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mercoledì 14 gennaio 2015

OGM, PARLAMENTO UE APPROVA NORMA SU LIBERA SCELTA MARTINA: “UN SUCCESSO DELLA PRESIDENZA ITALIANA”

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il Parlamento europeo ha dato il via libera oggi al testo di accordo raggiunto nelle scorse settimane tra Consiglio, Commissione e Parlamento europeo sulla riforma della Direttiva in materia di OGM che sancisce il diritto degli Stati Membri di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (ogm) sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello europeo, per motivi di natura economica ed agricola. “È un successo della Presidenza italiana – ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina – del ministro Galletti, con cui abbiamo lavorato a stretto contatto, che ha presieduto in questi mesi il Consiglio dei Ministri dell'Ambiente competente sulla materia OGM. Un risultato che non era scontato e sul quale si lavorava da più di 4 anni. Molto importante è stato anche il dialogo e il lavoro fatto dal Parlamento europeo e in particolare dalla delegazione italiana. È una scelta che risponde alle attese degli agricoltori, dei territori e di tutti gli italiani che hanno a cuore la qualità, la tipicità dei nostri prodotti alimentari e la distintività del nostro modello agricolo. Bene quindi che ora sia data libertà di scelta ai singoli Paesi dell’Ue. In Italia rinnoveremo il divieto di coltivazione del mais Mon810 e proprio nei prossimi giorni ci confronteremo con i Ministri Lorenzin e Galletti per procedere”. L'accordo raggiunto con il Parlamento Europeo ha migliorato il testo approvato in prima lettura dal Consiglio europeo nel giugno scorso sotto tre aspetti rilevanti: 1- le valutazioni sui rischi ambientali e sanitari, di competenza dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, dovranno essere aggiornate ogni due anni per tener conto del progresso scientifico e del principio di precauzione che è un pilastro del diritto ambientale internazionale; 2- gli Stati Membri possono chiedere, tramite la Commissione europea, alle imprese produttrici di OGM, di escludere i loro territori dal novero dei Paesi nei quali intendono chiedere l'autorizzazione europea alla coltivazione; ma questa fase di "negoziato" con le imprese non è più obbligatoria, e gli Stati Membri potranno decidere di passare direttamente al divieto di coltivazione per le motivazioni indicate nella Direttiva; 3- gli Stati Membri, prima di introdurre il divieto di coltivazione, dovranno comunicare il relativo provvedimento alla Commissione europea ed attendere 75 giorni per il parere, ma durante questo periodo di attesa gli agricoltori non potranno comunque procedere alla semina dei prodotti interessati dall'ipotesi di divieto.

venerdì 5 dicembre 2014

OGM: OGNI PAESE UE POTRÀ DECIDERE SE COLTIVARLI O NO

Fonte: Ansa

Presidenza italiana spunta prima intesa dopo anni di negoziati

"E' a portata di mano la decisione finale sulla libertà degli Stati di coltivare o meno Ogm nell'Ue". Il twitter del Presidente italiano e ministro per l'ambiente Gian Luca Galletti, é giunto all'1,37 nella notte tra mercoledì e giovedì, annunciando l'accordo di principio raggiunto dopo oltre sei ore ininterrotte di trattative, con i negoziatori del Parlamento e della Commissione europea. Accordo, che se otterrà il via libera definitivo, potrà essere applicato dalla primavera del 2015. Poche righe, per un'intesa che la maggioranza dei cittadini italiani attende da anni (il 76% sono per la libertà di vietare gli Ogm), frutto di un lavoro portato avanti da Galletti insieme al ministro per le politiche agricole e alimentari, Maurizio Martina, che si é detto soddisfatto del compromesso raggiunto. L'intesa - se approvata definitivamente - permetterà di giungere ad una decisione che alcuni definiscono già 'salomonica': ogni Stato membro infatti deciderà se coltivarli o meno, su parte o su tutto il loro territorio nazionale; non verrà chiusa la porta alla coltivazione degli Ogm negli Paesi Ue che invece desiderano farlo; e non si andrà a incidere sulla valutazione scientifica del rischio, da parte dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, (Efsa). Galletti ne é convinto: il compromesso "é equo e bilanciato, attento a valorizzare la realtà dei singoli Stati e a garantire la libertà di scelta". Convinto "dell'importate passo avanti realizzato" anche il negoziatore per il Parlamento, il presidente della commissione ambiente, salute e sicurezza alimentare, Giovanni La Via (Ncd/Ppe). L'Italia tuttavia, non può ancora abbassare la guardia se vuole che siano i singoli governi Ue ad avere l'ultima parola in materia di Ogm: é necessario che ora l'intesa di principio ottenga l'accordo degli ambasciatori dei 28 Stati membri Ue (il prossimo 10 dicembre), quindi l'avvallo del Consiglio ambiente dell'Ue (il 17 dicembre) e a metà gennaio il voto in plenaria all'Europarlamento. Novità giungeranno anche dalla Commissione europea: ci sarà infatti, una revisione della procedura di autorizzazione degli Ogm da parte di Bruxelles". Restano in vigore le norme di commercializzazione di prodotti transgenici autorizzati dall'Ue, per la produzione di alimenti e di mangimi. L'intesa di principio ha provocato una vera e propria alzata di scudi. Si sono rallegrati il commissario Ue alla salute Vytenis Andriukaitis, il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, Dino Scanavino della Cia, il gruppo dei Socialisti e Democratici del Parlamento europeo. Dal Parlamento italiano il presidente della commissione ambiente Luca Sani(Pd) e Nicodemo Oliverio (Pd), capogruppo in commissione Agricoltura. Corposo anche il fronte di coloro che sono critici: dagli ambientalisti di Greenpeace all'eurodeputata Eleonora Evi (M5s), secondo cui il Parlamento ha fatto un passo indietro su quasi tutti i fronti, da Confeuro a EuropaBio. Al momento però, l'unica certezza é che dopo otto presidenze Ue che hanno fallito, il percorso pragmatico scelto dalla Presidenza italiana e dal Parlamento dovrebbe portare ad ogni Stato la libertà di scelta.

