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venerdì 27 marzo 2015

LE DOP E IGP DELL'EMILIA-ROMAGNA PROTAGONISTE A BRUXELLES. CASELLI: L'EUROPA COMPATTA SULLA PROMOZIONE DEI PROPRI PRODOTTI DI QUALITÀ E CONTRO LE CONTRAFFAZIONI

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Il Parmigiano Reggiano e le altre eccellenze enogastronomiche dell’Emilia-Romagna sono stati protagonisti a Bruxelles di un evento dedicato alla valorizzazione dei prodotti alimentari di qualità. L’iniziativa, rivolta ad oltre 400 parlamentari europei, ha visto la partecipazione dei rappresentanti di 40 regioni europee e per l’Emilia-Romagna dell’assessore all’agricoltura Simona Caselli, con l'intervento del Commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan, che ha visitato per primo lo spazio della Regione Emilia-Romagna dove ha anche potuto assistere all'apertura di una forma di Parmigiano Reggiano. Tra le Dop e le Igp made in Emilia-Romagna in degustazione oltre al “re dei formaggi” anche il Prosciutto di Parma, l’Aceto balsamico tradizionale di Modena, la Pera Abate Fetel e tra i vini i Lambruschi Doc. Caselli ha ricordato che l’Emilia-Romagna, con 41 Dop e Igp, è la regione ledaer in Europa per prodotti a indicazione d’origine. “Si tratta di produzioni straordinarie che in tutto il mondo significano qualità, genuinità, rigorosi disciplinari di produzione – ha sottolineato – prodotti che rappresentano anche uno straordinario fattore di competizione sui mercati globali. L’Europa deve lavorare compatta per valorizzare le proprie eccellenze e contrastare la piaga delle contraffazioni, a partire dalle trattative per il Trattato di libero scambio con gli Usa”. All’iniziativa , promossa da Arepo (l’associazione europea delle Regioni con prodotti Dop e Igp) e Areflh (che riunisce invece le Regioni dell’ortofrutta) è intervenuto anche Paolo De Castro, relatore permanente sul Ttip per la Commissione agricoltura del Parlamento europeo. In Europa i prodotti Dop e Igp parlano italiano ed emiliano-romagnolo. Su un totale di 1.249 produzioni certificate infatti, 269 sono italiane e 41 emiliano-romagnole. Un comparto che in Italia vale 6,6 miliardi alla produzione, 13 miliardi al consumo e 2,4 sui mercati esteri (Rapporto Qualivita-Ismea). La presenza emiliano-romagnola è importante non solo per numero di prodotti, ma anche in valore: il 46% del fatturato complessivo delle prime dieci denominazioni italiane viene realizzato tra Rimini e Piacenza.

Nella foto: da sx il commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan e al suo fianco l’assessore Simona Caselli durante la degustazione del Parmigiano Reggiano

mercoledì 18 febbraio 2015

AGROALIMENTARE, MIPAAF: 4 AZIONI CON LA DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA MARTINA: INCONTRO PROFICUO, SUBITO AL LAVORO PER PROMOZIONE PRODOTTI DOP E IGP, RETE LAVORO DI QUALITÀ E TRASPARENZA SU ORIGINE IN ETICHETTA DEL LATTE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è svolta ieri a Roma presso il Palazzo dell’Agricoltura la riunione tra il Ministro Maurizio Martina e i rappresentanti di tutte le principali sigle della Grande distribuzione organizzata che operano in Italia. Durante l’incontro sono stati affrontati i principali temi relativi al mercato dei prodotti agroalimentari nazionali, all’organizzazione della filiera e alla distribuzione del valore all’interno della stessa. Il Ministro ha presentato i primi quattro punti di lavoro ampiamente condivisi da tutti i soggetti al tavolo. In particolare: - Operazione straordinaria di promozione dei prodotti di qualità Dop e Igp nazionali con azioni dedicate nei negozi della Distribuzione organizzata, abbinata a una campagna di educazione alimentare e di promozione verso i consumatori. - Investimento nella Rete del lavoro agricolo di qualità, la cui cabina di regia si è insediata ieri presso l’Inps, come strumento di contrasto al lavoro nero e per la certificazione etica dei produttori fornitori della Gdo in ottica di semplificazione. - Sostegno all'export con piattaforme logistico distributive all'estero per accrescere il mercato dei prodotti italiani a livello internazionale. - Maggiore coordinamento su alcune filiere a partire da quella lattiero casearia dove anche un intervento della distribuzione può contribuire nella gestione del delicato passaggio di fine del regime delle quote. In particolare c’è stata adesione alla proposta del Ministero di garantire al consumatore una maggiore trasparenza sull’origine del latte, attraverso un segno chiaro e omogeneo per l’indicazione della zona di mungitura in etichetta. “È stato un incontro molto proficuo – ha detto il Ministro Martina – al quale seguiranno a breve altre riunioni operative per attuare le azioni . La grande distribuzione può svolgere un ruolo ancora più determinante nel rilancio del comparto agroalimentare italiano e il Governo è impegnato per favorire questo processo. Sono soddisfatto in particolare per la convergenza sulla nostra proposta di dare un’informazione chiara e trasparente al consumatore in merito alla zona di mungitura del latte, evidenziando l’origine del prodotto e dando così uno strumento di maggiore competitività alle aziende. Anche sul fronte dei prodotti Dop e Igp iniziamo un lavoro di valorizzazione per aprire nuovi spazi e per promuovere meglio questi marchi di qualità riconosciuta. Sono convinto, poi, che la nostra Rete del lavoro agricolo di qualità potrà contribuire a dare un metro certo e riconosciuto dallo Stato per la certificazione etica delle aziende, sgravando da questo compito le imprese della distribuzione. C’è molto lavoro da fare su questi fronti, così come su quello dell’internazionalizzazione, ma ci sono anche le premesse per fare il salto di qualità necessario”.

