Fonte: Coldiretti Ferrara
Vale 2,8 miliardi di Euro la cessione di terreni pubblici e consentirà la nascita di oltre diecimila nuove imprese.
Dalla vendita o dall’affitto dei terreni agricoli pubblici possono nascere oltre diecimila nuove imprese agricole condotte da giovani con un concreto impulso positivoalla crescita del Pil in Italia. E’ quanto è emerso da una analisi di Coldiretti Giovani Impresa nel Dossier “Nella green economy c’è lavoro per i giovani” presentato in occasione della consegna degli Oscar Green ”, i premi per l’innovazione con l’ Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Sono questi gli effetti – sottolinea la Coldiretti - del protocollo d'intesa appena firmato dalla Conferenza delle Regioni, dal Ministero delle Politiche Agricole, l'Ismea, l'Anci e l'Agenzia del Demanio che prevede la cessione ai giovani dei terreni agricoli che fanno capo a regioni ed enti locali. Si tratta secondo il Dossier della Coldiretti di oltre 140mila ettari di superficie agricola utilizzata censiti dall’Istat per un valore stimato - precisa la Coldiretti - in 2,8 miliardi di euro sulla base dei valori fondiari medi inItalia. La cessione di questi terreni - continua la Coldiretti - toglierebbe a Comuni, Regioni e allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, renderebbe disponibili risorse per lo sviluppo e la crescita del Pil ma soprattutto avrebbe il vantaggio di calmierare il prezzo dei terreni, stimolare la crescita, l’occupazione e la redditività delle imprese agricole che rappresentano una leva competitiva determinante per la crescita del Paese. Dal ritorno delle terre pubbliche agli agricoltori che le coltivano possono nascere nuove imprese o, in alternativa, essere ampliate quelle esistenti. Il programma di dismissione è già in atto con il Demanio che ha appena pubblicato online i bandi che riguardano i primi 500 ettari dei 5.500 resi disponibili dalla Stato mentre alcune Regioni hanno creato le “'banche della terra” dove censire i terreni pubblici disponibili ma in alcuni casi anche i terreni incolti dei privati. Nel dettaglio sono ben otto le Regioni (Abruzzo, Campania, Liguria, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto) che hanno approvato leggi per favorire l’accesso ai terreni pubblici dei giovani imprenditori agricoli mentre in altre cinque sono in itinere (Calabria, Lazio, Lombardia, Marche e Molise). Ai terreni alienati o locati, prevede il progetto, non potra' essere attribuita una destinazione urbanistica diversa da quella agricola prima di 20 anni dalla trascrizione dei contratti nei pubblici registri immobiliari. “La dismissione della proprietà pubblica dei terreni agricoli non solo toglie allo Stato, alle regioni e ai Comuni il compito improprio di coltivare la terra e rende disponibili risorse per lo sviluppo, ma soprattutto dà un impulso alla crescita, all’occupazione e alla redditività delle imprese che realizzano performance migliori in agricoltura quando sono condotte da giovani” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. “La disponibilità di terra è il principale ostacolo alla nascita di nuove imprese agricole e il 50 per cento delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani ha bisogno di disponibilità di terra in affitto o acquisizione, secondo una indagine Coldiretti/Ixè” ha continuato la delegata di Coldiretti Giovani Impresa Maria Letizia Gardoni. In Italia il costo della terra ha superato i 20mila euro, un valore superiore a quello di Germania e Francia. Dietro il valore medio - conclude la Coldiretti - si nasconde però una forte variabilità, con valori che partono dai mille euro all'ettaro dei pascoli della provincia di Catanzaro con un ettaro di frutteto o vigneto nelle zone di produzione più celebri, dalla Toscana al Trentino Alto Adige, che può andare da 500mila a oltre un milione di euro ad ettaro.
