...in onda su Telestense Ferrara e Lepida Tv [digitale terrestre] >> orari
Visualizzazione post con etichetta ortofrutta estiva. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ortofrutta estiva. Mostra tutti i post

giovedì 21 agosto 2014

MIPAAF: MARTINA, "LAVORIAMO CON UE A URGENTI MISURE PER ORTOFRUTTA. PER I PRODOTTI ITALIANI STAGIONALI UN PIANO DI PROMOZIONE STRAORDINARIO"

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si è tenuto oggi presso il Mipaaf un incontro per discutere delle misure di sostegno da adottare a livello comunitario per fronteggiare la grave crisi che ha colpito il settore ortofrutticolo. In particolare, sono state trattate le problematiche riguardanti la crisi del settore per la produzione di pesche e nettarine e gli impatti del recente embargo adottato dalla Russia su alcune importanti produzioni ortofrutticole. "Va dato atto alla Commissione europea di aver finalmente dato riscontro a quanto già da diverse settimane ha chiesto l’Italia, insieme ad altri Stati membri, sulla necessità di adottare tempestivamente misure urgenti per affrontare la crisi che sta colpendo il settore produttivo delle pesche e nettarine. Da questo punto di vista la proposta di un atto delegato che prevede misure di sostegno per tali prodotti è sicuramente un segnale positivo" ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina. "Tuttavia, è assolutamente necessario migliorare alcuni aspetti delle misure previste dalla Commissione nell’atto di delega. Mi riferisco, in particolare, alla necessità di integrare le possibili destinazioni dei prodotti ritirati, di ampliare la retroattività delle misure e di prevedere prezzi di ritiro più congrui. Cercheremo inoltre di condividere questi obiettivi con Francia, Spagna e Grecia, che sono gli altri Paesi comunitari interessati alle misure di crisi proposte, in modo da rappresentare con efficacia tali posizioni già nel corso del prossimo Comitato di gestione della Commissione europea previsto per venerdì prossimo". "Per quanto riguarda il problema dell’embargo della Russia - spiega Martina - su alcune produzioni ortofrutticole, alla luce della comunicazione della Commissione che prevede l’attivazione di misure eccezionali di crisi a sostegno di alcuni prodotti con uno stanziamento comunitario di 125 milioni di euro, chiediamo siano implementati con ulteriori risorse. Su questo aspetto, che sarà trattato dal Consiglio straordinario dei Ministri dell’Agricoltura programmato per il prossimo 5 settembre, è emersa la necessità di ampliare in modo congruo anche la lista dei prodotti rispetto a quanto preannunciato dalla Commissione europea". Durante la riunione le associazioni hanno manifestato l'esigenza di programmare uno sforzo straordinario nel settore della promozione delle produzioni ortofrutticole italiane, per far comprendere ai consumatori l’importanza della stagionalità delle produzioni, del legame tra qualità agroalimentare e territorio e dell’importanza di consumare produzioni ortofrutticole italiane, visto che nel settore degli ortofrutticoli freschi ogni prodotto può essere commercializzato solo se si indica il Paese di provenienza. "Il nostro obiettivo prioritario è quello di valorizzare le produzioni italiane chiedendo in primis ai consumatori di sostenerle e scegliere, secondo la stagionalità" ha concluso Martina.

