Fonte: Agrinsieme
Bologna, 1 aprile 2015 – “E’ un grande segno di maturità degli allevatori del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Nel giorno in cui cessa il regime europeo delle quote latte, sono state comprese appieno le potenzialità dello strumento di regolazione dell'offerta varato un anno e mezzo fa dall'Assemblea del Consorzio, ossia il Pacchetto Latte: una delle priorità nella programmazione dell’Ente di tutela che ha ottenuto l’approvazione dei caseifici e dei produttori di latte”. Commenta così Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna - il raggruppamento di Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative, Agci-Agrital e Legacoop Agroalimentare con oltre 40mila imprese associate - la notizia che il 98% degli allevatori del Consorzio abbia aderito alle quote latte da destinare alla trasformazione in formaggio Dop, entro la scadenza fissata al 31 marzo 2015.
“Per far fronte alla grave crisi di prezzo, è improrogabile – rimarca il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna - la programmazione e regolazione dell’offerta e l’adesione “in massa” alle quote latte per il Parmigiano Reggiano significa che il mondo degli allevatori, unito, ha fatto proprio l’obiettivo del Pacchetto Latte teso a rafforzare il ruolo dei produttori all’interno della filiera”.
“Oggi gli allevatori, il sistema produttivo e il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, ne escono rafforzati” conclude Garagnani.
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mercoledì 1 aprile 2015
venerdì 14 novembre 2014
CONFAGRICOLTURA E CIA DELL’EMILIA ROMAGNA: “INACCETTABILE PER GLI ALLEVATORI IL DECRETO MINISTERIALE RECANTE MODALITÀ PER LA REGOLAZIONE DELL’OFFERTA DEI PROSCIUTTI DOP O IGP, APPENA SIGLATO. LE SCELTE DEVONO ESSERE PRIMA CONDIVISE E DECISE CON IL MONDO AGRICOLO”
Fonte: COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO DI CONFAGRICOLTURA E CIA DELL’EMILIA ROMAGNA
“Inaccettabile per gli allevatori il Decreto ministeriale recante modalità per la regolazione dell’offerta dei prosciutti Dop o Igp, appena siglato. Le scelte devono essere prima condivise e decise con la parte agricola” – è questo il duro commento di Confagricoltura e Cia dell’Emilia Romagna in merito al decreto ministeriale recante modalità per la regolazione dell’offerta dei prosciutti Dop o Igp firmato dal ministro Martina l’11 novembre scorso - ma reso pubblico ieri – e predisposto senza previa consultazione e condivisione con il mondo agricolo. “E’ ridicolo – rimarcano le due organizzazioni agricole regionali - voler operare nell’ambito della filiera e poi costruire un percorso di programmazione dei prosciutti, passaggio decisivo per l’economia e il sostentamento della filiera stessa, che non preveda il coinvolgimento attivo degli allevatori ma solo una semplice consultazione”. “Auspichiamo che il Ministero riveda subito i contenuti del decreto e convochi in tempi rapidi un tavolo che includa anche la partecipazione delle Regioni - soggetti spesso richiamati a compiti di controllo senza essere stati precedentemente coinvolti nella fase decisionale – per lavorare sulla definizione di un reale procedimento di programmazione dell’offerta dei prosciutti assieme alle parti interessate”. “L’assenza di un riscontro del Governo alle istanze provenienti dagli allevatori – concludono Confagricoltura e Cia dell’Emilia Romagna - non farebbe altro che accentuare quel distacco, in termini di mancanza di tutele e rappresentanza, che sempre più si avverte tra il Ministero dell’Agricoltura e le aziende zootecniche”.
