Fonte: Ufficio Stampa Confcooperative
Nuovi investimenti del consorzio cooperativo bolognese in Germania, con apertura di una sede a Francoforte. Le vendite superano i 30 milioni di euro, con buone prospettive di crescita.
La strategia commerciale fa leva sul marchio Cirio, uno dei marchi più illustri del made in Italy, che l’anno prossimo festeggerà i 160 anni di vita.
Prosegue spedito il rafforzamento delle strategie commerciali all’estero del gruppo cooperativo Conserve Italia che, dopo gli accordi commerciali con Tesco in Regno Unito e quelli con Nippn in Giappone, ha stretto nuove alleanze in Germania per potenziare le vendite dei suoi brand di punta, Valfrutta e Cirio.
“Quello tedesco non è ovviamente un mercato nuovo per le nostre vendite”, spiega Cesare Concilio, Direttore Commerciale Estero del gruppo cooperativo. “Conserve Italia opera da tempo nel sistema distributivo tedesco, dove si è conquistata negli anni una buona quota di mercato come fornitore di prodotti a marca privata. Forti di questa presenza, abbiamo ora deciso di puntare su una penetrazione che fa leva principalmente sul brand Cirio, uno dei marchi più illustri del made in Italy agroalimentare, che l’anno prossimo festeggerà i suoi 160 anni di storia”.
È di questi mesi un contratto di fornitura siglato da Conserve Italia con la catena Rewe, una delle principali insegne distributive tedesche, che ha consentito al gruppo cooperativo bolognese di posizionare a scaffale i prodotti Cirio nei 3.000 punti vendita di Rewe.
Oggi il giro di affari di Conserve Italia in Germania ha raggiunto i 30 milioni di euro, “un risultato di tutto rispetto – commenta Concilio - se si considera che si tratta di un segmento molto maturo e di un mercato in cui è ancora molto forte la presenza della private label. Le nostre stime prevedono un trend di crescita del +20% nel giro di un anno”.
“La Germania è un paese in cui la presenza dei discount è storicamente molto radicata e le scelte di acquisto dei consumatori restano fondamentalmente price-oriented”, continua Concilio, profondo conoscitore del mercato tedesco che da poco ha assunto la carica di Manager director di Conserve Italia Deutschland. “Ciò nonostante, l’appeal del made in Italy e la conoscenza anche del bacino regionale di provenienza è forte: basti pensare che nella categoria dei derivati del pomodoro, il prodotto a marchio più venduto in Germania è Oro di Parma, che guida la classifica da oltre 20 anni”.
“A conferma di come la Germania rivesta una valenza strategica nelle politiche di export di Conserve Italia – annuncia il Direttore del gruppo Angel Sanchez – abbiamo messo a punto diversi investimenti nel paese tedesco, a partire dall’apertura di una nuova sede nel centro di Francoforte (prima eravamo a Warburg, in Westfalia) e dall’assunzione di nuovo personale per rafforzare l’ufficio commerciale”.
