Fonte: Cia Ferrara
Cambio della guardia alla direzione di Cia Ferrara. Dopo due anni e mezzo di lavoro, davvero intensi ed impegnativi, Cristiano Bulgarelli lascia il ruolo di direttore dell’associazione ferrarese. Una decisione dettata unicamente da scelte lavorative e di vita diverse, che non hanno a che vedere con i vertici dell’associazione, con i quali permangono rapporti di massima stima e collaborazione. Al suo posto arriva Roberto Fenati, attuale direttore di Cia Imola e persona di grande esperienza direttiva che assumerà dunque, anche la direzione di Ferrara. Lorenzo Boldrini, con il quale Bulgarelli ha lavorato a stretto contatto in questi anni, e tutta l’associazione ringrazia Cristiano per il grande impegno e l’ottimo lavoro svolto alla direzione di Cia Ferrara. Un caro benvenuto e gli auguri di buon lavoro a Roberti Fenati per il nuovo incarico.
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venerdì 25 luglio 2014
UN NUOVO DIRETTORE PER CIA FERRARA ROBERTO FENATI, GIÀ DIRETTORE DI CIA IMOLA, SUBENTRA A CRISTIANO BULGARELLI
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lunedì 1 luglio 2013
CIA: RILANCIO DELL’AGRICOLTURA: SI RIPARTE DA GIOVANI E NUOVI MERCATI
Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara
La Cia di Ferrara ha partecipato alla VII Conferenza economica dell’associazione dove si è parlato di un sistema con più agricoltura e lavoro, a partire dal nostro territorio
Valorizzazione della produzione agricola come fonte indispensabile per l’alimentazione, salvaguardia della terra e del suolo, nuovi mercati internazionali e più agricoltura per i giovani. Sono questi alcuni dei temi trattati a Lecce nel corso della VII Conferenza economica della Confederazione Italiana Agricoltori che ha scelto come titolo dell’importante appuntamento: Più agricoltura per nutrire il mondo. Presenti anche Lorenzo Boldrini e Cristiano Bulgarelli, rispettivamente presidente e direttore provinciale di Cia Ferrara che hanno partecipato ai lavori con un occhio continuamente rivolto verso la realtà agricola ferrarese. Perché sono i territori a forte vocazione rurale come quello di Ferrara a costituire una risorsa fondamentale per un’economica che deve ripartire proprio dal settore agricolo.
«Tra i molti temi interessanti trattati nei giorni scorsi a Lecce – commenta Lorenzo Boldrini a margine della Conferenza – ce ne sono alcuni che hanno una forte rilevanza sul nostro territorio, a partire dai giovani e dal ricambio generazionale. Tra qualche anno finiranno sul mercato fondi che adesso appartengono ad agricoltori over 75 senza eredi che subentrino a condurli. Questa terra deve, a mio avviso, essere messa a disposizione dei giovani per favorire il loro ingresso in agricoltura e tenere lontana la speculazione fondiaria. Per fare questo non basta la nuova Pac ma serve una politica agricola regionale, attraverso il Piano di Sviluppo rurale, che vada fortemente in questa direzione. La parola d’ordine deve essere: più agricoltura per i giovani e più lavoro.
Altro argomento fondamentale – continua il presidente Cia – è l’apertura di nuovi mercati per le aziende italiane e ferraresi che vogliono esportare i loro prodotti d’eccellenza. La riduzione dei consumi interni ed europei richiede un’internazionalizzazione che deve essere favorita, innanzitutto, a livello istituzionale e promossa anche dalle Camere di Commercio. Un’altra via per favorire l’export è poi quella delle Organizzazioni Interprofessionali di Filiera come è, a Ferrara, l’O.I Pera, un’opportunità per i produttori di aggregarsi, fare massa critica e aver maggior forza nella promozione e l’immissione sul mercato del loro prodotto. Sarebbe davvero un’occasione sprecata, infatti, non riuscire a valorizzare produzioni di qualità solo per la mancanza dei giusti canali di comunicazione e vendita.