“Inaccettabile per gli allevatori il Decreto ministeriale recante modalità per la regolazione dell’offerta dei prosciutti Dop o Igp, appena siglato. Le scelte devono essere prima condivise e decise con la parte agricola” – è questo il duro commento di Confagricoltura e Cia dell’Emilia Romagna in merito al decreto ministeriale recante modalità per la regolazione dell’offerta dei prosciutti Dop o Igp firmato dal ministro Martina l’11 novembre scorso - ma reso pubblico ieri – e predisposto senza previa consultazione e condivisione con il mondo agricolo. “E’ ridicolo – rimarcano le due organizzazioni agricole regionali - voler operare nell’ambito della filiera e poi costruire un percorso di programmazione dei prosciutti, passaggio decisivo per l’economia e il sostentamento della filiera stessa, che non preveda il coinvolgimento attivo degli allevatori ma solo una semplice consultazione”. “Auspichiamo che il Ministero riveda subito i contenuti del decreto e convochi in tempi rapidi un tavolo che includa anche la partecipazione delle Regioni - soggetti spesso richiamati a compiti di controllo senza essere stati precedentemente coinvolti nella fase decisionale – per lavorare sulla definizione di un reale procedimento di programmazione dell’offerta dei prosciutti assieme alle parti interessate”. “L’assenza di un riscontro del Governo alle istanze provenienti dagli allevatori – concludono Confagricoltura e Cia dell’Emilia Romagna - non farebbe altro che accentuare quel distacco, in termini di mancanza di tutele e rappresentanza, che sempre più si avverte tra il Ministero dell’Agricoltura e le aziende zootecniche”.
martedì 11 febbraio 2014
LETTA FIRMA DECRETO PER LA REGOLAZIONE DELL’OFFERTA DEL FORMAGGIO ASIAGO DOP
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Presidente del Consiglio e Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ad interim, Enrico Letta, ha firmato il decreto ministeriale recante regolazione dell’offerta del formaggio Asiago Dop. Il piano per la regolazione dell’offerta approvato rientra tra gli strumenti introdotti dal cosiddetto “Pacchetto Latte” dell’Unione europea, è valido dalla data di pubblicazione fino al 31 dicembre 2016 ed è vincolante per tutti i produttori del formaggio Asiago inseriti nel sistema di controllo della Dop Asiago. Il piano razionalizza l’evoluzione dell’offerta in relazione alla domanda, riducendo il rischio legato alla volatilità dei mercati e ai fenomeni speculativi. Si tratta di un provvedimento importante, anche perché coinvolge tanti operatori a più livelli nel territorio di produzione, con l’obiettivo di remunerare in maniera adeguata anche la parte più debole della filiera produttiva. Annualmente il Consorzio per la tutela del Formaggio Asiago presenta una relazione sullo stato di attuazione del piano di regolazione dell’offerta del formaggio Asiago Dop, con indicazione delle misure già adottate e da adottare, insieme ai risultati ottenuti. La relazione dovrà anche indicare l’impatto del piano sul mercato del latte e degli altri prodotti lattiero-caseari che potrebbero essere influenzati dalla sua attuazione.
Il Presidente del Consiglio e Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ad interim, Enrico Letta, ha firmato il decreto ministeriale recante regolazione dell’offerta del formaggio Asiago Dop. Il piano per la regolazione dell’offerta approvato rientra tra gli strumenti introdotti dal cosiddetto “Pacchetto Latte” dell’Unione europea, è valido dalla data di pubblicazione fino al 31 dicembre 2016 ed è vincolante per tutti i produttori del formaggio Asiago inseriti nel sistema di controllo della Dop Asiago. Il piano razionalizza l’evoluzione dell’offerta in relazione alla domanda, riducendo il rischio legato alla volatilità dei mercati e ai fenomeni speculativi. Si tratta di un provvedimento importante, anche perché coinvolge tanti operatori a più livelli nel territorio di produzione, con l’obiettivo di remunerare in maniera adeguata anche la parte più debole della filiera produttiva. Annualmente il Consorzio per la tutela del Formaggio Asiago presenta una relazione sullo stato di attuazione del piano di regolazione dell’offerta del formaggio Asiago Dop, con indicazione delle misure già adottate e da adottare, insieme ai risultati ottenuti. La relazione dovrà anche indicare l’impatto del piano sul mercato del latte e degli altri prodotti lattiero-caseari che potrebbero essere influenzati dalla sua attuazione.
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