazione contingente, concordando sulla necessità di completare rapidamente il quadro degli adempimenti necessari per il riconoscimento dell’eccezionale avversità atmosferica, a partire dalla valutazione dei danni registrati che non è stata ancora completata. Abbiamo riflettuto sulla possibilità di rappresentare la situazione generale sia in Conferenza Stato-Regioni che di fronte al Governo nel suo complesso, affinché a tutti i livelli ci sia l’esatta percezione dell’entità del fenomeno per poi verificare se sia possibile applicare il meccanismo di parziale ristoro del danno subito dalle imprese agricole. Inoltre siamo riusciti ad ottenere l’anticipo dei contributi comunitari che, quest’anno, verranno erogati a partire del 16 ottobre”. “Questo rappresenta però un piano d’azione che si limita al breve periodo, ma è fondamentale ragionare in prospettiva e in questo senso ho registrato la disponibilità degli assessori a lavorare per raggiungere una maggiore diffusione delle coperture assicurative per questo tipo di rischio, raccogliendo anche l’invito arrivato dalla Commissione europea, garantendo il contributo pubblico per la sottoscrizione di queste polizze”. “Sempre nell’ottica del medio-lungo periodo ritengo estremamente importante approfondire il tema degli orientamenti colturali che, soprattutto in alcune aree del Paese, espongono gli agricoltori a forti rischi, e quanto accaduto con le coltivazioni di mais negli ultimi mesi ne è testimonianza. È ovvio che, in un’economia di mercato, spetta alle imprese fare le proprie scelte, ma il nostro obiettivo deve essere quello di fare in modo che si tratti di scelte consapevoli”. “In prospettiva il tema dell’acqua è, ovviamente, di un’importanza capitale, perché se non affrontato nella maniera giusta è in grado di condizionare lo sviluppo nei prossimi decenni. Non possiamo permettere che il consumo civile, quello agricolo e quello industriale entrino in competizione tra loro. Servono nuove infrastrutture e opere irrigue, serve una corretta manutenzione della rete, ma serve soprattutto che questo tema assuma la dovuta centralità. Proprio per questo abbiamo mobilitato 600 milioni di euro per opere relative alla rete irrigua nazionale, ma questo non basta: mi sono infatti confrontato con il Ministro Fabrizio Barca sulla necessità di mobilitare una parte significativa dei fondi regionali e di coesione, oltre a quelli della Pac, per avviare un grande intervento pluriennale sull’acqua”.

SICCITA’,CONFAGRICOLTURA: ”BENE GLI INTERVENTI DEL GOVERNO. ORA LE REGIONI CHIUDANO AL PIU’ PRESTO I DOSSIER”

Fonte: Confagricoltura

Confagricoltura apprezza i provvedimenti a favore delle aziende agricole colpite dalla siccità annunciati questa mattina dal ministro per le Politiche agricole Mario Catania, al termine della riunione straordinaria con gli assessori regionali. “Particolarmente importante - sottolinea l’Organizzazione agricola - è che vengano rapidamente chiuse da parte delle Regioni le procedure per la richiesta di eccezionale avversità atmosferica, per dare modo al ministro di rappresentare la situazione alla conferenza Stato-Regioni e al Governo. Sarà così possibile ottenere l’ampliamento del parziale ristoro dei danni attualmente previsto dalla normativa, attivare gli sgravi contributivi e sensibilizzare il sistema bancario per una maggiore disponibilità verso le aziende colpite”. “E’ già una buona notizia – commenta Confagricoltura – che il ministro abbia annunciato di avere ottenuto da Bruxelles l’anticipo al 16 ottobre degli aiuti Pac previsti tra dicembre e febbraio.” Per quanto riguarda gli interventi più a lungo periodo, indicati dal ministro Catania per far fronte agli effetti dei cambiamenti climatici in atto, Confagricoltura condivide la necessità di un forte impegno comune sul tema delle coperture assicurative, sulla strada già indicata dalla Ue. E su quello, veramente strategico, dell’acqua. “Ben vengano – sottolinea Confagricoltura - tutte le iniziative del governo per destinare nuove risorse vengano ad corretta manutenzione della rete idrica, all’avvio di nuove opere strutturali e infrastrutturali, e ad un corretto utilizzo delle acque da parte di tutti gli utenti.

SICCITÀ, RABBONI "PESANTI I DANNI, IL GOVERNO NON PUÒ NON RICONOSCERE LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE. PER I RISARCIMENTI AL MOMENTO SOLO LE RISORSE DEL FONDO DI SOLIDARIETÀ NAZIONALE, MA SONO ASSOLUTAMENTE INSUFFICIENTI." A ROMA LA RIUNIONE DELLE REGIONI CON IL MINISTRO CATANIA

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Bologna - "I danni provocati dalla siccità sono particolarmente pesanti con conseguenze non solo sull’agricoltura, ma sull’intera economia di alcune importanti aree del Paese. Nella sola Emilia-Romagna sono intorno al miliardo di euro e si sommano a quelli del terremoto. Il Governo non può non riconoscere la gravita della situazione e dare risposte adeguate.” Così l’assessore regionale all’agricoltura emiliano-romagnolo Tiberio Rabboni al termine della riunione delle Regioni con il Ministro dell’agricoltura Mario Catania sulla siccità. “E’ stata una riunione interlocutoria – ha spiegato Rabboni - il ministro non ha potuto infatti darci alcuna garanzia sulle risorse per i risarcimenti, ma ha espresso la sua intenzione di sottoporre la questione al Governo. Da parte nostra faremo altrettanto attraverso la Conferenza delle Regioni. Al momento infatti gli unici finanziamenti disponibili sono quelli del Fondo di solidarietà nazionale in dotazione alla Protezione civile, ma sono assolutamente insufficienti e con tempi molto lunghi di erogazione. Le aziende agricole invece hanno bisogno di risorse adeguate e tempestive, in particolare sul fronte del credito, così da essere in grado di affrontare la prossima campagna agraria, fatto questo che al momento non è assolutamente scontato”. “Più interessante” secondo Rabboni l’esito dell’incontro per quanto riguardo gli interventi che potranno essere avviati per il futuro, in particolare per quanto riguarda il rafforzamento delle coperture assicurative e per aumentare la disponibilità di acqua ad uso irriguo. “Catania ci ha confermato che lavorerà per aumentare la copertura assicurativa per questo tipo di calamità, rimuovere i troppi vincoli posti attualmente dalle compagnie ed aumentare il contributo pubblico a favore delle imprese agricole che scelgono di assicurarsi.” Quanto agli interventi sul fronte irriguo, il ministro ha “prospettato la possibilità di utilizzare tutti i Fondi strutturali europei, agricoli e non agricoli, per avviare una grande piano di infrastrutturazione idrica per il Paese e ha accolto la mia proposta di rimettere in circolo le risorse non usate del Piano irriguo nazionale per avviare interventi sul territorio”.