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martedì 3 marzo 2015
EXPORT, CONSERVE ITALIA SIGLA UN ACCORDO CON LA CATENA TEDESCA REWE, PRODOTTI CIRIO A SCAFFALE IN 3.000 NEGOZI
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martedì 9 luglio 2013
SUMMIT AGRICOLO TRANSFRONTALIERO, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “PIENA SINTONIA TRA I VERTICI DELLE ORGANIZZAZIONI AGRICOLE DI ITALIA, GERMANIA, AUSTRIA E SVIZZERA SUL RUOLO DEL PRIMARIO PER LA CRESCITA”
Fonte: Confagricoltura
“È importante la concertazione, la sinergia tra realtà che hanno le stesse problematiche. Il summit transfrontaliero tra i vertici delle Organizzazioni dei produttori agricoli di Italia, Germania, Austria e Svizzera è stato un momento di confronto fondamentale per definire posizioni comuni”. Lo ha detto il presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo a Bolzano all’incontro promosso da Bauernbund (l’Organizzazione degli agricoltori del Sud-Tirolo). “Nel documento comune firmato dal tedesco Joachim Rukwied, dall’austriaco Jakob Auer, dallo svizzero Markus Ritter e dal sottoscritto, si è posto in evidenza – ha ricordato Mario Guidi - come l’agricoltura sia indispensabile per la valorizzazione e la salvaguardia del territorio e possa fare da traino a tutti gli altri settori, dall’industria al commercio, dall’artigianato al turismo. Mi sembra che sia importante partire dal ruolo del ‘primario’ (tale di nome e di fatto) per definire le politiche di sviluppo”. “Abbiamo parlato di riforma della Pac, crescita, innovazione, semplificazione, accesso al credito, sicurezza alimentare: tematiche che non hanno confini e stanno a cuore a tutti gli agricoltori europei – ha proseguito -. Le PMI agricole, che sono importanti, devono potersi inserire in nuove relazioni di gruppo, superando le difficoltà individuali. Il modello della rete è perfettamente congeniale alle piccole e medie imprese”. “Un’altra considerazione fondamentale che abbiamo voluto richiamare all’attenzione della politica è – ha osservato il presidente di Confagricoltura - che la crescita economica e la difesa del territorio non sono affatto una contraddizione, ma possono andare di pari passo. Gli sforzi per la sostenibilità delle aziende agricole vanno stimolati e sostenuti”. “Il mondo agricolo di quattro Paesi confinanti ha chiesto una strategia politica trasversale per la tutela del territorio e misure legislative ad hoc - ha concluso Guidi - La difesa del suolo agricolo va in questa direzione: serve un monitoraggio continuo dei cambiamenti di destinazione, stando attenti però a non prevedere vincoli che gravino solo sugli agricoltori”.
“È importante la concertazione, la sinergia tra realtà che hanno le stesse problematiche. Il summit transfrontaliero tra i vertici delle Organizzazioni dei produttori agricoli di Italia, Germania, Austria e Svizzera è stato un momento di confronto fondamentale per definire posizioni comuni”. Lo ha detto il presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo a Bolzano all’incontro promosso da Bauernbund (l’Organizzazione degli agricoltori del Sud-Tirolo). “Nel documento comune firmato dal tedesco Joachim Rukwied, dall’austriaco Jakob Auer, dallo svizzero Markus Ritter e dal sottoscritto, si è posto in evidenza – ha ricordato Mario Guidi - come l’agricoltura sia indispensabile per la valorizzazione e la salvaguardia del territorio e possa fare da traino a tutti gli altri settori, dall’industria al commercio, dall’artigianato al turismo. Mi sembra che sia importante partire dal ruolo del ‘primario’ (tale di nome e di fatto) per definire le politiche di sviluppo”. “Abbiamo parlato di riforma della Pac, crescita, innovazione, semplificazione, accesso al credito, sicurezza alimentare: tematiche che non hanno confini e stanno a cuore a tutti gli agricoltori europei – ha proseguito -. Le PMI agricole, che sono importanti, devono potersi inserire in nuove relazioni di gruppo, superando le difficoltà individuali. Il modello della rete è perfettamente congeniale alle piccole e medie imprese”. “Un’altra considerazione fondamentale che abbiamo voluto richiamare all’attenzione della politica è – ha osservato il presidente di Confagricoltura - che la crescita economica e la difesa del territorio non sono affatto una contraddizione, ma possono andare di pari passo. Gli sforzi per la sostenibilità delle aziende agricole vanno stimolati e sostenuti”. “Il mondo agricolo di quattro Paesi confinanti ha chiesto una strategia politica trasversale per la tutela del territorio e misure legislative ad hoc - ha concluso Guidi - La difesa del suolo agricolo va in questa direzione: serve un monitoraggio continuo dei cambiamenti di destinazione, stando attenti però a non prevedere vincoli che gravino solo sugli agricoltori”.
