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giovedì 6 novembre 2014

COLDIRETTI: MALTEMPO, IL LIVELLO DEL PO E’ SALITO DI 4 METRI IN 24 ORE

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Le intense precipitazioni nelle regioni del nord, hanno determinato un aumento del livello del Po che è tenuto sotto osservazione in queste ore.

Per effetto delle intense precipitazioni il livello idrometrico del fiume Po è salito di oltre quattro metri in sole ventiquattro ore. E' quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti nella mattina del 6 novembre al Ponte della Becca dal quale si evidenzia come il rapido aumento del livello del principale fiume italiano sia significativo delle difficoltà in tutti i corsi d'acqua con piene, esondazioni e frane in molte aree della Penisola dove è allarme nelle campagne e nelle città. Centinaia di animali nelle stalle allagate sono stati portati in salvo lontano dai corsi d’acqua, ma si contano già - sottolinea la Coldiretti - terreni allagati, aziende e attrezzature travolte dal fango e serre distrutte. Siamo di fronte - sottolinea la Coldiretti - ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si sono manifestati quest'anno con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ma intense e il repentino passaggio dal sereno al maltempo con vere e proprie bombe d'acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Nell'82 per cento dei Comuni italiani sono presenti aree a rischio idrogeologico per frane e/o alluvioni ed oggi ben 5 milioni di cittadini vivono in zone di pericolo. A questa situazione - denuncia la Coldiretti - non è certamente estraneo il fatto che un modello di sviluppo sbagliato ha tagliato del 15 per cento le campagne e fatto perdere negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata. Ogni giorno - conclude la Coldiretti - viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400campi da calcio (288 ettari) che vengono abbandonati o occupati dal cemento.

venerdì 8 agosto 2014

CIA FERRARA: IL 2014 RISCHIA DI ESSERE UNA CATASTROFE PER L’AGRICOLTURA FERRARESE.

Fonte: Cia Ferrara  

Le precipitazioni di luglio ormai sono da considerare una calamità per le aziende agricole.

A causa di piogge e temporali, che sono arrivati continuamente per tutto il mese di luglio, gli agricoltori segnalano pesanti danni alle colture in atto, ai prodotti agricoli in via di maturazione e quelli in corso di raccolta. Si registrano danni agli ortaggi di stagione, pomodori, melanzane, meloni, patate, aglio ed altre verdure ancora in campo, ma anche uva e frutta risentono pesantemente gli effetti delle precipitazioni. “La Cia di Ferrara – ha dichiarato il presidente Lorenzo Boldrini – a fronte di precipitazioni del tutto eccezionali (+75% media luglio), ritiene che ci siano tutte le condizioni per avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità per gran parte del territorio” “Tante le imprese danneggiate. I produttori di grano avevano già segnalato una situazione insostenibile. Le precipitazioni record che si sono susseguite hanno sconvolto i normali cicli stagionali delle campagne, oltre a provocare danni diretti alle colture. Dopo che nei mesi scorsi si era parlato di un anno senza inverno, ora ci troviamo dinanzi ad un anno senza estate. Il ciclo biologico delle piante risente di queste anomalie.” “L’esempio del pomodoro è molto esplicativo di questa pesante situazione climatica - precisa il presidente Cia -. Le varietà in maturazione, come il “datterino” da tavola, oppure la varietà più precoci in raccolta, presentano gravi problemi perché non possono sopportare nessun tipo di lavorazione. Con tutta la pioggia assorbita, il pomodoro scoppia e le fabbriche fanno scarti altissimi o rifiutano il ritiro del prodotto. Se la stagione non si assesta, si rischia tutta la produzione da industria. Come se non bastasse con queste temperature stagionali e le piogge persistenti, ci sono le condizioni ideali per il proliferare di malattie come peronospora e batteriosi, questo comporta per le aziende, ulteriori costi di difesa fitosanitaria ed il rischio di perdita del prodotto.” La Cia di Ferrara valuta che in questo periodo per le colture estive è possibile fare solo una stima dei danni, i dati del mese di luglio sono già esplicativi, ma molto dipenderà dall’andamento climatico dei prossimi giorni, ad esempio le colture di aglio, uva e patata sono a forte rischio. L’aglio, prodotto ferrarese DOP, ha già perso il 25% della produzione, ma se resta l’umidità di questo periodo che non permette l’essicazione, diventerà impossibile la commercializzazione, invece la raccolta delle patate attualmente è ferma, a causa del ristagno d’acqua nei campi, quando si riuscirà ad iniziare potranno esserci sorprese poco gradite, mentre infine per la vite sono, per ora, plausibili mancanza di qualità e di prodotto, che potranno essere verificate solo alla vendemmia. “Le ripercussioni del clima si sono abbattute anche sulla commercializzazione dei classici prodotti estivi che hanno visto il crollo dei prezzi in campagna di meloni, cocomeri, pere e pesche – conclude Lorenzo Boldrini – Questi, anche se non sono danni tecnico produttivi, stanno facendo diventare il 2014, come nel 2012, “Annus Horribilis” per l’agricoltura ferrarese. Scarse produzioni che si associano a prezzi minimi, stanno mettendo in ginocchio varie aziende anche importanti. Non possiamo accettare questa situazione, chiediamo che la prossima programmazione per l’agricoltura, contenga nuovi strumenti di gestione del rischio di natura economico-finanziaria, oltre a quelli strutturali, strumenti per ripristinare il potenziale produttivo agricolo danneggiato e vogliamo inoltre che vengano introdotte adeguate misure di prevenzione e salvaguardia dei rischi.”

