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martedì 3 marzo 2015

EXPORT, CONSERVE ITALIA SIGLA UN ACCORDO CON LA CATENA TEDESCA REWE, PRODOTTI CIRIO A SCAFFALE IN 3.000 NEGOZI

Fonte: Ufficio Stampa Confcooperative  

Nuovi investimenti del consorzio cooperativo bolognese in Germania, con apertura di una sede a Francoforte. Le vendite superano i 30 milioni di euro, con buone prospettive di crescita. La strategia commerciale fa leva sul marchio Cirio, uno dei marchi più illustri del made in Italy, che l’anno prossimo festeggerà i 160 anni di vita.

Prosegue spedito il rafforzamento delle strategie commerciali all’estero del gruppo cooperativo Conserve Italia che, dopo gli accordi commerciali con Tesco in Regno Unito e quelli con Nippn in Giappone, ha stretto nuove alleanze in Germania per potenziare le vendite dei suoi brand di punta, Valfrutta e Cirio. “Quello tedesco non è ovviamente un mercato nuovo per le nostre vendite”, spiega Cesare Concilio, Direttore Commerciale Estero del gruppo cooperativo. “Conserve Italia opera da tempo nel sistema distributivo tedesco, dove si è conquistata negli anni una buona quota di mercato come fornitore di prodotti a marca privata. Forti di questa presenza, abbiamo ora deciso di puntare su una penetrazione che fa leva principalmente sul brand Cirio, uno dei marchi più illustri del made in Italy agroalimentare, che l’anno prossimo festeggerà i suoi 160 anni di storia”. È di questi mesi un contratto di fornitura siglato da Conserve Italia con la catena Rewe, una delle principali insegne distributive tedesche, che ha consentito al gruppo cooperativo bolognese di posizionare a scaffale i prodotti Cirio nei 3.000 punti vendita di Rewe. Oggi il giro di affari di Conserve Italia in Germania ha raggiunto i 30 milioni di euro, “un risultato di tutto rispetto – commenta Concilio - se si considera che si tratta di un segmento molto maturo e di un mercato in cui è ancora molto forte la presenza della private label. Le nostre stime prevedono un trend di crescita del +20% nel giro di un anno”. “La Germania è un paese in cui la presenza dei discount è storicamente molto radicata e le scelte di acquisto dei consumatori restano fondamentalmente price-oriented”, continua Concilio, profondo conoscitore del mercato tedesco che da poco ha assunto la carica di Manager director di Conserve Italia Deutschland. “Ciò nonostante, l’appeal del made in Italy e la conoscenza anche del bacino regionale di provenienza è forte: basti pensare che nella categoria dei derivati del pomodoro, il prodotto a marchio più venduto in Germania è Oro di Parma, che guida la classifica da oltre 20 anni”. “A conferma di come la Germania rivesta una valenza strategica nelle politiche di export di Conserve Italia – annuncia il Direttore del gruppo Angel Sanchez – abbiamo messo a punto diversi investimenti nel paese tedesco, a partire dall’apertura di una nuova sede nel centro di Francoforte (prima eravamo a Warburg, in Westfalia) e dall’assunzione di nuovo personale per rafforzare l’ufficio commerciale”.

lunedì 22 dicembre 2014

ALIMENTARE, IL REGNO UNITO DIVENTA PRIMO PAESE IMPORTATORE DI POMODORO, BOOM DEI PRODOTTI CIRIO, +32% NELL’ULTIMO ANNO

Fonte: Conserve Italia  

Successo crescente di pelati e polpe di pomodoro italiano nel Regno Unito. Il marchio Cirio diventa la seconda marca di pomodoro nella grande distribuzione e raggiunge una quota di distribuzione ponderata del 75%. Il gruppo cooperativo Conserve Italia, proprietario del marchio, ha inaugurato il suo nuovo ufficio operativo a Londra.

