...in onda su Telestense Ferrara e Lepida Tv [digitale terrestre] >> orari
Visualizzazione post con etichetta frutta e verdura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta frutta e verdura. Mostra tutti i post

mercoledì 16 dicembre 2015

NATALE 2015, CONFAGRICOLTURA EMILIA ROMAGNA: “IL REGALO SI COMPRA SEMPRE DI PIÙ DALL’AGRICOLTORE, ANCHE ON LINE: BALZO DEL 5-15% NELLA VENDITA DI PRODOTTI AGRICOLI E TRASFORMATI CON PUNTE NEL BIO CHE SFIORANO IL 20%”

Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna

Mancano dieci giorni al Natale, ma il trend sembra essere proprio questo: “Il regalo in Emilia Romagna adesso si compra sempre di più dall’agricoltore, anche on line”. Lo comunica Confagricoltura Emilia Romagna che in base a una ricerca svolta su un campione di produttori emiliano romagnoli, fornisce le percentuali indicative d’incremento registrate nella vendita diretta di prodotti agricoli e trasformati rispetto a un anno fa: “Conserve, polpe di frutta, gelatine e marmellate (+15%); salumi e insaccati artigianali anche precotti (+10%); parmigiano reggiano (+ 5%); salse, paté, condimenti tipici e cibi sott’olio (+ 5-8%); bio food (+20%); funghi freschi ed essiccati (+10); miele, pappa reale e propoli (+12-15%); vini e spumanti (+8-10%)”.
“Significa che la capacità di offerta e di marketing delle aziende agricole emiliano romagnole – osserva Confagricoltura regionale – ha saputo scorgere nell’innovazione, nel dinamismo e nella dimensione aziendale, quelle risorse necessarie per crescere. Infatti sono tante le realtà ben strutturate, con laboratori e attrezzature atte alla preparazione e trasformazione dei prodotti agricoli. Significa soprattutto che l’impegno dedicato alla multifunzionalità, alla creazione di varie tipologie di prodotti trasformati e alle attività connesse all’esercizio dell’agricoltura, sta dando buoni risultati. Come anche l’avvio di nuove forme di aggregazione d’impresa, quali i contratti di rete che consentono di rafforzare la capacità produttiva e commerciale dei singoli al fine di migliorarne la competitività e la visibilità aziendale”.
Va anche sottolineata “la tendenza del consumatore di oggi ad orientarsi verso un acquisto più consapevole e informato che lo porta, quando possibile, direttamente al produttore”.

venerdì 10 gennaio 2014

COLDIRETTI: LA CORRETTA ALIMENTAZIONE, UN AIUTO CONTRO L’INFLUENZA.

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Allarme bambini: per uno su quattro niente frutta a tavola. Eppure un’alimentazione con un significativo apporto di vitamine, probiotici e sali minerali, presenti anche in frutta e verdura di stagione rafforza le difese immunitarie ed aiuta a sconfiggere i malanni invernali.

Iniziare con latte, miele o marmellata alla mattina per poi portare a tavola soprattutto zuppe, verdure, legumi e frutta, con l'apporto di vitamine che aiuta a rafforzare, le difese immunitarie dal rischio dell'insorgenza dell' influenza. E' quanto consiglia la Coldiretti in riferimento al forte aumento dei casi di influenza stagionale che sta colpendo al momento soprattutto i bambini che in quasi un caso su quattro non consumano ortofrutta a tavola almeno una volta al giorno. Oltre a frutta a verdura ricca di antiossidanti nella dieta per sconfiggere l'influenza non devono mancare - sottolinea la Coldiretti - latte, uova e alimenti ricchi di elementi probiotici quali yogurt e formaggi come il parmigiano e, per alcuni esperti, anche il miele e l'aglio, che contiene una sostanza, l'allicina, particolarmente attiva nella prevenzione. Fondamentale - continua la Coldiretti - è assumere verdure di stagione, soprattutto quelle ricche di vitamina A (spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote, broccoletti, ottimi anche cipolle e aglio possibilmente crudi per la valenza antibatterica non indifferente) perché danno il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti che sono di grande aiuto per combattere le conseguenze dello stress del cambio di stagione sull'organismo. Nella dieta - prosegue la Coldiretti - non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre cheaiutano l'organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali. Per la frutta - evidenzia la Coldiretti - di grande importanza per il grande contenuto di vitamina C, è il consumo di frutta di stagione come i kiwi, clementine e arance rigorosamente italiane per evitare che i trasporti ne riducano il contenuto vitaminico. Va anche ricordato che in un soggetto normale l'assunzione di proteine deve essere compresa tra 0,8- 1,3 grammi di proteine per chilo di peso corporeo, per cui - conclude la Coldiretti - una buona dose di carne nella dieta non può fare che bene.

