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martedì 16 luglio 2013

ESTATE 2013: AGRITURISMO DECISAMENTE MEGLIO DEGLI ALTRI SETTORI “ALBERGHIERI”, MA GLI IMPRENDITORI AGRICOLI ALZANO LA GUARDIA

Fonte: Confagricoltura  

Cosimo Melacca, Presidente di Agriturist: “Nonostante la crisi economica l’agriturismo, attraverso le capacità imprenditoriali degli agricoltori e la multifunzionalità, si dimostra forte. Ma ha bisogno di più promozione, sburocratizzazione e riduzione delle tasse in quanto preserva il territorio”.

L’agriturismo, grazie alla qualità dell’offerta e ai prezzi attenti al momento economico che stiamo vivendo, conferma di soffrire meno degli altri settori del turismo: la flessione, per questa estate 2013, è nettamente inferiore alle altre attività “alberghiere”. Sceglierà la vacanza “in fattoria”, secondo una elaborazione di Agriturist su dati dell’Osservatorio Nazionale per il Turismo, poco più di un milione di persone (-3% rispetto al 2012); la durata media dei soggiorni sarà di 4 giorni, in leggera flessione a confronto dello scorso anno. Andrà invece peggio - rileva Agriturist - per il complesso del turismo. Diversi sondaggi prevedono che questa estate andranno in vacanza solo 26-28 milioni di italiani, 5-6 milioni meno dello scorso anno (-18%); potrebbero, in parte, salvarci gli stranieri, che l’estate scorsa sono cresciuti del 4%, ma è ancora tutto da dimostrare. Molte perplessità da parte del presidente di Agriturist sulle politiche per il turismo del governo Letta in quanto, pur dichiarando buoni propositi, non ha ancora messo in atto nessuna iniziativa concreta, dimostrando attraverso il “far nulla” di non percepire lo stato di sofferenza di chi tutti i giorni, con il proprio impegno e le proprie economie, lotta per gestire la crisi, di certo non creata dalle imprese agricole. Oltretutto l’agriturismo è assente nella presentazione dell’offerta turistica italiana all’estero ed è pressoché introvabile nel portale www.italia.it dove, misteriosamente, è trattato come sottocategoria del turismo itinerante”. “Le aziende agrituristiche - conclude Melacca - sono tartassate da controlli, obblighi e limitazioni che garantiscono la connessione dell’accoglienza con l’attività agricola. Occorre che a questi handicap corrisponda un sistema di agevolazioni e semplificazioni che permetta loro di essere competitive, tenendo anche conto del prezioso contributo che danno al presidio e alla tutela del territorio. Così come è necessario che non ci siano strutture extralberghiere che operano senza regole e controlli”.

mercoledì 14 novembre 2012

COLDIRETTI: IL PARLAMENTO RISCHIA DI PEGGIORARE LA LEGGE DI STABILITA’

Fonte: Coldiretti Ferrara

 “E’ grave l’intenzione di aumentare le tasse sul gasolio agricolo, notoriamente usato da chi lavora la terra per premiare di fatto anche chi la terra la detiene senza essere impresa. Siamo decisamente contrari alle modifiche che il Parlamento sta facendo sulla legge di stabilità rispetto alla fiscalità agricola perché addirittura peggiorative di quelle già pesanti presentate dal Governo”. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento alle modifiche alla legge di stabilità concordate dai relatori Renato Brunetta e Pierpaolo Baretta.

venerdì 20 aprile 2012

TASSE SULL’ENERGIA, CONFAGRICOLTURA: NON RICONOSCIUTO L’IMPEGNO DELLE IMPRESE AGRICOLE NELLA RIDUZIONE DI CO₂

Fonte: Confagricoltura

Il Parlamento europeo ha espresso parere favorevole (anche se non vincolante), con 374 voti a favore, 217 contrari e 73 astensioni, alla risoluzione sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la normativa comunitaria sulla tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità.

La posizione del Parlamento presenta, a parere di Confagricoltura, aspetti positivi, come la conferma della facoltà per gli Stati membri di applicare, in funzione del rendimento energetico, imposte ridotte o pari a zero in alcuni settori come l’agricoltura.