martedì 5 agosto 2014

MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA BOLOGNA: “FORTE PREOCCUPAZIONE PER MOLTE PRODUZIONI AGRICOLE. IL MALTEMPO ALLUNGHERÀ INEVITABILMENTE LE CAMPAGNE DI RACCOLTA, PROVOCANDO COSÌ UN AUMENTO DEI COSTI DI PRODUZIONE PARI AL 15-20%. LE INCESSANTI PIOGGE RICHIEDERANNO INOLTRE MAGGIORI TRATTAMENTI CONTRO GLI ATTACCHI FUNGINI”

Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna

Sale l’attenzione sulla campagna agricola estiva che si preannuncia allarmante per molte produzioni agricole. A un drastico calo dei prezzi nell’ortofrutta e nel vino, determinato dalla netta flessione dei consumi e dalla difficile congiuntura di mercato, si aggiungono le criticità provocate dalle condizioni climatiche avverse. Ad esprimere “forte preoccupazione per le principali produzioni agricole del territorio, dal settore vitivinicolo al bieticolo saccarifero, all’ortofrutticolo” è Confagricoltura Bologna, organizzazione agricola che raggruppa in provincia oltre 2mila imprese. “Il protrarsi del maltempo allungherà inevitabilmente le campagne di raccolta, provocando così un aumento dei costi di produzione pari anche al 15-20 per cento – fa notare Confagricoltura Bologna. “Gli eventi temporaleschi particolarmente violenti e duraturi richiederanno, inoltre, maggiori trattamenti contro gli attacchi fungini per contrastare importanti patologie della vite come la peronospera e la botrite - il cui rischio aumenta in caso di piovosità - oppure come la cercospora nelle bietole”. “La campagna bieticolo-saccarifera, partita già a rilento lo scorso 25 luglio causa intemperie e perturbazioni atmosferiche, rischia di chiudersi – sottolinea l’organizzazione agricola bolognese - oltre il termine previsto, ossia intorno alla metà di ottobre, ripercuotendosi in maniera negativa sulla semina successiva delle colture cerealicole”.

mercoledì 30 luglio 2014

COLDIRETTI: FINO AL TRIPLO DI ACQUA IN PIU’, IL MALTEMPO SCONVOLGE CICLI DELLE PIANTE E ABITUDINI DEGLI ANIMALI

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Le piogge intense e le temperature fuori stagione stanno interessando moltissime aree italiane, compresa la nostra provincia. Al momento non si registrano danni diretti ma c’è timore per la campagna di raccolta del pomodoro ed in generale per possibili infezioni di funghi sulle colture in atto, oltre ad una stagnazione dei consumi di frutta estiva.

In alcune zone del Nord è caduto anche il triplo di acqua in più ma in tutta Italia si sono registrate precipitazioni da record che hanno sconvolto i normali cicli stagionali delle campagne oltre a provocare danni diretti alle colture. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base di un monitoraggio dei problemi causati dal maltempo sul territorio nazionale, con gravissime ripercussioni sulle produzioni in campo, dai pomodori alla frutta e verdura, fino alle vigne con pesanti danni economici e perdita di lavoro stagionale. Ma le abbondanti piogge stanno sconvolgendo anche i cicli vegetativi delle piante, con – rileva Coldiretti – l’allungamento dei tempi di crescita di molte colture. Se nei mesi scorsi si era parlato di un anno senza inverno, ora ci troviamo dinanzi a un anno senza estate e ciò sta condizionando i ritmi naturali. Si modificano di conseguenza anche le abitudini degli animali, con riflessi, ad esempio, sulle produzioni di miele, con le api che non volano più per il maltempo, mentre mucche e pecore non possono andare al pascolo. Gravissima anche la situazione sui terreni allagati – continua la Coldiretti – dove è impossibile effettuare le attività di raccolta e quelle di semina dei nuovi cicli di ortaggi. In diverse provincie del nord, dalla Lombardia al Veneto si registrano allagamenti, esondazioni, grandinate. I raccolti di pomodori, melanzane, peperoni sono fortemente danneggiati, mentre la stagione per i meloni è da dimenticare. Problemi gravi anche in Toscana dove le piogge intense e fitte cadute in poche ore negli scorsi giorni unite a fenomeni di grandinate, in particolare in Versilia, hanno danneggiato molte delle colture stagionali come i meloni, i pomodori e le insalata pronte per essere raccolte e finire sulle tavole. Problemi anche nelle Marche, dalla provincia di Ancona a quella di Pesaro dove bombe d’acqua e grandine hanno colpito in particolare vigneti e ulivi. Attesa anche per la vendemmia che dipenderà molto dalle condizioni che si verificheranno nei prossimi giorni ma già adesso – precisa la Coldiretti - si conta un aumento dei costi di produzione per difendere viti e alberi da frutto. Nella nostra provincia per il momento non giungono segnalazioni di danni diretti ma la pioggia che continua a cadere ha interrotto le operazioni di raccolta dei pomodori, che rischiano un deprezzamento qualitativo e l’infezione di muffe e funghi. Disagi anche per la raccolta di altre orticole come cocomeri e meloni, oltre che per la frutta, anche in questo caso con il timore di una maturazione non ottimale e di possibili infezioni di funghi con aumento dei costi di produzione. Ai danni diretti sulle coltivazioni si sommano – conclude la Coldiretti - quelli indiretti provocati dal calo di consumi dei prodotti stagionali come la frutta e verdura a causa delle condizioni climatiche non favorevoli con un conto per l' agroalimentare ed il turismo che a livello nazionale si stima abbia superato il miliardo di euro.

