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lunedì 3 dicembre 2012

COLDIRETTI: L’INFLAZIONE IN FRENATA PER CROLLO DEI CONSUMI

FONTE: COLDIRETTI



Non decollano gli acquisti neppure per il Natale, in calo le previsioni di spesa (- 3,7%), frena l’inflazione media ma è caccia ai prodotti low cost ed alle offerte speciali.

L'inflazione frena perchè il carrello della spesa si svuota per il calo degli acquisti che contagia anche il Natale con previsioni di spesa per regali, cibo e divertimento che è stimato in calo del 3,7 per cento, con effetti negativi sulle opportunità di ripresa dell'economia. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati relativi all’inflazione nel mese di novembre divulgati dall’Istat, sulla base dell'indagine “Xmas Survey 2012” di Deloitte. C’è clima di sfiducia che – sottolinea  la Coldiretti – porta a una riduzione della spesa complessiva per le feste che penalizza soprattutto i regali che subiscono un taglio record dell’8,6 per cento ed i divertimenti (-0,3 per cento) mentre tiene l’acquisto di cibo (+2,1 per cento). L’andamento dell’inflazione riflette infatti – continua la Coldiretti - una situazione di crisi in cui per risparmiare il 56 per cento degli italiani fa lo slalom tra le corsie alla ricerca delle offerte speciali 3 per 2 e degli sconti, il 62 per cento che confronta con piu attenzione del passato i prezzi e oltre la meta (51 per cento) che va a caccia dei prodotti che costano meno, secondo l'indagine Coldiretti-Swg. Secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat su base annua a novembre i prezzi dei beni alimentari sono aumentati del 2,4 per cento in media, al di sotto del tasso di inflazione, ma in particolare sono aumentati i prezzi delle uova (+6,4 per cento), del cioccolato (+3,9 per cento), dei succhi di frutta (+2,9 per cento), delle carni (+2,2 per cento), delle farine e degli altri cereali (+1,7 per cento) e dei vegetali freschi (+1,6 per cento) mentre calano i prezzi del pesce fresco di mare di pescata (-0,2 per cento) e di allevamento (-0,1 per cento).

giovedì 20 settembre 2012

COLDIRETTI: LA CRISI SVUOTA IL CARRELLO DELLA SPESA. DA -7% LATTE A -5% OLIO

Fonte: Coldiretti Ferrara

“Fuga da Alca Tass”, i costi aggravano la crisi e crollano i consumi anche di alimentari.

La crisi svuota il carrello della spesa con il crollo degli acquisti di latte del 7 per cento e di olio del 5 per cento, ma anche di pesce (-4 per cento), carne di maiale e vino (-2 per cento), frutta, pasta e carne di manzo (-1 per cento). E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti su dati Ismea relativi al primo semestre 2012, in occasione della manifestazione ''2012: Fuga da AlcaTass'' con Coldiretti e consumatori (Codacons, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Assoutenti, Confconsumatori, Codici, Associazione Consumatori Utenti, Altroconsumo, Comitas, Consumer Law), assieme davanti a Montecitorio, a Roma, per manifestare contro l’aumento dei costi burocratici e fiscali che aggravano la crisi e tagliano i consumi, dalla benzina ai generi alimentari. Costi – sottolinea Coldiretti - che hanno ridotto la capacità di acquisto dei cittadini con la spesa mensile per carburanti delle famiglie italiane che è stata pari a 120 euro e ha superato quella per l’acquisto di carne (110 euro), frutta e ortaggi (83 euro) o pane e cereali (79 euro). L’aumento vertiginoso dei costi – sottolinea la Coldiretti - ha scombussolato i budget delle famiglie, facendo crollare i consumi nonostante i prezzi degli alimentari abbiano fatto registrare una riduzione ad agosto dello 0,1 per cento rispetto al mese precedente, in controtendenza rispetto all’andamento generale dell’inflazione. D’altra parte con il nuovo record un litro di benzina viene a costare - continua la Coldiretti - come un chilo di pesche, ma il prezzo ha superato del 40 per cento il chilo di pasta e del 50 per cento il un litro di latte. Un rapporto di cambio che - conclude la Coldiretti - non è eticamente ed economicamente sostenibile e che mette a rischio la ripresa del paese.

LA CRISI SVUOTA IL CARRELLO DELLA SPESA:
www.agrestetv.it/documenti/COLDIRETTI_CARRELLOSPESA.doc


venerdì 13 aprile 2012

COLDIRETTI: CON AUMENTO RECORD INFLAZIONE, IL CARRELLO DELLA SPESA SI SVUOTA

Fonte: Coldiretti Ferrara

I costi della benzina e del gasolio soffiano sull’aumento dell’inflazione a marzo e spingono al ribasso gli acquisti di alimentari. Timori per l’intera filiera agroalimentare che vede una riduzione dei prezzi ed un aumento dei costi di produzione.