Nel corso della Conferenza Economica è stata inoltre dedicata un’intera sessione ad Agrinsieme - il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e le maggiori cooperative agroalimentari - per valutare il lavoro svolto e definire le linee guida per il futuro. C’è stato il forte impegno – conclude Boldrini - a ottenere dalle istituzioni semplificazione burocratica e riduzione della pressione fiscale per il settore. Anche Agrinsieme ha operato, infatti, per il rinvio dell’Imu sui beni strumentali e per assicurarsi l’impegno del Governo ad alleggerire definitivamente questa imposta che grava sui redditi agricoli.»
sabato 23 febbraio 2013
CIA FERRARA INCONTRA GLI AGRICOLTORI DEL TERRITORIO
Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara
Dopo Bosco Mesola, San Giovanni di Ostellato, Argenta e Ambrogio continuano le assemblee con associati e agricoltori in tutte le zone di Ferrara
Incontrare gli associati e gli imprenditori agricoli per discutere di alcuni temi fondamentali per il settore, in un clima di confronto e dibattito costruttivo. Continuano le assemblee territoriali volute e organizzate da Cia provinciale di Ferrara nelle diverse zone del territorio, riunioni che hanno visto sinora un’ottima partecipazione da parte degli agricoltori. Sul tavolo argomenti di grande attualità e informazioni chiare su nuovi servizi per le imprese, gli stessi contenuti nel documento programmatico dell’associazione, presentato durante la Conferenza economica dello scorso ottobre. Sul territorio, dunque, per rendere operative e concretizzare le decisioni prese a livello provinciale e per informare, dando voce alle richieste e alle proposte degli associati. Tra gli argomenti trattati nel corso delle assemblee da parte dei funzionari dell’associazione e alla presenza presidente provinciale Cia Ferrara Lorenzo Boldrini e dal direttore Cristiano Bulgarelli: il Piano di Azione Nazionale che prevede l’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari; l’aggiornamento normativo in materia di sicurezza sul lavoro, per la corretta prevenzione di incidenti e infortuni e l’accesso al credito e alle assicurazioni agricole. Cia Ferrara punterà molto nei prossimi mesi su questo tema, di vitale importanza per la ripresa e gli investimenti economici del settore. Metterà, infatti, a disposizione degli agricoltori una consulenza specialistica per informarli sulle richieste di credito – anche in seguito all’accordo tra Provincia di Ferrara, banche e associazioni agricole per l’erogazione di credito agevolato in seguito alla siccità del 2012 – e informerà sulle nuove forme assicurative multirischio e pluririschio. Le stesse importanti tematiche saranno trattate nel corso delle prossime assemblee - dopo quelle di Bosco Mesola, San Giovanni di Ostellato, Argenta e Ambrogio - che si terranno a Ferrara, lunedì 25 febbraio alle ore 15.00, nella sede provinciale di Via Bologna e a Bondeno, martedì 26 sempre alle 15.00, presso la Pinacoteca Civica. Le assemblee sono aperte agli associati Cia e a tutti gli imprenditori agricoli del territorio.
Dopo Bosco Mesola, San Giovanni di Ostellato, Argenta e Ambrogio continuano le assemblee con associati e agricoltori in tutte le zone di Ferrara
Incontrare gli associati e gli imprenditori agricoli per discutere di alcuni temi fondamentali per il settore, in un clima di confronto e dibattito costruttivo. Continuano le assemblee territoriali volute e organizzate da Cia provinciale di Ferrara nelle diverse zone del territorio, riunioni che hanno visto sinora un’ottima partecipazione da parte degli agricoltori. Sul tavolo argomenti di grande attualità e informazioni chiare su nuovi servizi per le imprese, gli stessi contenuti nel documento programmatico dell’associazione, presentato durante la Conferenza economica dello scorso ottobre. Sul territorio, dunque, per rendere operative e concretizzare le decisioni prese a livello provinciale e per informare, dando voce alle richieste e alle proposte degli associati. Tra gli argomenti trattati nel corso delle assemblee da parte dei funzionari dell’associazione e alla presenza presidente provinciale Cia Ferrara Lorenzo Boldrini e dal direttore Cristiano Bulgarelli: il Piano di Azione Nazionale che prevede l’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari; l’aggiornamento normativo in materia di sicurezza sul lavoro, per la corretta prevenzione di incidenti e infortuni e l’accesso al credito e alle assicurazioni agricole. Cia Ferrara punterà molto nei prossimi mesi su questo tema, di vitale importanza per la ripresa e gli investimenti economici del settore. Metterà, infatti, a disposizione degli agricoltori una consulenza specialistica per informarli sulle richieste di credito – anche in seguito all’accordo tra Provincia di Ferrara, banche e associazioni agricole per l’erogazione di credito agevolato in seguito alla siccità del 2012 – e informerà sulle nuove forme assicurative multirischio e pluririschio. Le stesse importanti tematiche saranno trattate nel corso delle prossime assemblee - dopo quelle di Bosco Mesola, San Giovanni di Ostellato, Argenta e Ambrogio - che si terranno a Ferrara, lunedì 25 febbraio alle ore 15.00, nella sede provinciale di Via Bologna e a Bondeno, martedì 26 sempre alle 15.00, presso la Pinacoteca Civica. Le assemblee sono aperte agli associati Cia e a tutti gli imprenditori agricoli del territorio.