giovedì 16 ottobre 2014

COMMISSIONE UE TAGLIA 448,5 MLN A BILANCIO PAC 2015

Fonte: Ansa e redazione di Agreste

Martina: Decisione grave, settore va aiutato non indebolito

BRUXELLES, 15 OTT - La Commissione europea propone di sottrarre 448,5 milioni di euro dal bilancio della Pac 2015, per portare nuovo ossigeno a settori europei in affanno finanziario. La parte più congrua dei finanziamenti - 145 milioni di euro - verrebbero destinati a sostenere il programma energetico europeo che sta procedendo più velocemente del previsto, e a causa del ritardo sui pagamenti l'Ue rischia di dover pagare entro l'anno interessi passivi per 1,2 milioni di euro. Un'altra parte importante dei fondi agricoli - 87 milioni di euro - la Commissione Ue intende destinarli a interventi di cooperazione con i Paesi terzi. Infatti, in seguito ai flussi migratori dal Nord Africa e dal Corno d'Africa, cresce la pressione sull'Unione per onorare contratti firmati per la protezione di quelle regioni. E ancora altri 75 milioni di euro andrebbero al programma di ricerca Orizzonte 2020 per la mobilità, la formazione e la carriera dei ricercatori europei, ma anche per pagare le fatture Ue che a causa dei ritardi rischiano di incorrere in interessi di mora. Tra gli altri beneficiari, ci sono Pmi (5,5 mln); fiscalità (9); lotta alle frodi (1,5); funzione pubblica (4); Life+ ambiente (35); pesca (16); media (5,5); strumenti di vicinato, rifugiati (50); Ong (5); stabilità e pace in Ucraina e Repubblica Centroafricana (10). Insomma, i fondi della Pac verrebbero ridistribuiti - secondo quanto ha proposto ieri l'Esecutivo Ue - a obiettivi importanti per l'Europa. Ora però gli agricoltori si ritrovano a pagare di tasca loro i 344 milioni di euro di misure d'urgenza in seguito all'embargo russo, prelevandoli dalla riserva di crisi autofinanziata dagli stessi produttori. Così l'intero settore diventa il capo espiatorio della decisione dai capi di Stato e di Governo di ridurre il bilancio europeo 2014-2020.
All'annuncio della decisione, immediata é stata la reazione del ministro per le politiche agricole e alimentari, Maurizio Martina, secondo cui "il settore primario va aiutato, non indebolito, soprattutto in questa situazione di sofferenza determinata dall'embargo russo. Bisogna - ha aggiunto - che la Commissione Ue sappia che non è immaginabile scaricare solo sull'agricoltura gli effetti dell'embargo". Da parte nostra - ha precisato - non possiamo far altro che sollecitare, come abbiamo fatto, sia in sede del Consiglio dei ministri dell'agricoltura Ue, sia attraverso i governi nazionali, la Commissione a fare scelte sensate, dopodiché contano le scelte fatte dal collegio dei commissari".
Dal Parlamento europeo, Paolo De Castro, coordinatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale, ha definito "inaccettabile il taglio delle risorse agli agricoltori. E' una beffa insostenibile - ha detto - per un settore che sta pagando duramente una crisi che non ha originato".
Anche il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo é intervenuto definendo "gravissima la decisione della Commissione Ue di tagliare fondi per quasi mezzo miliardo di euro dalla Politica agricola comune (Pac) per destinarli ad altri settori, poiché rappresenta uno schiaffo non solo alle imprese agricole ma anche a quel 92 per cento degli italiani che, secondo Eurobarometro, considera la Pac un elemento ‘importante per il futuro’, capace di offrire benefici non solo agli agricoltori ma all’intera società”. “Ancora più paradossale – denuncia Moncalvo – è poi il fatto che le misure d'urgenza per far fronte ai danni causati ai produttori dall'embargo russo dovranno essere pagate dagli stessi agricoltori, scaricando su di loro tutto il peso delle conseguenze economiche legate alla crisi ucraina".