Tuttavia, è stato mantenuto il corpus della proposta originaria che prevede una tassazione dell’energia basata su due punti: le emissioni di CO2 (elemento questo che non potrà in nessun caso essere ridotto) ed il contenuto energetico dei combustibili, che sarà l’unico oggetto di possibili riduzioni, anche se occorrerà dimostrare maggiore efficienza nell’utilizzo delle fonti di energia. Un meccanismo che, di fatto, secondo le stime degli uffici di Confagricoltura, porterà il livello minimo di tassazione complessivo per il gasolio agricolo ad almeno 6 cent/litro, cioè il triplo della situazione attuale. Senza contare che l’obiettivo di raggiungere la neutralità fiscale, cioè uno stesso livello di tassazione generale tra benzina e gasolio, porterà ad un ulteriore aumento delle accise su quest’ultimo. “Il modello di tassazione proposto – sottolinea Confagricoltura - sembra non tener conto dei risultati raggiunti dal settore agricolo negli ultimi anni”.

L’agricoltura ha ridotto infatti le proprie emissioni dell’11.6% in Italia e del 20% nella Ue a 27 dal 1990, soprattutto grazie ad una migliore gestione degli allevamenti zootecnici e dei suoli, con un significativo taglio dell’utilizzo di concimi azotati, principali responsabili delle emissioni di protossido di azoto. Inoltre, l’agricoltura e la silvicoltura sono gli unici settori che contribuiscono all’assorbimento della CO2 nel suolo e nella biomassa, attenuando il cambiamento climatico. Il solo apporto nazionale delle foreste esistenti, di cui quasi due terzi sono privati è fissato a 10,2 milioni di tonnellate di CO2/anno, considerando solo la gestione forestale.

Tale contributo alla diminuzione complessiva delle emissioni, non solo non è stato ancora debitamente riconosciuto, ma ora la nuova proposta di direttiva carica sul settore una nuova imposta che si tradurrà esclusivamente in una perdita di competitività per le imprese.

Confagricoltura quindi monitorerà ora il seguito del dibattito comunitario su questa proposta di direttiva con un occhio particolarmente attento alle possibili conseguenze sul settore agricolo. “Ci attendiamo – ha dichiarato il presidente Guidi – che il Consiglio dei Ministri UE prenda in attenta considerazione le nostre preoccupazioni in sede di approvazione definitiva della direttiva che, una volta varata, entrerebbe in vigore già dal 2013.”

martedì 13 marzo 2012

LE ORGANIZZAZIONI LANCIANO UN GRIDO DI ALLARME E CHIEDONO ATTENZIONE DAL GOVERNO E DAL PARLAMENTO: L’IMU AVRÀ EFFETTI DEVASTANTI SULLE IMPRESE

Fonte: Confagricoltura, Cia, Copagri

Non si può accettare un aumento di cinque volte delle tasse. L’agricoltura ha un valore strategico per la ripresa del Paese.

Manifestazione di Cia, Confagricoltura e Copagri a Roma in piazza Montecitorio davanti alla Camera dei Deputati. I presidenti Giuseppe Politi, Mario Guidi e Franco Verrascina lanciano l’allarme: così si mette a rischio il futuro di migliaia di aziende. Un “salasso” di 1,5 miliardi di euro dall’imposta sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli. Sugli imprenditori pesano troppi costi, dal caro-gasolio agli oneri contributivi. A questi si aggiungono i pesanti danni (oltre 500 milioni di euro) causati dal maltempo. Il settore è in crisi e serve una nuova politica agricola nazionale, soprattutto in vista della riforma Pac post 2013.


