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giovedì 7 maggio 2015

LATTE: AGRINSIEME CHIEDE CHIAREZZA SUI RAPPORTI DI FILIERA

Fonte: Agrinsieme

LATTE, AGRINSIEME: “ANTITRUST FACCIA PRONTAMENTE CHIAREZZA SUI RAPPORTI DI FILIERA. C’È ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE”

Roma, 7 maggio 2015 - Bene indagare sul possibile squilibrio contrattuale tra allevatori ed industria del latte; è essenziale verificare come avviene la formazione dei prezzi e quali siano i ‘pesi’ nei rapporti all’interno della filiera. Diamo immediata disponibilità a collaborare a far chiarezza e confidiamo che l’indagine parta quanto prima e consenta di tarare ancora meglio le prime misure di urgenza che già sono state previste dal Governo la scorsa settimana”. È questo il commento di Agrinsieme in relazione alla decisione dell’Autorità Garante del Commercio e del Mercato di avviare un’indagine generale sui meccanismi di formazione del prezzo e sulle relazioni tra gli operatori della filiera lattiero casearia nazionale. “L’indagine dell’Antitrust – prosegue Agrinsieme - sarà utile per i provvedimenti in materia di relazioni commerciali (il cosiddetto “articolo 62” del DL n. 1/2012), nonché per il meccanismo di indicizzazione dei prezzi, che auspichiamo sia quanto prima concretizzato con modalità chiare ed efficaci, in maniera da potere davvero consentire una correlazione tra i prezzi riconosciuti agli allevamenti e quelli della vendita finale in un’ottica di mutuo vantaggio per la filiera e per i consumatori”. Agrinsieme cita quindi un passaggio del provvedimento dell’Antitrust in cui si sottolinea che “sembra assumere rilievo anche il basso livello di concentrazione strutturale dell’offerta di materia prima, che potrebbe generare uno squilibrio del potere di negoziazione nell’ambito delle relazioni commerciali tra agricoltori e latterie”. Sollecita una verifica da parte dell’Autorità Garante proprio su tale squilibrio. “A nostro avviso - osserva il Coordinamento di Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative Agroalimentari - è così evidente da configurare un vero e proprio abuso di posizione dominante da parte degli acquirenti del latte prodotto in Italia. Lo testimoniamo le lettere ricevute dai nostri allevatori, subito dopo la soppressione delle quote, con le quali si pretende un allineamento al ribasso del prezzo di acquisto in base alle condizioni del mercato europeo che ha ben altri parametri di riferimento in termini di costi e di competitività”. Agrinsieme pone in evidenza come il prezzo del latte alla stalla in Lombardia (la regione che rappresenta il 40% della produzione nazionale di latte), in base ai dati del Comune di Milano, fosse di 42 euro/100 litri a gennaio 2014, per poi stabilizzarsi a 44,5 a giugno 2014. Approssimandosi la data della cessazione del regime delle quote latte gli acquirenti hanno avviato una politica di riduzione del prezzo per il latte conferito che lo ha portato a 38 euro/100 litri a dicembre scorso. La progressiva caduta delle quotazioni si è registrata anche nel primo trimestre 2015 (37 euro/100 litri a gennaio, 36,5 a febbraio-marzo). Mentre il prezzo al consumo - che era 137 euro euro/100 litri a gennaio 2014 - a gennaio 2015 si è attestato a 149 euro/100 litri. “In questa fase cruciale – conclude Agrinsieme - tra soppressione del regime delle quote latte (che al di là delle anomalie di applicazione tutte italiane, garantiva equilibrio e stabilità di mercato a beneficio dei redditi degli allevatori) e maggiore concorrenza globale, non è assolutamente accettabile un allentamento delle garanzie di prezzo e di mercato a svantaggio dei produttori”.

martedì 23 ottobre 2012

Agricoltura e impresa: ripartire per il futuro - Conferenza Economica di Cia Ferrara



FONTE: CIA

Appuntamento, giovedì 25 ottobre, dalle 15.30, con la Conferenza Economica di Cia Ferrara presso la Sala Conferenza della Camera di Commercio di Ferrara

FERRARA – Un incontro per analizzare l’andamento economico del settore agricolo nell’ultimo anno e ripartire, partendo proprio dall’impresa, pensando a un futuro sostenibile dal punto di vista della produzione e del reddito. Si terrà giovedì 25 ottobre, a partire dalle 15.30, Agricoltura e Impresa: ripartire dal futuro, la Conferenza Economica della Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara, presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Ferrara. Una sede prestigiosa per parlare, appunto, di economia, impresa e delle prospettive di crescita del comparto ferrarese. Parteciperanno alla Conferenza: Carlo Alberto Roncarati, Presidente Camera di Commercio di Ferrara; Marcella Zappaterra, Presidente della Provincia di Ferrara; Stefano Calderoni, Assessore provinciale all’Agricoltura; Maria Teresa Bertuzzi, senatrice componente della Commissione Agricoltura del Senato. Interverrà poi Lorenzo Boldrini, Presidente Cia Ferrara, che farà una relazione sulla situazione economica e strutturale del settore e sulle prospettive future per le aziende agricole. Ci saranno poi gli interventi tecnici di Vanni Branchini, Membro Commissione Frutticoltura Fondazione F.lli Navarra; Massimo Piva Presidente GIE Cereali Cia E-R e Gianni Paganini Vicepresidente C.A.S.A Mesola. A fare il punto sulle assicurazioni dei redditi agricoli sarà Mario Tamanti, Direttore finanziamenti e progetti Gruppo Apofruit. Le conclusioni dei lavori della Conferenza saranno affidate ad Antonio Dosi, Presidente Cia Emilia-Romagna. Durante la Conferenza Economica si parlerà, inoltre, di biologico e dell’andamento dei diversi comparti (seminativi, frutticoltura, orticoltura) per capire quali sono stati i punti di forza e debolezza delle campagne di raccolta. Un’analisi a 360° del settore, aperta agli associati della Confederazione e a tutti coloro che vorranno partecipare per comprendere meglio un comparto d’importanza fondamentale per l’alimentazione, la salute e l’ambiente.



