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martedì 30 giugno 2015

POMODORO NEL NORD ITALIA: SI TEMONO PERDITE DEL 10% RISPETTO AI QUANTITATIVI CONTRATTATI. PESANTI DANNI DOVUTI ALLE GRANDINATE NELLE PROVINCE DI MANTOVA, CREMONA, REGGIO EMILIA E RAVENNA

Fonte: industrie di trasformazione aderenti ad AIIPA, Confapi e Confcooperative e Organizzazioni dei Produttori  

Il punto della situazione in un comunicato del tavolo di contrattazione del pomodoro da industria del Nord Italia

C’è preoccupazione tra gli operatori della filiera del pomodoro da industria del Nord Italia per la prossima campagna. Il timore è infatti quello di non vedere rispettato il normale andamento produttivo con perdite che, allo stato attuale, potrebbero aggirarsi, secondo le prime stime, attorno al 10% del quantitativo inizialmente contrattato. Il dato è emerso in occasione di un incontro alla corte “La Faggiola” di Piacenza tra operatori delle industrie di trasformazione aderenti ad AIIPA, Confapi e Confcooperative e delle Organizzazioni dei Produttori (O.P.), per fare il punto sulla situazione del pomodoro da industria relativamente alle superfici effettivamente impiantate, allo stadio fenologico, allo stato fitopatologico ed ai danni causati dagli eventi meteo. All’incontro ha partecipato anche un rappresentante della Regione Emilia-Romagna. Da una prima stima il calo delle superfici realmente trapiantate potrebbe essere tra il 3 e il 4% rispetto al dato previsto sui contratti. Il dato preciso risulterà dalle dichiarazioni che le O.P. depositeranno all’Organismo Interprofessionale del Pomodoro da Industria del Nord Italia dopo il 30 giugno, con la somma delle superfici risultanti dalle domande uniche dei singoli produttori. Dal punto di vista fenologico le coltivazioni si presentano allo stadio di sviluppo previsto a seconda dell’epoca di esecuzione del trapianto; sussiste l’elevato rischio di infezioni fitosanitarie, in particolare batteriosi sspp e peronospora (Phytophthora infestans) favorite dagli sbalzi termici e dall’umidità dell’ultimo periodo. In particolare diversi tecnici segnalano, con presenza uniforme sul territorio, forti attacchi di peronospora con danni sulle foglie, sui fusti e, in qualche caso, già anche sui frutti. Si tratta di un’infezione primaria di difficile eradicazione che, oltre agli attuali danni, comporterà la continua presenza di spore facilmente attivabili con queste condizioni climatiche. E’ stata inoltre effettuata una prima stima dei danni provocati dalle grandinate del 14, 19 e 22 giugno che hanno colpito pesantemente le coltivazioni nelle provincie di Mantova, Cremona, Reggio Emilia e Ravenna. I campi precoci e medio-precoci colpiti sono totalmente distrutti e non verranno raccolti, mentre per gli impianti tardivi occorre, ai fini di una corretta valutazione, verificare la loro capacità di ricaccio vegetativo. In ogni caso si tratta di impianti che hanno perso l’originaria capacità produttiva ed andranno, stagione permettendo, ad una maturazione molto tardiva. E’ forte quindi in tutti gli operatori, la preoccupazione che non possa essere rispettato il normale andamento produttivo della campagna di raccolta con perdite che, alla luce di quanto sopra esposto, potrebbero aggirarsi intorno al 10% del quantitativo inizialmente contrattato.

lunedì 28 ottobre 2013

STATI GENERALI DEL LATTE A CREMONA, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): RAFFORZARE IL SETTORE LATTIERO-CASEARIO E LA SUA LEADERSHIP

