Fonte: Coldiretti Ferrara
Le temperature minime di quasi quattro gradi superiori alla media stanno provocando una ripresa vegetativa delle piante che le rende maggiormente vulnerabili nel caso dell’arrivo del gelo. Gulinelli “lavorare per prevenire possibili problemi anche a Ferrara”.
A febbraio in Italia si registra una temperatura minima superiore di 3,8 gradi alla media di riferimento che sta mandando in tilt le coltivazioni che si stanno predisponendo alla ripresa vegetativa. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ucea relativi alla prima decade dalla quale si evidenziano valori di temperatura quasi primaverili mentre le precipitazione sono risultate superiori del 35 per cento rispetto alla media di riferimento. Una anomalia che - sottolinea la Coldiretti - interessa l’intera penisola dal nord dove le temperature minime sono state superiori di 4,1 gradi, al centro Italia dove lo scarto è stato di +3,2 gradi fino al sud, con un differenziale di +3,1 gradi. Il rischio è che la “finta primavera” inganni le coltivazioni favorendo un “risveglio” che le rende particolarmente vulnerabili all’eventuale prossimo arrivo del gelo con danni incalcolabili.
“Ci eravamo ripromessi di non parlare sempre del clima – chiosa il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – ma le anomalie sono ormai così evidenti che dobbiamo sottolinearle e dire chiaramente che per il settore ci sono già problemi e altri possono purtroppo verificarsi. Anche da noi le piante sono in ripresa vegetativa e notiamo già le gemme gonfie come dovrebbero essere solo tra un paio di mesi. In queste condizioni i possibili repentini abbassamenti di temperature possono essere drammatici e mettere a repentaglio la produzione dell’anno. La situazione rischia di aggravare il già pesante bilancio delle perdite che si sono verificate dall’inizio dell’anno a causa delle pesanti precipitazioni con alluvioni, allagamenti e frane. Siamo di fronte ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si sono manifestati con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi, ma intense con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Nelle aree del modenese abbiamo purtroppo visto cosa può succedere, non solo nelle campagne, ma anche nei centri abitati e quanto sia necessario lavorare per la prevenzione e la manutenzione del territorio, una questione che riteniamo vitale per il ferrarese e che ci deve obbligare ad ogni sforzo per evitare possibili disastri”.
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martedì 18 febbraio 2014
COLDIRETTI: CON CALDO ANOMALO DI FEBBRAIO IN TILT LE COLTIVAZIONI
mercoledì 6 febbraio 2013
INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: “IL FREDDO FA LIEVITARE I PREZZI”
Fonte: Confagricoltura
“I prezzi della frutta e verdura al dettaglio sono cresciuti del 9,5% a gennaio rispetto a dicembre. E’ la conseguenza del maltempo, degli aumenti dei costi produttivi ma anche di una non corretta distribuzione dei ricavi nella filiera”. Lo sottolinea Confagricoltura in relazione ai dati provvisori sull’inflazione a gennaio diffusi oggi dall’Istat. Confagricoltura è preoccupata che le cose possano peggiorare nel mese in corso a causa del maltempo. “Non è la neve a preoccupare - avverte l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. Creano problemi le irregolarità dell’andamento climatico, quali gelate improvvise. E soprattutto si aggravano i costi produttivi”.
“I prezzi della frutta e verdura al dettaglio sono cresciuti del 9,5% a gennaio rispetto a dicembre. E’ la conseguenza del maltempo, degli aumenti dei costi produttivi ma anche di una non corretta distribuzione dei ricavi nella filiera”. Lo sottolinea Confagricoltura in relazione ai dati provvisori sull’inflazione a gennaio diffusi oggi dall’Istat. Confagricoltura è preoccupata che le cose possano peggiorare nel mese in corso a causa del maltempo. “Non è la neve a preoccupare - avverte l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. Creano problemi le irregolarità dell’andamento climatico, quali gelate improvvise. E soprattutto si aggravano i costi produttivi”.
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mercoledì 14 novembre 2012
COLDIRETTI: IL MALTEMPO TAGLIA LE SCORTE DI CIBO “MADE IN ITALY”. SUFFICIENTI SOLO PER NOVE MESI
Fonte: Coldiretti Ferrara
Il crollo delle produzioni 2012 dei prodotti agricoli “made in Itlay”, rischia di aprire le porte all’arrivo di cibo di origine diversa, spacciato per italiano senza possibilità per tutti i consumatori di poter contare su una chiara e completa etichetta d’origine.
Crolla nel 2012 il raccolto Made in Italy che è in grado di garantire scorte alimentari nazionali per soli 9 mesi, a causa di una annata segnata dal maltempo con gelo invernale,siccità estiva e ripetuti e devastanti nubifragi autunnali. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell’11 novembre, giorno di San Martino, che sancisce tradizionalmente nelle campagne la fine dell’annata agraria, festeggiata dal 1951 con la Giornata del Ringraziamento in tutta Italia e nel centro di Ferrara per quanto riguarda la nostra provincia. L’andamento climatico avverso, caratterizzato da eventi estremi durante l’anno, ha tagliato drasticamente le coltivazioni agricole nazionali ma un calo si registra anche nelle attività di allevamento per la produzione di carne e salumi, anche se la qualità e giudicata buona. Nel complesso - stima la Coldiretti – la produzione nazionale è in grado di garantire quest’anno attorno al 75 per cento del fabbisogno alimentare degli italiani. Il rischio - denuncia la Coldiretti - è ora quello di un aumento delle importazioni di ingredienti di diversa qualità da spacciare come Made in Italy come il concentrato di pomodoro cinese, l'extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate provenienti dall'estero. “Un pericolo che evidenzia la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie troppo larghe della legislazione a partire dall'obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata, voluto con una legge nazionale all'inizio dell'anno approvata all'unanimità dal Parlamento italiano, ma non ancora applicato”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Per garantirsi una adeguata disponibilità di cibo nel tempo l’Italia - sostiene Marini - deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile dalla cementificazione nelle città e dall’abbandono nelle aree marginali con un adeguato riconoscimento dell’attività agricola. Se la vendemmia si è attestata sui valori minimi da quasi 40 anni con un calo del 6 per cento del vino per un totale di appena 40 milioni di ettolitri, la produzione di pomodoro da conserva è scesa del 12 per cento attorno le 4,4 milioni di tonnellate mentre per il mais necessario all’alimentazione del bestiame il calo - precisa la Coldiretti - è stato del 13 per cento con la produzione scesa a 8,5 milioni di tonnellate. Non fanno eccezione gli agrumi, con il raccolto in flessione, né le mele (calo del 22 per cento) e le pere (-13 per cento). Numeri che fannopendere verso il segno negativo la bilancia della produzione frutticola italiana, dove almeno le pesche sono rimaste sui livelli dello scorso anno.Malissimo, invece, le castagne, con il raccolto dimezzato da siccità e dagli attacchi del cinipide, il parassita di origine cinese che distrugge gli alberi. Male anche la produzione di miele, a causa dell’andamento climatico poco favorevole, con un meno 25 per cento. Malissimo, invece, le castagne, con il raccolto dimezzato da siccità e dagli attacchi del cinipide, il parassita di origine cinese che distrugge gli alberi. Le primestime della Coldiretti indicano un’annata non particolarmente abbondante anche per l’olio, intorno alle 500mila tonnellate, pur se la qualità è buona. Sul fronte dei semi oleosi, le rilevazioni indicano - sostiene la Coldiretti - una diminuzione del girasole, e anche per colza e soia si prospetta un calo rispettivamente del 24 per cento e del 14 per cento. Si registra invece un aumento della produzione di grano duro per la pasta del 12 per cento per un totale di 4,2 milioni tonnellate, mentre quello tenero per il pane fa registrare addirittura un incremento del 21 per cento, con un raccolto di 3,4 milioni di tonnellate. Per l’orzo invece la situazione è, invece, rimasta sostanzialmente stabile, con una diminuzione della produzione del 2,4 per cento dovuta alla contrazione delle rese. Leggero aumento per la segale (+3 per cento). Produzione in leggero aumento per il latte. Sebbene i dati degli ultimi due mesi non siano ancoraufficiali, la campagna – afferma la Coldiretti - supera i 109 milioni di quintali consegnati a latterie o caseifici italiani, in aumento rispetto all’annata precedente di circa il 2 per cento tanto che gli allevatori italiani dovranno fare attenzione a non sforare la propria quota. Il quantitativo nazionale garantito, comprensivo delle vendite dirette, è di 111 milioni diquintali. Il comparto carni nazionale ha subito nel corso dell' annata agraria appena conclusa una consistente diminuzione dei quantitativi di animali destinati alla macellazione Per quanto riguarda i suini si registra un calodella produzione di suini italiani destinati ai circuiti delle grandi DOP italiane dei salumi e dei prosciutti stimabile nel 3 per cento rispetto l' annata scorsa mentre anche i bovini : vitelli ,vitelloni e vacche da carne hanno subito una battuta di arresto stimabile attorno al 4 per cento.