lunedì 10 giugno 2013

FRUTTA D’ESTATE: DAI DATI CSO EMERGONO GLI ORIENTAMENTI PER IL FUTURO

Fonte: Cso - Centro Servizi Ortofrutticoli

 Gli elementi di sintesi che emergono dalle elaborazioni sulla frutta estiva presentate a Bologna il 10 Giugno scorso da CSO e Regione Emilia Romagna evidenziano il profilarsi di una annata non eccedentaria. Che per l'ortofrutta sarà un'estate calda lo rimarca nel suo intervento Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura Ue. "Siamo di fronte - dichiara De Castro - a momenti cruciali per l'agricoltura. La riforma della Pac in fase finale di discussione per fine giugno, dovrà poi trovare il budget adeguato nel piano finanziario pluriennale. Nel 2014 - rimarca De Castro - si procederà probabilmente in regime di proroga, con la gestione dei finanziamenti ordinari e PSR come da vecchio ordinamento. Per l'OCM unica - informa De Castro - ci sono posizioni molto discordanti ma per i Paesi del Sud Europa è importante mantenere accorpata la discussione dei dossier per avere maggior peso nella contrattazione." Sul fronte produttivo per l'estate 2013 non si temono gli accavallamenti produttivi che hanno portato a situazioni critiche in altre annate. Tuttavia la difficoltà economica generale, la minor propensione al consumo e la concorrenza della Spagna rappresentano senza dubbio alcune criticità. La Spagna ha accresciuto, negli ultimi anni, gli investimenti peschicoli con un’offerta di pesche e nettarine (escluse le percoche) che è salita da circa 500.000 tonnellate a quasi 900.000 tonnellate. In forte crescita anche l’export, soprattutto grazie agli investimenti sulle varietà piatte. La regione Catalonia, che rappresenta oltre il 30% della produzione spagnola, è tra le aree che più hanno rafforzato la propria offerta e presenta un calendario di raccolta molto simile a quello delle aree del Nord Italia. Già da oggi però si sta delineando in Emilia Romagna un elemento di grande positività legato alla importante conversione varietale relativa a pesche e nettarine, orientata verso cultivar a sempre più elevato valore qualitativo e gustativo che avrà interessanti effetti sui consumi e sul valore del prodotto. Nella carrellata di frutti estivi presi in esame da CSO l’albicocco presenta, in questo momento, una situazione favorevole. Produzioni non troppo elevate, non sovrapposte con i competitor, forte concentrazione su varietà ad alto livello qualitativo, buon assorbimento del mercato. Attenzione a conservare questi requisiti ideali senza esagerare con gli impianti. Per quanto riguarda il susino, infine emerge la necessità di trovare soluzioni per aumentare la competitività italiana, come risulta dallo studio CSO presentato dal prof. Carlo Pirazzoli, del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna Ci sono aree in altri Paesi come ad esempio la Spagna, in cui la coltura è molto più redditizia grazie ad un insieme di fattori, soprattutto il minor costo della manodopera. L’Italia, ancora una volta, compensa con le migliori tecniche colturali, le rese più elevate e quindi una maggior specializzazione che comunque diventa indispensabile nella competizione futura. “Occorre rilanciare il Made in Italy dell’ortofrutta italiana – dichiara Paolo Bruni Presidente di CSO – una identità che è il terzo brand più noto al mondo secondo quanto riportato dal Ministero degli Esteri. In Italia abbiamo saputo costruire in tanti anni di sapiente lavoro un valore immenso nell'immaginario collettivo globale, che è il valore della qualità superiore di ciò che si produce a livello nazionale. Ed è da qui che dobbiamo partire tutti insieme per dar forza alla nostra produzione, conquistando nuovi mercati e nuovi consumatori, attraverso una forte azione di internazionalizzazione a cui il CSO si sta dedicando anche mediante l’abbattimento delle barriere fitosanitarie”. Tiberio Rabboni, Assessore Agricoltura Regione Emilia-Romagna, in conclusione del Convegno e in risposta alle sollecitazioni di Claudio Gamberini di Conad ad intervenire sulla promozione attraverso il connubio frutta/salute, lancia una proposta: "Ritengo che in questo momento sia molto importante aprire i nostri orizzonti e costruire partnership istituzionali con tutte le regioni ad elevata specializzazione frutticola. Il caso della Catalonia, con la quale si è già avviato questo processo di scambio ne è un esempio. In tale ottica poi - conclude Rabboni - sarei molto soddisfatto se riuscissimo a condividere a livello istituzionale, di produzione e di distribuzione un progetto articolato per promuovere il consumo di frutta e verdura partendo dal valore salutistico dei prodotti".

mercoledì 29 maggio 2013

FRUTTA ESTIVA: MINGUZZI : “MENO ALBICOCCHE E SUSINE. PESCHE E NETTARINE, SPERIAMO IN UNA ESTATE CALDA”

