Fonte: Coprobi
Bologna, 19 aprile 2012 – La Provincia di Modena ha autorizzato la costruzione di un impianto a biogas della potenza elettrica di 0,999 MWh nell’area dell’ex zuccherificio di Finale Emilia; si conclude così il procedimento amministrativo intrapreso da COPROB il 18 agosto 2011.
I lavori, che prevedono un investimento di circa 5 milioni di euro, sono stati prontamente avviati al fine di poter immettere in rete l’energia elettrica prodotta entro il 31 dicembre 2012. L’impianto verrà realizzato all’interno dell’area dell’ex zuccherificio, costituendo la prima fase del complessivo piano di riconversione industriale avviato dal Gruppo COPROB, su una superficie di circa 4 ettari.
L’impianto a biogas di Finale Emilia rientra nel più ampio progetto di COPROB di valorizzare i sottoprodotti della lavorazione delle barbabietole da zucchero locali – le cosiddette polpe surpressate – attraverso il loro utilizzo massivo negli impianti di biogas di dimensioni contenute (non superiori ad 1 MWh); progetto che prevede la costruzione, nei siti industriali del Gruppo, di almeno 3 impianti. L’impianto a biogas di Finale Emilia sarà infatti costantemente alimentato, a livello annuale, con 20.000 tonnellate di polpe e, residualmente, con 3.000 tonnellate di mais; le polpe, prodotte presso lo zuccherificio di Minerbio (BO) durante la campagna saccarifera, saranno trasportate a Finale Emilia con gli stessi mezzi adibiti al trasporto delle barbabietole, sfruttando la loro disponibilità di carico dopo la consegna allo zuccherificio delle radici provenienti dalla provincia di Modena. In questo modo sarà fortemente ridotto l’impatto ambientale nella zona, con un incremento contenuto di mezzi di trasporto. Il mais sarà invece prodotto dalle aziende agricole locali socie di COPROB, più vicine quindi all’impianto a biogas; alle medesime saranno poi forniti i residui organici, post produzione del biogas, che costituiscono un valido ammendante per i terreni agricoli. In questo modo si costituirà un circolo produttivo virtuoso, contenendo l’uso dei terreni agricoli destinati a colture dedicate all’energia e sfruttando sottoprodotti della coltivazione delle barbabietole locali.
“Il progetto consentirà a COPROB di valorizzare i sottoprodotti della lavorazione delle bietole per produrre energia elettrica in modo ecologico e contribuendo a ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile come il petrolio. – ricorda Piero Cavrini, vice presidente COPROB – La valorizzazione dei sottoprodotti delle barbabietole garantisce margini economici che, grazie alla Cooperativa, possono sostenere ulteriormente la bieticoltura dei nostri territori e la produzione di zucchero italiano: un valore per gli agricoltori, per le industrie alimentari italiane e per i consumatori”.
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venerdì 20 aprile 2012
lunedì 11 luglio 2011
EX ZUCCHERIFICIO DI OSTELLATO, FIRMATO L'ACCORDO PER LA RICONVERSIONE.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa
Bologna - Realizzazione di quattro impianti di piccole dimensioni per la produzione di energia elettrica da biogas e mantenimento dell’ attività di stoccaggio dei sottoprodotti legati al ciclo della produzione dello zucchero. E’ quanto prevede l’accordo firmato oggi a Bologna presso la sede della Regione Emilia-Romagna per la riconversione dello zuccherificio di Ostellato nel ferrarese. L’intesa, che è stata sottoscritta, oltre che dalla Regione, dalla Provincia di Ferrara, dal Comune di Ostellato, dalla Co.Pro.B, il gruppo proprietario dell’ex zuccherificio, e dalle organizzazioni sindacali garantisce il mantenimento del livello di occupazione attuale e mette in campo un progetto per la produzione di energia da fonti rinnovabili che potrà utilizzare i sottoprodotti della coltivazione della barbabietola. E’ proprio questo, secondo l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni “uno dei punti qualificanti dell’intesa, insieme al fatto che si giunga finalmente a dare uno sbocco professionale a quella parte dei lavoratori ancora privi di occupazione”. Dopo la chiusura di Ostellato infatti nel 2005 una parte dei lavoratori erano già stati impiegati nello stabilimento di Minerbio della stessa proprietà.