mercoledì 18 aprile 2012

Cia: Convegno sul ricambio generazionale in agricoltura



FONTE: CIA FERRARA

Ferrara: I giovani agricoltori ed i pensionati della Cia hanno organizzato un convegno sul tema del ricambio generazionale in agricoltura. Alla presenza dell'assessore provinciale all'agricoltura Stefano Calderoni e del segretario generale della Camera di commercio, giovani e pensionati si sono confrontati su un tema delicato per il settore agricolo, ma che da dati camerali si nota quanto in realtà nella provincia di Ferrara sia trasversale dell'intera imprenditoria locale.
In apertura Lorenzo Boldrini, presidente Cia, ha detto che "il ricambio generazionale è un cavallo di battaglia della Cia. I giovani non solo devono entrare, ma devono rimanere e le condizioni per restare dentro il settore sono spesso trascurate. La Cia vuole valorizzare e rivalutare la figura del giovane imprenditore anche all'interno della propria azione sindacale e dei propri organi, dando spazio, fiducia e tempo a questi ragazzi e ragazze che si affacciano obiettivamente ad un mondo articolato e complesso."
Nella sua relazione Berardino Gallotta, presidente dell'AGIA, associazione giovani della Cia, ha sostenuto che "le condizioni economiche e di mercato cambiano repentinamente, le misure previste per i giovani devono poter essere più snelle, meno oppressive per chi fa impresa, ed aiutare non solo per l’avviamento, ma anche e soprattutto, accompagnare il giovane nei primi anni di attività. L’Europa che si pone obiettivi concreti per il 2020 e comincia a prefigurare piani di azione per il 2050, ma proprio per questo deve considerare i giovani imprenditori la risorsa più importante per qualsiasi politica, e le proposte attuali invece non vanno in questa direzione."
"Il tema del credito rappresenta la maggior criticità per la giovane azienda agricola, per fare impresa servono finanziamenti a medio e lungo termine. - ha spiegato Gallotta - Il business plan o comunque la presentazione trasparente delle dinamiche gestionali finanziarie e patrimoniali (il bilancio dell’azienda), dovrebbe consentire di presentarsi in banca nelle migliori condizioni per dimostrare il merito creditizio e la capacità di pagamento delle rate, ma nessuna impresa può sopravvivere senza mutuo di lunga durata con rate accettabili. La burocrazia complessivamente è asfissiante; si è subissati da registri, vidimazioni preventive e adempimenti di ogni genere, è necessario valutare con attenzione tra quello che è fondamentale e quello che può essere cambiato e semplificato."
Gallotta infine ha concluso affermando che "occorre battersi per garantire che il lavoro e il prodotto dell’attività agricola sia adeguatamente remunerato. Questo è il punto su cui i giovani della CIA di Ferrara vogliono richiamare l’attenzione anche nell’ambito del progetto regionale sul ricambio generazionale."
"Non vi è nessun futuro se a fine giornata non si riesce a mettere su la pentola per la famiglia - ha esordito Stefano Calderoni, nuovo assessore provinciale all'agricoltura. " fare il punto della situazione è importante ma a questi momenti devono seguire politiche attive e concrete."
"La riforma della PAC non offre molte soddisfazioni su questo versante - ha spiegato Calderoni - la UE svolta verso l'ambiente al punto da far pensare che il termine PAC significhi, politica ambientale comunitaria, introducendo il greening che è una soluzione poco agricola e poco lungimirante in un mondo che ha ancora troppa sofferenza per fame. Il nuovo sistema non molto diverso da quello vecchio ci farà perdere 250 milioni di euro ed allora si capisce il bisogno di impegnarsi maggiormente a tutti i livelli per aggiornare queste proposte."
"La Provincia ha rivalutato come strumento di confronto la consulta agricola provinciale, - ha affermato l'assessore provinciale - che dovrà affrontare con molta attenzione anche questo tema del ricambio generazionale con iniziative concrete."
Mauro Giannattasio, segretario della CCIAA, ha iniziato confermando che "nella maggior parte dei casi il trasferimento aziendale coinvolge le famiglie, anche se il termine è più generale."
"Per affrontare con successo il ricambio generazionale meglio, la trasmissione d’impresa, - ha proseguito Giannattasio - la prima convinzione che dovrebbe muovere i figli degli imprenditori (e i loro genitori) è che imprenditori si può diventare. Non è automatico, non è in nessun modo garantito dal fatto di essere figli di imprenditori, difficilmente avviene in mancanza di alcune pre-condizioni (come ad esempio motivazione e passione), è sicuramente frutto di un intenso lavoro, necessita di uno spirito di sacrificio e di grande impegno, ma imprenditori si può diventare."
In conclusione Marco Ercolani, presidente regionale dell'AGIA, ha ringraziato tutti "perché il convegno è stato utile e propositivo. Questo momento fa parte di un percorso regionale iniziato a novembre dello scorso anno e che si concluderà a fine mese con una importante iniziativa regionale sul tema, e che il convegno della Cia di Ferrara dimostra che i giovani agricoltori ferraresi non solo sono attenti alla cosa ma vogliono essere protagonisti di un lavoro comune che deve e vuole portare novità anche all'agricoltura"