I RACCOLTI MADE IN ITALY NEL 2012
Castagne -50%; Colza -24%; Miele -25 %; Mele -22%; Pere -13%; Soia -14%; Mais -13%; Pomodoro da conserva -12%; Vino -6 %; Carne bovina - 4 %; Carne suina per salumi Dop - 3%; Orzo -2,4%; Latte +2%; Segale +3%; Grano duro (pasta) +12%; Grano tenero (pane) +21%;
Fonte: Elaborazione Coldiretti
Il crollo delle produzioni 2012 dei prodotti agricoli “made in Itlay”, rischia di aprire le porte all’arrivo di cibo di origine diversa, spacciato per italiano senza possibilità per tutti i consumatori di poter contare su una chiara e completa etichetta d’origine.
Crolla nel 2012 il raccolto Made in Italy che è in grado di garantire scorte alimentari nazionali per soli 9 mesi, a causa di una annata segnata dal maltempo con gelo invernale,siccità estiva e ripetuti e devastanti nubifragi autunnali. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell’11 novembre, giorno di San Martino, che sancisce tradizionalmente nelle campagne la fine dell’annata agraria, festeggiata dal 1951 con la Giornata del Ringraziamento in tutta Italia e nel centro di Ferrara per quanto riguarda la nostra provincia. L’andamento climatico avverso, caratterizzato da eventi estremi durante l’anno, ha tagliato drasticamente le coltivazioni agricole nazionali ma un calo si registra anche nelle attività di allevamento per la produzione di carne e salumi, anche se la qualità e giudicata buona. Nel complesso - stima la Coldiretti – la produzione nazionale è in grado di garantire quest’anno attorno al 75 per cento del fabbisogno alimentare degli italiani. Il rischio - denuncia la Coldiretti - è ora quello di un aumento delle importazioni di ingredienti di diversa qualità da spacciare come Made in Italy come il concentrato di pomodoro cinese, l'extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate provenienti dall'estero. “Un pericolo che evidenzia la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie troppo larghe della legislazione a partire dall'obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata, voluto con una legge nazionale all'inizio dell'anno approvata all'unanimità dal Parlamento italiano, ma non ancora applicato”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Per garantirsi una adeguata disponibilità di cibo nel tempo l’Italia - sostiene Marini - deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile dalla cementificazione nelle città e dall’abbandono nelle aree marginali con un adeguato riconoscimento dell’attività agricola. Se la vendemmia si è attestata sui valori minimi da quasi 40 anni con un calo del 6 per cento del vino per un totale di appena 40 milioni di ettolitri, la produzione di pomodoro da conserva è scesa del 12 per cento attorno le 4,4 milioni di tonnellate mentre per il mais necessario all’alimentazione del bestiame il calo - precisa la Coldiretti - è stato del 13 per cento con la produzione scesa a 8,5 milioni di tonnellate. Non fanno eccezione gli agrumi, con il raccolto in flessione, né le mele (calo del 22 per cento) e le pere (-13 per cento). Numeri che fannopendere verso il segno negativo la bilancia della produzione frutticola italiana, dove almeno le pesche sono rimaste sui livelli dello scorso anno.Malissimo, invece, le castagne, con il raccolto dimezzato da siccità e dagli attacchi del cinipide, il parassita di origine cinese che distrugge gli alberi. Male anche la produzione di miele, a causa dell’andamento climatico poco favorevole, con un meno 25 per cento. Malissimo, invece, le castagne, con il raccolto dimezzato da siccità e dagli attacchi del cinipide, il parassita di origine cinese che distrugge gli alberi. Le primestime della Coldiretti indicano un’annata non particolarmente abbondante anche per l’olio, intorno alle 500mila tonnellate, pur se la qualità è buona. Sul fronte dei semi oleosi, le rilevazioni indicano - sostiene la Coldiretti - una diminuzione del girasole, e anche per colza e soia si prospetta un calo rispettivamente del 24 per cento e del 14 per cento. Si registra invece un aumento della produzione di grano duro per la pasta del 12 per cento per un totale di 4,2 milioni tonnellate, mentre quello tenero per il pane fa registrare addirittura un incremento del 21 per cento, con un raccolto di 3,4 milioni di tonnellate. Per l’orzo invece la situazione è, invece, rimasta sostanzialmente stabile, con una diminuzione della produzione del 2,4 per cento dovuta alla contrazione delle rese. Leggero aumento per la segale (+3 per cento). Produzione in leggero aumento per il latte. Sebbene i dati degli ultimi due mesi non siano ancoraufficiali, la campagna – afferma la Coldiretti - supera i 109 milioni di quintali consegnati a latterie o caseifici italiani, in aumento rispetto all’annata precedente di circa il 2 per cento tanto che gli allevatori italiani dovranno fare attenzione a non sforare la propria quota. Il quantitativo nazionale garantito, comprensivo delle vendite dirette, è di 111 milioni diquintali. Il comparto carni nazionale ha subito nel corso dell' annata agraria appena conclusa una consistente diminuzione dei quantitativi di animali destinati alla macellazione Per quanto riguarda i suini si registra un calodella produzione di suini italiani destinati ai circuiti delle grandi DOP italiane dei salumi e dei prosciutti stimabile nel 3 per cento rispetto l' annata scorsa mentre anche i bovini : vitelli ,vitelloni e vacche da carne hanno subito una battuta di arresto stimabile attorno al 4 per cento.
I RACCOLTI MADE IN ITALY NEL 2012
Castagne -50%; Colza -24%; Miele -25 %; Mele -22%; Pere -13%; Soia -14%; Mais -13%; Pomodoro da conserva -12%; Vino -6 %; Carne bovina - 4 %; Carne suina per salumi Dop - 3%; Orzo -2,4%; Latte +2%; Segale +3%; Grano duro (pasta) +12%; Grano tenero (pane) +21%;
Fonte: Elaborazione Coldiretti
lunedì 5 marzo 2012
FESTA DELLA DONNA, CONFAGRICOLTURA: DOPO IL GELO, MIMOSE DIMEZZATE PER L’8 MARZO
Fonte: Confagricoltura
«Quest’anno per la Festa della Donna le mimose saranno poche. Si prevede un 8 marzo sottotono: basterà il pensiero, si conserverà la tradizione dell’omaggio floreale, ma in formato ridotto, con bouquet decisamente più modesti. Colpevole la forte ondata di gelo e maltempo che ha investito in pieno la riviera Ligure, facendo perdere la gran parte delle fioriture, che erano anticipate grazie all’inverno mite». Ne dà notizia Confagricoltura, anticipando i dati sulla raccolta delle mimose.
