Fonte: Confagricoltura
Confagricoltura aderisce al progetto “Let’s clean up Europe”, la settimana promossa dalla Commissione Europea per contrastare il littering e l’abbandono di rifiuti che prende avvio oggi in tutta Europa. E lo fa con un’attenzione particolare per i comuni della provincia di Modena colpiti dall’alluvione nel gennaio scorso.
“Insieme per l’alluvione: Let’s clean up Modena e dintorni”. Il 16 maggio la Confagricoltura provinciale insieme ai Giovani Agricoltori e Cascina pulita, leader in Italia nel recupero dei rifiuti agricoli e partner tecnico dell’iniziativa, organizzerà una raccolta straordinaria di rifiuti nei comuni di Modena, Bastiglia e Bomporto, che hanno concesso il loro patrocinio all’iniziativa.
L’obiettivo non è solo quello di contribuire alla raccolta dei rifiuti abbandonati, ma anche di dare una mano alle imprese agricole danneggiate dall’alluvione, che oltre agli evidenti riflessi negativi in termini economici e sociali, ha lasciato un’ accumulo enorme di rifiuti. Tre i punti di raccolta, in altrettante aziende agricole della zona. La fase operativa, che durerà tutta la giornata, sarà accompagnata da un momento pubblico, presso la sede di Confagricoltura Modena, per illustrare l’evento e discutere della gestione sostenibile dei rifiuti.
“Un piccolo ma significativo contributo - dice il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – alle aziende colpite dall’alluvione e un segnale importante di attenzione per i temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. I rifiuti e la loro gestione sono uno degli aspetti dello sviluppo sostenibile su cui Confagricoltura è attivamente impegnata, anche attraverso il progetto Ecocloud, la rete delle imprese che portano avanti questo concetto, che comunicano e condividono esempi di buone pratiche.”.
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lunedì 12 maggio 2014
venerdì 24 gennaio 2014
ALLUVIONE COLDIRETTI, COMMISSARIO UNICO CON TERREMOTO PER SALVARE AGRICOLTURA
Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna
RAGGIUNTO DOPO 5 GIORNI ALLEVAMENTO CON TREMILA POLLI SOTT’ACQUA
Ridurre i tempi di intervento per le aziende alluvionate della provincia di Modena affidandosi al commissario straordinario per il terremoto. Lo ha chiesto alla Regione Emilia Romagna Coldiretti regionale, per evitare che il sovrapporsi di competenze porti ad una dispersione di risorse e ad un rallentamento di tempi. Poiché i Comuni della zona alluvionata sono anche comuni colpiti dal terremoto – spiega Coldiretti – affidarsi ad un unico commissario che conosca bene la situazione può razionalizzare e rendere più efficaci gli interventi. Secondo Coldiretti gli interventi più urgenti sono sospensione dei pagamenti fiscali, assicurativi e previdenziali nonché di tutti i pagamenti legati a bollette, canoni di affitto e iscrizione alla Camera di Commercio. Coldiretti ritiene inoltre indispensabile una norma speciale per intervenire in deroga al decreto sulle calamità naturali, privo di risorse, per l’introduzione di uno stanziamento ad hoc per ripristinare strutture, attrezzature, frutteti, vigneti e colture distrutte o danneggiate. Intanto anche gli allevamenti sono stati duramente colpiti dall’alluvione. Coldiretti segnala il caso dell’allevamento di polli per la produzione di pulcini di Tonino Conti, che a Bastiglia ha perso per annegamento la stragrande maggioranza degli animali e tutte le attrezzature: incubatoio, motori elettrici e mezzi aziendali usati per la pulizia e l'alimentazione. Pochi gli animali che si sono salvati e di cui bisognerà verificare le condizioni sanitarie. I capi sopravvissuti – comunica Coldiretti – a causa dello stress dovuto alla mancanza della giuste condizioni di temperatura e luce, hanno già smesso di fare le uova e per il prossimo anno non ci sarà produzione. Il centro aziendale, completamente allagato, è stato raggiungibile via terra solo oggi, dopo cinque giorni dall'inizio dell'inondazione. Situazione difficile anche per gli allevamenti di mucche da latte, dove l’allagamento ha creato stress agli animali, con conseguente calo di produzione, e in più l’impossibilità a circolare sulle strade ha determinato la perdita della produzione di latte giornaliera che non è stato possibile avviare alle latterie
RAGGIUNTO DOPO 5 GIORNI ALLEVAMENTO CON TREMILA POLLI SOTT’ACQUA