L’accordo individua un percorso che fissa al 31 dicembre 2012 la piena operatività degli impianti e che prevede un investimento complessivo da parte della Co.Pro.B di 20 milioni di euro. La Regione Emilia-Romagna si impegna a realizzare un monitoraggio sul fronte della tempistica, della corretta informazione della popolazione, della piena sostenibilità ambientale e sociale dell’intervento.
Cosa prevede l’accordo
I 4 impianti per la produzione di energia elettrica da biogas che sorgeranno nel’area dell’ex zuccherificio avranno una potenza inferiore a 1 MW ciascuno. Entro il novembre 2011 è previsto il rilascio dell’autorizzazione unica e l’immediato avvio dei lavori che dovranno terminare entro la fine del 2012. La Co.Pro.B si impegna ad organizzare corsi di formazione per il futuro personale e a realizzare un percorso didattico rivolto alle scuole d’intesa con il Comune di Ostellato sui temi delle energie rinnovabili. L’accordo prevede anche che nel sito di Ostellato rimanga l’attività di stoccaggio dei sughi e melasso (ovvero i sottoprodotti del ciclo dello zucchero) a supporto delle attività del gruppo.
Bologna - Realizzazione di quattro impianti di piccole dimensioni per la produzione di energia elettrica da biogas e mantenimento dell’ attività di stoccaggio dei sottoprodotti legati al ciclo della produzione dello zucchero. E’ quanto prevede l’accordo firmato oggi a Bologna presso la sede della Regione Emilia-Romagna per la riconversione dello zuccherificio di Ostellato nel ferrarese. L’intesa, che è stata sottoscritta, oltre che dalla Regione, dalla Provincia di Ferrara, dal Comune di Ostellato, dalla Co.Pro.B, il gruppo proprietario dell’ex zuccherificio, e dalle organizzazioni sindacali garantisce il mantenimento del livello di occupazione attuale e mette in campo un progetto per la produzione di energia da fonti rinnovabili che potrà utilizzare i sottoprodotti della coltivazione della barbabietola. E’ proprio questo, secondo l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni “uno dei punti qualificanti dell’intesa, insieme al fatto che si giunga finalmente a dare uno sbocco professionale a quella parte dei lavoratori ancora privi di occupazione”. Dopo la chiusura di Ostellato infatti nel 2005 una parte dei lavoratori erano già stati impiegati nello stabilimento di Minerbio della stessa proprietà.
L’accordo individua un percorso che fissa al 31 dicembre 2012 la piena operatività degli impianti e che prevede un investimento complessivo da parte della Co.Pro.B di 20 milioni di euro. La Regione Emilia-Romagna si impegna a realizzare un monitoraggio sul fronte della tempistica, della corretta informazione della popolazione, della piena sostenibilità ambientale e sociale dell’intervento.
Cosa prevede l’accordo
I 4 impianti per la produzione di energia elettrica da biogas che sorgeranno nel’area dell’ex zuccherificio avranno una potenza inferiore a 1 MW ciascuno. Entro il novembre 2011 è previsto il rilascio dell’autorizzazione unica e l’immediato avvio dei lavori che dovranno terminare entro la fine del 2012. La Co.Pro.B si impegna ad organizzare corsi di formazione per il futuro personale e a realizzare un percorso didattico rivolto alle scuole d’intesa con il Comune di Ostellato sui temi delle energie rinnovabili. L’accordo prevede anche che nel sito di Ostellato rimanga l’attività di stoccaggio dei sughi e melasso (ovvero i sottoprodotti del ciclo dello zucchero) a supporto delle attività del gruppo.
lunedì 13 giugno 2011
IL CADF FRA GLI ESPERTI DELL'ACQUA
Fonte: Cadf - Acquedotto del Delta
Il processo a cicli alternati, innovazione applicata dal CADF all'impianto di Tresigallo, è stata illustrata nei giorni scorsi a Venezia. L'occasione è stata la 10° Conferenza Internazionale sull'acqua, organizzata dall'International Water Association (IWA).