PARTE LA PRIMA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE DEL CONSUMO DI FRUTTA ESTIVA IN GERMANIA CHE COINVOLGERÀ OLTRE 10.000 MEDICI, CON IL PROGETTO FRUITNESS DI CSO
Fonte: Cso - Centro Servizi Ortofrutticoli
Per la prima volta, grazie al Progetto europeo Mr Fruitness realizzato da CSO per conto dei soci aderenti: AFE, Apofruit, Alegra, Naturitalia, Granfrutta Zani, Pempa Corer, Orogel Fresco, Cico Mazzoni, Made in Blu e cofinanziato da Unione Europea e Stato Italiano, saranno coinvolti oltre 10.000 medici tedeschi ai quali verranno inviati, a cadenza regolare, informazioni di sintesi scientifica sui benefici della frutta di stagione e sulle ultime ricerche in campo nel settore. La prima Dem inviata riguarda i frutti protagonisti dell’estate, le pesche e le nettarine, e le albicocche. I medici tedeschi avranno la possibilità di richiedere per il loro studio un kit informativo con schede prodotto e calendario della stagionalità dei frutti. L’iniziativa coinvolge il mondo sanitario per stimolare i consumi di frutta in pericoloso e costante calo. In particolare uno studio condotto dal l’Università di Leeds ha analizzato le abitudini alimentari di 2383 bambini londinesi in età scolare (età media 8,3 anni ). I soggetti selezionati hanno risposto ad un questionario standard relativo ai loro consumi alimentari nel l’arco di un mese. La popolazione investigata consumava mediamente 293 g/die di frutta e verdura (equivalenti a 3,7 porzioni) e solo il 37% dei bambini raggiungeva l’obiettivo dei 400 g di frutta quotidiani. (Christian et al., J Epidemiol Community Health 2013;67:332-338).I bambini che, secondo la ricerca consumavano più frutta erano quelli che mangiavano sempre in famiglia, disponevano di un’ampia scelta di frutta in casa e coloro ai quali i genitori preparavano la frutta. Utili e importanti indicazioni da tenere ben presenti per educare al consumo.
Per la prima volta, grazie al Progetto europeo Mr Fruitness realizzato da CSO per conto dei soci aderenti: AFE, Apofruit, Alegra, Naturitalia, Granfrutta Zani, Pempa Corer, Orogel Fresco, Cico Mazzoni, Made in Blu e cofinanziato da Unione Europea e Stato Italiano, saranno coinvolti oltre 10.000 medici tedeschi ai quali verranno inviati, a cadenza regolare, informazioni di sintesi scientifica sui benefici della frutta di stagione e sulle ultime ricerche in campo nel settore. La prima Dem inviata riguarda i frutti protagonisti dell’estate, le pesche e le nettarine, e le albicocche. I medici tedeschi avranno la possibilità di richiedere per il loro studio un kit informativo con schede prodotto e calendario della stagionalità dei frutti. L’iniziativa coinvolge il mondo sanitario per stimolare i consumi di frutta in pericoloso e costante calo. In particolare uno studio condotto dal l’Università di Leeds ha analizzato le abitudini alimentari di 2383 bambini londinesi in età scolare (età media 8,3 anni ). I soggetti selezionati hanno risposto ad un questionario standard relativo ai loro consumi alimentari nel l’arco di un mese. La popolazione investigata consumava mediamente 293 g/die di frutta e verdura (equivalenti a 3,7 porzioni) e solo il 37% dei bambini raggiungeva l’obiettivo dei 400 g di frutta quotidiani. (Christian et al., J Epidemiol Community Health 2013;67:332-338).I bambini che, secondo la ricerca consumavano più frutta erano quelli che mangiavano sempre in famiglia, disponevano di un’ampia scelta di frutta in casa e coloro ai quali i genitori preparavano la frutta. Utili e importanti indicazioni da tenere ben presenti per educare al consumo.
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martedì 31 gennaio 2012
La pera abate fetel dell ' emilia romagna protagonista in Germania
FONTE: CSO
Al via un piano di comunicazione della Pera Abate in Germania realizzato da CSO che coinvolgerà media,ristoranti e buyers della Grande Distribuzione con gran finale a Fruitlogistica in Piazza Italia il 9 Febbraio
In questa annata di produzione record per la pera Abate Fetel italiana, ci voleva una novità per far conoscere ed apprezzare meglio la varietà più pregiata dell’offerta italiana in un mercato come quello tedesco che rappresenta ancora oltre il 41% del nostro export.
Per questo i Soci di CSO, attraverso il Progetto Fruitness, specificamente studiato per promuovere in Germania, Austria, Polonia, Regno Unito e Svezia i consumi di frutta, hanno sollecitato la realizzazione di una campagna di comunicazione che avrà un impatto importante sui consumatori e buyers tedeschi.