Ridurre i tempi di intervento per le aziende alluvionate della provincia di Modena affidandosi al commissario straordinario per il terremoto. Lo ha chiesto alla Regione Emilia Romagna Coldiretti regionale, per evitare che il sovrapporsi di competenze porti ad una dispersione di risorse e ad un rallentamento di tempi. Poiché i Comuni della zona alluvionata sono anche comuni colpiti dal terremoto – spiega Coldiretti – affidarsi ad un unico commissario che conosca bene la situazione può razionalizzare e rendere più efficaci gli interventi. Secondo Coldiretti gli interventi più urgenti sono sospensione dei pagamenti fiscali, assicurativi e previdenziali nonché di tutti i pagamenti legati a bollette, canoni di affitto e iscrizione alla Camera di Commercio. Coldiretti ritiene inoltre indispensabile una norma speciale per intervenire in deroga al decreto sulle calamità naturali, privo di risorse, per l’introduzione di uno stanziamento ad hoc per ripristinare strutture, attrezzature, frutteti, vigneti e colture distrutte o danneggiate. Intanto anche gli allevamenti sono stati duramente colpiti dall’alluvione. Coldiretti segnala il caso dell’allevamento di polli per la produzione di pulcini di Tonino Conti, che a Bastiglia ha perso per annegamento la stragrande maggioranza degli animali e tutte le attrezzature: incubatoio, motori elettrici e mezzi aziendali usati per la pulizia e l'alimentazione. Pochi gli animali che si sono salvati e di cui bisognerà verificare le condizioni sanitarie. I capi sopravvissuti – comunica Coldiretti – a causa dello stress dovuto alla mancanza della giuste condizioni di temperatura e luce, hanno già smesso di fare le uova e per il prossimo anno non ci sarà produzione. Il centro aziendale, completamente allagato, è stato raggiungibile via terra solo oggi, dopo cinque giorni dall'inizio dell'inondazione. Situazione difficile anche per gli allevamenti di mucche da latte, dove l’allagamento ha creato stress agli animali, con conseguente calo di produzione, e in più l’impossibilità a circolare sulle strade ha determinato la perdita della produzione di latte giornaliera che non è stato possibile avviare alle latterie
martedì 21 gennaio 2014
MALTEMPO: E’ NUOVA EMERGENZA IN PROVINCIA DI MODENA A MENO DI DUE ANNI DAL SISMA. LA PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA MODENA EUGENIA BERGAMASCHI: ”DISASTRO ANNUNCIATO”.
Fonte: Confagricoltura
L’ondata di acqua e fango che ha colpito la provincia di Modena, domenica 19 gennaio, in seguito alla rottura dell’argine destro del fiume Secchia in località S. Matteo, ha coperto gran parte dei terreni agricoli dei comuni di Bastiglia, Sorbara, Bomporto, San Prospero, Camposanto, San Felice e Medolla, territori che erano già stati colpiti duramente dal Sisma del 20 e 29 maggio 2012. Da una prima analisi di Confagricoltura si stimano danni ingentissimi alle colture, ma anche ai fabbricati e alle attrezzature. Le acque stanno iniziando solo in alcune aree a ritirarsi e al momento non è possibile verificare direttamente i danni e i quantitativi di fango e detriti depositati, in particolare sui cereali. C’è grande preoccupazione anche per le colture arboree, in particolare vite e pero. Ed è grave la situazione per alcuni allevamenti bovini e suini situati nelle aree coinvolte. Dalla prime stime effettuate da Confagricoltura Modena sono state direttamente coinvolte dall’accaduto circa 110 aziende associate, per un totale di circa 2.600 ettari e una decina di allevamenti di suini e di bovini da carne e da latte e di equini, senza contare tutti gli animali di bassa corte. I dati sono tuttavia ancora provvisori a causa dell’avanzare del fronte dell’esondazione. Ad oggi solo poche aziende hanno provveduto a spostare i capi giovani perchè più vulnerabili all’arrivo dell’acqua. Altri allevamenti hanno dovuto attendere impotenti di fronte all’avanzata dell’acqua non riuscendo, a causa dell’interruzione della viabilità, a spostare gli animali. Nella zona sono infatti presenti allevamenti di tori da carne di circa 1.400 capi, allevamenti suinicoli con circa 8.200 capi ad oggi tutt’ora isolati, allevamenti di vacche da latte che contano 400 capi in lattazione ed un maneggio con una decina di cavalli. Molte aziende inoltre segnalano danni a concimi, fitofarmaci, attrezzature e macchine agricole, scorte di foraggi, mangimi, cereali, ed in alcuni casi anche ad acetaie che erano temporaneamente delocalizzate a seguito del terremoto in locali al pian terreno. Si segnalano, inoltre, danni ad alcune cantine tra cui quella di Sorbara, da due giorni coperta da 30 cm d’acqua. “Siamo di fronte ad un disastro annunciato – dice la presidente di Confagricoltura Modena Eugenia Bergamaschi, la cui azienda situata a 200 metri dalla falla del fiume è stata una delle prime ad essere coinvolta -. Da anni denunciamo una forte preoccupazione sulla gestione degli argini e del letto del fiume Secchia, ma i nostri proclami non sono stati ascoltati