Pelati e polpe di pomodoro a marchio Cirio spopolano da settimane nei supermercati del Regno Unito. In un solo anno, la quota di vendite Cirio ha fatto registrare la crescita record del +32% (dati Iri, confronto ottobre 2014-ottobre 2013), confermandosi il prodotto con le migliori performance di vendita nella categoria delle conserve. “È tutto merito di una strategia commerciale che negli ultimi 4 anni ha virato sulla promozione del marchio – spiega Cesare Concilio, Direttore commerciale estero di Conserve Italia – anche in presenza di un mercato come quello del Regno Unito, in cui a farla da padrone resta la private label, con una quota del 63%. Qualcosa tuttavia sta cambiando – prosegue Concilio – e negli ultimi mesi la crescita del marchio Cirio sta a dimostrare come i consumatori inglesi abbiano imparato a conoscere ed apprezzare anche i brand. Oggi la quota di mercato di Cirio nelle catene distributive inglesi è pari al 5,7% (dati Iri) e si attesta come seconda marca di pomodoro in assoluto, dietro alla sola Napolina, di proprietà del colosso del cibo in scatola Princes Ltd. L’interesse per il Regno Unito non è casuale. A svelarne i motivi Diego Pariotti, Direttore vendite estero Conserve Italia e grande conoscitore del mercato inglese: “Da quest’anno è il Regno Unito a guidare la classifica dei principali importatori europei di pomodoro, dopo aver superato persino la Germania, storico consumatore ed estimatore del prodotto. Il successo di questa eccellenza del made in Italy è da collegare sia al fatto – spiega Pariotti – che il pomodoro rappresenti com’è noto un elemento essenziale per quasi tutte le diverse cucine etniche degli abitanti del Regno Unito, sia all’aumento delle preparazioni fatte in casa, con maggiore attenzione agli alimenti di base usati per cucinare e alla loro provenienza”.

Importazioni di pomodoro Paesi Ue28 - Fonte Eurostat
Periodo 2013 (anno solare) e 2013/14 (anno commerciale) quantitativi espressi in 100 kg
gennaio - dicembre 2013
luglio 2013 - giugno 2014
Germania
3.492.456
3.437.387
Regno Unito
3.713.538
3.508.294
   


Oltre alle più importanti catene della grande distribuzione, le cosiddette big five che da sole detengono il 65% del mercato, i prodotti Conserve Italia sono dall’ultimo anno presenti anche sugli scaffali dei dettaglianti tradizionali, con presenza e visibilità dunque capillare. E sta crescendo anche la presenza all’interno del canale ristorazione – conclude Pariotti – ciò anche in virtù di un accordo siglato con Booker, il primo grossista inglese, che consente a Cirio di essere commercializzato con i formati food service specificamente studiati per gli operatori professionali. In virtù di tali accordi il totale complessivo del fatturato generato dalle vendite nel Regno Unito proietta circa 14 milioni di euro ed è destinato a crescere”. Altra novità non di poco rilievo, nell’ambito della riorganizzazione della presenza nel Regno Unito, è l’apertura del nuovo ufficio a Londra, accanto alla sede della nota azienda di olio d’oliva Filippo Berio, gruppo Salov, leader nel mercato inglese dell’olio di oliva italiano con una quota del 27%. Sandra Sangiuolo, responsabile marketing estero del gruppo conserviero, spiega: “Abbiamo già attivato alcune sinergie con Filippo Berio, finalizzate a realizzare insieme attività importanti di co-marketing o promozionali. In effetti quando olio e polpa di pomodoro, insieme alla pasta categorie bandiera del cibo italiano, sono entrambi in promozione, si ottengono attenzionalità e quindi vendite superiori. Sul versante delle azioni di marketing, abbiamo confermato anche per il 2015 tutto il piano di attività già avviate con successo quest’anno, con campagne stampa e web, il coinvolgimento di blogger e testimonial e di potenti divulgatori dell’Italian cooking come i celebrity chefs Jamie Oliver o Nigella Lawson, personaggi ormai internazionali”. Conserve Italia è un consorzio cooperativo che associa circa 14.500 aziende agricole italiane e trasforma 5500mila tonnellate di materie prime, in prevalenza frutta, pomodoro e vegetali, che vengono lavorati in 12 stabilimenti produttivi, di cui 8 in Italia, 3 in Francia e uno in Spagna. Sono circa 2.000 i dipendenti, oltre 3.000 a livello di Gruppo. Valfrutta, Cirio, Yoga e Derby Blue i principali marchi commercializzati. Il fatturato complessivo aggregato è di circa 1 miliardo di euro.

venerdì 8 agosto 2014

CONSERVE ITALIA, CHIUSO IN POSITIVO IL BILANCIO 2014

Fonte: Ufficio stampa Fedagri-Confcooperative

Risultati finali in utile sia a livello di capogruppo che di consolidato. Bene le vendite estero (+11%) e la riduzione del debito del gruppo di circa 30 milioni. Fatturato complessivo di circa 1 miliardo di euro. Intanto tutti i mercati di riferimento continuano a registrano contrazioni: -4,3% in volume il mercato dei succhi , -3% quello dei vegetali e -4,5% il pomodoro.