La campagna che coinvolge AFE, Apoconerpo con le businnes unit Alegra e Naturitalia,
Apofruit, CICO, Europfruit,Granfruttazani, Minguzzi, Orogel, e Pempa Corer culminerà a Fruitlogistica Berlino dal 7 febbraio dove vedremo la regina delle pere italiane svettare nel piazzale antistante l'ingresso sud della fiera più importante del mondo per il settore, rappresentata da un gonfiabile di 7 metri.
Saranno inoltre occupati altri spazi pubblicitari all’ ingresso principale della fiera e, Piazza Italia, lo stand collettivo gestito da CSO, ospiterà il 9 Febbraio dalle 16.30 un’ evento a invito per gli operatori e i giornalisti tedeschi e internazionali, tutto dedicato alla pera Abate Fetel.
Da gennaio inoltre una selezione di ristoranti berlinesi hanno inserito la pera Abate Fetel IGP nei menu proposti e distribuito materiali informativi.
Sempre da Gennaio per proseguire anche nel mese di febbraio, le principali testate giornalistiche web dedicate all’alimentazione sono state coinvolte coinvolte in una campagna banner tutta dedicata all’ Abate Fetel.
I giornalisti più influenti del settore in Germania, hanno ricevuto in questi giorni in redazione una confezione omaggio di Pere Abate Fetel igp dell’ Emilia Romagna accompagnata da una scheda descrittiva, ricette e gadget .
L’ Abate Fetel è , come noto, la varietà di pere più coltivata in Italia dove, con 380.000 tonnellate prodotte rappresenta oggi quasi il 100% delle Pere Abate prodotte in Europa
La produzione di Pere Abate è concentrata in Emilia Romagna che ha ottenuto il riconoscimento di IGP dall’ Unione Europea nel lontano 1998.
Oggi, l’ elevata produzione e il calo dei consumi in tutta Europa ha spinto i produttori organizzati ad individuare tutti gli strumenti per promuovere un prodotto da considerare tra i più pregiati della gamma non solo nazionale.
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venerdì 1 luglio 2011
FORTE ALLARME PER COCOMERI, MELONI, PESCHE E NETTARINE
Fonte: Confagricoltura Ferrara
"Il mese scorso il prezzo al consumo della frutta e' aumentato del 7%, ma ai produttori e' stata pagata il 7% in meno - afferma il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi. A fronte di tale situazione occorrono politiche agricole mirate ed interventi volti a migliorare il posizionamento degli agricoltori all'interno della filiera alimentare. Siamo in presenza di fattori destabilizzanti che stanno mettendo a serio rischio la redditività dei nostri agricoltori, senza i quali non ci sarebbe più materia prima per l'agroalimentare made in Italy, fatto che ridimensionerebbe inevitabilmente, ed irrimediabilmente, tutta la filiera nazionale del settore".
"La situazione di volatilità dei prezzi si e' fatta sentire fortemente anche a giugno, a seguito dell'allarme E.Coli. In Germania. tutto il mercato dell'ortofrutta e' stato completamente paralizzato, con cali generalizzati degli ordinativi. ed i conti delle aziende ortofrutticole sono peggiorati ulteriormente". "Va apprezzata - aggiunge il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi - la volontà del Ministro Romano di intervenire in tempi rapidi per sostenere il nostro comparto ortofrutticolo, che sopporta le conseguenze dell'incapacità della Germania a fronteggiare una situazione di allerta., Però i fondi messi a disposizione da Bruxelles appaiono irrisori. Si sono stanziati complessivamente 210 milioni di euro, però le perdite per l'ortofrutticoltura europea, per il forte calo dei prezzi e delle vendite, vengono stimate di ben 400 milioni di euro la settimana. Per questo abbiamo chiesto una seconda serie di misure eccezionali di sostegno temporaneo da affiancare a quelle già previste".
"In forte apprensione sono in questo momento i produttori di cocomeri e meloni, con la produzione che viene lasciata in campo perché il costo di raccolta è superiore al prezzo di realizzo ed inoltre quelli di pesche e nettarine - prosegue Nicola Gherardi - perché il gran caldo che abbiamo registrato nella seconda metà di giugno sta determinando un anticipo di produzione che determinerà per tutta la prima metà di luglio la sovrapposizione del nostro prodotto con i picchi di produzione in Spagna. Tale situazione, se vista assieme ad un avvio di stagione poco esaltante in termini di prezzo, cui si aggiunge un calo stimato attorno al 10% della domanda interna, genererà probabilmente tensione sui mercati".