martedì 4 novembre 2014

LA PIADINA ROMAGNOLA E LA SALAMA DA SUGO SONO IGP. OGGI SULLA GAZZETTA UFFICIALE EUROPEA IL RICONOSCIMENTO DELL'INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA. UN IMPORTANTE RISULTATO A GARANZIA DEI PRODUTTORI, DEI CONSUMATORI E DI UN INTERO TERRITORIO.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Salgono a 41 i prodotti Dop e Igp dell’Emilia-Romagna che consolida in questo modo il suo primato italiano ed europeo, come territorio con il più alto numero di produzioni agroalimentari a qualità certificata e importante voce del made in Italy. Gli ultimi due prodotti ad aver ottenuto il riconoscimento della Commissione europea sono la Salama da Sugo Igp e la Piadina Romagnola Igp, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea odierna dei regolamenti n. 1173 e n. 1174, entrambi del 24 ottobre 2014. Si tratta di un traguardo importante per due produzioni di qualità, il cui valore aggiunto è rappresentato proprio dalla forte identità territoriale. Un traguardo raggiunto ancora una volta grazie al gioco di squadra tra le Istituzioni e il mondo produttivo. Con il riconoscimento della Denominazione d’origine protetta e dell’Indicazione geografica protetta le produzioni che non rispettano il disciplinare potranno essere sanzionate. Una garanzia sia a tutela dei produttori che dei consumatori.
La Piadina Romagnola Igp è uno dei simboli della Romagna e la sua reputazione si intreccia con la storia e le tradizioni locali. Fu il poeta Giovanni Pascoli a ufficializzare il termine “piada”, definendola alimento antico «quasi quanto l’uomo» e « pane nazionale dei Romagnoli». Il disciplinare di produzione oggi riconosciuto dall’Unione europea differenzia le diverse tipologie di piadina romagnola, disponendo un’etichettatura specifica per quella alla riminese, più sottile e larga, e concedendo un’ ulteriore riconoscibilità alla piadina romagnola ottenuta con processi per la maggior parte manuali, tipica dei chioschi. Gli ingredienti per tutte le tipologie sono comunque gli stessi: farina, acqua, sale, grassi, lievito. Non è consentito l’uso di conservanti, aromi e altri additivi. Identica anche l’area di produzione che corrisponde al territorio delle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e, in parte, di Bologna. In questo modo si garantisce il rispetto di regole comuni e si argina l’incidenza crescente delle produzioni ottenute fuori dalla Romagna.
La Salama da sugo è un salume, tipicamente Ferrarese, la cui caratteristica forma «a melone» con divisione in 6/8 spicchi e strozzatura mediana, risale al periodo Estense. Composto da una miscela di carni suine aromatizzate e insaccate nella vescica naturale del suino, previo asciugamento e stagionatura, è venduto come prodotto crudo o, con successivo trattamento termico, come prodotto cotto pronto per il consumo. Le caratteristiche gelatinose dei tagli di carne impiegati fanno della «Salama da sugo» un prodotto che al palato si presenta morbido e granuloso. L’odore e il gusto, caratterizzati da una vasta gamma di composti aromatici, derivano dall’utilizzo originale di vino e spezie combinato con le trasformazioni soprattutto della parte lipidica, nonché da una stagionatura condotta in specifiche condizioni ambientali. Il sugo che trasuda dalla vescica durante la cottura è il risultato di una percentuale di vino o liquori non evaporati, aromatizzati dalla presenza delle spezie. La zona di lavorazione, condizionamento e confezionamento coincide con quasi tutta la provincia di Ferrara. Anche in questo caso il riconoscimento dell’Igp sarà un' importante garanzia contro le imitazioni sia per i produttori che per i consumatori.