giovedì 15 maggio 2014

ELEZIONI EUROPEE, MANIFESTO AGRINSIEME ALLE FORZE POLITICHE: PIU’ AGRICOLTURA, PIÙ IMPRESA, PIÙ EUROPA

Fonte: Agrinsieme  

In vista delle elezioni per il Parlamento Europeo, Agrinsieme presenta le proprie proposte e richieste: meno burocrazia, più internazionalizzazione, più ambiente , per un’Europa che metta al centro le imprese agricole ed il sistema agroalimentare, facendo leva su ricerca e innovazione.

Un’Europa che rafforzi il sistema delle imprese, il ricambio generazionale, l’aggregazione e le filiere agroalimentari, incentivando produzione e produttività e tutela ambientale, facendo leva sulla ricerca e sull’innovazione: è questo l’indirizzo che dovrebbe improntare le scelte politiche del nuovo parlamento europeo per contribuire a dare maggiore stabilità finanziaria al comparto agroalimentare. Lo hanno sostenuto, in un documento di proposte e richieste per l’Europa presentato oggi a Roma, le organizzazioni Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari riunite in Agrinsieme. “Più Europa, più impresa e più crescita per il comparto - ha sintetizzato il coordinatore di Agrinsieme Mario Guidi nel suo intervento - . Le risposte che ci attendiamo dall’Europa in tema di agricoltura dovranno riuscire a garantire una linea strategica, coerente e reimpostata nell’approccio. Ricordiamo che l’agricoltura da sola assorbe circa il 40% del budget comunitario e rappresenta una delle poche, vere, politiche completamente decise a livello europeo”. “Meno burocrazia e più internazionalizzazione, questa la strada da percorrere per una politica agricola che sappia realmente porre al centro le imprese. Per ridurre i carichi burocratici – ha spiegato Agrinsieme – proponiamo di valorizzare i principi dell’autocontrollo e della proporzionalità degli adempimenti alle reali caratteristiche delle imprese e di evitare il più possibile sovrapposizioni e ripetizioni di interventi, anche con l’ausilio della tecnologia”. In materia di internazionalizzazione, le proposte contenute nel documento che Agrinsieme ha consegnato ai principali partiti politici sono quella di stimolare la promozione dei prodotti e gli investimenti diretti all’estero, consolidando il sistema produttivo agricolo. Anche la politica commerciale dovrà agire in maniera funzionale a questo obiettivo, realizzando accordi commerciali di mutuo vantaggio basati sulla reciprocità, senza al tempo stesso rinunciare – quando occorre - ad una logica difensiva che eviti contraccolpi negativi per i comparti produttivi strategici. Aspetti che ad un anno da Expo 2015, che vede l’attenzione del mondo concentrata sull’agricoltura assumono fondamentale rilevanza. Capitolo fondamentale è poi quello dei fondi comunitari a disposizione. “La posizione sostenuta e ribadita da Agrinsieme – ha ricordato Guidi - è ormai nota: la programmazione comunitaria deve privilegiare le realtà produttive del settore finanziando misure e iniziative progettuali rivolte alla competitività ed al mercato”. Mantiene infine la sua centralità l’obiettivo di recuperare agli agricoltori posizioni nella catena del valore dell’agroalimentare tramite misure che riducano i costi, aggreghino le produzioni, migliorino le condizioni di offerta ed il posizionamento degli imprenditori agricoli sul mercato anche accrescendo la trasparenza nei confronti del consumatore. Ricordando come dopo il recente negoziato sulla Pac, la prossima legislatura europarlamentare ed il semestre di presidenza italiana della Ue costituiscano appuntamenti decisivi per affrontare i grandi temi dello sviluppo e della crescita, Agrinsieme ha quindi auspicato che il nostro Paese sia in grado di affermare le proprie priorità in Europa, anche ottenendo incarichi di rilievo in Commissione e in Parlamento. “Alle forze politiche – ha concluso Mario Guidi – chiediamo appuntamento tra un anno, per fare insieme ‘il punto sull’Europa’ e sugli obiettivi che oggi condividiamo”.