giovedì 30 agosto 2012

SICCITÀ, 1 MILIARDO DI DANNI ALL'AGRICOLTURA EMILIANO-ROMAGNOLA. I RISULTATI DELLA RILEVAZIONE COMPIUTA DALLE SINGOLE PROVINCE. RABBONI: UN DANNO INSOSTENIBILE PER MOLTE IMPRESE E PER L'INTERO SETTORE. CHIEDIAMO UN SOSTEGNO TEMPESTIVO E ADEGUATO DAL GOVERNO.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Bologna - Ammonta a oltre 1 miliardo di euro, pari a una perdita di oltre il 35% dell’intera produzione, la stima dei danni che la siccità ha provocato all’agricoltura emiliano-romagnola. Il dato emerge da una rilevazione realizzata dalle singole Province, secondo la quale i comparti più colpiti, con perdite superiori al 50 %, sono quelli del mais da granella, delle foraggere e delle piante industriali (pomodoro da industria, barbabietole, girasole), ma con perdite rilevanti anche per ortofrutta e viticoltura. “Si tratta per il momento solo di una stima – commenta l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – ma la dimensione del danno è comunque senza precedenti. Un danno insostenibile per tantissime imprese e, per il settore, una battuta d'arresto difficilmente recuperabile nel breve periodo, con conseguenze negative sull'agroindustria regionale, sull'indotto e sull'intera economia emiliano-romagnola. Per queste ragioni chiediamo al Governo un intervento di sostegno tempestivo ed adeguato.” “Non possiamo assolutamente considerare adeguato ad esempio – aggiunge l’assessore emiliano-romagnolo - l'indennizzo di 2,5 milioni di euro, pari al 3,7% degli oltre 70 milioni di danni rilevati, riconosciuto recentemente dal Fondo di Solidarietà Nazionale alle strutture agricole della Romagna danneggiate dal “nevone” del febbraio scorso. Questa volta non possiamo accontentarci di indennizzi poco più che simbolici". Ma non solo. La grave siccità di questa estate deve diventare l’occasione, secondo Rabboni, per affrontare - Governo e Regioni insieme - le due grandi debolezze che amplificano i danni del cambiamento climatico in atto: l'eccessiva onerosità delle assicurazioni che ne ostacola la diffusione tra gli agricoltori e l'insufficiente sviluppo nei territori e nelle imprese agricole delle possibilità di irrigazione strutturale. Su quest’ultimo aspetto in Emilia-Romagna gli interventi in corso sono diversi: dalla realizzazione di invasi interaziendali con risorse del Psr, al riutilizzo delle ex cave, ai progetti di sviluppo e modernizzazione della rete che porteranno nuova irrigazione su 23.000 ettari del distretto del Canale Emiliano-Romagnolo, alla ristrutturazione di una parte di impianti ferraresi ed emiliani per ridurne le perdite, alla diffusione di "irrinet" sistema per ottimizzare l'irrigazione. “Anche su questo - sottolinea Rabboni - chiediamo al Governo di sostenere il superamento delle criticità con decisioni e risorse, a partire dal finanziamento di un nuovo blocco di progetti irrigui elaborati dai nostri Consorzi di Bonifica, l'adeguamento della normativa sulle acque reflue per un loro impiego irriguo, l'uso irriguo ed equo delle acque già stoccate negli invasi esistenti e un costo accessibile per le assicurazioni antisiccita'”

COLDIRETTI: IL MALTEMPO IN ARRIVO NON SERVIRA’ A SALVARE LE COLTURE. PERSO 1 MLD DI EURO IN ITALIA

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Secondo le stime di Coldiretti in Italia questa anomala estate di caldo e siccità ha provocato danni per circa 1 mld di euro che non potranno essere recuperati con l’arrivo previsto delle piogge nei prossimi giorni. Timori per ulteriori danni dai temporali e dal dilavamento dei terreni.

Il maltempo con la pioggia arriva troppo tardi per salvare le coltivazioni nei campi dove si contano perdite per un miliardo di euro dovute al caldo e alla siccità estiva piu’ grave da quasi dieci anni che ha bruciato dal 30 per cento dei raccolti nazionali di mais fino al 40 per cento di quelli di soia, ma forti riduzioni sono previste per la barbabietola da zucchero e per il girasole (-20 per cento), senza dimenticare il calo del 10 per cento nella produzione di latte dovuto allo stress da afa delle mucche. Nella nostra provincia i danni sono particolarmente rilevanti, con punte del 90-100% per il mais che non è stato possibile irrigare e di oltre il 50% per la soia, senza dimenticare la frutta autunnale, ridotta in quantità e pezzatura. E’ quanto emerge dal bilancio tracciato dalla Coldiretti in occasione dell’arrivo di Poppea, la prima perturbazione a carattere autunnale con piogge e temporali che colpira' il centro nord fino alla Campania. Le precipitazioni in questa fase - sottolinea la Coldiretti - sono importanti per spegnere gli incendi e ripristinare le scorte idriche nei terreni, negli invasi, nei laghi e nei fiumi a secco in vista delle prossime semine e per salvare alcune colture in campo ma in generale arrivano troppo tardi e rischiano peraltro di aggravare i danni soprattutto se accompagnate da grandine, come previsto. Se la pioggia è intensa i terreni secchi - precisa la Coldiretti la Coldiretti - non riescono ad assorbire l'acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento con il pericolo di frane e smottamenti mentre la grandine provoca danni irreparabili alle colture in campo come le uve pronte per la vendemmia. Siamo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici nei confronti dei quali occorre intervenire con interventi finanziari per affrontare l’emergenza ma anche con misure strutturali con le opere - conclude la Coldiretti - per la conservazione della acqua con il necessario potenziamento degli invasi per l’avvenuta modifica della distribuzione della pioggia. Un pensiero espresso da Coldiretti non solo in questi giorni ma ormai da parecchio tempo, anche con iniziative pubbliche, tra le quali ricordiamo il convegno “Si vive d’acqua: agricoltura, sicurezza del territorio e società”, svolto nell’ormai lontano settembre 2006, nel corso del quale si erano già prefigurate molte delle problematiche che nel corso degli anni aziende agricole e comuni cittadini hanno dovuto affrontare, certamente aggravata in questo biennio 2011-2012 da una scarsità di precipitazioni eccezionale e da alte temperature che hanno pesantemente influenzato da un lato le falde, ormai allo stremo, e dall’altro il ciclo vegetativo delle piante, incapaci di assorbire l’acqua che nonostante le difficoltà non è quasi mai mancata nei canali. E’ quindi improcrastinabile, a fronte degli ormai evidenti mutamenti climatici, approcciare in modo serio e concreto le misure strutturali che possano contribuire a gestire meglio e correttamente la “risorsa” acqua, indispensabile per tutti quanti, aziende agricole, cittadini, ambiente, territorio.

