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giovedì 1 agosto 2013

LA MORIA DI PESCI E MOLLUSCHI SUL LITORALE NON È FENOMENO CAUSATO DA INQUINAMENTO

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

La morìa di pesci e molluschi avvenuta recentemente su alcuni tratti del litorale ferrarese è un fenomeno già accaduto circa quindici giorni fa in laguna di Venezia, con rilevante epidemia di pesce giunto fino nel Canal Grande, successivamente nella Valle di Gorino e poi in vari punti della costa ferrarese (Lidi di Volano, Nazioni, Pomposa e Scacchi) e ravennate, a Casal Borsetti. Tali morie sono causate dalle crisi anossiche (totale assenza di ossigeno disciolto nella colonna d’acqua) e quindi da condizioni non idonee alla vita degli organismi che vivono a stretto contatto dei fondali. L’anossia delle acque è stata rilevata anche dalla rete di monitoraggio che gestisce la Provincia di Ferrara, nella stazione di monitoraggio in mare al termine della diga foranea di Porto Garibaldi, e in Sacca, nelle varie stazioni dove l’ossigeno, soprattutto durante la notte e le prime ore del mattino, raggiunge valori prossimi allo zero e le temperature dell’acqua hanno raggiunto i 33 gradi centigradi in laguna e i 30,5 in mare. Causa principale è il particolare andamento meteorologico della scorsa primavera ed inizio estate, con abbondanti precipitazioni prima (con significativi apporti di nutrienti) e caldo anomalo poi. Fattori che hanno prodotto condizioni eutrofiche con produzioni di biomassa abbondanti (alghe e fitoplancton) e successivamente condizioni distrofiche, dovute alle alte temperature e ridotto idrodinamismo, che portano alla decomposizione degli organismi vegetali, con il conseguente consumo della maggior parte di ossigeno presente nell’acqua. I fenomeni sono principalmente localizzati in aree a ridotto idrodinamismo (scarsa circolazione delle acque): ad esempio in Sacca di Goro, in particolare nella Valle di Gorino, dove per cercare di limitare e ridurre il fenomeno la Provincia ha attivato 10 pompe, tuttora in funzione, per indurre una circolazione forzata e impedire che l’acqua anossica generata venga spostata verso le aree produttive della laguna, nelle aree retrostanti le scogliere, lungo il litorale e a Casal Borsetti. Pertanto i fenomeni che stanno accadendo sono di origine naturale e non riconducibili a problemi di inquinamento. “Per cercare di ridurre il problema occorrerebbe limitare il fenomeno dell’eutrofizzazione delle acque costiere – spiega la dirigente del settore Ambiente ed Agricoltura della Provincia, Paola Magri - che significa limitare il consistente apporto di nutrienti che derivano dall’intero bacino del Fiume Po”.

giovedì 12 gennaio 2012

PROVINCIA DI FERRARA: NEL 2012 REVISIONE DEL PIANO DI GESTIONE DEI RIFIUTI, COMPRESI QUELLI AGRICOLI

Fonte: Redazione di Agreste e Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

In occasione della conferenza stampa indetta dall’amministrazione provinciale per questa mattina in Castello Estense ed avente come tema centrale la questione rifiuti speciali provenienti da Napoli nelle discariche ferraresi, la presidente Marcella Zappaterra, l’assessore all’Ambiente Giorgio Bellini e la responsabile del Settore Ambiente e Agricoltura Paola Magri hanno ricordato che entro il 2012 andrà rivisto il piano provinciale per la gestione dei rifiuti e quindi anche il protocollo per lo smaltimento di quelli agricoli, si spera quindi di riuscire al più presto a dare risposte agli agricoltori anche in merito all’annosa questione del sistema Sistri.