L’aumento record dei prezzi spinto dal caro benzina e dal caro gasolio fa svuotare il carrello della spesa che evidenzia un calo del 2 per cento degli acquisti dei prodotti alimentari in quantità. E’ quanto stima la Coldiretti in riferimento all’andamento dell’inflazione a marzo secondo i dati divulgati dall’Istat che evidenzia un aumento del 4,6% per il carrello della spesa, il piu’ alto dal 2008. Per effetto della riduzione del potere di acquisto le famiglie italiane - sottolinea la Coldiretti - hanno tagliato anche le spese alimentari che già lo scorso anno si erano ridotte dell’1,3 per cento con meno carne bovina (-0,1 per cento), pasta (-0,2 per cento) carne di maiale e salumi (-0,8 per cento), ortofrutta (-1 per cento) e addirittura meno latte fresco (-2,2 per cento). Il calo dei consumi colpisce l’intera filiera agroalimentare a partire dalle imprese agricole che - precisa la Coldiretti - devono fare i conti anche con una riduzione dei prezzi alla produzione del 2.3 per cento a marzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno piu’ evidente per i cereali (-12 per cento), e per la frutta (- 13 per cento), ma soprattutto per gli oli di oliva (-21,4 per cento). A pesare nei prossimi mesi è però l’aumento dei costi a partire dal carico fiscale con l’Imu, ma anche il record raggiunto dal prezzo dei carburanti in un Paese come l`Italia dove l'88 per cento dei trasporti commerciali avviene per strada. A subire gli effetti dell'aumento dei costi energetici è – conclude la Coldiretti - l'intero sistema agroalimentare, produzione, trasformazione e distribuzione, dove si stima che i costi di trasporto e della logistica siano circa un terzo del totale.

INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: “NEL CARRELLO DELLA SPESA SOLO LA VERDURA E’ A BUON MERCATO”

Fonte: Confagricoltura

“Mentre i prezzi al consumo nel loro complesso registrano un aumento record del 3,3% a marzo 2012 su marzo 2011, quelli della verdura restano praticamente immutati (+0,1% a marzo 2012 su marzo 2011 ed una diminuzione del 2,4% a marzo rispetto a febbraio)”. Lo sottolinea Confagricoltura sulla base dei dati ISTAT definitivi dell’inflazione a marzo.

Nel loro complesso i prodotti alimentari a livello tendenziale, sono aumentati del 2,5%, ma quelli non lavorati dell’1,5%.

Nel "carrello della spesa" (cioè l’insieme dei prodotti acquistati con maggiore frequenza nell'ultimo mese, che registra + 4,6%), la verdura e gli altri prodotti agricoli – osserva Confagricoltura - restano a buon mercato, nonostante che i produttori vedano aumentare notevolmente i costi produttivi, in primo luogo quelli del gasolio, e non riescano a far quadrare i conti aziendali”.

mercoledì 4 aprile 2012

CIA: INFLAZIONE, IL CARRELLO DELLA SPESA È GONFIATO DAL “CARO-BENZINA”

Fonte: Cia Ferrara

Secondo la Cia di Ferrara, il rallentamento dei rincari di cibi e bevande registrato a marzo dall’Istat non basta a dare sollievo alle famiglie.

FERRARA: Il carrello della spesa continua a spingere sull’acceleratore, facendo segnare nel mese di marzo un aumento del 4,6 per cento: il valore più alto da ottobre 2008. Cifre che per le famiglie si traducono in una pioggia di rincari dei prodotti acquistati con maggior frequenza, a cominciare dai carburanti. Unica nota positiva è la lieve frenata della corsa degli alimentari (che fanno registrare un +2,5 per cento tendenziale, a fronte del +2,8 del mese scorso), insieme al segno meno dei vegetali freschi (-2,4 congiunturale).

"La benzina continua a crescere sull’anno alla stessa velocità del mese scorso, mentre il gasolio rallenta leggermente. A pagare lo scotto di questi macro-rincari sono, come sempre, i consumatori e i produttori agricoli -spiega Lorenzo Boldrini, presidente provinciale Cia- I primi vedono lievitare i prezzi al sullo scaffale, visto che il 90 per cento dei prodotti alimentari viaggia su gomma, e gli altri spendono praticamente il doppio dell’anno scorso per far funzionare i mezzi meccanici e per riscaldare le serre, con dinamiche dei prezzi in campagna che sono del tutto scollegate dai costi sopportati."

"Il risultato - continua Boldrini - è che a marzo i prezzi al consumo degli alimentari aumentano, anche se poco più lentamente del mese scorso. A infiammarsi più di tutti sono i prezzi di caffè (+12,8 per cento su base annua) e zucchero (più 12,5), ma anche del vino (più 3,5). Al contrario, i segni meno si concentrano sui vegetali freschi (-2,4 sul mese), sulle patate (-0,7 per cento sul mese e meno 4,4 per cento sull’anno), ma anche sul pesce fresco di mare, che scende dell’1,3 per cento rispetto a febbraio. Infine si segnala un aumento congiunturale della frutta fresca, in diminuzione del 3,8 per cento rispetto a marzo 2011."

"Questi dati dimostrano che gli agricoltori non stanno speculando sui loro prodotti, aumentano principalmente i prezzi delle importazioni - conclude Boldrini - ma la situazione resta critica per i bilanci delle famiglie italiane, messe sempre più a dura prova dall’incremento dei capitoli di spesa “alimentari” e “trasporti”. La preoccupazione della Cia è che continuando così non ci potrà essere alcuna risalita dei consumi e, quindi, nessuna ripresa, alle imprese resteranno costi alti e si aggiunge la difficoltà ad incassare. Le aziende agricole non potranno resistere a lungo, ma nemmeno il paese può sopportare questa situazione. "