San Lazzaro di Savena (Bologna), 8 agosto 2014 – Neutralizzato in poco meno di un anno il risultato negativo del 2013, Conserve Italia si appresta a chiudere in positivo l’esercizio del 30 giugno 2014, sia a livello della capogruppo che di consolidato. “Ci lasciamo alle spalle un anno particolarmente difficile – spiega il presidente Maurizio Gardini – in cui hanno pesato il forte impatto della contrazione dei consumi e i danni riportati durante l’allagamento del nostro stabilimento di Albinia. Grazie però alla nostra determinazione, all’impegno dei nostri dipendenti e al contributo di tutti i soci, abbiamo di nuovo numeri in positivo e possiamo guardare avanti con maggiore serenità e fiducia, nonostante la crisi”. I risultati previsionali analizzati oggi dal Cda di Conserve Italia hanno infatti mostrato un sostanziale miglioramento dei conti del gruppo cooperativo. Merito dell’importante piano di rilancio messo a punto dall’azienda, con una serie di interventi sulla strategia commerciale e sulla riduzione dei costi e un determinante apporto da parte dei lavoratori e della base sociale. Significativi in particolare, per la capogruppo Conserve Italia, sono risultati l’incremento dell’EBITDA (+20%) e l’ulteriore riduzione del debito di circa 20 milioni di euro, che hanno portato il risultato finale in leggero utile. “Sono numeri che assumono tutta la loro rilevanza – spiega il Direttore generale Angel Sanchez - se si pensa che la crisi dei consumi ha continuato a erodere quest’anno tutti i principali mercati di riferimento dell’azienda”. Gli ultimi dati Iri sui volumi della Gdo italiana (luglio 2014-luglio 2013) sono infatti di tutti di segno negativo: -4% il mercato dei succhi, -3% quello dei vegetali e -4,5% il pomodoro. “In questo scenario tutt’altro che positivo – continua Sanchez - dobbiamo al significativo incremento delle vendite all’estero (+11%) della capogruppo, con una forte penetrazione commerciale in particolare sul mercato della Gran Bretagna, se siamo riusciti a compensare parzialmente la contrazione delle vendite sui mercati interni, la cessione del Marchio De Rica e del business della IV gamma”. Relativamente ai dati del consolidato, si evidenzia la buona performance della controllata spagnola Juver e della società italiana specializzata in seme Tera Seeds, che hanno chiuso entrambe bilanci positivi. La controllata francese Conserve de France ha fortemente ridotto le perdite dell’anno precedente e si avvicina a la situazione di pareggio. Il risultato finale del gruppo registra un leggero utile, con una riduzione del debito di circa 30 milioni e una crescita del patrimonio netto di + 12 milioni. Il fatturato complessivo aggregato è di circa 1 miliardo di euro.

martedì 17 dicembre 2013

CONSERVE ITALIA FIRMA UN IMPORTANTE ACCORDO SINDACALE

Fonte: Conserve Italia  

Punto cardine dell’intesa il mantenimento della piena attività nello stabilimento di Massa Lombarda (RA)

Al termine di un confronto serrato, ma costruttivo, Conserve Italia e le Organizzazioni sindacali hanno siglato il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Più in dettaglio, nell’ottica di un nuovo modello di relazioni industriali, i punti principali dell’accordo prevedono: * il mantenimento della attività produttiva nello stabilimento di Massa Lombarda (RA) con l’impegno ad attuare un importante piano di miglioramento e razionalizzazione del processo industriale; * la conferma del piano d’investimenti economici a favore dei vari siti produttivi di Conserve Italia. “A conclusione del confronto con le Organizzazioni sindacali – dichiara il direttore generale del Gruppo, Angel Sanchez – valuto positivamente i termini di questo rinnovo contrattuale in quanto soddisfacente per l’azienda, che può così contare su un significativo aumento del livello di produttività generale, ma soprattutto per i lavoratori che vedono salvaguardato l’intero livello occupazionale”. “Non bisogna dimenticare – conclude Sanchez – che questo difficile momento della nostra azienda è soprattutto il frutto di un mix di fattori congiunturali, come la diffusa contrazione dei consumi, e di fattori eccezionali come i gravi danni subiti dallo stabilimento di Albinia (GR) a causa dell’alluvione del novembre 2012: di fronte a questo scenario sfavorevole Conserve Italia ha reagito con prontezza per assicurare il pieno collocamento dei prodotti ortofrutticoli conferiti dalla base associativa e mantenere, allo stesso tempo, la piena funzionalità della filiera produttiva e commerciale”.

