Fonte: Confagricoltura
"OCCORRE RIEQUILIBRARE I RAPPORTI DI FILIERA COME PREVISTO DAL DECRETO LIBERALIZZAZIONI”
“Per le vendite al dettaglio - che tra novembre e dicembre 2011 vedono i prodotti alimentari di poco sotto il dato del calo medio generale (-1,0% contro -1,1%) – c’è l’urgenza di interventi specifici sulla filiera agroalimentare per riequilibrarne il valore in ogni suo segmento”. Lo sottolinea Confagricoltura analizzando i dati forniti oggi dall’Istat.
Ad avviso di Confagricoltura “il fatto che l’Istat segnali i risultati del commercio al dettaglio dell’ultimo mese 2011 come i peggiori dal 2004 e quelli complessivi del 2011 (indice grezzo) ai minimi del 2009, non può che confermare la necessità di intese più proficue tra produzione agricola, trasformazione e grande distribuzione”.
“Per migliorare le relazioni commerciali senz’altro sarà importante rendere applicabili le disposizioni del decreto liberalizzazioni che prevede l’uso di contratti scritti – con termini di pagamento certi, a 30/60 giorni, pena l’applicazione di interessi di mora e sanzioni - per la cessione di prodotti agricoli alla GDO. Il riequilibrio nella filiera parte anche da rapporti contrattuali chiari, trasparenti ed equi tra le sue varie componenti”.
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venerdì 24 febbraio 2012
COMMERCIO, CONFAGRICOLTURA: “PER LE VENDITE IL RISULTATO PEGGIORE DAL 2004"
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venerdì 22 luglio 2011
“VENDITE ALIMENTARI IN CALO SOPRATTUTTO DELLA GDO. LE FAMIGLIE RINUNCIANO AI RIFORNIMENTI SETTIMANALI”
Confagricoltura
Sono diminuite le vendite dei prodotti alimentari (-0,5% a maggio 2011 su maggio 2010), soprattutto della grande distribuzione organizzata (-0,8%); solo le vendite dei discount non calano ma neanche aumentano sempre rispetto a maggio dell’anno scorso. In aumento invece le vendite delle imprese operanti su piccole superfici (+ 0,3%). Questa la situazione registrata dall’Istat sul commercio al dettaglio a maggio.
“Ieri la notizia che le famiglie stanno intaccando i risparmi oggi quella che si preferiscono i piccoli acquisti giornalieri più che i rifornimenti settimanali. Sono tutti segnali – commenta Confagricoltura - che la crisi fa sentire ancora i suoi effetti”.
“Il calo delle vendite alimentari – sottolinea l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – si riflette immancabilmente sui redditi degli agricoltori, compressi tra un progressivo aumento dei costi di produzione e la diminuzione dei prezzi”.
Sono diminuite le vendite dei prodotti alimentari (-0,5% a maggio 2011 su maggio 2010), soprattutto della grande distribuzione organizzata (-0,8%); solo le vendite dei discount non calano ma neanche aumentano sempre rispetto a maggio dell’anno scorso. In aumento invece le vendite delle imprese operanti su piccole superfici (+ 0,3%). Questa la situazione registrata dall’Istat sul commercio al dettaglio a maggio.
“Ieri la notizia che le famiglie stanno intaccando i risparmi oggi quella che si preferiscono i piccoli acquisti giornalieri più che i rifornimenti settimanali. Sono tutti segnali – commenta Confagricoltura - che la crisi fa sentire ancora i suoi effetti”.
“Il calo delle vendite alimentari – sottolinea l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – si riflette immancabilmente sui redditi degli agricoltori, compressi tra un progressivo aumento dei costi di produzione e la diminuzione dei prezzi”.
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mercoledì 13 luglio 2011
COLDIRETTI, A LIDO DEGLI ESTENSI PROMOZIONE PER MELONE E COCOMERO CONTRO LA SPECULAZIONE E LA GUERRA DEL SOTTOCOSTO CHE DANNEGGIANO I PRODUTTORI
Fonte: Coldiretti Ferrara
Contro il grande caldo niente di meglio della frutta di stagione, purchè fresca e veramente del territorio. Assaggio e promozione di melone e cocomero “made in Ferrara” contro la speculazione e la guerra del sottocosto che danneggia i produttori.
