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sabato 21 marzo 2015

COLDIRETTI: E’ ALLARME PER L’ITALIAN SOUNDING E LA CONTRAFFAZIONE DEI NOSTRI PRODOTTI. BENE IL PIANO DI CONTRASTO DEL GOVERNO, MA IN VISTA DI VINITALY ATTENZIONE ANCHE ALLE BOLLICINE TAROCCHE

Fonte: Coldiretti Ferrara  

La contraffazione nel settore agroalimentare supera i 60 mld di Euro. Tra i settori più colpiti il lattiero caseario ed il vitivinicolo: scoperto un Prosecco made in Crimea, proprio nei giorni in cui si prepara la grande rassegna dedicata al vino al Vinitaly di Verona. Domenica 22 marzo allo stand Coldiretti (centro servizi Arena) la presentazione dell’analisi sui numeri del vino italiano e la mostra dei vini più particolari

 La contraffazione, la falsificazione e l’imitazione dei prodotti alimentari Made in Italy nel mondo ha superato il fatturato di 60 miliardi di euro nel 2014 con l’arrivo di preoccupanti novità come il Prosecco Made in Crimea, anche sulla spinta delle tensioni politiche e commerciali che sono culminate con l’embargo da parte della Russia. Lo ha mostrato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo a Mestre in Veneto dove si trova per l’Expo tour, nel giorno in cui si svolge il Forum Internazionale sulla tutela del cibo vero al Parco tecnologico padano di Lodi con il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. Ad essere colpiti sono i settori piu’ dinamici dell’agroalimentare Made in italy come gli spumanti che con un balzo del 20 per cento nelle bottiglie spedite all’estero sorpassano lo champagne e conquista le tavole nel mondo con un record storico, secondo una analisi Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al 2014. All’estero - precisa la Coldiretti - non sono mai state richieste cosi tante bollicine italiane e - sottolinea la Coldiretti - il 2014 si è chiuso con la spedizione oltre frontiera di piu' di 320 milioni di bottiglie di spumante italiano, il record di sempre. 
“E’ un risultato estremamente positivo delle nostre battaglie il piano per l’export del Governo che prevede per la prima volta azioni di contrasto all'italian sounding nell’agroalimentare” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “la contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari Italian sounding a livello internazionale costa all’Italia trecentomila posti di lavoro che si potrebbero creare nel Paese con una azione di contrasto a livello nazionale ed internazionale”.” All’estero i falsi fatturano quasi il doppio dei prodotti originali anche se le esportazioni agroalimentari italiane hanno chiuso il 2014 facendo registrare il record storico per un valore di 34,3 miliardi, con un aumento del 2,4 per cento rispetto all’anno precedente, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. Con questi risultati sul commercio estero l’agroalimentare si conferma una leva competitiva determinante per far uscire l’Italia dalla crisi” ha continuato Roberto Moncalvo nel sottolineare che “all’estero il vero nemico sono le imitazioni low cost dei cibi nazionali che non hanno alcun legame con il sistema produttivo del Paese. Due prodotti alimentari di tipo italiano su tre in vendita sul mercato internazionale - spiega Moncalvo - sono il risultato dell’agropirateria internazionale. In testa alla classifica dei prodotti piu’ taroccati secondo la Coldiretti ci sono i formaggi partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano che ad esempio negli Stati Uniti in quasi nove casi su dieci sono sostituiti dal Parmesan prodotto in Wisconsin o in California. Ma anche il Provolone, il Gorgonzola, il pecorino Romano, l’Asiago o la Fontina Poi ci sono i nostri salumi piu’ prestigiosi dal Parma al San Daniele che spesso vengono “clonati”, ma anche gli extravergine di oliva e le conserve come il pomodoro san Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti. La trattativa sull'accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, Tansatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip) – ha sostenuto Moncalvo - è un appuntamento determinante anche per tutelare le produzioni agro-alimentari italiane dalla contraffazione alimentare e del cosiddetto fenomeno dell’Italian sounding molto diffuso sul mercato statunitense. A questa realta` - ha concluso Moncalvo - se ne aggiunge una ancora piu` insidiosa: quale è quella dell’ italian sounding di matrice italiana, che importa materia prima (latte, carni, olio) dai paesi piu` svariati la trasforma e ne ricava prodotti che successivamente vende come italiani senza lasciare traccia attraverso un meccanismo di dumping che danneggia e incrina il vero Made in Italy’, perché non esiste ancora per tutti gli alimenti l‘obbligo di indicare la provenienza in etichetta. Le novità con cui i produttori italiani si preparano all’appuntamento internazionale dell’Expo saranno presentate in anteprima all’apertura di domenica 22 marzo dalle ore 9,30 al Vinitaly di Verona allo stand della Coldiretti Centro Servizi Arena - nel corridoio tra i padiglioni 6 e 7, dove sarà presentato la prima analisi completa sui numeri del vino made in Italy nel tempo della crisi. Dal piu’ antico vino del mondo a quello dell’Odissea, dal vino dei Celti ai Templari, fino ai Borboni, la riscoperta della storia sembra essere la principale leva di innovazione su cui puntano i produttori italiani per catturare i consumatori italiani e stranieri all’Expo, ma molti altri sono gli esempi di creatività in termini di confezioni, tecniche utilizzate e caratteristiche qualitative del vino alla quale Coldiretti ha voluto dedicare una speciale esposizione che conferma grande dinamicità nel settore come l’arrivo del vino poliglotta in 42 lingue del mondo: dallo swahili al persiano, dal tigrino al russo, fino al giapponese e all'arabo per farsi conoscere da tutti i visitatori dell’Esposizione Universale. La prima analisi con i numeri del vino Made in Italy nel 2014, sui mercati nazionale ed estero, con l’impatto economico ed occupazionale, sarà al centro dell’appuntamento alla presenza del presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo. Nel pomeriggio di domenica 22 marzo alle ore 15,00 nella Sala Vivaldi si terrà l’incontro "I territori viticoli italiani ad Expo - la semplificazione come strumento competitivo verso i mercati" con un focus sulle prospettive di crescita del mercato globale, le nuove direttrici di sviluppo strategico (territori, vitigni, sostenibilità, brand aziendali, e-commerce, ecc.) con la presenza tra gli altri del Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina. Le conclusioni di Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti.

