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lunedì 26 maggio 2014

COMMERCIO AL DETTAGLIO, CONFAGRICOLTURA: “CALANO LE VENDITE DEL CIBO. ANCHE I DISCOUNT NON REGGONO ALLA CRISI”

Fonte: Confagricoltura

La spesa alimentare sembrava un tabù. Gli Italiani tagliavano su tutto tranne che sugli alimenti. Poi sono giunti i risparmi facendo la spesa ai discount, spesso a discapito della qualità; quindi i tagli sempre più consistenti su qualità e quantità del cibo e, addirittura a marzo (rispetto allo stesso mese 2013) le vendite al dettaglio di prodotti alimentari hanno segnato un calo di ben il 6,8%, a fronte dei non alimentari che diminuiscono dell’1,5%. Lo sottolinea il Confagricoltura commentando i dati Istat del commercio a dettaglio a marzo. A marzo – osserva Confagricoltura - c’è stato un calo generalizzato delle vendite al dettaglio che ha colpito anche i discount di alimentari (che nei mesi scorsi erano gli unici a registrare aumenti), i quali hanno riportato -1,5% a marzo 2014 su marzo 2013 (ma si sono attestati a +1,2%, se si analizzano i dati del primo trimestre). Certo si spreca di meno, la spesa è più oculata, ma si fanno anche molte rinunce. Una situazione che – conclude Confagricoltura - si riflette sulla filiera agroalimentare e sulle imprese agricole (prezzi all’origine -3,7% ad aprile, secondo i dati odierni di Ismea) che sempre più puntano sull’esportazione.

martedì 25 febbraio 2014

ISTAT, CONFAGRICOLTURA: “LE FAMIGLIE RIDUCONO LE SPESE ANCHE PER MEDICINE E CIBO”

Fonte: Confagricoltura

“I dati sulle vendite al dettaglio ben 2013 diffusi da Istat sono un preciso segnale del profondo disagio che avvertono le famiglie, che tendono a risparmiare stando attenti più a far quadrare i conti che alla qualità. Lo dimostra la scelta della spesa alimentare a basso costo nei discount”. Lo sottolinea Confagricoltura facendo presente che, l’anno scorso, le vendite al dettaglio sono state in diminuzione in tutte le tipologie di esercizi, tranne che per i discount alimentari (+1,6%). “Il consumatore – prosegue Confagricoltura - spende solo per i beni di cui non può fare a meno e diminuisce sia la spesa per i beni non alimentari (-2,7%), sia per quelli alimentari (-1,1%). In tutti i settori merceologici, compreso la spesa farmaceutica (-2,4%), tende a risparmiare”. “Siamo di fronte ad un calo crescente della spesa alimentare, tanto che a dicembre 2013, rispetto a dicembre 2012, è diminuita di ben il 2,6%”. “La situazione delle vendite pone in gravi difficoltà le imprese agricole – conclude Confagricoltura - e conferma la validità degli sforzi di internazionalizzazione che queste pongono in essere; con l’agroalimentare che ora fa da traino a tutto il made in Italy”.

venerdì 25 ottobre 2013

ISTAT, CONFAGRICOLTURA: “LE FAMIGLIE SPENDONO SOLO PER CIBO DI MEDIA QUALITÀ E CELLULARI”

Fonte: Confagricoltura

“I dati sulle vendite al dettaglio dei primi otto mesi dell’anno (gennaio-agosto), diffusi da Istat, sono un preciso segnale del profondo disagio che avvertono le famiglie, che tendono a risparmiare, stando attenti più a far quadrare i conti che alla qualità. Lo dimostra la scelta della spesa alimentare a basso costo presso i discount”. Lo sottolinea Confagricoltura facendo presente che, negli otto mesi dell’anno in corso, le vendite al dettaglio sono in diminuzione in tutte le tipologie di esercizi tranne che per i discount di alimentari (+1,4%). “Il consumatore – prosegue Confagricoltura - spende solo per i beni di cui non può fare a meno, il cibo (ma non puntando sulla qualità top) ed il cellulare. Per tutto il resto, compreso la spesa farmaceutica, tende a risparmiare” Negli otto mesi – analizza Confagricoltura - le vendite di alimenti sono diminuite dell’ 1,2%, ma ad agosto 2013 (rispetto agosto 2012) si conferma una positiva inversione di tendenza. Gli aumenti più sostenuti si sono avuti proprio per alimentari (+1%) e per informatica-telefonia-telecomunicazioni (+1,8%). “La situazione delle vendite – conclude Confagricoltura - pone in gravi difficoltà le imprese agricole e conferma la validità degli sforzi di internazionalizzazione che pongono in essere; con l’agroalimentare che ora fa da traino a tutto il made in Italy”.

martedì 26 giugno 2012

COLDIRETTI: 6 ITALIANI SU 10 TAGLIANO SPESA. GIU’ CARNE E FRUTTA

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Crollo delle vendite per la prima volta anche nei discount alimentari (-3%).