«I floricoltori di Sanremo hanno colto, in media, il 50/60% di fiori in meno – commenta Confagricoltura -. Dopo la crisi degli ultimi due anni, che ha visto un ribasso delle vendite dei fiori gialli del 30/40 per cento, ci si è aggiunto anche il maltempo». Il 95% della produzione di mimose è concentrata a Sanremo, con più di mille aziende floricole dedicate alla coltivazione. Originarie della Tasmania, queste piante hanno avuto un facile sviluppo in Europa e sono ora naturalizzate italiane lungo la Riviera ligure, in Toscana e in tutto il Meridione, ma anche sulle coste dei laghi del Nord.
I fiori danno allegria, sono un omaggio sempre gradito e arredano, dando vivacità e colore alle nostre case. Oltre alle mimose – conclude Confagricoltura - in Italia, sono in piena fioritura garofani, ranuncoli, anemoni, lilium, violaciocche e bocche di leone.
«Quest’anno per la Festa della Donna le mimose saranno poche. Si prevede un 8 marzo sottotono: basterà il pensiero, si conserverà la tradizione dell’omaggio floreale, ma in formato ridotto, con bouquet decisamente più modesti. Colpevole la forte ondata di gelo e maltempo che ha investito in pieno la riviera Ligure, facendo perdere la gran parte delle fioriture, che erano anticipate grazie all’inverno mite». Ne dà notizia Confagricoltura, anticipando i dati sulla raccolta delle mimose.
«I floricoltori di Sanremo hanno colto, in media, il 50/60% di fiori in meno – commenta Confagricoltura -. Dopo la crisi degli ultimi due anni, che ha visto un ribasso delle vendite dei fiori gialli del 30/40 per cento, ci si è aggiunto anche il maltempo». Il 95% della produzione di mimose è concentrata a Sanremo, con più di mille aziende floricole dedicate alla coltivazione. Originarie della Tasmania, queste piante hanno avuto un facile sviluppo in Europa e sono ora naturalizzate italiane lungo la Riviera ligure, in Toscana e in tutto il Meridione, ma anche sulle coste dei laghi del Nord.
I fiori danno allegria, sono un omaggio sempre gradito e arredano, dando vivacità e colore alle nostre case. Oltre alle mimose – conclude Confagricoltura - in Italia, sono in piena fioritura garofani, ranuncoli, anemoni, lilium, violaciocche e bocche di leone.
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venerdì 10 febbraio 2012
PRONTI AD ENTRARE IN AZIONE I MEZZI DELLA PROVINCIA. FRA SABATO E DOMENICA ATTESE 24 ORE DI NEVE FITTA E FORTE VENTO
Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara
Sia per l’Alto che per il Basso Ferrarese al momento la situazione delle strade provinciali è di generale percorribilità e tutte sono state salate durante i giorni scorsi per prevenire gelate.
Le previsioni meteo prevedono una leggera nevicata su tutto il territorio provinciale a partire dal tardo pomeriggio fino verso le 21, ma il peggio è atteso attorno le prime ore del mattino di sabato 11 febbraio con una nevicata più consistente e forti raffiche di vento.
Condizioni che, sempre stando ai bollettini, si protrarranno fino alle prime ore del mattino di domenica 12.
Si attendono perciò 24 ore di neve fitta accompagnata da vento forte e tutti i mezzi del piano neve dell’amministrazione del Castello Estense sono pertanto in stato di allerta, pronti ad entrare in azione all’effettivo verificarsi delle previsioni meteorologiche.
In particolare, usciranno prima gli spartineve per la pulizia delle carreggiate e successivamente gli spargisale per scongiurare il pericolo ghiaccio. Operazioni che si protrarranno nel corso della giornata di domenica fino a quando l’intera rete stradale provinciale sarà resa sgombra dalla neve.
Per l’Alto Ferrarese lame spartineve e spargisale sono già sulle strade dalle prime ore di oggi – venerdì 10 febbraio – a causa dei cumuli di neve trasportati dalle folate di vento.
In dettaglio i mezzi sono tuttora al lavoro sulla Sp 9 Bondeno-Casumaro in località Santa Bianca, sulla Sp 69 Virgiliana in località Burana, sulla Sp 35 San carlo-Poggio Renatico e sulla Sp 50 Vigarano-Poggio Renatico.
Sia per l’Alto che per il Basso Ferrarese al momento la situazione delle strade provinciali è di generale percorribilità e tutte sono state salate durante i giorni scorsi per prevenire gelate.
Le previsioni meteo prevedono una leggera nevicata su tutto il territorio provinciale a partire dal tardo pomeriggio fino verso le 21, ma il peggio è atteso attorno le prime ore del mattino di sabato 11 febbraio con una nevicata più consistente e forti raffiche di vento.
Condizioni che, sempre stando ai bollettini, si protrarranno fino alle prime ore del mattino di domenica 12.
Si attendono perciò 24 ore di neve fitta accompagnata da vento forte e tutti i mezzi del piano neve dell’amministrazione del Castello Estense sono pertanto in stato di allerta, pronti ad entrare in azione all’effettivo verificarsi delle previsioni meteorologiche.
In particolare, usciranno prima gli spartineve per la pulizia delle carreggiate e successivamente gli spargisale per scongiurare il pericolo ghiaccio. Operazioni che si protrarranno nel corso della giornata di domenica fino a quando l’intera rete stradale provinciale sarà resa sgombra dalla neve.
Per l’Alto Ferrarese lame spartineve e spargisale sono già sulle strade dalle prime ore di oggi – venerdì 10 febbraio – a causa dei cumuli di neve trasportati dalle folate di vento.
In dettaglio i mezzi sono tuttora al lavoro sulla Sp 9 Bondeno-Casumaro in località Santa Bianca, sulla Sp 69 Virgiliana in località Burana, sulla Sp 35 San carlo-Poggio Renatico e sulla Sp 50 Vigarano-Poggio Renatico.
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giovedì 9 febbraio 2012
CONFAGRICOLTURA: “PER FRONTEGGIARE IL BLIZZARD SI CONSUMERA’ IL 40% DI ENERGIA IN PIU’. I PRODUTTORI PER PROTEGGERE I FRUTTETI RICORRONO AGLI IGLOO"
Fonte: Confagricoltura
“Gli agricoltori per fronteggiare il nuovo allarme maltempo, consumeranno il 30 - 40% di energia in più. Mentre fanno il conto alla rovescia in attesa della tempesta di neve che viene dai Balcani, battezzata Blizzard, stanno approfittando della tregua maltempo per mettere in sicurezza i tetti dei capannoni, sgombrando dalla neve anche i tetti delle case e lavorando per migliorare accessi e viabilità interna nelle aziende, mentre stoccano mangimi e foraggi”. Ne dà notizia Confagricoltura che ha effettuato un monitoraggio, in attesa della tormenta di neve gelata che, a detta dei meteorologi, si abbatterà con particolare violenza nelle regioni del centro nord e dell’Adriatico, reiterando i danni su territori già provati dalle ondate polari precedenti.
In Veneto, gli agricoltori sono pronti ad utilizzare, esclusivamente per le colture di pregio (vivai di viti e frutteti, in particolare kiwi), l’effetto Igloo. “Sono gli impianti d’irrigazione specifici anti-gelo, che creano una copertura di ghiaccio all’interno della quale la temperatura non scende sotto lo zero – spiega Confagricoltura -. Lo stesso principio viene sfruttato da attrezzature che diffondono vapore acqueo che si ghiaccia, creando una coltre protetta”.
Gli allevatori stanno attrezzando le stalle aperte con tamponature d’emergenza, per limitare la circolazione dell’aria gelida. Soprattutto, nelle province di Forlì, Cesena e Rimini, che dovrebbero essere interessate dal picco della tormenta, già con 40 centimetri di neve, grossi problemi avranno le consegne, in particolare per la IV gamma, se si ripeterà il divieto dei trasporti per i mezzi pesanti. “Per gli avicoli (una consistenza di 60 milioni polli da carne, 3 milioni 400mila galline ovaiole e 950 milioni di uova l’anno) – sottolinea L’Organizzazione -, è necessaria una temperatura costante e per non smettere la produzione di uova ci si sta attrezzando perché non geli l’acqua”.