giovedì 13 giugno 2013

CONSERVE ITALIA E MINISTERO DELL’AMBIENTE “ALLEATI” IN NOME DELLA SOSTENIBILITÀ

Fonte: Conserve Italia  

Firmato un importante accordo per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica nel settore conserviero

Conserve Italia è sempre più “green”. Il gruppo cooperativo leader nel settore dell’ortofrutta trasformata, con un fatturato di oltre 1.000 milioni di euro, è da sempre molto attento all’ambiente: una “vocazione” confermata anche dall’importante accordo siglato in questi giorni con il Ministero dell’Ambiente. Obiettivo dell’intesa, firmata dal presidente di Conserve Italia Maurizio Gardini e dal direttore del Ministero Corrado Clini, è la riduzione e l’eventuale neutralizzazione delle emissioni di CO2 (carbon footprint) del settore conserviero per produzioni di largo consumo, in un’ottica di Life Cycle Assessment (LCA) dalla coltivazione alla distribuzione. “Quella della sostenibilità ambientale – dichiara il presidente Gardini – è una strada seguita con decisione dal nostro Gruppo, che per l’intera produzione Valfrutta utilizza già da tempo soltanto energia eolica in grado di coprire l’intero fabbisogno di energia elettrica e di evitare così, ogni anno, l’immissione in atmosfera di oltre 13.000 tonnellate di anidride carbonica”. Inoltre, l’origine italiana delle materie prime, il controllo diretto dalla semina al confezionamento ed i tempi di lavorazione decisamente ridotti consentono di preservare la naturale freschezza dei frutti e degli ortaggi appena raccolti e quindi di offrire al consumatore tutto il gusto e la naturalità di un prodotto sicuro e genuino. “Per questi motivi – prosegue Gardini – Conserve Italia ha deciso di sottoporre all’analisi del ciclo di vita tre prodotti Valfrutta a larghissimo consumo, ovvero Polpa di pomodoro gran cubetti di giornata, Fagioli borlotti di giornata, Nettare di pera”. “Un impegno volontario– dichiara il direttore del Ministero dell’Ambiente, Corrado Clini – attraverso il quale Conserve Italia sceglie di investire nel costante miglioramento della filiera di produzione”. “Sono più di 100 – prosegue Clini – le aziende che collaborano con noi nel programma del Ministero per la valutazione dell’impronta ambientale (carbon footprint e water footprint) al fine di intraprendere pratiche virtuose in grado di diminuire le emissioni di gas serra nella produzione di beni e servizi, a favore della qualità ambientale e della competitività”. Nello specifico, il settore “food and beverage” è indicato dalla Commissione europea come una delle aree su cui concentrare i maggiori sforzi per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità; a tale proposito, nel settembre 2011 la Commissione ha pubblicato una roadmap fissando per il 2050 una nuova linea d’azione in materia di efficienza delle risorse. Il calcolo della carbon footprint è stato realizzato con il supporto tecnico-scientifico del Centro interuniversitario per lo Sviluppo della Sostenibilità dei Prodotti (CE.Si.S.P.) dell’Università di Genova e con il supporto istituzionale del Ministero dell’Ambiente. “Questo progetto – afferma Gardini – rientra perfettamente nella filosofia di Conserve Italia, un’azienda che ha sempre puntato allo sviluppo sostenibile quale fattore positivo e caratterizzante della propria mission e che, con la firma dell’accordo, rende ancora più concreto il suo impegno in questa direzione. Ogni giorno Valfrutta propone sulla tavola dei consumatori un’ampia offerta di prodotti provenienti dai campi coltivati dai suoi 17.000 soci e garanzia di qualità e genuinità”. “Gli sforzi congiunti di agricoltori ed operatori dell’industria alimentare relativi all’impiego di tecniche di produzione che fanno un uso efficiente delle risorse – conclude Gardini – devono essere affiancati da scelte alimentari sostenibili da parte dei consumatori, che possono contribuire a ridurre gli sprechi e parallelamente ad aumentare la sicurezza alimentare a livello globale”.