mercoledì 12 marzo 2014

MARTINA: DECISIONE EUROPARLAMENTO SU DIRETTIVA SEMENTI VA NELLA GIUSTA DIREZIONE, ORA LAVORARE A NUOVA PROPOSTA

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“La decisione presa dal Parlamento europeo ci soddisfa perché respinge una proposta di regolamento che mirava ad unificare settori complessi e fortemente differenti tra loro come quelli delle sementi, del vivaismo frutticolo, del viticolo e del forestale. Ciò avrebbe determinato un sovraccarico amministrativo per gli agricoltori e avrebbe dato troppo potere alla stessa Commissione, privando, gli Stati membri della possibilità di adattare le regole alle proprie esigenze”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha commentato la decisione del Parlamento Europeo che, con votazione finale, ha rigettato la proposta di regolamento della Commissione sulle sementi che accorpava 12 direttive di settore. L’Europarlamento ha confermato la decisione espressa il mese scorso dalla Commissione agricoltura. “La decisione presa oggi – ha aggiunto il Ministro Martina – soddisfa la richiesta di respingimento del progetto avanzata dal Parlamento italiano, elaborata per garantire i necessari controlli a tutela degli utilizzatori e una maggiore attenzione alle sementi tradizionali”. “Ora – ha concluso Martina – sarà necessario lavorare ad un nuovo progetto legislativo che dovrà essere ridisegnato completamente per rispettare le diverse situazioni dei vari settori coinvolti e portare miglioramenti reali per tutti i produttori, i consumatori e l'ambiente”.

giovedì 6 febbraio 2014

ETICHETTATURA CARNI, CONFAGRICOLTURA: “BENE LA SOLLECITAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO A RIVEDERE LA NORMATIVA SULL’ORIGINE DEI CAPI SUINI, OVICAPRINI E AVICOLI ALLEVATI”

Fonte: Confagricoltura

Il Parlamento europeo ha approvato la proposta di risoluzione che invita la Commissione a ritirare il regolamento sull’etichettatura di origine delle carni suine, ovicaprine ed avicole, ed ha chiesto che venga prevista l'indicazione obbligatoria del luogo di nascita. Confagricoltura apprezza e sostiene l’intervento del Parlamento europeo e si augura che la Commissione ritiri il regolamento in questione, che contiene disposizioni che si rivelano confuse e poco trasparenti. “Abbiamo chiesto da sempre - conclude Confagricoltura - di rendere obbligatoria l’indicazione del luogo di nascita, allevamento e macellazione dell’animale, in analogia con quanto previsto da diversi anni per la carne dei bovini. Per assegnare l’origine l’animale deve essere nato, allevato e macellato nello stesso Stato membro. Se non cambierà il regolamento sarà possibile 'nazionalizzare' suini presenti in allevamento solo per 120 giorni”.

venerdì 22 novembre 2013

CONVEGNO SUL RUOLO DEL SINDACATO, GIOVANI AGRICOLTORI, INTERNAZIONALIZZAZIONE - DE CASTRO (PRESIDENTE COMAGRI): “DALLA NUOVA PAC 6 MILIARDI DI EURO A CHI HA MENO DI 40 ANNI (+ 25% RISPETTO ALLA PAC PRECEDENTE)”

Fonte: Ufficio Stampa Confagricoltura Bologna

“Dalla nuova Pac, 6 miliardi di euro a tutti i giovani agricoltori under 40 anni (+ 25% rispetto alla Pac precedente)” - lo ha detto Paolo De Castro, intervenuto giovedì 21 novembre, al convegno “Il ruolo del sindacato nell'agricoltura che cambia” che si è tenuto a Bologna, organizzato da Alleanza per l'Agricoltura (Confagricoltura, Cia e Copagri di Bologna). “Questa Pac – ha aggiunto De Castro - privilegerà gli agricoltori professionali ed è soddisfacente rispetto alla proposta iniziale che penalizzava la nostra agricoltura. Le nostre produzioni di eccellenza, inoltre, come la frutticoltura, la risicoltura e le superfici investite a medica sono escluse dal greening mentre per le superfici arabili sono stati definiti parametri che dovrebbero salvaguardare le tipologie aziendali italiane. Da gennaio, quando verrà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale UE, servirà un confronto stretto a livello istituzionale su come applicarla nel miglior modo su tutto il territorio”.

mercoledì 20 novembre 2013

PAC, DE GIROLAMO: BENE APPROVAZIONE PARLAMENTO EUROPEO RIFORMA, ORA PAROLA AL CONSIGLIO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“L’esito positivo della votazione del Parlamento Europeo sia dell’intero pacchetto afferente la Pac che delle norme transitorie per il 2014 è una buona notizia. Questa approvazione è frutto di un lavoro intenso che è stato condotto in modo proficuo congiuntamente con la Commissione e il Parlamento Europeo e che è scaturito nell’accordo che tutti insieme abbiamo raggiunto lo scorso giugno. Il passaggio successivo sarà, quindi, nel prossimo Consiglio dei Ministri dell’agricoltura dell’Unione che si terrà a dicembre a Bruxelles, nel corso del quale saremo chiamati ad approvare ‘in prima lettura’ in modo definitivo l’accordo . Ciò consentirà agli agricoltori di avere garanzia e certezze sul prosieguo della politica agricola comune dal primo gennaio 2014”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, ha commentato l’approvazione da parte della plenaria del Parlamento europeo della riforma della Politica agricola comune (PAC). Sono stati votati dall’Europarlamento i progetti di regolamento relativi ai Pagamenti diretti; allo Sviluppo rurale; all’OCM unica; al Finanziamento, gestione e monitoraggio della PAC; alle norme transitorie per il 2014. Per quanto riguarda lo Sviluppo rurale, la votazione odierna definisce il quadro giuridico necessario per far partire al più presto i nuovi programmi, attraverso i quali saranno destinati al settore circa 21 miliardi di euro, tra fondi comunitari e nazionali, a partire già dal prossimo 1 gennaio. La Pac nel suo complesso muoverà, nel prossimo settennato, circa 52 miliardi di euro.

