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giovedì 17 aprile 2014

MIPAAF: CONTROLLI STRAORDINARI SULLE PRODUZIONI AGROALIMENTARI DEI CARABINIERI DELLE POLITICHE AGRICOLE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali  

Il Vademecum per una Pasqua sicura

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che, in vista delle festività pasquali, sono stati intensificati su tutto il territorio i controlli sulle produzioni agroalimentari. Nello specifico le verifiche ispettive dei NAC hanno riguardato 165 aziende ed attività commerciali. Sono state 20.500 le etichette irregolari ritirate dal mercato che hanno riguardato prodotti e ingredienti non corrispondenti alle etichette, con indebite evocazioni ad esempio del “Pistacchio di Bronte Dop”, del “Sale marino di Trapani Igp”, del “Grana Padano Dop”, del “Parmigiano Reggiano Dop”, del “Prosciutto Toscano Dop”, del “Pecorino Romano Dop” e della “Mozzarella di bufala campana Dop”. L’attenzione dei Carabinieri delle politiche agricole è stata puntata sulla tracciabilità e sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari tradizionalmente presenti sulla tavola degli italiani in questo periodo. I Nac, che hanno operato in stretta collaborazione con l’Ispettorato centrale per la Tutela Qualità e la Repressione Frodi del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e con la rete degli Organismi di vigilanza dei principali Consorzi di Tutela, hanno verificato le norme sulla comunicazione commerciale ingannevole, in attuazione della normativa europea che vieta l’evocazione di marchi di qualità DOP e l’utilizzo di indicazioni fuorvianti, specie con riferimento a contenuti nutrizionali inappropriati o a denominazioni e indicazioni non corrispondenti ai luoghi di origine, agli ingredienti, alla scadenza e ai disciplinari di produzione. Nei primi mesi del 2014 sono stati operati sequestri su quasi 22 mila kg di prodotti alimentari irregolari, e su 219.300 etichette/packaging irregolari. Il vademecum dei Nac per una Pasqua sicura - Non guardare solo le confezioni dei prodotti, dal momento che possono recare immagini accattivanti non sempre corrispondenti al prodotto reale; - Leggere attentamente le etichette, in modo da scegliere i prodotti che recano con chiarezza le indicazioni sulla lista degli ingredienti, origine, scadenza, stabilimento di lavorazione, tracciabilità, recapiti dell’azienda produttrice. - Verificare i prezzi, la convenienza di un prodotto si può constatare confrontando la lista degli ingredienti. Alcune indicazioni utili:  
1) Le uova di cioccolato
I migliori prodotti di qualità sono quelli che contengono, nell’ordine: - cacao in polvere, - burro di cacao (pasta di cacao), - zucchero, - latte in polvere, - aromatizzanti naturali. Solo il cioccolato “puro” non contiene oli tropicali o altri grassi vegetali. Il cioccolato fondente va valutato in relazione al contenuto di cacao ( il migliore è superiore al 50%).
 2) Le colombe pasquali
Quelle di migliore qualità contengono nell’ordine: - farina; - zucchero; - uova; - burro; - canditi. Anche in questo caso è importante leggere l’etichetta, per verificare la lista degli ingredienti e compiere delle scelte “consapevoli”: è importante perciò conoscere se al posto del burro vi è margarina, se il prodotto è confezionato con alimenti”biologici” e “ogm- free”, con latte in polvere e se vi sono conservanti. Così come è importante sapere che sono state impiegate uova di categoria A (oppure se vi è albume in polvere). La qualità del prodotto si delinea anche dalla crosta e dalla lievitazione: la superficie non deve essere molto scura, l’impasto deve risultare dorato, il prodotto non deve risultare piatto. I canditi devono essere morbidi e, per i prodotti di migliore qualità, sono grandi.  
3) Le carni ovine
La carne di agnello è ottenuta dall’animale fino ad un anno di età. Per le carni ovine non è ancora prevista l’obbligatorietà dell’indicazione di origine alla vendita, stabilita invece per le carni bovine, per cui sui banchi di vendita possono essere commercializzati anche prodotti provenienti dall’estero senza indicazioni sull’origine. Il consumatore può trovare, in ogni caso, indicazioni volontarie sulla provenienza del prodotto. Per scelte più mirate sulle modalità di allevamento, zone di produzione e tracciabilità, è possibile orientarsi sui principali prodotti tipici nazionali, garantiti da disciplinari di produzione IGP quali l’Agnello di Sardegna IGP, l’Abbacchio Romano IGP, l’Agnello dell’ Appennino di Centro Italia IGP, ed altri prodotti tipici quali l’Agnello Lucano, l’Agnello Nero Toscano e l’Agnello di Pomarance (PI). In linea generale, le tradizioni e i disciplinari di produzione di tali prodotti nazionali prevedono l’allevamento allo stato brado, il ricovero in strutture adeguate per i ricambi d’aria e l’illuminazione naturale, gli interventi sanitari ed i controlli, l’assenza di forzature alimentari e stress ambientali, con un processo naturale per la nutrizione con latte materno ed essenze di pascolo dell’habitat regionale di riferimento.  
4) Gli agriturismi
Molti agriturismi sono associati ad importanti Associazioni agricole e di categoria. Sono inoltre consigliati da Tour operator riconosciuti a livello internazionale che, in linea generale, possono garantire sulla validità delle strutture. In ogni caso può essere utile, prima di prenotare, verificare l’affidabilità dell’agriturismo informandosi sui seguenti aspetti essenziali: - l’affidabilità “ambientale”: la tranquillità e la salubrità dell’aria possono essere verificate accertando se nelle vicinanze sono situate autostrade, grandi agglomerati urbani, industrie e opifici; - l'estensione della azienda: un agriturismo deve avere sufficienti ettari di terra per le proprie produzioni; - le materie prime prodotte dall’agriturismo: la presenza di coltivazioni di ortaggi, frutteti e eventuali allevamenti di animali offrono sufficienti garanzie di affidabilità ed economicità dell’azienda.