Fonte: Confagricoltura

“La politica italiana deve avviare precise iniziative per la tutela ed il rafforzamento del settore lattiero-caseario che, con un valore finale generato dalla filiera di 27,6 miliardi di fatturato, è il primo dell’agroalimentare italiano”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo, a Cremona, alla riunione degli ‘Stati generali del latte’ (che si è svolta nell’ambito della Fiera internazionale del Bovino da latte). “Come è stato evidenziato dalla nostra Federazione di prodotto del Latte e ribadito al ‘tavolo latte’ presso il Mipaaf di mercoledì scorso, occorre dotarsi – ha osservato Guidi - di strumenti utili a sostenere il settore rispetto ai nuovi scenari che si aprono, soprattutto in relazione all'eliminazione delle quote produttive. Vanno utilizzate le nuove misure previste dalla nuova politica agricola comune, soprattutto per attivare strumenti di stabilizzazione del reddito da prevedersi nel programma gestione delle crisi cofinanziato dall'unione europea attraverso il Feasr (fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale)”. “È necessario riflettere sulle azioni da porre in essere per irrobustire la filiera, in primo luogo cogliendo le opportunità offerte in tal senso dal ‘Pacchetto latte’ – ha proseguito il presidente di Confagricoltura -. E va costituita l’interprofessione che dovrà essere lo strumento istituzionale di mediazione finalizzato a facilitare il dialogo e la negoziazione del prezzo del latte tra le parti. Da molti è stata proposta l’istituzione di Commissioni uniche nazionali; però bisogna far sì che funzionino a dovere per non trovarci a replicare i problemi del settore suinicolo”. Il presidente Guidi ha ricordato poi le proposte di Confagricoltura a Bruxelles: “Servono mezzi di controllo della produzione europea quando si presentano stati di crisi del settore indicati anche dall’eccessivo stoccaggio dei principali prodotti trasformati”. Altra urgenza, quella del mantenimento degli strumenti di mercato esistenti: “L’intervento pubblico e l’ammasso privato – ha concluso Mario Guidi - vanno mantenuti e migliorati tenendo conto degli andamenti di mercato e delle esigenze degli operatori”.

SUINI: “UTILIZZARE LA NUOVA PAC PER DARE NUOVA COMPETITIVITA’ AL SETTORE.” IL PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA, A CREMONA, INTERVIENE A “ITALPIG” NEL CORSO DELLA FIERA DEL BOVINO DA LATTE

Fonte: Confagricoltura

"Con la nuova Pac occorre mettere a disposizione della suinicoltura gli strumenti finanziari più adeguati per sviluppare la competitività del settore, attraverso il sostegno all’aggregazione dei produttori, per aumentare la produttività, ridurre i costi, accrescere il potere contrattuale, varare interventi per il sostegno di mercato in caso di crisi e per la gestione del rischio connesso al calo del reddito, alle malattie animali e altre calamità.” Lo ha ribadito il presidente di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo al convegno “Nuova Pac e filiere suinicole: opportunità o minaccia?” nell’ambito di “Italpig”, alla Fiera del Bovino da Latte che si è svolta a Cremona. Guidi ha ricordato che il settore suinicolo non ha mai beneficiato di nessun premio qualità; nessun aiuto per coprire i costi per il benessere animale o per rispettare la direttiva nitrati o le emissioni o per le valutazioni di impatto ambientale, ma soprattutto alla luce delle nuove strategie comunitarie, nessun incentivo per costituire Op o distretti. Considerato che la nuova Politica Agricola Comunitaria incentiva le aggregazioni dei produttori, Confagricoltura ritiene molto importante la possibilità di introdurre, anche attraverso i PSR, un “pacchetto carne suina” volto a favorire la definizione di una strategia di settore che comprenda ad esempio il ruolo delle Organizzazioni di prodotto, della programmazione produttiva della DOP dei prosciutti, la valorizzazione del prodotto nazionale con l’etichetta di origine. Oltre agli incentivi per l’avvio di nuove OP, che saranno previste nell’ambito dei piani di sviluppo rurale, per il presidente di Confagricoltura servono misure che favoriscano la produttività e la competitività degli allevamenti, un miglior accesso al credito, la promozione dell’export, l’innovazione di prodotto e di processo, lo sviluppo di reti di imprese e di distretto; oltre ad azioni volte a permettere di soddisfare gli adempimenti europei, come ad esempio nitrati, emissioni in atmosfera, amianto, biosicurezza. “Questa Pac, anche se non ci piace – ha concluso Guidi – deve essere utilizzata al meglio per rendere più competitiva la nostra agricoltura.”