lunedì 22 settembre 2014

CONTRAFFAZIONE, MIPAAF: NEI PRIMI 8 MESI DEL 2014 OLTRE 60MILA CONTROLLI E SEQUESTRI PER 32 MILIONI DI EURO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che giovedì 18 Settembre a Roma si è svolta la conferenza stampa di presentazione dei dati sui controlli nell’agroalimentare degli organismi collegati al Mipaaf. Da gennaio a settembre 2014, grazie alle operazioni effettuate dall’Ispettorato repressione frodi (Icqrf), dai Nuclei Antifrodi Carabinieri - Comando Carabinieri politiche agricole e alimentari (Nac), dal Corpo forestale dello Stato e dalle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera sono stati effettuati 60mila controlli, con oltre 32 milioni di euro di sequestri. Sono state inoltre emesse più di 6mila sanzioni e quasi mille persone sono state segnalate all’Autorità giudiziaria. “Oggi presentiamo una storia di successo del nostro Paese. Il sistema di controlli italiano è infatti una delle ragioni fondamentali della grandezza del Made in Italy, come dimostra il fatto che è studiato in Europa e nel mondo proprio per la sua eccellenza. Il nostro impegno – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - è quello di continuare a perfezionare ulteriormente questo sistema, seguendo un duplice binario: da un lato rafforzando e rendendo più efficienti i controlli, dall’altro snellendo e semplificando il rapporto con le imprese. Alcune importanti novità sono state già introdotte nella legge competitività con #campolibero. Abbiamo creato il registro unico dei controlli: un’operazione di grandissima portata per semplificare la vita delle aziende. Entro la fine del mese – ha annunciato Martina – trasmetteremo al Ministero dell’Interno la bozza di decreto attuativo per renderlo operativo. Ma vogliamo andare ancora oltre, in una prospettiva di rilancio sul tema della lotta alla contraffazione a livello europeo e internazionale, sia utilizzando il semestre italiano di Presidenza dell’Ue che un appuntamento come Expo 2015. Organizzeremo un Forum internazionale a Milano il prossimo marzo, dove riuniremo le strutture di controllo europee per un confronto e un potenziamento degli strumenti di contrasto alle frodi. Tra i principali obiettivi di questa iniziativa – ha concluso il Ministro – c’è pure il potenziamento della lotta agli illeciti sul web e anche qui l’Italia è capofila per la sua attività”. All’evento, oltre al Ministro Maurizio Martina, hanno preso parte anche il Vice Ministro Andrea Olivero, il Vice Capo del Corpo forestale dello Stato, Alessandra Stefani, il Comandante dei Carabinieri politiche agricole e alimentari Colonnello Gianluca Dell’Agnello, il Capo dell’Icqrf Stefano Vaccari, il Capitano di Vascello del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera Pietro Preziosi. “Con la presentazione di questi dati, assolviamo al compito di informare il cittadino-consumatore – ha dichiarato il Vice Ministro Andrea Olivero - che si deve sentire tutelato dall’efficacia dei controlli portati avanti da un sistema organizzato e composto da più organi che operano in modo coordinato e unitario. La tutela del consumatore ed il contrasto alla concorrenza sleale sono quindi strumenti basilari per continuare ad affermare la qualità del nostro sistema agroalimentare”.