LEGGI REGIONALI PER FAVORIRE L’ACCESSO AI TERRENI PUBBLICI
DEI GIOVANI IMPRENDITORI AGRICOLI AL 31/10/2014
APPROVATE
Abruzzo
Campania
Liguria
Puglia
Sicilia
Toscana
Umbria
Veneto
IN ITINERE
Calabria
Lazio
Lombardia
Marche
Molise
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venerdì 14 novembre 2014
COLDIRETTI: E’ PARTITA LA VENDITA O AFFITTO DI 140MILA ETTARI DI TERRENI PUBBLICI AI GIOVANI AGRICOLTORI
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venerdì 25 maggio 2012
COLDIRETTI: VIA ALLA PRIMA VENDITA DEL PARMIGIANO REGGIANO TERREMOTATO
Fonte: Coldiretti Ferrara
Domani 26 maggio 2012 e nei giorni successivi a Ferrara e Modena in vendita il parmigiano reggiano delle aziende terremotate.
Al via la prima vendita del Parmigiano Reggiano recuperato dal crollo dei magazzini di stagionatura distrutti dal terremoto per fare ripartire l’economia e l’occupazione con il prodotto motore e simbolo dei territori colpiti dal sisma, che contano danni di almeno 250 milioni di euro per il solo settore agroalimentare. Il terremoto ha colpito duramente i magazzini di Parmigiano Reggiano DOP facendo rovinare a terra migliaia di forme da peso di 40 chili l’una a causa del crollo delle “scalere”, le grandi scaffalature di stagionatura che sono collassate sotto le scosse. Per sostenere le aree agricole colpite dal sisma e favorirne al più presto il ritorno alla normalità da domani 26 maggio alle ore 9,30 sarà possibile acquistare il Parmigiano Reggiano “terremotato”, già stagionato e controllato dal Consorzio di Tutela, in tagli da un chilogrammo e al prezzo di mercato fissato dal caseificio di origine, per evitare distorsioni e speculazioni. L’iniziativa parte sabato 26 maggio dal Punto vendita di Campagna Amica di Modena in Via Vignolese 82/86, dalle 9.30 alle 20.00 (orario continuato) ma anche nei mercati di Campagna Amica del quartiere Modena Est in piazza Liberazione (dalle 14.30 alle 18.30) e nel punto vendita bioglam, stand 29 mercato Albinelli del viale Albinelli a Modena (dalle 9.00 alle 13.00). Sempre da sabato il Parmigiano Reggiano sarà in vendita anche a Ferrara, nei punti vendita di Orto Amico in via Canapa 72 (aperto anche il sabato dalle 9 alle 19 con orario continuato) e in via Garibaldi 1 (aperto sabato e anche domenica mattina sino alle 13).
Domani 26 maggio 2012 e nei giorni successivi a Ferrara e Modena in vendita il parmigiano reggiano delle aziende terremotate.
Al via la prima vendita del Parmigiano Reggiano recuperato dal crollo dei magazzini di stagionatura distrutti dal terremoto per fare ripartire l’economia e l’occupazione con il prodotto motore e simbolo dei territori colpiti dal sisma, che contano danni di almeno 250 milioni di euro per il solo settore agroalimentare. Il terremoto ha colpito duramente i magazzini di Parmigiano Reggiano DOP facendo rovinare a terra migliaia di forme da peso di 40 chili l’una a causa del crollo delle “scalere”, le grandi scaffalature di stagionatura che sono collassate sotto le scosse. Per sostenere le aree agricole colpite dal sisma e favorirne al più presto il ritorno alla normalità da domani 26 maggio alle ore 9,30 sarà possibile acquistare il Parmigiano Reggiano “terremotato”, già stagionato e controllato dal Consorzio di Tutela, in tagli da un chilogrammo e al prezzo di mercato fissato dal caseificio di origine, per evitare distorsioni e speculazioni. L’iniziativa parte sabato 26 maggio dal Punto vendita di Campagna Amica di Modena in Via Vignolese 82/86, dalle 9.30 alle 20.00 (orario continuato) ma anche nei mercati di Campagna Amica del quartiere Modena Est in piazza Liberazione (dalle 14.30 alle 18.30) e nel punto vendita bioglam, stand 29 mercato Albinelli del viale Albinelli a Modena (dalle 9.00 alle 13.00). Sempre da sabato il Parmigiano Reggiano sarà in vendita anche a Ferrara, nei punti vendita di Orto Amico in via Canapa 72 (aperto anche il sabato dalle 9 alle 19 con orario continuato) e in via Garibaldi 1 (aperto sabato e anche domenica mattina sino alle 13).
venerdì 2 marzo 2012
COLDIRETTI: BENE IL DECRETO LIBERALIZZAZIONI, DALLA VENDITA DELLE TERRE DI STATO LAVORO PER 43MILA GIOVANI
Fonte: Coldiretti Ferrara
Con la vendita o l’affitto dei terreni di stato possibili incrementi di occupazione e formazione di nuove imprese di giovani agricoltori.