venerdì 1 marzo 2013

LAVORO, CONFAGRICOLTURA: “OPPORTUNITÀ IN CRESCITA NEL SETTORE DELL’ENERGIA ALTERNATIVA”

Fonte: Confagricoltura

“In controtendenza rispetto alla situazione congiunturale in cui l’occupazione continua a diminuire, crescono le assunzioni nel settore delle energie rinnovabili”. Lo pone in evidenza Confagricoltura, commentando i dati sull’occupazione a gennaio di Istat e quelli forniti in occasione di “Bionergy”, il salone specializzato che si è inaugurato oggi a Cremona. Per il settore delle energie rinnovabili si parla di oltre 250mila nuovi posti di lavoro attesi da qui al 2020, distribuiti tra varie figure professionali a diverso titolo impegnate nel comparto. “Si tratta – osserva Confagricoltura – di opportunità lavorative molto interessanti soprattutto per i giovani, oltre tutto in un settore in forte espansione, nonostante la crisi e le difficoltà delle aziende”.

sabato 27 ottobre 2012

LATTE, GUIDI (CONFAGRICOLTURA) AGLI STATI GENERALI DI CREMONA: “BRUXELLES PER IL SETTORE LATTIERO PREPARA UNA RIFORMA MASCHERATA. TANTO VALE MANTENERE IL SISTEMA DELLE QUOTE”

Fonte: Confagricoltura

“Non si può continuare a lavorare in un Paese che si dimostra nemico delle imprese e, ancor più, di quelle agricole. Tutte le istituzioni, le forze politiche ed economiche devono impegnarsi perché l’agricoltura cresca. Con la convinzione che, se cresce l’agricoltura, tutta l’Italia cresce”. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, intervenendo a Cremona alla riunione degli ‘Stati Generali del latte’, nell’ambito della Fiera internazionale del bovino da latte. “Si parla di manovre per lo sviluppo, la stabilità ma in agricoltura si sta facendo l’opposto, alimentando una situazione di marginalizzazione, decrescita e instabilità – ha proseguito il presidente di Confagricoltura -. Si finge di non capire che è impossibile fare impresa, programmare investimenti se si aumenta a dismisura il carico fiscale e si tassano anche i mezzi di produzione, se si blocca l’avvio di forme associative e societarie moderne oltre tutto cambiando in corsa le regole del gioco e in forma retroattiva”. “Abbiamo bisogno di una politica che ci ascolti e in questo dobbiamo riconoscere l’impegno di ministri come Mario Catania e Enzo Moavero”, ha sottolineato Guidi; poi intervenendo sui problemi del settore lattiero caseario ha continuato: “Dobbiamo porci una domanda pregiudiziale si sta ipotizzando di prorogare le quote zucchero ed i diritti di impianto vitivinicoli; in questa situazione è proprio un tabù parlare anche di una proroga del regime delle quote latte? Forse occorre maggiore coerenza nelle scelte delle politiche comunitarie. Abbiamo notato che ci sono proposte di forme alternative alle quote che hanno risultati pressoché equivalenti. Vale la pena pensare ad altro e mascherare ciò che di buono si è fatto sinora solo per non tornare indietro su una decisione?”. Infine sul negoziato sul prezzo del latte con gli industriali che non decolla. “Non si è riscontrata alcuna volontà, da parte dell'industria di trasformazione, di arrivare alla definizione di un accordo per il prezzo del latte alla stalla, lasciando gli allevatori in una condizione di assoluta incertezza – ha constatato il presidente -. Una situazione che diventa ancor più difficilmente sopportabile a fronte dell'aumento spropositato dei costi di produzione, legato alle quotazioni dei carburanti da un lato e a quelle di mais e soia, prodotti indispensabili nella razione alimentare delle vacche da latte, dall'altro. Se non cambia il livello di valorizzazione economica del latte alla stalla, gran parte degli allevamenti italiani si troveranno a rischio chiusura”.

