Fonte: Coldiretti Ferrara
E'corsa ai beni rifugio, oro e metalli preziosi in testa, ma mentre crollano le borse aumenta del 15% il prezzo del grano. E' il risultato delle speculazioni finanziarie che non trasferiranno nulla ai produttori, evidenziando che i prezzi agricoli non dipendono più dall’andamento della domanda e dell’offerta quanto da movimenti finanziari.
In controtendenza al crollo fatto registrare dai mercati finanziari, è corsa a beni rifugio che spinge ad un forte aumento dei prezzi di tutte le materie prime agricole con il prezzo del grano che ha aperto in aumento di quasi il 15 per cento rispetto alle quotazioni dell’inizio della settimana scorsa al Chicago Bord of Trade (CBOT), il punto di riferimento mondiale delle commodities agricole. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti della crisi greca sull’andamento dei mercati future del grano con consegna a settembre 2015. Anche se rimangono ben al di sotto di livelli remunerativi – sottolinea la Coldiretti - si sta verificando a livello internazionale una decisa scossa per le principali produzioni oggetto di contrattazione sui mercati a termine, dal grano tenero al mais. Le fluttuazioni dei prezzi delle materie prime agricole - spiega la Coldiretti - sono sempre piu’ condizionate dalle situazioni economiche e sociali internazionali sulle quali si innestano facilmente le speculazioni che si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l’oro fino a quelli di grano, mais e soia. Il risultato - conclude la Coldiretti - è una insostenibile instabilità dei prezzi dei prodotti agricoli che dipende sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre piu’ dai movimenti finanziari. Gli andamenti positivi – conclude la Coldiretti - non si trasferiscono mai agli agricoltori che invece sono costretti spesso a subire le riduzioni delle quotazioni con compensi del tutto inadeguati.
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martedì 30 giugno 2015
martedì 16 giugno 2015
FERRARA - THE EXCELLAND, PRODUZIONI E TECNOLOGIE AGROALIMENTARI REGIONALI AL CENTRO DI SCAMBI COMMERCIALI, APPROFONDIMENTI E DEGUSTAZIONI
Fonte: Unindustria e Ufficio Stampa CoopCamelot
Gli imprenditori ferraresi sono da sempre abituati a dover girare il mondo per far conoscere le loro produzioni. Per la prima volta, il 19, 20 e 21 giugno, saranno i buyer mondiali a venire in città per Ferrara The Excelland, una tre giorni durante la quale Piazza Trento e Trieste diventerà una vetrina a cielo aperto dell’eccellenza del territorio con l’Expo Village e il Food Village, e piazza del Municipio un laboratorio del gusto con i Cooking Show degli chef stellati. Tutto ruoterà attorno al cibo, individuato come il fiore all’occhiello di Ferrara e dell’Emilia-Romagna. Questo evento segna una svolta nella promozione delle attività locali: non più sole e isolate, ma aiutate concretamente a mettersi in rete e ad incontrare chi può realmente offrire opportunità di scambi commerciali. L’evento è promosso, in occasione di Expo 2015, da Unindustria Ferrara con il contributo della Regione Emilia-Romagna e il patrocinio del Comune di Ferrara. Da oltre 10 anni, Unindustria investe nello sviluppo di progetti di internazionalizzazione di imprese piccole, medie e grandi ed ha un ufficio interamente dedicato a questo. I principali sostenitori sono tre importanti aziende legate alla trasformazione: Pastificio Andalini (pasta), Bia (couscous) e CT Pack (macchine per confezionamento di prodotti alimentari). Oltre ad altre aziende del territorio che producono cibo, tecnologia e servizi legati all’agroindustria. Nell’Expo Village di piazza Trento e Trieste, le imprese emiliano-romagnole, incontreranno operatori economici internazionali provenienti da Stati Uniti, Sud Africa e Germania, selezionati dalla società Rödl& Partner. Si tratta di tre aree che hanno un forte interesse per le nostre produzioni e dove alcune imprese coinvolte nel progetto hanno dei best client che hanno messo a disposizione delle altre, creando importanti sinergie.
Ferrara The Excelland avrà un’anteprima il 16 e 17 giugno 2015 a Milano , dove sarà realizzato un programma ad hoc per gli operatori esteri, che comprende anche una visita a EXPO 2015 e una cena-evento in un noto ristorante milanese con menu di tipicità emiliano-romagnole e presentazione delle imprese partecipanti ai buyer esteri. Poi, dal 18 al 21 giugno, ci sarà il trasferimento a Ferrara, la terra delle eccellenze, che si animerà di incontri culturali ed enogastronomici, workshop, expo village di prodotti e servizi, convegni e dibattiti, cooking show, degustazioni, wine e food tasting.
Nelle stesse giornate verrà organizzato un programma ad hoc per gli operatori esteri, attraverso incontri one-to-one, seminari in collaborazione con istituzioni, aziende agricole, alimentari e appartenenti al comparto delle tecnologie per l’agroindustria e l’Università di Ferrara, e visite alle aziende della filiera emiliano-romagnola aderenti all’iniziativa. Il progetto Ferrara the Excelland rappresenta, dunque, una grande opportunità per portare sul nostro territorio delegazioni di operatori esteri specializzati, che colgano l’occasione di un grande evento per poter capire i prodotti d’eccellenza del territorio, apprezzarne l’unicità e poi visitare le aziende dove questi prodotti nascono, al fine di creare nuove opportunità commerciali. Ma non sarà un evento per soli addetti ai lavori.
La storica piazza Trento e Trieste si trasformerà in The Excelland Food Village, un villaggio gastronomico con un punto di degustazione per il pubblico che potrà così conoscere le eccellenze della produzione ferrarese e regionale, con particolare riguardo alla filiera cerealicola di qualità: couscous, pasta e riso. In pochi passi si potranno attraversare i sapori del territorio, sia a pranzo che a cena, dalle 12 alle 24, associando la qualità ai luoghi di produzione e alle attrazioni naturali, culturali e paesaggistiche del territorio, per una perfetta integrazione tra prodotti e turismo. Non c’è luogo migliore per conoscere e apprezzare un prodotto, che il contesto in cui nasce, assieme alle persone che lo hanno lavorato. L’iniziativa porrà l’attenzione anche su temi attuali: sana alimentazione, dieta mediterranea e tecnologie di produzione per l’agroindustria sempre più sostenibili.
L’altra piazza del gusto sarà piazza del Municipio, dove si terranno i Cooking Show, laboratori del gusto organizzati come workshop con degustazione, durante i quali avverrà un confronto tecnico e didattico sulle specificità dei prodotti e le tecniche di preparazione dei piatti presentati. I laboratori hanno l’obiettivo di avvicinare il consumatore alla cultura del buon cibo, svelare al pubblico piccoli segreti della cucina e far conoscere meglio le potenzialità di alcuni cibi sottovalutati.
I cooking show saranno condotti da Andy Luotto ed Eliana Chiavetta. I protagonisti saranno chef di fama internazionale: Athos Migliari, chef dell’Unione italiana ristoratori della “Trattoria & Locanda La Chiocciola” a Ferrara; Igles Corelli, una stella Michelin, chef del ristorante Atman di Pescia, (Pistoia), dove propone la propria cucina, definita spesso come “cucina garibaldina”, poiché valorizza le eccellenze di tutta Italia; il simpatico attore e chef italo-americano Andy Luotto, con esperienze trasversali dal cinema alla cucina in giro per il mondo; Chiara Maci, chef,sommelier e blogger di sorelleinpentola.com; Filippo La Mantia, oste e cuoco, conosciuto come chef dei “vip” che ha appena inaugurato a Milano un ristorante che porta il suo nome; Giancarlo Morelli , chef bergamasco una stella Michelin che lavora al Pomiroeu a Seregno (Mi); Claudio Sadler, chef appassionato e creativo del ristorante stellato che porta il suo nome a Milano e autore di numerosi libri di cucina. Gli incontri sono gratuiti e aperti al pubblico, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Ci saranno anche eventi collaterali, come i seminari che si terranno alla sede di Unindustria e all’Università, e il concerto Gimme Shelter! che il 20 giugno alle 20,30 vedrà sul palco di Ferrara Sotto le Stelle in piazza Castello, Post-Csi, Bud Spencer Blues Explosion e Fast Animals and Slow Kids. Un’ esclusiva del festival musicale Ferrara sotto le stelle per “Expo e territori. Viaggio alla scoperta dei tesori nascosti e delle eccellenze agroalimentari in Italia”(http://www.expo2015.org/it/progetti/expo-e-territori), promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con il MIBACT.
L’evento si svolge in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, sostenuta dalla Cooperativa Sociale Camelot, che sviluppa attività di accoglienza, protezione e integrazione di cittadini stranieri richiedenti asilo e rifugiati. Ferrara The Excelland non vuole essere un evento a sé stante, ma ha come obiettivo lo sviluppo di azioni condivise che, mediante l’abbinamento di fattori economici, culturali e turistici, possano fungere da volano per l’attrazione di questi operatori economici internazionali, anche oltre la tre giorni. Unindustria Ferrara, terminato l’evento, supporterà le imprese che hanno partecipato, aiutandole nell’avvio del business.
Tutte le informazioni sul sito: www.ferraratheexcelland.com.