mercoledì 31 ottobre 2012

IL FATTURATO DI CONSERVE ITALIA SUPERA IL MILIARDO DI EURO



FONTE: CONSERVEITALIA

Dopo la leggera contrazione degli ultimi anni, ritorna sui valori pre-crisi del 2009

In diminuzione la posizione finanziaria, passata da 282 a 273 milioni, soddisfacente il livello di redditività con l’Ebitda a 60,6 milioni.
 
(Bologna, 31 Ottobre 2012). Bilancio positivo per Conserve Italia, che ha chiuso l’esercizio 2011/12 con un fatturato aggregato di oltre 1.000 milioni di euro, in aumento del 2,3% rispetto alla campagna precedente. Un risultato particolarmente soddisfacente quello messo a segno dal leader europeo dell’ortofrutta trasformata alla luce della pesante crisi che continua ad attanagliare anche il nostro paese.
Dopo il discreto recupero del 2010, infatti, l’economia italiana si è nuovamente indebolita nel 2011, quando il PIL è aumentato mediamente dello 0,4% registrando un peggioramento nella seconda metà dell’anno. Nei primi mesi del 2012 il PIL ha poi fatto segnare un’inversione di tendenza con una contrazione dello 0,8% nel primo trimestre e dello 0,7% nel secondo.
Tornando all’analisi del bilancio di Conserve Italia, sul fronte dell’indebitamento, dopo aver consolidato la durata del proprio debito, trasformandolo da breve a medio-lungo termine negli ultimi anni, il Gruppo ha chiuso l’esercizio 2011/12 con una posizione finanziaria netta di circa 273 milioni di euro, in diminuzione del 3% rispetto agli oltre 282 milioni dell’esercizio precedente; di questi 273 milioni, 231 riguardano l’Italia, in calo del 7%.
Il patrimonio netto si mantiene stabile sui 223 milioni di euro, mentre il rapporto debiti/patrimonio mostra un miglioramento attestandosi a quota 1,2.
Soddisfacente anche la redditività, sostanzialmente stazionaria sui valori dell’anno precedente con l’Ebitda sui 60,6 milioni di euro, pari al 6,1% del fatturato lordo.
Anche gli investimenti del Gruppo si mantengono sui buoni livelli dell’esercizio 2010/11, attestandosi complessivamente sui 65 milioni di euro, di cui 40 destinati al settore tecnico e 25 indirizzati all’area marketing/commerciale.
Buoni i risultati dell’esercizio della capofila Conserve Italia, chiuso con un utile netto di 2,3 milioni di euro, in netto aumento rispetto all’utile dell’esercizio precedente, attestatosi a 1,1 milioni.
“Nonostante la generale tendenza alla contrazione dei consumi alimentari provocata dalla pesante crisi economica globale – afferma il direttore generale Angel Sanchez – nella campagna 2011/12 Conserve Italia ha mantenuto un discreto livello di redditività. Un risultato ottenuto grazie anche all’importante azione di compressione dei costi fissi, diminuiti da 114 a 107 milioni di euro (-6%) a livello di Gruppo e da 69 a 67 milioni (-3%) per la capofila”. “Contemporaneamente – prosegue Sanchez – abbiamo registrato anche un aumento del fatturato, in particolare nel canale fresco (+20%) e nell’export (+14%), cresciuto sia in Europa che fuori dai confini del ‘Vecchio Continente’. Nell’esercizio 2011/12 il Gruppo ha esportato in 91 paesi registrando un importante sviluppo in mercati strategici quali Giappone, Stati Uniti, Australia e Gran Bretagna. Per ciò che concerne i diversi marchi, poi, è emblematico il caso di Cirio, il più noto e diffuso a livello internazionale. Da quando Conserve Italia ha acquisito l’azienda, nel 2004, infatti, la quota estera di questo brand è passata dal 18,2 a 27,1 milioni di euro, aumentando in particolare in Gran Bretagna, Francia, Belgio e Svizzera”.
“Tra le società estere del Gruppo – dichiara il direttore generale – da segnalare il buon andamento di Juver Alimentacion, che ha sviluppato un fatturato di oltre 163 milioni di euro, con un incremento del 6%: una performance decisamente soddisfacente alla luce della pesante recessione che sta colpendo la Spagna. Positivo anche l’andamento di Conserves France che, pur risentendo degli oneri legati al processo di profonda ristrutturazione, ha chiuso l’esercizio con un fatturato di oltre 172 milioni di euro, in aumento del 7% sull’annata precedente”.
“Da sottolineare infine – conclude Sanchez – il trend positivo di Tera Seeds, la società creata tre anni fa da Conserve Italia per completare la propria filiera ‘dal seme alla tavola’ con l’obiettivo di raggiungere l’autonomia nel settore sementiero: il volume d’affari ha raggiunto i 5,3 milioni di euro con un aumento del 4,5%”.
“L’annata che abbiamo chiuso il 30 giugno – dichiara il presidente del Gruppo, Maurizio Gardini – è stato davvero impegnativo ma siamo comunque riusciti a mantenere fede alla nostra mission: garantire ai soci le risposte più idonee valorizzando al massimo il loro prodotto. A tale proposito, Conserve Italia non solo ha remunerato la produzione dei soci a condizioni economiche più vantaggiose, ma ha ritirato la materia prima anche quando il mercato non assorbiva prodotto, trasformando complessivamente circa 605.000 tonnellate di ortofrutta fresca (45.000 in più rispetto all’esercizio precedente). Ben l’85% di questa produzione è stata conferita dai soci garantendo quindi una provenienza esclusivamente italiana”.
“La nostra azienda cooperativa – prosegue il presidente Gardini – è strutturata per affrontare il ‘mare in tempesta’, ma ha anche acquisito la consapevolezza che è necessario reagire alla difficile congiuntura attraverso un profondo cambiamento culturale che può aprire la strada all’innovazione consentendo di affrontare con successo le sfide globali”. “Noi – conclude Gardini – abbiamo già avviato questo cammino, ma per poter guardare al futuro con ottimismo e raggiungere una sempre maggiore efficienza e competitività è indispensabile che tutta la filiera sappia mettersi in gioco con coraggio e ‘aprire le porte’ all’innovazione”.