martedì 22 luglio 2014

COLDIRETTI: CON MALTEMPO DANNI ALLE COLTURE E FRENO AI CONSUMI DI FRUTTA. ESTATE PAZZA E’ GIA’ COSTATA UN MLD DI EURO

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Queste prime settimane d’estate anomala ha visto sconvolte le attività turistiche, agricole e le abitudini alimentari, con incremento delle piogge e tempo incerto che ha tagliato le partenze per gite e vacanze, oltre che provocato danni alle colture agricole.

L’estate pazza in questa prima fase è già costata al sistema economico italiano oltre un miliardo di euro per colpa del maltempo che ha sconvolto soprattutto le attività turistiche e quelle agricole ma ha anche cambiato le abitudini stagionali degli italiani a tavola. E’ quanto stima la Coldiretti in occasione dell’arrivo dell’ennesima perturbazione nel sottolineare che il tempo incerto ha ritardato le partenze per le vacanze e tagliato le gite in giornata lasciando più vuoti, nelle principali località turistiche, alberghi, ristoranti, ombrelloni e centri di divertimento ma i temporali, la pioggia e la grandine hanno anche distrutto a macchia di leopardo le campagne e cambiato le abitudini alimentari con unminor consumo di prodotti stagionali, dai gelati alla frutta che registranoquotazioni quasi dimezzate del tutto insostenibili per i produttori agricoli. L’inizio dell’estate è stato segnato - sottolinea la Coldiretti - dal 34% di pioggia in più caduta nel mese di giugno con punte di oltre il +200 per cento in alcune zone anche turistiche del centrosud e del tempo incerto della prima meta di luglio. Il risultato è che, anche considerando le partenze del week end, non più di 6 milioni di italiani - stima la Coldiretti - sono giàpartiti per le vacanze per concedersi almeno un giorno di vacanza fuori casa. Il maltempo che ha lasciato a casa gli italiani ha anche colpito con temporali, bombe d’acqua e grandine le coltivazioni agricole spesso prossime alla raccolta rovinando il lavoro di un intero anno di molte aziende agricole con effettianche sull’occupazione stagionale. Oltre al danno la beffa di una stagione piovosa che ha fatto crollare i consumi di frutta e verdura alimentando unaspirale negativa tra consumi e deflazione che sta mettendo a rischio le imprese e la salute dei consumatori. Gli effetti si fanno sentire anche sulla produzione agricola con i prezzi che all’inizio di luglio, secondo l’Ismea, si sono attestati mediamente sui 43 centesimi al chilo, perdendo oltre il 34% rispetto allo stesso periodo del 2013, mentre va ancor peggio per i prezzi all'origine delle nettarine, scesi mediamente a 0,46 euro al chilo con riduzioni anche del 40 per cento rispetto al valore di luglio dello scorso anno. E la situazione è peggiorata e si è estesa ad altre coltivazioni come le susine, i meloni ed i cocomeri con quotazioni che - denuncia la Coldiretti - non consentono neanche di coprire i costi di raccolta. Gli agricoltori della Coldiretti sono impegnati in una mobilitazione nei confronti dei consumatori per uscire da questa situazione insostenibile e dare a tutti lapossibilità di consumare la componente più importante della dieta estiva degli italiani, in un Paese come l’Italia che è leader europeo nella produzione. Sul piano istituzionale la Coldiretti presenterà al Governo una serie di proposte per interventi che diano al settore migliori prospettive per il futuro: una corretta riconversione varietale; il coordinamento unico per l’immissione del prodotto sul mercato; la regolamentazione del sistema degli sconti e delle vendite sottocosto nella grande distribuzione organizzata; la regolamentazione sul commercio in materia di confezionamento che riduca i costi evitando il moltiplicarsi di formule diverse; lo sviluppo di fondi mutualistici per affrontare le situazioni eccezionali; la progettazione di nuove forme assicurative multirischio che comprendano le situazioni di crisi; l’esclusione della frutta più facilmente deperibile dal sistema del libero servizio nella Grande distribuzione organizzata (Gdo), maggiori controlli sul rispetto delle norme di commercializzazione e sui prodotti diimportazione, troppo frequentemente spacciati per italiani. Per l’immediato, al fine di dare maggiore soddisfazione a chi produce la buona frutta e rilanciare i consumi di più alta qualità e far ripartire mercato e prezzi negli ultimi 60 giorni di campagna, Coldiretti sostiene la richiesta che il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, ha fatto alla Commissione Ue per l’utilizzo di quanto previsto dal Regolamento comunitario 1308/2013 (Ocm Unica), con un intervento straordinario per la frutta estiva (pesche e nettarine, angurie,meloni, ecc.) che riguardi sia soci sia non soci di organizzazioni ortofrutticole.