"In tale situazione, Confagricoltura Ferrara condivide totalmente la posizione assunta dalla Regione nei confronti del Ministro Romano affinché si proceda con urgenza alla chiusura dell'accordo interprofessionale delle pesche e nettarine attualmente fermo per il mancato accordo tra le parti e contemporaneamente si intervenga in sede comunitaria perché si acconsenta al superamento della soglia del 5% come limite massimo di ritiro del prodotto, per portarlo possibilmente al 10%".
"Vi è poi un documento elaborato dal Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara - conclude Nicola Gherardi - recante proposte operative da realizzarsi con tempestività volte a scongiurare che la campagna 2011 si trasformi in una delle peggiori degli ultimi anni che attende la ratifica della Regione Emilia Romagna e la definitiva approvazione e sottoscrizione di tutti i rappresentanti della produzione. Anche su questo Confagricoltura Ferrara auspica che si proceda con la massima celerità".
"Il mese scorso il prezzo al consumo della frutta e' aumentato del 7%, ma ai produttori e' stata pagata il 7% in meno - afferma il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi. A fronte di tale situazione occorrono politiche agricole mirate ed interventi volti a migliorare il posizionamento degli agricoltori all'interno della filiera alimentare. Siamo in presenza di fattori destabilizzanti che stanno mettendo a serio rischio la redditività dei nostri agricoltori, senza i quali non ci sarebbe più materia prima per l'agroalimentare made in Italy, fatto che ridimensionerebbe inevitabilmente, ed irrimediabilmente, tutta la filiera nazionale del settore".
"La situazione di volatilità dei prezzi si e' fatta sentire fortemente anche a giugno, a seguito dell'allarme E.Coli. In Germania. tutto il mercato dell'ortofrutta e' stato completamente paralizzato, con cali generalizzati degli ordinativi. ed i conti delle aziende ortofrutticole sono peggiorati ulteriormente". "Va apprezzata - aggiunge il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi - la volontà del Ministro Romano di intervenire in tempi rapidi per sostenere il nostro comparto ortofrutticolo, che sopporta le conseguenze dell'incapacità della Germania a fronteggiare una situazione di allerta., Però i fondi messi a disposizione da Bruxelles appaiono irrisori. Si sono stanziati complessivamente 210 milioni di euro, però le perdite per l'ortofrutticoltura europea, per il forte calo dei prezzi e delle vendite, vengono stimate di ben 400 milioni di euro la settimana. Per questo abbiamo chiesto una seconda serie di misure eccezionali di sostegno temporaneo da affiancare a quelle già previste".
"In forte apprensione sono in questo momento i produttori di cocomeri e meloni, con la produzione che viene lasciata in campo perché il costo di raccolta è superiore al prezzo di realizzo ed inoltre quelli di pesche e nettarine - prosegue Nicola Gherardi - perché il gran caldo che abbiamo registrato nella seconda metà di giugno sta determinando un anticipo di produzione che determinerà per tutta la prima metà di luglio la sovrapposizione del nostro prodotto con i picchi di produzione in Spagna. Tale situazione, se vista assieme ad un avvio di stagione poco esaltante in termini di prezzo, cui si aggiunge un calo stimato attorno al 10% della domanda interna, genererà probabilmente tensione sui mercati".
"In tale situazione, Confagricoltura Ferrara condivide totalmente la posizione assunta dalla Regione nei confronti del Ministro Romano affinché si proceda con urgenza alla chiusura dell'accordo interprofessionale delle pesche e nettarine attualmente fermo per il mancato accordo tra le parti e contemporaneamente si intervenga in sede comunitaria perché si acconsenta al superamento della soglia del 5% come limite massimo di ritiro del prodotto, per portarlo possibilmente al 10%".