martedì 10 luglio 2012
DANNI E RICOSTRUZIONE: IL TERREMOTO NON È FINITO
Fonte: Cia Ferrara
Il presidente e il direttore della Cia di Ferrara hanno visitato alcune importante aziende associate per fare il punto della situazione dopo il sisma
Mentre il Governo approvava a Roma il Decreto ricostruzione accogliendo alcune importanti modifiche proposte dalle associazioni agricole, i rappresentanti della Cia di Ferrara – il presidente Lorenzo Boldrini, il direttore Cristiano Bulgarelli e i tecnici della Confederazione – hanno incontrato gli agricoltori associati nelle loro aziende, là dove il sisma di maggio ha colpito più duramente. Giorni intensi e produttivi per osservare e controllare da vicino quali sono i danni e cosa si sta facendo per continuare l’attività in attesa che arrivino i fondi statali, somme che dovrebbero coprire l’80% della ricostruzione di case, fabbricati rurali e aziende. Perché non tutti gli agricoltori sono stati colpiti allo stesso modo: c’è chi ha visto andare in fumo in pochi secondi due fabbricati e l’investimento a pannelli fotovoltaici per il quale continua a pagare il mutuo e chi non sa ancora dove mettere i suoi animali che, prima del sisma, erano ricoverati in due grandi magazzini, ora inagibili. Poi c’è, sempre in quelle zone così colpite – soprattutto con il terremoto del 20 maggio – chi non ha più la casa e nemmeno i fabbricati dove teneva gli attrezzi e i prodotti indispensabili per la sua attività. Una situazione difficile, simile a quella di altri imprenditori agricoli dell’alto ferrarese che, dopo più di un mese dal disastro, sono ancora pieni di incertezze su ciò che faranno delle loro aziende. L’obiettivo è ritornare alla normalità, ma come? Abbattere i fabbricati molto danneggiati e costruirne di nuovi? Spostare i pannelli fotovoltaici recuperati con fatica su un altro edificio costruito ad hoc? E come sostenere queste spese? La risposta è, al momento, tutta in quel decreto governativo che dirà quanto e quando arriveranno i soldi per ricostruire che dovrebbero entrare nelle casse dello stato grazie all’aumento delle accise dei carburanti, dal Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea e dai fondi risparmiati dai contributi pubblici ai partiti. Nel frattempo la Confederazione Italiana Agricoltori ha offerto a tutti gli agricoltori che hanno subito danni, una consulenza tecnica e finanziaria per accompagnarli verso la ricostruzione ed il ripristino di fabbricati necessari alla produzione agricola. «Il contributo dell’80% a risarcimento delle spese sostenute per la ricostruzione o la ristrutturazione degli immobili destinati ad uso produttivo previsti dal Decreto ricostruzione – dice Cristiano Bulgarelli – è un buon inizio e speriamo che sia equamente diviso tra gli imprenditori colpiti. La nostra associazione rimane a disposizione degli associati per dare un concreto servizio di consulenza e sciogliere i dubbi che ovviamente sono all’ordine del giorno in situazioni delicate come questa. Gli imprenditori possono valutare con i nostri tecnici economici, fiscali e agricoli tutte le opportunità disponibili, valutare preventivi e scegliere l’investimento giusto per sfruttare al massimo le risorse che verranno concesse. E’ passata l’emergenza iniziale – conclude Bulgarelli – ma il terremoto non è finito e non bisogna distogliere l’attenzione nemmeno un minuto su quello che c’è da fare per ritornare alla normale attività produttiva»
Il presidente e il direttore della Cia di Ferrara hanno visitato alcune importante aziende associate per fare il punto della situazione dopo il sisma