Quintuplicare la tassazione in agricoltura significa mettere fuori mercato più di 200 mila imprese. Per tale motivo chiediamo di rivedere l’impatto dell’Imu, dal momento che l’imposizione fiscale anche sui fabbricati rurali, strumentali all’attività di coltivazione o di allevamento, è una profonda iniquità, che non trova giustificazione alcuna. Per questo diciamo un fermo “no” all’Imu così com’è posta. Un’imposta assurda e penalizzante che determinerà un vero e proprio “salasso” da 1,5 miliardi di euro, rispetto agli attuali 300 milioni circa di gettito, ai quali potrebbero aggiungersi altri 2-3 miliardi di euro per l’accatastamento. Sarà un impatto devastante che metterà in crisi tutto il settore, che già vive un momento di estrema difficoltà, con costi produttivi (in particolare il “caro-gasolio”), contributivi e burocratici giunti ormai a livelli insostenibili. Questo il grido d’allarme lanciato oggi a Roma, durante una manifestazione in piazza Montecitorio davanti alla Camera dei Deputati, dai presidenti di Cia-Confagricoltori Giuseppe Politi, di Confagricoltura Mario Guidi e di Copagri Franco Verrascina.
L’agricoltura è una risorsa vitale per il nostro Paese e non si può -hanno rimarcato i tre presidenti- frenarne la competitività e affossarla con insostenibili tasse. Questo non significa che il mondo agricolo voglia, vista la fase critica che attraversa il Paese, sottrarsi alle proprie responsabilità. Non è stato valutato l’effetto devastante che l’Imu potrà avere sulle imprese agricole. Siamo pronti ai sacrifici, ma non possiamo accettare misure distruttive dell’imprenditoria agricola. Il governo Monti ha fondato il suo programma sull’equità, ma questo provvedimento non è per nulla equo.
Non possiamo assistere passivamente alla fine delle imprese agricole italiane che oggi scontano redditi inferiori a quelli del 2005; al contrario, ci batteremo con determinazione per difenderle e garantire loro un futuro di reali certezze.
Se l’obiettivo del governo è quello di rilanciare l’economia, non si può dimenticare che l’agricoltura ha un ruolo centrale per la crescita del Paese. Ecco perché chiediamo -hanno rimarcato i presidenti di Cia, Confagricoltura e Copagri- una maggiore attenzione da parte del governo, delle istituzioni, delle forze politiche.
Le tre Confederazioni agricole sollecitano che sull’Imu ci sia un adeguato ripensamento. Occorre che la situazione sia analizzata in maniera oculata e vanno verificati quali impatti avrà l’applicazione dell’imposta.
Al Governo in queste ultime settimane abbiamo sollecitato -hanno detto Politi, Guidi e Verrascina- che oggi all’agricoltura, soprattutto in vista della riforma della Pac post 2013 e delle difficili sfide che porrà, serve una politica incisiva che affronti i problemi strutturali, recuperi competività al settore, valorizzando le sue forti risorse intrinseche. Una strategia di ampio respiro che apra nuove prospettive al settore primario che va considerato come un grande protagonista della ripresa e del rilancio del nostro Paese.
Allo stesso modo chiediamo che il Governo intervenga -hanno sottolineato i tre presidenti- anche sul problema del “caro gasolio”, che sta avendo effetti traumatici per le imprese. In pochi mesi, il prezzo del carburante agricolo è cresciuto del 25%, aggravando i costi, già pesanti, che l’agricoltore è costretto a sostenere.
Analogo discorso per i sacrifici richiesti al settore agricolo anche in termini di lavoro e previdenza che tuttora sono insostenibili. Su questo versante ribadiamo l’esigenza di mitigare l’aumento degli oneri contributivi dei lavoratori autonomi agricoli previsto dal governo Monti. E proprio gli autonomi dell’agricoltura -hanno sostenuto Politi, Guidi e Verrascina- sono tra le figure più penalizzate, dal momento che sono stati esclusi dai provvedimenti per la crescita previsti per altri settori.
Una situazione, dunque, estremamente complessa quella della nostra agricoltura che fa, peraltro, i conti con i gravissimi danni subiti, prima per il blocco dei Tir e poi per la disastrosa ondata di maltempo: oltre 500 milioni di euro. Per le aziende colpite è opportuno che vengano bloccati i pagamenti fiscali e contributivi e i mutui e attivati pronti interventi secondo le procedure di legge.
Tartassare ancora il settore significa decretarne la fine e questo -hanno rilevato i presidenti di Cia, Confagricoltura e Copagri- non è assolutamente accettabile. Siamo scesi in piazza perché rivendichiamo il ruolo, l’importanza, ma anche la specificità del settore agricolo.
Siamo disposti a credere in questo Paese -hanno concluso i tre presidenti- nella misura in cui questo Paese è disposto a credere nell’agricoltura.

venerdì 13 gennaio 2012

COLDIRETTI: I.M.U.: “DIMEZZARE LA NUOVA TASSA”.



FONTE: COLDIRETTI

Coldiretti ha consegnato a tutte le amministrazioni comunali una richiesta per applicare l’aliquota ridotta sugli immobili agricoli. A rischio chiusura aziende che tutelano il territorio ed i prodotti tipici.