venerdì 26 ottobre 2012

MAURIZIO GARDINI CONFERMATO ALLA PRESIDENZA DI CONSERVE ITALIA

Fonte: Centro Stampa  

Nonostante la crisi economica è positivo l’andamento dell’esercizio del gruppo cooperativo, che ha visto il fatturato aggregato superare i 1.000 milioni di euro (+2,3%)

Maurizio Gardini, forlivese, 52 anni, è stato confermato per altri tre anni alla presidenza di Conserve Italia, il gigante agroalimentare leader nel settore dell’ortofrutta trasformata con i marchi Valfrutta, Cirio, Yoga, Derby, De Rica, St Mamet e Juver. Aderente a Confcooperative, Conserve Italia può contare su 50 cooperative socie, 14.500 produttori, 13 stabilimenti (9 in Italia) e oltre 600.000 tonnellate di prodotti agricoli trasformati per un fatturato aggregato superiore ai 1.000 milioni di euro. Gardini è stato riconfermato presidente per acclamazione dall’Assemblea dei Soci. Alla vicepresidenza sono stati eletti Massimo Passanti e Vanni Girotti.

martedì 30 novembre 2010

CONSERVE ITALIA REAGISCE BENE ALLA CRISI

Fonte: Conserve Italia

Bilancio rassicurante per Conserve Italia: nonostante la pesante crisi economica mondiale, infatti, il gruppo cooperativo, leader europeo nel settore dell’ortofrutta trasformata, ha chiuso l’esercizio 2009/10 con un significativo miglioramento della posizione finanziaria a fronte di una leggera diminuzione del volume d’affari. Il fatturato consolidato si è attestato, infatti, sui 933 milioni di euro (-3,1% rispetto all’esercizio precedente), mentre il fatturato aggregato ha raggiunto quota 1.018 milioni di euro (-3,2%).
Andamento analogo anche per i margini reddituali, che hanno fatto registrare una lieve contrazione rispetto all’annata 2009/10: l’Ebitda si è attestato sui 60,6 milioni di euro (con un’incidenza del 6,2% sul fatturato lordo), mentre l’Ebit si è collocato sui 25 milioni (pari al 2,6% del fatturato lordo). Buone performance per il risultato di esercizio chiuso con un utile netto di 1,4 milioni di euro.
Notizie decisamente positive anche sul fronte dell’indebitamento: nell’ultimo esercizio, infatti, il Gruppo ha consolidato la durata del proprio debito, trasformandolo da breve a medio-lungo termine per garantirsi futuri piani di sviluppo. Complessivamente, la posizione finanziaria netta di Conserve Italia ha fatto registrare una sensibile contrazione (-12%), passando da oltre 316 a poco più di 278 milioni di euro con una diminuzione di quasi 38 milioni sull’esercizio precedente. Un risultato estremamente importante ottenuto attraverso la generazione di cassa della gestione ordinaria nonché grazie all’attento controllo del capitale circolante ed alla oculata politica di investimenti effettuata dal Gruppo.
Il patrimonio netto ha raggiunto i 224 milioni di euro facendo registrare un incremento di 4 milioni rispetto all’esercizio 2009/10, frutto dell’aumento del capitale sociale. Questo ulteriore consolidamento porta il rapporto debiti/patrimonio a 1,2, un livello mai raggiunto nell’ultimo decennio di attività di Conserve Italia.