Mentre il Governo approvava a Roma il Decreto ricostruzione accogliendo alcune importanti modifiche proposte dalle associazioni agricole, i rappresentanti della Cia di Ferrara – il presidente Lorenzo Boldrini, il direttore Cristiano Bulgarelli e i tecnici della Confederazione – hanno incontrato gli agricoltori associati nelle loro aziende, là dove il sisma di maggio ha colpito più duramente. Giorni intensi e produttivi per osservare e controllare da vicino quali sono i danni e cosa si sta facendo per continuare l’attività in attesa che arrivino i fondi statali, somme che dovrebbero coprire l’80% della ricostruzione di case, fabbricati rurali e aziende. Perché non tutti gli agricoltori sono stati colpiti allo stesso modo: c’è chi ha visto andare in fumo in pochi secondi due fabbricati e l’investimento a pannelli fotovoltaici per il quale continua a pagare il mutuo e chi non sa ancora dove mettere i suoi animali che, prima del sisma, erano ricoverati in due grandi magazzini, ora inagibili. Poi c’è, sempre in quelle zone così colpite – soprattutto con il terremoto del 20 maggio – chi non ha più la casa e nemmeno i fabbricati dove teneva gli attrezzi e i prodotti indispensabili per la sua attività. Una situazione difficile, simile a quella di altri imprenditori agricoli dell’alto ferrarese che, dopo più di un mese dal disastro, sono ancora pieni di incertezze su ciò che faranno delle loro aziende. L’obiettivo è ritornare alla normalità, ma come? Abbattere i fabbricati molto danneggiati e costruirne di nuovi? Spostare i pannelli fotovoltaici recuperati con fatica su un altro edificio costruito ad hoc? E come sostenere queste spese? La risposta è, al momento, tutta in quel decreto governativo che dirà quanto e quando arriveranno i soldi per ricostruire che dovrebbero entrare nelle casse dello stato grazie all’aumento delle accise dei carburanti, dal Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea e dai fondi risparmiati dai contributi pubblici ai partiti. Nel frattempo la Confederazione Italiana Agricoltori ha offerto a tutti gli agricoltori che hanno subito danni, una consulenza tecnica e finanziaria per accompagnarli verso la ricostruzione ed il ripristino di fabbricati necessari alla produzione agricola. «Il contributo dell’80% a risarcimento delle spese sostenute per la ricostruzione o la ristrutturazione degli immobili destinati ad uso produttivo previsti dal Decreto ricostruzione – dice Cristiano Bulgarelli – è un buon inizio e speriamo che sia equamente diviso tra gli imprenditori colpiti. La nostra associazione rimane a disposizione degli associati per dare un concreto servizio di consulenza e sciogliere i dubbi che ovviamente sono all’ordine del giorno in situazioni delicate come questa. Gli imprenditori possono valutare con i nostri tecnici economici, fiscali e agricoli tutte le opportunità disponibili, valutare preventivi e scegliere l’investimento giusto per sfruttare al massimo le risorse che verranno concesse. E’ passata l’emergenza iniziale – conclude Bulgarelli – ma il terremoto non è finito e non bisogna distogliere l’attenzione nemmeno un minuto su quello che c’è da fare per ritornare alla normale attività produttiva»
lunedì 2 luglio 2012
DA LECCE A FERRARA: FAR CRESCERE L’AGRICOLTURA PER FAR CRESCERE L’ITALIA
Fonte: Ufficio Stampa Cia
I vertici della Cia di Ferrara nella città pugliese per la VI Conferenza economica dell’associazione che ha visto la partecipazione dei più importanti attori italiani ed europei del settore
