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martedì 21 gennaio 2014

MALTEMPO: E’ NUOVA EMERGENZA IN PROVINCIA DI MODENA A MENO DI DUE ANNI DAL SISMA. LA PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA MODENA EUGENIA BERGAMASCHI: ”DISASTRO ANNUNCIATO”.

Fonte: Confagricoltura

L’ondata di acqua e fango che ha colpito la provincia di Modena, domenica 19 gennaio, in seguito alla rottura dell’argine destro del fiume Secchia in località S. Matteo, ha coperto gran parte dei terreni agricoli dei comuni di Bastiglia, Sorbara, Bomporto, San Prospero, Camposanto, San Felice e Medolla, territori che erano già stati colpiti duramente dal Sisma del 20 e 29 maggio 2012. Da una prima analisi di Confagricoltura si stimano danni ingentissimi alle colture, ma anche ai fabbricati e alle attrezzature. Le acque stanno iniziando solo in alcune aree a ritirarsi e al momento non è possibile verificare direttamente i danni e i quantitativi di fango e detriti depositati, in particolare sui cereali. C’è grande preoccupazione anche per le colture arboree, in particolare vite e pero. Ed è grave la situazione per alcuni allevamenti bovini e suini situati nelle aree coinvolte. Dalla prime stime effettuate da Confagricoltura Modena sono state direttamente coinvolte dall’accaduto circa 110 aziende associate, per un totale di circa 2.600 ettari e una decina di allevamenti di suini e di bovini da carne e da latte e di equini, senza contare tutti gli animali di bassa corte. I dati sono tuttavia ancora provvisori a causa dell’avanzare del fronte dell’esondazione. Ad oggi solo poche aziende hanno provveduto a spostare i capi giovani perchè più vulnerabili all’arrivo dell’acqua. Altri allevamenti hanno dovuto attendere impotenti di fronte all’avanzata dell’acqua non riuscendo, a causa dell’interruzione della viabilità, a spostare gli animali. Nella zona sono infatti presenti allevamenti di tori da carne di circa 1.400 capi, allevamenti suinicoli con circa 8.200 capi ad oggi tutt’ora isolati, allevamenti di vacche da latte che contano 400 capi in lattazione ed un maneggio con una decina di cavalli. Molte aziende inoltre segnalano danni a concimi, fitofarmaci, attrezzature e macchine agricole, scorte di foraggi, mangimi, cereali, ed in alcuni casi anche ad acetaie che erano temporaneamente delocalizzate a seguito del terremoto in locali al pian terreno. Si segnalano, inoltre, danni ad alcune cantine tra cui quella di Sorbara, da due giorni coperta da 30 cm d’acqua. “Siamo di fronte ad un disastro annunciato – dice la presidente di Confagricoltura Modena Eugenia Bergamaschi, la cui azienda situata a 200 metri dalla falla del fiume è stata una delle prime ad essere coinvolta -. Da anni denunciamo una forte preoccupazione sulla gestione degli argini e del letto del fiume Secchia, ma i nostri proclami non sono stati ascoltati e ora ci troviamo ad affrontare una situazione drammatica. In primo luogo come cittadina, ma anche come presidente di Confagricoltura Modena, voglio avere risposte da chi in tutti questi anni non ha lavorato per prevenire un incidente di questa portata. I controlli e la manutenzione sono scarsi, superficiali o inesistenti. Dopo le piene il letto del fiume non viene pulito e nutrie e volpi costruiscono le loro tane all’interno dell’argine stesso, rendendolo più debole. Mi chiedo cosa abbia fatto l’Aipo in tutti questi anni. Così oggi ci troviamo ad affrontare una nuova emergenza, a 20 mesi dal terremoto, con nuovi problemi e danni economici ingenti, in un contesto già complicato”. Non più tardi di giovedì 16 gennaio la stessa presidente Bergamaschi aveva ribadito le proprie preoccupazioni all’assessore Regionale Tiberio Rabboni di fronte ad una platea di tecnici impegnati nella discussione del nuovo PSR, sottolineando l’importanza di tutelare il territorio di pianura, anch’esso fragile e vulnerabile al pari di quello della montagna.

lunedì 20 gennaio 2014

MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: PESANTI DANNI NELLE CAMPAGNE IN LIGURIA, VERSILIA E IN PROVINCIA DI MODENA. METTERE IN SICUREZZA IL TERRITORIO

Fonte: Confagricoltura

L'ondata di maltempo abbattutasi con particolare violenza sulla Liguria, sulla Toscana e sull’Emilia Romagna ha causato danni molto ingenti anche all'agricoltura.”. Lo afferma una nota di Confagricoltura, che in queste ore sta monitorando, attraverso le sue sedi territoriali, l'evoluzione della situazione e purtroppo dei danni. Ad Albenga hanno ceduto gli argini del Rio Carenda, allagando tutte le serre delle zone di Baffico, San Giorgio, Prato del Vescovo, Pratogrande e la zona di Campochiesa. Confagricoltura Liguria sottolinea come in più punti della regione siano caduti oltre 330 millimetri di acqua in pochissime ore. A Ponente, nella zona di Ceriana e di Badalucco, movimenti franosi hanno portato via interi uliveti, senza dimenticare i danni alla raccolta delle olive in corso in questi giorni. In Toscana particolarmente colpite sono state la Versilia e la provincia di Lucca, con danni importanti alle serre e alle strutture. Una frana ha colpito il comune di Serravezza e continua a destare preoccupazione il livello del lago di Massaciuccoli, intorno al quale migliaia di ettari di oliveti, vigneti, frutteti e seminativi sono completamente sott’acqua. Particolarmente critica la situazione in provincia di Modena, dove a un anno e mezzo dal sisma, è nuovamente emergenza dopo la rottura di un argine che avrebbe dovuto contenere le acque del fiume Secchia. Centinaia di persone sfollate, strade bloccate, evacuati i comuni di Bastiglia, Bomporto, San Prospero, Medolla. Abitazioni e campi allagati, con gravissimi danni ai vigneti e ai frutteti. L’incapacità di fronteggiare il maltempo, al di là dell’eccezionalità degli eventi, ormai purtroppo sempre più frequenti, dimostra ancora una volta la necessità di mettere in sicurezza il territorio e di avviare il riassetto idrogeologico del nostro Paese, rivalutando il ruolo che le imprese agricole svolgono nella salvaguardia dell’ambiente e nella tutela dell’ecosistema.