Coldiretti Ferrara organizza per mercoledì 13 luglio, dalle 18,30 alle 20,00 una degustazione di melone e cocomero ferraresi a Lido degli Estensi, in viale delle Querce, nello spazio del mercato di Campagna Amica “Spiaggia e Sapori”.
“E’ importante conoscere il sapore dei nostri prodotti, di quelli che vengono direttamente dagli agricoltori ferraresi, soprattutto del basso ferrarese, che rischiano di essere lasciati in campo, non raccolti per i prezzi troppo bassi, insufficienti a coprire i costi di produzione e che invece per qualità, salubrità e bontà meritano di essere gustati proprio ora, in queste giornate di gran caldo, dandoci ristoro e benessere in modo naturale”
Il presidente di Coldiretti Ferrara, Mauro Tonello, spiega le motivazioni per le quali mercoledì Coldiretti vuole sensibilizzare i consumatori riguardo i nostri prodotti e le “battaglie” commerciali che vengono troppo spesso pagate dai produttori.
“C’è tutta la gamma dei prodotti estivi che rischia di venire sottopagata in campagna, stretta nella concorrenza di produzioni che vengono utilizzate dalle grandi catene di distribuzione commerciale come richiamo per i clienti – continua Tonello - , troppo spesso con la formula del sottocosto, anche se quasi mai dichiarato, e tante volte anche con prodotti non italiani, di qualità mediocre o scarsa, con l’effetto di affievolire i consumi anche di frutta buona, proposta a prezzi che diano il giusto margine all’agricoltore”.
L’invito di Coldiretti è quindi di assaggiare i nostri prodotti ed acquistarli dove è certa l’origine e la qualità garantita, come nei punti vendita delle aziende agricole accreditate di Campagna Amica, nei punti vendita della filiera agricola italiana e nei mercati contadini.
Al mercato Spiaggia e Sapori, meloni e cocomeri del territorio, saranno anche in vendita a prezzo promozionale, con l’invito a preferire i nostri prodotti rispetto a quelli proposti dalla grande distribuzione, troppe volte senza chiara indicazione d’origine e spesso di qualità molto scadente.
Contro il grande caldo niente di meglio della frutta di stagione, purchè fresca e veramente del territorio. Assaggio e promozione di melone e cocomero “made in Ferrara” contro la speculazione e la guerra del sottocosto che danneggia i produttori.
Coldiretti Ferrara organizza per mercoledì 13 luglio, dalle 18,30 alle 20,00 una degustazione di melone e cocomero ferraresi a Lido degli Estensi, in viale delle Querce, nello spazio del mercato di Campagna Amica “Spiaggia e Sapori”.
“E’ importante conoscere il sapore dei nostri prodotti, di quelli che vengono direttamente dagli agricoltori ferraresi, soprattutto del basso ferrarese, che rischiano di essere lasciati in campo, non raccolti per i prezzi troppo bassi, insufficienti a coprire i costi di produzione e che invece per qualità, salubrità e bontà meritano di essere gustati proprio ora, in queste giornate di gran caldo, dandoci ristoro e benessere in modo naturale”
Il presidente di Coldiretti Ferrara, Mauro Tonello, spiega le motivazioni per le quali mercoledì Coldiretti vuole sensibilizzare i consumatori riguardo i nostri prodotti e le “battaglie” commerciali che vengono troppo spesso pagate dai produttori.
“C’è tutta la gamma dei prodotti estivi che rischia di venire sottopagata in campagna, stretta nella concorrenza di produzioni che vengono utilizzate dalle grandi catene di distribuzione commerciale come richiamo per i clienti – continua Tonello - , troppo spesso con la formula del sottocosto, anche se quasi mai dichiarato, e tante volte anche con prodotti non italiani, di qualità mediocre o scarsa, con l’effetto di affievolire i consumi anche di frutta buona, proposta a prezzi che diano il giusto margine all’agricoltore”.
L’invito di Coldiretti è quindi di assaggiare i nostri prodotti ed acquistarli dove è certa l’origine e la qualità garantita, come nei punti vendita delle aziende agricole accreditate di Campagna Amica, nei punti vendita della filiera agricola italiana e nei mercati contadini.
