Fonte: Agrinsieme
Inviata una lettera ai tre ministri dell’Agricoltura di Italia Francia e Spagna in cui le organizzazioni europee evidenziano la loro preoccupazione in vista della campagna di commercializzazione della frutta estiva e sottolineano la necessità che le nuove misure siano decise e pubblicate in tempo utile.
Le organizzazioni italiane riunite in Agrinsieme hanno sottoscritto una lettera congiunta, siglata anche dalle organizzazioni di rappresentanza della filiera ortofrutticola di Francia e Spagna, indirizzata ai tre ministri dell’Agricoltura, Martina, Le Foll e Tejerina, per chiedere un intervento urgente volto ad adeguare le misure eccezionali previste dai regolamenti comunitari per gli ortofrutticoli a seguito dell’embargo russo.
Le organizzazioni hanno così deciso di richiamare l'attenzione dei ministri sulle turbative di mercato che stanno subendo le produzioni ortofrutticole, come conseguenza delle mancate esportazioni europee che non possono più essere dirette alla Federazione russa e della necessità, nel permanere dell’embargo, di affrontare da subito in modo specifico il problema della prossima campagna di commercializzazione della frutta estiva ed in particolare delle pesche e nettarine la cui produzione, in alcune regioni europee, inizia fin dal mese di aprile.
La richiesta è motivata dall’esigenza di evitare con ogni mezzo il ripetersi di quanto accaduto nella scorsa campagna, in cui, a causa di una congiuntura estremamente sfavorevole caratterizzata da una forte pressione al ribasso dei prezzi e condizioni climatiche sfavorevoli la crisi ha colpito duramente tutti i produttori europei.
Di qui la richiesta di ottenere la modifica urgente delle norme comunitarie, in modo che le misure eccezionali possano applicarsi in modo adeguato e tempestivo ai prodotti interessati.
Ai tre ministri dell’Agricoltura dei principali Paesi produttori europei le organizzazioni della filiera europea hanno dunque richiesto: l'estensione delle misure per tutta la durata dell’embargo attuale, fino ad agosto 2015; quote aggiuntive di ritiro calcolate tenendo conto anche del livello di produzione nazionale, della situazione di mercato e che consentano una flessibilità di gestione nazionale per l’utilizzo dei volumi; l’incorporazione di misure per la promozione, coordinate a livello transnazionale e/o interprofessionale; l’aumento per certi prodotti delle indennità di ritiro dal mercato tenendo conto dei costi di produzione attualizzati dei Paesi produttori.
Le organizzazioni hanno in particolare evidenziato la loro preoccupazione che il sostegno comunitario sia deciso e pubblicato in tempo utile, senza aspettare un crollo dei prezzi, in modo da scongiurare una possibile crisi.
In tal senso, va ricordato come nell’estate 2014 il regolamento delegato adottato per la crisi delle pesche e nettarine, pur prevedendo misure interessanti, sia stato promulgato solo nel mese di agosto e quindi applicato di fatto alla fine della campagna delle drupacee, senza riuscire ad avere un impatto positivo per risollevare il comparto dalla crisi.
È stato pertanto chiesto un intervento urgente delle Amministrazioni per inserire tali richieste in occasione dei prossimi lavori del Consiglio Agricoltura, evidenziando le economie di spesa dell’Unione europea che si stanno realizzando sull’applicazione dei regolamenti in corso e ricordando la necessità di trovare una soluzione ad una problematica innescata da motivi politici indipendenti dal settore ortofrutticolo a cui le Istituzioni devono dare una risposta adeguata.
In questo contesto, Agrinsieme rileva che proprio in questi giorni si sta purtroppo concretizzando l’esaurimento dei plafond disponibili per il nostro Paese e che quindi, d’ora in avanti, fino al termine di applicazione delle misure regolamentari, fissato al 30 giugno 2015, i produttori italiani non potranno usufruire degli aiuti europei; ciò risulta ancor più inaccettabile considerata la scarsa attivazione delle stesse misure in altri Paesi Europei, come ad esempio in Polonia, nella consapevolezza che ancora una volta si determineranno ingenti economie di spesa per l’Unione Europea poi difficilmente recuperabili.