Lorenzo Boldrini e Cristiano Bulgarelli, rispettivamente presidente e direttore della Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara, hanno partecipato alla VI Conferenza Economica dell’associazione, che si è tenuta nei giorni scorsi a Lecce. Un incontro importante e dal titolo che contiene tutto il senso e gli obiettivi della due giorni leccese: “Far crescere l’agricoltura per far crescere l’Italia”. E di crescita e prospettive del mondo agricolo hanno parlato i più importanti rappresentanti del settore intervenuti alla Conferenza che ha visto gli interventi di Dacian Ciolos, commissario europeo all’Agricoltura, Mario Catania, ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, presidente della Comagri del Parlamento Europeo, Giuseppe Politi, presidente della Cia Nazionale e Dario Stefàno, assessore all’Agricoltura della regione Puglia e coordinatore degli assessori all’Agricoltura. Tra gli argomenti di grande interesse toccati dai relatori c’è sicuramente quello della Politica Agricola Comune in previsione delle modifiche che verranno attuate dopo il 2013. Su questo tema così importante per gli agricoltori – si parla, infatti, dei contributi europei alla produzione agricola da suddividere tra i 27 stati membri della Comunità Europea – è prima intervento Politi che ha chiesto equilibrio nella distribuzione delle risorse, soprattutto tra le diverse aree dell’Europa che sono molto differenti a livello produttivo e scelte colturali. Anche De Castro ha ribadito l’importanza dell’equità e la richiesta di un’attenzione particolare verso l’Europa mediterranea e le sue eccellenze produttive come quelle ortofrutticole. In risposta alle richieste di Politi e De Castro sono arrivate le ottime ed importanti rassicurazioni di Ciolos. Il Commissario Ue ha, infatti, spiegato che la Pac terrà conto delle produzioni mediterranee e, proprio tra pochi giorni, si lavorerà in Commissione proprio per il settore ortofrutticolo e la sua giusta valorizzazione. Tra le misure che la Politica Agricola Comune dovrà attuare c’è anche, ha ribadito Ciolos, una vera politica di insediamento dei giovani ed una forte attenzione per l’indicazione geografica dei prodotti, indispensabile per gli accordi commerciali e far muovere il mercato. Senza l’Italia e le sue eccellenze produttive, tra le quali ovviamente anche quelle ferraresi, non ci sarà riforma. E questo è un importante indice per capire quanto l’agricoltura italiana e mediterranea sia importante per la crescita europea del settore. Molto soddisfatto dei lavori della Conferenza di Lecce anche Lorenzo Boldrini, in particolare per la grande attenzione data alle richieste della Cia nel settore ortofrutticolo che è uno dei motori dell’economia ferrarese. «Il primo dato importate di questo incontro – commenta Boldrini - è certamente la presenza di autorità regionali, nazionali ed europee riunite ad un unico tavolo ad ascoltare non solo le richieste della Cia ma dell’Italia. Perché per la prima volta le richieste all’Europa sono venute da una voce univoca, non frammentata. Poi, ovviamente, è fondamentale che queste richieste siano state non solo ascoltate ma accolte da Ciolos che ha rassicurato il nostro paese sulla Pac, dicendo che una riforma senza l’Italia non è pensabile o possibile. Per il territorio di Ferrara e la sua vocazione produttiva – conclude il presidente Cia – è fondamentale che si guardi al nostro paese non solo come produttore di seminativi ma per gli impianti frutticoli permanenti. La Politica Agricola Comune post 2013 dovrà tenere conto della qualità del nostro settore frutticolo e trattarlo in modo diverso rispetto alle altre colture, riconoscendo un diverso e più ingente contributo.» Nel corso della Conferenza di Lecce è stato dedicato, inoltre, ampio spazio all’olio extravergine d’oliva, con la presentazione dell’accordo tra Cia, Cno, Legacoop e Coop Italia per realizzare “Assieme”. Un olio 100% italiano dal campo alla tavola, che garantirà non soltanto la completa tracciabilità del prodotto per il consumatore, ma anche l’equa ripartizione del valore aggiunto e della redditività tra tutti i soggetti della filiera. Davvero interessante anche il dibattito sulle nuove opportunità per far crescere il settore, con l’incremento delle azioni di vendita diretta e dunque della filiera corta e cortissime e le agroenergie da biomasse e biogas.