Al mercato Spiaggia e Sapori, meloni e cocomeri del territorio, saranno anche in vendita a prezzo promozionale, con l’invito a preferire i nostri prodotti rispetto a quelli proposti dalla grande distribuzione, troppe volte senza chiara indicazione d’origine e spesso di qualità molto scadente.
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venerdì 1 luglio 2011
“BATTERIO KILLER”: IN EMILIA-ROMAGNA DANNI PER 25 MILIONI DI EURO
Fonte: Coldiretti Ferrara
Coldiretti scrive all’Assessore Rabboni per finanziamenti ad ortaggi danneggiati. Richiesta per inserire il radicchio tra quelli danneggiati. Problemi per i produttori ferraresi: “se non cambia qualcosa danni per migliaia di euro anche per noi”.
Il calo dei consumi di ortaggi e frutta freschi causato dalla psicosi creata dall’allarme del batterio Escherichia Coli, si sta ripercuotendo pesantemente sull’agricoltura italiana ed emiliano romagnola in particolare.
E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna che ha scritto una lettera all’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, chiedendo di estendere i finanziamenti straordinari dell’Unione Europea anche al radicchio, lasciato fuori dall’elenco dei prodotti ammessi a finanziamento probabilmente per un errore formale, visto che si tratta di un prodotto a foglia come tutte le insalate e le bietole. Il prezzo del radicchio – informa Coldiretti – a causa dell’ingiustificato allarme è crollato rispetto allo scorso anno del 42%, esattamente come quello dei cetrioli, inizialmente sospettati di essere i portatori dell’Escherichia.
Coldiretti Emilia Romagna inoltre ha chiesto di inserire tra i prodotti che possono attingere ai contributi, anche meloni, cocomeri, fagiolini freschi e sedani, prodotti che hanno subìto il forte traino negativo dell’allarme, con un calo dei consumi attorno al 20% e conseguente crollo dei prezzi. Secondo dati Ismea – rileva Coldiretti – il prezzo dei fagiolini rispetto allo scorso anno è diminuito del 20%, quello del sedano del 25% e quello dei meloni del 30%.
“Apprezziamo la richiesta fatta da Rabboni di inserire pesche e nettarine tra le specie che possono usufruire dei finanziamenti dell’Unione europea e per questo gli chiediamo di insistere nel suo intervento per estendere il finanziamento alle altre specie in difficoltà, in particolare il radicchio di cui l’Italia è il maggior produttore mondiale. Purtroppo i produttori ortofrutticoli stanno vedendo svanire il risultato di una intera stagione con danni che per la sola Emilia Romagna si aggira attorno ai 25 milioni di euro. E’ fondamentale cercare di arrestare questa situazione generata da un allarme che vede i produttori italiani completamente estranei”.
Non mancano i problemi anche nel ferrarese, sia per le aziende di vendita diretta che hanno subito una contrazione delle vendite nei giorni “caldi” dell’allarme ma soprattutto tra le aziende specializzate nella produzione e commercio degli ortaggi a foglia, che vedono la nostra provincia ai primi posti in ambito nazionale. Non sono poche le imprese che lamentano mancate vendite anche per decine di migliaia di euro.
Le somme stanziate dalla Unione Europea ed i meccanismi di applicazione per poter fare richiesta di risarcimento non appaiono adeguate al reale danno subito dalle aziende agricole, da qui la necessità – sottolinea Coldiretti Ferrara – di sollecitare nuove più incisive misure di intervento.
Coldiretti scrive all’Assessore Rabboni per finanziamenti ad ortaggi danneggiati. Richiesta per inserire il radicchio tra quelli danneggiati. Problemi per i produttori ferraresi: “se non cambia qualcosa danni per migliaia di euro anche per noi”.
Il calo dei consumi di ortaggi e frutta freschi causato dalla psicosi creata dall’allarme del batterio Escherichia Coli, si sta ripercuotendo pesantemente sull’agricoltura italiana ed emiliano romagnola in particolare.
E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna che ha scritto una lettera all’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, chiedendo di estendere i finanziamenti straordinari dell’Unione Europea anche al radicchio, lasciato fuori dall’elenco dei prodotti ammessi a finanziamento probabilmente per un errore formale, visto che si tratta di un prodotto a foglia come tutte le insalate e le bietole. Il prezzo del radicchio – informa Coldiretti – a causa dell’ingiustificato allarme è crollato rispetto allo scorso anno del 42%, esattamente come quello dei cetrioli, inizialmente sospettati di essere i portatori dell’Escherichia.