Gli imprenditori ferraresi sono da sempre abituati a dover girare il mondo per far conoscere le loro produzioni. Per la prima volta, il 19, 20 e 21 giugno, saranno i buyer mondiali a venire in città per Ferrara The Excelland, una tre giorni durante la quale Piazza Trento e Trieste diventerà una vetrina a cielo aperto dell’eccellenza del territorio con l’Expo Village e il Food Village, e piazza del Municipio un laboratorio del gusto con i Cooking Show degli chef stellati. Tutto ruoterà attorno al cibo, individuato come il fiore all’occhiello di Ferrara e dell’Emilia-Romagna. Questo evento segna una svolta nella promozione delle attività locali: non più sole e isolate, ma aiutate concretamente a mettersi in rete e ad incontrare chi può realmente offrire opportunità di scambi commerciali. L’evento è promosso, in occasione di Expo 2015, da Unindustria Ferrara con il contributo della Regione Emilia-Romagna e il patrocinio del Comune di Ferrara. Da oltre 10 anni, Unindustria investe nello sviluppo di progetti di internazionalizzazione di imprese piccole, medie e grandi ed ha un ufficio interamente dedicato a questo. I principali sostenitori sono tre importanti aziende legate alla trasformazione: Pastificio Andalini (pasta), Bia (couscous) e CT Pack (macchine per confezionamento di prodotti alimentari). Oltre ad altre aziende del territorio che producono cibo, tecnologia e servizi legati all’agroindustria. Nell’Expo Village di piazza Trento e Trieste, le imprese emiliano-romagnole, incontreranno operatori economici internazionali provenienti da Stati Uniti, Sud Africa e Germania, selezionati dalla società Rödl& Partner. Si tratta di tre aree che hanno un forte interesse per le nostre produzioni e dove alcune imprese coinvolte nel progetto hanno dei best client che hanno messo a disposizione delle altre, creando importanti sinergie.
Ferrara The Excelland avrà un’anteprima il 16 e 17 giugno 2015 a Milano , dove sarà realizzato un programma ad hoc per gli operatori esteri, che comprende anche una visita a EXPO 2015 e una cena-evento in un noto ristorante milanese con menu di tipicità emiliano-romagnole e presentazione delle imprese partecipanti ai buyer esteri. Poi, dal 18 al 21 giugno, ci sarà il trasferimento a Ferrara, la terra delle eccellenze, che si animerà di incontri culturali ed enogastronomici, workshop, expo village di prodotti e servizi, convegni e dibattiti, cooking show, degustazioni, wine e food tasting.
Nelle stesse giornate verrà organizzato un programma ad hoc per gli operatori esteri, attraverso incontri one-to-one, seminari in collaborazione con istituzioni, aziende agricole, alimentari e appartenenti al comparto delle tecnologie per l’agroindustria e l’Università di Ferrara, e visite alle aziende della filiera emiliano-romagnola aderenti all’iniziativa. Il progetto Ferrara the Excelland rappresenta, dunque, una grande opportunità per portare sul nostro territorio delegazioni di operatori esteri specializzati, che colgano l’occasione di un grande evento per poter capire i prodotti d’eccellenza del territorio, apprezzarne l’unicità e poi visitare le aziende dove questi prodotti nascono, al fine di creare nuove opportunità commerciali. Ma non sarà un evento per soli addetti ai lavori.
La storica piazza Trento e Trieste si trasformerà in The Excelland Food Village, un villaggio gastronomico con un punto di degustazione per il pubblico che potrà così conoscere le eccellenze della produzione ferrarese e regionale, con particolare riguardo alla filiera cerealicola di qualità: couscous, pasta e riso. In pochi passi si potranno attraversare i sapori del territorio, sia a pranzo che a cena, dalle 12 alle 24, associando la qualità ai luoghi di produzione e alle attrazioni naturali, culturali e paesaggistiche del territorio, per una perfetta integrazione tra prodotti e turismo. Non c’è luogo migliore per conoscere e apprezzare un prodotto, che il contesto in cui nasce, assieme alle persone che lo hanno lavorato. L’iniziativa porrà l’attenzione anche su temi attuali: sana alimentazione, dieta mediterranea e tecnologie di produzione per l’agroindustria sempre più sostenibili.
L’altra piazza del gusto sarà piazza del Municipio, dove si terranno i Cooking Show, laboratori del gusto organizzati come workshop con degustazione, durante i quali avverrà un confronto tecnico e didattico sulle specificità dei prodotti e le tecniche di preparazione dei piatti presentati. I laboratori hanno l’obiettivo di avvicinare il consumatore alla cultura del buon cibo, svelare al pubblico piccoli segreti della cucina e far conoscere meglio le potenzialità di alcuni cibi sottovalutati.
I cooking show saranno condotti da Andy Luotto ed Eliana Chiavetta. I protagonisti saranno chef di fama internazionale: Athos Migliari, chef dell’Unione italiana ristoratori della “Trattoria & Locanda La Chiocciola” a Ferrara; Igles Corelli, una stella Michelin, chef del ristorante Atman di Pescia, (Pistoia), dove propone la propria cucina, definita spesso come “cucina garibaldina”, poiché valorizza le eccellenze di tutta Italia; il simpatico attore e chef italo-americano Andy Luotto, con esperienze trasversali dal cinema alla cucina in giro per il mondo; Chiara Maci, chef,sommelier e blogger di sorelleinpentola.com; Filippo La Mantia, oste e cuoco, conosciuto come chef dei “vip” che ha appena inaugurato a Milano un ristorante che porta il suo nome; Giancarlo Morelli , chef bergamasco una stella Michelin che lavora al Pomiroeu a Seregno (Mi); Claudio Sadler, chef appassionato e creativo del ristorante stellato che porta il suo nome a Milano e autore di numerosi libri di cucina. Gli incontri sono gratuiti e aperti al pubblico, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Ci saranno anche eventi collaterali, come i seminari che si terranno alla sede di Unindustria e all’Università, e il concerto Gimme Shelter! che il 20 giugno alle 20,30 vedrà sul palco di Ferrara Sotto le Stelle in piazza Castello, Post-Csi, Bud Spencer Blues Explosion e Fast Animals and Slow Kids. Un’ esclusiva del festival musicale Ferrara sotto le stelle per “Expo e territori. Viaggio alla scoperta dei tesori nascosti e delle eccellenze agroalimentari in Italia”(http://www.expo2015.org/it/progetti/expo-e-territori), promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con il MIBACT.
L’evento si svolge in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, sostenuta dalla Cooperativa Sociale Camelot, che sviluppa attività di accoglienza, protezione e integrazione di cittadini stranieri richiedenti asilo e rifugiati. Ferrara The Excelland non vuole essere un evento a sé stante, ma ha come obiettivo lo sviluppo di azioni condivise che, mediante l’abbinamento di fattori economici, culturali e turistici, possano fungere da volano per l’attrazione di questi operatori economici internazionali, anche oltre la tre giorni. Unindustria Ferrara, terminato l’evento, supporterà le imprese che hanno partecipato, aiutandole nell’avvio del business.
Tutte le informazioni sul sito: www.ferraratheexcelland.com.
lunedì 23 marzo 2015
VINITALY: I VINI DEL BOSCO ELICEO ‘SPOSANO’ L’ANGUILLA DI COMACCHIO E LA FILIERA DEL GRANO DI ARGENTA
Fonte: Ufficio Stampa dell'evento
“Vini delle sabbie” del Bosco Eliceo in passerella, insieme ai grandi eventi golosi di Argenta e Comacchio, a Vinitaly 2015: martedì 24 marzo nella Sala Eventi del padiglione Emilia Romagna al Salone internazionale del vino della fiera di Verona è in programma la conversazione conviviale promossa da Consorzio Tutela Vini Bosco Eliceo, Camera di Commercio di Ferrara, Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, Strada dei Vini e dei Sapori della provincia di Ferrara e delegazione provinciale Ais-Associazione Italiana Sommelier in collaborazione con Tenuta Garusola e Simabio, nel corso della quale saranno presentati due fra i maggiori eventi del ‘made in Fe’ agroalimentare: la 58° Fiera di Argenta (11/14 settembre) nel cui ambito si svolgerà “Oro d’Argenta” – cartellone di iniziative per la valorizzazione della filiera del grano di qualità del Mezzano – e la XVII Sagra dell’Anguilla (25 settembre/11 ottobre) in concomitanza con la quale ritornerà a Comacchio il “Convivio dei Vini sulle Sabbie”, rassegna di appuntamenti dedicati alle produzioni vitivinicole da terreni a forte componente sabbiosa. Saranno presenti, insieme a Sante Baldini, presidente di Consorzio Tutela Vini Bosco Eliceo e Strada dei Vini e dei Sapori della provincia di Ferrara, Annalisa Barison, presidente regionale dell’Ais-Associazione Italiana Sommelier, il sindaco di Comacchio Marco Fabbri e il vicesindaco di Argenta, Andrea Baldini. Mentre, a curare il lunch-degustazione con abbinamento di piatti e professionalità della ristorazione tradizionale argentana e comacchiese, saranno due chef in rosa: Giada Ferron dell’Agriturismo Vallesanta di Campotto e Marina Mazzotta, della Trattoria del Borgo di Comacchio. Le quali proporranno, dopo un antipasto di Canocchie di Porto Garibaldi al bianco “delle sabbie” e Tortino di Luccio perca con salsa di dragoncello, Garganelli al ragù di Alzavola, Anguilla in umido al Fortana con polenta fritta, Torta di CousCous con frutta secca e Buratàl dolce comacchiese, accompagnati ai dop del Bosco Eliceo. Nel corso dell’iniziativa verrà inoltre lanciato il challenge fotografico su “vigne & vini delle sabbie” nel territorio ferrarese promosso dal gruppo Instagramers Ferrara, che scatterà a settembre nell’ambito ed in concomitanza con i due appuntamenti enogastronomici.