martedì 9 settembre 2014

VINO, GDF-ICQRF: BLOCCATA FRODE A DANNO DI VINI TOSCANI DOCG PER 1 MILIONE DI EURO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che la Guardia di Finanza di Siena, con la collaborazione tecnica e operativa dell’Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF), ha condotto un’importante operazione che ha permesso di bloccare un traffico di ingente valore economico di falsi vini d’eccellenza, sostituiti con prodotti anonimi di modesta qualità. Sono stati sequestrati 165.467 litri di falsi vini a DOCG per almeno un milione di euro e 2.350 contrassegni di Stato, documenti di trasporto, fatture e altra documentazione contraffatta. La contraffazione veniva realizzata aggirando il sistema di tracciabilità posto a garanzia di tali produzioni. L’operazione è scattata a seguito della segnalazione da parte del Consorzio di Tutela del vino Brunello di Montalcino di movimentazioni di cantina fittizie, scoperte nel corso di una verifica dell’organismo di controllo Valoritalia srl, autorizzato alla certificazione del Brunello di Montalcino. Un ruolo determinante nella sventata truffa è stato ricoperto da un consulente tecnico che si appropriava di documenti e materiali attestanti la DOCG, riproducendoli in modo contraffatto per scortare partite di uve e di vini comuni, che poi rivendeva come vini di qualità. Inoltre, per completare la copertura fittizia del prodotto falsificato e renderne difficile l’individuazione da parte degli organi di controllo, provvedeva anche all’inserimento di dati falsi nella banca telematica A.R.T.E.A. della Regione Toscana. Il tecnico è stato imputato dei reati di frode in commercio, accesso abusivo a un sistema informatico, appropriazione indebita continuata e aggravata e falsi. Ulteriori indagini sono ancora in corso per accertare la responsabilità di altri soggetti, operanti con diverse funzioni lungo la filiera di tali vini a DOCG. “Abbiamo i mezzi giusti per difendere i nostri prodotti d’eccellenza – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – e l’operazione di oggi della Guardia di Finanza in collaborazione con il nostro Ispettorato repressione frodi ne è la conferma. L’azione di contrasto messa in campo testimonia che i livelli di presidio della qualità ci sono e funzionano. Proprio la sinergia operativa tra gli organismi di controllo e gli enti preposti alla certificazione, infatti, ha consentito di impedire che la frode colpisse ancora i consumatori e di porre fine a un’odiosa concorrenza sleale nei confronti dei produttori onesti. Chi vuole operare fuori dalle regole va messo fuori gioco e per questo ritengo importante l’esempio dato dal Consorzio del Brunello nel denunciare movimenti sospetti”.