Coldiretti Emilia Romagna inoltre ha chiesto di inserire tra i prodotti che possono attingere ai contributi, anche meloni, cocomeri, fagiolini freschi e sedani, prodotti che hanno subìto il forte traino negativo dell’allarme, con un calo dei consumi attorno al 20% e conseguente crollo dei prezzi. Secondo dati Ismea – rileva Coldiretti – il prezzo dei fagiolini rispetto allo scorso anno è diminuito del 20%, quello del sedano del 25% e quello dei meloni del 30%.
“Apprezziamo la richiesta fatta da Rabboni di inserire pesche e nettarine tra le specie che possono usufruire dei finanziamenti dell’Unione europea e per questo gli chiediamo di insistere nel suo intervento per estendere il finanziamento alle altre specie in difficoltà, in particolare il radicchio di cui l’Italia è il maggior produttore mondiale. Purtroppo i produttori ortofrutticoli stanno vedendo svanire il risultato di una intera stagione con danni che per la sola Emilia Romagna si aggira attorno ai 25 milioni di euro. E’ fondamentale cercare di arrestare questa situazione generata da un allarme che vede i produttori italiani completamente estranei”.
Non mancano i problemi anche nel ferrarese, sia per le aziende di vendita diretta che hanno subito una contrazione delle vendite nei giorni “caldi” dell’allarme ma soprattutto tra le aziende specializzate nella produzione e commercio degli ortaggi a foglia, che vedono la nostra provincia ai primi posti in ambito nazionale. Non sono poche le imprese che lamentano mancate vendite anche per decine di migliaia di euro.
Le somme stanziate dalla Unione Europea ed i meccanismi di applicazione per poter fare richiesta di risarcimento non appaiono adeguate al reale danno subito dalle aziende agricole, da qui la necessità – sottolinea Coldiretti Ferrara – di sollecitare nuove più incisive misure di intervento.
FORTE ALLARME PER COCOMERI, MELONI, PESCHE E NETTARINE
Fonte: Confagricoltura Ferrara
"Il mese scorso il prezzo al consumo della frutta e' aumentato del 7%, ma ai produttori e' stata pagata il 7% in meno - afferma il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi. A fronte di tale situazione occorrono politiche agricole mirate ed interventi volti a migliorare il posizionamento degli agricoltori all'interno della filiera alimentare. Siamo in presenza di fattori destabilizzanti che stanno mettendo a serio rischio la redditività dei nostri agricoltori, senza i quali non ci sarebbe più materia prima per l'agroalimentare made in Italy, fatto che ridimensionerebbe inevitabilmente, ed irrimediabilmente, tutta la filiera nazionale del settore".
"La situazione di volatilità dei prezzi si e' fatta sentire fortemente anche a giugno, a seguito dell'allarme E.Coli. In Germania. tutto il mercato dell'ortofrutta e' stato completamente paralizzato, con cali generalizzati degli ordinativi. ed i conti delle aziende ortofrutticole sono peggiorati ulteriormente". "Va apprezzata - aggiunge il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi - la volontà del Ministro Romano di intervenire in tempi rapidi per sostenere il nostro comparto ortofrutticolo, che sopporta le conseguenze dell'incapacità della Germania a fronteggiare una situazione di allerta., Però i fondi messi a disposizione da Bruxelles appaiono irrisori. Si sono stanziati complessivamente 210 milioni di euro, però le perdite per l'ortofrutticoltura europea, per il forte calo dei prezzi e delle vendite, vengono stimate di ben 400 milioni di euro la settimana. Per questo abbiamo chiesto una seconda serie di misure eccezionali di sostegno temporaneo da affiancare a quelle già previste".
"In forte apprensione sono in questo momento i produttori di cocomeri e meloni, con la produzione che viene lasciata in campo perché il costo di raccolta è superiore al prezzo di realizzo ed inoltre quelli di pesche e nettarine - prosegue Nicola Gherardi - perché il gran caldo che abbiamo registrato nella seconda metà di giugno sta determinando un anticipo di produzione che determinerà per tutta la prima metà di luglio la sovrapposizione del nostro prodotto con i picchi di produzione in Spagna. Tale situazione, se vista assieme ad un avvio di stagione poco esaltante in termini di prezzo, cui si aggiunge un calo stimato attorno al 10% della domanda interna, genererà probabilmente tensione sui mercati".