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mercoledì 11 marzo 2015
EMBARGO RUSSO, AGRINSIEME E LE ORGANIZZAZIONI DI FRANCIA E SPAGNA RICHIEDONO AI MINISTRI DEI TRE PRINCIPALI PAESI PRODUTTORI L’AMPLIAMENTO URGENTE DELLE MISURE ECCEZIONALI PER GLI ORTOFRUTTICOLI
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giovedì 28 agosto 2014
EMBARGO RUSSIA, MARTINA: BENE DECISIONI COMISSIONE UE PER SOSTEGNO AI SETTORI LATTIERO E ORTOFRUTTA
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
"Le misure annunciate nel Comitato di Gestione di oggi a Bruxelles vanno nella direzione giusta per contrastare la crisi provocata dall’embargo russo sui prodotti agroalimentari europei. La Commissione europea ha accolto le richieste dell’Italia di intervenire anche a favore dei formaggi, con l’annuncio di adottare nei prossimi giorni un atto delegato ad hoc per lo stoccaggio privato di alcune tipologie, e di inserire le susine nella lista dei prodotti ortofrutticoli oggetto del sostegno. Molto positiva anche la modifica in maniera sensibile delle disposizioni contenute nel regolamento delegato sulle pesche e nettarine, per allinearle a quelle oggi adottate e migliorarne così l’efficacia”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, ha commentato l’annuncio da parte della Commissione europea dell’adozione di misure urgenti per diversi settore agroalimentari a seguito del Comitato di gestione OCM unica svoltosi oggi. “Per quanto riguarda in particolare le misure relative ai formaggi – ha proseguito il Ministro – lavoreremo in questi giorni affinché le misure rispondano al meglio alle esigenze dei nostri produttori, in particolare per quanto riguarda il livello degli aiuti”. Per il settore del burro e del latte in polvere, la Commissione presenterà il 2 settembre un atto di esecuzione per aprire lo stoccaggio privato. Per il settore dei formaggi esportati in Russia, la Commissione presenterà a breve in un gruppo esperti un atto di delegato per aprire lo stoccaggio privato di determinate tipologie di formaggi. Il budget dedicato a questi interventi sarà definito insieme agli atti. Sempre relativamente agli effetti dell’embargo russo, per la frutta fresca e deperibile sono stati stanziati al momento 125 milioni di euro e l’intervento straordinario, che ha validità retroattiva, prevede un sostegno supplementare temporaneo per le operazioni di ritiro dal mercato, mancata raccolta e raccolta verde, effettuate dai produttori nel periodo compreso tra il 18 agosto ed il 30 novembre 2014, relativamente a 14 prodotti e prevede l’accesso a tali misure anche ai produttori non aderenti alle organizzazioni di produttori. Il sostegno unionale previsto per le operazioni di ritiro dal mercato a finalità distribuzione gratuita è pari al 100% dell’importo definito dal regolamento per i diversi prodotti sia per i soci che i non soci di organizzazioni di produttori e contempla anche le spese di cernita, imballaggio e di trasporto. Per i soli associati, viene incrementato dal 50 al 75%, il livello del supporto UE per le operazioni di mancata raccolta, raccolta verde e ritiro con destinazione diversa dalla distribuzione gratuita, mentre resta invariato al 50% per gli altri produttori. Il regolamento in questione consente anche di derogare a taluni vincoli e condizioni di programmazione della spesa previsti nei programmi operativi delle organizzazioni di produttori (tetto massimo di un terzo per le misure di prevenzione e gestione delle crisi ed aumento del fondo di esercizio per una quota superiore al 25%) permettendo, altresì, di superare i massimali di aiuto comunitario. Infine con riferimento agli emendamenti al regolamento delegato (UE) n.913/2014, per il settore delle pesche e nettarine, si evidenzia la possibilità per i produttori ad accedere al sostegno supplementare per tutte le diverse destinazioni contemplate per i ritiri dal mercato ed un innalzamento dell’aiuto unionale dal dal 50 al 75% per ritiri diversi dalla distribuzione gratuita effettuati da produttori soci di organizzazioni di produttori e dal 50 al 100% per ritiri con destinazione beneficienza realizzati da produttori non soci di predette organizzazioni. Infine, il regolamento oltre che aver già elevato dal 5 al 10% del volume complessivo commercializzato dalla organizzazione di produttori, la percentuale massima di prodotto che può essere inviata alla distribuzione gratuita, incrementa dal 5 al 10% la percentuale massima del volume commercializzato di pesche e nettarine da una data organizzazione, che può essere ritirata con destinazione diversa dalla gratuita.