venerdì 29 novembre 2013

INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: AUMENTANO I PREZZI AL CONSUMO DI FRUTTA E VERDURA, MA PER FATTORI DI NATURA STAGIONALE. LA SITUAZIONE DELLE IMPRESE DEL PRIMARIO PERÒ È MOLTO CRITICA

Fonte: Confagricoltura

Aumentano mediamente dello 0,6% i prezzi al consumo dei prodotti alimentari non lavorati, a novembre rispetto a ottobre, ma pesano i fattori di natura stagionale. Lo rileva Confagricoltura analizzando i dati provvisori dell’Istat sull’inflazione a novembre. In particolare, proprio per il cambio dei prodotti sui banchi e per l’arrivo delle primizie sul mercato, sono aumentati i prezzi della verdura (+2% rispetto al mese precedente), però su base annua i prezzi sono diminuiti del 4,4%; analoga situazione per la frutta, che aumenta dell’1,6%, ma segna una flessione a livello tendenziale dell’1,3%. In evidenza anche il calo delle quotazioni del pesce di allevamento (-0,2% a livello congiunturale, -0,4% a livello tendenziale). A monte c’è la flessione delle quotazioni all’origine che stanno sopportando i prodotti delle campagne. Ad ottobre, rispetto a un anno fa, secondo i dati Ismea, si è avuta – osserva Confagricoltura – una diminuzione del 4%. Le imprese agricole continuano a fronteggiare – conclude Confagricoltura - una situazione estremamente difficile, con cali di redditività critici per la tenuta del sistema e con ripercussioni anche sull’occupazione.

giovedì 31 ottobre 2013

INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: DIMINUISCE IL PREZZO DI FRUTTA E VERDURA NEL CARRELLO DELLA SPESA. LA SITUAZIONE DELLE IMPRESE DEL PRIMARIO PERÒ È MOLTO CRITICA

Fonte: Confagricoltura

“Il sensibile calo dei prezzi al consumo della frutta (-3,5%; +0,9% su base annua) e della verdura (-1,5%, -6,8% in termini tendenziali) contribuisce a raffreddare il costo della vita. I prezzi al consumo, nel loro complesso, registrano una diminuzione congiunturale dello 0,3% e un aumento dello 0,7% su base annua, in rallentamento rispetto alla dinamica rilevata a settembre (+0,9%)”. Lo sottolinea Confagricoltura analizzando i dati provvisori dell’inflazione ad ottobre dell’Istat. “A monte c’è la marcata flessione delle quotazioni all’origine che stanno sopportando i prodotti delle campagne – osserva Confagricoltura – Ad agosto, rispetto a luglio, secondo i dati Ismea, si è avuta la diminuzione di oltre il 19% dei prezzi di frutta e verdura”. “Le imprese continuano a dover fronteggiare – conclude Confagricoltura - una situazione estremamente difficile, con cali di redditività critici per la tenuta del sistema e con ripercussioni anche sull’occupazione”.

giovedì 5 settembre 2013

COLDIRETTI, BOOM PER CONSERVE FAI DA TE: 9 MILIONI GLI ITALIANI TRA PENTOLE E VASETTI

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Rientro dalle vacanze con il rito della preparazione di conserve e confetture. Nei vasetti un pieno di bontà e gusto “made in Italy”.