e ora ci troviamo ad affrontare una situazione drammatica. In primo luogo come cittadina, ma anche come presidente di Confagricoltura Modena, voglio avere risposte da chi in tutti questi anni non ha lavorato per prevenire un incidente di questa portata. I controlli e la manutenzione sono scarsi, superficiali o inesistenti. Dopo le piene il letto del fiume non viene pulito e nutrie e volpi costruiscono le loro tane all’interno dell’argine stesso, rendendolo più debole. Mi chiedo cosa abbia fatto l’Aipo in tutti questi anni. Così oggi ci troviamo ad affrontare una nuova emergenza, a 20 mesi dal terremoto, con nuovi problemi e danni economici ingenti, in un contesto già complicato”. Non più tardi di giovedì 16 gennaio la stessa presidente Bergamaschi aveva ribadito le proprie preoccupazioni all’assessore Regionale Tiberio Rabboni di fronte ad una platea di tecnici impegnati nella discussione del nuovo PSR, sottolineando l’importanza di tutelare il territorio di pianura, anch’esso fragile e vulnerabile al pari di quello della montagna.
L’ondata di acqua e fango che ha colpito la provincia di Modena, domenica 19 gennaio, in seguito alla rottura dell’argine destro del fiume Secchia in località S. Matteo, ha coperto gran parte dei terreni agricoli dei comuni di Bastiglia, Sorbara, Bomporto, San Prospero, Camposanto, San Felice e Medolla, territori che erano già stati colpiti duramente dal Sisma del 20 e 29 maggio 2012. Da una prima analisi di Confagricoltura si stimano danni ingentissimi alle colture, ma anche ai fabbricati e alle attrezzature. Le acque stanno iniziando solo in alcune aree a ritirarsi e al momento non è possibile verificare direttamente i danni e i quantitativi di fango e detriti depositati, in particolare sui cereali. C’è grande preoccupazione anche per le colture arboree, in particolare vite e pero. Ed è grave la situazione per alcuni allevamenti bovini e suini situati nelle aree coinvolte. Dalla prime stime effettuate da Confagricoltura Modena sono state direttamente coinvolte dall’accaduto circa 110 aziende associate, per un totale di circa 2.600 ettari e una decina di allevamenti di suini e di bovini da carne e da latte e di equini, senza contare tutti gli animali di bassa corte. I dati sono tuttavia ancora provvisori a causa dell’avanzare del fronte dell’esondazione. Ad oggi solo poche aziende hanno provveduto a spostare i capi giovani perchè più vulnerabili all’arrivo dell’acqua. Altri allevamenti hanno dovuto attendere impotenti di fronte all’avanzata dell’acqua non riuscendo, a causa dell’interruzione della viabilità, a spostare gli animali. Nella zona sono infatti presenti allevamenti di tori da carne di circa 1.400 capi, allevamenti suinicoli con circa 8.200 capi ad oggi tutt’ora isolati, allevamenti di vacche da latte che contano 400 capi in lattazione ed un maneggio con una decina di cavalli. Molte aziende inoltre segnalano danni a concimi, fitofarmaci, attrezzature e macchine agricole, scorte di foraggi, mangimi, cereali, ed in alcuni casi anche ad acetaie che erano temporaneamente delocalizzate a seguito del terremoto in locali al pian terreno. Si segnalano, inoltre, danni ad alcune cantine tra cui quella di Sorbara, da due giorni coperta da 30 cm d’acqua. “Siamo di fronte ad un disastro annunciato – dice la presidente di Confagricoltura Modena Eugenia Bergamaschi, la cui azienda situata a 200 metri dalla falla del fiume è stata una delle prime ad essere coinvolta -. Da anni denunciamo una forte preoccupazione sulla gestione degli argini e del letto del fiume Secchia, ma i nostri proclami non sono stati ascoltati e ora ci troviamo ad affrontare una situazione drammatica. In primo luogo come cittadina, ma anche come presidente di Confagricoltura Modena, voglio avere risposte da chi in tutti questi anni non ha lavorato per prevenire un incidente di questa portata. I controlli e la manutenzione sono scarsi, superficiali o inesistenti. Dopo le piene il letto del fiume non viene pulito e nutrie e volpi costruiscono le loro tane all’interno dell’argine stesso, rendendolo più debole. Mi chiedo cosa abbia fatto l’Aipo in tutti questi anni. Così oggi ci troviamo ad affrontare una nuova emergenza, a 20 mesi dal terremoto, con nuovi problemi e danni economici ingenti, in un contesto già complicato”. Non più tardi di giovedì 16 gennaio la stessa presidente Bergamaschi aveva ribadito le proprie preoccupazioni all’assessore Regionale Tiberio Rabboni di fronte ad una platea di tecnici impegnati nella discussione del nuovo PSR, sottolineando l’importanza di tutelare il territorio di pianura, anch’esso fragile e vulnerabile al pari di quello della montagna.