In Mugello (Toscana) si è già a -14 e si prevedono temperature ancora più basse. “Il problema è sgelare i tubi e l’approvvigionamento acqua è diventata un’emergenza così come l’antigelo addizionato al gasolio – riporta Confagricoltura - lo sgombero della neve e lo spargimento del sale per le strade provinciali e interprovinciali è appaltato agli agricoltori. In Abruzzo, dove Confagricoltura ha già chiesto lo stato di calamità, gli agricoltori, per quanto possibile, hanno fatto scorte di carburanti, foraggio e mangimi, ma le situazioni allarmanti sono legate alla viabilità interna. Nel Lazio, a Frosinone, già fortemente provata dalla precedente ondata di maltempo, il timore per l’ondata di Blizzard è forte. Confagricoltura ha già attivato una propria unità di crisi per monitorare i danni strutturali subiti dalle aziende: la gran parte le strutture con tetti di lamiera sono crollate, tra cui quelle di molti allevamenti di bufale e gli animali, senza più ricovero sono sotto la neve. La Regione ha concesso un aumento del 60% del carburante agevolato, l’Organizzazione degli imprenditori agricoli della Ciociaria, invita a superare i problemi burocratici:”L’emergenza è tale che numerose aziende agricole sono già costrette ad utilizzare gruppi elettrogeni alimentati a gasolio, perché in molti paesi della provincia manca ancora l’elettricità”.
“Gli agricoltori per fronteggiare il nuovo allarme maltempo, consumeranno il 30 - 40% di energia in più. Mentre fanno il conto alla rovescia in attesa della tempesta di neve che viene dai Balcani, battezzata Blizzard, stanno approfittando della tregua maltempo per mettere in sicurezza i tetti dei capannoni, sgombrando dalla neve anche i tetti delle case e lavorando per migliorare accessi e viabilità interna nelle aziende, mentre stoccano mangimi e foraggi”. Ne dà notizia Confagricoltura che ha effettuato un monitoraggio, in attesa della tormenta di neve gelata che, a detta dei meteorologi, si abbatterà con particolare violenza nelle regioni del centro nord e dell’Adriatico, reiterando i danni su territori già provati dalle ondate polari precedenti.
In Veneto, gli agricoltori sono pronti ad utilizzare, esclusivamente per le colture di pregio (vivai di viti e frutteti, in particolare kiwi), l’effetto Igloo. “Sono gli impianti d’irrigazione specifici anti-gelo, che creano una copertura di ghiaccio all’interno della quale la temperatura non scende sotto lo zero – spiega Confagricoltura -. Lo stesso principio viene sfruttato da attrezzature che diffondono vapore acqueo che si ghiaccia, creando una coltre protetta”.
Gli allevatori stanno attrezzando le stalle aperte con tamponature d’emergenza, per limitare la circolazione dell’aria gelida. Soprattutto, nelle province di Forlì, Cesena e Rimini, che dovrebbero essere interessate dal picco della tormenta, già con 40 centimetri di neve, grossi problemi avranno le consegne, in particolare per la IV gamma, se si ripeterà il divieto dei trasporti per i mezzi pesanti. “Per gli avicoli (una consistenza di 60 milioni polli da carne, 3 milioni 400mila galline ovaiole e 950 milioni di uova l’anno) – sottolinea L’Organizzazione -, è necessaria una temperatura costante e per non smettere la produzione di uova ci si sta attrezzando perché non geli l’acqua”.
In Mugello (Toscana) si è già a -14 e si prevedono temperature ancora più basse. “Il problema è sgelare i tubi e l’approvvigionamento acqua è diventata un’emergenza così come l’antigelo addizionato al gasolio – riporta Confagricoltura - lo sgombero della neve e lo spargimento del sale per le strade provinciali e interprovinciali è appaltato agli agricoltori. In Abruzzo, dove Confagricoltura ha già chiesto lo stato di calamità, gli agricoltori, per quanto possibile, hanno fatto scorte di carburanti, foraggio e mangimi, ma le situazioni allarmanti sono legate alla viabilità interna. Nel Lazio, a Frosinone, già fortemente provata dalla precedente ondata di maltempo, il timore per l’ondata di Blizzard è forte. Confagricoltura ha già attivato una propria unità di crisi per monitorare i danni strutturali subiti dalle aziende: la gran parte le strutture con tetti di lamiera sono crollate, tra cui quelle di molti allevamenti di bufale e gli animali, senza più ricovero sono sotto la neve. La Regione ha concesso un aumento del 60% del carburante agevolato, l’Organizzazione degli imprenditori agricoli della Ciociaria, invita a superare i problemi burocratici:”L’emergenza è tale che numerose aziende agricole sono già costrette ad utilizzare gruppi elettrogeni alimentati a gasolio, perché in molti paesi della provincia manca ancora l’elettricità”.
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mercoledì 8 febbraio 2012
AGRICOLTURA, RABBONI "CHIEDIAMO L'ATTIVAZIONE DEL FONDO DI SOLIDARIETÀ NAZIONALE CON UNA DOTAZIONE ADEGUATA ALLE STRUTTURE DANNEGGIATE DA NEVE E GELO
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa
IN CORSO LA RILEVAZIONE DEI DANNI. IL 16 FEBBRAIO L'INCONTRO A ROMA CON IL MINISTRO CATANIA.
Bologna - “Forte preoccupazione per i danni alle produzioni zootecniche ed agricole, per possibili effetti delle basse temperature sugli impianti arborei e, più in generale, sull’andamento dell’annata agraria. Appena concluse le stime dei danni da parte delle Province e degli Enti territoriali delimiteremo l'area ai fini del riconoscimento ministeriale dell'eccezionalità dell’evento e della conseguente attivazione delle provvidenze previste sul Fondo di solidarietà nazionale. Stiamo inoltre verificando l’effettiva situazione della campagna assicurativa perche' se risultasse non avviata anche gli eventuali danni alle colture dovranno essere compensati dal fondo di solidarieta' nazionale”. E’ quanto dichiara oggi l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, che il prossimo 16 febbraio ha in programma un incontro a Roma con il ministro delle politiche agricole Mario Catania. “Al Ministro illustrerò i primi dati conoscitivi e chiederò che la dotazione finanziaria del Fondo di solidarietà nazionale sia adeguatamente integrata per dare risposta ai bisogni delle imprese agricole danneggiate” – ha anticipato Rabboni, ricordando che lo stesso presidente della Regione Vasco Errani ha chiesto ieri al Governo una proroga dei termini per i previsti adempimenti da parte delle imprese nei confronti di Agenzia delle Entrate, Inps e Inail.
Le rilevazioni attualmente in corso sul territorio regionale e in particolare sulla Romagna, più gravemente colpita, serviranno a delimitare le aree ai fini del riconoscimento ministeriale della eccezionalità dell’evento e della conseguente attivazione delle provvidenze previste sul Fondo di solidarietà nazionale per il ripristino dei fabbricati rurali (abitazioni, stalle, fienili, ricoveri attrezzi) danneggiati o distrutti. Inoltre la Regione sta provvedendo insieme ai Consorzi di difesa operanti in Emilia-Romagna a verificare l’effettiva situazione della campagna assicurativa che al momento non è ancora stata avviata. Infatti la norma nazionale stabilisce che per i danni risultanti assicurabili all’interno del Piano assicurativo agricolo nazionale non possono essere attivati gli interventi compensativi. “Se ci dovessero essere danni ingenti alle produzioni in conseguenza delle basse temperature – ha ricordato Rabboni - l’accertamento dell’assenza temporale dell’ombrello assicurativo dovrà costituire per il Ministero elemento di attivazione degli interenti compensativi e delle agevolazioni sul pagamento dei contributi previdenziali.”