mercoledì 29 agosto 2012

IL MINISTRO MARIO CATANIA IN CASTELLO ESTENSE DOMENICA 2 SETTEMBRE PER TOCCARE CON MANO IL PROBLEMA DELLA SICCITÀ NELL’AGRICOLTURA FERRARESE

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Domenica 2 settembre nella tarda mattinata il ministro Mario Catania sarà in Castello Estense. Invitato dalla senatrice Maria Teresa Bertuzzi e dall’amministrazione provinciale, il titolare del Ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali, toccherà con mano i problemi della siccità che da mesi sta colpendo duramente le campagne ferraresi. L’incontro si svolgerà nella sala del Consiglio provinciale davanti al plenum della Consulta territoriale per i problemi agricoli. “Un problema che da tempo stiamo sollevando a gran voce e che stiamo seguendo con preoccupazione quello della siccità nell’agricoltura ferrarese – dice l’assessore provinciale Calderoni – con perdite dei raccolti in media del 40% e con un danno economico valutato sui 260 milioni di euro. C’è quindi la necessità urgente di intervenire con strumenti straordinari – continua - perché è a rischio la tenuta stessa delle imprese agricole del territorio”. “Il 2 agosto – continua la senatrice Maria Teresa Bertuzzi, anch’essa presente all’incontro di domenica con il ministro - ho presentato una risoluzione, approvata all'unanimità dalla commissione Agricoltura del Senato, che chiedeva al Governo di intervenire nelle aree più colpite da una siccità come non si era mai vista, i cui effetti sono apparsi da subito drammatici”. La prima azione sollecitata nel testo è stata la delimitazione immediata delle aree colpite, come è stato fatto nella provincia di Ferrara. “Abbiamo poi chiesto – prosegue la parlamentare ferrarese - di aumentare la dotazione del Fondo di Solidarietà nazionale con risorse adeguate, per far fronte alle perdite subite dalle imprese, con la riduzione anche dei contributi previdenziali”. “Non è piaggeria. Il nostro territorio – conferma - è messo realmente a dura prova in questi mesi e per questo ho ritenuto importante, insieme con la Provincia, che il ministro Catania prendesse visione delle nostre campagne e potesse sentire direttamente la voce delle istituzioni locali e dei rappresentanti economici e sociali, anche per capire quali possono essere le azioni che il Governo è in grado di mettere in campo. Il rapporto fra cittadini e imprese colpite – conclude - deve essere ancora più stretto in momenti come questo”.

giovedì 23 agosto 2012

SICCITA’, GUIDI (CONFAGRICOLTURA) SCRIVE AL MINISTRO CATANIA: “ZOOTECNIA IN GINOCCHIO PER GLI ALTI COSTI DI ENERGIA E ALIMENTAZIONE. LA DRASTICA RIDUZIONE DEI RACCOLTI MONDIALI E DEGLI STOCK HA PORTATO AD AUMENTI RECORD PER MAIS E SOIA”

Fonte: Confagricoltura

 “Tra i molti i danni, diretti ed indiretti, provocati o aggravati dalla siccità non vanno dimenticati quelli che sta sopportando la zootecnia”. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi che ha scritto una lettera al ministro per le Politiche agricole Mario Catania sollecitando la riapertura di uno o più “tavoli di confronto” tra i componenti delle varie filiere zootecniche “per affrontare la difficile situazione di mercato e definire un’intesa che salvaguardi le produzioni nazionali”. Ad avviso di Guidi si è delineato un quadro economico insopportabile per le aziende zootecniche che si aggrava giorno dopo giorno, nel silenzio e nel disinteresse complessivo verso la loro situazione. “Strette nella morsa dell’aumento dei prezzi delle principali materie prime, del costo del petrolio e dei suoi derivati e della riduzione dei prezzi dei prodotti, le imprese zootecniche italiane sono ormai allo stremo. Rischiamo di perdere un tessuto produttivo vitale e fondamentale per il made in Italy agroalimentare”. A causa della siccità, la peggiore degli ultimi 55 anni che sta danneggiando le colture cerealicole del Midwest degli Stati Uniti ma anche altri grandi paesi produttori come la Russia oltre che flagellando le campagne italiane, si prevede – ha ricordato il presidente di Confagricoltura - una drastica riduzione delle produzioni cerealicole che determinerà una flessione degli stock mondiali in particolare di mais (-8%, scendendo a quota 123 milioni di tonnellate) e soia (-4%, attestandosi a poco più di 53 milioni di tonn) ed avrà ripercussioni negative durature su mercati e approvvigionamenti. “I prezzi dei cereali sono alle stelle con aumenti record insostenibili”. Ha concluso il presidente di Confagricoltura Guidi: “Salvaguardare la vitalità delle imprese zootecniche, messa in discussione da eventi eccezionali e straordinari, deve rappresentare, soprattutto in questa fase difficile dell’economia, una priorità sia per il nostro Governo che per l’Unione Europea”.

martedì 21 agosto 2012

SICCITÀ, CATANIA: EMERGENZA IMPONE UNA STRATEGIA SUL LUNGO PERIODO CHE TUTELI E VALORIZZI RISORSE IDRICHE NAZIONALI

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 “La drammaticità della situazione a cui ciclicamente è sottoposto il nostro territorio dalla siccità, che in questi giorni colpisce severamente alcune delle nostre più importanti regioni agricole, impone una riflessione che vada oltre l'emergenza, per la quale gli uffici del Ministero sono comunque mobilitati. Il tema dell'acqua è sempre più chiaramente una delle questioni centrali per il futuro economico e per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese. Finora, per fronteggiare l’emergenza, abbiamo deciso di accelerare le procedure per dichiarare lo stato di calamità naturale e abbiamo avviato l’iter per ottenere dalla Commissione europea l’autorizzazione all’erogazione degli anticipi Pac 2012 a partire dal prossimo 16 ottobre, accorciando di circa 50 giorni i tempi previsti dalle scadenze comunitarie, in modo da garantire ai nostri agricoltori un sostegno in una fase di difficoltà produttiva. Per affrontare in modo sistematico la questione convocherò al più presto una riunione con gli assessori regionali all’Agricoltura con i quali esaminerò non solo i provvedimenti necessari sul breve periodo, ma anche una strategia nazionale per l’acqua”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, sul problema della siccità, annunciando la convocazione di un incontro con gli assessori regionali all’Agricoltura.