Nelle foto: le due chef Giada e Marina:
“Vini delle sabbie” del Bosco Eliceo in passerella, insieme ai grandi eventi golosi di Argenta e Comacchio, a Vinitaly 2015: martedì 24 marzo nella Sala Eventi del padiglione Emilia Romagna al Salone internazionale del vino della fiera di Verona è in programma la conversazione conviviale promossa da Consorzio Tutela Vini Bosco Eliceo, Camera di Commercio di Ferrara, Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, Strada dei Vini e dei Sapori della provincia di Ferrara e delegazione provinciale Ais-Associazione Italiana Sommelier in collaborazione con Tenuta Garusola e Simabio, nel corso della quale saranno presentati due fra i maggiori eventi del ‘made in Fe’ agroalimentare: la 58° Fiera di Argenta (11/14 settembre) nel cui ambito si svolgerà “Oro d’Argenta” – cartellone di iniziative per la valorizzazione della filiera del grano di qualità del Mezzano – e la XVII Sagra dell’Anguilla (25 settembre/11 ottobre) in concomitanza con la quale ritornerà a Comacchio il “Convivio dei Vini sulle Sabbie”, rassegna di appuntamenti dedicati alle produzioni vitivinicole da terreni a forte componente sabbiosa. Saranno presenti, insieme a Sante Baldini, presidente di Consorzio Tutela Vini Bosco Eliceo e Strada dei Vini e dei Sapori della provincia di Ferrara, Annalisa Barison, presidente regionale dell’Ais-Associazione Italiana Sommelier, il sindaco di Comacchio Marco Fabbri e il vicesindaco di Argenta, Andrea Baldini. Mentre, a curare il lunch-degustazione con abbinamento di piatti e professionalità della ristorazione tradizionale argentana e comacchiese, saranno due chef in rosa: Giada Ferron dell’Agriturismo Vallesanta di Campotto e Marina Mazzotta, della Trattoria del Borgo di Comacchio. Le quali proporranno, dopo un antipasto di Canocchie di Porto Garibaldi al bianco “delle sabbie” e Tortino di Luccio perca con salsa di dragoncello, Garganelli al ragù di Alzavola, Anguilla in umido al Fortana con polenta fritta, Torta di CousCous con frutta secca e Buratàl dolce comacchiese, accompagnati ai dop del Bosco Eliceo. Nel corso dell’iniziativa verrà inoltre lanciato il challenge fotografico su “vigne & vini delle sabbie” nel territorio ferrarese promosso dal gruppo Instagramers Ferrara, che scatterà a settembre nell’ambito ed in concomitanza con i due appuntamenti enogastronomici.
Nelle foto: le due chef Giada e Marina:
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venerdì 26 luglio 2013
FRUMENTO: FORTE CALO DEI PREZZI DI MERCATO IN ITALIA NONOSTANTE LA MINORE PRODUZIONE
Fonte: Confagricoltura
Si è ormai conclusa la trebbiatura del grano in tutto il Paese e gli agricoltori italiani tirano le somme di un’annata agraria – la 2012-2013 – fortemente segnata dal maltempo. Lo ricorda Confagricoltura, segnalando che il raccolto del frumento tenero del 2013 esce molto ridimensionato da un andamento climatico primaverile freddo e piovoso che in alcune zone del Nord si è protratto anche oltre la metà di giugno. Enrico Gambi, cerealicoltore a Ravenna e presidente della Federazione nazionale cereali alimentari di Confagricoltura, evidenzia che “le semine autunnali del 2012, effettuate regolarmente e in crescita del 2,4% rispetto all’anno precedente, facevano pensare ad un leggero aumento della produzione di frumento tenero. Per come si è sviluppata successivamente la coltura nel 2013, il calo di produzione poteva anche superare il 10% stimato oggi “sotto trebbia”. Meno grano italiano vuol dire, inevitabilmente, più grano importato. “Nonostante la qualità dei prodotti trasformati dall’industria alimentare italiana, quest’anno il pane e la pasta nel nostro Paese saranno ancor meno made in Italy di quanto non siano in un’annata normale” conclude Gambi. A fronte della minore disponibilità di prodotto nazionale e della prospettiva di dover importare oltre il 50% del fabbisogno interno di frumento tenero, prosegue la tendenza al ribasso dei prezzi del mercato italiano, in sintonia con l’andamento dei mercati internazionali che tiene conto della grande abbondanza dei raccolti 2013 in alcuni paesi esportatori “chiave” come la Russia, l’Ucraina, la Francia e la Germania. “Con un raccolto nazionale in calo, il prezzo del frumento tenero dovrebbe aumentare o, quanto meno, tenere nonostante le importazioni di prodotto estero” commenta Massimiliano Giansanti, componente della Giunta esecutiva di Confagricoltura, “ma con un trend del mercato così ribassista si allontana la prospettiva di quotazioni elevate come quelle della passata campagna. Tuttavia, così come i margini elevati della scorsa annata sono andati a beneficio di tutta la filiera, sarebbe auspicabile che anche le perdite subìte quest’anno dai cerealicoltori italiani a causa del maltempo fossero alleviate da prezzi soddisfacenti”.
Ulteriori dati e tabelle: www.agrestetv.it/documenti/frumento.doc
Si è ormai conclusa la trebbiatura del grano in tutto il Paese e gli agricoltori italiani tirano le somme di un’annata agraria – la 2012-2013 – fortemente segnata dal maltempo. Lo ricorda Confagricoltura, segnalando che il raccolto del frumento tenero del 2013 esce molto ridimensionato da un andamento climatico primaverile freddo e piovoso che in alcune zone del Nord si è protratto anche oltre la metà di giugno. Enrico Gambi, cerealicoltore a Ravenna e presidente della Federazione nazionale cereali alimentari di Confagricoltura, evidenzia che “le semine autunnali del 2012, effettuate regolarmente e in crescita del 2,4% rispetto all’anno precedente, facevano pensare ad un leggero aumento della produzione di frumento tenero. Per come si è sviluppata successivamente la coltura nel 2013, il calo di produzione poteva anche superare il 10% stimato oggi “sotto trebbia”. Meno grano italiano vuol dire, inevitabilmente, più grano importato. “Nonostante la qualità dei prodotti trasformati dall’industria alimentare italiana, quest’anno il pane e la pasta nel nostro Paese saranno ancor meno made in Italy di quanto non siano in un’annata normale” conclude Gambi. A fronte della minore disponibilità di prodotto nazionale e della prospettiva di dover importare oltre il 50% del fabbisogno interno di frumento tenero, prosegue la tendenza al ribasso dei prezzi del mercato italiano, in sintonia con l’andamento dei mercati internazionali che tiene conto della grande abbondanza dei raccolti 2013 in alcuni paesi esportatori “chiave” come la Russia, l’Ucraina, la Francia e la Germania. “Con un raccolto nazionale in calo, il prezzo del frumento tenero dovrebbe aumentare o, quanto meno, tenere nonostante le importazioni di prodotto estero” commenta Massimiliano Giansanti, componente della Giunta esecutiva di Confagricoltura, “ma con un trend del mercato così ribassista si allontana la prospettiva di quotazioni elevate come quelle della passata campagna. Tuttavia, così come i margini elevati della scorsa annata sono andati a beneficio di tutta la filiera, sarebbe auspicabile che anche le perdite subìte quest’anno dai cerealicoltori italiani a causa del maltempo fossero alleviate da prezzi soddisfacenti”.
Ulteriori dati e tabelle: www.agrestetv.it/documenti/frumento.doc
venerdì 13 luglio 2012
FESTA DEL GRANO CON ESPOSIZIONE DI MACCHINE AGRICOLE E DI MODELLINI AGRICOLI
martedì 5 giugno 2012
TERREMOTO, RACCOLTA DI GRANO E FRUTTA ALLE PORTE MA SI RISCHIA DI NON AVERE IN TEMPO L'AGIBILITA' PER I CENTRI DI STOCCAGGIO
Fonte: Confagricoltura
Tra una decina di giorni, nelle zone terremotate si comincerà a trebbiare grano tenero e mais, e poi si entrerà nel pieno della campagna frutticola (pere, nettarine, meloni) e si rischia di non avere centri di stoccaggio adeguati per i raccolti. L’ordinanza della Protezione Civile, emanata tre giorni fa, sembra infatti non fare distinzione tra immobili realmente danneggiati e quelli disponibili invece all’attività che però, essendo stati costruiti prima del 2008, rischiano di non ottenere la certificazione di agibilità sismica richiesta dalla normativa. Un problema, ad avviso di Confagricoltura, che aggrava la ripresa nei territori colpiti dal terremoto, ancor più nell’imminenza dei raccolti di cereali e frutta. L’Emilia Romagna è una regione particolarmente vocata all’attività colturale – ricorda Confagricoltura -. Infatti si producono 1.100.000 tonnellate di grano tenero, 120.000 tonnellate di mais, 500.000 tonnellate di pere, 350.000 tonnellate di nettarine, 150.000 tonnellate di meloni, 200.000 tonnellate di pesche. Confagricoltura ha chiesto che il Governo e la Protezione Civile varino disposizioni straordinarie e urgenti per il rilascio di certificati provvisori di agibilità nei comuni colpiti dal sisma, in modo da non creare ulteriori danni ai produttori già fortemente penalizzati.
Tra una decina di giorni, nelle zone terremotate si comincerà a trebbiare grano tenero e mais, e poi si entrerà nel pieno della campagna frutticola (pere, nettarine, meloni) e si rischia di non avere centri di stoccaggio adeguati per i raccolti. L’ordinanza della Protezione Civile, emanata tre giorni fa, sembra infatti non fare distinzione tra immobili realmente danneggiati e quelli disponibili invece all’attività che però, essendo stati costruiti prima del 2008, rischiano di non ottenere la certificazione di agibilità sismica richiesta dalla normativa. Un problema, ad avviso di Confagricoltura, che aggrava la ripresa nei territori colpiti dal terremoto, ancor più nell’imminenza dei raccolti di cereali e frutta. L’Emilia Romagna è una regione particolarmente vocata all’attività colturale – ricorda Confagricoltura -. Infatti si producono 1.100.000 tonnellate di grano tenero, 120.000 tonnellate di mais, 500.000 tonnellate di pere, 350.000 tonnellate di nettarine, 150.000 tonnellate di meloni, 200.000 tonnellate di pesche. Confagricoltura ha chiesto che il Governo e la Protezione Civile varino disposizioni straordinarie e urgenti per il rilascio di certificati provvisori di agibilità nei comuni colpiti dal sisma, in modo da non creare ulteriori danni ai produttori già fortemente penalizzati.