IN CORSO LA RILEVAZIONE DEI DANNI. IL 16 FEBBRAIO L'INCONTRO A ROMA CON IL MINISTRO CATANIA.
Bologna - “Forte preoccupazione per i danni alle produzioni zootecniche ed agricole, per possibili effetti delle basse temperature sugli impianti arborei e, più in generale, sull’andamento dell’annata agraria. Appena concluse le stime dei danni da parte delle Province e degli Enti territoriali delimiteremo l'area ai fini del riconoscimento ministeriale dell'eccezionalità dell’evento e della conseguente attivazione delle provvidenze previste sul Fondo di solidarietà nazionale. Stiamo inoltre verificando l’effettiva situazione della campagna assicurativa perche' se risultasse non avviata anche gli eventuali danni alle colture dovranno essere compensati dal fondo di solidarieta' nazionale”. E’ quanto dichiara oggi l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, che il prossimo 16 febbraio ha in programma un incontro a Roma con il ministro delle politiche agricole Mario Catania. “Al Ministro illustrerò i primi dati conoscitivi e chiederò che la dotazione finanziaria del Fondo di solidarietà nazionale sia adeguatamente integrata per dare risposta ai bisogni delle imprese agricole danneggiate” – ha anticipato Rabboni, ricordando che lo stesso presidente della Regione Vasco Errani ha chiesto ieri al Governo una proroga dei termini per i previsti adempimenti da parte delle imprese nei confronti di Agenzia delle Entrate, Inps e Inail.
Le rilevazioni attualmente in corso sul territorio regionale e in particolare sulla Romagna, più gravemente colpita, serviranno a delimitare le aree ai fini del riconoscimento ministeriale della eccezionalità dell’evento e della conseguente attivazione delle provvidenze previste sul Fondo di solidarietà nazionale per il ripristino dei fabbricati rurali (abitazioni, stalle, fienili, ricoveri attrezzi) danneggiati o distrutti. Inoltre la Regione sta provvedendo insieme ai Consorzi di difesa operanti in Emilia-Romagna a verificare l’effettiva situazione della campagna assicurativa che al momento non è ancora stata avviata. Infatti la norma nazionale stabilisce che per i danni risultanti assicurabili all’interno del Piano assicurativo agricolo nazionale non possono essere attivati gli interventi compensativi. “Se ci dovessero essere danni ingenti alle produzioni in conseguenza delle basse temperature – ha ricordato Rabboni - l’accertamento dell’assenza temporale dell’ombrello assicurativo dovrà costituire per il Ministero elemento di attivazione degli interenti compensativi e delle agevolazioni sul pagamento dei contributi previdenziali.”
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martedì 7 febbraio 2012
MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: UN CONTO DA 500 MILIONI DALLA PRIMA MAPPA DEI DANNI IN AGRICOLTURA
Fonte: Confagricoltura
L’ondata di eccezionale freddo che investe l’Italia sta creando danni notevoli all’agricoltura nelle varie regioni. Confagricoltura, con le proprie strutture territoriali, sta monitorando costantemente la situazione lungo tutto lo stivale. Da una prima stima dei danni diretti e indiretti e degli aumenti dei costi - che andrà poi perfezionata al ritorno del bel tempo - il conto per l’agricoltura complessivamente oscilla tra i 400 ed i 500 milioni di euro. Di seguito la prima mappa dei danni.
In Piemonte il freddo non si limita all'arco alpino ma si è esteso anche alle pianure; irrimediabilmente perse le coltivazioni orticole in pieno campo come cavoli, verze e broccoli; particolarmente provati anche i frutteti, in particolare gli albicocchi ed i kiwi, una tra le colture più estese in Piemonte, con oltre cinquemila ettari. Si stima un danno di 50 milioni di euro per l’ortofrutticoltura (20 per il comparto orticolo e 30 per quello frutticolo).
In Liguria a rischio, oltre le coltivazioni orticole, anche quelle floricole come ginestre, anemoni e ranuncoli; si contano danni per 5 milioni di euro. Per le serre i costi per il riscaldamento sono schizzati alle stelle e gli agricoltori sono costretti a riscaldare massicciamente, tenendo gli impianti costantemente accesi, per evitare che gelino le tubature. Molti agriturismi sono isolati, migliaia di alberi si sono abbattuti sotto il peso delle abbondanti nevicati.
In Lombardia la Confagricoltura regionale ha chiesto al Presidente della Regione Formigoni lo stato di calamità naturale. Risultano colpite tutte le attività agricole, dalla zootecnia, alla cerealicoltura, dal florovivaismo all‘apicoltura ed alle attività connesse di agriturismo e di manutenzione del verde. Non va meglio in Veneto per la neve e il vento forte; i problemi maggiori vengono da gelo e ghiaccio. In Emilia Romagna si segnalano crolli nelle stalle e costi energetici raddoppiati, con una stima dei danni di 150 milioni di euro.
Nelle Marche, grossi problemi si riscontrano, oltre che per la neve, per il forte vento che sta creando disagi consistenti, in particolare per la fornitura di energia elettrica.
In Campania il maltempo ed il gelo stanno provocando ingenti danni in particolare nelle aree interne, mettendo a rischio non solo le coltivazioni e le produzione di pregio, ma pure l'occupazione del settore. Il maltempo sta provocando serie difficoltà alle strutture aziendali e nell'approvvigionamento di mangimi e foraggi per gli allevamenti zootecnici. Confagricoltura Salerno ha attivato un numero telefonico di “emergenza agricola” (342 6469165) e l’email segnalazioni@confagricolturasalerno.it
Grave la situazione in Umbria, con temperature a –10° sotto zero; il pericolo più grande sono le gelate. In Sardegna la zootecnia soffre una carenza di foraggi. Nel Lazio Nord e nel Frusinate molte aziende agricole risultano danneggiate e completamente isolate; la viabilità interna ha ancora problemi notevoli. E’ stato attivato un “tavolo di crisi” regionale. Per alleviare i costi ingenti del riscaldamento la regione ha ampliato la dotazione di gasolio agevolato.
In ginocchio l’Abruzzo, stremato dalla situazione eccezionale di maltempo. Aziende isolate, allevamenti privi di forniture di foraggio e mangimi, danni a oliveti e vigneti, raccolti compromessi. La Confagricoltura regionale ha chiesto il riconoscimento dello stato da calamità, il secondo a poco meno di un anno. L’Organizzazione ha sollecitato agli istituti di credito di prevedere appositi plafond per l’erogazione di finanziamenti agevolati a favore delle aziende agricole per far fronte ai danni causati dal maltempo. Quantificare i danni è impossibile, sia perché l’emergenza non è affatto cessata, sia perché molte aziende sono tuttora isolate o difficilmente contattabili. Situazione tragica anche in Molise dove si registrano vere e proprie bufere di neve e vento forte che non danno tregua e stanno rovinando serre, capannoni, impianti produttivi, e piante.
L’ondata di eccezionale freddo che investe l’Italia sta creando danni notevoli all’agricoltura nelle varie regioni. Confagricoltura, con le proprie strutture territoriali, sta monitorando costantemente la situazione lungo tutto lo stivale. Da una prima stima dei danni diretti e indiretti e degli aumenti dei costi - che andrà poi perfezionata al ritorno del bel tempo - il conto per l’agricoltura complessivamente oscilla tra i 400 ed i 500 milioni di euro. Di seguito la prima mappa dei danni.
In Piemonte il freddo non si limita all'arco alpino ma si è esteso anche alle pianure; irrimediabilmente perse le coltivazioni orticole in pieno campo come cavoli, verze e broccoli; particolarmente provati anche i frutteti, in particolare gli albicocchi ed i kiwi, una tra le colture più estese in Piemonte, con oltre cinquemila ettari. Si stima un danno di 50 milioni di euro per l’ortofrutticoltura (20 per il comparto orticolo e 30 per quello frutticolo).