SICCITÀ - RABBONI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AL MINISTRO: "RICONOSCIMENTO DELL'EVENTO ECCEZIONALE E MISURE IMMEDIATE PER LE AZIENDE DANNEGGIATE, MA ANCHE UN PIANO NAZIONALE DI MEDIO-LUNGO PERIODO."

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione  

INVASI INTERAZIENDALI PER RENDERE LA DISPONIBILITÀ DI ACQUA INDIPENDENTE DALL'ANDAMENTO METEOROLOGICO.

Bologna - Un incontro urgente con il Ministro delle politiche agricole e le altre Regioni colpite dalla siccità, per definire misure straordinarie di sostegno alle imprese danneggiate, ma anche per mettere a punto un Piano nazionale in risposta al cambiamento climatico in atto. E’ quanto chiede l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. “Abbiamo già avviato le procedure per la dichiarazione dell’eccezionalità dell’evento, una strada da preferire, a nostro parere, al riconoscimento della stato di calamità, che in base alla nuove disposizioni comporterebbe automaticamente l’aumento delle accise nel territorio regionale. La dichiarazione di evento eccezionale permetterà di mettere in campo da subito un pacchetto di misure importanti a favore delle imprese colpite. Tuttavia occorre anche andare oltre l’emergenza. Per questo chiederò al Ministro anche un Piano nazionale per affrontare un problema che appare ormai strutturale”. Per Rabboni la soluzione di fondo non può che essere una: “rendere la disponibilità di acqua per l’irrigazione indipendente dall’andamento meteorologico, creando una rete di piccoli e medi invasi in cui stoccarla nei momenti di maggiore abbondanza. Come Regione Emilia-Romagna ci stiamo già muovendo in questa direzione. Dopo i sette invasi interaziendali finanziati a luglio, usciremo nelle prossime settimane con un nuovo bando per 10 milioni di euro. Il nostro obiettivo è di destinare a questo scopo anche le cave in cui è terminata l’attività estrattiva”.  
Cosa prevede la dichiarazione di evento eccezionale
La dichiarazione di evento eccezionale, che deve essere accompagnata dal riconoscimento dell’inadeguata copertura delle assicurazioni stipulate da parte delle aziende a fronte dei danni subiti, permetterà di ottenere la compensazione di una parte del prodotto perduto grazie al Fondo di solidarietà nazionale, l’esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali, assistenziali e fiscali per gli imprenditori e loro dipendenti, il trattamento di integrazione salariale per i lavoratori agricoli, l’anticipazione a ottobre del 50% del premio PAC spettante. Questi interventi potranno affiancare gli impegni già assunti dalla Regione Emilia-Romagna per il raddoppio della fornitura di carburante agevolato da utilizzare per le operazioni irrigue e per la realizzazione dei nuovi invasi irrigui interaziendali.  
Il punto sulla situazione meteo climatica: da lunedì 27 una perturbazione poi ancora sole
Fra lunedì 27 agosto e domenica 2 settembre una perturbazione di origine atlantica porterà un po’ di refrigerio anche nelle campagne, con precipitazioni a prevalente carattere temporalesco e temperature in diminuzione. Poi il sole tornerà a prevalere almeno fino a domenica 16 settembre. Le previsioni fornite da Arpa Emilia-Romagna confermano dunque un quadro di sostanziale stabilità meteorologica, mentre sono ormai tre mesi che in Emilia-Romagna, in particolare nel settore centro – orientale, non si verificano piogge significative e l’umidità dei terreni risulta in progressivo peggioramento. La portata del fiume Po, nonostante le immissioni dai laghi prealpini e le precipitazioni che hanno interessato l’arco alpino, si sta riducendo mentre quelle dei fiumi appenninici sono ormai prossime o al disotto del deflusso minimo vitale. Un quadro particolarmente pesante dunque, che sta avendo gravi ripercussioni sulle principali colture. La diminuzione delle rese è generalizzata, con perdite fino al 100% del raccolto e valori medi dal - 50 al -70% per le imprese prive di impianti di irrigazione.
Il fabbisogno irriguo: ancora significativo solo per la frutta
Secondo i dati del Consorzio per il Canale emiliano-romagnolo, la disponibilità di acqua per l’irrigazione, tranne singoli situazioni quale quella del fiume Trebbia, continua ad essere adeguata a corrispondere ai fabbisogni minimi delle aziende agricole dotate di impianti di irrigazione permanente. Anche se ormai le necessità irrigue sono in fase calante, dal momento che molte colture stanno concludendo il loro ciclo vegetativo (mais da granella, barbabietola da zucchero, patata e cipolla sono già state raccolte), tuttavia non bisogna abbassare la guardia. In particolare susino, melo, pero ed actinidia avranno bisogno, in assenza di precipitazioni significative, di apporti irrigui ancora per altri 40 – 60 giorni. Diversa la situazione delle pesche: circa il 75 - 80% sono state raccolte ed entro una ventina di giorni si prevede di sospendere definitivamente l’irrigazione. Ancora 15 giorni di interventi irrigui per il pomodoro da industria, che al 40% è stato raccolto mentre per un altro 20% è scattata la fase di sospensione dell’irrigazione precedente la raccolta. Infine le “code” produttive di melone e cocomero (raccolto il 70% del totale) richiederanno altri 20 giorni di irrigazione.

giovedì 16 agosto 2012

COLDIRETTI: CON “CALIGOLA” COLPO DI GRAZIA ALLE COLTURE. DANNI PER 1 MLD DI EURO, E’ STATO DI CALAMITA’ NEI CAMPI

Fonte: Coldiretti Ferrara  

La nuova ondata di caldo tropicale che nei prossimi giorni arriverà sull’Italia sarà il colpo di grazia alle colture ed agli allevamenti. Molte regioni hanno già chiesto lo stato di calamità naturale ed anche l’Emilia-Romagna si appresta a farlo. Ingenti i danni anche nel ferrarese.  

