giovedì 29 maggio 2014
VINO, MARTINA: BENE OPERAZIONE ANTI CONTRAFFAZIONE. GIOCO DI SQUADRA FONDAMENTALE PER TUTELA MADE IN ITALY
“Il gioco di squadra nella lotta alla contraffazione si rivela ancora una volta la strategia vincente per tutelare le eccellenze del nostro patrimonio agroalimentare, di cui il vino è uno dei principali simboli. L’Italia è prima in Europa per i controlli nel settore, solo nel 2013 ne sono stati effettuati quasi 130mila. Dobbiamo continuare a lavorare su questa strada con la massima attenzione per difendere le nostre produzioni da tutti gli illeciti che danneggiano il Made in Italy”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha commentato i primi risultati dell’operazione dei Carabinieri con il contributo dei Nas e dell’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi (ICQRF) che ha condotto le analisi chimiche sul vino e ha partecipato direttamente alle operazioni di sequestro. Le attività, ancora in corso, riguardano in particolare Toscana, Umbria, Liguria e Lazio e hanno portato già al sequestro di oltre 30.000 bottiglie di vino etichettato come Brunello di Montalcino, Chianti e altri docg, ma falso e di scarsa qualità.
lunedì 11 giugno 2012
FALSO OLIO EXTRAVERGINE, CONFAGRICOLTURA:”TRUFFE E SOFISTICAZIONI COLPISCONO A TRADIMENTO UN SETTORE GIA’ DURAMENTE PROVATO DALLA CRISI”
Proprio quando l’Italia dell’olio è alle prese con una grave crisi ed i prezzi sono crollati a livello di 10 anni fa arrivano anche le truffe! La notizia delle 5 tonnellate di olio extra vergine sofisticato che i Nas hanno fortunatamente sequestrato prima che fosse messo in commercio, non fa che aggravare la già difficile situazione di un settore riconosciuto come uno dei più importanti del made in Italy dal punto di vista nutrizionale e salutistico. Questo il commento di Confagricoltura alla notizia dell’operazione portata a termine dai Carabinieri del nucleo anti sofisticazioni di Firenze “Il crollo dei prezzi dell’olio è in parte causato dalla picchiata dei consumo domestici causato dalla crisi economica – prosegue l’organizzazione degli imprenditori - . E questa situazione incide profondamente sull’olivicoltura, particolarmente diffusa nelle aree critiche del sud Italia e sulle migliaia di aziende agricole produttrici che occupano oltre 100.000 addetti “. “Occorrono scelte decise e incisive. Nonostante l’immagine di cui gode il prodotto ‘made in Italy’ per la sua alta qualità, la produzione della Penisola scivola sugli alti costi e non riesce a raccogliere la sfida della competitività – insiste Confagricoltura -. La consolidata cultura dell’olio di oliva, le campagne promozionali che diffondono il prodotto anche nelle aree non tradizionalmente consumatrici, con una crescita media dell’1% all’anno, non compensano l’aumento dell’offerta e apportano poco beneficio”. Questo quadro generale di forte sofferenza richiede la massima attenzione di tutte le forze che difendono il consumatore e gli interessi del comparto da azioni criminose. Confagricoltura, nell’elogiare l’operato dei carabinieri dei Nas, sottolinea la necessità di usare il massimo rigore nella repressione di tutti i fenomeni di sofisticazione e truffa che provocano enormi danni d’immagine ed economici ai veri produttori di olio extravergine.
lunedì 2 aprile 2012
COLDIRETTI: FARE CHIAREZZA SU SEQUESTRO 90 MILA PROSCIUTTI ESTERI SENZA RINTRACCIABILITA’
FONTE: COLDIRETTI
Ancora una volta prodotti tipici italiani messi a rischio dall’utilizzo di prodotti esteri di dubbia provenienza e qualità. Ancora in ritardo le necessarie norme per una completa rintracciabilità e trasparenza nel settore, in particolare dei trasformati. Tre prosciutti su quattro in Italia in realtà vengono dall’estero.