lunedì 15 luglio 2013

AGROENERGIE, CONFAGRICOLTURA: “CONCENTRARE L'ATTENZIONE SUI BIOCARBURANTI DI SECONDA E TERZA GENERAZIONE, CHE UTILIZZANO SOTTOPRODOTTI E RIFIUTI, SENZA DIMENTICARE QUANTO SI È GIÀ FATTO”

Fonte: Confagricoltura

La Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato una serie di misure per la produzione sostenibile dei biocarburanti. Per Confagricoltura sono di notevole interesse nell’ottica di limitare il cambiamento di destinazione dei terreni nei Paesi del Terzo mondo e diminuire le emissioni di gas ad effetto serra. Secondo Confagricoltura occorre concentrare l’attenzione sullo sviluppo di nuove, tecnologie, come la seconda e terza generazione di biocarburanti, che utilizzano anche, e soprattutto, sottoprodotti e rifiuti. Ad avviso di Confagricoltura però “i problemi non si risolvono fissando solo restrizioni agli obiettivi sui biocarburanti di prima generazione ma incentivando la ricerca e l’innovazione e tenendo conto delle diverse realtà agricole ed industriali dei Paesi membri. D’altronde, nel breve periodo, i biocarburanti di seconda generazione potranno contribuire in modo limitato al raggiungimento degli obiettivi europei, dal momento che i sottoprodotti ed i rifiuti sono già inseriti in altre filiere industriali”. Peraltro va ricordato che i biocarburanti in Europa oggi sono prodotti nel rispetto di rigidi criteri finalizzati al rispetto della sostenibilità ambientale. L’Organizzazione degli imprenditori agricoli fa presente poi che i cambiamenti repentini della normativa potrebbero produrre ingenti danni all’industria del settore; senza tener conto che oggi alcuni sottoprodotti dell’industria dei biocarburanti di prima generazione, come i panelli di soia e di girasole, svolgono un ruolo importante sul mercato delle proteine vegetali, di cui l’Unione europea è ampiamente deficitaria. Alla luce delle proposte approvate dalla Commissione Ambiente del Parlamento europeo e della attuale situazione italiana dei biocarburanti Confagricoltura auspica che venga finalmente sostenuto e promosso il biometano che utilizza per la sua produzione limitate superfici agricole, facendo largo utilizzo di biomasse che oggi non costituiscono reddito per gli agricoltori (colture di secondo raccolto, oppure prodotte su terreni marginali, effluenti zootecnici, sottoprodotti agricoli e industriali). Inoltre merita attenzione la proposta di incentivare ulteriormente lo sviluppo della mobilità elettrica.

martedì 25 giugno 2013

SETTIMANA DECISIVA PER LA PAC

Fonte: Redazione di Agreste

ll 26 giugno il Parlamento europeo (PE), i Ministri dell’agricoltura dei paesi UE (Consiglio AGRI) e la Commissione europea (CE) concluderanno il ciclo di negoziati, durato due anni, sul futuro della Politica agricola comune (PAC).

Questo il programma provvisorio della settimana:

24-25 giugno: sessione del Consiglio AGRI in Lussemburgo

26 giugno: riunione COMAGRI (Commissione PE per l’agricoltura) a Bruxelles (15:00)

26 giugno: conferenza stampa congiunta PE - Consiglio - CE a Bruxelles (17:30) che può essere seguita online (in streaming Web) su Europe by Satellite

27 giugno: conferenza stampa alla presenza del Commissario per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Dacian Cioloş a Bruxelles, presso la Commissione europea (12:30)

venerdì 8 marzo 2013

ZUCCHERO, CONFAGRICOLTURA: “SENSIBILIZZATO L’EUROPARLAMENTO. LA BIETICOLTURA EUROPEA VA SALVAGUARDATA”