Il CADF esce dai confini del territorio ferrarese e va a giocare fuori casa. A Venezia, nello specifico, riscuotendo consensi ed approvazione. Protagonista la tecnologia di nuova generazione applicata, appunto, dal CADF, acquedotto del Delta, al depuratore di Tresigallo, presentata nei giorni scorsi alla 10° Conferenza Internazionale sull’acqua e sui sistemi di depurazione di acque reflue. Un evento dalla valenza sia divulgativa sia formativa organizzato dall'IWA, International Water Association, network globale che coinvolge professionisti, aziende ed università per creare soluzioni innovative nel settore dell’acqua.
Tante le esperienze a confronto, da ogni parte del mondo, ognuna caratterizzata da una tecnica che “rivoluziona” il modo di depurare le acque reflue. Anche il CADF, da quasi un anno, ha applicato un nuovo sistema, coperto da brevetto. E' il processo a cicli alternati, utilizzato a Tresigallo, che agisce ed interviene, direttamente, sulle apparecchiature elettromeccaniche delle varie stazioni dell'impianto di depurazione. Facilità di installazione, evidenza dei risultati ottenuti, riduzione dei costi gestionali – sia in termini di produzione energetica che di fanghi - ottimizzazione della gestione dei processi mediante l’adozione di un sistema di supervisione automatico, in grado di acquisire informazioni dalla strumentazione di processo e di governare le azioni da intraprendere: sono alcuni dei vantaggi garantiti da questa nuova tecnologia. Oltre al fatto che può essere adottata senza modificare le infrastrutture civili degli impianti. Aspetto di non poco conto se si pensa al risparmio per il portafoglio.
Un sistema che funziona, dunque, e che tiene conto anche del contesto in cui si va ad inserire. La conferma della bontà del processo arriva infatti pure in termini di impatto ambientale: i valori misurati allo scarico delle acque reflue sono ampiamente inferiori ai parametri dettati dalle normative previste, riuscendo a contenere anche il parametro di azoto nelle sue diverse forme. E ora questa preziosa esperienza è stata riportata come “buona pratica” a Venezia in una delle più importanti conferenze curate dall’IWA che ogni anno organizza in tutto il mondo oltre 40 sessioni di approfondimento sulla gestione del ciclo dell'acqua. Proprio su questo il CADF ha dettato scuola: il suo processo a cicli alternati è stato apprezzato da esperti, imprese e ricercatori.
Il processo a cicli alternati, innovazione applicata dal CADF all'impianto di Tresigallo, è stata illustrata nei giorni scorsi a Venezia. L'occasione è stata la 10° Conferenza Internazionale sull'acqua, organizzata dall'International Water Association (IWA).
Il CADF esce dai confini del territorio ferrarese e va a giocare fuori casa. A Venezia, nello specifico, riscuotendo consensi ed approvazione. Protagonista la tecnologia di nuova generazione applicata, appunto, dal CADF, acquedotto del Delta, al depuratore di Tresigallo, presentata nei giorni scorsi alla 10° Conferenza Internazionale sull’acqua e sui sistemi di depurazione di acque reflue. Un evento dalla valenza sia divulgativa sia formativa organizzato dall'IWA, International Water Association, network globale che coinvolge professionisti, aziende ed università per creare soluzioni innovative nel settore dell’acqua.