lunedì 20 gennaio 2014
MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: PESANTI DANNI NELLE CAMPAGNE IN LIGURIA, VERSILIA E IN PROVINCIA DI MODENA. METTERE IN SICUREZZA IL TERRITORIO
Fonte: Confagricoltura
L'ondata di maltempo abbattutasi con particolare violenza sulla Liguria, sulla Toscana e sull’Emilia Romagna ha causato danni molto ingenti anche all'agricoltura.”. Lo afferma una nota di Confagricoltura, che in queste ore sta monitorando, attraverso le sue sedi territoriali, l'evoluzione della situazione e purtroppo dei danni. Ad Albenga hanno ceduto gli argini del Rio Carenda, allagando tutte le serre delle zone di Baffico, San Giorgio, Prato del Vescovo, Pratogrande e la zona di Campochiesa. Confagricoltura Liguria sottolinea come in più punti della regione siano caduti oltre 330 millimetri di acqua in pochissime ore. A Ponente, nella zona di Ceriana e di Badalucco, movimenti franosi hanno portato via interi uliveti, senza dimenticare i danni alla raccolta delle olive in corso in questi giorni. In Toscana particolarmente colpite sono state la Versilia e la provincia di Lucca, con danni importanti alle serre e alle strutture. Una frana ha colpito il comune di Serravezza e continua a destare preoccupazione il livello del lago di Massaciuccoli, intorno al quale migliaia di ettari di oliveti, vigneti, frutteti e seminativi sono completamente sott’acqua. Particolarmente critica la situazione in provincia di Modena, dove a un anno e mezzo dal sisma, è nuovamente emergenza dopo la rottura di un argine che avrebbe dovuto contenere le acque del fiume Secchia. Centinaia di persone sfollate, strade bloccate, evacuati i comuni di Bastiglia, Bomporto, San Prospero, Medolla. Abitazioni e campi allagati, con gravissimi danni ai vigneti e ai frutteti. L’incapacità di fronteggiare il maltempo, al di là dell’eccezionalità degli eventi, ormai purtroppo sempre più frequenti, dimostra ancora una volta la necessità di mettere in sicurezza il territorio e di avviare il riassetto idrogeologico del nostro Paese, rivalutando il ruolo che le imprese agricole svolgono nella salvaguardia dell’ambiente e nella tutela dell’ecosistema.
L'ondata di maltempo abbattutasi con particolare violenza sulla Liguria, sulla Toscana e sull’Emilia Romagna ha causato danni molto ingenti anche all'agricoltura.”. Lo afferma una nota di Confagricoltura, che in queste ore sta monitorando, attraverso le sue sedi territoriali, l'evoluzione della situazione e purtroppo dei danni. Ad Albenga hanno ceduto gli argini del Rio Carenda, allagando tutte le serre delle zone di Baffico, San Giorgio, Prato del Vescovo, Pratogrande e la zona di Campochiesa. Confagricoltura Liguria sottolinea come in più punti della regione siano caduti oltre 330 millimetri di acqua in pochissime ore. A Ponente, nella zona di Ceriana e di Badalucco, movimenti franosi hanno portato via interi uliveti, senza dimenticare i danni alla raccolta delle olive in corso in questi giorni. In Toscana particolarmente colpite sono state la Versilia e la provincia di Lucca, con danni importanti alle serre e alle strutture. Una frana ha colpito il comune di Serravezza e continua a destare preoccupazione il livello del lago di Massaciuccoli, intorno al quale migliaia di ettari di oliveti, vigneti, frutteti e seminativi sono completamente sott’acqua. Particolarmente critica la situazione in provincia di Modena, dove a un anno e mezzo dal sisma, è nuovamente emergenza dopo la rottura di un argine che avrebbe dovuto contenere le acque del fiume Secchia. Centinaia di persone sfollate, strade bloccate, evacuati i comuni di Bastiglia, Bomporto, San Prospero, Medolla. Abitazioni e campi allagati, con gravissimi danni ai vigneti e ai frutteti. L’incapacità di fronteggiare il maltempo, al di là dell’eccezionalità degli eventi, ormai purtroppo sempre più frequenti, dimostra ancora una volta la necessità di mettere in sicurezza il territorio e di avviare il riassetto idrogeologico del nostro Paese, rivalutando il ruolo che le imprese agricole svolgono nella salvaguardia dell’ambiente e nella tutela dell’ecosistema.