Fonte: Confagricoltura

"Non peggioriamo ulteriormente la situazione del comparto bieticolo in Europa". Lo sottolinea Confagricoltura in vista delle discussioni del Consiglio agricolo e del voto al Parlamento europeo sul futuro del regime europeo dello zucchero previsto per la prossima settimana. Confagricoltura pone in evidenza come il Copa-Cogeca (il raggruppamento delle Organizzazioni agricole e cooperative europee) abbia inviato una lettera agli eurodeputati, esprimendo le proprie preoccupazioni per l’abolizione delle quote che rischierebbe di aumentare ulteriormente la volatilità del mercato; ciò sarebbe pregiudizievole per agricoltori, industria e consumatori. "Gli agricoltori europei - spiega Confagricoltura - hanno chiesto di preservare l'attuale organizzazione del mercato dello zucchero fino al 2020 e di introdurre un meccanismo di flessibilità che consenta di immettere automaticamente dello zucchero fuori quota sul mercato allorquando l’equilibrio di quest’ultimo lo richieda. Il mantenimento dell’organizzazione e delle modalità di contrattualizzazione esistenti nella filiera favoriscono il buon funzionamento della catena di approvvigionamento di barbabietole". "La riforma del 2006 ha fortemente ridimensionato il settore bieticolo-saccarifero facendo passare l'Unione europea da esportatore netto a importatore netto - commenta Confagricoltura -. Bisogna affidarsi all'innovazione ed alla valorizzazione delle filiere se si vuole mantenere la produzione europea di zucchero. Oggi grazie alle nuove tecniche produttive si possono raggiungere fino a 20 tonnellate di zucchero per ettaro. L’importante è mantenere l’attuale assetto strutturale".

mercoledì 20 febbraio 2013

BILANCIO UE, AGRINSIEME: “IL PARLAMENTO EUROPEO AGISCA SECONDO COSCIENZA”

Fonte: Confagricoltura

"Un accordo al ribasso che prevede un calo a due cifre per le risorse agricole nei prossimi sette anni. A queste condizioni non stupisce che il Parlamento europeo sia orientato a bocciare l'accordo politico del Consiglio europeo di inizio mese." Commenta così Agrinsieme la dichiarazione del presidente della Comagri Paolo De Castro sul parere che Strasburgo dovrà esprimere prossimamente sulle 'prospettive finanziarie 2014-2020'. "Mentre occorrerebbe più Europa per crescere, é la prima volta che si prevede una riduzione del bilancio complessivo dell'UE (meno 34 miliardi di euro in termini reali nei prossimi sette anni). Ed invece di promuovere il settore primario, priorità riconosciuta ormai a livello globale, nell'accordo politico ci sono 58 miliardi di euro in meno per la politica agricola comune. "A questo punto il Parlamento scelga secondo coscienza e senza condizionamenti", auspica in conclusione Agrinsieme. È un momento importante della storia dell'Europa ed é importante che queste scelte siano fatte in co-decisione con l'apporto dell'unica istituzione comunitaria eletta direttamente dai cittadini europei.

venerdì 20 aprile 2012

TASSE SULL’ENERGIA, CONFAGRICOLTURA: NON RICONOSCIUTO L’IMPEGNO DELLE IMPRESE AGRICOLE NELLA RIDUZIONE DI CO₂

Fonte: Confagricoltura

Il Parlamento europeo ha espresso parere favorevole (anche se non vincolante), con 374 voti a favore, 217 contrari e 73 astensioni, alla risoluzione sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la normativa comunitaria sulla tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità.

La posizione del Parlamento presenta, a parere di Confagricoltura, aspetti positivi, come la conferma della facoltà per gli Stati membri di applicare, in funzione del rendimento energetico, imposte ridotte o pari a zero in alcuni settori come l’agricoltura.

Tuttavia, è stato mantenuto il corpus della proposta originaria che prevede una tassazione dell’energia basata su due punti: le emissioni di CO2 (elemento questo che non potrà in nessun caso essere ridotto) ed il contenuto energetico dei combustibili, che sarà l’unico oggetto di possibili riduzioni, anche se occorrerà dimostrare maggiore efficienza nell’utilizzo delle fonti di energia. Un meccanismo che, di fatto, secondo le stime degli uffici di Confagricoltura, porterà il livello minimo di tassazione complessivo per il gasolio agricolo ad almeno 6 cent/litro, cioè il triplo della situazione attuale. Senza contare che l’obiettivo di raggiungere la neutralità fiscale, cioè uno stesso livello di tassazione generale tra benzina e gasolio, porterà ad un ulteriore aumento delle accise su quest’ultimo. “Il modello di tassazione proposto – sottolinea Confagricoltura - sembra non tener conto dei risultati raggiunti dal settore agricolo negli ultimi anni”.

L’agricoltura ha ridotto infatti le proprie emissioni dell’11.6% in Italia e del 20% nella Ue a 27 dal 1990, soprattutto grazie ad una migliore gestione degli allevamenti zootecnici e dei suoli, con un significativo taglio dell’utilizzo di concimi azotati, principali responsabili delle emissioni di protossido di azoto. Inoltre, l’agricoltura e la silvicoltura sono gli unici settori che contribuiscono all’assorbimento della CO2 nel suolo e nella biomassa, attenuando il cambiamento climatico. Il solo apporto nazionale delle foreste esistenti, di cui quasi due terzi sono privati è fissato a 10,2 milioni di tonnellate di CO2/anno, considerando solo la gestione forestale.