Di seguito pubblichiamo il comunicato ricevuto dall’Ufficio Stampa della Provincia relativo ai rifiuti speciali provenienti da Napoli:

“C’è bisogno di un momentaneo stop al conferimento dei rifiuti nelle discariche aperte sul territorio, il tempo necessario per condividere fra livelli istituzionali e gestori una comune pratica di azione e strategia di comportamento”.
Lo ha detto l’assessore provinciale all’Ambiente, Giorgio Bellini, facendo il punto della situazione che riguarda l’arrivo dei rifiuti speciali da Napoli.
“Intanto una precisazione sul termine speciali – ha tenuto a dire la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra – che non significa che lo siano in termini di pericolosità per la salute e l’ambiente”.
In effetti si tratta dei rifiuti urbani indifferenziati prodotti comunemente dai cittadini, questi rifiuti subiscono il cosiddetto trattamento Stir, cioè la separazione della frazione secca da quella umida. Questa seconda assume la denominazione, appunto, di rifiuto speciale ed è a libero mercato, il che vuol dire che la si può vendere e comprare sul territorio nazionale. Una denominazione che però ha dovuto subire ben due istanze giudiziarie amministrative. Una sentenza del Tar del Lazio, infatti, ha in un primo tempo inibito questa accezione, parlando di rifiuti urbani, una successiva sentenza di secondo grado del Consiglio di Stato li ha ritrasformati in rifiuti speciali.
La storia dei rifiuti speciali provenienti da Napoli risale al decreto legislativo 94 del 2011, come ha ricordato Marcella Zappaterra. Con quel provvedimento si intese rispondere all’emergenza del capoluogo campano e la Regione Emilia-Romagna, su richiesta della stessa regione Campania, concluse un accordo operativo per lo smaltimento di 5mila tonnellate nell’impianto Hera di Ostellato, dietro accordo con il gestore partenopeo Sapna.
Ora si tratta di una seconda partita di rifiuti speciali napoletani che arrivano nel Ferrarese.
Per la precisione, ha ricordato l’assessore Bellini, al 31 dicembre 2011 si tratta di 16.100 tonnellate alla discarica Crispa targata Area, altre 11.300 stoccate all’impianto di compostaggio Hera di Ostellato e ulteriori 611 all’impianto Sicura di Comacchio.
In atto c’è poi un ulteriore contratto per 5mila tonnellate attese entro il 30 gennaio sempre alla Crispa, “Dopodiché – ha confermato Bellini – chiediamo una pausa di riflessione”.
Lo stesso assessore provinciale ha anche ricordato che fin qui la situazione è sotto il costante controllo della Provincia: a fine anno i soggetti gestori locali mandano obbligatoriamente in Castello Estense un report, contenente provenienza e caratteristiche dei rifiuti smaltiti in provincia.
Trattandosi di rifiuti provenienti da fuori territorio (in questi anni prevalentemente dal Nord Italia, ad eccezione di un conferimento minimo dal Lazio), essi subiscono una prima analisi alla partenza e una all’arrivo. In più Arpa svolge obbligatoriamente controlli durante l’anno, cinque alla sola discarica della Crispa, oltre ad altri controlli straordinari.
Su altre discariche provinciali non sono in arrivo rifiuti speciali napoletani: non ad Argenta (gestore Soelia), né a quella di Cmv perché già esaurita.
Sulla questione dello stop momentaneo in attesa della condivisione con i vari gestori di un unico metodo, la presidente ha anche precisato che ciò avviene in una sfera di compiti e poteri che non sono giuridicamente disciplinati dalla legge per la Provincia. In altri termini, il Castello Estense non può imporre limiti giuridici ad alcuno ed impedire di conseguenza alle aziende di ricevere rifiuti purché rispondenti alla categoria di speciali.
“Ciononostante – ha poi precisato la presidente – vogliamo svolgere un ruolo istituzionale, perché ad ogni livello ci sia il massimo di garanzia e perché la vicenda di Napoli non diventi l’ordinario”.
Un ordinario che è contenuto nel piano provinciale rifiuti in vigore fino al 2016 e che prevede la sostanziale autarchia in tema di urbani, la sostituzione delle discariche con l’incenerimento ed il progressivo incremento della raccolta differenziata, con l’obiettivo del 65%.
Un piano che prevede un momento di verifica nel 2012, nel corso del quale già si pensa ad alcuni ragionamenti, come ad esempio la questione di quale discarica conservare dopo il 2016, quella del completamento delle esistenti e di usare i margini ancora presenti per potenziare, e sostenere economicamente, il porta a porta per centrare gli obiettivi della differenziata e di favorire impianti per il recupero materiali. Obiettivo, quest’ultimo, che consentirebbe la realizzazione a Ferrara della filiera corta in termini di raccolta, trattamento, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti provinciali.