Dalla vendita o dall’affitto dei 338mila ettari di terreni agricoli pubblici possono nascere fino a 43mila nuove imprese agricole condotte da giovani, ai quali è stato assicurato il diritto di prelazione nelle procedure di cessione, secondo quanto previsto nel maxiemendamento sostitutivo del dl liberalizzazioni sul quale è stata posta la fiducia al Senato. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati sulla disoccupazione giovanile a gennaio diffusi dall’Istat. Nel maxiemendamento sostitutivo al decreto liberalizzazioni - sottolinea la Coldiretti - si prevede anche la possibilità di affitto, oltre alla vendita, dei terreni agricoli demaniali, a favore dei giovani agricoltori. Dal ritorno delle terre pubbliche agli agricoltori che le coltivano possono nascere nuove imprese o, in alternativa, essere ampliate quelle esistenti come testimonia il fatto che la disponibilità di terra è il principale vincolo alla nascita di nuove imprese agricole e che - sottolinea la Coldiretti - il 50 per cento delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani “chiede” la disponibilità di terra in affitto o acquisizione, secondo una indagine Coldiretti/Swg. In Italia - continua la Coldiretti - quasi un giovane su dieci sceglie di fare impresa in agricoltura dove si contano ben 65mila imprese agricole condotte da under 35 su un totale di 720mila al primo gennaio 2011, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Unioncamere. L’agricoltura - precisa la Coldiretti - si classifica al terzo posto dopo costruzioni e commercio tra le attività imprenditoriali preferite dai giovani ed è l’unico settore che non ha visto diminuire la presenza percentuale di giovani imprenditori agricoli under 30 negli ultimi quindici anni. La dismissione della proprietà pubblica dei terreni agricoli non solo toglie allo Stato il compito improprio di coltivare la terra e rende disponibili risorse per lo sviluppo, ma soprattutto – sostiene la Coldiretti - dà un impulso alla crescita, all’occupazione e alla redditività delle imprese che realizzano performance migliori in agricoltura quando sono condotte da giovani. In Italia il costo della terra ha superato i 18.400 euro, un valore superiore a quello di Germania e Francia. Dietro il valore medio - conclude la Coldiretti - si nasconde però una forte variabilità, con valori che partono dai mille euro all'ettaro dei pascoli della provincia di Catanzaro con un ettaro di vigneto nelle zone di produzione più celebri, dalla Toscana al Trentino Alto Adige, che può andare da 500mila a oltre un milione di euro ad ettaro.
Con la vendita o l’affitto dei terreni di stato possibili incrementi di occupazione e formazione di nuove imprese di giovani agricoltori.
Dalla vendita o dall’affitto dei 338mila ettari di terreni agricoli pubblici possono nascere fino a 43mila nuove imprese agricole condotte da giovani, ai quali è stato assicurato il diritto di prelazione nelle procedure di cessione, secondo quanto previsto nel maxiemendamento sostitutivo del dl liberalizzazioni sul quale è stata posta la fiducia al Senato. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati sulla disoccupazione giovanile a gennaio diffusi dall’Istat. Nel maxiemendamento sostitutivo al decreto liberalizzazioni - sottolinea la Coldiretti - si prevede anche la possibilità di affitto, oltre alla vendita, dei terreni agricoli demaniali, a favore dei giovani agricoltori. Dal ritorno delle terre pubbliche agli agricoltori che le coltivano possono nascere nuove imprese o, in alternativa, essere ampliate quelle esistenti come testimonia il fatto che la disponibilità di terra è il principale vincolo alla nascita di nuove imprese agricole e che - sottolinea la Coldiretti - il 50 per cento delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani “chiede” la disponibilità di terra in affitto o acquisizione, secondo una indagine Coldiretti/Swg. In Italia - continua la Coldiretti - quasi un giovane su dieci sceglie di fare impresa in agricoltura dove si contano ben 65mila imprese agricole condotte da under 35 su un totale di 720mila al primo gennaio 2011, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Unioncamere. L’agricoltura - precisa la Coldiretti - si classifica al terzo posto dopo costruzioni e commercio tra le attività imprenditoriali preferite dai giovani ed è l’unico settore che non ha visto diminuire la presenza percentuale di giovani imprenditori agricoli under 30 negli ultimi quindici anni. La dismissione della proprietà pubblica dei terreni agricoli non solo toglie allo Stato il compito improprio di coltivare la terra e rende disponibili risorse per lo sviluppo, ma soprattutto – sostiene la Coldiretti - dà un impulso alla crescita, all’occupazione e alla redditività delle imprese che realizzano performance migliori in agricoltura quando sono condotte da giovani. In Italia il costo della terra ha superato i 18.400 euro, un valore superiore a quello di Germania e Francia. Dietro il valore medio - conclude la Coldiretti - si nasconde però una forte variabilità, con valori che partono dai mille euro all'ettaro dei pascoli della provincia di Catanzaro con un ettaro di vigneto nelle zone di produzione più celebri, dalla Toscana al Trentino Alto Adige, che può andare da 500mila a oltre un milione di euro ad ettaro.