Fonte: Fruitimprese Emilia - Romagna

Campagna fragole così così. Albicocche e susine in calo. Previsioni cautamente positive per pesche e nettarine. Giancarlo Minguzzi, presidente della OP Minguzzi Spa di Alfonsine (RA) e presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna (l’associazione che riunisce le imprese private regionali dell’ortofrutta, che lavorano 1 milione di tonnellate di prodotto all’anno, per 700 milioni di fatturato e il 60% di export), commenta l’avvio della campagna della frutta estiva 2013 condizionata da uno sfavorevole andamento climatico al Nord con precipitazioni eccezionali nella seconda metà di maggio (il 25% in più) e temperature più basse di oltre 3 gradi rispetto alla media degli ultimi anni. La campagna fragole ormai al suo epilogo ha registrato più momenti negativi che positivi a causa della sovrapproduzione della Spagna. “I pochi momenti positivi li abbiamo registrati con la produzione di alta qualità, altrimenti non si sono coperti i costi”. Le produzioni di albicocche, le cui raccolte sono già iniziate al Sud, saranno di scarsa quantità, stessa cosa in Spagna, quindi i prezzi dovrebbero essere buoni e remunerativi, almeno per quei produttori che avranno almeno un 50% di produzione. Anche le produzioni di susine dovrebbero essere inferiori alle richieste anche in considerazione del fatto che la Spagna sarà parecchio deficitaria, causa maltempo, quindi ci attendiamo buoni prezzi, commenta Minguzzi. “La campagna di pesche e nettarine - le cui raccolte sono iniziate al Sud – al momento fa registrare raccolte di quantità poco inferiori alle previsioni di qualche settimana fa e se non ci saranno troppe sovrapposizioni con i prodotti spagnoli ipotizziamo una campagna migliore di quella passata, in particolar modo per quelle di qualità superiore. Fra l'altro il calibro sarà superiore allo scorso anno grazie alle piogge primaverili. Certo molto dipenderà dal ritorno del bel tempo. Se ci sarà caldo in tutta Europa si può sperare in un mercato positivo”. In sintesi Minguzzi conferma un deciso calo produttivo per albicocche e susine causato da un generalizzato andamento climatico sfavorevole. A livello di trend generali le superfici della frutta estiva calano al Nord per via dei continui espianti di varietà obsolete non accompagnati da nuovi investimenti. Al contrario al Sud gli investimenti sono in leggera ripresa, in particolare per fragole e albicocche.

venerdì 27 luglio 2012

FRUTTA ESTIVA, CONFAGRICOLTURA: ”IL GRANDE CALDO SPINGE LA RIPRESA DEI CONSUMI”

Fonte: Confagricoltura

 “Il grande caldo spinge la ripresa dei consumi della frutta estiva: pesche e albicocche sono le più gettonate”. Lo dice Confagricoltura che aggiunge: ”L’ottima qualità dei prodotti e la naturale gradualità nella maturazione dei frutti nelle diverse aree del Paese ha scongiurato il pericolo di ingolfare i mercati, impedendo il crollo delle quotazioni all’origine”. “La campagna di raccolta 2012 per le ciliegie e le fragole è superiore a quella dello scorso anno, così come promettono bene le albicocche, le pesche e le nettarine - sottolinea Confagricoltura -. Anche le quotazioni sono in rialzo, pur non raggiungendo ancora i prezzi del 2006. Qualche preoccupazione destano l’anguria e il melone che, nonostante l’ottima qualità, potrebbero scontare la contemporaneità di maturazione che, inevitabilmente, si ripercuote sui prezzi”. Una boccata d’ossigeno, dopo anni di crisi, per i frutticoltori che, tra contrazione dei consumi, sovrapposizione delle produzioni, allargamento della forbice tra il prezzo all’origine e quello al consumo e politiche commerciali penalizzanti, avevano visto azzerati i margini. Fondamentale, a parere di Confagricoltura, è la ripresa dei consumi che ha permesso l’inversione di tendenza. “La frutta è un alimento importante da mangiare più spesso e in tutte le stagioni – conclude l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. Solo un italiano su dieci segue le linee guida di una corretta alimentazione, che raccomandano di consumare 5 porzioni di frutta e verdura al giorno”.

venerdì 20 luglio 2012

CALDO, CONFAGRICOLTURA: “A RISCHIO ANCHE LA VENDEMMIA. RACCOLTI IN PERDITA E RIALZI DELLE QUOTAZIONI DELLE COMMODITY”