I vertici della Cia di Ferrara nella città pugliese per la VI Conferenza economica dell’associazione che ha visto la partecipazione dei più importanti attori italiani ed europei del settore
Lorenzo Boldrini e Cristiano Bulgarelli, rispettivamente presidente e direttore della Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara, hanno partecipato alla VI Conferenza Economica dell’associazione, che si è tenuta nei giorni scorsi a Lecce. Un incontro importante e dal titolo che contiene tutto il senso e gli obiettivi della due giorni leccese: “Far crescere l’agricoltura per far crescere l’Italia”. E di crescita e prospettive del mondo agricolo hanno parlato i più importanti rappresentanti del settore intervenuti alla Conferenza che ha visto gli interventi di Dacian Ciolos, commissario europeo all’Agricoltura, Mario Catania, ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, presidente della Comagri del Parlamento Europeo, Giuseppe Politi, presidente della Cia Nazionale e Dario Stefàno, assessore all’Agricoltura della regione Puglia e coordinatore degli assessori all’Agricoltura. Tra gli argomenti di grande interesse toccati dai relatori c’è sicuramente quello della Politica Agricola Comune in previsione delle modifiche che verranno attuate dopo il 2013. Su questo tema così importante per gli agricoltori – si parla, infatti, dei contributi europei alla produzione agricola da suddividere tra i 27 stati membri della Comunità Europea – è prima intervento Politi che ha chiesto equilibrio nella distribuzione delle risorse, soprattutto tra le diverse aree dell’Europa che sono molto differenti a livello produttivo e scelte colturali. Anche De Castro ha ribadito l’importanza dell’equità e la richiesta di un’attenzione particolare verso l’Europa mediterranea e le sue eccellenze produttive come quelle ortofrutticole. In risposta alle richieste di Politi e De Castro sono arrivate le ottime ed importanti rassicurazioni di Ciolos. Il Commissario Ue ha, infatti, spiegato che la Pac terrà conto delle produzioni mediterranee e, proprio tra pochi giorni, si lavorerà in Commissione proprio per il settore ortofrutticolo e la sua giusta valorizzazione. Tra le misure che la Politica Agricola Comune dovrà attuare c’è anche, ha ribadito Ciolos, una vera politica di insediamento dei giovani ed una forte attenzione per l’indicazione geografica dei prodotti, indispensabile per gli accordi commerciali e far muovere il mercato. Senza l’Italia e le sue eccellenze produttive, tra le quali ovviamente anche quelle ferraresi, non ci sarà riforma. E questo è un importante indice per capire quanto l’agricoltura italiana e mediterranea sia importante per la crescita europea del settore. Molto soddisfatto dei lavori della Conferenza di Lecce anche Lorenzo Boldrini, in particolare per la grande attenzione data alle richieste della Cia nel settore ortofrutticolo che è uno dei motori dell’economia ferrarese. «Il primo dato importate di questo incontro – commenta Boldrini - è certamente la presenza di autorità regionali, nazionali ed europee riunite ad un unico tavolo ad ascoltare non solo le richieste della Cia ma dell’Italia. Perché per la prima volta le richieste all’Europa sono venute da una voce univoca, non frammentata. Poi, ovviamente, è fondamentale che queste richieste siano state non solo ascoltate ma accolte da Ciolos che ha rassicurato il nostro paese sulla Pac, dicendo che una riforma senza l’Italia non è pensabile o possibile. Per il territorio di Ferrara e la sua vocazione produttiva – conclude il presidente Cia – è fondamentale che si guardi al nostro paese non solo come produttore di seminativi ma per gli impianti frutticoli permanenti. La Politica Agricola Comune post 2013 dovrà tenere conto della qualità del nostro settore frutticolo e trattarlo in modo diverso rispetto alle altre colture, riconoscendo un diverso e più ingente contributo.» Nel corso della Conferenza di Lecce è stato dedicato, inoltre, ampio spazio all’olio extravergine d’oliva, con la presentazione dell’accordo tra Cia, Cno, Legacoop e Coop Italia per realizzare “Assieme”. Un olio 100% italiano dal campo alla tavola, che garantirà non soltanto la completa tracciabilità del prodotto per il consumatore, ma anche l’equa ripartizione del valore aggiunto e della redditività tra tutti i soggetti della filiera. Davvero interessante anche il dibattito sulle nuove opportunità per far crescere il settore, con l’incremento delle azioni di vendita diretta e dunque della filiera corta e cortissime e le agroenergie da biomasse e biogas.
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