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giovedì 5 aprile 2012
CRISI, CONFAGRICOLTURA: CALO DI CONSUMI AFFONDA PIL NAZIONALE NELL’AREA OCSE. PREZZI DEL PANE SALGONO MENTRE QUELLI DEL GRANO DIMINUISONO SINO AL 25%
Fonte: Confagricoltura
“I pesanti dati, comunicati dall’Istat, sul calo del potere d’acquisto delle famiglie italiane, sceso dello 0,5% nel 2011 a causa di una frenata del reddito al di sotto della crescita dell’inflazione preoccupano ancora di più se letti in contemporanea a quelli dell’Ocse, che identificano il nostro Pil nazionale del quarto trimestre 2011 (-0,7%) come la “maglia nera” dell’area G7 e lo collocano al di sotto della media dei paesi Ocse (-0,2%). Anche in questo caso l’analisi dell’organizzazione dei Paesi maggiormente industrializzati indica come una delle cause della contrazione del prodotto interno lordo italiano la flessione dei consumi nel periodo pari a -0,4%”. A sottolinearlo è Confagricoltura, commentando le rilevazioni rese note oggi.
“Nel contesto del calo del potere d’acquisto - prosegue l’organizzazione agricola – c’è da segnalare il caso dei prezzi del pane, che nelle grandi aree metropolitane del Paese, in particolare Milano e Roma, hanno fatto registrare in un anno (febbraio 2011-febbraio 2012) rincari di 3-4 punti percentuali. Questo mentre nello stesso periodo il prezzo del frumento tenero nazionale (ma anche di quello d’importazione) è diminuito di circa il 25%. Un dato esemplificativo dell’urgente necessità di ristabilire una corretta distribuzione del valore nella filiera agroalimentare”.
“Tutto ciò – conclude Confagricoltura – ancora una volta ricade doppiamente sugli agricoltori, i cui redditi e potere d’acquisto famigliari sono in calo come nella media nazionale, mentre le loro imprese subiscono gli effetti di rincari sui mezzi di produzione e sono assoggettate ad un livello di tassazione Imu che il settore non è in grado di sopportare”.
“I pesanti dati, comunicati dall’Istat, sul calo del potere d’acquisto delle famiglie italiane, sceso dello 0,5% nel 2011 a causa di una frenata del reddito al di sotto della crescita dell’inflazione preoccupano ancora di più se letti in contemporanea a quelli dell’Ocse, che identificano il nostro Pil nazionale del quarto trimestre 2011 (-0,7%) come la “maglia nera” dell’area G7 e lo collocano al di sotto della media dei paesi Ocse (-0,2%). Anche in questo caso l’analisi dell’organizzazione dei Paesi maggiormente industrializzati indica come una delle cause della contrazione del prodotto interno lordo italiano la flessione dei consumi nel periodo pari a -0,4%”. A sottolinearlo è Confagricoltura, commentando le rilevazioni rese note oggi.
“Nel contesto del calo del potere d’acquisto - prosegue l’organizzazione agricola – c’è da segnalare il caso dei prezzi del pane, che nelle grandi aree metropolitane del Paese, in particolare Milano e Roma, hanno fatto registrare in un anno (febbraio 2011-febbraio 2012) rincari di 3-4 punti percentuali. Questo mentre nello stesso periodo il prezzo del frumento tenero nazionale (ma anche di quello d’importazione) è diminuito di circa il 25%. Un dato esemplificativo dell’urgente necessità di ristabilire una corretta distribuzione del valore nella filiera agroalimentare”.
“Tutto ciò – conclude Confagricoltura – ancora una volta ricade doppiamente sugli agricoltori, i cui redditi e potere d’acquisto famigliari sono in calo come nella media nazionale, mentre le loro imprese subiscono gli effetti di rincari sui mezzi di produzione e sono assoggettate ad un livello di tassazione Imu che il settore non è in grado di sopportare”.
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giovedì 23 giugno 2011
BUONE PROSPETTIVE PER LA CAMPAGNA CEREALICOLA 2011
Fonte: Confagricoltura Ferrara
Trebbiatura in pieno svolgimento ed aiutata dal buon andamento meteorologico. Ad oggi, comunica Confagricoltura Ferrara, si stima che sia stato raccolto circa il 60% del frumento, tenero e duro, coltivato in Provincia.
"I primi dati lasciano ben sperare - evidenzia il Presidente, Nicola Gherardi - anche se dobbiamo nettamente distinguere tra le aziende che lo scorso autunno hanno potuto preparare con cura i terreni e chi invece è stato costretto a seminare il terreno su sodo, con presenza di ristagni d'acqua nel corso dell'inverno e successiva siccità da marzo a maggio".
"Relativamente al grano tenero, la superficie investita è di circa 28 mila ettari, con un incremento di oltre il 20% rispetto all'anno scorso, a detrimento del duro fortemente penalizzato dal cattivo risultato conseguito nel 2010; la superficie si attesta intorno ai 15 mila ettari, oltre il 45% in meno rispetto alla precedente annata".
"Di particolare rilievo - prosegue il Presidente dell'Organizzazione agricola ferrarese - è che quest'anno, a differenza del 2010, tutta la produzione, almeno per quella fino ad ora trebbiata, per le sue caratteristiche qualitative sarà destinata agli usi per alimentazione umana, mentre la produzione 2010 causa la non elevata qualità è stata destinata alla produzione di mangimi animali".
"Segnatamente al grano tenero la media provinciale per le superfici sulle quali non era stato possibile preparare con cura il terreno si attesta attorno ai 50 q.li/ettaro mentre per gli altri circa 70 q.li/ettaro, con punte nei terreni di medio impasto fino a 80 q.li/ettaro con peso specifico superiore agli 80 e proteine superiore a 13%; per il frumento duro, la media è tra i 65-70 q.li/ettaro, con ottimi risultati sia per peso specifico che proteine".
"Quello che allarma il mercato dei cereali - conclude Nicola Gherardi - è la volatilità dei prezzi sui mercati mondiali, rimarcato anche dal Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nel corso dell'ultima Assemblea dell'Istituto, che espone i produttori agricoli anche a flessioni delle quotazioni e del reddito, come dimostrano i dati dei prezzi all'origine dei prodotti agricoli nel nostro Paese (-3,3% ad aprile sul mese precedente) e dei redditi (-19,6% nel 2011 rispetto al 2010). Per riportare l'evoluzione dei prezzi ad un più equilibrato rapporto domanda/offerta, è necessario intervenire con adeguate politiche per migliorare il posizionamento degli agricoltori all'interno della filiera; occorre altresì frenare talune dinamiche sui mercati a termine delle commodities realizzate da operatori non del settore, ad esempio tramite fondi di investimento, e incentivando invece l'utilizzo dei contratti derivati da parte degli operatori professionali (cooperative, consorzi, importatori, esportatori, ecc.) per coprirsi dalle eccessive oscillazioni dei prezzi".
Trebbiatura in pieno svolgimento ed aiutata dal buon andamento meteorologico. Ad oggi, comunica Confagricoltura Ferrara, si stima che sia stato raccolto circa il 60% del frumento, tenero e duro, coltivato in Provincia.
"I primi dati lasciano ben sperare - evidenzia il Presidente, Nicola Gherardi - anche se dobbiamo nettamente distinguere tra le aziende che lo scorso autunno hanno potuto preparare con cura i terreni e chi invece è stato costretto a seminare il terreno su sodo, con presenza di ristagni d'acqua nel corso dell'inverno e successiva siccità da marzo a maggio".
"Relativamente al grano tenero, la superficie investita è di circa 28 mila ettari, con un incremento di oltre il 20% rispetto all'anno scorso, a detrimento del duro fortemente penalizzato dal cattivo risultato conseguito nel 2010; la superficie si attesta intorno ai 15 mila ettari, oltre il 45% in meno rispetto alla precedente annata".
"Di particolare rilievo - prosegue il Presidente dell'Organizzazione agricola ferrarese - è che quest'anno, a differenza del 2010, tutta la produzione, almeno per quella fino ad ora trebbiata, per le sue caratteristiche qualitative sarà destinata agli usi per alimentazione umana, mentre la produzione 2010 causa la non elevata qualità è stata destinata alla produzione di mangimi animali".
"Segnatamente al grano tenero la media provinciale per le superfici sulle quali non era stato possibile preparare con cura il terreno si attesta attorno ai 50 q.li/ettaro mentre per gli altri circa 70 q.li/ettaro, con punte nei terreni di medio impasto fino a 80 q.li/ettaro con peso specifico superiore agli 80 e proteine superiore a 13%; per il frumento duro, la media è tra i 65-70 q.li/ettaro, con ottimi risultati sia per peso specifico che proteine".
"Quello che allarma il mercato dei cereali - conclude Nicola Gherardi - è la volatilità dei prezzi sui mercati mondiali, rimarcato anche dal Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nel corso dell'ultima Assemblea dell'Istituto, che espone i produttori agricoli anche a flessioni delle quotazioni e del reddito, come dimostrano i dati dei prezzi all'origine dei prodotti agricoli nel nostro Paese (-3,3% ad aprile sul mese precedente) e dei redditi (-19,6% nel 2011 rispetto al 2010). Per riportare l'evoluzione dei prezzi ad un più equilibrato rapporto domanda/offerta, è necessario intervenire con adeguate politiche per migliorare il posizionamento degli agricoltori all'interno della filiera; occorre altresì frenare talune dinamiche sui mercati a termine delle commodities realizzate da operatori non del settore, ad esempio tramite fondi di investimento, e incentivando invece l'utilizzo dei contratti derivati da parte degli operatori professionali (cooperative, consorzi, importatori, esportatori, ecc.) per coprirsi dalle eccessive oscillazioni dei prezzi".