martedì 29 novembre 2011

Provincia: Magri al posto di Calmistro al Settore Ambiente e Agricoltura

FONTE: PROVINCIA DI FERRARA

Presso la Provincia di Ferrara è stata incaricata, al posto del dottor Marco Calmistro, come responsabile del “SETTORE AMBIENTE E AGRICOLTURA” (non più quindi AGRICOLTURA E SVILUPPO ECONOMICO) la Dottoressa Paola Magri, già dirigente all’Ambiente.
L'incarico comporta la responsabilità gestionale delle risorse umane, finanziarie e strumentali assegnate alla struttura e di tutte le attività degli Uffici affidati al Servizio, nonché la responsabilità gerarchica delle Strutture appartenenti al Servizio medesimo.
L'incarico comporta, in particolare, la responsabilità diretta delle seguenti linee di attività:
-procedure di valutazione di impatto ambientale (VIA, VALSAT) e di Screening;
-rilascio atti autorizzativi, controlli e sanzioni in materia di: rifiuti, scarichi industriali e fognari in acque superficiali, spandimento liquami zootecnici, emissioni in atmosfera, autorizzazione integrata ambientale (AIA), produzione di energia da fonti rinnovabili (biomasse e biogas);
-pianificazione in materia di rifiuti, qualità dell’aria e tutela delle acque;
-piano di azione ambientale;
-monitoraggi ambientali in materia di produzione e smaltimento rifiuti, qualità delle acque e dell’aria;
-monitoraggio delle acque e delle lagune costiere, gestione della Sacca di Goro, economia ittica.
-Agenda 21 locale e bilancio ambientale;
-procedure tecnico amministrative di bonifica dei siti contaminati.

L'incarico comporta, inoltre, il coordinamento delle funzioni amministrative trasferite e/o delegate in materia di:
-Investimenti nelle Aziende Agricole;
-Certificazione imprenditoriale e Sviluppo locale integrato (diversificazione dell’attività agricola);
-Attività agro-ambientali e politiche di sviluppo agricolo;
-Promozione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari;
-Il Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013;
-Rapporto con Enti, Consorzi ed Organismi rappresentativi dei produttori, oltre alla responsabilità diretta dell’attività di Utenti Motori Agricoli.

Mentre, per quanto riguarda il Servizio Protezione Flora,Fauna e Produzioni Agricole, comporta le responsabilità di cui agli artt. 18 e 19 del Regolamento di Organizzazione relativamente al ruolo e alle attribuzioni di Capo Settore.

L'incarico è conferito con effetto dal 08/11/2011 e fino al 31/01/2013 compreso.
L'incarico di responsabilità della struttura può essere modificato in qualsiasi momento per ragioni organizzative o per il mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati annualmente, accertati in sede di valutazione annuale dei risultati, e, in generale, in tutti i casi previsti dalla legge e con le procedure ivi previste.
L'incaricato eserciterà in ogni caso le funzioni attribuitegli, anche oltre la scadenza prevista dal presente atto, fino alla data del rinnovo dell'incarico medesimo o di attribuzione di incarico diverso.