"Le misure annunciate nel Comitato di Gestione di oggi a Bruxelles vanno nella direzione giusta per contrastare la crisi provocata dall’embargo russo sui prodotti agroalimentari europei. La Commissione europea ha accolto le richieste dell’Italia di intervenire anche a favore dei formaggi, con l’annuncio di adottare nei prossimi giorni un atto delegato ad hoc per lo stoccaggio privato di alcune tipologie, e di inserire le susine nella lista dei prodotti ortofrutticoli oggetto del sostegno. Molto positiva anche la modifica in maniera sensibile delle disposizioni contenute nel regolamento delegato sulle pesche e nettarine, per allinearle a quelle oggi adottate e migliorarne così l’efficacia”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, ha commentato l’annuncio da parte della Commissione europea dell’adozione di misure urgenti per diversi settore agroalimentari a seguito del Comitato di gestione OCM unica svoltosi oggi. “Per quanto riguarda in particolare le misure relative ai formaggi – ha proseguito il Ministro – lavoreremo in questi giorni affinché le misure rispondano al meglio alle esigenze dei nostri produttori, in particolare per quanto riguarda il livello degli aiuti”. Per il settore del burro e del latte in polvere, la Commissione presenterà il 2 settembre un atto di esecuzione per aprire lo stoccaggio privato. Per il settore dei formaggi esportati in Russia, la Commissione presenterà a breve in un gruppo esperti un atto di delegato per aprire lo stoccaggio privato di determinate tipologie di formaggi. Il budget dedicato a questi interventi sarà definito insieme agli atti. Sempre relativamente agli effetti dell’embargo russo, per la frutta fresca e deperibile sono stati stanziati al momento 125 milioni di euro e l’intervento straordinario, che ha validità retroattiva, prevede un sostegno supplementare temporaneo per le operazioni di ritiro dal mercato, mancata raccolta e raccolta verde, effettuate dai produttori nel periodo compreso tra il 18 agosto ed il 30 novembre 2014, relativamente a 14 prodotti e prevede l’accesso a tali misure anche ai produttori non aderenti alle organizzazioni di produttori. Il sostegno unionale previsto per le operazioni di ritiro dal mercato a finalità distribuzione gratuita è pari al 100% dell’importo definito dal regolamento per i diversi prodotti sia per i soci che i non soci di organizzazioni di produttori e contempla anche le spese di cernita, imballaggio e di trasporto. Per i soli associati, viene incrementato dal 50 al 75%, il livello del supporto UE per le operazioni di mancata raccolta, raccolta verde e ritiro con destinazione diversa dalla distribuzione gratuita, mentre resta invariato al 50% per gli altri produttori. Il regolamento in questione consente anche di derogare a taluni vincoli e condizioni di programmazione della spesa previsti nei programmi operativi delle organizzazioni di produttori (tetto massimo di un terzo per le misure di prevenzione e gestione delle crisi ed aumento del fondo di esercizio per una quota superiore al 25%) permettendo, altresì, di superare i massimali di aiuto comunitario. Infine con riferimento agli emendamenti al regolamento delegato (UE) n.913/2014, per il settore delle pesche e nettarine, si evidenzia la possibilità per i produttori ad accedere al sostegno supplementare per tutte le diverse destinazioni contemplate per i ritiri dal mercato ed un innalzamento dell’aiuto unionale dal dal 50 al 75% per ritiri diversi dalla distribuzione gratuita effettuati da produttori soci di organizzazioni di produttori e dal 50 al 100% per ritiri con destinazione beneficienza realizzati da produttori non soci di predette organizzazioni. Infine, il regolamento oltre che aver già elevato dal 5 al 10% del volume complessivo commercializzato dalla organizzazione di produttori, la percentuale massima di prodotto che può essere inviata alla distribuzione gratuita, incrementa dal 5 al 10% la percentuale massima del volume commercializzato di pesche e nettarine da una data organizzazione, che può essere ritirata con destinazione diversa dalla gratuita.