giovedì 17 novembre 2011
COLDIRETTI: CON VENDITA TERRE DI STATO POTRANNO NASCERE 43MILA NUOVE IMPRESE GIOVANI
Fonte: Coldiretti Ferrara
Con l’approvazione della Legge di stabilità entro tre mesi verranno individuati i terreni di proprietà dello stato che saranno venduti e destinati a nuove imprese di giovani o ad integrare aziende esistenti. Obiettivo sia priorità anche per il nuovo governo Monti, che dalla dismissione potrà incassare 6 mld di euro.
Dalla vendita dei 338mila ettari di terreni agricoli pubblici, prevista dalla legge di stabilità, possono nascere fino a 43mila nuove imprese agricole condotte da giovani, ai quali è stato assicurato il diritto di prelazione nelle procedure di cessione. E’ quanto ha affermato Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, in occasione dell’assegnazione del premio Oscar Green alle imprese piu’ innovative promosso dai giovani della Coldiretti con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e l’apertura del salone della creatività giovanile” con gli esempi piu’ interessanti di innovazione nell’agroalimentare. La legge di stabilità approvata prevede che entro tre mesi vengano individuati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, i terreni da alienare e ci auguriamo che questo obiettivo - ha sottolineato Sangiorgio - diventi una priorità per il nuovo Governo del Prof. Mario Monti e del Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania. Un impegno per sostenere la competitività delle imprese agricole e l’occupazione giovanile che - ha precisato il delegato dei giovani della Coldiretti - non costa niente e che anzi puo’ generare fino a 6 miliardi di euro di risorse da destinare allo sviluppo del paese.
Dal ritorno delle terre pubbliche agli agricoltori che le coltivano possono nascere nuove imprese o, in alternativa, essere ampliate quelle esistenti, come testimonia il fatto che - ha sottolineato Sangiorgio - il 50 per cento delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani “chiede” la disponibilità di terra in affitto o acquisizione, secondo una indagine Coldiretti/Swg. Da una stima della Coldiretti sulla base della superficie media nelle diverse Regioni, con la dismissione delle terre agricole pubbliche il maggior numero di nuove aziende giovani potrebbe nascere nel Lazio (6.500), in Campania (4.300), nel Trentino (3.800), in Piemonte (3.700), in Calabria (3.500) e in Puglia (2.600).
In Italia - ha ricordato Sangiorgio - quasi un giovane su dieci sceglie di fare impresa in agricoltura dove si contano ben 65mila imprese agricole condotte da under 35 su un totale di 720mila al primo gennaio 2011, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Unioncamere. L’agricoltura - ha precisato il Delegato dei giovani della Coldiretti - si classifica al terzo posto dopo costruzioni e commercio tra le attività imprenditoriali preferite dai giovani. “L’agricoltura è l’unico settore che non ha visto diminuire la presenza percentuale di giovani imprenditori agricoli under 30 negli ultimi quindici anni” ha affermato il presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “nell’attività manifatturiera tale percentuale si è piu’ che dimezzata. La presenza di giovani agricoltori - ha sottolineato Marini - è rimasta percentualmente stabile a conferma che il ricambio generazionale in agricoltura è più alto che in altri settori.