La crisi ha tagliato la spesa di sei italiani su dieci (61 per cento) che hanno modificato al risparmio i propri comportamenti di acquisto confrontando con piu’ attenzione i prezzi nel momento di riempire il carrello, ma anche riducendo gli acquisti come meno frutta (-3 per cento), vino (-2 per cento) o carne di maiale (-2 per cento) in tavola. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti/Swg sulla base dei dati Istat relativi al commercio al dettaglio che evidenziano una caduta del 6,1 per cento del comparto alimentare ad aprile rispetto allo stesso mese 2011 che e' la piu' forte almeno da gennaio 2001. A crollare per la prima volta nel corso dell’anno - sottolinea la Coldiretti - sono anche le vendite nei discount alimentari (-3 per cento) oltre a quelle nella grande distribuzione mentre drammatica è la situazione nei piccoli negozi (-8,7 per cento). Il 59 per cento degli italiani va alla ricerca delle offerte 3 x 2 in misura maggiore rispetto al passato per effetto della crisi che di fatto - sottolinea la Coldiretti - hanno ridotto lo spreco di cibo nel 57 per cento dei casi anche riducendo le dosi acquistate (31 per cento). A crescere sono solo i modelli di spesa alternativa, dalle vendite porta a porta ai gruppi di acquisto solidale (Gas) fino alla spesa a chilometri zero direttamente dal produttore in netta controtendenza rispetto alle difficoltà del dettaglio tradizionale. Secondo una analisi della Coldiretti dalla quale parallelamente agli acquisti a domicilio aumenta anche chi preferisce fare la spesa direttamente dai produttori nelle aziende agricole o nei mercati di campagna amica dove hanno fatto la spesa oltre 9 milioni di italiani in un anno. Una tendenza positiva - sottolinea la Coldiretti - come quella registrata dalla vendita del cibo a domicilio che ha chiuso il 2011 con un aumento del giro d'affari del 3,4 per cento rispetto al 2010, assestandosi oltre 223 milioni di euro. Sono inoltre diventati oltre 800 - conclude la Coldiretti - i gruppi di acquisto solidale (Gas) strutturati presenti lungo tutto il territorio nazionale anche se una maggiore concentrazione si segnala in Lombardia, Toscana, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.

IL CROLLO DELLA SPESA ALIMENTARE DEGLI ITALIANI   
             
Negozi su piccole superfici: - 8,7 per cento (2012/2011)
Grande distribuzione (ipermercati e supermercati): - 4,5 per cento
Discount alimentari : - 3 per cento    
                          
Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Istat sul commercio al dettaglio ad aprile

martedì 8 maggio 2012

CONSUMI, CONFAGRICOLTURA: «SPESA ALIMENTARE +1,5% IN VALORE, -1,7% IN QUANTITA’»

Fonte: Confagricoltura 

  Si consuma meno e si spende di più. Come conseguenza della crisi c’è una vistosa tendenza delle famiglie al ridimensionamento ma i conti continuano a non tornare per il caro-tasse, i carburanti alle stelle, i prezzi in continua ascesa, i problemi occupazionali con l’aumento degli inattivi. E’ quanto emerge dai dati dell’ Indicatore Consumi Confcommercio (ICC) diffusi oggi. Confagricoltura evidenzia che, per gli alimentari, le bevande e i tabacchi, a marzo 2012 su marzo 2011, c’è stata una diminuzione in quantità dei prodotti acquistati (-1,7%) ma un aumento in valore (+1,5%). “In pratica – commenta l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – il carrello della spesa è meno pieno ma l’importo aumenta”. “Questa situazione peraltro pesa sugli imprenditori agricoli – fa presente Confagricoltura – dal momento che i prezzi all’origine, a marzo 2012 su marzo 2011, sono diminuiti del 2,3%, con una flessione nettamente più accentuata rispetto al -1,4% tendenziale di febbraio”. “Le nostre ripetute richieste di misure per lo sviluppo si fanno sempre più urgenti – spiega Confagricoltura -. Le imprese agricole si trovano in una situazione estremamente complicata con aumenti dei costi produttivi, ricavi in diminuzione, problemi sull’export e consumi in discesa. Così non si cresce, ma si chiude”.