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giovedì 21 agosto 2014
MIPAAF: MARTINA, "LAVORIAMO CON UE A URGENTI MISURE PER ORTOFRUTTA. PER I PRODOTTI ITALIANI STAGIONALI UN PIANO DI PROMOZIONE STRAORDINARIO"
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si è tenuto oggi presso il Mipaaf un incontro per discutere delle misure di sostegno da adottare a livello comunitario per fronteggiare la grave crisi che ha colpito il settore ortofrutticolo. In particolare, sono state trattate le problematiche riguardanti la crisi del settore per la produzione di pesche e nettarine e gli impatti del recente embargo adottato dalla Russia su alcune importanti produzioni ortofrutticole. "Va dato atto alla Commissione europea di aver finalmente dato riscontro a quanto già da diverse settimane ha chiesto l’Italia, insieme ad altri Stati membri, sulla necessità di adottare tempestivamente misure urgenti per affrontare la crisi che sta colpendo il settore produttivo delle pesche e nettarine. Da questo punto di vista la proposta di un atto delegato che prevede misure di sostegno per tali prodotti è sicuramente un segnale positivo" ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina. "Tuttavia, è assolutamente necessario migliorare alcuni aspetti delle misure previste dalla Commissione nell’atto di delega. Mi riferisco, in particolare, alla necessità di integrare le possibili destinazioni dei prodotti ritirati, di ampliare la retroattività delle misure e di prevedere prezzi di ritiro più congrui. Cercheremo inoltre di condividere questi obiettivi con Francia, Spagna e Grecia, che sono gli altri Paesi comunitari interessati alle misure di crisi proposte, in modo da rappresentare con efficacia tali posizioni già nel corso del prossimo Comitato di gestione della Commissione europea previsto per venerdì prossimo". "Per quanto riguarda il problema dell’embargo della Russia - spiega Martina - su alcune produzioni ortofrutticole, alla luce della comunicazione della Commissione che prevede l’attivazione di misure eccezionali di crisi a sostegno di alcuni prodotti con uno stanziamento comunitario di 125 milioni di euro, chiediamo siano implementati con ulteriori risorse. Su questo aspetto, che sarà trattato dal Consiglio straordinario dei Ministri dell’Agricoltura programmato per il prossimo 5 settembre, è emersa la necessità di ampliare in modo congruo anche la lista dei prodotti rispetto a quanto preannunciato dalla Commissione europea". Durante la riunione le associazioni hanno manifestato l'esigenza di programmare uno sforzo straordinario nel settore della promozione delle produzioni ortofrutticole italiane, per far comprendere ai consumatori l’importanza della stagionalità delle produzioni, del legame tra qualità agroalimentare e territorio e dell’importanza di consumare produzioni ortofrutticole italiane, visto che nel settore degli ortofrutticoli freschi ogni prodotto può essere commercializzato solo se si indica il Paese di provenienza. "Il nostro obiettivo prioritario è quello di valorizzare le produzioni italiane chiedendo in primis ai consumatori di sostenerle e scegliere, secondo la stagionalità" ha concluso Martina.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si è tenuto oggi presso il Mipaaf un incontro per discutere delle misure di sostegno da adottare a livello comunitario per fronteggiare la grave crisi che ha colpito il settore ortofrutticolo. In particolare, sono state trattate le problematiche riguardanti la crisi del settore per la produzione di pesche e nettarine e gli impatti del recente embargo adottato dalla Russia su alcune importanti produzioni ortofrutticole. "Va dato atto alla Commissione europea di aver finalmente dato riscontro a quanto già da diverse settimane ha chiesto l’Italia, insieme ad altri Stati membri, sulla necessità di adottare tempestivamente misure urgenti per affrontare la crisi che sta colpendo il settore produttivo delle pesche e nettarine. Da questo punto di vista la proposta di un atto delegato che prevede misure di sostegno per tali prodotti è sicuramente un segnale positivo" ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina. "Tuttavia, è assolutamente necessario migliorare alcuni aspetti delle misure previste dalla Commissione nell’atto di delega. Mi riferisco, in particolare, alla necessità di integrare le possibili destinazioni dei prodotti ritirati, di ampliare la retroattività delle misure e di prevedere prezzi di ritiro più congrui. Cercheremo inoltre di condividere questi obiettivi con Francia, Spagna e Grecia, che sono gli altri Paesi comunitari interessati alle misure di crisi proposte, in modo da rappresentare con efficacia tali posizioni già nel corso del prossimo Comitato di gestione della Commissione europea previsto per venerdì prossimo". "Per quanto riguarda il problema dell’embargo della Russia - spiega Martina - su alcune produzioni ortofrutticole, alla luce della comunicazione della Commissione che prevede l’attivazione di misure eccezionali di crisi a sostegno di alcuni prodotti con uno stanziamento comunitario di 125 milioni di euro, chiediamo siano implementati con ulteriori risorse. Su questo aspetto, che sarà trattato dal Consiglio straordinario dei Ministri dell’Agricoltura programmato per il prossimo 5 settembre, è emersa la necessità di ampliare in modo congruo anche la lista dei prodotti rispetto a quanto preannunciato dalla Commissione europea". Durante la riunione le associazioni hanno manifestato l'esigenza di programmare uno sforzo straordinario nel settore della promozione delle produzioni ortofrutticole italiane, per far comprendere ai consumatori l’importanza della stagionalità delle produzioni, del legame tra qualità agroalimentare e territorio e dell’importanza di consumare produzioni ortofrutticole italiane, visto che nel settore degli ortofrutticoli freschi ogni prodotto può essere commercializzato solo se si indica il Paese di provenienza. "Il nostro obiettivo prioritario è quello di valorizzare le produzioni italiane chiedendo in primis ai consumatori di sostenerle e scegliere, secondo la stagionalità" ha concluso Martina.