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martedì 15 marzo 2011
GIAPPONE "EFFETTO TERREMOTO SUI PREZZI MONDIALI DI CEREALI E GENERI ALIMENTARI"
FONTE: CONFAGRICOLTURA FERRARA
"Il terribile disastro che ha colpito il Giappone potrebbe avere un nuovo impatto significativo, anche se non immediato, sui prezzi del grano. E' comunque altamente probabile che il 'day after' nel paese del Sol Levante vedrà aumentare la pressione sulle materie prime agricole, il mercato nipponico, infatti, è uno dei maggiori importatori mondiali di generi alimentari: secondo le stime del Dipartimento dell'agricoltura Usa il 60% delle calorie necessarie ai cittadini giapponesi vengono dall'estero". A segnalarlo è Confagricoltura Ferrara, sulla base dei dati riscontrati su Agrimoney.com, uno dei più autorevoli siti mondiali che analizza l'andamento e le proiezioni dei mercati agricoli internazionali.
"Al momento - prosegue il Presidente, Nicola Gherardi - l'impatto del mix tra terremoto, tsunami e allarme nucleare sulle importazioni alimentari in Giappone non sono facili da valutare. Ma appare probabile che le necessità di approvvigionamento, dai cereali ai prodotti trasformati, saliranno, poiché il disastro ha pesantemente colpito le potenzialità agricole del paese". E, stando ai commenti degli analisti valutari, sui mercati non sarà ininfluente il fatto che lo yen si rafforzerà, visto che gli assicuratori rimpatriano fondi per pagare crediti e il governo venderà riserve di valuta e titoli esteri per fare cassa (dopo il terremoto di Kobe, nel 2005, lo yen si è apprezzato di circa il 20% sul dollaro entro tre mesi).
"Inoltre - concludono le valutazioni di Confagricoltura Ferrara sulle rilevazioni di Agrimoney - il collasso del reattore nucleare, causato dal terremoto, pone altri interrogativi sulla produzione di energia (oltre a quelli che Tokyo stava già valutando a proposito del petrolio dopo i rivolgimenti politici in Medio Oriente e Nord Africa). La parola d'ordine è garantire approvvigionamenti di energia certi e anche agli agricoltori giapponesi sarà chiesto di aumentare il loro contributo alla produzione destinata a biocombustibili, pur pagandone il prezzo con maggiori approvvigionamenti dall'estero destinati al food".
"Il terribile disastro che ha colpito il Giappone potrebbe avere un nuovo impatto significativo, anche se non immediato, sui prezzi del grano. E' comunque altamente probabile che il 'day after' nel paese del Sol Levante vedrà aumentare la pressione sulle materie prime agricole, il mercato nipponico, infatti, è uno dei maggiori importatori mondiali di generi alimentari: secondo le stime del Dipartimento dell'agricoltura Usa il 60% delle calorie necessarie ai cittadini giapponesi vengono dall'estero". A segnalarlo è Confagricoltura Ferrara, sulla base dei dati riscontrati su Agrimoney.com, uno dei più autorevoli siti mondiali che analizza l'andamento e le proiezioni dei mercati agricoli internazionali.
"Al momento - prosegue il Presidente, Nicola Gherardi - l'impatto del mix tra terremoto, tsunami e allarme nucleare sulle importazioni alimentari in Giappone non sono facili da valutare. Ma appare probabile che le necessità di approvvigionamento, dai cereali ai prodotti trasformati, saliranno, poiché il disastro ha pesantemente colpito le potenzialità agricole del paese". E, stando ai commenti degli analisti valutari, sui mercati non sarà ininfluente il fatto che lo yen si rafforzerà, visto che gli assicuratori rimpatriano fondi per pagare crediti e il governo venderà riserve di valuta e titoli esteri per fare cassa (dopo il terremoto di Kobe, nel 2005, lo yen si è apprezzato di circa il 20% sul dollaro entro tre mesi).
"Inoltre - concludono le valutazioni di Confagricoltura Ferrara sulle rilevazioni di Agrimoney - il collasso del reattore nucleare, causato dal terremoto, pone altri interrogativi sulla produzione di energia (oltre a quelli che Tokyo stava già valutando a proposito del petrolio dopo i rivolgimenti politici in Medio Oriente e Nord Africa). La parola d'ordine è garantire approvvigionamenti di energia certi e anche agli agricoltori giapponesi sarà chiesto di aumentare il loro contributo alla produzione destinata a biocombustibili, pur pagandone il prezzo con maggiori approvvigionamenti dall'estero destinati al food".
mercoledì 5 gennaio 2011
CONFAGRICOLTURA SU COMMODITIES: LA DOMANDA SUPERA L’OFFERTA DI CEREALI, GRANO, LATTE E ZUCCHERO.
FONTE: CONFAGRICOLTURA
IL PREZZO LO FA IL MERCATO MONDIALE CON VARIAZIONI DEL 20%
L’aumento della domanda mondiale di beni alimentari sta superando l’offerta. Per molte commodities, in cui in Italia si è deficitari, sarà inevitabile una volatilità dei prezzi (con variazioni dei prezzi all’origine anche del 20% in aumento o in diminuzione) che metterà in difficoltà i produttori ma anche i consumatori. Lo sottolinea Confagricoltura che evidenzia come gli unici comparti alimentari in cui si è autosufficienti nel nostro Paese siano quelli di ortofrutta e vino che, guarda caso, sono quelli che fanno da traino dell’export del made in Italy alimentare (affermando lo “style Italia”).
Per le principali commodities (cereali, carni, latte, zucchero) in Italia si è dipendenti dal mercato globale. Rapportando la produzione nazionale al consumo nazionale emerge che il 20% dei cereali manca all’appello facendo così lievitare l’import (il 50% del grano che si consuma). Cosi come manca circa il 10% del latte alimentare (ed il 25-35% di burro e formaggi), il 30% della carne suina, il 40% della carne bovina e ben il 70% dello zucchero e della soia. Ma c’è anche la produzione di olio di oliva che non arriva all’80% dei consumi.
“Si profila uno scenario che potrebbe scoraggiare invece che incentivare gli investimenti in agricoltura perché non ci sarebbero certezze, ma solo volatilità – commenta Confagricoltura -. Quindi, per non perdere l’appuntamento col mercato e riuscire a soddisfare i maggiori consumi occorre invece sostenere il settore agricolo in uno sforzo di crescita”.
Sottolinea l’Organizzazione degli imprenditori agricoli: “L’agricoltura deve poter investire di più, aumentare il potenziale produttivo anche con misure finalizzate ad accrescere la dimensione economica dell’impresa, con la ricerca, l’innovazione di processo e di prodotto; deve riuscire a ridurre i costi a favore degli operatori. E bisogna creare le condizioni per un mercato ordinato e con regole certe. In questo panorama la politica agricola, comunitaria e nazionale, è essenziale”.
IL PREZZO LO FA IL MERCATO MONDIALE CON VARIAZIONI DEL 20%
L’aumento della domanda mondiale di beni alimentari sta superando l’offerta. Per molte commodities, in cui in Italia si è deficitari, sarà inevitabile una volatilità dei prezzi (con variazioni dei prezzi all’origine anche del 20% in aumento o in diminuzione) che metterà in difficoltà i produttori ma anche i consumatori. Lo sottolinea Confagricoltura che evidenzia come gli unici comparti alimentari in cui si è autosufficienti nel nostro Paese siano quelli di ortofrutta e vino che, guarda caso, sono quelli che fanno da traino dell’export del made in Italy alimentare (affermando lo “style Italia”).
Per le principali commodities (cereali, carni, latte, zucchero) in Italia si è dipendenti dal mercato globale. Rapportando la produzione nazionale al consumo nazionale emerge che il 20% dei cereali manca all’appello facendo così lievitare l’import (il 50% del grano che si consuma). Cosi come manca circa il 10% del latte alimentare (ed il 25-35% di burro e formaggi), il 30% della carne suina, il 40% della carne bovina e ben il 70% dello zucchero e della soia. Ma c’è anche la produzione di olio di oliva che non arriva all’80% dei consumi.
“Si profila uno scenario che potrebbe scoraggiare invece che incentivare gli investimenti in agricoltura perché non ci sarebbero certezze, ma solo volatilità – commenta Confagricoltura -. Quindi, per non perdere l’appuntamento col mercato e riuscire a soddisfare i maggiori consumi occorre invece sostenere il settore agricolo in uno sforzo di crescita”.
Sottolinea l’Organizzazione degli imprenditori agricoli: “L’agricoltura deve poter investire di più, aumentare il potenziale produttivo anche con misure finalizzate ad accrescere la dimensione economica dell’impresa, con la ricerca, l’innovazione di processo e di prodotto; deve riuscire a ridurre i costi a favore degli operatori. E bisogna creare le condizioni per un mercato ordinato e con regole certe. In questo panorama la politica agricola, comunitaria e nazionale, è essenziale”.
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lunedì 9 agosto 2010
DIRETTIVO CONFAGRICOLTURA FERRARA: UNA BOLLA SPECULATIVA IL RIALZO DEI PREZZI DEL GRANO
Fonte: Confagricoltura Ferrara
Con il Consiglio Direttivo tenutosi in mattinata si è concluso l’iter procedurale per il rinnovo delle Cariche Sociali di Confagricoltura Ferrara per il triennio 2010/2012. La nuova Giunta Esecutiva risulta ora così composta: Presidente, Nicola Gherardi; Vice Presidenti: Cavicchi Raffaella, Crosara Roberto e Scaramagli Pier Carlo; Tesoriere: Massimo Marchetti; Componenti Giunta Esecutiva: Bergami Albano, Fenati Luigi, Finessi Leonardo, Guidi Mario e Sarto Graziano.
Introducendo i lavori, il Presidente Gherardi, tra i tanti temi affrontati, si è soffermato sull’andamento del prezzo dei cereali, in particolare per il grano tenero.