La prima mappa della sete e le coltivazioni colpite regione per regione

L’arrivo di Caligola rischia di dare il colpo di grazia all’agricoltura italiana con il caldo torrido e la mancanza di pioggia che hanno già provocato la più grave siccità degli ultimi dieci anni con un miliardo di danni e la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità per l’agricoltura in molte regioni. E’ quanto afferma la Coldiretti che ha elaborato la prima mappa della sete regione per regione, nel sottolineare che già si contano tagli della produzioni che a livello nazionale vanno dal -20 per cento per il pomodoro al 30 per cento per il mais fino al 40 per cento per la soia, ma forti riduzioni sono previste per la barbabietola da zucchero con quasi il dimezzamento della produzione nelle regioni del Nord e per il girasole (-20 per cento) mentre la vendemmia si preannuncia una delle piu’ contenute dell’ultimo secolo anche se di buona qualità. Ma oltre alla mancanza dell’acqua gli effetti del caldo si fanno sentire anche sulla produzione di latte. Le mucche hanno prodotto in media dal 10 al 20 per cento di latte in meno con punte che arrivano anche al 50 per cento nei giorni piu’ roventi. Ma l'afa e le temperature - continua la Coldiretti - hanno tolto l'appetito anche ai maiali che stanno consumando fino al 40 per cento in meno della consueta razione giornaliera di 3,5 chili di mangime e con un conseguente, sostanziale calo dell’accrescimento. Il caldo ha pesanti effetti - continua la Coldiretti – anche sulle galline, che producono meno uova e sulle api che non riescono a prendere il polline e il nettare mettendo a rischio la produzione di miele. Le regioni piu’ colpite dalla siccità si trovano al Nord ma perdite rilevanti si sono verificate nel centro Italia e nel mezzogiorno, secondo la mappa della sete tracciata dalla Coldiretti, regione per regione. “Siamo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici nei confronti dei quali occorre intervenire con interventi finanziari per affrontare l’emergenza ma anche con misure strutturali” ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare “l’importanza delle opere infrastrutturali per la conservazione della acqua con il necessario potenziamento degli invasi per l’avvenuta modifica della distribuzione della pioggia”.  

