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mercoledì 23 dicembre 2015

COLLEGATO AMBIENTALE, CONFAGRICOLTURA: RICONOSCIUTO IL VALORE ECONOMICO/ECOLOGICO DELL’AGRICOLTURA

Fonte: Confagricoltura

Confagricoltura plaude all’approvazione definitiva del collegato ambientale votato ieri dalla Camera, che contiene misure per il settore agricolo in materia di tutela della natura, sviluppo sostenibile, energia, acquisti verdi, gestione dei rifiuti, difesa del suolo e risorse idriche. Un pacchetto di misure che incidono in diversi settori dell'economia con l'obiettivo di concepire un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale e sull’economia circolare, attraverso una serie di semplificazioni e di incentivi diretti a premiare i comportamenti virtuosi. “Finalmente si è messo in evidenza il ruolo dell’agricoltura per la mitigazione dei cambiamenti climatici – commenta l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - riconoscendone il valore economico, come nel caso dell’introduzione di sistemi di remunerazione dei servizi ecosistemici e ambientali”. Con il nuovo provvedimento saranno remunerati tutti i servizi agricoli, con particolare attenzione alla fissazione del carbonio delle foreste e dell’arboricoltura da legno, alla regimazione delle acque nei bacini montani, alla salvaguardia della biodiversità e del paesaggio. Inoltre, con l’introduzione del marchio volontario “Made Green in Italy” che utilizza la metodologia per la determinazione dell’impronta ambientale dei prodotti (PEF), sarà più facile acquistare i prodotti delle aziende agricole sostenibili italiane. Gli appalti di fornitura pubblici, infine, saranno più “verdi”, dando priorità di acquisto a quei prodotti e a quelle aziende che possono dimostrare la loro sostenibilità secondo schemi di qualità internazionali. “La legge - spiega Confagricoltura - va nella direzione da noi intrapresa con il progetto Ecocloud, diretto proprio a promuovere le imprese agricole che hanno adottato tecnologie e disciplinari di produzione innovativi, in grado di garantire il miglioramento delle prestazioni dei prodotti e, in particolare, la riduzione degli impatti ambientali.

venerdì 9 novembre 2012

ENERGIA. GUIDI (CONFAGRICOLTURA) A ‘KEY ENERGY – ECOMONDO’: “SI FA EFFICIENZA ANCHE SBUROCRATIZZANDO LE PROCEDURE E LE AUTORIZZAZIONI PER GLI IMPIANTI”

Fonte: Confagricoltura

“Vanno individuate e favorite le forme di investimento aziendale dirette a migliorare l’efficienza energetica ed i costi. Per il settore agricolo è un obiettivo strategico dal momento che, nella maggior parte delle lavorazioni, si utilizza gasolio, come carburante o combustibile”. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, intervenendo a Rimini al convegno, promosso dall’Organizzazione, su “Efficienza energetica e rinnovabili”, nell’ambito della rassegna “Key Energy - Ecomondo”. L’obiettivo indicato dalla Strategia Energetica Nazionale di raggiungere entro il 2020 una percentuale di utilizzo di energia elettrica da rinnovabili, pari almeno al 38%, ad avviso del presidente di Confagricoltura, “è un'importante indicazione del fatto che l’Italia voglia continuare a svolgere un ruolo attivo nello sviluppo di tali tecnologie”. A tal proposito, si è chiesto Guidi, “i decreti emanati di recente, su fotovoltaico, biomasse, biogas sulle altre fonti rinnovabili, saranno in grado di sostenere il percorso indicato dal piano strategico? Francamente ho qualche perplessità che si riesca a raggiungere l’obiettivo prefissato, dal momento che i nuovi sistemi di incentivazione sono troppo burocratizzati”. “A fronte di incentivi anche più elevati, rispetto alla media degli altri Paesi Europei, gli operatori – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura - hanno costi più cospicui, a causa di una regolamentazione normativa non stabile e frammentata a livello territoriale, dell’ eccessiva burocratizzazione delle procedure, dei ritardi enormi nel rilascio delle autorizzazioni, delle carenze infrastrutturali del sistema elettrico”. “E’ fondamentale – ha proseguito - una revisione del sistema di incentivazione e una semplificazione drastica delle procedure, al fine di ridurre l’onere generale di tali fonti, continuando a consentirne lo sviluppo”. Per Guidi poi si deve ragionare sui meccanismi che potranno essere affiancati agli incentivi alla produzione quali, ad esempio gli strumenti di finanziamento in conto capitale, che potrebbero raggiungere il medesimo risultato con minor onere per il sistema. Infine il presidente, ha chiesto che “la nuova Strategia Energetica Nazionale preferisca le tecnologie con maggiori ricadute sulla filiera economica nazionale. Ad esempio con la filiera biogas/biometano e con le altre a combustione (di pollina, legno e derivati) si alimenta lo sviluppo di attività, come quelle agroforestali, anche in aree oggi abbandonate. E si fa efficienza energetica pure impiegando la sostanza organica derivante dalla produzione energetica, che è un ottimo sottoprodotto e non un rifiuto, in sostituzione dei fertilizzanti chimici”.

venerdì 21 settembre 2012

COLDIRETTI: RINCARANO I COSTI DI PRODUZIONE. STANGATA RECORD PER L’ENERGIA

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Preoccupante aumento dei costi agricoli con effetti devastanti per le imprese.