giovedì 21 agosto 2014

MIPAAF, VINO: NAC SCOPRONO ‘WINE KIT’ CONTRAFFATTI PER MERCATO INTERNAZIONALE. FRODE DA 28 MILIONI DI EURO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Nucleo Antifrodi Carabinieri di Parma, in collaborazione con i Reparti dell’Arma dei Carabinieri territorialmente competenti, con l’Area Antifrode della Direzione Interregionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e del servizio Antifrode dell’Ufficio delle Dogane di Reggio Emilia ha scoperto un’associazione per delinquere transnazionale, dedita alla produzione e commercializzazione in ambito internazionale di ‘Wine Kit’ recanti sulle etichette i riferimenti ad almeno 24 vini italiani Dop e Igp risultati contraffatti (tra i quali Amarone, Barolo, Valpolicella ecc.), diversi per origine e provenienza. In particolare, sulle etichette veniva indicato “vino italiano” e sulle confezioni venivano utilizzati anche il tricolore e l’immagine del Colosseo. Il valore complessivo finora accertato della frode è di oltre 28 milioni di euro. Dagli accertamenti è emerso che sono due le società coinvolte, una italiana e l’altra estera, quest’ultima controllata e costituita per commercializzare i ‘Wine Kit’ in tutto il mondo, evitando le normative comunitarie e nazionali. Sono state effettuate, infine, perquisizioni e sequestri di mosti destinati all’estero e di diversi documenti che hanno consentito di accertare la gestione diretta dall’Italia di tutti gli aspetti manageriali.

venerdì 25 luglio 2014

AGRINSIEME, OLIO D’OLIVA: «CONTRASTARE LE TRIANGOLAZIONI DI PRODOTTO SPAGNOLO, “ITALIANIZZATO” ED ESPORTATO. DANNI ENORMI PER IL SETTORE OLIVICOLO E LA FILIERA»

Fonte: Agrinsieme

L’operazione della Guardia di Finanza, che ha scoperto una maxi truffa in Puglia e Calabria di olio spagnolo importato e fatto diventare, grazie a false fatture, “olio 100% italiano biologico”, dimostra che i sospetti che ha Agrinsieme sono fondati. Fa riflettere – osserva Agrinsieme analizzando i dati Ismea - il fatto che nel primo quadrimestre dell’anno sono quadruplicate le importazioni di olio proveniente dalla Spagna che sono passate in poco tempo da 46 mila a 200 mila tonnellate. «Si è registrato contestualmente - prosegue il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative agroalimentari - anche un notevole incremento di export di olio extravergine italiano (+15% per la categoria extravergine), sicuramente dovuto all’ottimo lavoro che stanno svolgendo i nostri produttori e la filiera; però resta il timore che possano esserci triangolazioni fraudolente, di olio spagnolo importato, “italianizzato” e quindi esportato a prezzi competitivi». L’invito di Agrinsieme alla forze dell’ordine «è di vigilare incessantemente sul prodotto in ingresso e di proseguire con determinazione nella lotta alla contraffazione che - oltre a penalizzare olivicoltori, filiera olearia e consumatori - crea danni enormi per l’immagine del made in Italy nel mondo, rischiando di compromettere mercati promettenti che si stanno conquistando con grande impegno, puntando sulla valorizzazione della qualità del prodotto nazionale».

giovedì 29 maggio 2014

VINO, MARTINA: BENE OPERAZIONE ANTI CONTRAFFAZIONE. GIOCO DI SQUADRA FONDAMENTALE PER TUTELA MADE IN ITALY

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Il gioco di squadra nella lotta alla contraffazione si rivela ancora una volta la strategia vincente per tutelare le eccellenze del nostro patrimonio agroalimentare, di cui il vino è uno dei principali simboli. L’Italia è prima in Europa per i controlli nel settore, solo nel 2013 ne sono stati effettuati quasi 130mila. Dobbiamo continuare a lavorare su questa strada con la massima attenzione per difendere le nostre produzioni da tutti gli illeciti che danneggiano il Made in Italy”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha commentato i primi risultati dell’operazione dei Carabinieri con il contributo dei Nas e dell’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi (ICQRF) che ha condotto le analisi chimiche sul vino e ha partecipato direttamente alle operazioni di sequestro. Le attività, ancora in corso, riguardano in particolare Toscana, Umbria, Liguria e Lazio e hanno portato già al sequestro di oltre 30.000 bottiglie di vino etichettato come Brunello di Montalcino, Chianti e altri docg, ma falso e di scarsa qualità.

