Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna
E’ necessario costituire e rendere operativa al più presto la commissione scientifica per individuare le ragioni di quanto è successo nella rottura dell’argine del Secchia. Lo chiede alla Regione Emilia Romagna Coldiretti regionale, preoccupata dal maltempo e dalla pioggia che continua a flagellare l’Emilia, il modenese in modo particolare.
“Esprimiamo apprezzamento per i solleciti interventi delle istituzioni regionali, che consentono di far fronte alle prime immediate esigenze dei cittadini e delle imprese delle zone alluvionate– ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – e ribadiamo la richiesta una norma speciale che consenta un intervento in deroga al decreto sulle calamità naturali, privo di risorse, per approvare uno stanziamento ad hoc per ripristinare strutture, attrezzature, frutteti, vigneti e colture distrutte o danneggiate. Tuttavia, la particolarità della rottura dell’argine, avvenuta su un tratto rettilineo, ha diffuso il timore che la stessa situazione possa avvenire in altri punti. Di fronte ad un simile disastro – ha detto ancora Tonello – è necessario accelerare la ricerca della cause anche per verificare eventuali responsabilità e mancanze, , in modo che si possano predisporre tutti gli interventi necessari per mettere in sicurezza gli argini, salvaguardare le imprese e i territori e ridare un minimo di tranquillità ai cittadini che qui vivono e lavorano”.
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giovedì 30 gennaio 2014
ALLUVIONE: BENE REGIONE, MA OCCORRE ACCELERARE SU CAUSE DISASTRO
lunedì 27 gennaio 2014
MALTEMPO - RABBONI: COLPITO PESANTEMENTE IL COMPARTO AGRICOLO. PERSI I SEMINATIVI, COMPROMESSA LA PRODUZIONE DEL LAMBRUSCO. SERVONO RISORSE PER RISARCIRE TUTTI I DANNI E PROCEDURE PIÙ SNELLE
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
“Servono risorse per ristorare tutti i danni mobili e immobili, con procedure più snelle rispetto a quelle del terremoto. Si tratta di una tragedia che si è abbattuta su un territorio già duramente provato dal sisma e che ha colpito in modo particolare il settore agricolo.” Lo ha detto oggi a Bologna l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. Una richiesta avanzata dal presidente della Regione Vasco Errani e che Rabboni ha voluto ricordare in apertura del convegno sul nuovo Psr 2014-2020. Frumento, orzo, segale sono andati persi; compromessa la produzione del Lambrusco di Sorbara, in difficoltà anche la frutticoltura e gli allevamenti. Questa la sintetica stima dei danni fatta da Rabboni, che ha sottolineato: “se il terremoto aveva parzialmente risparmiato colture e campi, l’alluvione ha invece pesantemente compromesso un’agricoltura di eccellenza.” E mentre il Governo ha riconosciuto all’Emilia-Romagna 19 milioni di euro per la messa in sicurezza del nodo idraulico Secchia-Panaro, Rabboni - nel fare il punto sulle iniziative in corso - ha ricordato in particolare il decreto con cui Errani ha dato il via alla ricognizione dei danni e del relativo fabbisogno economico e alla costituzione di una Commissione scientifica composta da esperti universitari di comprovata esperienza e competenza per analizzare le cause della rottura dell’argine del fiume Secchia.
“Servono risorse per ristorare tutti i danni mobili e immobili, con procedure più snelle rispetto a quelle del terremoto. Si tratta di una tragedia che si è abbattuta su un territorio già duramente provato dal sisma e che ha colpito in modo particolare il settore agricolo.” Lo ha detto oggi a Bologna l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. Una richiesta avanzata dal presidente della Regione Vasco Errani e che Rabboni ha voluto ricordare in apertura del convegno sul nuovo Psr 2014-2020. Frumento, orzo, segale sono andati persi; compromessa la produzione del Lambrusco di Sorbara, in difficoltà anche la frutticoltura e gli allevamenti. Questa la sintetica stima dei danni fatta da Rabboni, che ha sottolineato: “se il terremoto aveva parzialmente risparmiato colture e campi, l’alluvione ha invece pesantemente compromesso un’agricoltura di eccellenza.” E mentre il Governo ha riconosciuto all’Emilia-Romagna 19 milioni di euro per la messa in sicurezza del nodo idraulico Secchia-Panaro, Rabboni - nel fare il punto sulle iniziative in corso - ha ricordato in particolare il decreto con cui Errani ha dato il via alla ricognizione dei danni e del relativo fabbisogno economico e alla costituzione di una Commissione scientifica composta da esperti universitari di comprovata esperienza e competenza per analizzare le cause della rottura dell’argine del fiume Secchia.
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