giovedì 23 settembre 2010

FACCIAMO SPICCARE IL "VOLO" ALL'AGRICOLTURA ITALIANA

FONTE: CIA FERRARA

La CIA ha partecipato al balloon festival di Ferrara per richiamare l’attenzione dell’intera società sulla delicata situazione dell’agricoltura.
Riforma PAC, prezzi insufficienti per il grano duro ed ortofrutta, taglio delle risorse al settore con la manovra anticrisi, calamità e redditi aziendali sempre più falcidiati, sono questi alcuni dei temi che la confederazione promuove, all’attenzione di istituzioni e cittadini, lanciando la mobilitazione su tutto il territorio nazionale.
“La nostra mobilitazione ripartirà nelle prossime settimane. Vogliamo subito risposte concrete. Dal governo continuiamo a registrare un silenzio assordante. E intanto le imprese vivono una drammatica crisi. I prezzi sui campi si mantengono su livelli non certo remunerativi, i costi registrano un’ulteriore impennata. Senza interventi incisivi si rischia il tracollo”.
A rinnovare questo appello per richiamare l’attenzione sul settore, è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi
“Da mesi chiediamo al governo che sul futuro della Pac – prosegue Politi - si avvii una vasta concertazione con tutti i soggetti della rappresentanza interessati, con l’obiettivo di costruire una posizione unitaria, utile per la nostra agricoltura e per gli agricoltori italiani. Un’esigenza ancora più forte davanti all’accordo raggiunto tra Francia e Germania. Intesa che non contestiamo, anzi alcuni aspetti li condividiamo, ma vogliamo che il nostro Paese si presenti alle prossime decise trattative comunitarie, soprattutto prima che la Commissione di Bruxelles presenti le sue proposte, con una strategia condivisa che permetta di far valere le esigenze dei produttori. Per questo CIA e Confagricoltura hanno preparato un documento unitario e molto propositivo su questi temi così delicati.”.
“Per la Cia -ha evidenziato Dosi, presidente regionale CIA Emilia Romagna - la Pac post 2013 dovrà porre al centro l’agricoltura e le imprese agricole. Come è scritto nel documento per l’Assemblea: il sostegno pubblico dovrà essere destinato agli agricoltori professionali ed alle imprese agricole che operano nel mercato dei prodotti e del lavoro. Vogliamo sostenere gli imprenditori agricoli, non i percettori di rendita fondiaria. Dobbiamo superare l’anomalia della Pac che concentra l’80 per cento del sostegno sul 20 per cento delle aziende e riserva il regime di aiuti ai beneficiari storici”.
“D’altra parte, - ha spiegato Dosi - l’attuale architettura della Pac basata sui tradizionali pilastri (politiche di mercato, aiuti diretti e sviluppo rurale) è inadeguata. Per ipotizzare una nuova architettura, dobbiamo partire dagli obiettivi che ci proponiamo e dalla visione unitaria delle politiche di sostegno.”
“Sono mesi - ha proseguito Ferrari, presidente provinciale CIA - che chiediamo un cambiamento di rotta nei confronti del mondo agricolo, ma l’atteggiamento del governo è sempre lo stesso: sordo a qualsiasi richiesta. I fatti lo confermano. Nel 2010 al settore sono state sottratte risorse per oltre un miliardo di euro. In tutti i provvedimenti varati dallo scorso gennaio ad oggi (dal “milleproroghe” alla manovra anti-crisi) non si trova traccia della parola agricoltura, se non nel vergognoso decreto sulle quote latte.”
“Per questa ragione - ha concluso Ferrari – abbiamo ripreso le iniziative di piazza, cominciando a sensibilizzare l’opinione pubblica con questa presenza al Balloon Festival, qui a Ferrara. Poi andremo avanti ancora con altre manifestazioni in difesa dei redditi dei produttori agricoli italiani, che continuano a diminuire in maniera drammatica, e per far sì che il governo finalmente predisponga, come del resto ha già fatto con altri settori produttivi, misure efficaci a sostegno delle aziende che non possono continuare ad operare tra difficoltà e grandi incertezze”.