giovedì 22 maggio 2014

MADE IN ITALY, MARTINA: IN “CAMPOLIBERO” PACCHETTO DI MISURE A TUTELA DELLA QUALITA’ AGROALIMENTARE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Il prodotto agroalimentare italiano di qualità rappresenta la carta d’identità del nostro Paese e va assolutamente tutelato. Dobbiamo difendere l’immagine dell’Italia, soprattutto sui mercati internazionali, preservando i nostri produttori e le scelte dei consumatori. Per questo stiamo lavorando a un pacchetto di misure per migliorare le azioni di contrasto alla contraffazione e alla pirateria agroalimentare e le inseriremo all’interno del provvedimento ‘Campolibero’. Si tratta di una battaglia fondamentale per garantire il vero ‘Made in Italy’ sulle tavole dei consumatori di tutto il Mondo. Sul fronte internazionale, inoltre, ribadiamo il massimo impegno per consolidare, in ogni trattativa commerciale dell'Europa verso altri paesi, il divieto di evocazione dei colori, dei riferimenti e dei nomi italiani da parte di altri soggetti”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, commentando le misure che verranno inserite all’interno di “Campolibero” e che prevedono, tra l'altro, un inasprimento delle sanzioni per chi commette il reato di contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari. Con le nuove norme viene introdotta, in caso di tale reato, la pena accessoria che stabilisce l'interdizione da cinque a dieci anni dall’esercizio dell’attività professionale, nonché l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per lo stesso periodo. Viene prevista, inoltre, la pubblicazione della sentenza anche per i reati di contraffazione agroalimentare. Infine, tra i reati perseguibili dalla Procura distrettuale antimafia, viene introdotto quello relativo alla contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari.

martedì 12 novembre 2013

COLDIRETTI: DUE PRODOTTI SU TRE CONTRAFFATTI ARRIVANO DALLA CINA

Fonte: Coldiretti Ferrara

E' ancora la Cina la patria della contraffazione commerciale; sono taroccati orologi, borse, vestiti profumi e cosmetici, sigarette. Ma aumentano anche le contraffazioni nel settore alimentare, su carni, farine, pasta, latte, formaggi, vino e alcolici. Non solo un problema di proprietà intellettuale ma anche di salute.

Quasi due prodotti contraffatti su tre (65 per cento) in arrivo nel mercato europeo provengono dalla Cina che si conferma essere la centrale mondiale della falsificazione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base della relazione annuale della Commissione europea sulle azioni delle dogane per il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) nel 2012. Le dogane dell'Unione Europea – sottolinea la Coldiretti - hanno sequestrato quasi 40 milioni di prodotti per un valore delle merci intercettate vicino al miliardo di euro. I prodotti maggiormente contraffatti in termini di valoresono - precisa la Coldiretti - gli orologi (20 per cento), borse e portafogli (15 per cento), vestiti (12 per cento), profumi e cosmetici (7 per cento) esigarette (6 per cento). Con la crisi in Italia – continua la Coldiretti - sono in crescita le contraffazioni alimentari con un aumento del 170 per cento del valore dei cibi e bevande sequestrate dai carabinieri dei Nas nei primi nove mesi del 2013 rispetto al 2007. Nei primi nove mesi del 2013 sono stati requisiti beni e prodotti per un valore di 335,5 milioni di euro soprattutto con riferimento a prodotti base dell’alimentazione come la carne (24 per cento), farine pane e pasta (16 per cento), latte e derivati (9 per cento),vino ed alcolici (8 per cento), ma anche in misura rilevante alla ristorazione (20 per cento) dove per risparmiare si diffonde purtroppo l’utilizzo di ingredienti low cost, secondo le elaborazioni Coldiretti sui dati dei carabinieri dei Nas. Nel caso degli alimentari il reato di contraffazione è piu’ grave perché si possono avere anche pericolosi effetti sulla salute e, spesso a differenza degli altri prodotti, la vendita di prodotti taroccati - sottolinea la Coldiretti - avviene all’insaputa dell’acquirente. Ad esserne vittima quest’anno è stato quasi un italiano su cinque (18 per cento) secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. Le difficoltà economiche hanno costretto molti italiani a tagliare la spesa alimentare e a preferire l’acquisto di alimenti piu’ economici venduti spesso a prezzi troppo bassi per essere sinceri, che rischiano di avere un impatto sulla salute. Dietro questi prodotti spesso si nascondono, anche, ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi ma - conclude la Coldiretti - possono a volte mascherare anche vere e proprie illegalità, come è confermato dall’escalation dei sequestri.