Sono 9 milioni gli italiani che quest’anno al rientro dalle vacanze si mettono al lavoro tra pentole e vasetti nella preparazione di conserve fatte in casa per garantirsi una alimentazione piu’ genuina e naturale, ridurre gli sprechi e risparmiare nel tempo della crisi. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Swg presentata in occasione del primo “Cooking show della nonna” realizzato in Piazza Portello a Milano per svelare i trucchi del mestiere e offrire consigli e suggerimenti per valorizzare in tutti i modi la frutta e verdura italiana nei vasetti con l’aiuto di chef, nutrizionisti ed esperti ma anche delle casalinghe di Voghera in rappresentanza di tutte le famiglie italiane. Quest’anno per effetto dei ritardi nella maturazione proprio a settembre - sottolinea la Coldiretti - si concentrano nelle famiglie italiane le operazioni ai fornelli per trasformare la frutta in marmellate, succhi e sciroppati, gli ortaggi in gustosi sott’oli e sott’aceti e il pomodoro in passate, pelati o pezzettoni. Il ritorno di comportamenti virtuosi come la preparazione delle conserve in casa è forse l’unico aspetto positivo della crisi a tavola. Nel 2013 si assiste infatti al ritorno degli italiani all’autoproduzione di alcuni cibi secondo una tradizione del passato che - precisa la Coldiretti - sembrava destinata a perdersi ed è invece tornata di grande attualità di fronte ai ripetuti scandali alimentari e all’esigenza di ottimizzare i bilanci familiari. Il risultato - continua la Coldiretti - è un aumento del tempo trascorso in cucina con ogni italiano che secondo l’indagine dedica alla preparazione dei cibi ben oltre sette ore alla settimana. Ma durante i riti settembrini della preparazione delle conserve fai da te i tempi - precisa la Coldiretti - si allungano con intere giornate trascorse per recuperare il prodotto, pulirlo, lavorarlo, cucinarlo e metterlo in vaso. Una maggiore attenzione rispetto al passato viene riservata alla scelta delle materie prima che spesso vengono acquistate direttamente dai produttori agricoli in azienda, nelle botteghe o nei mercati di Campagna Amica. Ma la vera novità degli ultimi anni è l’interesse crescente delle nuove generazioni con molte giovani coppie desiderose di apprendere le tradizioni dei nonni. Un bisogno di informazioni sulla preparazione dei cibi che è dimostrato dal fatto che 1,4 milioni di italiani dichiarano di partecipare a community sul web centrate sulla preparazione del cibo mentre ben 25 milioni si informano sui libri od in televisione. La preparazione piu’ radicata nella tradizione degli italiani è quella della trasformazione del pomodoro che prevede semplici ma importanti operazioni come la selezione ed il lavaggio accurato dei pomodori, l’asciugatura, la cottura in acqua bollente per favorire il distacco della buccia dalla polpa ed infine la spremitura, l’imbottigliamento e la sterilizzazione delle bottiglie. Non meno diffusi sono i sott’oli cioè ortaggi di stagione come zucchine e melanzane che vengono precedentemente lavati e scottati in acqua, aceto o vino, fatti asciugare, messi in vaso con diversi aromi e sterilizzati. Immancabili poi tra le conserve fatte in casa sono le marmellate, una volta scelta la frutta preferita, va lavata, tagliata e lasciata a macerare con succo di limone zucchero per una notte intera prima di essere cotta a fuoco medio per una trentina di minuti in modo da farla addensare prima di metterla in vasetto e sterilizzare lo stesso. Una opportunità che consente di utilizzare frutta molto matura che, proprio per tale motivo - informa la Coldiretti - si può acquistare a cassette a prezzi convenienti, contribuendo ad evitare sprechi che nel tempo della crisi due italiani su tre (65 per cento) si sono impegnati a ridurre o annullare secondo le elaborazioni Coldiretti/Swg. L’attività di trasformatori “fai da te”, comunque – puntualizza la Coldiretti - comporta l'osservanza di precise regole in quanto la sicurezza degli alimenti conservati parte dalla qualità e sanità dei prodotti utilizzati, ma non può prescindere da precise norme di lavorazione che valgono per il settore agroindustriale, ma che devono valere anche per i consumatori casalinghi, soprattutto nella fase della sterilizzazione. La grande differenza - continua la Coldiretti - è che nelle conserve casalinghe si utilizzano frutta e ortaggi di stagione provenienti dall’Italia che ha conquistato il primato in Europa e nel mondo della sicurezza alimentare con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici oltre il limite (0,4 per cento) che sono risultati peraltro inferiori di quasi quattro volte a quelli della media europea (1,5 per cento di irregolarità) e addirittura di circa 20 volte a quelli extracomunitari (7,9 per cento di irregolarità). Nei prodotti industriali invece - conclude la Coldiretti - non è obbligatorio indicare in etichetta la provenienza della materie prima agricola ed è facile mettere inconsapevolmente nel carrello della spesa marmellate con frutta proveniente dall’Europa dell’est, sott’oli africani o concentrato di pomodoro cinese. Proprio con l’obiettivo di valorizzare il Made in Italy dal campo al vasetto è nata la collaborazione tra l’azienda Rocco Bormioli accreditata da Campagna Amica e Fai (Firmato dagli Agricoltori Italiani) per sensibilizzare i cittadini verso uno stile di vita piu’ sano ed attento alla salute, all’ambiente e alle tasche.