venerdì 17 maggio 2013

COLDIRETTI: ALLERTA MALTEMPO, RISCHIO CALAMITA’ NEI CAMPI. IL PO SALE DI 3 METRI AL GIORNO

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Le continue piogge mettono a rischio cereali, patate, pomodori, orticole. Stato di attenzione per la piena dei corsi d’acqua in regione ed anche per il Po. In quattro mesi la pioggia di un anno. Gulinelli: problemi anche a Ferrara.

 Le intense precipitazioni di questi giorni hanno fatto salire il livello idrometrico del fiume Po di tre metri in sole ventiquattro ore a Piacenza dove è scattata l’allerta della protezione civile per l’arrivo della piena. E’ quanto emerge da un monitoraggio di Coldiretti Emilia Romagna sul livello del fiume Po che evidenzia come lo stato del principale fiume italiano sia significativo delle difficoltà negli altri corsi d'acqua con piene e tracimazioni mentre le campagne, non solo nei pressi dei fiumi, ma su tutta la regione sono inzuppate d’acqua, che continua a scendere dal cielo anche sotto forma di bombe d’acqua, come è avvenuto questa mattina in alcune zone del parmense. Per questo Coldiretti ha avviato monitoraggi per l’avvio delle procedure per la richiesta dello stato di calamità. L’eccesso di pioggia sta creando situazioni generalizzate di crisi per l’agricoltura in quanto i terreni non hanno più capacità di assorbimento. Si calcola – precisa la Coldiretti – una perdita fino al 50 per cento nel raccolto di soia e mais, indispensabile per l’alimentazione degli animali, ed è persa anche la fienagione perché il fieno marcisce sui campi. Nelle province occidentali, soprattutto Piacenza, non è stato trapiantato il 70% del pomodoro, mentre è ferma la semina delle patate sia nel bolognese (patata Dop di Bologna), sia nel piacentino (patata tradizionale di Mareto). Nel ferrarese stop anche alla semina del riso, che non è andata oltre il 7% delle semine degli ultimi anni. “Si temono riflessi negativi anche per le fragole – commenta il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli - la cui campagna di raccolta non è ancora sostanzialmente iniziata e che inizia a presentare problematiche fitosanitarie, per le orticole in generale, tra ritardi nelle semine e difficoltà vegetative, che saranno acuite dall’incremento delle temperature accompagnato all’eccesso di umidità, ed anche alle frutticole, dove potrebbero verificarsi cascole dei frutticini a causa dello stress provocato dal permanere dell’acqua nei terreni inzuppati. Anche nella nostra provincia i dati del Consorzio di Bonifica rilevano una piovosità straordinaria e c’è preoccupazione per garantire la tenuta del sistema idraulico”. Siamo di fronte – sostiene Coldiretti – ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici con precipitazioni che nei primi quattro mesi dell’anno al nord sono risultate superiori del 53 per cento rispetto alla media. “Ormai il maltempo – afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – ha creato una situazione di emergenza su tutta la regione, è il difficile deve ancora venire, perché con le difficoltà dei seminativi lieviteranno i costi negli allevamenti zootecnici”.

venerdì 3 maggio 2013

E' VERA EMERGENZA DIMENTICATA SULL'APPENNINO EMILIANO

Fonte: Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni  

TIZZANO VAL PARMA - MASSIMO GARGANO (Presidente A.N.B.I. – Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni): “APPENNINO EMILIANO, VERA EMERGENZA: GIA’ 50 I SENZATETTO. LA MONTAGNA FRANA ED I CONSORZI DI BONIFICA NON POSSONO ESSERE LASCIATI SOLI. DANNI INALCOLABILI AL TERRITORIO ED ALLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE, IL GOVERNO DICHIARI LO STATO DI CALAMITA’ ED ATTIVI LE RISORSE NECESSARIE”.