martedì 19 agosto 2014
MIPAAF: MERCOLEDÌ RIUNIONE OPERATIVA PER SETTORE ORTOFRUTTICOLO
Fonte: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che è convocata per mercoledì 20 agosto la riunione operativa sul settore ortofrutticolo per fare il punto sulla situazione, anche alla luce dei recenti provvedimenti assunti dall'Unione Europea, per sostenere le imprese del comparto a fronte delle diverse difficoltà straordinarie rilevate in questi mesi. "Le misure annunciate dalla Commissione in queste ore - dichiara il Ministro Maurizio Martina - interesseranno anche diverse filiere italiane: dalle mele alle pere, dall'uva ai Kiwi, ai pomodori. Si tratta ora di capire bene modalità e tempistiche per fornire tutte le informazioni utili alle imprese". Parallelamente continua l'impegno del Mipaaf sul versante delle pesche e nettarine per misure forti di sostegno.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che è convocata per mercoledì 20 agosto la riunione operativa sul settore ortofrutticolo per fare il punto sulla situazione, anche alla luce dei recenti provvedimenti assunti dall'Unione Europea, per sostenere le imprese del comparto a fronte delle diverse difficoltà straordinarie rilevate in questi mesi. "Le misure annunciate dalla Commissione in queste ore - dichiara il Ministro Maurizio Martina - interesseranno anche diverse filiere italiane: dalle mele alle pere, dall'uva ai Kiwi, ai pomodori. Si tratta ora di capire bene modalità e tempistiche per fornire tutte le informazioni utili alle imprese". Parallelamente continua l'impegno del Mipaaf sul versante delle pesche e nettarine per misure forti di sostegno.
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THE EUROPEAN COMMISSION ANNOUNCES EXCEPTIONAL SUPPORT MEASURES FOR EU PRODUCERS OF PERISHABLE FRUIT & VEGETABLES
Fonte: European Commission
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-932_en.htm
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-932_en.htm
giovedì 8 novembre 2012
PRESENTATO IN CONSULTA AGRICOLA IL PACCHETTO DI MISURE A SOSTEGNO DELLE IMPRESE COLPITE DALLA SICCITÀ
Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara
Fino a 50 milioni di euro complessivi a sostegno delle imprese agricole del territorio, duramente segnate dalla prolungata siccità dell’estate scorsa. Un problema che ha colpito 8.000 imprese ferraresi, con danni accertati che si avvicinano ai 270 milioni. “Una dimensione del problema da vera emergenza economica”, ha detto l’assessore provinciale all’Agricoltura, Stefano Calderoni. Le risorse ora messe a disposizione per far fronte alle conseguenze della grande sete delle campagne sono la risposta di un gruppo di banche all’appello lanciato dall’assessore provinciale: Carife, Caricento, Banca Popolare di Ravenna ed Emilbanca. L’accordo, presentato ed approvato dalla Consulta provinciale per l’agricoltura, prevede che i soldi possano essere prestati agli imprenditori in difficoltà a tassi più bassi di quelli normalmente praticati sul mercato del credito: dal 3 al 3,5%. Novità significative riguardano anche la durata dei prestiti, che con questo pacchetto sono concessi non più secondo la lunghezza canonica di un anno, ma prolungati fino a 18 e anche 24 mesi. Se poi qualcosa dovesse andare storto al momento della restituzione del denaro alle banche, già ora c’è un impegno di Agrifidi che fa da garanzia fino al 30%, ma la Provincia è al lavoro con Ismea, l’istituto governativo per i servizi al mondo agricolo, per arrivare ad una copertura totale del rischio. “L’idea mi è venuta leggendo un articolo di giornale – ha specificato Calderoni – nel quale la Cassa di Risparmio di Ravenna metteva sul piatto 14 milioni per lo stesso problema; e allora ho detto che si doveva fare anche a Ferrara”. “Dobbiamo ora verificare e vigilare – ha aggiunto la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra – affinché tutte le risorse dell’accordo possano fluire alle aziende, dando così una risposta concreta ad un problema che ha gravemente colpito uno dei settori chiave dell’economia locale”. L’incontro della Consulta è stato anche il momento per informare le rappresentanze istituzionali e del settore primario che quanto realizzato finora dal governo per rispondere alla siccità in agricoltura, dopo gli impegni annunciati dal ministro Catania nella sua visita compiuta in terra estense lo scorso 3 settembre, è insoddisfacente. “Non solo – ha puntualizzato l’assessore Calderoni – non c’è traccia di impegni nella legge di stabilità, ma sul settore pesa un’ulteriore gabella di 100 milioni per l’aumento percentuale dei redditi agrari: oltre al danno, anche la beffa”. Identica preoccupazione grava anche sul pagamento dell’Imu. Nel momento in cui stanno per arrivare i bollettini della seconda rata, l’esecutivo non ha ancora detto quanto, a seguito della prima rata, l’introito si sia avvicinato a quota 244 milioni, vale a dire il limite stabilito del prelievo dal mondo agricolo. Tema che lo stesso assessore sottoporrà nel prossimo Consiglio provinciale del 15 novembre sottoforma di un ordine del giorno, su cui è stato chiesto mandato anche alla Consulta, che ha risposto con il proprio placet.