Fonte: Confagricoltura

Se non pioverà entro la fine di luglio e gli inizi di agosto sarà a rischio anche la vendemmia. Lo sottolinea Confagricoltura che sta monitorando le conseguenze della siccità. “Se non ci saranno piogge nei prossimi giorni – avverte Confagricoltura - gli acini di uva non ingrosseranno e perderanno colore; insomma non matureranno adeguatamente, con il rischio di poca gradazione. Già veniamo da un’annata di basse rese e c’è il rischio che vengano confermate anche quest’anno; chi ha la possibilità mette in conto irrigazioni di soccorso, che comportano oltre tutto aumenti dei costi aziendali. Al Nord i produttori già si attendono una vendemmia anticipata al 20 agosto”. La carenza d’acqua, e soprattutto le temperature record di questo periodo, stanno causando un deperimento organico delle piante di mais, girasole, soia, bietola. Data la situazione - osserva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - sembra ormai impossibile scongiurare il pesante danno economico. Confagricoltura stima una perdita già avvenuta di 450-500 milioni di euro per il solo settore cerealicolo, che potrebbe essere anche superiore dal momento che si prevede una diminuzione dei raccolti del 20-30% per il mais e del 40-50% per la soia. A ciò si aggiungono, tra l’altro, le perdite di pomodoro e la minore qualità e quantità di frutta estiva. Problemi, avverte Confagricoltura, ci sono anche sul mercato mondiale delle commodity a causa della grande siccità negli Usa, che porterà ad una riduzione dei raccolti cerealicoli di oltre il 30%; un taglio alle produzioni è previsto anche in Ungheria, Romania e Ucraina. Notevoli le ricadute che si avvertono sui mercati internazionali, con un aumento del prezzo del mais di ben 40 euro/tonnellata dall’inizio di luglio.

mercoledì 18 gennaio 2012

ORTOFRUTTA ESTIVA E GRANDE DISTRIBUZIONE, RABBONI: ANCHE IN ITALIA COME IN FRANCIA SERVONO RAPPORTI COMMERCIALI PIÙ EQUILIBRATI.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa


L'assessore emiliano-romagnolo illustra alla Commissione agricoltura della Camera una proposta per una legge nazionale.

Bologna - “Anche in Italia è urgente, come in Francia, una legge che regoli i rapporti tra i produttori ortofrutticoli e la grande distribuzione organizzata, per ristabilire pratiche commerciali più trasparenti e correggere una serie di squilibri, da tempo peraltro denunciati dalle stesse autorità nazionali ed europee di vigilanza, che penalizzano in modo ingiustificato la parte agricola.” Lo ha detto oggi a Roma l’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni presentando alla Commissione Agricoltura della Camera, su invito del Presidente, on. Paolo Russo, una proposta per una legge italiana sui rapporti tra produttori di ortofrutta estiva e grande distribuzione. “L'elevato grado di deperibilità dell'ortofrutta estiva obbliga i produttori ad un’immediata collocazione del prodotto sul mercato. E' una condizione temporale che abbassa il potere negoziale degli agricoltori ed aumenta quello dei compratori, acuendo ulteriormente lo squilibrio che normalmente caratterizza i rapporti tra un'offerta agricola non particolarmente concentrata e una domanda agroalimentare concentrata per quasi il 50% in poche centrali d'acquisto nazionali. Occorre definire regole che ristabiliscano un rapporto più paritario, per garantire ai produttori il giusto reddito di impresa e ai consumatori il giusto prezzo.”

L’obbligo di contratti scritti, stop ad alcune pratiche commerciali come ribassi, ristorni o dilazioni
Tra i punti qualificanti della proposta illustrata da Rabboni, l’obbligo della contrattazione scritta nei passaggi di compravendita di ortaggi e frutta fresca consegnata sul territorio italiano, così da prevederne la quantità, le caratteristiche merceologiche e qualitative, i termini e i tempi di pagamento, le modalità di risoluzione e revisione del contratto, le cause di forza maggiore. Dovranno anche essere vietate alcune pratiche commerciali che attualmente danneggiano in modo particolare i produttori come ad esempio le rimesse o le dilazioni, i ribassi e i ristorni, l’addebito di spese non pertinenti, le vendite sottocosto. Andrà inoltre previsto l’obbligo di accordo sulle campagne promozionali. Secondo Rabboni si dovrà anche individuare il ruolo dell’Ente Pubblico, che potrà avere compiti di vigilanza e di sanzione.