 “E’ una vera emergenza dimenticata, quella in atto sull’Appennino Emiliano, dove, a causa delle piogge e dello scioglimento delle nevi, sono in movimento centinaia di frane storiche e finora quiescenti, interessando circa 400 persone, una cinquantina delle quali ha già dovuto abbandonare la propria abitazione. Ci sono case e capannoni crollati o inagibili, gran parte dei collegamenti viari sono interrotti, metà della popolazione di Tizzano Val Parma è agganciata solo con interventi d’emergenza all’acqua potabile ed all’energia elettrica.” A lanciare l’appello è Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), intervenuto all’incontro, promosso a Tizzano Val Parma (il centro più colpito dove incombe una delle frane più grandi d’Europa e lunga oltre due chilometri) dal Consorzio di bonifica Parmense, presenti i Sindaci dei Comuni interessati (Tizzano Val Parma, Corniglio, Neviano), parlamentari locali, i rappresentanti della Regione Emilia Romagna e degli Enti Locali, delle realtà produttive del territorio, dei Consorzi di bonifica regionali. “Bisogna – insiste Gargano – che il Governo conceda immediatamente lo stato di calamità naturale, perché servono risorse e strumenti adeguati a fronteggiare una grave situazione d’emergenza, cui attualmente fanno fronte solamente i Consorzi di bonifica e la Protezione Civile. Poi dovrà esserci il momento per programmare quelle opere di manutenzione del territorio, necessarie ad evitare, sull’Appennino come in altre zone d’Italia, il ripetersi di criticità che, come in questo caso, solo la buona sorte ha voluto non avessero tragiche conseguenze. I danni alle attività produttive ed al territorio sono comunque incalcolabili; uscire dalla logica dell’emergenza per investire invece nella prevenzione deve essere una priorità per il nuovo Governo.”

venerdì 15 marzo 2013

La Cia di Ravenna lancia l’allarme maltempo

FONTE: Cia Ravenna

A causa delle abbondanti piogge di questo ultimo periodo cresce la preoccupazione per l’asfissia dei terreni e per le semine primaverili
«Se la stagione non evolverà in meglio in brevissimo tempo, per bietole da seme, cipolle e patate, colture già in parte compromesse, sarà un’annata disastrosa»

La Cia di Ravenna è preoccupata per gli effetti delle piogge intense e persistenti che si sono verificate in questo ultimo periodo. Piogge che possono provocare fenomeni di asfissia dei terreni ma anche ritardo o impossibilità a effettuare le semine e i trapianti  primaverili - in particolare di bietole da seme, cipolle, patate - a causa dell’impraticabilità del terreno. Uno stato generale, quindi, che andrebbe ancora una volta ad aggravare la situazione economica delle imprese agricole, già in difficoltà a causa della crisi strutturale nel quale si trova oramai da diversi anni il settore.

«Le bietole da seme sono già da tempo sotto i capannoni in attesa di essere piantate e, causa le piogge di questi giorni, non sarà possibile attuare le semine se non con forti ritardi – fanno sapere dalla Confederazione italiana agricoltori di Ravenna - Così anche per le cipolle, la cui semina è stata effettuata solo in minima parte e ora il ritardo di un mese rischia di comprometterne il risultato produttivo. Per le patate si registrano già problemi importanti sia per la preparazione del letto di semina sia per le semine già effettuate e danneggiate da eccessi idrici. Se la stagione non evolverà in meglio in brevissimo tempo, per bietole da seme, cipolle e patate, colture già in parte compromesse, sarà un’annata disastrosa».

L'inverno 2012/2013 è risultato alquanto piovoso, con un’anomalia pluviometrica stagionale di segno positivo (+63% su base regionale rispetto al trentennio 1971-2000) e con precipitazioni cumulate stagionali di frequente superiori ai 200/250 mm di pioggia anche nelle aree pianeggianti.

giovedì 29 novembre 2012

COLDIRETTI: ALLARME MALTEMPO, IL PO E’ SALITO DI TRE METRI IN UN GIORNO

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Sotto osservazione il grande fiume dopo le intense piogge di questi giorni. L’Italia piegata da esondazioni e frane. Il settore agricolo nel 2012 conta già oltre 3 miliardi di euro di danni per calamità.