venerdì 18 ottobre 2013

MADE IN ITALY, RABBONI: BENE L'ACCORDO UE-CANADA SUI PRODOTTI DOP E IGP EUROPEI, UNO STRUMENTO IMPORTANTE PER COMBATTERE L'AGROPIRATERIA. DAL 21 OTTOBRE OTTO AZIENDE AGROALIMENTARI EMILIANO-ROMAGNOLE IN CANADA GRAZIE A DELIZIANDO

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

“E’ una buona notizia per tutto il made in Italy agroalimentare, lo è in particolare per una regione come l’Emilia-Romagna, patria del Parmigiano Reggiano, del Prosciutto di Parma e dell'Aceto Balsamico di Modena e Reggio Emilia, tre dei prodotti tipici più penalizzati dall’agropirateria. Già dalla prossima settimana alcune aziende emiliano-romagnole saranno in Canada per promuovere le loro eccellenze agroalimentari”. Questo il commento dell’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni, che è anche presidente di Arepo, l’associazione che riunisce le regioni europee dei prodotti a denominazione d’origine, all'accordo tra Ue e Canada sul libero scambio, che introduce maggiori tutele per i prodotti Dop e Igp europei: d’ora in poi potranno essere esportati oltreoceano mantenendo il loro nome anche in presenza di specialità locali registrate con la stessa denominazione. La notizia arriva alla vigilia di un’importante missione promozionale dell’Emilia-Romagna proprio in Canada. Dal 21 al 25 ottobre saranno otto le aziende agroalimentari regionali ad attraversare l’oceano grazie a Deliziando il progetto promosso da Regione Emilia-Romagna e Unioncamere regionale per sostenere la valorizzazione di vini e prodotti a qualità certificata nei mercati esteri. Si tratta di piccole e medie imprese alle quali Deliziando offre il supporto logistico e organizzativo indispensabile per realizzare concrete iniziative commerciali nei mercati internazionali. L’iniziativa, di cui sono partner le Camere di Commercio italiane di Montréal per il Québec e di Toronto per l’Ontario, prevede un “Emilia-Romagna Day” e incontri tra le imprese emiliano-romagnole in missione con buyer e rappresentanti della ristorazione e dalla grande distribuzione canadese. Il Canada rappresenta uno dei principali mercati di sbocco per i prodotti agroalimentari italiani, sempre più apprezzati: nel 2011 il valore di esportazioni dall’Italia è stato pari a 383 milioni di Euro. Ontario e Quebec sono le principali destinazioni, assorbendo circa l’80% del totale nazionale.

lunedì 30 settembre 2013

ALIMENTARE: COLDIRETTI, LEADERSHIP QUALITA’ ITALIANA VALE 12 MLD



Fonte: Coldiretti Ferrara (18 settembre 2013)

La leadership italiana nella qualità alimentare vale 12 miliardi che rappresentano il fatturato al consumo generato sui mercati nazionale ed estero dalle produzioni a denominazione di origine (Dop/Igp). E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che il primato nazionale si è ulteriormente consolidato rispetto ai dati divulgati dall’Istat per un totale di 255 riconoscimenti (156 Dop, 97 Igp e 2 Stg) con la ''Trota del Trentino'' che ha conquistato per ultima la denominazione d'origine protetta (Dop) proprio questa settimana. Le principali produzioni a denominazione di origine, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, dal Prosciutto di Parma al San Daniele, trainano l’intero Made in Italy alimentare verso il record storico nelle esportazioni con un crescita stimata pari al 7 per cento per un valore che nel 2013 – sottolinea la Coldiretti - dovrebbe raggiungere la cifra record di 34 miliardi. Un segnale positivo in vista dell’ Expo che deve rappresentare l’occasione per fare conoscere la vera identità del prodotto italiano all’estero dove il nemico maggiore - sostiene la Coldiretti - sono le imitazioni low cost con il cosiddetto “Italian sounding” che vale circa 60 miliardi (quasi il doppio delle esportazioni di prodotti autentici) e colpisce i prodotti piu’ rappresentativi dell’identità alimentare nazionale . Nei diversi continenti sono infatti in vendita inquietanti aberrazioni, dallo “Spicy thai pesto” statunitense al “Parma salami” del Messico, ma anche una curiosa “mortadela” siciliana dal Brasile, un “salami calabrese” prodotto in Canada, il “provolone” del Wisconsin, gli “chapagetti” prodotti in Corea,. Le denominazioni Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono le piu’ copiate nel mondo con il Parmesan diffuso in tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Canada, dall'Australia fino al Giappone, ma in vendita c'è anche il Parmesao in Brasile, il Regianito in Argentina, Reggiano e Parmesao in tutto il Sud America. Per non parlare del Romano, dell'Asiago e del Gorgonzola prodotti negli Stati Uniti dove si trovano anche il Chianti californiano e inquietanti imitazioni di soppressata calabrese, asiago e pomodori San Marzano “spacciate” come italiane. E in alcuni casi sono i marchi storici ad essere “taroccati” come nel caso della mortadella San Daniele e del prosciutto San Daniele prodotti in Canada. Bisogna combattere un inganno globale per i consumatori che - conclude la Coldiretti - causa danni economici e di immagine alla produzione italiana sul piano internazionale cercando un accordo sul commercio internazionale nel Wto per la tutela delle denominazioni dai falsi.