"Vi è poi un documento elaborato dal Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara - conclude Nicola Gherardi - recante proposte operative da realizzarsi con tempestività volte a scongiurare che la campagna 2011 si trasformi in una delle peggiori degli ultimi anni che attende la ratifica della Regione Emilia Romagna e la definitiva approvazione e sottoscrizione di tutti i rappresentanti della produzione. Anche su questo Confagricoltura Ferrara auspica che si proceda con la massima celerità".
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lunedì 6 giugno 2011
BATTERIO E.COLI: NESSUNA RESPONSABILITA’ DELL’ ORTOFRUTTICOLTURA ITALIANA
Fonte: Confagricoltura Ferrara
“L’ allarme sull’ortofrutta è assurdo e sta penalizzando i nostri produttori che stanno lavorando con il consueto scrupolo, fornendo prodotti di qualità, salubri e attentamente controllati” afferma Nicola Gherardi, Presidente di Confagricoltura Ferrara, vivamente preoccupato per la situazione che si è venuta a creare per la contaminazione di cibo in Germania per il batterio E.Coli 0104 e, da ultimo, per la decisione della Russia di bloccare le importazioni di ortofrutta europea.
“Giugno - prosegue il Presidente dell’ Organizzazione degli imprenditori agricoli - è il mese di piena campagna e di raccolta per fragole, pomodori, meloni, cocomeri e carote e si profila un disastro; i produttori, nonostante il nostro Paese sia completamente estraneo alla vicenda, rischiano di pagare un conto salato. La chiusura delle frontiere russe non può essere giustificata in alcun modo. E’ un provvedimento ingiustificato e sproporzionato che crea un danno enorme ai produttori italiani”.
Confagricoltura Ferrara, tramite la sede nazionale, ha sollecitato quindi interventi immediati e decisivi delle autorità europee ed italiane verso il governo russo per un atto unilaterale che sta avendo conseguenze disastrose.
La variante del batterio 0104 è letale a causa della tossina “Shiga like”.
Questo batterio - osserva Confagricoltura Ferrara - è presente in Germania, nella sua forma primordiale, in maniera pressoché endemica da anni e, a causa della tossina incriminata, si registrano centinaia di persone che si ammalano: nel 2006 in Germania erano 1236 (1,5 casi per 100 mila persone), nel 2007 se ne contavano 870 (1,1 casi per 100 mila persone), nel 2008 sono 876 (1,1 casi). C’è da capire perché in Germania c’è un così alto numero di persone coinvolte.
“Le autorità - conclude Nicola Gherardi - devono fare chiarezza sulle cause dell’epidemia e sulla mutazione del batterio e sollecitare il governo tedesco a mettere in sicurezza la filiera alimentare”
“L’ allarme sull’ortofrutta è assurdo e sta penalizzando i nostri produttori che stanno lavorando con il consueto scrupolo, fornendo prodotti di qualità, salubri e attentamente controllati” afferma Nicola Gherardi, Presidente di Confagricoltura Ferrara, vivamente preoccupato per la situazione che si è venuta a creare per la contaminazione di cibo in Germania per il batterio E.Coli 0104 e, da ultimo, per la decisione della Russia di bloccare le importazioni di ortofrutta europea.
“Giugno - prosegue il Presidente dell’ Organizzazione degli imprenditori agricoli - è il mese di piena campagna e di raccolta per fragole, pomodori, meloni, cocomeri e carote e si profila un disastro; i produttori, nonostante il nostro Paese sia completamente estraneo alla vicenda, rischiano di pagare un conto salato. La chiusura delle frontiere russe non può essere giustificata in alcun modo. E’ un provvedimento ingiustificato e sproporzionato che crea un danno enorme ai produttori italiani”.
Confagricoltura Ferrara, tramite la sede nazionale, ha sollecitato quindi interventi immediati e decisivi delle autorità europee ed italiane verso il governo russo per un atto unilaterale che sta avendo conseguenze disastrose.
La variante del batterio 0104 è letale a causa della tossina “Shiga like”.
Questo batterio - osserva Confagricoltura Ferrara - è presente in Germania, nella sua forma primordiale, in maniera pressoché endemica da anni e, a causa della tossina incriminata, si registrano centinaia di persone che si ammalano: nel 2006 in Germania erano 1236 (1,5 casi per 100 mila persone), nel 2007 se ne contavano 870 (1,1 casi per 100 mila persone), nel 2008 sono 876 (1,1 casi). C’è da capire perché in Germania c’è un così alto numero di persone coinvolte.