venerdì 6 aprile 2012

PASQUA, CONFAGRICOLTURA: “PER IL MENU’ ANTICRISI GLI ITALIANI SCELGONO LE UOVA”

Fonte: Confagricoltura

Ogni italiano consuma 206 uova all’anno, 71 delle quali attraverso pasta, dolci e preparazioni alimentari varie. Nel mondo sono oltre due miliardi le uova consumate ogni giorno. I dati sono elaborati da Confagricoltura, che traccia un primo bilancio sui dati previsionali diffusi dall’UNA (Unione nazionale dell’Avicoltura).

Sulle tavole della Pasqua 2012 ci saranno meno uova di cioccolato e più uova vere, sottolineano le proiezioni di consumo. D’altronde l’uovo è l’unico alimento che fornisca proteine nobili con costi di gran lunga inferiori a tutte le altre, così la crisi economica rilancia il consumo di uova di gallina, ricco di anche di vitamine: A (nel tuorlo), B9 (acido folico), B12 (la vitamina della memoria) e la vitamina D.

”Nel 2011, in Italia - ricorda l’organizzazione agricola – si sono prodotte 12 miliardi e 776 milioni di uova, una cifra praticamente stabile sui 12 miliardi e 824 milioni del 2010. L’uovo è un cibo completo, buono ed economico che merita di essere apprezzato sempre di più”.

lunedì 2 aprile 2012

COLDIRETTI: CON CRISI ED INFLAZIONE PASQUA LOW COST MA DA BENZINA EFFETTO VALANGA SU 88% DELLA SPESA


FONTE: COLDIRETTI

La crisi si fa sentire e l’ISTAT registra una riduzione del prezzo di verdure e pesce, sottopagati alla produzione e sui quali incidono fortemente gli aumenti del prezzo dei carburanti con un effetto a catena su tutta la spesa ed i servizi.

La crisi si fa sentire e calano i prezzi del pesce fresco di mare (- 1,3 per cento) e quelli delle verdure fresche (-2,4 per cento) che sono alla base di moltissimi menu’ tradizionali della settimana Santa della Pasqua. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi all’andamento dell’inflazione a marzo su base congiunturale. Anche per effetto delle riduzioni fatte segnare nei listini per molti prodotti, gli alimentari complessivamente - sottolinea la Coldiretti - contribuiscono a frenare l’inflazione con aumenti dello 0,3 per cento rispetto al mese scorso e del 2,8 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Un contributo - precisa la Coldiretti - pagato a caro prezzo dagli agricoltori che vedono sottopagati i propri prodotti in campagna anche a seguito dell’aumento dei prezzi di benzine e gasolio. Riduzione di prezzo della quale però possono beneficiare i consumatori in vista delle imminenti festività pasquali. Tra gli alimentari aumentano dello 0,3 per cento su base mensile sia i prezzi del pane che della pasta che crescono su base annua rispettivamente del 2,7 per cento e del 2,4 per cento. Continuano ad aumentare i prezzi del caffè (+0,6 per cento, +12,8 per cento rispetto a marzo 2011) e dello zucchero (+0,3 per cento, +12,5 per cento su base annua). Infine, si segnala il leggero rialzo congiunturale del prezzo del vino (+0,5 per cento), in crescita su base annua del 3,5 per cento e l’aumento congiunturale dello 0,8 per cento dei prezzi della frutta fresca, in diminuzione pero’ - conclude la Coldiretti - in termini tendenziali del 3,8 per cento.

Il record del prezzo del pieno di benzina per una automobile media (50 litri) che ha raggiunto i 95 euro invece, ha anche provocato un effetto valanga sulla spesa delle famiglie in un Paese come l’Italia dove l’88 per cento delle merci viaggia su strada. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l’aumento del 18,6 per cento in un anno del prezzo la benzina spinge l’inflazione e mette a rischio la ripresa economica del Paese. Secondo una analisi della Coldiretti il prezzo dei carburanti ha abbondantemente scavalcato anche quello di un chilo di arance, di un chilo di pasta o di un litro di latte fresco e mette a rischio i bilanci familiari. Per effetto dei rincari infatti, la spesa per trasporti, combustibili ed energia elettrica delle famiglie italiane ha superato il 19 per cento ed ha sorpassato quella per gli alimentari e le bevande. Solo nelle campagne, il caro gasolio - conclude la Coldiretti - ha provocato un aggravio di costi stimabile in 400 milioni di euro su base annua ma benzina, trasporti e logistica incidono complessivamente per circa un terzo sui costi della frutta e verdura.