martedì 19 marzo 2013

CROLLANO I CONSUMI DI FRUTTA E VERDURA: I RISULTATI PEGGIORI DI SEMPRE (DAL REPORT 2012 DI CSO)

Fonte: Cso - Centro Servizi Ortofrutticoli

Il report annuale sugli acquisti di ortofrutta domestica delle famiglie italiane, elaborato da CSO su rilevazioni GFK, evidenzia un dato estremamente preoccupante: dieci anni fa si acquistavano in totale 417 Kg annui di ortofrutta per famiglia ed oggi siamo a 331 kg. 86 Kg in meno per nucleo famigliare, una tendenza pericolosa anche per la salute, se si considera che, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, lo scarso consumo di frutta e verdura è una delle prime cause di malattia in Occidente. Nel 2012 i consumi domestici delle famiglie italiane sono stati pari a 8 milioni di tonnellate, inferiori del 2% rispetto all’anno precedente e paragonabili a quelli del 2005, anno nel quale si registrò il minimo assoluto. Il comparto frutticolo è quello che maggiormente incide in questo ribasso (-2,3% con 4.3 milioni di tonnellate); gli ortaggi, anch’essi in calo, contengono le perdite (-1,6% a 3,7 milioni di tonnellate). Nel dettaglio delle singole specie frutticole si evidenzia un calo abbastanza generalizzato, variabile dal -4% al -1%; fanno eccezione solo fragole, in lieve ripresa e prugne e pompelmi, stabili. Se dal 2006 al 2011 i consumi di ortofrutta tutto sommato risultavano abbastanza stabili, variabili attorno a 8.2 milioni di tonnellate, il segno negativo del 2012 rappresenta, senza dubbio, la mancata ripresa e un ritorno al periodo più buio. La frutta, in particolare, scende a livelli mai toccati negli ultimi 10 anni; gli ortaggi, invece, mantengono un livello di poco al di sotto della media del decennio. Se si confrontano gli acquisti del 2012 delle singole specie con quelli di dieci anni prima emergono delle differenze sostanziali fra di esse. Mele, pere e arance calano tutte del 15%; l'uva da tavola registra un -18%, i mandarini -30%. Abbastanza stabili le pesche mentre risultano in crescita le nettarine (+11%), crescono le clementine (+15%) e i kiwi (+36%) anche se nell'ultimo anno si registra una lieve frenata. Stabili le albicocche, in crescita importante i meloni (+19%) e le susine (+17%). In fortissima crescita (+ 102%) la frutta esotica (ananas + altra frutta esotica). Per quanto riguarda gli acquisti di verdure sempre nel lungo periodo si evidenzia il crollo di patate (-14%), pomodori (-19%), carote (-10%), cipolle (-30%), melanzane (-10%), carciofi (-61%), bietole e fagiolini con cali a due cifre. Interessante, al contrario, la crescita delle insalate (+12%) e dei radicchi, in forte incremento i cetrioli (+31%), asparagi (+13%), fagioli (+69%) e piselli (+16%). Va evidenziato che il prezzo medio di acquisto di frutta e verdura per famiglia nel 2012 è stato pari a 1,5 euro al giorno, un dato che certo non giustifica il calo dei consumi. La Grande Distribuzione Organizzata concentra il 57% dei volumi degli acquisti; perde quota il dettaglio tradizionale con i mercati rionali e ambulanti, mentre crescono i discount. E' interessante notare come Sud e Isole rappresentino oggi un'area in cui i consumi di ortofrutta sono ancora elevati e non erano mai scesi sotto i 3 milioni di tonnellate tranne nel 2012 con 2,9 milioni di tonnellate.