“Le autorità - conclude Nicola Gherardi - devono fare chiarezza sulle cause dell’epidemia e sulla mutazione del batterio e sollecitare il governo tedesco a mettere in sicurezza la filiera alimentare”
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mercoledì 1 giugno 2011
BATTERIO KILLER IN GERMANIA. CONFAGRICOLTURA: IN DIFFICOLTA’ L’EXPORT DI ORTOFRUTTA ITALIANA. GIA’ SI CONTANO I DANNI
Fonte: Confagricoltura
Confagricoltura teme le ripercussioni dovute al batterio E.Coli riscontrato in Germania di cui non si è certi che la fonte di infezione siano i cetrioli. “Giugno - osserva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - è il mese di piena campagna di raccolta e per la nostra frutta ed i nostri ortaggi si profila un disastro; i produttori, nonostante il nostro Paese sia completamente estraneo alla vicenda, rischiano di pagare un conto salato”.
Confagricoltura auspica che l’indagine delle autorità sanitarie tedesche sia veloce e faccia piena chiarezza sulla causa della diffusione di E.Coli. “In Germania, ma anche in altri Paesi europei, dopo le notizie della diffusione dell'infezione, la psicosi è stata immediata - mette in evidenza Confagricoltura - con il conseguente crollo della domanda complessiva di ortaggi e di insalate destinate al consumo fresco. L’eventuale battuta d’arresto dell’export in Europa, in mesi clou come giugno e luglio, di prodotti ad alta deperibilità come frutta e ortaggi, potrebbe causare alle aziende ortofrutticole italiane un danno enorme. La nostra quota di esportazione in questi mesi assomma a circa 600 milioni di euro, e quindi anche una minima percentuale determinerebbe effetti altrettanto importanti”.
I mercati italiani ed europei hanno già risentito del clima di preoccupazione che si è instaurato: prezzi e ordini sono in calo con percentuali a due cifre. Dice Confagricoltura: “Attendiamo provvedimenti efficaci ed indennizzi anche dalla Commissione europea”.
Infine l’Organizzazione degli imprenditori agricoli ricorda ai consumatori che frutta e verdura italiana, da tempo, sono sottoposte a scrupolosi controlli in ogni passaggio della catena alimentare. “Comunque è sempre valida la solita buona regola: attenersi alle norme dell’igiene e della pulizia nella preparazione dei cibi”.
Confagricoltura teme le ripercussioni dovute al batterio E.Coli riscontrato in Germania di cui non si è certi che la fonte di infezione siano i cetrioli. “Giugno - osserva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - è il mese di piena campagna di raccolta e per la nostra frutta ed i nostri ortaggi si profila un disastro; i produttori, nonostante il nostro Paese sia completamente estraneo alla vicenda, rischiano di pagare un conto salato”.
Confagricoltura auspica che l’indagine delle autorità sanitarie tedesche sia veloce e faccia piena chiarezza sulla causa della diffusione di E.Coli. “In Germania, ma anche in altri Paesi europei, dopo le notizie della diffusione dell'infezione, la psicosi è stata immediata - mette in evidenza Confagricoltura - con il conseguente crollo della domanda complessiva di ortaggi e di insalate destinate al consumo fresco. L’eventuale battuta d’arresto dell’export in Europa, in mesi clou come giugno e luglio, di prodotti ad alta deperibilità come frutta e ortaggi, potrebbe causare alle aziende ortofrutticole italiane un danno enorme. La nostra quota di esportazione in questi mesi assomma a circa 600 milioni di euro, e quindi anche una minima percentuale determinerebbe effetti altrettanto importanti”.
I mercati italiani ed europei hanno già risentito del clima di preoccupazione che si è instaurato: prezzi e ordini sono in calo con percentuali a due cifre. Dice Confagricoltura: “Attendiamo provvedimenti efficaci ed indennizzi anche dalla Commissione europea”.
Infine l’Organizzazione degli imprenditori agricoli ricorda ai consumatori che frutta e verdura italiana, da tempo, sono sottoposte a scrupolosi controlli in ogni passaggio della catena alimentare. “Comunque è sempre valida la solita buona regola: attenersi alle norme dell’igiene e della pulizia nella preparazione dei cibi”.