Gli investimenti sviluppati dal Gruppo nell’annata 2009/10 hanno sfiorato i 70 milioni di euro, con oltre 40 milioni destinati agli investimenti tecnici e 29 milioni indirizzati all’area marketing/commerciale.
“Nell’esercizio 2009/10 – afferma il direttore generale di Conserve Italia, Angel Sanchez – l’andamento di mercato è stato influenzato dalla pesante crisi economica globale, che ha provocato tra l’altro una sensibile contrazione dei consumi. Ciò nonostante il nostro Gruppo ha mantenuto un ottimo livello di redditività, che ha generato cospicue risorse indirizzate al sostegno delle moderne politiche di marca. Contemporaneamente, Conserve Italia ha ottenuto un risultato economico positivo ed una significativa diminuzione dell’esposizione finanziaria”.
“Conclusa la fase dei grandi investimenti – sottolinea il presidente, Maurizio Gardini – Conserve Italia ha potuto rispondere al meglio alla propria mission cooperativa garantendo alla base sociale una adeguata remunerazione e regolari sbocchi di mercato per la produzione e confermando la mutualità prevalente: in pochi anni, infatti, la percentuale di prodotto lavorato conferito dai soci è passata dal 64% (esercizio 2006/07) all’86% (campagna 2009/10). Contemporaneamente, è proseguita la politica di consolidamento del patrimonio del Gruppo indispensabile per garantire quelle risorse finanziarie necessarie per adottare strategie di mercato vincenti ed affrontare con successo le sfide globali”.

venerdì 5 febbraio 2010

CESARE CONCILIO È IL NUOVO DIRETTORE COMMERCIALE ESTERO DI CONSERVE ITALIA

FONTE: Conserve Italia

Nato a Napoli 48 anni fa e laureato in Economia e Commercio con il massimo dei voti presso l’Ateneo partenopeo, Cesare Concilio è il nuovo Direttore Commerciale Estero di Conserve Italia, leader europeo nella trasformazione dei prodotti ortofrutticoli con un volume d’affari di poco inferiore ai 1.100 milioni di euro.

Dopo varie esperienze professionali svolte dal 1986 al 1990 in diversi ambiti produttivi, dal 1990 al 2010 Concilio ha operato all’interno della società La Doria di Angri (Salerno), con incarichi di crescente responsabilità: fino al 1998 ha ricoperto la funzione di export manager e dal 1999 al 2010 quella di direttore commerciale estero.

Da oggi Cesare Concilio assume il prestigioso incarico di Direttore Commerciale Estero di Conserve Italia con l’obiettivo di rafforzare i brand aziendali (in particolare Cirio e Yoga) e sviluppare le marche private sui mercati stranieri, tenendo conto che il colosso agroalimentare aderente a Confcooperative è già presente in 92 paesi, dove nell’ultimo esercizio ha commercializzato 55 milioni di confezioni e sviluppato un fatturato di 80 milioni di euro.