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ALLUVIONE: COLDIRETTI, AUMENTA LA CONTA DEI DANNI NELLE CAMPAGNE
Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna
Distrutte le coltivazioni di grano, stalle allagate, impianti fuori uso
Aumenta in campagna la conta dei danni dell’inondazione che da ieri mattina ha colpito la provincia di Modena nella zona di Bastiglia e Bomporto. Lo rende noto Coldiretti Emilia Romagna nell’informare che alla falla nell’argine del fiume Secchia che si è aperta ieri e che tutt’ora rimane aperta, si aggiunge la rottura nelle ultime ore del Canale Naviglio che sta provocando l’allagamento di un’ulteriore porzione del territorio modenese. Al momento sono più di 2.000 gli ettari sommersi – informa Coldiretti: le abitazioni sono sommerse; le coltivazioni di grano e degli altri cereali invernali sono state spazzate via dalla forza dell’acqua, nelle stalle sono impedite le operazioni di mungitura e le vacche sono ferme nell’acqua con conseguenza dannose per la salute; gli impianti fotovoltaici sono fermi come anche le strutture di refrigerazione del vino nelle cantine (cisterne e autoclavi) e quelle per la conservazione della frutta; trattori e attrezzature sono fuori uso; le operazioni colturali tipiche del periodo sono ferme e, anche quando l’acqua si ritirerà, sui campi rimarrà uno strato di melma e detriti che renderà impossibile le lavorazioni per tempi lunghissimi tempi. L’alluvione – sottolinea Coldiretti – ha colpito la culla del Lambrusco di Sorbara DOC e delle Pere dell'Emilia Romagna IGP, una delle zone della provincia dove si ottengono le produzioni di maggior pregio dell'agricoltura locale e regionale. Le strutture della Coldiretti si sono attivate per le richieste di soccorso e il monitoraggio dei danni. Per far fronte a questo nuovo disastro che ha colpito una zona già martoriata dal terremoto, Coldiretti chiede la dichiarazione dello stato di calamità per far fronte agli interventi necessari per sostenere la ripartenza dell'agricoltura di queste zone.
Distrutte le coltivazioni di grano, stalle allagate, impianti fuori uso
Aumenta in campagna la conta dei danni dell’inondazione che da ieri mattina ha colpito la provincia di Modena nella zona di Bastiglia e Bomporto. Lo rende noto Coldiretti Emilia Romagna nell’informare che alla falla nell’argine del fiume Secchia che si è aperta ieri e che tutt’ora rimane aperta, si aggiunge la rottura nelle ultime ore del Canale Naviglio che sta provocando l’allagamento di un’ulteriore porzione del territorio modenese. Al momento sono più di 2.000 gli ettari sommersi – informa Coldiretti: le abitazioni sono sommerse; le coltivazioni di grano e degli altri cereali invernali sono state spazzate via dalla forza dell’acqua, nelle stalle sono impedite le operazioni di mungitura e le vacche sono ferme nell’acqua con conseguenza dannose per la salute; gli impianti fotovoltaici sono fermi come anche le strutture di refrigerazione del vino nelle cantine (cisterne e autoclavi) e quelle per la conservazione della frutta; trattori e attrezzature sono fuori uso; le operazioni colturali tipiche del periodo sono ferme e, anche quando l’acqua si ritirerà, sui campi rimarrà uno strato di melma e detriti che renderà impossibile le lavorazioni per tempi lunghissimi tempi. L’alluvione – sottolinea Coldiretti – ha colpito la culla del Lambrusco di Sorbara DOC e delle Pere dell'Emilia Romagna IGP, una delle zone della provincia dove si ottengono le produzioni di maggior pregio dell'agricoltura locale e regionale. Le strutture della Coldiretti si sono attivate per le richieste di soccorso e il monitoraggio dei danni. Per far fronte a questo nuovo disastro che ha colpito una zona già martoriata dal terremoto, Coldiretti chiede la dichiarazione dello stato di calamità per far fronte agli interventi necessari per sostenere la ripartenza dell'agricoltura di queste zone.
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