Il livello idrometrico del fiume Po è già salito di quasi 3 metri in sole ventiquattro ore per effetto delle intense precipitazioni che hanno provocato la piena di molti fiumi. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti, a Ponte della Becca a metà giornata, che evidenzia come lo stato del principale fiume italiano sia significativo delle difficoltà negli altri corsi d'acqua in una situazione in cui la piena dei fiumi minaccia ed ha già provocato allagamenti nelle campagne dove si registrano anche frane e smottamenti. L’Italia – sostiene la Coldiretti - paga il prezzo della mancanza di una politica territoriale che ha favorito l’abbandono dell’agricoltura nelle zone difficili e la cementificazione in quelle piu’ ricche con il risultato che a livello nazionale ci sono – sottolinea la Coldiretti - 6633 i comuni complessivamente a rischio, l’82 per cento del totale. Con gli ultimi nubifragi autunnali che si sono abbattuti i danni diretti e indiretti provocati all'agricoltura dagli eventi estremi nel 2012 – conclude la Coldiretti - hanno superato i 3 miliardi i euro, con neve e ghiaccio che hanno bloccato l'Italia durante l'inverno e poi da caldo e siccità estivi che hanno bruciato i raccolti.

martedì 4 settembre 2012

COLDIRETTI: SICCITA’, E’ RECORD DI GIORNI SENZA PIOGGIA IN EMILIA-ROMAGNA



FONTE: COLDIRETTI

Le piogge degli ultimi giorni non bastano: danni per 1 mld in Emilia-Romagna.

E’ stato record di siccità in Emilia Romagna: dall’1 maggio al 31 agosto scorso sono stati 90 i giorni consecutivi con precipitazione minore di 5 mm in molte aree della pianura e dei rilievi della regione. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna, sottolineando che, in base ai dati dell’Arpa (Agenzia regionale dell’ambiente) si è verificata una siccità nei terreni che non ha eguali negli ultimi sessant’anni. Le piogge diffuse sul territorio regionale degli ultimi tre giorni, secondo Coldiretti non sono purtroppo sufficienti a risollevare una situazione nella campagne dove le Province hanno rilevato danni per un miliardo di euro a causa della mancanza di pioggia, con perdite superiori al 50%, nel mais da granella, nelle foraggere e nelle piante industriali (pomodoro da industria, barbabietole, girasole), ma con danni rilevanti anche per ortofrutta e viticoltura.

“In una situazione in cui la mancanza di pioggia è sempre più diffusa – dice il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – è fondamentale trovare risorse per realizzare misure strutturali che consentano di accumulare acqua durante i mesi più piovosi per redistribuirla sul territorio regionale nei momenti di bisogno”.
 
L’appello di Coldiretti Emilia Romagna arriva alla vigila dell’incontro degli Assessori all’agricoltura con il Ministro delle Politiche Agricole, fissato per domani 5 settembre per decidere gli interventi di sostegno da adottare per i danni da siccità.

venerdì 6 aprile 2012

LE MODESTE PIOGGE DI QUESTI GIORNI NON SCONGIURANO LA SICCITA’ NEI CAMPI

Fonte: Confagricoltura Ferrara

“La situazione è grave, non ancora compromessa, ma a condizione che nei prossimi giorni, si possa contare, oltre alle modeste piogge di questi ultimi giorni, su ulteriori significative precipitazioni” – afferma Nicola Gherardi Presidente di Confagricoltura Ferrara relativamente all’attuale anomalo andamento atmosferico che si sta determinando nelle campagne ferraresi, conseguente al perdurante periodo di siccità, che si sta registrando da ormai 4-5 mesi, interrotti da sporadiche e non rilevanti precipitazioni.

La situazione è ovviamente variegata per ciascun comparto produttivo.

Relativamente alle colture annuali, le scarse precipitazioni invernali e primaverili hanno interessato le sole colture cerealicole, che si presentano, pur con gradi di gravita differenziati a secondo della tipologia di terreno e delle tecniche agronomiche adottate, con un visibile stato di sofferenza e di ritardo vegetativo. In taluni areali, le aziende hanno ritenuto opportuno, per salvare la coltura, effettuare interventi irrigui, mai registrati sul grano a memoria d’uomo. In tale contesto diventano strategiche le eventuali precipitazioni dei prossimi giorni.

Nel frattempo, sono state effettuate le semine delle barbabietole da zucchero e sono in corso di avanzato completamento le semine del mais.

Per quanto riguarda le barbabietole occorre registrare, al pari dei cereali, la realizzazione, nelle situazioni più gravi, di interventi irrigui, volti anche in questo caso a salvaguardare la tenuta delle piantine e assicurare il raggiungimento del livello minimo di investimento per unità di superficie.

Per entrambe le colture la necessità di apporti idrici significativi nell’arco dei prossimi 7-10 giorni saranno determinanti per consentire il raggiungimento di un adeguato stadio di crescita e consentire le valutazioni in ordine alla necessità di effettuare la risemina o per orientare le aziende agricole verso la semina di colture alternative, oleaginose necessariamente.

Per quanto riguarda le colture orticole, in senso generale sono le produzioni più sensibili e con maggior necessità di apporti regolari d’acqua. Per tutte le colture oggi in campo, carote e radicchi soprattutto, si sta intervenendo con irrigazioni di soccorso, nell’attesa di adeguate precipitazioni atmosferiche.