CONTRAFFAZIONE, DE GIROLAMO: I NAC PRESIDIO CONTRO LE ILLEGALITA’

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali


“Le operazioni dei Nac-Nucleo Antifrodi Carabinieri hanno permesso di individuare alcuni nuovi circuiti di commercializzazione relative a produzioni contraffatte che venivano spacciate per produzioni a marchio di qualità Dop, Igp e Stg. L’attività, inoltre, si è concentrata anche sull’e-commerce, al fine di proseguire gli accertamenti sulla diffusione in internet della vasta gamma di “cheese-kit” prodotti e commercializzati in Nuova Zelanda e Australia che evocano produzioni Made in Italy. Infine, sono stati effettuati controlli nel trasferimento di risorse europee che hanno fatto accertare frodi nel comparto agroalimentare per oltre 2,5 milioni di euro. La contraffazione dell’agroalimentare italiano non è più tollerabile, per questo dobbiamo usare ogni strumento a nostra disposizione per contrastarla e sconfiggerla. Tutti hanno il diritto di sapere quello che comprano e quello che mangiano”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, commentando i risultati diffusi dai Nac-Nucleo Antifrodi Carabinieri, sulle operazioni condotte nel mese di Ottobre. Nelle province di Verona, Vicenza, Trento e Brescia, i Nac di Parma hanno individuato alcuni circuiti di commercializzazione di falso “Parmigiano Reggiano”, “Grana Padano” Dop, e di paste lavorate con ripieni evocanti indebitamente noti marchi di qualità Dop/Igp/Stg, destinate anche all’esportazione. Complessivamente sono state sequestrate oltre 5 tonnellate di prodotti e 350.000 etichette/packaging irregolari. Nel Sud Italia, nel corso dei controlli in alcuni centri agroalimentari sono state sequestrate oltre 3 tonnellate di prodotti ortofrutticoli risultati privi della documentazione di tracciabilità. Nella fase di monitoraggio dell’e-commerce, i Nuclei Antifrodi Carabinieri hanno interessato i canali di cooperazione internazionale di Interpol e dell’Agenzia delle Dogane segnalando che il fenomeno non rappresenta una semplice evocazione dell’italian sounding, ma una vera e propria condotta fraudolenta a danno dei consumatori stranieri che pensano di poter acquistare un prodotto realmente corrispondente alla genuinità del prodotto tipico italiano. Nel corso delle attività svolte nel 2013 sono state sequestrate oltre 1.800 tonnellate di prodotti agroalimentari e 2,5 milioni il numero delle etichette/packaging irregolari. Inoltre sono stati deferiti all’autorità Giudiziaria oltre 2.000 autori di reato e accertati illeciti finanziamenti Ue per oltre 13 milioni di euro.

mercoledì 6 febbraio 2013

COLDIRETTI: DA LOTTA AL FALSO 300MILA POSTI DI LAVORO. AL VIA CAMPAGNA CONTRO OLIO EXTRAVERGINE TAROCCATO

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Dalla lotta alla contraffazione si possono recuperare reddito per gli agricoltori e posti di lavoro. Partita operazione trasparenza in tutta Italia per controllare campioni di olio in vendita al pubblico e valutarne l’effettiva origine italiana e la composizione chimica ed organolettica. 

 “Il falso Made in Italy alimentare costa all’Italia trecentomila posti di lavoro che si potrebbero creare nel Paese con una seria azione di contrasto a livello nazionale ed internazionale”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, nell’intervenire al convegno ‘Alimentare Made in Italy e tutela della salute: binomio inscindibile per l’Italia di domani’ organizzato da Uil-Fpl e da Uila-Uil. “Con il fatturato del falso Made in Italy che solo nell’agroalimentare ha superato i 60 miliardi di euro, la lotta alla contraffazione e alla pirateria rappresentano per le Istituzioni un’area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese e generare occupazione”, ha ricordato Marini nel sottolineare che alla perdita di opportunità economiche ed occupazionali si sommano i rischi per la salute. Per questo nel documento “L’Italia che vogliamo”, che sottoporremo ai leader dei diversi schieramenti in vista delle elezioni politiche, chiediamo - ha continuato Marini - anche di adottare un Testo Unico sulla contraffazione epirateria agroalimentare al fine di estendere le misure già applicate a livello nazionale a tutela della distintività della produzione agroalimentare come per gli oli di oliva vergini perché ciò rappresenta uno spartiacque nelle politiche italiane a difesa del vero Made in Italy. Con la pubblicazione della legge salva olio la Coldiretti - ha ricordato Marini - ha avviato l’operazione trasparenza sul prodotto piu’ rappresentativo della dieta mediterranea con veri e propri blitz nei punti vendita, a tutela di produttori e consumatori. L’obiettivo - ha concluso Marini - è quello di raccogliere campioni di bottiglie di olio di diverse fasce di prezzo da analizzare in laboratori pubblici dal punto di vista chimico ed organolettico per verificare la corrispondenza tra quanto dichiarato in etichetta e il reale contenuto. Le anomalie saranno denunciate alle autorità di controllo che grazie all’entrata in vigore delle nuove norme potranno intervenire con ispezioni e analisi documentali nelle aziende coinvolte.