Fino a 50 milioni di euro complessivi a sostegno delle imprese agricole del territorio, duramente segnate dalla prolungata siccità dell’estate scorsa. Un problema che ha colpito 8.000 imprese ferraresi, con danni accertati che si avvicinano ai 270 milioni. “Una dimensione del problema da vera emergenza economica”, ha detto l’assessore provinciale all’Agricoltura, Stefano Calderoni. Le risorse ora messe a disposizione per far fronte alle conseguenze della grande sete delle campagne sono la risposta di un gruppo di banche all’appello lanciato dall’assessore provinciale: Carife, Caricento, Banca Popolare di Ravenna ed Emilbanca. L’accordo, presentato ed approvato dalla Consulta provinciale per l’agricoltura, prevede che i soldi possano essere prestati agli imprenditori in difficoltà a tassi più bassi di quelli normalmente praticati sul mercato del credito: dal 3 al 3,5%. Novità significative riguardano anche la durata dei prestiti, che con questo pacchetto sono concessi non più secondo la lunghezza canonica di un anno, ma prolungati fino a 18 e anche 24 mesi. Se poi qualcosa dovesse andare storto al momento della restituzione del denaro alle banche, già ora c’è un impegno di Agrifidi che fa da garanzia fino al 30%, ma la Provincia è al lavoro con Ismea, l’istituto governativo per i servizi al mondo agricolo, per arrivare ad una copertura totale del rischio. “L’idea mi è venuta leggendo un articolo di giornale – ha specificato Calderoni – nel quale la Cassa di Risparmio di Ravenna metteva sul piatto 14 milioni per lo stesso problema; e allora ho detto che si doveva fare anche a Ferrara”. “Dobbiamo ora verificare e vigilare – ha aggiunto la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra – affinché tutte le risorse dell’accordo possano fluire alle aziende, dando così una risposta concreta ad un problema che ha gravemente colpito uno dei settori chiave dell’economia locale”. L’incontro della Consulta è stato anche il momento per informare le rappresentanze istituzionali e del settore primario che quanto realizzato finora dal governo per rispondere alla siccità in agricoltura, dopo gli impegni annunciati dal ministro Catania nella sua visita compiuta in terra estense lo scorso 3 settembre, è insoddisfacente. “Non solo – ha puntualizzato l’assessore Calderoni – non c’è traccia di impegni nella legge di stabilità, ma sul settore pesa un’ulteriore gabella di 100 milioni per l’aumento percentuale dei redditi agrari: oltre al danno, anche la beffa”. Identica preoccupazione grava anche sul pagamento dell’Imu. Nel momento in cui stanno per arrivare i bollettini della seconda rata, l’esecutivo non ha ancora detto quanto, a seguito della prima rata, l’introito si sia avvicinato a quota 244 milioni, vale a dire il limite stabilito del prelievo dal mondo agricolo. Tema che lo stesso assessore sottoporrà nel prossimo Consiglio provinciale del 15 novembre sottoforma di un ordine del giorno, su cui è stato chiesto mandato anche alla Consulta, che ha risposto con il proprio placet.
mercoledì 13 luglio 2011
RABBONI CHIEDE ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI PREVEDERE ANCHE PER I PRODUTTORI DI PESCHE, NETTARINE E SUSINE MISURE SIMILI A QUELLE VARATE PER L'E.COLI
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa
Proposte anche modifiche concrete all'attuale OCM ortofrutta.