Qualsiasi valutazione relativamente al comparto frutticolo è invece prematura. Le colture maggiormente presenti sul territorio, quali pere, mele e drupacee, non sembrano dimostrare stress particolari e irreparabili, con fioriture ordinarie, anche se occorre registrare, anche in questo caso, i primi interventi irrigui di soccorso, effettuati nella delicata fase della ripresa vegetativa e della fioritura. Determinanti, per una altrettanto ordinaria allegazione e tenuta dei frutticini, saranno gli andamenti atmosferici dei prossimi 10-20 giorni.

“Se è ancora presto per trarre conclusioni in ordine a percentuali di danno – osserva il Preesidente di Confagricoltura Ferrara - occorre però registrare come l’andamento atmosferico degli ultimi 4-5 mesi, presenti situazioni di criticità ormai consolidate e, probabilmente, difficilmente recuperabili. Il locale Consorzio di Bonifica, che pure ha dovuto anticipare di 15-20 giorni la stagione irrigua, rileva come i livelli del Fiume Po, dal quale viene derivata la quota più rilevante di acqua irrigua, siano pericolosamente bassi, peraltro non supportati da adeguate riserve nei laghi e dalle riserve dei ghiacciai a monte, per le scarse nevicate che hanno interessato i territori montani, e che pertanto è da ritenere che l’estate ormai prossima sarà caratterizzata da difficoltà di approvvigionamento. E’ inoltre fuori di dubbio che per gli interventi irrigui già eseguiti e per quelli che in futuro sarà necessario effettuare, le aziende agricole stanno già affrontando costi di gestione ben superiori al passato. (in particolare per l’elevato costo del carburante agricolo che, al netto dei sostegni al settore, ormai sfiora l’euro al litro) da mettere in correlazione, ma è solo un auspicio – conclude Nicola Gherardi - un futuro della campagna agraria che possa consentire livelli produttivi almeno di poco inferiori all’ordinario”.

mercoledì 21 marzo 2012

A.N.B.I. (ASSOCIAZIONE NAZIONALE BONIFICHE E IRRIGAZIONI): “ SE UNA RONDINE NON FA PRIMAVERA, QUALCHE GOCCIA NON ALLONTANA LA SICCITA’”

Fonte: Anbi (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni)

“Se le sporadiche piogge dei giorni scorsi hanno leggermente ristorato le campagne dell’ Italia settentrionale, restano irrisolte le grandi incognite sulle disponibilità idriche per l’ormai prossimo avvio delle irrigazioni, anticipate anche dalle temperature superiori alle medie.” Lo conferma l’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), segnalando che le situazioni più preoccupanti si registrano a Nordest dove, da settimane, le Unioni Regionali Bonifiche hanno lanciato preoccupate segnalazioni.
In Friuli Venezia Giulia, il fiume Tagliamento è sotto la media stagionale e non si segnalano riserve di neve sulle montagne; la falda si è notevolmente abbassata rispetto allo scorso anno: - 16 metri nella zona di Remanzacco e – 14 metri nel territorio di Cividale. Permanendo le attuali condizioni, sono state già preventivate riduzioni nel servizio irriguo con inevitabili ricadute sulle produzioni agricole.
Analoga la situazione nel Veneto, dove “mancano all’appello” oltre 140 millimetri di pioggia, cioè circa 140 litri d’acqua per metro quadrato. La falda nell’area centrale delle risorgive si abbassa di oltre un centimetro al giorno, vale a dire di circa mezzo metro al mese. Sulle Prealpi non c’è neve e in quota si registra un deficit del 67% nello spessore medio del manto nevoso, dato peggiore rispetto a quello di altri inverni con poca neve (1990, 2000, 2007). Le portate di tutti i principali corsi d’acqua della pianura veneta risultano nettamente inferiori ai valori medi mensili di lungo periodo. Le condizioni di magra più evidenti si osservano lungo i fiumi Brenta e Bacchiglione con una riduzione dei deflussi di oltre il 60%.
Giunta Regionale ed Autorità di Bacino Alto Adriatico hanno già attivato una struttura tecnica per individuare le linee guida atte a contemperare i molti interessi gravitanti sulla risorsa acqua.
“Ma va ricordato – precisa Massimo Gargano, Presidente A.N.B.I.– che la legge stabilisce che, dopo l’uso umano, la priorità compete all’uso agricolo. Oggi è la festa di San Benedetto, patrono dei bonificatori: se, come tradizione, arriveranno le rondini è anche perché i consorzi di bonifica contribuiscono all’equilibrio ambientale del territorio.”
Preoccupante è pure la situazione del fiume Adige, la cui portata si è dimostrata insufficiente ad impedire la risalita del cuneo salino, la cui azione mina la fertilità dei terreni; in ansia sono anche i risicoltori veronesi, giunti ormai alla vigilia dell’indispensabile pratica agronomica della sommersione dei campi.
Preoccupazione si registra anche in Piemonte e in Lombardia, soprattutto nelle zone vocate a riso e bisognose di grandi quantità d’acqua: il lago Maggiore, il cui livello è risalito di una ventina di centimetri a seguito di piogge, rimane infatti 60 centimetri sotto la media stagionale; ciò significa una carenza di 120 milioni di metri cubi d’acqua, cioè un terzo della capacità d’invaso. Tutti i grandi laghi del Nord Italia, pur in leggera ripresa, restano abbondantemente sotto le medie stagionali: lago di Garda: -30 centimetri; lago di Como: - 15 centimetri; lago d’Iseo: -30 centimetri. Meno allarmante, allo stato attuale, è la condizione del fiume Po, le cui portate, ancorchè fluttuanti, stanno godendo dello scioglimento delle “nevi basse”; il loro effetto, non essendo copiose quest’anno le riserve nivose montane, si esaurirà però nell’arco di un paio di mesi e poi ci si dovrà affidare solo a “Giove Pluvio”.
Situazione a rischio anche in Emilia Romagna dove, nell’area centrale, la falda ipodermica è scesa a tre metri dal piano campagna; la situazione idrica complessiva è inferiore alle medie stagionali.
Seppur in maniera non omogenea, ma le riserve idriche preoccupano anche in Toscana: le situazioni più gravi si registrano nelle zone centro meridionali dove, ad esempio, l’invaso del Bilancino, nell’area di Firenze, è ai minimi storici.
La situazione, invece, migliora man mano che si scende verso Sud per la presenza di invasi, che registrano un crescente accumulo idrico.
“Nella perdurante assenza di un Piano Nazionale degli Invasi e a fronte delle nuove difficoltà registrate per il Piano Irriguo Nazionale, si dimostra quanto mai lungimirante la scelta dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni di dar vita al sistema Irriframe che, in fase di attuazione sull’intero territorio italiano, garantisce l’ottimizzazione d’uso della risorsa idrica a fini irrigui – conclude Gargano - Alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Acqua dobbiamo essere orgogliosi dell’interesse che, a livello internazionale, sta riscuotendo, l’azione dei consorzi di bonifica italiani, come testimoniato anche recentemente dal World Water Forum svoltosi Marsiglia, attento alla nostra costante opera di trasformazione degli impianti irrigui verso tecnologie a minore consumo d’acqua.”