La dismissione della proprietà pubblica dei terreni agricoli non solo toglie allo Stato il compito improprio di coltivare la terra e rende disponibili risorse per lo sviluppo, ma soprattutto - ha sostenuto Sangiorgio - stimola l’ingresso di giovani imprenditori per i quali il costo del terreno è il principale ostacolo all’avvio dell’attività agricola. Un impulso alla crescita, all’occupazione e alla redditività delle imprese che realizzano performance migliori in agricoltura quando sono condotte da giovani.
In Italia il costo della terra - ha sottolineto la Coldiretti - ha superato i 18.400 euro, un valore superiore a quello di Germania e Francia. Dietro il valore medio – precisa la Coldiretti - si nasconde però una forte variabilità, con valori che partono dai mille euro all'ettaro dei pascoli della provincia di Catanzaro con un ettaro di vigneto nelle zone di produzione più celebri, dalla Toscana al Trentino Alto Adige, che può andare da 500mila a oltre un milione di euro ad ettaro.
Dallo studio Swg/Coldiretti Giovani Impresa emerge che in agricoltura solo il 3 per cento delle imprese agricole italiane è condotto da giovani con meno di 35 anni che pero’ sono alla guida delle aziende piu’ innovative, che offrono maggiore occupazione e garantiscono maggiori livelli reddito. In Italia - ha sottolineato la Coldiretti - i giovani imprenditori nelle proprie aziende producono un reddito del 40 per cento superiore a quello medio del settore. La crisi, secondo SWG/Coldiretti Giovani Impresa, non ha fermato la volontà di crescita delle giovani imprese agricole che, anche in questa congiuntura non favorevole, per il 78 per cento ha realizzato investimenti per l’espansione dell’attività o il miglioramento della qualità dei prodotti. Le aziende under 35 si caratterizzano per un maggior grado di diversificazione produttiva (31 per cento dei giovani a fronte di una media del 27 per cento), una maggiore capacità di innovare il marketing mix con ben l’87,5 per cento dei giovani che vende direttamente e il 22 per cento che rifornisce i gruppi di acquisto solidali (GAS).
Con l’approvazione della Legge di stabilità entro tre mesi verranno individuati i terreni di proprietà dello stato che saranno venduti e destinati a nuove imprese di giovani o ad integrare aziende esistenti. Obiettivo sia priorità anche per il nuovo governo Monti, che dalla dismissione potrà incassare 6 mld di euro.
Dalla vendita dei 338mila ettari di terreni agricoli pubblici, prevista dalla legge di stabilità, possono nascere fino a 43mila nuove imprese agricole condotte da giovani, ai quali è stato assicurato il diritto di prelazione nelle procedure di cessione. E’ quanto ha affermato Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, in occasione dell’assegnazione del premio Oscar Green alle imprese piu’ innovative promosso dai giovani della Coldiretti con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e l’apertura del salone della creatività giovanile” con gli esempi piu’ interessanti di innovazione nell’agroalimentare. La legge di stabilità approvata prevede che entro tre mesi vengano individuati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, i terreni da alienare e ci auguriamo che questo obiettivo - ha sottolineato Sangiorgio - diventi una priorità per il nuovo Governo del Prof. Mario Monti e del Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania. Un impegno per sostenere la competitività delle imprese agricole e l’occupazione giovanile che - ha precisato il delegato dei giovani della Coldiretti - non costa niente e che anzi puo’ generare fino a 6 miliardi di euro di risorse da destinare allo sviluppo del paese.
Dal ritorno delle terre pubbliche agli agricoltori che le coltivano possono nascere nuove imprese o, in alternativa, essere ampliate quelle esistenti, come testimonia il fatto che - ha sottolineato Sangiorgio - il 50 per cento delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani “chiede” la disponibilità di terra in affitto o acquisizione, secondo una indagine Coldiretti/Swg. Da una stima della Coldiretti sulla base della superficie media nelle diverse Regioni, con la dismissione delle terre agricole pubbliche il maggior numero di nuove aziende giovani potrebbe nascere nel Lazio (6.500), in Campania (4.300), nel Trentino (3.800), in Piemonte (3.700), in Calabria (3.500) e in Puglia (2.600).