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venerdì 15 ottobre 2010
GALAN: IMPORTANTE CONFRONTO CON LA GERMANIA
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“L’incontro che ho avuto ieri con il Ministro federale per l’agricoltura tedesco Ilse Aigner si è svolto in un clima di cordialità e di franchezza.”
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, commenta il colloquio con la sua omologa tedesca svoltosi ieri al Ministero alle ore 19.00. L'incontro era stato preceduto dalla visita, svolta sempre al Ministero, del Ministro Francese Bruno Le Maire.
“Abbiamo avuto modo di confrontarci sulle prospettive della riforma della Politica Agricola Comune, trovandoci in accordo su vari punti, principalmente – prosegue il Ministro – sul fatto che essa debba mantenere una dotazione finanziaria adeguata ad agricolture importanti come le nostre.”
“Ho fatto presente che un Paese che si trova ad essere un contributore netto come il nostro avrebbe delle difficoltà a vedersi ridurre la dotazione, e ho trovato nella mia collega tedesca un atteggiamento non dissimile dal nostro.”
“Ci siamo trovati d’accordo anche sulla necessità di mantenere l’attuale distinzione tra i due pilastri fondamentali della PAC. Né io né il Ministro Aigner vediamo la necessità di confondere gli aiuti diretti con lo sviluppo rurale.”
“Durante l’incontro ho proposto che una delegazione di tecnici italiani e una di tecnici tedeschi si incontrassero a seguito della prima divulgazione della bozza della Commissione, proposta che è stata accolta.”
“Altro tema affrontato è stato quello della contraffazione e dell’italian sounding, il Ministro tedesco aveva ben presente il cosiddetto caso della “mozzarella blu” da lei ritenuto, giustamente, intollerabile ma mi ha pregato di non confondere quest’imbarazzante avvenimento con l’intera agricoltura del suo Paese.”
“A conclusione del colloqui sono stato invitato a ricambiare la visita, ho accolto con piacere la proposta nella convinzione – ha concluso Galan – che i rapporti tra i nostri Paesi e le nostre agricolture debbano essere sempre più frequenti e fruttuosi.”
“L’incontro che ho avuto ieri con il Ministro federale per l’agricoltura tedesco Ilse Aigner si è svolto in un clima di cordialità e di franchezza.”
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, commenta il colloquio con la sua omologa tedesca svoltosi ieri al Ministero alle ore 19.00. L'incontro era stato preceduto dalla visita, svolta sempre al Ministero, del Ministro Francese Bruno Le Maire.
“Abbiamo avuto modo di confrontarci sulle prospettive della riforma della Politica Agricola Comune, trovandoci in accordo su vari punti, principalmente – prosegue il Ministro – sul fatto che essa debba mantenere una dotazione finanziaria adeguata ad agricolture importanti come le nostre.”
“Ho fatto presente che un Paese che si trova ad essere un contributore netto come il nostro avrebbe delle difficoltà a vedersi ridurre la dotazione, e ho trovato nella mia collega tedesca un atteggiamento non dissimile dal nostro.”
“Ci siamo trovati d’accordo anche sulla necessità di mantenere l’attuale distinzione tra i due pilastri fondamentali della PAC. Né io né il Ministro Aigner vediamo la necessità di confondere gli aiuti diretti con lo sviluppo rurale.”
“Durante l’incontro ho proposto che una delegazione di tecnici italiani e una di tecnici tedeschi si incontrassero a seguito della prima divulgazione della bozza della Commissione, proposta che è stata accolta.”
“Altro tema affrontato è stato quello della contraffazione e dell’italian sounding, il Ministro tedesco aveva ben presente il cosiddetto caso della “mozzarella blu” da lei ritenuto, giustamente, intollerabile ma mi ha pregato di non confondere quest’imbarazzante avvenimento con l’intera agricoltura del suo Paese.”
“A conclusione del colloqui sono stato invitato a ricambiare la visita, ho accolto con piacere la proposta nella convinzione – ha concluso Galan – che i rapporti tra i nostri Paesi e le nostre agricolture debbano essere sempre più frequenti e fruttuosi.”
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