Aumentano ancora i costi agricoli. Neppure il tempo di rallegrarsi per i segnali di ripresa fatti registrare dai prezzi pagati agli agricoltori ed ecco arrivare la nuova stangata sui mezzi di produzione che a luglio sono rincarati del 3,1 per cento, secondo le ultime rilevazioni Ismea. Gliaumenti più evidenti riguardano i prodotti energetici, balzati alle stelle (+9,5 per cento) soprattutto a causa dell’energia elettrica, che oggi costa alle imprese il 26,2 per cento rispetto a dodici mesi prima. Segno positivoanche per i soliti carburanti, rincarati del 5,5 per cento. Boom dei prezzi pure per i capi da ristallo (+9,3 per cento) e per i concimi, le cui quotazioni sono più alte del 5 per cento nel confronto con il luglio 2011. “Merito” degli azotati, aumentati del 9,6 per cento, e dei fosfatici (+4 per cento), ma va sottolineato come il segno positivo riguardi praticamente tutte le voci, dai complessi binari e terziari ai fogliari. Rincarano pure i mangimi, con un +3,7 per cento generale e punte del 23,4 per cento per panelli-farine e del 12,8 per cento per i nuclei per bovini e vitelli. Anche qui i prezzi salgono comunque per tutti gli altri prodotti dell’indice Ismea. Non fanno eccezione le sementi, dove si spende il 2,5 per cento in più Aumenti più contenuti per le sostanze fitosanitarie (+1 per cento) e per le voci ricomprese nella categorie spese varie (+0,3 per cento); invariati i salari.

venerdì 20 aprile 2012

TASSE SULL’ENERGIA, CONFAGRICOLTURA: NON RICONOSCIUTO L’IMPEGNO DELLE IMPRESE AGRICOLE NELLA RIDUZIONE DI CO₂

Fonte: Confagricoltura

Il Parlamento europeo ha espresso parere favorevole (anche se non vincolante), con 374 voti a favore, 217 contrari e 73 astensioni, alla risoluzione sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la normativa comunitaria sulla tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità.

La posizione del Parlamento presenta, a parere di Confagricoltura, aspetti positivi, come la conferma della facoltà per gli Stati membri di applicare, in funzione del rendimento energetico, imposte ridotte o pari a zero in alcuni settori come l’agricoltura.

Tuttavia, è stato mantenuto il corpus della proposta originaria che prevede una tassazione dell’energia basata su due punti: le emissioni di CO2 (elemento questo che non potrà in nessun caso essere ridotto) ed il contenuto energetico dei combustibili, che sarà l’unico oggetto di possibili riduzioni, anche se occorrerà dimostrare maggiore efficienza nell’utilizzo delle fonti di energia. Un meccanismo che, di fatto, secondo le stime degli uffici di Confagricoltura, porterà il livello minimo di tassazione complessivo per il gasolio agricolo ad almeno 6 cent/litro, cioè il triplo della situazione attuale. Senza contare che l’obiettivo di raggiungere la neutralità fiscale, cioè uno stesso livello di tassazione generale tra benzina e gasolio, porterà ad un ulteriore aumento delle accise su quest’ultimo. “Il modello di tassazione proposto – sottolinea Confagricoltura - sembra non tener conto dei risultati raggiunti dal settore agricolo negli ultimi anni”.

L’agricoltura ha ridotto infatti le proprie emissioni dell’11.6% in Italia e del 20% nella Ue a 27 dal 1990, soprattutto grazie ad una migliore gestione degli allevamenti zootecnici e dei suoli, con un significativo taglio dell’utilizzo di concimi azotati, principali responsabili delle emissioni di protossido di azoto. Inoltre, l’agricoltura e la silvicoltura sono gli unici settori che contribuiscono all’assorbimento della CO2 nel suolo e nella biomassa, attenuando il cambiamento climatico. Il solo apporto nazionale delle foreste esistenti, di cui quasi due terzi sono privati è fissato a 10,2 milioni di tonnellate di CO2/anno, considerando solo la gestione forestale.

Tale contributo alla diminuzione complessiva delle emissioni, non solo non è stato ancora debitamente riconosciuto, ma ora la nuova proposta di direttiva carica sul settore una nuova imposta che si tradurrà esclusivamente in una perdita di competitività per le imprese.

Confagricoltura quindi monitorerà ora il seguito del dibattito comunitario su questa proposta di direttiva con un occhio particolarmente attento alle possibili conseguenze sul settore agricolo. “Ci attendiamo – ha dichiarato il presidente Guidi – che il Consiglio dei Ministri UE prenda in attenta considerazione le nostre preoccupazioni in sede di approvazione definitiva della direttiva che, una volta varata, entrerebbe in vigore già dal 2013.”