In Italia - ha ricordato Sangiorgio - quasi un giovane su dieci sceglie di fare impresa in agricoltura dove si contano ben 65mila imprese agricole condotte da under 35 su un totale di 720mila al primo gennaio 2011, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Unioncamere. L’agricoltura - ha precisato il Delegato dei giovani della Coldiretti - si classifica al terzo posto dopo costruzioni e commercio tra le attività imprenditoriali preferite dai giovani. “L’agricoltura è l’unico settore che non ha visto diminuire la presenza percentuale di giovani imprenditori agricoli under 30 negli ultimi quindici anni” ha affermato il presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “nell’attività manifatturiera tale percentuale si è piu’ che dimezzata. La presenza di giovani agricoltori - ha sottolineato Marini - è rimasta percentualmente stabile a conferma che il ricambio generazionale in agricoltura è più alto che in altri settori.
La dismissione della proprietà pubblica dei terreni agricoli non solo toglie allo Stato il compito improprio di coltivare la terra e rende disponibili risorse per lo sviluppo, ma soprattutto - ha sostenuto Sangiorgio - stimola l’ingresso di giovani imprenditori per i quali il costo del terreno è il principale ostacolo all’avvio dell’attività agricola. Un impulso alla crescita, all’occupazione e alla redditività delle imprese che realizzano performance migliori in agricoltura quando sono condotte da giovani.
In Italia il costo della terra - ha sottolineto la Coldiretti - ha superato i 18.400 euro, un valore superiore a quello di Germania e Francia. Dietro il valore medio – precisa la Coldiretti - si nasconde però una forte variabilità, con valori che partono dai mille euro all'ettaro dei pascoli della provincia di Catanzaro con un ettaro di vigneto nelle zone di produzione più celebri, dalla Toscana al Trentino Alto Adige, che può andare da 500mila a oltre un milione di euro ad ettaro.
Dallo studio Swg/Coldiretti Giovani Impresa emerge che in agricoltura solo il 3 per cento delle imprese agricole italiane è condotto da giovani con meno di 35 anni che pero’ sono alla guida delle aziende piu’ innovative, che offrono maggiore occupazione e garantiscono maggiori livelli reddito. In Italia - ha sottolineato la Coldiretti - i giovani imprenditori nelle proprie aziende producono un reddito del 40 per cento superiore a quello medio del settore. La crisi, secondo SWG/Coldiretti Giovani Impresa, non ha fermato la volontà di crescita delle giovani imprese agricole che, anche in questa congiuntura non favorevole, per il 78 per cento ha realizzato investimenti per l’espansione dell’attività o il miglioramento della qualità dei prodotti. Le aziende under 35 si caratterizzano per un maggior grado di diversificazione produttiva (31 per cento dei giovani a fronte di una media del 27 per cento), una maggiore capacità di innovare il marketing mix con ben l’87,5 per cento dei giovani che vende direttamente e il 22 per cento che rifornisce i gruppi di acquisto solidali (GAS).
venerdì 8 aprile 2011
NELLA GDO CRESCONO I VINI DI FASCIA ALTA E LE VENDITE DI SPUMANTE ITALIANO
Fonte: Ufficio Stampa Vinitaly
Presentate oggi a Vinitaly le proposte per migliorare la comunicazione del vino tra gli scaffali e favorire l’ingresso di piccole aziende vinicole nella grande distribuzione.
Verona, 8 aprile 2011 - Se le vendite di vino diminuiscono anche nei supermercati, che ne distribuiscono più del 60%, allora è necessaria una maggiore collaborazione tra cantine e catene distributive per affrontare le sfide del mercato. L’ampliamento degli assortimenti e la leva del prezzo e delle promozioni sembrano non essere più sufficienti. Le nuove proposte vanno dall’installazione nelle corsie dei supermercati di terminali touch screen che informino sul vino, all’introduzione della figura dell’esperto tra gli scaffali, alla realizzazione di piattaforme comuni tra piccole aziende agricole per poter entrare nella grande distribuzione.