Tante le esperienze a confronto, da ogni parte del mondo, ognuna caratterizzata da una tecnica che “rivoluziona” il modo di depurare le acque reflue. Anche il CADF, da quasi un anno, ha applicato un nuovo sistema, coperto da brevetto. E' il processo a cicli alternati, utilizzato a Tresigallo, che agisce ed interviene, direttamente, sulle apparecchiature elettromeccaniche delle varie stazioni dell'impianto di depurazione. Facilità di installazione, evidenza dei risultati ottenuti, riduzione dei costi gestionali – sia in termini di produzione energetica che di fanghi - ottimizzazione della gestione dei processi mediante l’adozione di un sistema di supervisione automatico, in grado di acquisire informazioni dalla strumentazione di processo e di governare le azioni da intraprendere: sono alcuni dei vantaggi garantiti da questa nuova tecnologia. Oltre al fatto che può essere adottata senza modificare le infrastrutture civili degli impianti. Aspetto di non poco conto se si pensa al risparmio per il portafoglio.
Un sistema che funziona, dunque, e che tiene conto anche del contesto in cui si va ad inserire. La conferma della bontà del processo arriva infatti pure in termini di impatto ambientale: i valori misurati allo scarico delle acque reflue sono ampiamente inferiori ai parametri dettati dalle normative previste, riuscendo a contenere anche il parametro di azoto nelle sue diverse forme. E ora questa preziosa esperienza è stata riportata come “buona pratica” a Venezia in una delle più importanti conferenze curate dall’IWA che ogni anno organizza in tutto il mondo oltre 40 sessioni di approfondimento sulla gestione del ciclo dell'acqua. Proprio su questo il CADF ha dettato scuola: il suo processo a cicli alternati è stato apprezzato da esperti, imprese e ricercatori.
mercoledì 11 maggio 2011
INAUGURAZIONE DEL NUOVO IMPIANTO DI ALBERI E ARBUSTI DEL BURANA A FELONICA. ‘COME IL SISTEMA DEI CANALI PUÒ AIUTARE L’AMBIENTE’
Fonte: Ufficio Stampa Consorzio di Bonifica Burana
Venerdì 13 maggio inaugurazione del nuovo impianto di alberi arbusti realizzato dal Consorzio della Bonifica Burana nel Comune di Felonica (Mn) alla presenza delle Autorità.
Cinque chilometri di siepi alberate plurifilare costituite da un’alternanza di essenze vegetali autoctone, per un totale di 4.160 piantine (2.900 arbustive, Frangola, Nocciolo, Prugnolo, Sanguinello, e 1.260 arboree, Acero campestre, Carpino bianco, Frassino, Melo selvatico, Olmo campestre, Ontano nero, Pioppo bianco, Quercia): queste le caratteristiche dell’impianto realizzato dal Burana che verrà inaugurato venerdì prossimo.
Tutti possono partecipare: il ritrovo è all’Impianto Pilastresi (Stellata di Bondeno, Fe) alle ore 9.00; dopo la visita dell’impianto, un servizio navetta trasporterà i partecipanti al Canale di Fossalta e Scolo di Felonica per l’inaugurazione del nuovo impianto, alle ore 10.30, alla presenza delle autorità. Al termine rinfresco per tutti.
Il direttore del Burana Claudio Negrini dichiara: “La bonifica da diversi anni lavora al servizio di agricoltura e ambiente: questi interventi per la creazione di filari di piante a lato dei canali di bonifica determinano infatti un sensibile miglioramento dell’ecosistema, con particolare riferimento alla qualità dell’acqua. Inoltre, svolgono un’importante funzione frangivento con effetti positivi sull’agricoltura circostante, nonché creano ambienti idonei al rifugio e all’alimentazione della fauna. Insomma: si tratta di impianti al servizio della bonifica, dell’uomo, dell’agricoltura e degli habitat naturali.”
La piantagione è stata realizzata in gennaio-febbraio di quest’anno su una porzione di terreno di circa 5 ettari compresa tra il Canale di Fossalta e il Canale di Felonica, nel Comune di Felonica Po in confine con il Comune di Bondeno e nelle vicinanze del territorio comunale di Sermide.