LA MAPPA DEI DANNI PROVOCATI DAL CALDO E DALLA SICCITA’ PER REGIONE
VENETO. A causa della siccità in Veneto sono più di 350mila gli ettari in forte sofferenza, con perdite che vanno dal 20 all'80 per cento della produzione a seconda delle zone e delle colture. L'intera superficie agricola delle province di Rovigo e Venezia risulta colpita mentre in quella di Padova la perdita media per l’intera provincia è nettamente superiore al 30 per cento, con punte che arrivano anche al 100 per cento nelle zone non irrigate della Bassa Padovana con una prima stima dei danni per la provincia che si attesta sui 130 milioni di euro, senza considerare l’indotto, secondo la Coldiretti. Quello che sta vivendo il Veneto è un problema non solo ambientale – spiega Coldiretti - ma anche economico con il calo delle rese stimato in oltre 7 milioni di quintali (rispetto ai 10 preventivati) per il granoturco e la soia intorno ai 560 mila quintali (esattamente la metà delle stime iniziali). Per una regione zootecnica come il Veneto la situazione dovrebbe reggere in quanto nelle roccaforti dell’allevamento bovino, in particolare da carne (comparto a cui è indirizzato il 40% della produzione cerealicola) si collocano i comprensori irrigui dove si è salvata la produzione di silo mais attraverso l’irrigazione. Non sarà cosi per le aziende della bassa pianura che dovranno vedersela con il secco in quando non dotate di sistemi irrigui efficienti: peserà su di loro un probabile dimezzamento delle scorte - conclude Coldiretti - e quindi la necessità di procacciarsi i foraggi sul mercato con un ovvio rimbalzo sui prezzi e costi di produzione maggiori.
 PIEMONTE Le scarse precipitazioni estive stanno destando fortissime preoccupazioni tra gli imprenditori agricoli della Coldiretti piemontese. In molti alpeggi delle Province di Cuneo e Torino sono esaurite le risorse foraggere. Molti malgari sono costretti a decidere se demonticare in anticipo o acquistare e trasportare in alpe foraggio con costi elevatissimi in alcune malghe, come nel caso di Ormea (Cn), scarseggia addirittura l’acqua tant’è che questa viene rifornita con autobotti dei vigili del fuoco e della protezione civile Inoltre, la demonticazione anticipata provoca il mancato rispetto dei periodi minimi di pascolamento richiesto per accedere ai contributi comunitari PAC e PSR previsti espressamente per l’attività di alpeggio. La siccità preoccupa gli agricoltori anche a Vercelli e Biella. Caldo torrido e mancanza di acqua stanno compromettendo il raccolto di migliaia di ettari di terreno coltivato. Torna più che mai attuale il tema dell’ampliamento dell’invaso in Valsessera, ritenuto strettamente necessario da Coldiretti Vercelli e Biella. La carenza d’acqua si può colmare solo realizzando infrastrutture di contenimento dell’acqua nel periodo primaverile per cederla in estate alla pianura. E’ evidente che queste opere debbono essere realizzate a basse impatto ambientale. Per questo serve una progettualità ampia e condivisa che le istituzioni non hanno sinora saputo proporre.
LOMBARDIA. Raccolti di mais e pomodoro tagliati di oltre il 20 per cento e bolletta carburante più salata per colpa della necessità di irrigare per combattere la siccità. Per salvare campi e raccolti – spiega la Coldiretti– gli agricoltori sono costretti a usare a pieno regime le pompe per pescare l’acqua dai canali e irrigare e così il consumo di gasolio è aumentato del 30 per cento rispetto alle medie degli scorsi anni. Per questo – scrive la Coldiretti in una lettera inviata alla Provincia di Lodi - il personale degli uffici CAA (centri di assistenza agricola) delle zone più interessate dagli eventi sopra citati, provvederà ad emettere, alle aziende richiedenti, assegnazioni straordinarie di carburante agricolo al fine di non compromettere ulteriormente la produzione. Si tratta di costi in più le aziende agricole non solo sul fronte della quantità ma anche sul fronte del prezzo.
 EMILIA ROMAGNA. A soffrire sono stati soprattutto i settori del mais, del pomodoro da industria e il comparto ortofrutticolo secondo quanto emerso nel corso di una apposita riunione della consulta agricola regionale. Il lungo periodo di siccita', iniziato lo scorso novembre, combinato alla alte temperature del clima per periodi prolungati hanno compromesso una parte rilevante delle colture, soprattutto a Nord della via Emilia, in provincia di Ferrara e Bologna, con perdite fino al 100 per cento del raccolto. Nella nostra provincia tutte le colture che non hanno potuto essere irrigate e che non hanno potuto avere gli interventi di soccorso al momento giusto, hanno manifestato e stanno manifestando danni o forte sofferenza che si traduce in minori produzioni, pezzatura inferiore alla norma, maggiori costi di produzione a causa dell’uso straordinario di carburante per far funzionare le pompe per irrigare o dell’energia elettrica per gli impianti fissi, e quindi anche in presenza di prodotti comunque con buone caratteristiche organolettiche, in minor reddito. Oltre ai cereali ed in particolare al mais, spesso trinciato in campo in quanto non idoneo a nessun tipo di utilizzo, sono scarsi i raccolti di bietole, soffre il sorgo, è ridotta la pezzatura di mele e pere, la soia sta seccando, le orticole richiedono turni continui di adacquamento, e sarà problematico anche affrontare le lavorazioni del terreno per le colture del prossimo anno, di fronte a zolle indurite come macigni ed ad una falda sempre più bassa che senza regolari precipitazioni non si sta riformando.
ABRUZZO. In difficoltà sopratutto le coltivazioni del Fucino dove si registra una riduzione dei raccolti per gli ortaggi dove non è stato possibile irrigare con un calo del 30 per cento della produzione di finocchi, radicchi e carote. Tra le priorità segnalate dalla Coldiretti la necessità di ammodernare il sistema di irrigazione.
TOSCANA. 60 milioni la prima stima dei danni provocati da caldo e siccita' stilata dalla Coldiretti e l'arrivo di Caligola rischia di dare il colpo di grazia all'agricoltura toscana. Il 30 per cento del pomodoro, il 50 per cento di mais, girasoli e barbabietola sono gia' persi ma anche olio e vino stanno soffrendo. Complicata la situazione e' anche nelle stalle: nei pascoli la produzione di foraggere e' praticamente azzerata e la mancanza di foraggi freschi ha avuto inevitabili ripercussioni sulla lattazione dei bovini con lo stress che ha gia' provocato una diminuzione della produzione di latte intorno al 20 per cento, come per le uova, per non parlare dei costi per l'alimentazione. Gli allevatori sono costretti ad utilizzare le scorte invernali cosa che si traduce in un sensibile aggravio dei costi e nella necessita' di andare a reperire il fieno anche fuori dalla regione. La produzione dei celebri e apprezzati vini toscani quest’anno sarà scarsa. Nelle botti infatti finirà il 20 per cento in meno del prodotto 2011 secondo la Coldiretti che teme di veder precipitare ancora la resa delle uve se non si modificheranno le condizioni meteorologiche nei prossimi dieci giorni e ha spinto perché la Regione chiedesse lo stato di calamità naturale per gli effetti della siccità. “La qualità si preannuncia buona, in alcuni casi, superiore a quella dello scorso anno. Le uve si presentano sane, ma le foglie si stanno seccando e i frutti, a causa del caldo torrido e della mancanza di pioggia, sono piccoli e asciutti.
UMBRIA. Anche in Umbria ci potrebbero essere le condizioni per avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità naturale per il settore agricolo a causa della siccità. Infatti - afferma Coldiretti - sulla base di un primo monitoraggio a livello regionale, il persistente caldo e la prolungata siccità legata all’arrivo di ripetute ondate di calore, stanno compromettendo i futuri raccolti, non solo delle colture annuali, girasole, mais, fieno, tabacco, ma anche, addirittura, delle colture pluriennali quali, vite e olivo. Complicata - aggiunge Coldiretti - anche la situazione nelle stalle, dove lo stress per l’eccessivo caldo, sta provocando una riduzione della produzione di latte; effetti negativi si riscontrano anche sui pascoli, con ripercussione sui bovini da carne. La gravità della situazione - conclude la Coldiretti - dovrebbe far riflettere tutti sulla esigenza di dare maggiore diffusione ad altri più incisivi strumenti di intervento, quali le assicurazioni agevolate, più adeguate per fronteggiare calamità naturali come quella attuale, tenuto conto del fatto che queste sono state inserite nel pacchetto di misure studiate dalla Commissione Europea per il periodo di programmazione 2014-2020.
MOLISE. Nella regione le temperature a luglio sono state di 3 gradi superiori alla media con effetti sulle coltivazioni. In difficoltà i pascoli per la mancanza di foraggi
LAZIO. Codice rosso per l’agricoltura del Lazio dove in alcune zone come il viterbese ormai non piove da mesi e la prolungata siccità, legata all’arrivo di ripetute ondate di caldo, ha del tutto compromesso le produzioni agricole. Ad essere colpiti – sottolinea la Coldiretti - sono castagneti, noccioleti, oliveti, vigneti e ortofrutta, in pericolo ci sono anche gli allevamenti zootecnici, sia bovini che ovini, che per la mancanza di foraggio e per l’afa hanno ridotto drasticamente la produzione di latte bovino e ovino. gli effetti del caldo si fanno sentire anche sugli allevamenti avicunicoli.
MARCHE. La siccità rischia di azzerare la produzione di girasoli, mais e foraggio nella provincia di Pesaro. Le alte temperature registrate in provincia a luglio, con le massime superiori anche di 6 gradi rispetto alla media storica, e la scarsissima pioggia caduta hanno portato a un calo della produzione di girasole che va dal 20 per cento al 90 per cento per chi ha seminato tardi, con le piante in fase di crescita che hanno sofferto da subito lo stress idrico. Considerato che nella provincia pesarese se ne raccolgono ogni anno circa 130mila quintali, il danno economico rischia di essere pesantissimo per le imprese agricole già provate dalla crisi. A ciò si aggiungono le devastazioni inferte ai foraggi, con i pascoli devastati, e al mais.
PUGLIA. Sono 108 i milioni di metri cubi di acqua in meno negli invasi pugliesi all’inizio di agosto 2012, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una situazione da allarme rosso per le produzioni orticole, frutticole e gli animali. La prolungata e ricorrente siccità – lamenta la Coldiretti - mette a rischio gli investimenti avviati per l’annata agraria di ortaggi e frutta. Oltre a provocare un forte abbattimento del reddito delle imprese agricole determina un’elevata perdita di economia indotta: si registra, infatti, una diminuzione secca delle giornate lavorative offerte dall’agricoltura, ma anche una decisa contrazione della spesa a monte e a valle del settore primario. La risposta a gravità così inusitate, sommate a già avanzati processi di salinizzazione delle falde freatiche di interi territori agricoli, non può essere confinata nei normali ed usuali strumenti emergenziali. La gravità e l’estensione del ‘fenomeno siccità’ obbligano ad un approccio straordinario, immediato e strutturale”. La grave siccità che sta colpendo la Puglia nell’estate 2012 si traduce in un calo produttivo del 25 per cento per il pomodoro, coltura già fortemente provata dalla crisi idrica dell’anno scorso. Il problema riguarda in generale tutte le ortive, con un calo generalizzato del 20 per cento ma la scarsa disponibilità di acqua sta facendo sentire i suoi effetti anche sui vigneti di uva da tavola e da vino e il caldo sta determinando cali considerevoli della produzione di latte. Le mucche hanno prodotto in media dal 10 al 20 per cento di latte in meno con punte che arrivano anche al 50 per cento nei giorni più roventi. CAMPANIA. La siccita' preoccupa gli agricoltori della Campania con il caldo torrido e mancanza di acqua che stanno compromettendo prevalentemente il raccolto di centinaia di ettari di terreno coltivato a nocciolo e castagne con danni anche alle coltivazioni di mais, pomodoro e uva e tabacco con danni stimabili in circa 50 milioni di euro dalla Coldiretti. Per garantire le irrigazioni e' stata fatta alla Regione una richiesta di assegnazione integrativa di carburante agricolo per l’irrigazione con amenti dei costi per le imprese.