martedì 11 dicembre 2012

PRODOTTI DOP E IGP, AL VIA IL BANDO PER LA PROMOZIONE. A DISPOSIZIONE 1 MILIONE E 800 MILA EURO. LE DOMANDE ENTRO IL 28 FEBBRAIO. RABBONI: CONQUISTARE NUOVI MERCATI E COMBATTERE LE CONTRAFFAZIONI

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Dalla piaga delle contraffazioni ci si difende anche comunicando meglio qualità e caratteristiche dei prodotti. Per questo la Regione ha stanziato 1 milione e 800 mila euro per sostenere la promozione dei prodotti tipici e biologici dell’Emilia-Romagna: un paniere ricco di decine di eccellenze enogastronomiche che rappresentano anche una voce importante dell’economia regionale: Parmigiano reggiano, Mortadella di Bologna, Olio di Brisighella, Aceto balsamico di Modena, Pignoletto dei Colli bolognesi, Lambruschi di Modena e Reggio Emilia per citare solo alcuni dei 36 prodotti Dop e Igp e dei 20 vini a denominazione territoriale regionale. Il finanziamento arriva dal Programma regionale di sviluppo rurale (PSR) 2007-2013 e verrà erogato attraverso un bando che scadrà il 28 febbraio 2013. I progetti proposti dovranno avere una dimensione minima di 50 mila euro ed una massima di 150 mila euro e potranno essere presentati dalle organizzazioni di produttori, in qualsiasi forma giuridica, e dai Consorzi di tutela. L'entità dell'aiuto è pari al 70 per cento della spesa ammissibile e sarà a fondo perduto. Saranno finanziate iniziative quali le informazioni ai consumatori ed agli operatori economici sulla sicurezza igienico-sanitaria, le caratteristiche chimiche, fisiche, organolettiche e nutrizionali dei prodotti di qualità; le attività di promozione pubblicitaria, da realizzare anche nei punti vendita e nella grande distribuzione; la partecipazione a manifestazioni, fiere, esposizioni ed eventi di importanza nazionale ed europea. "I consumi alimentari sono in calo per le note difficoltà economiche che colpiscono le famiglie italiane. Tuttavia - ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - in molti paesi del mondo ed anche in Italia è presente una crescente domanda di prodotti alimentari affidabili, identitari e di qualità che occorre intercettare. La conferma è nella forte crescita di consumi di biologico e nel buon andamento dell’export del made in Italy agroalimentare. Per questo continuiamo a dedicare risorse dello Sviluppo rurale alla promozione delle produzioni di qualità, un modo concreto per aiutare i produttori a conquistare nuovi mercati ed acquirenti e di informare i consumatori sui rigorosi disciplinari di produzione che ripropongono antiche lavorazioni rispettose della natura e della biodiversità agricola di territori unici.” Il bando riguarda tutti i prodotti ottenuti con il metodo dell’agricoltura biologica, i prodotti Dop e Igp, i vini Docg e Doc, e le produzioni a marchio “Qualità Controllata”.
Per informazioni: http://www.ermesagricoltura.it/Programmazione-Regionale-dello-Sviluppo-Rurale/Programma-di-Sviluppo-rurale-2007-2013/Asse-1/Misura-133-Sostegno-alle-associazioni-di-produttori-per-attivita-di-informazione-e-promozione