mercoledì 16 giugno 2010

PRIMA LA GRANDINE POI LE ABBONDANTI PIOGGE: DOPO IL LUNGO INVERNO ANCHE L'INIZIO DELL'ESTATE ZOPPICA, MA I CANALI REGGONO

Fonte: Consorzio della Bonifica Burana

Tutto il comprensorio del Consorzio di Burana è sotto stretto controllo in queste ore, a seguito delle abbondante piogge che stanno minando questo lento inizio d’estate. L’Ente di Bonifica ha stretto la sorveglianza sui 2.500 chilometri di canali che gli competono, anche se, al momento, i tecnici del Burana comunicano essere ottima la tenuta del reticolo idrico.
“In questo momento stiamo intensificando i controlli particolarmente sui terreni più bassi a seguito delle abbondanti precipitazioni di pioggia dei giorni scorsi – dichiara il direttore tecnico del Burana, l’Ing. Cinalberto Bertozzi. “Il nostro personale è attivo su tutti i punti più critici del nostro comprensorio per garantire la massima vigilanza, ma nonostante i 30-40 millimetri di pioggia caduti in media, con punte localizzate a Cavezzo di 120-170 mm, i nostri canali non destano preoccupazione: stanno reggendo bene l’eccezionalità degli ultimi eventi meteo nonostante siamo in pieno invaso”.
Le eccezionali piogge di queste ore, infatti, giungono nel periodo del’anno in cui i canali sono più carichi d’acqua, per far fronte alle necessità irrigue degli agricoltori, tanto più se questi canali sono gravati da intense precipitazioni e sono reduci da un inverno particolarmente piovoso e nevoso come quello appena terminato.
Il direttore tecnico Bertozzi riprende: “i problemi più significativi si stanno riscontrando più che nei canali nei fossi stradali e in quelli privati per le croniche problematiche di manutenzione da cui sono affetti.”
Il presidente Mario Girolami aggiunge: ”ogni evento estremo, come quelli cui stiamo assistendo sempre più di frequente – nevicate eccezionali, violente grandinate, scroscianti piogge – rappresenta un banco di prova per il nostro personale e per la rete di canali. Nonostante l’alto tasso di perturbazioni degli ultimi mesi, abbiamo sempre scongiurato il pericolo di esondazioni e allagamenti. È giusto che la gente sappia che dietro quest’apparente tranquillità, c’è un grosso lavoro per il mantenimento del delicato equilibrio tra ‘difetto ed eccesso’ che trasforma l’acqua da minaccia in risorsa.”