“Le fiammate dei prezzi del grano tenero sui mercati “futures” – ha sostenuto il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi – per la minor produzione di grano in Russia e nei Paesi del Mar Nero e le decisioni del governo russo di bloccare le esportazioni, sta rendendo molto nervosi i compratori internazionali e sta favorendo il gioco di chi specula con i derivati sui mercati a termine”.
“In Europa la fiammata dei prezzi sta interessando, sia pure in misura minore, anche le altre commodities granarie, orzo e mais. Nessun impatto significativo, invece, sul grano duro, i cui prezzi sulle borse merci di riferimento italiane e francesi registrano solo leggeri rialzi in linea con il normale andamento del mercato post-raccolta”.
“Le quotazioni dei cereali di questi giorni – ha proseguito il Presidente – confermano ciò che Confagricoltura sta segnalando da tempo: la volatilità dei prezzi sta divenendo una caratteristica strutturale del mercato delle materie agricole”.
“Non ci sono al momento le condizioni – ha messo in guardia Nicola Gherardi - per ritenere che siamo di fronte ad una nuova fiammata dei prezzi come nel 2007-08. Allora la disponibilità di grano tenero era molto inferiore all’attuale, con scorte di gran lunga inferiori e una produzione ai minimi storici del decennio. Oggi la crisi non è globale, ma è limitata all’area del Mar Nero. Nel resto d’Europa e oltre Atlantico il grano non manca”.
“I rialzi di questi ultimi giorni non possono però far sottacere alcune situazioni: il cattivo andamento meteorologico verificatosi nella corrente annata che ha comportato una forte riduzione della produzione cerealicola ed una dinamica dei prezzi alla produzione che ha comportato il calo vertiginoso del prezzo dei cereali (-32%) a fronte di costi di produzione in continuo rialzo. Quindi le stime definitive non possono che essere rimandate al termine della campagna agraria”.
“La corsa dei prezzi potrebbe rallentare già con l’inizio dell’inverno – ha detto ancora il presidente di Confagricoltura Ferrara- sulla scorta delle previsioni di semina autunnale dei cereali, e arrestarsi all’inizio del nuovo anno. Questo sempreché la bolla speculativa non scoppi prima, non potendosi escludere prossimamente una massiccia presa di profitto, ovvero un’ondata di vendite dei contratti, da parte di chi sta speculando con i derivati sulle commodities”.
“Nel nostro Paese – ha concluso Gherardi - abbiamo bisogno di filiere leggere ma organizzate, creando i presupposti per relazioni tra gli attori che assicurino rapporti contrattualmente soddisfacenti. L’interesse dei produttori agricoli, infatti, è quello di stringere forti rapporti di collaborazione con i trasformatori e venditori per mettere al riparo i consumatori da chi gioca sulla loro e nostra pelle”.
Con il Consiglio Direttivo tenutosi in mattinata si è concluso l’iter procedurale per il rinnovo delle Cariche Sociali di Confagricoltura Ferrara per il triennio 2010/2012. La nuova Giunta Esecutiva risulta ora così composta: Presidente, Nicola Gherardi; Vice Presidenti: Cavicchi Raffaella, Crosara Roberto e Scaramagli Pier Carlo; Tesoriere: Massimo Marchetti; Componenti Giunta Esecutiva: Bergami Albano, Fenati Luigi, Finessi Leonardo, Guidi Mario e Sarto Graziano.
Introducendo i lavori, il Presidente Gherardi, tra i tanti temi affrontati, si è soffermato sull’andamento del prezzo dei cereali, in particolare per il grano tenero.
“Le fiammate dei prezzi del grano tenero sui mercati “futures” – ha sostenuto il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi – per la minor produzione di grano in Russia e nei Paesi del Mar Nero e le decisioni del governo russo di bloccare le esportazioni, sta rendendo molto nervosi i compratori internazionali e sta favorendo il gioco di chi specula con i derivati sui mercati a termine”.
“In Europa la fiammata dei prezzi sta interessando, sia pure in misura minore, anche le altre commodities granarie, orzo e mais. Nessun impatto significativo, invece, sul grano duro, i cui prezzi sulle borse merci di riferimento italiane e francesi registrano solo leggeri rialzi in linea con il normale andamento del mercato post-raccolta”.
“Le quotazioni dei cereali di questi giorni – ha proseguito il Presidente – confermano ciò che Confagricoltura sta segnalando da tempo: la volatilità dei prezzi sta divenendo una caratteristica strutturale del mercato delle materie agricole”.
“Non ci sono al momento le condizioni – ha messo in guardia Nicola Gherardi - per ritenere che siamo di fronte ad una nuova fiammata dei prezzi come nel 2007-08. Allora la disponibilità di grano tenero era molto inferiore all’attuale, con scorte di gran lunga inferiori e una produzione ai minimi storici del decennio. Oggi la crisi non è globale, ma è limitata all’area del Mar Nero. Nel resto d’Europa e oltre Atlantico il grano non manca”.
“I rialzi di questi ultimi giorni non possono però far sottacere alcune situazioni: il cattivo andamento meteorologico verificatosi nella corrente annata che ha comportato una forte riduzione della produzione cerealicola ed una dinamica dei prezzi alla produzione che ha comportato il calo vertiginoso del prezzo dei cereali (-32%) a fronte di costi di produzione in continuo rialzo. Quindi le stime definitive non possono che essere rimandate al termine della campagna agraria”.
“La corsa dei prezzi potrebbe rallentare già con l’inizio dell’inverno – ha detto ancora il presidente di Confagricoltura Ferrara- sulla scorta delle previsioni di semina autunnale dei cereali, e arrestarsi all’inizio del nuovo anno. Questo sempreché la bolla speculativa non scoppi prima, non potendosi escludere prossimamente una massiccia presa di profitto, ovvero un’ondata di vendite dei contratti, da parte di chi sta speculando con i derivati sulle commodities”.
“Nel nostro Paese – ha concluso Gherardi - abbiamo bisogno di filiere leggere ma organizzate, creando i presupposti per relazioni tra gli attori che assicurino rapporti contrattualmente soddisfacenti. L’interesse dei produttori agricoli, infatti, è quello di stringere forti rapporti di collaborazione con i trasformatori e venditori per mettere al riparo i consumatori da chi gioca sulla loro e nostra pelle”.
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mercoledì 28 luglio 2010
AGRICOLTORI, MOLINI E PANIFICATORI FIRMANO IN REGIONE UN ACCORDO PER LA PRODUZIONE E LA DISTRIBUZIONE DI PANE FRESCO DI QUALITA'
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa
Rabboni: "L'obiettivo è garantire sbocchi certi, qualità superiore e maggior valore per un prodotto del territorio"
Bologna – Pane fresco artigianale di qualità superiore, fatto con grano dell’Emilia-Romagna (con tecniche di produzione integrata) dai panificatori e distribuito a prezzi contenuti in tutta la regione. Per produrre e offrire ai consumatori pane certificato dal marchio “QC – Qualità Controllata”, l’unione regionale e le associazioni provinciali dei panificatori, le imprese molitorie e le organizzazioni dei produttori agricoli hanno firmato oggi a Bologna il primo accordo quadro in materia.
“L’intesa guarda al futuro della nostra agricoltura”, ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. “L’obiettivo è garantire sbocchi certi, caratteristiche di qualità e maggior valore al prodotto. Con questo pane QC si offre ai consumatori un prodotto del territorio garantito nella sua funzione alimentare e salutistica”.
L’accordo, promosso dalla Regione, punta sulla produzione e diffusione del consumo di pane di frumento con caratteristiche nutrizionali, merceologiche e di sostenibilità ambientale di qualità superiore, attraverso il coinvolgimento di tutta la filiera: dai produttori agricoli organizzati, ai molini, ai panificatori, in uno sforzo comune di programmazione delle quantità e delle caratteristiche qualitative del prodotto, accompagnato da un’equa valorizzazione dei diversi passaggi. Per il 2010 si prevede di produrre 4 mila quintali di pane, con circa 5 mila quintali di grano. I numeri dovrebbero poi raddoppiare nel 2011 e potrebbero anche aumentare se il pane QC avrà l’apprezzamento dei consumatori.
Obiettivo dell’assessorato all’agricoltura è anche ottenere l’utilizzo, in tutte le fasi - dal frumento, alla farina, al pane - del marchio QC (Qualità Controllata), attraverso l’applicazione della legge regionale 28/99 “Valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari ottenuti con tecniche rispettose dell’ambiente e della salute dei consumatori”, per assicurare una garanzia oggettiva e una riconoscibilità per il consumatore. Il marchio QC, infatti, prevede sia il rispetto di specifici disciplinari di produzione per il frumento, la farina e il pane sia controlli effettuati da organismi di controllo indipendenti, per garantire modalità di produzione a basso impatto ambientale e rispettare la salute dei consumatori grazie all’utilizzo ridotto al minimo di prodotti chimici.
Il contenuto dell’accordo
L’accordo stabilisce le modalità di produzione del frumento, della farina e del pane e gli impegni reciproci dei firmatari in merito alle quantità e al valore delle materie prime scambiate.
Un comitato paritetico composto dai firmatari e integrato da Regione e Università di Bologna avrà il compito di monitorare il progetto e rivalutare i termini dell’intesa, anche in previsione delle prossime semine autunnali.
I panificatori si impegnano a seguire la ricetta originale per il pane fresco QC, utilizzando le materie prime più complete e sane dal punto di vista nutrizionale (farine di tipo 1 e 2, meno raffinate, che contengono più fibre e più ceneri; ridotto contenuto di sodio; lievitazione naturale e olio extravergine di oliva), senza additivi o agenti chimici per la lievitazione. Sono esclusi processi di conservazione attraverso il congelamento e la surgelazione. Per garantire un risparmio per i consumatori e un maggior tempo di vita, l’accordo prevede che il pane sarà proposto in pezzature non inferiori ai 200 grammi.