Tale contributo alla diminuzione complessiva delle emissioni, non solo non è stato ancora debitamente riconosciuto, ma ora la nuova proposta di direttiva carica sul settore una nuova imposta che si tradurrà esclusivamente in una perdita di competitività per le imprese.

Confagricoltura quindi monitorerà ora il seguito del dibattito comunitario su questa proposta di direttiva con un occhio particolarmente attento alle possibili conseguenze sul settore agricolo. “Ci attendiamo – ha dichiarato il presidente Guidi – che il Consiglio dei Ministri UE prenda in attenta considerazione le nostre preoccupazioni in sede di approvazione definitiva della direttiva che, una volta varata, entrerebbe in vigore già dal 2013.”

lunedì 19 marzo 2012

LIBERALIZZAZIONE VIGNETI, CONFAGRICOLTURA AL PARLAMENTO EUROPEO: “OCCORRE IMPEDIRE UNA RIFORMA DESTABILIZZANTE”

Fonte: Confagricoltura

Confagricoltura, intervenendo a Bruxelles all’incontro organizzato dal Parlamento Europeo sulla liberalizzazione degli impianti vitati, ha ribadito il suo “no” alla norma introdotta dalla riforma dell’Organizzazione comune di mercato del Vino del 2008, che prevede la fine dei diritti di impianto al 31 dicembre 2015 (attualmente i nuovi vigneti possono essere impiantati solo se supportati dai diritti posseduti dal viticoltore o, in casi particolari, attinti da una riserva regionale).

“Sono quattro anni che stiamo conducendo una battaglia contro la liberalizzazione dei vigneti che, se sarà concretizzata, porterà alla destabilizzazione del settore vitivinicolo - ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi -. In questo periodo si è rafforzato il fronte, costituito da 14 Paesi e guidato proprio dall’Italia, con gli altri Paesi a grande vocazione viticola, che punta ora a formare il blocco di maggioranza necessario a cancellare la legge”.

“Eliminare i diritti di impianto avrebbe – spiega Guidi - conseguenze gravissime: aumento incontrollato delle superfici a denominazione d’origine, eccedenze nell’offerta, concentrazione nelle aree con costi di produzione più bassi, flessione del valore del vigneto, affermazione di una viticoltura lontana dalla nostra storia”.

“Senza il sistema dei diritti - prosegue il presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli - crollerebbe la base della piramide qualitativa del nostro sistema di denominazioni. Il senso di responsabilità verso i produttori italiani ci impone di difendere quanto da loro storicamente creato e valorizzato, in primis il patrimonio territoriale e ampelografico”.

“C’è anche il problema - secondo Confagricoltura – che la liberalizzazione darebbe più spazio ai vini varietali, ovvero ai vini comuni che riportano in etichetta anche l’annata ed il vitigno. Queste produzioni, se non adeguatamente limitate, nel tempo andranno a minare il mercato dei vini Igt/Igp che storicamente puntano soprattutto sul luogo geografico di provenienza e sul vitigno”.

venerdì 16 marzo 2012

BIOENERGY, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): "PUNTARE SULL'INNOVAZIONE PER TRASFORMARE L'AGRICOLTURA IN QUALCOSA CON MENO ROMANTICISMO E PIU' ECONOMIA"

Fonte: Confagricoltura

"In Italia, per dare un futuro possibile al settore primario, bisogna avere la capacità di puntare sull'innovazione come sistema-Paese per trasformare quest'agricoltura in qualcosa con meno romanticismo e più economia", lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, nel suo intervento al convegno nell'ambito di BioEnergy Italy, a CremonaFiere.
"Una politica è tanto più efficace quanto è coerente con i tempi che intende governare - ha sottolineato Guidi - ma questo concetto non pare in linea con la proposta di riforma della Pac, che sembra orientata a voler costruire il futuro guardando al passato. La politica agricola comunitaria va riposizionata secondo quelli che sono i driver mondiali: volatilità dei prezzi, necessità di cibo, sostenibilità. In assoluto bisogna riportare la produzione al centro della Pac, su questo obiettivo vanno indirizzate le risorse disponibili, perchè un imprenditore per fare investimenti deve avere una prospettiva finanziaria il più possibile stabile".
"Dobbiamo poter recuperare l'entusiasmo di produrre che in parte abbiamo perso", ha ribadito il presidente di Confagricoltura, per poi avvertire: "Bruxelles in passato ha fatto errori che dovrebbe riconoscere, come la revisione dell'Ocm zucchero che ha portato alla falcidia degli zuccherifici italiani. E' quindi nella speranza di evitarne altri che ripeto: la Pac va rimodulata, anche sfruttando il meccanismo di codecisione che rende strategica la funzione del Parlamento europeo, la cui Commissione Agricoltura è presieduta da Paolo De Castro".