giovedì 22 novembre 2012

CONTRAFFAZIONE, CATANIA: CONTRASTO È PARTE FONDAMENTALE DELLA LOTTA ALL’ILLEGALITÀ

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Oggi c’è una maggiore consapevolezza del fenomeno della contraffazione e dell’importanza di contrastarlo. Negli ultimi cinquant’anni c’è stata una progressiva presa di coscienza da parte dei cittadini, delle associazioni e delle stesse istituzioni che hanno compreso l’entità di questo fenomeno e dei danni che crea al sistema produttivo italiano, in particolare a quello che più si basa sulla qualità e sul rapporto con il territorio, come l’agroalimentare. Proprio per il nostro livello di eccellenza, siamo oggetto di contraffazioni di tutti i tipi e su tutti i mercati”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania nel suo intervento in occasione della sesta edizione del premio ‘Vincenzo Dona, voce dei consumatori’, organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori questa mattina a Roma. “La consapevolezza maturata in questi anni è stata alimentata - ha ricordato il Ministro - da figure come Vincenzo Dona, fondatore dell’Unione e apripista per il movimento consumerista del nostro Paese, che ha dato risonanza a battaglie fondamentali per la difesa dei consumatori. A questo proposito, va ricordato anche il prezioso lavoro che gli organismi di controllo e tutti i soggetti preposti svolgono ogni giorno in difesa dei cittadini e degli imprenditori onesti”. “Ma accanto ad elementi senza dubbio positivi, ci sono criticità sulle quali è necessario riflettere. La globalizzazione – ha spiegato Catania - ha amplificato in questi ultimi anni il fenomeno della contraffazione, rendendolo ancora più complesso, frastagliato e difficile da reprimere. Ecco perché, se sul piano nazionale occorre intensificare le attività di repressione, sul piano internazionale occorre rafforzare tutti i sistemi giuridici che tutelano l’origine e quindi l’identità del prodotto”. “Inoltre, gli stessi consumatori – come ha affermato il Ministro - hanno a volte atteggiamenti ambivalenti. Vale a dire che, di fronte a contraffazioni palesi che consentono di acquistare un prodotto a basso costo, i consumatori benché consapevoli di comprare un ‘tarocco’, sono disposti a farlo, convinti di averne un ritorno economico. È necessario invece che ci sia un atteggiamento diverso, che si capisca fino in fondo che questi comportamenti producono effetti deleteri a diversi livelli, danneggiando chi lavora onestamente e, in ultima analisi, anche gli stessi cittadini-consumatori”. “La lotta contro l’illegalità è una delle principali sfide che il nostro Paese deve affrontare – ha concluso Catania – perché il livello di illegalità con cui facciamo i conti è intollerabile e incompatibile con il futuro stesso dell’Italia. Molto è stato fatto dall’attuale Governo, che si è impegnato con decisione in questa battaglia. Mi auguro che anche nella prossima legislatura si metta al centro dell’agenda politica la lotta contro l’illegalità”.

lunedì 5 novembre 2012

ALIMENTAZIONE, CONFAGRICOLTURA: CONTRAFFAZIONE VA COMBATTUTA A 360° ANCHE CON L’EDUCAZIONE DEI CONSUMATORI

Fonte: Confagricoltura

“Il problema della contraffazione è particolarmente sentito dalle aziende agricole. La nuova normativa europea sull’etichettatura e il nuovo regolamento sulle produzioni di qualità, che entreranno pienamente in vigore il prossimo anno, prevedono norme severe per combattere l’italian sounding ed istituiscono un’Agenzia europea per la difesa dei prodotti di qualità.” Lo evidenza Confagricoltura, commentando i dati del rapporto “Italia a Tavola”, diffuso oggi. “L’Europa, dunque – rimarca l’Organizzazione agricola – si muove nella direzione delle istanze da noi sempre portate avanti in tutte le sedi, nazionali e internazionali, e che vanno ben oltre la semplice richiesta di origine dei prodotti, facilmente falsificabile”. “La battaglia contro la contraffazione va combattuta a 360 gradi – continua Confagricoltura - dai controlli sulle importazioni, agli aspetti normativi, sino alla garanzia di una sempre maggiore informazione dei consumatori, non solo in termini di indicazioni in etichetta, ma anche di campagne di sensibilizzazione”. L’indagine su “La percezione della contraffazione tra i consumatori”, commissionata dalla direzione generale per la lotta alla contraffazione e realizzata in collaborazione con alcune associazioni dei consumatori, presentata lo scorso giugno, evidenzia che c’è molto da fare anche per l’educazione dei consumatori. “Per tale motivo – conclude Confagricoltura - soprattutto nel settore agroalimentare, occorre potenziare l’azione informativa sui rischi per la salute dei prodotti contraffatti e sui danni che vengono causati all’economia agroalimentare italiana”.