Bologna – Estendere anche ai produttori di pesche, nettarine e susine di tutta Europa l’accesso a contributi straordinari, assimilabili a quelli stanziati dalla UE per far fronte ai danni provocati dal recente allarme dell’Escherichia Coli. Ma anche una serie di proposte concrete per modificare l’attuale OCM (Organizzazione Comune di Mercato) ortofrutticola che prevedano strumenti più efficaci per prevenire e far fronte alle gravi crisi. Sono in sintesi le richieste che l’assessore regionale Tiberio Rabboni ha illustrato direttamente - nel corso dell’incontro che si è tenuto oggi a Bruxelles - al Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro e ad Emmanuel Jacquin, capo della struttura che, nell’ambito della Direzione generale Agricoltura e sviluppo rurale della Commissione Europea, si occupa dei prodotti ortofrutticoli. Rabboni ha ribadito queste richieste - che interpretano le preoccupazioni dei produttori di pesche e nettarine, anche organizzati nelle OP (Organizzazioni dei Produttori), colpiti dalla pesante crisi che sta mettendo a repentaglio posti di lavoro sia nella coltivazione che nell’indotto - anche con una lettera inviata ieri al ministro per l’Agricoltura Saverio Romano ed ai componenti delle commissioni Agricoltura di Camera e Senato. L’obiettivo è sollecitare una forte iniziativa nazionale rivolta, in particolare, al Commissario europeo Dacian Ciolos, per sostenere le richieste dei produttori.
La crisi attuale, causata da vari fattori concomitanti tra cui la sovrapposizione, per anomalie climatiche, dei calendari di maturazione fra Nord e Sud nelle aree italiane e anche con la Spagna, la riduzione della domanda a seguito dell’allarme Escherichia Coli e la perdita di potere d’acquisto delle famiglie con la conseguente contrazione dei consumi in tutta Europa, rende necessario – scrive Rabboni – “uno strumento di intervento in grado di agire sul mercato in modo trasversale, coinvolgendo tutti i produttori, associati o meno ad OP, in tutta l’Unione europea con risorse mirate. Gli attuali strumenti, basati sui ritiri da parte delle OP, non sono in grado di incidere sul mercato in modo rilevante a causa, soprattutto, dei prezzi troppo bassi riconosciuti ai produttori. Inoltre queste misure, per essere effettivamente efficaci, dovrebbero interessare l’intera produzione e non solo quella organizzata in OP”.
Alla Commissione Europea Rabboni chiede di “attivare misure immediate in grado di favorire il superamento della situazione di crisi e valutare l’opportunità di modificare l’OCM di settore”. Le proposte di modifica sono: prevedere interventi a livello europeo per prodotti altamente deperibili come pesche e nettarine, aumento dal 5 al 10% dei quantitativi ritirabili incentivandone la trasformazione in biogas, creare una dotazione specifica per la distribuzione gratuita agli indigenti e favorire forme assicurative e fondi mutualistici per difesa del reddito dei produttori.
Proposte anche modifiche concrete all'attuale OCM ortofrutta.
Bologna – Estendere anche ai produttori di pesche, nettarine e susine di tutta Europa l’accesso a contributi straordinari, assimilabili a quelli stanziati dalla UE per far fronte ai danni provocati dal recente allarme dell’Escherichia Coli. Ma anche una serie di proposte concrete per modificare l’attuale OCM (Organizzazione Comune di Mercato) ortofrutticola che prevedano strumenti più efficaci per prevenire e far fronte alle gravi crisi. Sono in sintesi le richieste che l’assessore regionale Tiberio Rabboni ha illustrato direttamente - nel corso dell’incontro che si è tenuto oggi a Bruxelles - al Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro e ad Emmanuel Jacquin, capo della struttura che, nell’ambito della Direzione generale Agricoltura e sviluppo rurale della Commissione Europea, si occupa dei prodotti ortofrutticoli. Rabboni ha ribadito queste richieste - che interpretano le preoccupazioni dei produttori di pesche e nettarine, anche organizzati nelle OP (Organizzazioni dei Produttori), colpiti dalla pesante crisi che sta mettendo a repentaglio posti di lavoro sia nella coltivazione che nell’indotto - anche con una lettera inviata ieri al ministro per l’Agricoltura Saverio Romano ed ai componenti delle commissioni Agricoltura di Camera e Senato. L’obiettivo è sollecitare una forte iniziativa nazionale rivolta, in particolare, al Commissario europeo Dacian Ciolos, per sostenere le richieste dei produttori.