Questo è emerso oggi a Vinitaly nel corso della tavola rotonda “Dalla vigna allo scaffale”, organizzata da Veronafiere, cui hanno partecipato i rappresentanti di Federvini, Federdistribuzione, Coop, Conad, Confagricoltura, Movimento Consumatori, e condotta da Luigi Rubinelli direttore di Mark Up-Il Sole 24 Ore.
Le statistiche sull’andamento del mercato del vino nella Grande Distribuzione nel 2010 sono state presentate da SymphonyIri Group, che ha svolto una ricerca per conto di Vinitaly: il vino confezionato (vino in bottiglia, da tavola e a denominazione d’origine, e vino in brik) scende dello 0,9% a volume rispetto al 2009; crescono le vendite delle bottiglie di vino a denominazione d’origine del 2,3% a volume ed aumentano ancora le vendite dello Spumante Italiano che cresce di 1,1% (se ci limitiamo al Metodo Classico la crescita sempre è dell’1,7%) con lo champagne francese che cala del 5,2%.
L’attenzione dei consumatori per i vini a denominazione d’origine, attirati anche dalle promozioni, è crescente: aumenta del 3,7% la fascia tra i 5 e i 6 euro; dell’1,4% la fascia tra i 3 e i 5 euro; dell’1,2% della fascia sotto i 3 euro (tutti a volume).
La presenza della Gdo a Vinitaly 2011 è stata caratterizzata, oltre che dalla tavola rotonda, dal tradizionale “GDO Buyers Club”, un’area dedicata agli incontri commerciali tra grande distribuzione e cantine espositrici a Vinitaly, cui hanno partecipato Coop, Carrefour, Selex, Billa, Pam, Interdis, Sisa, Sigma, Lombardini e decine di cantine.
Presentate oggi a Vinitaly le proposte per migliorare la comunicazione del vino tra gli scaffali e favorire l’ingresso di piccole aziende vinicole nella grande distribuzione.
Verona, 8 aprile 2011 - Se le vendite di vino diminuiscono anche nei supermercati, che ne distribuiscono più del 60%, allora è necessaria una maggiore collaborazione tra cantine e catene distributive per affrontare le sfide del mercato. L’ampliamento degli assortimenti e la leva del prezzo e delle promozioni sembrano non essere più sufficienti. Le nuove proposte vanno dall’installazione nelle corsie dei supermercati di terminali touch screen che informino sul vino, all’introduzione della figura dell’esperto tra gli scaffali, alla realizzazione di piattaforme comuni tra piccole aziende agricole per poter entrare nella grande distribuzione.
Questo è emerso oggi a Vinitaly nel corso della tavola rotonda “Dalla vigna allo scaffale”, organizzata da Veronafiere, cui hanno partecipato i rappresentanti di Federvini, Federdistribuzione, Coop, Conad, Confagricoltura, Movimento Consumatori, e condotta da Luigi Rubinelli direttore di Mark Up-Il Sole 24 Ore.
Le statistiche sull’andamento del mercato del vino nella Grande Distribuzione nel 2010 sono state presentate da SymphonyIri Group, che ha svolto una ricerca per conto di Vinitaly: il vino confezionato (vino in bottiglia, da tavola e a denominazione d’origine, e vino in brik) scende dello 0,9% a volume rispetto al 2009; crescono le vendite delle bottiglie di vino a denominazione d’origine del 2,3% a volume ed aumentano ancora le vendite dello Spumante Italiano che cresce di 1,1% (se ci limitiamo al Metodo Classico la crescita sempre è dell’1,7%) con lo champagne francese che cala del 5,2%.
L’attenzione dei consumatori per i vini a denominazione d’origine, attirati anche dalle promozioni, è crescente: aumenta del 3,7% la fascia tra i 5 e i 6 euro; dell’1,4% la fascia tra i 3 e i 5 euro; dell’1,2% della fascia sotto i 3 euro (tutti a volume).
La presenza della Gdo a Vinitaly 2011 è stata caratterizzata, oltre che dalla tavola rotonda, dal tradizionale “GDO Buyers Club”, un’area dedicata agli incontri commerciali tra grande distribuzione e cantine espositrici a Vinitaly, cui hanno partecipato Coop, Carrefour, Selex, Billa, Pam, Interdis, Sisa, Sigma, Lombardini e decine di cantine.
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