mercoledì 26 settembre 2012

IL MONDO AGRICOLO SI MOBILITA: FRUTTA E VERDURA FANNO BENE ALLA SALUTE E ALLA SPESA SANITARIA

Fonte: Confagricoltura

Cesena, 26 settembre 2012 - “Incentivare il consumo di frutta e verdura dà forza all’economia nazionale, riduce i costi della spesa sanitaria pubblica e ha un impatto importante sull’occupazione e sulla bilancia commerciale”. Lo affermano Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci Agrital, nel giorno di apertura del Macfrut 2012 di Cesena. L’ortofrutta è una risorsa importantissima per il Paese, che non va sottovalutata. “Non è esagerato dire che aumentare il consumo di frutta e verdura è una priorità nazionale, ne beneficia anche la spesa sanitaria. Prevenire è meglio che curare. Corretti stili di vita e alimentari permettono di ridurre la spesa sanitaria. Una dieta quotidiana sbagliata, povera di frutta e verdura, crea un problema diretto alla Sanità pubblica”. L’organizzazione mondiale della sanità raccomanda un consumo giornaliero di frutta e ortaggi di 400 grammi a persona per ridurre i rischi connessi alle patologie del benessere (obesità, malattie cardiovascolari e alcuni tumori). Oggi, in Italia si consuma circa il 25 per cento in meno di frutta e verdura rispetto a dieci anni fa. Un dato preoccupante per l’economia del settore, ma ancor più impressionante se si pensa alla ricaduta sulla salute pubblica. Nello stesso periodo i costi del Servizio sanitario nazionale sono lievitati del 40,9% passando da 81,0 a 114,1 miliardi di euro e, secondo l’Osservatorio nazionale sulla salute, questa spesa è destinata addirittura a crescere, raggiungendo i 17 miliardi di euro nel 2015. Una dieta corretta, che preveda il costante consumo di frutta e verdura ha effetti positivi per la salute, ad esempio riduce il rischio dell’ipertensione e quindi delle malattie cardiovascolari. I quasi 5 milioni di obesi italiani costano 1.700 euro a persona e hanno un impatto sulla spesa sanitaria pubblica del 6,7%, con un costo sociale annuo pari a 8,5 miliardi di euro. Insomma, una spesa che grava su tutti gli italiani per 138 euro l’anno. Secondo una ricerca Bocconi-Sant’Anna un cittadino obeso costerebbe al Servizio sanitario nazionale più del doppio di una persona normopeso. Il costo complessivo simulato, per il periodo 2010-2050, è pari a 347,5 miliardi di euro che vengono spesi per assistere milioni di cittadini che soffrono di obesità, ipertensione e di tutte quelle patologie generate da una cattiva alimentazione. Il miglior investimento sulla salute resta la prevenzione. È sotto gli occhi di tutti, tuttavia, come la spesa degli italiani si sia purtroppo profondamente modificata, dal momento che si scelgono gli alimenti sempre più in base alle disponibilità del portafoglio. Il calo maggiore è attribuibile proprio alla frutta. Per contrastare tale tendenza occorrono misure intelligenti e straordinarie per attivare un processo virtuoso che riporti sulle tavole degli italiani e degli europei le giuste quantità di alimenti sani, necessari per il benessere fisico delle persone.