Il Presidente della Bonifica di Burana Francesco Vincenzi chiude affermando: “i canali di bonifica, oltre a svolgere la primaria funzione di salvaguardia idraulica e approvvigionamento idrico per agricoltura e ambiente, costituiscono importanti reti ecologiche per la tutela della biodiversità e per la valorizzazione agro-ambientale. Grazie al Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia da alcuni anni i canali sono oggetto di ulteriore attenzione da parte del nostro Ente: stiamo infatti moltiplicando il numero di interventi, come quello realizzato a Felonica, per la piantagione di siepi e filari lungo i nostri corsi d’acqua. Oggi la bonifica è a tutti gli effetti uno strumento di difesa e sviluppo del territorio: deve quindi tutelare un intero ecosistema in cui l’uomo è uno dei soggetti, ma non l’unico e in cui la sua sopravvivenza è intrinsecamente legata a quello del contesto in cui è inserito. I nostri programmi ambientali vanno tutti in quella direzione.”
Venerdì 13 maggio inaugurazione del nuovo impianto di alberi arbusti realizzato dal Consorzio della Bonifica Burana nel Comune di Felonica (Mn) alla presenza delle Autorità.
Cinque chilometri di siepi alberate plurifilare costituite da un’alternanza di essenze vegetali autoctone, per un totale di 4.160 piantine (2.900 arbustive, Frangola, Nocciolo, Prugnolo, Sanguinello, e 1.260 arboree, Acero campestre, Carpino bianco, Frassino, Melo selvatico, Olmo campestre, Ontano nero, Pioppo bianco, Quercia): queste le caratteristiche dell’impianto realizzato dal Burana che verrà inaugurato venerdì prossimo.
Tutti possono partecipare: il ritrovo è all’Impianto Pilastresi (Stellata di Bondeno, Fe) alle ore 9.00; dopo la visita dell’impianto, un servizio navetta trasporterà i partecipanti al Canale di Fossalta e Scolo di Felonica per l’inaugurazione del nuovo impianto, alle ore 10.30, alla presenza delle autorità. Al termine rinfresco per tutti.
Il direttore del Burana Claudio Negrini dichiara: “La bonifica da diversi anni lavora al servizio di agricoltura e ambiente: questi interventi per la creazione di filari di piante a lato dei canali di bonifica determinano infatti un sensibile miglioramento dell’ecosistema, con particolare riferimento alla qualità dell’acqua. Inoltre, svolgono un’importante funzione frangivento con effetti positivi sull’agricoltura circostante, nonché creano ambienti idonei al rifugio e all’alimentazione della fauna. Insomma: si tratta di impianti al servizio della bonifica, dell’uomo, dell’agricoltura e degli habitat naturali.”
La piantagione è stata realizzata in gennaio-febbraio di quest’anno su una porzione di terreno di circa 5 ettari compresa tra il Canale di Fossalta e il Canale di Felonica, nel Comune di Felonica Po in confine con il Comune di Bondeno e nelle vicinanze del territorio comunale di Sermide.
Il Presidente della Bonifica di Burana Francesco Vincenzi chiude affermando: “i canali di bonifica, oltre a svolgere la primaria funzione di salvaguardia idraulica e approvvigionamento idrico per agricoltura e ambiente, costituiscono importanti reti ecologiche per la tutela della biodiversità e per la valorizzazione agro-ambientale. Grazie al Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia da alcuni anni i canali sono oggetto di ulteriore attenzione da parte del nostro Ente: stiamo infatti moltiplicando il numero di interventi, come quello realizzato a Felonica, per la piantagione di siepi e filari lungo i nostri corsi d’acqua. Oggi la bonifica è a tutti gli effetti uno strumento di difesa e sviluppo del territorio: deve quindi tutelare un intero ecosistema in cui l’uomo è uno dei soggetti, ma non l’unico e in cui la sua sopravvivenza è intrinsecamente legata a quello del contesto in cui è inserito. I nostri programmi ambientali vanno tutti in quella direzione.”
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mercoledì 20 ottobre 2010
CONSERVE ITALIA: INAUGURAZIONE NUOVO IMPIANTO DA ENERGIE RINNOVABILI
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