Con tre prosciutti su quattro venduti in Italia che sono in realtà ottenuti da maiali allevati all’estero, l’operazione dei Nas è importante per gli allevatori italiani, ed emiliano romagnoli in particolare, e per i consumatori che sono troppo spesso costretti a subire l’inganno del falso made in Italy. E’ quanto afferma la Coldiretti Emilia Romagna nell’esprimere apprezzamento per l’operazione dei carabinieri del Nas di Parma che ha portato al sequestro in un prosciuttificio di Modena di oltre 90 mila prosciutti crudi, per un valore di 2,5 milioni di euro, di provenienza estera, ma privi della bollatura sanitaria prevista dalla normativa comunitaria che ne avrebbe consentito la rintracciabilità.
Si tratta di una operazione che - sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – conferma la necessità di recuperare il ritardo accumulato nell’applicazione della legge nazionale sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti i prodotti alimentari, approvata all’unanimità dal Parlamento da oltre un anno. In Italia – prosegue Coldiretti – si sono prodotte nel 2011 solo 24,5 milioni di cosce, mentre ne sono state importate 67 milioni di cosce di maiale destinate, con la trasformazione e la stagionatura, a diventare prosciutti “made in Italy” (tra crudi e cotti) perché non è obbligatorio indicare la provenienza della carne di maiale in etichetta, a differenza per quello che avviene per quella bovina dopo l’emergenza Bse. In Italia – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – ci sono oltre 5.000 allevamenti suinicoli che allevano 9,3 milioni di capi. Mille sono gli allevamenti in Emilia Romagna che allevano 1,6 milioni di maiali, il 10% in meno di dieci anni fa .
Fatta eccezione per i prosciutti a denominazione di origine protetta che garantiscono l’origine italiana (Parma, San Daniele, Toscano, Modena, Carpegna e Berico Euganeo), sul mercato – precisa Coldiretti – è facile acquistare prosciutti contrassegnati dal tricolore, con nomi accattivanti come prosciutto nostrano o di montagna che in realtà non hanno nulla a che fare con la realtà produttiva nazionale.
Un inganno nei confronti dei consumatori e danni per i produttori che subiscono una concorrenza sleale perché – spiega Coldiretti – mentre negli allevamenti italiani i maiali sono alimentati con prodotti di qualità sulla base di rigorosi disciplinari di produzione “Dop”, all’estero si usano spesso sottoprodotti se non addirittura sostanze illegali come è accaduto nel recente scandalo dei mangimi alla diossina prodotti in Germania e utilizzati negli allevamenti di polli e maiali. La mancanza di trasparenza favorisce inganni e frodi: una situazione che deve essere superata con l’applicazione della legge per l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta. Con la crisi e la necessità di risparmiare anche sul cibo, le frodi a tavola sono diventate quelle più temute dagli italiani, con sei cittadini su dieci che le considerano più gravi di quelle fiscali e degli scandali finanziari, secondo i risultati di sondaggio Coldiretti-Swg. Al secondo posto (40 per cento) vengono quelle fiscali, mentre le truffe finanziarie – conclude la Coldiretti - sono lo spauracchio del 26 per cento degli italiani, seguite a stretta distanza da quelle commerciali, come la contraffazione dei marchi (25 per cento).
mercoledì 7 dicembre 2011
BRUNI (COGECA): "MAGGIORI CONTROLLI SU PRODOTTI BIOLOGICI PER PRESERVARE SETTORE IN CRESCITA"
6 dicembre 2011: "Il maxi sequestro di falsi prodotti biologici effettuato questa mattina in varie regioni italiane, conferma la necessità di intensificare i controlli lungo tale filiera per difendere dalle speculazioni un settore in graduale ma costante crescita" lo ha dichiarato Paolo Bruni, presidente di Cogeca, commentando l'operazione "Gatto con gli stivali" condotta oggi dalla Guardia di Finanza.
"Il comparto del bio - ha aggiunto Bruni - ha mostrato la capacità in questi anni di conquistare un numero sempre maggiore di consumatori sul mercato nazionale ed europeo ed e' pertanto sempre più spesso oggetto di attenzione da parte di operatori spregiudicati i cui comportamenti criminali rischiano di vanificare lo sforzo delle numerose aziende agricole e cooperative che hanno effettuato importanti investimenti per valorizzare tali produzioni: è pertanto indispensabile proseguire sulla strada dei controlli capillari, in particolare sull'import di materie prime" ha concluso Bruni.