mercoledì 15 febbraio 2012

BRUNI (COGECA) "OTTIMO RISULTATO APPROVAZIONE PARLAMENTO EUROPEO PROGRAMMAZIONE PRODUTTIVA FORMAGGI"

Fonte: Segreteria Paolo Bruni

(15 febbraio 2012) "Saluto con grande soddisfazione l'approvazione avvenuta oggi in sessione plenaria del Parlamento Europeo della misura che consente ai consorzi di tutela delle produzioni a denominazione di origine del settore lattiero-caseario la programmazione produttiva" , lo ha dichiarato Paolo Bruni presidente di Cogeca, la Confederazione europea delle cooperative agroalimentari.
"Si tratta di un importante strumento di regolazione del mercato da lungo tempo sostenuto dalla cooperazione agricola europea - ha concluso Bruni - che auspichiamo potra' essere esteso ad altri settori nel contesto del cosiddetto pacchetto qualita' che dovrebbe essere approvato nei prossimi mesi".

venerdì 25 novembre 2011

PAC, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “RIPORTARE IL FOCUS SULL’IMPRESA, PIENA SINTONIA CON CATANIA E DE CASTRO”

Fonte: Confagricoltura

Confagricoltura apprezza la condivisione di analisi e lo spirito di intesa tra Roma e Bruxelles emersi in occasione dell’incontro tra il ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, ed il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro.

“A partire dall’approccio in favore della necessità di riportare il focus della Pac sull’impresa agricola condivido in pieno il concetto espresso oggi dal ministro Catania secondo cui il miglior regalo all’ambiente, più che un “greening” oneroso, complesso, inefficace e scarsamente remunerato, sia la permanenza di imprese agricole economicamente attive sul territorio”, ha commentato il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi.

“Quello sulla Pac – ha proseguito Guidi – è un negoziato molto complesso, anche per le insidie di quanto si decide in parallelo sul fronte del bilancio comunitario, e che parte tutto in salita per il nostro Paese. Sono però convinto che l’asse tra governo italiano ed i nostri rappresentanti al Parlamento europeo potrà conseguire quei necessari miglioramenti che tutto il sistema agricolo attende dalla futura politica comunitaria per il settore”.

BRUNI (COGECA) A PARLAMENTO E CONSIGLIO UE: "ASSICURARE RISORSE SUPPLEMENTARI AD OP ORTOFRUTTICOLE PER PREVENZIONE E GESTIONE CRISI DI MERCATO

Fonte: Segreteria Paolo Bruni

Intervenendo mercoledì 23 novembre presso il Parlamento Europeo all'iniziativa sulla riforma della PAC promossa congiuntamente dal Presidente della commissione agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro, dal presidente di turno della presidenza del consiglio UE il ministro polacco Marek Sawicki e dal Commissario europeo per l'agricoltura Dacian Ciolos, il presidente di Cogeca Paolo Bruni ha insistito sulla "necessita' di rafforzare le misure per la competitivita' della filiera agroalimentare".

"Apprezzo particolarmente, ha affermato Bruni, l'esplicito riferimento fatto dal Commissario Ciolos al modello ortofrutticolo come esempio da estendere ad altri settori nei prossimi anni, ma desidero ribadire la necessita' di fornire una rapida risposta ai problemi attuali dell'ortofrutta, garantendo nel bilancio 2012 dell'Unione Europea risorse supplementari destinate alle misure di prevenzione e gestione delle crisi promosse dalle OP".

mercoledì 16 novembre 2011

IL PARLAMENTO EUROPEO: “APICOLTURA STRATEGICA PER LA PRODUTTIVITA’ AGRICOLA”

Fonte: Confagricoltura

FAI (CONFAGRICOLTURA): “DALL’IMPOLLINAZIONE UN APPORTO CHE PER L’ITALIA VALE 1,5 MILIARDI L’ANNO”

“La risoluzione del Parlamento europeo, appena approvata, su ‘Salute delle api e le sfide dell’apicoltura’, costituisce un solido pilastro sul quale costruire efficaci azioni di incremento della produzione agricola nazionale e comunitaria”.
Questo il commento del presidente della FAI-Federazione apicoltori italiani, Raffaele Cirone, in merito allo storico pronunciamento del Parlamento europeo che, nel definire le linee guida per la salvaguardia dell’allevamento apistico, riconosce il ruolo strategico che le api hanno in agricoltura. La sola impollinazione alle coltivazioni di interesse alimentare, infatti, sviluppa incrementi produttivi che in Italia valgono 1,5 miliardi di euro l’anno e in Europa 14,2 miliardi. Ma l’impollinazione incrementa il valore produttivo anche delle colture da pascolo, della produzione sementiera e di fiori ornamentali.
Un plauso, condiviso dal presidente di Confagricoltura Mario Guidi, va al presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro per aver posto le basi di un così importante e ampio pronunciamento a sostegno del comparto apistico.