La crisi attuale, causata da vari fattori concomitanti tra cui la sovrapposizione, per anomalie climatiche, dei calendari di maturazione fra Nord e Sud nelle aree italiane e anche con la Spagna, la riduzione della domanda a seguito dell’allarme Escherichia Coli e la perdita di potere d’acquisto delle famiglie con la conseguente contrazione dei consumi in tutta Europa, rende necessario – scrive Rabboni – “uno strumento di intervento in grado di agire sul mercato in modo trasversale, coinvolgendo tutti i produttori, associati o meno ad OP, in tutta l’Unione europea con risorse mirate. Gli attuali strumenti, basati sui ritiri da parte delle OP, non sono in grado di incidere sul mercato in modo rilevante a causa, soprattutto, dei prezzi troppo bassi riconosciuti ai produttori. Inoltre queste misure, per essere effettivamente efficaci, dovrebbero interessare l’intera produzione e non solo quella organizzata in OP”.
Alla Commissione Europea Rabboni chiede di “attivare misure immediate in grado di favorire il superamento della situazione di crisi e valutare l’opportunità di modificare l’OCM di settore”. Le proposte di modifica sono: prevedere interventi a livello europeo per prodotti altamente deperibili come pesche e nettarine, aumento dal 5 al 10% dei quantitativi ritirabili incentivandone la trasformazione in biogas, creare una dotazione specifica per la distribuzione gratuita agli indigenti e favorire forme assicurative e fondi mutualistici per difesa del reddito dei produttori.
lunedì 11 luglio 2011
BATTERIO KILLER: IL PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA MARIO GUIDI SCRIVE AL MINISTRO ROMANO
Fonte: Confagricoltura
CROLLANO I PREZZI DI FRUTTA E ORTAGGI. NECESSARIO PROROGARE E ALLARGARE LE MISURE DI SOSTEGNO ISTITUITE DALLA UE
Il presidente della Confagricoltura Mario Guidi ha scritto al ministro per le Politiche agricole Saverio Romano per sottoporgli la gravità della situazione in cui si trova il comparto ortofrutticolo in seguito all’emergenza escheria coli, chiedendogli di intervenire presso la Commissione europea per prorogare le misure di sostegno istituite e di allargare la gamma dei prodotti che ne possono beneficiare.
La psicosi della presenza del batterio dell’escheria coli ha, infatti, ridotto drasticamente il consumo di frutta e verdura in tutta Europa, provocando un crollo vertiginoso dei prezzi. Come dimostrano i dati Ismea diffusi oggi che rilevano, a giugno, una diminuzione dei prezzi all’origine degli ortaggi del 21,9% e della frutta del 19,7% rispetto allo stesso mese del 2010.
Il Commissario Ciolos ha, opportunamente, istituito misure di sostegno eccezionali a carattere temporaneo permettendo ad alcuni prodotti, quali lattughe, indivie, cappucce, pomodori, cetrioli, peperoni e zucchine, di essere ritirati a prezzi di mercato. La crisi ha però coinvolto tutti i prodotti ortofrutticoli attualmente in produzione.
Per questo, a parere di Confagricoltura è necessario che la Commissione Europea proroghi la durata regolamento (UE) 585/2011, scaduto il 30 giugno, estendendone i benefici a tutta la frutta e a tutti gli ortaggi estivi.
CROLLANO I PREZZI DI FRUTTA E ORTAGGI. NECESSARIO PROROGARE E ALLARGARE LE MISURE DI SOSTEGNO ISTITUITE DALLA UE
Il presidente della Confagricoltura Mario Guidi ha scritto al ministro per le Politiche agricole Saverio Romano per sottoporgli la gravità della situazione in cui si trova il comparto ortofrutticolo in seguito all’emergenza escheria coli, chiedendogli di intervenire presso la Commissione europea per prorogare le misure di sostegno istituite e di allargare la gamma dei prodotti che ne possono beneficiare.
La psicosi della presenza del batterio dell’escheria coli ha, infatti, ridotto drasticamente il consumo di frutta e verdura in tutta Europa, provocando un crollo vertiginoso dei prezzi. Come dimostrano i dati Ismea diffusi oggi che rilevano, a giugno, una diminuzione dei prezzi all’origine degli ortaggi del 21,9% e della frutta del 19,7% rispetto allo stesso mese del 2010.
Il Commissario Ciolos ha, opportunamente, istituito misure di sostegno eccezionali a carattere temporaneo permettendo ad alcuni prodotti, quali lattughe, indivie, cappucce, pomodori, cetrioli, peperoni e zucchine, di essere ritirati a prezzi di mercato. La crisi ha però coinvolto tutti i prodotti ortofrutticoli attualmente in produzione.
Per questo, a parere di Confagricoltura è necessario che la Commissione Europea proroghi la durata regolamento (UE) 585/2011, scaduto il 30 giugno, estendendone i benefici a tutta la frutta e a tutti gli ortaggi estivi.
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