sabato 15 giugno 2013

COLDIRETTI, CRISI TAGLIA I CONSUMI. RIDUZIONE ANCHE PER I PRODOTTI DOP E IGP, MENTRE CONTINUANO GLI INGANNI DEL FALSO MADE IN ITALY ANCHE IN EUROPA

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Riduzioni importanti nei consumi dei prodotti a denominazione d’origine in Italia, ma la concorrenza sleale continua ad erodere reddito ai produttori ed inganna i consumatori.

Si riduce il consumo di prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) in Italia dove si registra uncrollo degli acquisti che varia dal -6,8 per cento per il parmigiano reggiano al -5,3 per cento per il grana padano per effetto della crisi, ma soprattutto della concorrenza sleale dei prodotti di imitazione low cost. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Symphony Iri relativi al primo quadrimestre del 2013 in occasione della presentazione dell’Atlante Qualivita. Le importazioni italiane di formaggi duri di latte bovino non Dop, assimilabili a dei similgrana, sono aumente dell’88 per cento in dieci anni e hanno raggiunto – sottolinea la Coldiretti - i 27,3 milioni di chili nel 2012. I similgrana - rileva la Coldiretti - sono arrivati in Italia soprattutto dall’Europa a partire dalla Germania (8,3 milioni di chili) e dalla Repubblica Ceca (8,1 milioni di chili) anche se in forte crescita risulta essere l’Ungheria dalla quale sono giunti ben 2,7 milioni di chili, pari al 10 per cento del totale delle importazioni. Si tratta di formaggi di diversa origine e qualità che non devono rispettare i rigidi disciplinari di produzione approvati dall’Unione Europea per i formaggi Dop. Il rischio è che vengano scambiati dai consumatori come prodotti Made in Italy perché vengono spesso utilizzati nomi, immagini e forme che richiamano all’italianità, ma anche perché appare il bollo Ce con la “IT” di Italia se il formaggio viene semplicemente confezionato in Italia. Un problema analogo - continua la Coldiretti - riguarda i prosciutti che in quattro casi su cinque tra quelli venduti in Italia provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania, Spagna senza che questo venga chiaramente indicato in etichetta e con l'uso di indicazioni fuorvianti come “nostrano” che ingannano il consumatore sulla reale origine. Il problema riguarda sia il prosciutto crudo che quello cotto, per il quale si stima la provenienza straniera del coscio in una percentuale superiore al 90 per cento. Le caratteristiche di questi prodotti sono profondamente diversi da quelli a denominazione di origine come il Parma e il San Daniele che sono ottenuti da allevamenti italiani regolamentati sulla base di rigidi disciplinari di produzione approvati dall’Unione Europea. Nell’Unione Europea è peraltro possibile acquistare pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit che – sostiene la Coldiretti - promettono in pochi giorni di ottenere le etichette piu’ prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Verdicchio, Lambrusco o Montepulciano. E’ sconvolgente che anche in Europa siano stati addirittura aperti degli stabilimenti di lavorazione come in Svezia dove opera una fabbrica a Lindome, vicino a Goteborg, che produce e distribuisce in tutto il continente, e del tutto indisturbata, oltre 140mila wine kit all’anno dai quali si ottengono circa 4,2 milioni di bottiglie. I wine kit della società Vinland - conclude la Coldiretti vengono venduti con i marchi Cantina e Doc’s che fanno esplicito riferimento alla produzione italiana, ma anche ad un marchio di qualità tutelato dall’Unione Europea, e promettono in soli 5 giorni di ottenere in casa imitazioni dei vini italiani più noti per i quali vengono addirittura fornite le etichette da apporre sulle bottiglie.