In Liguria a rischio, oltre le coltivazioni orticole, anche quelle floricole come ginestre, anemoni e ranuncoli; si contano danni per 5 milioni di euro. Per le serre i costi per il riscaldamento sono schizzati alle stelle e gli agricoltori sono costretti a riscaldare massicciamente, tenendo gli impianti costantemente accesi, per evitare che gelino le tubature. Molti agriturismi sono isolati, migliaia di alberi si sono abbattuti sotto il peso delle abbondanti nevicati.
In Lombardia la Confagricoltura regionale ha chiesto al Presidente della Regione Formigoni lo stato di calamità naturale. Risultano colpite tutte le attività agricole, dalla zootecnia, alla cerealicoltura, dal florovivaismo all‘apicoltura ed alle attività connesse di agriturismo e di manutenzione del verde. Non va meglio in Veneto per la neve e il vento forte; i problemi maggiori vengono da gelo e ghiaccio. In Emilia Romagna si segnalano crolli nelle stalle e costi energetici raddoppiati, con una stima dei danni di 150 milioni di euro.
Nelle Marche, grossi problemi si riscontrano, oltre che per la neve, per il forte vento che sta creando disagi consistenti, in particolare per la fornitura di energia elettrica.
In Campania il maltempo ed il gelo stanno provocando ingenti danni in particolare nelle aree interne, mettendo a rischio non solo le coltivazioni e le produzione di pregio, ma pure l'occupazione del settore. Il maltempo sta provocando serie difficoltà alle strutture aziendali e nell'approvvigionamento di mangimi e foraggi per gli allevamenti zootecnici. Confagricoltura Salerno ha attivato un numero telefonico di “emergenza agricola” (342 6469165) e l’email segnalazioni@confagricolturasalerno.it
Grave la situazione in Umbria, con temperature a –10° sotto zero; il pericolo più grande sono le gelate. In Sardegna la zootecnia soffre una carenza di foraggi. Nel Lazio Nord e nel Frusinate molte aziende agricole risultano danneggiate e completamente isolate; la viabilità interna ha ancora problemi notevoli. E’ stato attivato un “tavolo di crisi” regionale. Per alleviare i costi ingenti del riscaldamento la regione ha ampliato la dotazione di gasolio agevolato.
In ginocchio l’Abruzzo, stremato dalla situazione eccezionale di maltempo. Aziende isolate, allevamenti privi di forniture di foraggio e mangimi, danni a oliveti e vigneti, raccolti compromessi. La Confagricoltura regionale ha chiesto il riconoscimento dello stato da calamità, il secondo a poco meno di un anno. L’Organizzazione ha sollecitato agli istituti di credito di prevedere appositi plafond per l’erogazione di finanziamenti agevolati a favore delle aziende agricole per far fronte ai danni causati dal maltempo. Quantificare i danni è impossibile, sia perché l’emergenza non è affatto cessata, sia perché molte aziende sono tuttora isolate o difficilmente contattabili. Situazione tragica anche in Molise dove si registrano vere e proprie bufere di neve e vento forte che non danno tregua e stanno rovinando serre, capannoni, impianti produttivi, e piante.
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lunedì 6 febbraio 2012
MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: RECORD DEL GELO IN PIEMONTE. PREVISTI DANNI PER 30 MILIONI
Fonte: Confagricoltura
Record di freddo in Piemonte: i circa 24 gradi sotto lo zero toccati oggi nel Cuneese sono la temperatura più bassa raggiunta in Italia. Freddo che non si limita all’arco alpino, ma che si estende anche alle zona di pianura, preoccupando seriamente gli agricoltori. Secondo le stime che giungono da Confagricoltura Torino sono irrimediabilmente perse le coltivazioni orticole in pieno campo di cavoli, verze, broccoli, sono ora a rischio i frutteti, in particolare di kiwi e albicocchi.
Il kiwi è il più a rischio perché non resiste a lungo a queste temperature: essendo una tra le colture più estese in Piemonte, con oltre 5.050 ettari di superficie investita, si temono danni ingenti. "Se il gelo continuerà ancora - chiarisce Confagricoltura - potrebbe essere compromesso oltre il 20% degli impianti nelle aree maggiormente esposte, con un danno stimato prudenzialmente in oltre 30 milioni di euro".
L’albicocco, uno dei primi fruttiferi a risvegliarsi in primavera, potrebbe – fa presente Confagricoltura - subire gravi perdite, visto che in alcune zone del Cuneese aveva già iniziato la ripresa vegetativa, "ingannato" dalle miti temperature di gennaio.
Record di freddo in Piemonte: i circa 24 gradi sotto lo zero toccati oggi nel Cuneese sono la temperatura più bassa raggiunta in Italia. Freddo che non si limita all’arco alpino, ma che si estende anche alle zona di pianura, preoccupando seriamente gli agricoltori. Secondo le stime che giungono da Confagricoltura Torino sono irrimediabilmente perse le coltivazioni orticole in pieno campo di cavoli, verze, broccoli, sono ora a rischio i frutteti, in particolare di kiwi e albicocchi.
Il kiwi è il più a rischio perché non resiste a lungo a queste temperature: essendo una tra le colture più estese in Piemonte, con oltre 5.050 ettari di superficie investita, si temono danni ingenti. "Se il gelo continuerà ancora - chiarisce Confagricoltura - potrebbe essere compromesso oltre il 20% degli impianti nelle aree maggiormente esposte, con un danno stimato prudenzialmente in oltre 30 milioni di euro".
L’albicocco, uno dei primi fruttiferi a risvegliarsi in primavera, potrebbe – fa presente Confagricoltura - subire gravi perdite, visto che in alcune zone del Cuneese aveva già iniziato la ripresa vegetativa, "ingannato" dalle miti temperature di gennaio.
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MALTEMPO: FEDAGRI/CONFCOOPERATIVE CHIEDE LO STATO DI CALAMITÀ NATURALE
Fonte: Fedagri - Confcooperative
Le copiose nevicate mettono in ginocchio l’Alta Romagna
(Bologna, 6 Febbraio 2012). Le eccezionali nevicate degli ultimi giorni, tuttora in corso, stanno mettendo in ginocchio l’intero sistema agricolo-zootecnico dell’Alta Romagna con gravi danni alle strutture ed al patrimonio animale. Di fronte a questo scenario di assoluta gravità, Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna ha formalizzato la richiesta alle autorità regionali per la dichiarazione dello Stato di calamità naturale per le aree colpite. Si tratta dei territori montani delle province di Forlì-Cesena (vallate del Savio e del Bidente) e di Rimini (alta Valmarecchia), dove la coltre nevosa ha superato i tre metri di altezza.
Il favorevole accoglimento di questa richiesta rappresenta un primo passo indispensabile per sostenere e risarcire le imprese agricole e le cooperative zootecniche dei gravi danni subiti in questi giorni. Nell’Alta Romagna le abbondanti nevicate hanno provocato infatti il crollo di alcune stalle per l’allevamento bovino e di capannoni per l’avicoltura con la morte di migliaia di capi.
Oltre ai danni economici, questa situazione sta creando gravi disagi anche al territorio: da qui la necessità di rafforzare l’intervento della Protezione Civile a sostegno delle popolazioni e delle attività imprenditoriali agricole, tuttora isolate e bisognose di soccorsi.
“I danni, sicuramente rilevanti – conclude il presidente regionale di Fedagri/Confcooperativer, Giovanni Bettini – potrebbero mettere a repentaglio il proseguimento delle attività agro-zootecniche in aree particolarmente svantaggiate quali quelle montane, dove la presenza dell’uomo costituisce un indispensabile presidio territoriale e di tutela ambientale. Le nostre preoccupazioni sono infine destinate ad aumentare a causa delle previsioni meteo decisamente negative anche per i prossimi giorni con nuove, copiose, nevicate che potranno aggravare ulteriormente una situazione già pesantemente compromessa”.