venerdì 10 agosto 2012

PRIMI PASSI VERSO UN SISTEMA DI AIUTI PER LE AZIENDE COLPITE DALLA SICCITÀ

Fonte: Confagricoltura Ferrara

Si è tenuta nel pomeriggio dell’8 agosto, presso l’Assessorato Regionale all’Agricoltura, alla presenza dell’Assessore Rabboni, una specifica riunione, cui ha partecipato Confagricoltura Emilia Romagna, per valutare procedure specifiche per affrontare l’emergenza siccità che da mesi attanaglia l’intero territorio provinciale. La gravità della situazione è stata rimarcata anche dall’ARPA Emilia-Romagna che nel corso della riunione ha illustrato l’andamento climatico e ha evidenziato come tutti i parametri di piovosità, di temperatura e di umidità del suolo, se raffrontati agli anni passati, presentano trend negativi storici. In un contesto di estrema gravità, con stime di danni ormai vicine al 50% del valore dell’intera produzione provinciale e quantificabili un valore superiore ai 200 milioni, l’Assessore ha dato conto della richiesta, avanzata insieme ai colleghi di Veneto e Lombardia, al Ministero di attivare tutte le procedure utili a consentire il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento e giungere così, derogando al Piano Assicurativo Nazionale, alla attivazione del Fondo di Solidarietà Nazionale previsto dal Decreto legislativo 102/2004. Il presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi, nel commentare positivamente gli esiti del tavolo regionale, ricorda come proprio Confagricoltura Ferrara, con una serie di comunicazioni inviate alcune settimane fa agli Assessori all’Agricoltura Regionale e Provinciale ed ai Parlamentari ferraresi, nel descrivere la gravità della situazione ampiamente documentata dal Servizio Provinciale Agricoltura, aveva chiesto che con unità di intenti, tutti si adoperassero per rendere possibile il riconoscimento della eccezionalità degli eventi e per l’attivazione del Fondo di Solidarietà. “ Accolgo con grande favore la notizia dell’iniziativa dell’Assessorato Regionale – ha proseguito Gherardi – così come registro con favore l’approvazione da parte della Commissione Agricoltura del Senato, grazie all’interessamento della Senatrice Bertuzzi, di una risoluzione, approvata all’unanimità, con cui viene richiesto al Governo di intervenire con urgenza nella revisione del Piano Assicurativo Nazionale, che oggi impedisce di fatto il riconoscimento dell’eccezionalità per le avversità 2012, e l’implementazione della dotazione del Fondo di Solidarietà”. Se le richieste avanzate troveranno accoglimento, in termini pratici ciò consentirà di ottenere per le aziende agricole l’esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali, assistenziali e fiscali per gli imprenditori e loro dipendenti. Ma anche la compensazione in conto capitale o interessi di quota parte della produzione perduta e il trattamento di integrazione salariale per i lavoratori agricoli.

giovedì 9 agosto 2012

SICCITA’, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “DANNI PER UN MILIARDO DI EURO PER EVENTI ATMOSFERICI ECCEZIONALI. VA ATTIVATO IL FONDO DI SOLIDARIETA’ NAZIONALE”

Fonte: Confagricoltura

“La siccità e le alte temperature che hanno colpito molte zone del Paese sono un evento atmosferico eccezionale che ha creato – e sta creando tuttora – danni alle coltivazioni agricole, che si avvicinano al miliardo di euro. Hanno fatto bene Emilia Romagna, Veneto e Lombardia a chiedere l’attivazione del fondo di solidarietà nazionale per avviare gli indispensabili interventi finanziari straordinari di sostegno alle imprese agricole”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi in relazione all’ondata di caldo africano ed all’assenza di precipitazioni che hanno messo in ginocchio le aziende agricole di vaste aree di tutto il Paese. “I danni – osserva Mario Guidi - sono ingentissimi e non adeguatamente coperti da assicurazioni per questo motivo occorre il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento e un’adeguata dotazione finanziaria per il fondo di solidarietà nazionale con il quale compensare le perdite produttive degli agricoltori. Sarà bene fare un monitoraggio immediato della situazione anche in altre regioni dove la situazione è altrettanto critica”. “Per il mais – ricorda Confagricoltura - le perdite oscillano dal 30% alla totalità dei raccolti sui terreni non irrigati. Per le colture di soia e barbabietola il danno mediamente si attesta al 50%. Inoltre ci sono perdite significative di qualità e quantità per i foraggi, il girasole, la frutta estiva, il pomodoro, l’ uva con la vendemmia a rischio, le olive. Le vacche stanno producendo meno latte”. “In alcune zone, come nel cuneese, si evidenzia un’annata preoccupante anche per fungaie e castagneti - conclude l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. Le castagne, in assenza di pioggia, non possono crescere adeguatamente, diventando di scarsa commerciabilità”.