Dimezzare l’aliquota dell’Imposta municipale unica prevista sia per quanto riguarda i fabbricati rurali ad uso strumentale e abitativo sia per i terreni agricoli. E’ quanto ha chiesto Coldiretti Ferrara ai 26 sindaci dei comuni della provincia, invitandoli ad applicare la facoltà che la legge assegna ai sindaci di ridurre la nuova tassa che ha eliminato ogni agevolazione dei fabbricati rurali ed elimina le riduzioni d’imposta sui terreni agricoli a favore degli imprenditori agricoli che conducono direttamente il fondo.

“Ci rendiamo conto dei grandi sacrifici imposti ai cittadini italiani – scrive nella lettera Coldiretti – e che, in mancanza di tempo e con la necessità improcrastinabile di reperire risorse, si siano colpiti patrimonialmente quei beni conosciuti o conoscibili ma, nel caso degli agricoltori, ci troviamo di fronte a una mazzata duplice in quanto gli agricoltori scontano tutti gli aumenti previsti per i cittadini più questa sorta di patrimoniale agricola”.

Di fatto l’Imu – sottolinea Coldiretti – andrà a pesare sulle tasche degli agricoltori con aumenti percentuali ben più alti di chi detiene terreni per fini speculativi. Al fine di evitare la chiusura di imprese che ancora permangono anche in zone difficili del Paese, salvaguardando l’ambiente, il territorio e i prodotti tipici, ci auguriamo – conclude Coldiretti – che i sindaci sappiano farsi interpreti delle esigenze dell’agricoltura.

lunedì 5 dicembre 2011

PER LE IMPRESE AGRICOLE TANTE TASSE E NIENTE SVILUPPO

Fonte: Confagricoltura Ferrara

Nel settore la percezione negativa frena la voglia di fare impresa

“La commozione del Ministro del Welfare, Elsa Fornero, durante la conferenza stampa seguita al Consiglio dei Ministri, restituisce umanità all’azione del governo ed al di là delle considerazioni sulla manovra vanno apprezzati la dedizione, la competenza ed il lavoro di coloro che si sono prestati al compito di governare oggi l’Italia” – ha affermato il Presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, commentando le prime dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Mario Monti
“Nel merito, però, da questo decreto per le imprese agricole – ha proseguito Guidi - tante tasse e niente sviluppo. Quello varato da Palazzo Chigi non possiamo considerarlo un provvedimento improntato all’equità. Gli incentivi per l’Irap non riguardano i redditi agrari e quelli per l’aiuto alla crescita economica delle imprese non si applicano alla stragrande maggioranza delle aziende che operano in agricoltura. Inoltre, arriva la batosta dell’Imu sui fabbricati rurali, dimenticando che per noi sono mezzi di produzione, e si prevede una rivalutazione del loro valore attraverso una serie di moltiplicatori”.
“Siamo fermamente convinti che serva rigore per risanare la situazione dei conti pubblici e per far ripartire l’economia – ha concluso il Presidente di Confagricoltura – e il mondo agricolo, responsabilmente, non si tira indietro. Ma non può accettare di essere escluso dalle misure di rilancio di cui beneficiano gli altri settori economici. La manovra rischia di rendere la situazione delle imprese agricole, già di per sé difficile, ancor più drammatica”.
“ Non può essere infatti sottaciuto il dato – sottolinea il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi - che tra i settori in cui, nei primi dieci mesi dell’anno, si è pagato il prezzo più alto c’è l’agricoltura, che registra a livello nazionale 13.600 imprese in meno iscritte alle Camere di Commercio (-1,6%)”.
Ancora più marcata la flessione che si registra in Provincia di Ferrara. In base al numero delle aziende agricole attive iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio, dal 1° gennaio al 30 ottobre del corrente anno le aziende sono calate di 223 unità, pari ad un decremento del 2,99%.
“Il dato – conclude il Presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli ferraresi - conferma il pessimismo che si registra nel settore primario e spinge a disincentivare i nuovi investimenti. La situazione attuale, come emerge anche dal recente report congiunturale dell’Ismea, viene valutata con estrema preoccupazione, per le difficoltà dell'economia in generale, aggravate da quelle di settore ed alimenta una percezione negativa che persiste da troppo tempo nelle campagne”.