Le copiose nevicate mettono in ginocchio l’Alta Romagna
(Bologna, 6 Febbraio 2012). Le eccezionali nevicate degli ultimi giorni, tuttora in corso, stanno mettendo in ginocchio l’intero sistema agricolo-zootecnico dell’Alta Romagna con gravi danni alle strutture ed al patrimonio animale. Di fronte a questo scenario di assoluta gravità, Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna ha formalizzato la richiesta alle autorità regionali per la dichiarazione dello Stato di calamità naturale per le aree colpite. Si tratta dei territori montani delle province di Forlì-Cesena (vallate del Savio e del Bidente) e di Rimini (alta Valmarecchia), dove la coltre nevosa ha superato i tre metri di altezza.
Il favorevole accoglimento di questa richiesta rappresenta un primo passo indispensabile per sostenere e risarcire le imprese agricole e le cooperative zootecniche dei gravi danni subiti in questi giorni. Nell’Alta Romagna le abbondanti nevicate hanno provocato infatti il crollo di alcune stalle per l’allevamento bovino e di capannoni per l’avicoltura con la morte di migliaia di capi.
Oltre ai danni economici, questa situazione sta creando gravi disagi anche al territorio: da qui la necessità di rafforzare l’intervento della Protezione Civile a sostegno delle popolazioni e delle attività imprenditoriali agricole, tuttora isolate e bisognose di soccorsi.
“I danni, sicuramente rilevanti – conclude il presidente regionale di Fedagri/Confcooperativer, Giovanni Bettini – potrebbero mettere a repentaglio il proseguimento delle attività agro-zootecniche in aree particolarmente svantaggiate quali quelle montane, dove la presenza dell’uomo costituisce un indispensabile presidio territoriale e di tutela ambientale. Le nostre preoccupazioni sono infine destinate ad aumentare a causa delle previsioni meteo decisamente negative anche per i prossimi giorni con nuove, copiose, nevicate che potranno aggravare ulteriormente una situazione già pesantemente compromessa”.
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MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: GELO A -24°, BRUCIATI IN UNA NOTTE 20 MILIONI DI EURO
Fonte: Confagricoltura
“Dopo una settimana di freddo da incubo per il Paese, con punte a -24° in zone coltivate, l’agricoltura subisce ancora gravissime conseguenze dal maltempo; si calcola che in una notte vengano persi circa 20 milioni di euro. Con un effetto valanga se il termometro rimarrà a questi livelli”. Lo sottolinea Confagricoltura che, con le sue strutture territoriali, sta monitorando costantemente la situazione.
“Già si registrano danni – sostiene Confagricoltura - per centinaia di milioni di euro, ma dati più precisi si potranno avere solo a emergenza cessata. Il perdurare della situazione di maltempo sta determinando ingenti impatti diretti o indiretti (come l’impossibilità di effettuare le consegne alla GDO ed ai mercati, con centinaia di tir che non riescono a giungere a destinazione). Si teme, oltre che per i raccolti, anche per le piante di frutteti, oliveti e vigneti che, nelle aree dove le temperature, stanno scendendo a quote mai raggiunte, rischiano davvero di essere perdute”.
“Sono enormi le difficoltà – osserva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli –per il blocco o il rallentamento dei trasporti, per la viabilità rurale spesso impraticabile, a volte pure per la mancanza di energia elettrica. Con borghi e aziende isolate, con prodotti non ritirati, con strutture (capannoni, serre, stalle) spesso danneggiate dall’intensità delle nevicate, dal vento forte; e poi raccolti persi a causa delle gelate e per la virulenza dei fenomeni atmosferici. A fronte di tutto ciò, costi produttivi notevolmente in aumento, soprattutto per il riscaldamento delle serre e delle strutture zootecniche e diminuzione della produzione”.
“Nonostante tutte le difficoltà ed i disagi, gli agricoltori – fa sapere Confagricoltura - stanno collaborando alacremente con la Protezione civile, per sgomberare strade, mettendo i propri trattori e la propria opera a disposizione delle autorità per favorire il ritorno in tempi rapidi alla normalità”.
“Dopo una settimana di freddo da incubo per il Paese, con punte a -24° in zone coltivate, l’agricoltura subisce ancora gravissime conseguenze dal maltempo; si calcola che in una notte vengano persi circa 20 milioni di euro. Con un effetto valanga se il termometro rimarrà a questi livelli”. Lo sottolinea Confagricoltura che, con le sue strutture territoriali, sta monitorando costantemente la situazione.
“Già si registrano danni – sostiene Confagricoltura - per centinaia di milioni di euro, ma dati più precisi si potranno avere solo a emergenza cessata. Il perdurare della situazione di maltempo sta determinando ingenti impatti diretti o indiretti (come l’impossibilità di effettuare le consegne alla GDO ed ai mercati, con centinaia di tir che non riescono a giungere a destinazione). Si teme, oltre che per i raccolti, anche per le piante di frutteti, oliveti e vigneti che, nelle aree dove le temperature, stanno scendendo a quote mai raggiunte, rischiano davvero di essere perdute”.
“Sono enormi le difficoltà – osserva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli –per il blocco o il rallentamento dei trasporti, per la viabilità rurale spesso impraticabile, a volte pure per la mancanza di energia elettrica. Con borghi e aziende isolate, con prodotti non ritirati, con strutture (capannoni, serre, stalle) spesso danneggiate dall’intensità delle nevicate, dal vento forte; e poi raccolti persi a causa delle gelate e per la virulenza dei fenomeni atmosferici. A fronte di tutto ciò, costi produttivi notevolmente in aumento, soprattutto per il riscaldamento delle serre e delle strutture zootecniche e diminuzione della produzione”.
“Nonostante tutte le difficoltà ed i disagi, gli agricoltori – fa sapere Confagricoltura - stanno collaborando alacremente con la Protezione civile, per sgomberare strade, mettendo i propri trattori e la propria opera a disposizione delle autorità per favorire il ritorno in tempi rapidi alla normalità”.
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mercoledì 1 febbraio 2012
MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: “IL GRANDE FREDDO MANDA ALLE STELLE LA BOLLETTA ENERGETICA"
Fonte: Confagricoltura
UN NUOVO SALASSO PER LE IMPRESE AGRICOLE CHE SI SOMMA AI 250 MILIONI DI AUMENTO DEL GASOLIO
“Bolletta salata per gli agricoltori. Si deve ricorrere massicciamente al riscaldamento delle serre e delle stalle (per suini e avicoli), con gli impianti al massimo e costantemente accesi per evitare che gelino le tubature. Con il gasolio a costi record - con un aumento che supera i 250 milioni di euro in un anno - è un ulteriore salasso per le imprese agricole; ed ora i conti in rosso rischiano di aggravarsi ulteriormente”. Lo sottolinea Confagricoltura che sta monitorando costantemente la situazione maltempo.
“L’agricoltura - spiega Confagricoltura - è nella morsa del gelo con le attività in pieno campo bloccate per le produzioni orticole e floricole (cavoli, verdure) ed i raccolti persi. Se le temperature dovessero scendere a livello polare per più giorni, sotto i –15 gradi, ci potrebbero esserci danni anche per i frutteti e i vivai”.
“Non è la neve a preoccupare - avverte l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - anzi, da un certo punto di vista, è positiva perché le medie stagionali stavano ingannando le piante, che ‘sentivano’ già l'arrivo della primavera. Creano problemi le irregolarità dell’andamento climatico, quali gelate improvvise. E soprattutto si aggravano i costi produttivi”.