SICCITÀ: LA PREOCCUPAZIONE DELL’O.P. PEMPACORER

Fonte: O.P. Pempacorer

«La siccità ha raggiunto livelli di estrema gravità. La mancanza di precipitazioni si protrae oramai da diversi mesi e la situazione per il settore dell’agricoltura pare ancora più grave rispetto a quella già disastrosa del 2003». Ad aggiungersi al coro delle preoccupazioni è la voce del Presidente dell’O.P. Pempacorer, il ravennate Luciano Pula, che nel corso dell’ultimo CdA ha manifestato tutti i suoi timori per lo stato delle cose. Una preoccupazione non da poco considerando che l’O.P. Pempacorer, che ha sede a Bagnacavallo (RA), è una delle più grandi Organizzazioni di Produttori ortofrutticoli d’Italia, con ben 2.000 soci, 280.000 tonnellate di prodotti commercializzati per un fatturato di circa 150 milioni di euro. La situazione è critica per quanto riguarda i raccolti e le produzioni. I danni per questo stato di cose sono già ingenti, tanto che alcune Associazioni agricole stanno addirittura pensando di richiedere lo stato di calamità. «Le prospettive sono veramente “nere”, con riduzioni stimate delle rese produttive che potrebbero raggiungere livelli talmente bassi da minare in maniera irrecuperabile le imprese agricole, già messe a dura prova dalla crisi economica nazionale e mondiale degli ultimi anni – prosegue Pula – Le nostre strategie commerciali e l’aver sempre puntato sull’alta qualità del prodotto purtroppo non sono sufficienti per superare questo stato di emergenza, anche se possono dare qualche chance in più ai nostri soci. E’ però fra i nostri obiettivi quello di tenere monitorata la situazione ed essere presenti in tutti i tavoli di lavoro nei quali verrà affrontato il problema».

AGRICOLTURA. SICCITÀ, L'EMILIA-ROMAGNA CHIEDERÀ IL RICONOSCIMENTO DI "EVENTO ECCEZIONALE" PER AVVIARE INTERVENTI DI SOSTEGNO ALLE IMPRESE AGRICOLE. RABBONI: "DANNI INGENTISSIMI, OCCORRE UNA ADEGUATA DOTAZIONE FINANZIARIA PER IL FONDO DI SOLIDARIETÀ NAZIONALE CON IL QUALE COMPENSARE LE PERDITE"

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Bologna – La Regione è al lavoro per chiedere al Governo di arrivare al riconoscimento di “evento eccezionale” per la siccità che ha colpito l’Emilia-Romagna e le altre regioni del Nord e avviare interventi finanziari straordinari a sostegno delle imprese agricole, ai sensi del decreto legislativo 102/2004. Il punto sulla situazione della siccità, sullo stato della disponibilità idrica, sui danni alle colture e sulle iniziative da intraprendere nell’immediato per la loro compensazione è stato fatto nel pomeriggio in Regione, nel corso di una riunione della consulta agricola regionale, convocata dall’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni, cui hanno partecipato anche esperti di Arpa, Cer, Urber e della direzione Ambiente. “I danni sono ingentissimi e non adeguatamente coperti da assicurazioni - ha sottolineato l’assessore Rabboni - per questo motivo chiediamo il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento e una adeguata dotazione finanziaria per il fondo di solidarietà nazionale con il quale compensare le perdite produttive degli agricoltori”.  
Gli interventi a favore delle imprese
L’Emilia-Romagna, insieme a Veneto e Lombardia, chiederà l’attivazione del fondo di solidarietà nazionale in relazione all’ondata eccezionale di siccità per compensare parte dei danni subiti dalle imprese agricole. Il decreto legislativo 102 potrebbe consentire di ottenere l’esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali, assistenziali e fiscali per gli imprenditori e loro dipendenti; la compensazione in conto capitale o interessi di quota parte della produzione perduta (tuttavia la dotazione finanziaria del fondo è esigua rispetto ai danni riscontrati nel complesso dell’annata); il trattamento di integrazione salariale per i lavoratori agricoli; l’anticipazione a ottobre del 50% del premio PAC spettante. Questo intervento affiancherà gli impegni già assunti per la fornitura di carburante agevolato e per l’intensificazione della realizzazione degli invasi irrigui, mentre sarà emanato un nuovo bando che metterà a disposizione 10 milioni di euro per la realizzazione di laghetti interaziendali per l’irrigazione dei campi nei periodi di siccità. La consulta agricola regionale sarà convocata nuovamente a settembre per concordare il pacchetto di misure per contrastare la siccità e garantire il rafforzamento delle strutture di stoccaggio e fornitura di acqua.
 I dati della siccità
 Il lungo periodo di siccità, iniziato lo scorso novembre, combinato alla alte temperature del clima per periodi prolungati hanno compromesso una parte rilevante delle colture, soprattutto a Nord della via Emilia, con perdite fino al 100% del raccolto, con valori medi dal - 50 al -70% per le imprese prive di impianti di irrigazione e con una diminuzione della resa generalizzata. A soffrire sono stati soprattutto i settori del mais, del pomodoro da industria e il comparto ortofrutticolo. Per quanto riguarda le precipitazioni, da ottobre dell’anno scorso si è registrato un calo del 40-50%, con punte di 70 giorni consecutivi privi di pioggia in alcune zone della regione. Tutti i fiumi dell’Emilia-Romagna sotto il minimo deflusso vitale e il valore dell’umidità del suolo è eccezionalmente basso. Dal punto di vista del fabbisogno irriguo, si è registrato nell’ultimo periodo un record di richieste. Il Cer ha stimato un picco del +71% rispetto alla media degli ultimi 5 anni, anche se ora ci si avvia ad una riduzione del fabbisogno in relazione alle colture in atto.