"In tale situazione, Confagricoltura Ferrara condivide totalmente la posizione assunta dalla Regione nei confronti del Ministro Romano affinché si proceda con urgenza alla chiusura dell'accordo interprofessionale delle pesche e nettarine attualmente fermo per il mancato accordo tra le parti e contemporaneamente si intervenga in sede comunitaria perché si acconsenta al superamento della soglia del 5% come limite massimo di ritiro del prodotto, per portarlo possibilmente al 10%".
"Vi è poi un documento elaborato dal Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara - conclude Nicola Gherardi - recante proposte operative da realizzarsi con tempestività volte a scongiurare che la campagna 2011 si trasformi in una delle peggiori degli ultimi anni che attende la ratifica della Regione Emilia Romagna e la definitiva approvazione e sottoscrizione di tutti i rappresentanti della produzione. Anche su questo Confagricoltura Ferrara auspica che si proceda con la massima celerità".
"Il mese scorso il prezzo al consumo della frutta e' aumentato del 7%, ma ai produttori e' stata pagata il 7% in meno - afferma il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi. A fronte di tale situazione occorrono politiche agricole mirate ed interventi volti a migliorare il posizionamento degli agricoltori all'interno della filiera alimentare. Siamo in presenza di fattori destabilizzanti che stanno mettendo a serio rischio la redditività dei nostri agricoltori, senza i quali non ci sarebbe più materia prima per l'agroalimentare made in Italy, fatto che ridimensionerebbe inevitabilmente, ed irrimediabilmente, tutta la filiera nazionale del settore".
"La situazione di volatilità dei prezzi si e' fatta sentire fortemente anche a giugno, a seguito dell'allarme E.Coli. In Germania. tutto il mercato dell'ortofrutta e' stato completamente paralizzato, con cali generalizzati degli ordinativi. ed i conti delle aziende ortofrutticole sono peggiorati ulteriormente". "Va apprezzata - aggiunge il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi - la volontà del Ministro Romano di intervenire in tempi rapidi per sostenere il nostro comparto ortofrutticolo, che sopporta le conseguenze dell'incapacità della Germania a fronteggiare una situazione di allerta., Però i fondi messi a disposizione da Bruxelles appaiono irrisori. Si sono stanziati complessivamente 210 milioni di euro, però le perdite per l'ortofrutticoltura europea, per il forte calo dei prezzi e delle vendite, vengono stimate di ben 400 milioni di euro la settimana. Per questo abbiamo chiesto una seconda serie di misure eccezionali di sostegno temporaneo da affiancare a quelle già previste".
"In forte apprensione sono in questo momento i produttori di cocomeri e meloni, con la produzione che viene lasciata in campo perché il costo di raccolta è superiore al prezzo di realizzo ed inoltre quelli di pesche e nettarine - prosegue Nicola Gherardi - perché il gran caldo che abbiamo registrato nella seconda metà di giugno sta determinando un anticipo di produzione che determinerà per tutta la prima metà di luglio la sovrapposizione del nostro prodotto con i picchi di produzione in Spagna. Tale situazione, se vista assieme ad un avvio di stagione poco esaltante in termini di prezzo, cui si aggiunge un calo stimato attorno al 10% della domanda interna, genererà probabilmente tensione sui mercati".
"In tale situazione, Confagricoltura Ferrara condivide totalmente la posizione assunta dalla Regione nei confronti del Ministro Romano affinché si proceda con urgenza alla chiusura dell'accordo interprofessionale delle pesche e nettarine attualmente fermo per il mancato accordo tra le parti e contemporaneamente si intervenga in sede comunitaria perché si acconsenta al superamento della soglia del 5% come limite massimo di ritiro del prodotto, per portarlo possibilmente al 10%".
"Vi è poi un documento elaborato dal Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara - conclude Nicola Gherardi - recante proposte operative da realizzarsi con tempestività volte a scongiurare che la campagna 2011 si trasformi in una delle peggiori degli ultimi anni che attende la ratifica della Regione Emilia Romagna e la definitiva approvazione e sottoscrizione di tutti i rappresentanti della produzione. Anche su questo Confagricoltura Ferrara auspica che si proceda con la massima celerità".
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