Ripercussioni si hanno anche sui trasporti con il divieto di circolazione temporaneo dei Tir nel Centro-Nord, autostrade in tilt, strade impraticabili, e comunque con inevitabili rallentamenti nella viabilità.
“Non ci voleva proprio un’altra crisi dei trasporti - conclude Confagricoltura - già lo sciopero dei tir è costato caro all’agricoltura, con danni per centinaia di milioni di euro”.
UN NUOVO SALASSO PER LE IMPRESE AGRICOLE CHE SI SOMMA AI 250 MILIONI DI AUMENTO DEL GASOLIO
“Bolletta salata per gli agricoltori. Si deve ricorrere massicciamente al riscaldamento delle serre e delle stalle (per suini e avicoli), con gli impianti al massimo e costantemente accesi per evitare che gelino le tubature. Con il gasolio a costi record - con un aumento che supera i 250 milioni di euro in un anno - è un ulteriore salasso per le imprese agricole; ed ora i conti in rosso rischiano di aggravarsi ulteriormente”. Lo sottolinea Confagricoltura che sta monitorando costantemente la situazione maltempo.
“L’agricoltura - spiega Confagricoltura - è nella morsa del gelo con le attività in pieno campo bloccate per le produzioni orticole e floricole (cavoli, verdure) ed i raccolti persi. Se le temperature dovessero scendere a livello polare per più giorni, sotto i –15 gradi, ci potrebbero esserci danni anche per i frutteti e i vivai”.
“Non è la neve a preoccupare - avverte l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - anzi, da un certo punto di vista, è positiva perché le medie stagionali stavano ingannando le piante, che ‘sentivano’ già l'arrivo della primavera. Creano problemi le irregolarità dell’andamento climatico, quali gelate improvvise. E soprattutto si aggravano i costi produttivi”.
Ripercussioni si hanno anche sui trasporti con il divieto di circolazione temporaneo dei Tir nel Centro-Nord, autostrade in tilt, strade impraticabili, e comunque con inevitabili rallentamenti nella viabilità.
“Non ci voleva proprio un’altra crisi dei trasporti - conclude Confagricoltura - già lo sciopero dei tir è costato caro all’agricoltura, con danni per centinaia di milioni di euro”.
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MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: ”L’AGRICOLTURA TEME UN NUOVO BLOCCO DEI TRASPORTI PER NEVE E GELO”
Fonte: Confagricoltura
“Dopo lo sciopero dei Tir, l’agricoltura rischia di essere messa in ginocchio dal maltempo”. L’allarme viene da Confagricoltura, che teme problemi per la viabilità nazionale, per le previsioni della Protezione Civile di abbondanti nevicate e diffuse gelate, anche in pianura, nel Centro-Nord.
“Per la neve a bassa quota, ed ancor più nella fascia collinare e montana – sottolinea con preoccupazione Confagricoltura - rischiano di diventare impraticabili pure strade rurali ed interpoderali, rendendo ancor più difficoltosi gli spostamenti di merci e gli approvvigionamenti aziendali. Un altro fermo le imprese agricole non possono permetterselo”.
“Lo sciopero dei Tir – sottolinea Confagricoltura - è costato caro all’agricoltura, con danni per centinaia di milioni di euro, perdite di mercato, prodotti deperibili distrutti. Un’altra crisi dei trasporti proprio ora sarebbe davvero gravissima”.
“Oltre tutto ritorna il rischio della speculazione sui prezzi al consumo – prosegue l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. Nei giorni degli scioperi degli autotrasportatori sulle piazze del Nord ci sono stati rincari del 15-20% non sempre giustificati e le situazioni critiche determinate dal maltempo potrebbero far ripartire al rialzo i listini in maniera incontrollata”.
“Dopo lo sciopero dei Tir, l’agricoltura rischia di essere messa in ginocchio dal maltempo”. L’allarme viene da Confagricoltura, che teme problemi per la viabilità nazionale, per le previsioni della Protezione Civile di abbondanti nevicate e diffuse gelate, anche in pianura, nel Centro-Nord.
“Per la neve a bassa quota, ed ancor più nella fascia collinare e montana – sottolinea con preoccupazione Confagricoltura - rischiano di diventare impraticabili pure strade rurali ed interpoderali, rendendo ancor più difficoltosi gli spostamenti di merci e gli approvvigionamenti aziendali. Un altro fermo le imprese agricole non possono permetterselo”.
“Lo sciopero dei Tir – sottolinea Confagricoltura - è costato caro all’agricoltura, con danni per centinaia di milioni di euro, perdite di mercato, prodotti deperibili distrutti. Un’altra crisi dei trasporti proprio ora sarebbe davvero gravissima”.
“Oltre tutto ritorna il rischio della speculazione sui prezzi al consumo – prosegue l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. Nei giorni degli scioperi degli autotrasportatori sulle piazze del Nord ci sono stati rincari del 15-20% non sempre giustificati e le situazioni critiche determinate dal maltempo potrebbero far ripartire al rialzo i listini in maniera incontrollata”.
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martedì 15 marzo 2011
GELO PRIMAVERILE: IL SERVIZIO ANTIBRINA CONTINUA
FONTE: Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara
La prossima, spettacolare fioritura degli alberi da frutto, oltre a testimoniare l’arrivo della primavera, dovrebbe anche ricordare l’importanza ed il ruolo che la frutticoltura riveste nell’economia della nostra provincia. Importanza che nonostante le difficoltà che da parecchio tempo interessano il settore, un tempo lustro dell’economia ferrarese, rimane notevole sia all’interno del settore primario sia per l’indotto che determina negli altri settori.
Il percorso che porta dal fiore alla formazione e successiva vendita del frutto è lungo, pieno di ostacoli e di imprevisti; uno dei primi, in ordine cronologico, è il gelo primaverile.
Una delle più efficaci forme di difesa attiva da tale calamità è l’irrigazione antibrina, che, negli ultimi anni, si è diffusa anche sul nostro territorio. Già da metà degli anni 2000 alcuni frutticoltori chiesero al Consorzio di Bonifica la possibilità di disporre anticipatamente di acqua per poter adottare tale pratica. Il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, anche per il 2011, continuerà a fornire tale servizio, alle aziende che ne hanno fatto richiesta. Al verificarsi di condizioni di possibile gelata, sarà una particolare sorveglianza, anche notturna, sulla rete e sui manufatti idraulici. I costi di tale servizio saranno posti a carico delle aziende aderenti per una superficie di circa 300 ettari di frutteti, peri e meli in prevalenza ma anche albicocchi e kiwi.
La prossima, spettacolare fioritura degli alberi da frutto, oltre a testimoniare l’arrivo della primavera, dovrebbe anche ricordare l’importanza ed il ruolo che la frutticoltura riveste nell’economia della nostra provincia. Importanza che nonostante le difficoltà che da parecchio tempo interessano il settore, un tempo lustro dell’economia ferrarese, rimane notevole sia all’interno del settore primario sia per l’indotto che determina negli altri settori.
Il percorso che porta dal fiore alla formazione e successiva vendita del frutto è lungo, pieno di ostacoli e di imprevisti; uno dei primi, in ordine cronologico, è il gelo primaverile.
Una delle più efficaci forme di difesa attiva da tale calamità è l’irrigazione antibrina, che, negli ultimi anni, si è diffusa anche sul nostro territorio. Già da metà degli anni 2000 alcuni frutticoltori chiesero al Consorzio di Bonifica la possibilità di disporre anticipatamente di acqua per poter adottare tale pratica. Il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, anche per il 2011, continuerà a fornire tale servizio, alle aziende che ne hanno fatto richiesta. Al verificarsi di condizioni di possibile gelata, sarà una particolare sorveglianza, anche notturna, sulla rete e sui manufatti idraulici. I costi di tale servizio saranno posti a carico delle aziende aderenti per una superficie di circa 300 ettari di frutteti, peri e meli in prevalenza ma anche albicocchi e kiwi.
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