L’intesa punta, infine, a garantire la distribuzione capillare nei panifici di tutta la regione a un prezzo contenuto, coniugando l’esigenza di programmazione della produzione agricola e molitoria con il giusto riconoscimento del valore del prodotto durante tutto il processo di lavorazione. In particolare, a riconoscimento delle caratteristiche superiori della materia prima, è prevista una maggiorazione di 50€/T per il prezzo del frumento, mentre la farina potrà essere pagata fino allo stesso valore dell’analogo prodotto biologico.
I firmatari
L’accordo nasce dalla collaborazione di tutta la filiera, dai produttori agricoli ai fornai.
In particolare l’unione regionale dei panificatori - insieme alle associazioni provinciali di Bologna, Parma, Reggio Emilia, Ravenna e Ferrara - prevede di coinvolgere circa 250 panificatori.
Le industrie molitorie firmatarie (Molino Grassi s.p.a. di Parma; Progeo Molini di Modena e Industria Molitoria Denti di Reggio Emilia) sono tra le più significative nella trasformazione del frumento tenero e nella produzione di farine panificabili, mentre i produttori di cereali e le organizzazioni di produttori aderenti (Cereali Emilia-Romagna di Bologna; Grandi Colture Italiane soc. coop. Agricola e Soc. Coop. Capa di Ferrara, che riuniscono diverse realtà produttrici cerealicole) hanno alte capacità professionali nella produzione di frumento QC e sono dotate di strutture di stoccaggio in grado di garantire la conservazione ottimale delle partite e la rintracciabilità del prodotto.
Per supportare e sviluppare l’accordo regionale sul pane QC, è prevista la consulenza dell’Università di Bologna, mentre la Regione Emilia-Romagna e le Province si impegnano a mettere in campo diversi strumenti, tra cui: nuovi disciplinari per la produzione della farina e del pane QC; azioni di informazione, promozione e di educazione alimentare e al consumo; supporto alle produzioni di frumento QC con misure agro ambientali; assistenza tecnica e tecnico-economica ai produttori agricoli.
L’accordo quadro, di durata biennale, è aperto a ulteriori imprese che vorranno aderirvi.
Da settembre l'elenco dei panifici dell'Emilia-Romagna che propongono il pane QC sarà pubblicato sul sito www.panificatori.org.
Rabboni: "L'obiettivo è garantire sbocchi certi, qualità superiore e maggior valore per un prodotto del territorio"
Bologna – Pane fresco artigianale di qualità superiore, fatto con grano dell’Emilia-Romagna (con tecniche di produzione integrata) dai panificatori e distribuito a prezzi contenuti in tutta la regione. Per produrre e offrire ai consumatori pane certificato dal marchio “QC – Qualità Controllata”, l’unione regionale e le associazioni provinciali dei panificatori, le imprese molitorie e le organizzazioni dei produttori agricoli hanno firmato oggi a Bologna il primo accordo quadro in materia.
“L’intesa guarda al futuro della nostra agricoltura”, ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. “L’obiettivo è garantire sbocchi certi, caratteristiche di qualità e maggior valore al prodotto. Con questo pane QC si offre ai consumatori un prodotto del territorio garantito nella sua funzione alimentare e salutistica”.
L’accordo, promosso dalla Regione, punta sulla produzione e diffusione del consumo di pane di frumento con caratteristiche nutrizionali, merceologiche e di sostenibilità ambientale di qualità superiore, attraverso il coinvolgimento di tutta la filiera: dai produttori agricoli organizzati, ai molini, ai panificatori, in uno sforzo comune di programmazione delle quantità e delle caratteristiche qualitative del prodotto, accompagnato da un’equa valorizzazione dei diversi passaggi. Per il 2010 si prevede di produrre 4 mila quintali di pane, con circa 5 mila quintali di grano. I numeri dovrebbero poi raddoppiare nel 2011 e potrebbero anche aumentare se il pane QC avrà l’apprezzamento dei consumatori.
Obiettivo dell’assessorato all’agricoltura è anche ottenere l’utilizzo, in tutte le fasi - dal frumento, alla farina, al pane - del marchio QC (Qualità Controllata), attraverso l’applicazione della legge regionale 28/99 “Valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari ottenuti con tecniche rispettose dell’ambiente e della salute dei consumatori”, per assicurare una garanzia oggettiva e una riconoscibilità per il consumatore. Il marchio QC, infatti, prevede sia il rispetto di specifici disciplinari di produzione per il frumento, la farina e il pane sia controlli effettuati da organismi di controllo indipendenti, per garantire modalità di produzione a basso impatto ambientale e rispettare la salute dei consumatori grazie all’utilizzo ridotto al minimo di prodotti chimici.
Il contenuto dell’accordo
L’accordo stabilisce le modalità di produzione del frumento, della farina e del pane e gli impegni reciproci dei firmatari in merito alle quantità e al valore delle materie prime scambiate.
Un comitato paritetico composto dai firmatari e integrato da Regione e Università di Bologna avrà il compito di monitorare il progetto e rivalutare i termini dell’intesa, anche in previsione delle prossime semine autunnali.
I panificatori si impegnano a seguire la ricetta originale per il pane fresco QC, utilizzando le materie prime più complete e sane dal punto di vista nutrizionale (farine di tipo 1 e 2, meno raffinate, che contengono più fibre e più ceneri; ridotto contenuto di sodio; lievitazione naturale e olio extravergine di oliva), senza additivi o agenti chimici per la lievitazione. Sono esclusi processi di conservazione attraverso il congelamento e la surgelazione. Per garantire un risparmio per i consumatori e un maggior tempo di vita, l’accordo prevede che il pane sarà proposto in pezzature non inferiori ai 200 grammi.
L’intesa punta, infine, a garantire la distribuzione capillare nei panifici di tutta la regione a un prezzo contenuto, coniugando l’esigenza di programmazione della produzione agricola e molitoria con il giusto riconoscimento del valore del prodotto durante tutto il processo di lavorazione. In particolare, a riconoscimento delle caratteristiche superiori della materia prima, è prevista una maggiorazione di 50€/T per il prezzo del frumento, mentre la farina potrà essere pagata fino allo stesso valore dell’analogo prodotto biologico.
I firmatari
L’accordo nasce dalla collaborazione di tutta la filiera, dai produttori agricoli ai fornai.
In particolare l’unione regionale dei panificatori - insieme alle associazioni provinciali di Bologna, Parma, Reggio Emilia, Ravenna e Ferrara - prevede di coinvolgere circa 250 panificatori.
Le industrie molitorie firmatarie (Molino Grassi s.p.a. di Parma; Progeo Molini di Modena e Industria Molitoria Denti di Reggio Emilia) sono tra le più significative nella trasformazione del frumento tenero e nella produzione di farine panificabili, mentre i produttori di cereali e le organizzazioni di produttori aderenti (Cereali Emilia-Romagna di Bologna; Grandi Colture Italiane soc. coop. Agricola e Soc. Coop. Capa di Ferrara, che riuniscono diverse realtà produttrici cerealicole) hanno alte capacità professionali nella produzione di frumento QC e sono dotate di strutture di stoccaggio in grado di garantire la conservazione ottimale delle partite e la rintracciabilità del prodotto.
Per supportare e sviluppare l’accordo regionale sul pane QC, è prevista la consulenza dell’Università di Bologna, mentre la Regione Emilia-Romagna e le Province si impegnano a mettere in campo diversi strumenti, tra cui: nuovi disciplinari per la produzione della farina e del pane QC; azioni di informazione, promozione e di educazione alimentare e al consumo; supporto alle produzioni di frumento QC con misure agro ambientali; assistenza tecnica e tecnico-economica ai produttori agricoli.
L’accordo quadro, di durata biennale, è aperto a ulteriori imprese che vorranno aderirvi.
Da settembre l'elenco dei panifici dell'Emilia-Romagna che propongono il pane QC sarà pubblicato sul sito www.panificatori.org.
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venerdì 23 luglio 2010
EMILIA ROMAGNA: TERMINATA LA TREBBIATURA DEI CEREALI A PAGLIA 2010
Fonte: Organizzazione di Produttori Cereali Emilia Romagna
Incerto lo scenario futuro di mercato
È appena terminata la trebbiatura dei cereali a paglia 2010 e la raccolta in Emilia Romagna si è rivelata al di sotto delle aspettative sotto alcuni aspetti.
Secondo l’O.P. Cereali Emilia Romagna di San Giorgio di Piano (Bo) - la più grande Organizzazione di Produttori cerealicoli d’Italia con oltre 6.500 soci – i risultati si possono così riassumere:
a) Rese/ha inferiori alla norma sia per le varietà di frumento tenero sia di duro. Grande alternanza produttiva con oscillazioni da 3,0 t/ha a 5,5/6,0 t/ha anche nell’ambito di stesse varietà.
b) Caratteristiche merceologiche alterne ed in molti casi al di sotto degli standard abituali. Discreta la qualità molitoria dei frumenti teneri a ciclo vegetativo più tardivo con pesi specifici mediamente superiori a 76-77 kg/hl ( varietà Bologna e Blasco) mentre più penalizzate dall’anomalo andamento stagionale le varietà di frumenti a ciclo vegetativo precoce (Mieti,Nobel). Caratteristiche organolettiche molto difformi anche per i frumenti duri con pesi specifici che vanno da 72-73 kg/hl a 79-80kg/hl. Indici proteici compresi tra i 12 e 13%.
I dati dell’O.P. Cereali Emilia Romagna
Le quantità complessive ritirate quest’anno dall’O.P. Cereali Emilia Romagna sono state complessivamente di 354.000 Tons.(-14%).
Il dato inferiore sul 2009 è dovuto alla minor superficie investita in particolare di frumento tenero e orzo ed alle rese che sono state caratterizzate da una forte disomogeneità territoriale.
A livello della Regione Emilia Romagna, le superfici investite a cereali a paglia sono state inferiori (-7%) rispetto lo scorso anno.
Le diminuzione più consistenti si sono registrate nell’orzo (– 16%) e nel frumento tenero (– 11%), mentre per il frumento duro il dato è risultato positivo (+5%) rispetto al precedente anno.
I cinque Soci dell’OP - Consorzio Agrario di Bologna e Modena, Coop. Progeo di Masone (RE), Consorzio Agrario di Forlì-Cesena e Rimini, Cooperativa Cereali Padenna di Ravenna e Cooperativa Terremerse di Bagnacavallo(RA) - hanno raccolto quantitativi che oggi sono ufficiosamente di 211.000 Tons di frumento tenero, 123.000 Tons di frumento duro e 18.000 Tons di orzo.
Dalle prime e provvisorie elaborazioni sui dati statistici Regionali la diminuzione di resa produttiva a livello territoriale è più consistente nelle provincie dell’area Romagnola e Ferrarese.
Le colture che più hanno risentito del calo produttivo sono state il frumento duro, l'orzo ed il frumento tenero, in particolare le "varietà precoci e bianche”.
Gli aspetti agronomici
“Dal punto di vista agronomico - sostiene Augusto Verlicchi, coordinatore commerciale dell’O.P. - gli impianti di frumento sono apparsi a ridosso della trebbiatura non sempre ben accestiti e con un numero di spighe per metro quadro inferiore agli standard. Le spighe presenti, inoltre, in molti casi sono risultate non completamente formate.
Il verificarsi di tale anomala situazione è certamente correlato a ristagni idrici e basse temperature del suolo conseguenti ad un andamento stagionale caratterizzato da abbondanti e frequenti precipitazioni, in molti casi ben al di sopra delle medie del periodo.
Concimazioni non sempre puntuali e possibili unitamente al forte dilavamento dell’azoto nei terreni – continua Verlicchi - spiegano inoltre la minor taglia dei frumenti e la diminuzione degli indici proteici riscontrati nella granella.
In questo scenario pre-raccolta già non ottimale, si sono dimostrate particolarmente penalizzanti le piogge che hanno anticipato di qualche settimana le trebbiature provocando riduzioni di vitrosità delle cariossidi e, in molti casi, fenomeni di pregerminazione”.
Considerazioni agronomiche
Alla luce di quanto verificatosi, pur nella consapevolezza che l’imprevedibilità del fattore clima risulta determinante, l’O.P. ritiene necessarie alcune considerazioni agronomiche (avvicendamento colturale, lavorazioni,ecc.) che dovranno essere base imprescindibile per la sostenibilità della cerealicoltura moderna.
“Particolare attenzione dovrà essere posta alla coltivazione del frumento duro – conclude Verlicchi - vista anche la forte sensibilità di alcune varietà a fisiopatie (fusariosi, mal del piede, ruggine) corresponsabili di minor produzione e alterazioni igienico sanitarie delle cariossidi.
Prezzi di mercato e contesto di riferimento
“Relativamente ai prezzi del mercato di sbocco – dice Raimondo Ricci Bitti, Presidente dell’O.P.- possiamo affermare che le prime quotazioni sono improntate al meglio.
L’andamento stagionale ha sfavorito anche le produzioni degli altri Paesi Europei.
Ad oggi i raccolti, seppur appena iniziati in molte regioni d’Europa, presuppongono forti riduzioni quantitative.”
Particolare apprensione destano le situazioni di Russia, Germania, Ucraina e Ungheria.
Un contesto di riferimento quindi, diverso da quanto troppo ottimisticamente previsto che ha innescato nuovi e consistenti interessi di acquisto da parte del consumo.
“Come spesso accade – prosegue Ricci Bitti - l’aumento della domanda ha frenato l’entusiasmo dell’offerta che si è fatta via via più ridotta alimentando così aumenti consistenti delle quotazioni.”
La situazione attuale è pertanto in grande evoluzione, quotazioni in forte ascesa (dal 29/6 al 15/7 le quotazioni del grano alla Borsa di Parigi sono aumentate di 40 euro/Ton), scarsissima offerta, scoperture e speculazione creano una sorta di psicosi emotiva alla luce della quale è tutto possibile.
Incerto lo scenario futuro di mercato
È appena terminata la trebbiatura dei cereali a paglia 2010 e la raccolta in Emilia Romagna si è rivelata al di sotto delle aspettative sotto alcuni aspetti.
Secondo l’O.P. Cereali Emilia Romagna di San Giorgio di Piano (Bo) - la più grande Organizzazione di Produttori cerealicoli d’Italia con oltre 6.500 soci – i risultati si possono così riassumere:
a) Rese/ha inferiori alla norma sia per le varietà di frumento tenero sia di duro. Grande alternanza produttiva con oscillazioni da 3,0 t/ha a 5,5/6,0 t/ha anche nell’ambito di stesse varietà.
b) Caratteristiche merceologiche alterne ed in molti casi al di sotto degli standard abituali. Discreta la qualità molitoria dei frumenti teneri a ciclo vegetativo più tardivo con pesi specifici mediamente superiori a 76-77 kg/hl ( varietà Bologna e Blasco) mentre più penalizzate dall’anomalo andamento stagionale le varietà di frumenti a ciclo vegetativo precoce (Mieti,Nobel). Caratteristiche organolettiche molto difformi anche per i frumenti duri con pesi specifici che vanno da 72-73 kg/hl a 79-80kg/hl. Indici proteici compresi tra i 12 e 13%.
I dati dell’O.P. Cereali Emilia Romagna
Le quantità complessive ritirate quest’anno dall’O.P. Cereali Emilia Romagna sono state complessivamente di 354.000 Tons.(-14%).
Il dato inferiore sul 2009 è dovuto alla minor superficie investita in particolare di frumento tenero e orzo ed alle rese che sono state caratterizzate da una forte disomogeneità territoriale.
A livello della Regione Emilia Romagna, le superfici investite a cereali a paglia sono state inferiori (-7%) rispetto lo scorso anno.
Le diminuzione più consistenti si sono registrate nell’orzo (– 16%) e nel frumento tenero (– 11%), mentre per il frumento duro il dato è risultato positivo (+5%) rispetto al precedente anno.
I cinque Soci dell’OP - Consorzio Agrario di Bologna e Modena, Coop. Progeo di Masone (RE), Consorzio Agrario di Forlì-Cesena e Rimini, Cooperativa Cereali Padenna di Ravenna e Cooperativa Terremerse di Bagnacavallo(RA) - hanno raccolto quantitativi che oggi sono ufficiosamente di 211.000 Tons di frumento tenero, 123.000 Tons di frumento duro e 18.000 Tons di orzo.
Dalle prime e provvisorie elaborazioni sui dati statistici Regionali la diminuzione di resa produttiva a livello territoriale è più consistente nelle provincie dell’area Romagnola e Ferrarese.
Le colture che più hanno risentito del calo produttivo sono state il frumento duro, l'orzo ed il frumento tenero, in particolare le "varietà precoci e bianche”.
Gli aspetti agronomici
“Dal punto di vista agronomico - sostiene Augusto Verlicchi, coordinatore commerciale dell’O.P. - gli impianti di frumento sono apparsi a ridosso della trebbiatura non sempre ben accestiti e con un numero di spighe per metro quadro inferiore agli standard. Le spighe presenti, inoltre, in molti casi sono risultate non completamente formate.
Il verificarsi di tale anomala situazione è certamente correlato a ristagni idrici e basse temperature del suolo conseguenti ad un andamento stagionale caratterizzato da abbondanti e frequenti precipitazioni, in molti casi ben al di sopra delle medie del periodo.
Concimazioni non sempre puntuali e possibili unitamente al forte dilavamento dell’azoto nei terreni – continua Verlicchi - spiegano inoltre la minor taglia dei frumenti e la diminuzione degli indici proteici riscontrati nella granella.
In questo scenario pre-raccolta già non ottimale, si sono dimostrate particolarmente penalizzanti le piogge che hanno anticipato di qualche settimana le trebbiature provocando riduzioni di vitrosità delle cariossidi e, in molti casi, fenomeni di pregerminazione”.
Considerazioni agronomiche
Alla luce di quanto verificatosi, pur nella consapevolezza che l’imprevedibilità del fattore clima risulta determinante, l’O.P. ritiene necessarie alcune considerazioni agronomiche (avvicendamento colturale, lavorazioni,ecc.) che dovranno essere base imprescindibile per la sostenibilità della cerealicoltura moderna.
“Particolare attenzione dovrà essere posta alla coltivazione del frumento duro – conclude Verlicchi - vista anche la forte sensibilità di alcune varietà a fisiopatie (fusariosi, mal del piede, ruggine) corresponsabili di minor produzione e alterazioni igienico sanitarie delle cariossidi.
Prezzi di mercato e contesto di riferimento
“Relativamente ai prezzi del mercato di sbocco – dice Raimondo Ricci Bitti, Presidente dell’O.P.- possiamo affermare che le prime quotazioni sono improntate al meglio.
L’andamento stagionale ha sfavorito anche le produzioni degli altri Paesi Europei.
Ad oggi i raccolti, seppur appena iniziati in molte regioni d’Europa, presuppongono forti riduzioni quantitative.”
Particolare apprensione destano le situazioni di Russia, Germania, Ucraina e Ungheria.
Un contesto di riferimento quindi, diverso da quanto troppo ottimisticamente previsto che ha innescato nuovi e consistenti interessi di acquisto da parte del consumo.
“Come spesso accade – prosegue Ricci Bitti - l’aumento della domanda ha frenato l’entusiasmo dell’offerta che si è fatta via via più ridotta alimentando così aumenti consistenti delle quotazioni.”
La situazione attuale è pertanto in grande evoluzione, quotazioni in forte ascesa (dal 29/6 al 15/7 le quotazioni del grano alla Borsa di Parigi sono aumentate di 40 euro/Ton), scarsissima offerta, scoperture e speculazione creano una sorta di psicosi emotiva alla luce della quale è tutto possibile.
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