venerdì 26 ottobre 2012

RIFORMA PAC, GUIDI AI GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA: "TOCCA ALLE NUOVE GENERAZIONI SFAMARE IL MONDO, BRUXELLES DEVE CAPIRE CHE LE IMPRESE HANNO IL DOVERE DI PRODURRE DI PIÙ"

Fonte: Confagricoltura

 “In Italia su 700mila imprese guidate da under 35, poco più di 60.000 sono quelle agricole. Se pur lieve, quest’anno registriamo un recupero delle nuove leve iscritte alle Camere di commercio, è un segnale della volontà di ritornare alla terra che va assolutamente colto perché l’agricoltura è la base su cui poggia la speranza di sfamare il mondo, adesso e nel futuro”. Lo ha detto Giorgio Guarneri, presidente dell’Anga Cremona, al convegno: ”Riforma Pac: le proposte della Commissione, le attese dei produttori e la politica dell’Unione Europea”, organizzato dai giovani di Confagricoltura in occasione della sessantasettesima edizione della fiera internazionale del bovino da latte. Le aziende agricole condotte dagli under 35 si distinguono, nel panorama italiano prevalentemente caratterizzato da microimprese, come realtà consistenti per fatturato, dimensione e innovazioni di prodotto e processo. “L’invecchiamento del settore agricolo è la migliore dimostrazione delle opportunità potenziali per chi vorrebbe diventare imprenditore agricolo, a patto si agisca presto e concretamente per favorire l’ingresso e la permanenza di giovani – ha rimarcato Guarneri -. Bene aver inserito il pacchetto giovani nel primo Pilastro, ma non basta. Non servono ‘contentini’, ma interventi efficaci e realizzabili che possano dare sicurezza ai giovani in una logica di sviluppo e crescita per una reale sostenibilità economica dell’impresa, dell’Italia e dell’Europa”. “I giovani sono il motore della crescita, da loro ci si attende impulsi propulsivi al rinnovamento. Ma devono essere messi nelle condizioni di operare – ha detto il presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi -. Occorrono misure che riequilibrino la distribuzione del valore nella filiera, liberino le potenzialità e le capacità imprenditoriali, diano spazio ad una grande agricoltura di produzione e qualità, l’unica in grado di creare lavoro e contribuire alla crescita economica. Servono scelte precise a livello comunitario, ma anche nazionale, per orientare sempre di più i produttori al mercato. Va finalmente compreso – ha concluso - che produrre non è un tabù, come ci vuol far credere Bruxelles, ma una necessità per il futuro dell’Europa“.

venerdì 11 novembre 2011

BRUNI (COGECA): "PAC POST 2013 GARANTISCA GIUSTO EQUILIBRIO TRA TUTELA AMBIENTALE, APPROVVIGIONAMENTO ALIMENTARE E RAFFORZAMENTO COMPETITIVITA"

Fonte: Segreteria Paolo Bruni

“Le riforme della Politica Agricola Comune europea degli ultimi decenni si sono concentrate sulle modalità della produzione agricola, attraverso la tracciabilità, il benessere animale, la sicurezza alimentare e se da un lato hanno reso le nostre produzioni tra le migliori al mondo in termini di qualità e affidabilità, dall’altro hanno portato gli agricoltori europei ad avere difficoltà competitive: gli agricoltori sono stati sacrificati sull’altare delle produzioni di importazione, che spesso non rispettano le stesse regole. Sono stati penalizzati nei rapporti con la GDO e a causa della farraginosità della catena alimentare sono stati schiacciati rispetto agli altri anelli della filiera”. Lo ha affermato il presidente del Cogeca nel suo intervento al primo Forum Nazionale dell’Agroalimentare in corso a Cremona.

“La prossima riforma della PAC – ha aggiunto Bruni – deve perseguire un equilibrio tra le esigenze di tutela dell’ambiente e la crescita produttiva agricola. La difficoltà di ottenere una proposta equa sta proprio nella complessità a raggiungere questo equilibrio”.

“Ora che è stata presentata una proposta di riforma, presentata dal commissario Dacian Ciolos, dobbiamo passare dal momento delle critiche, che pure ci sono state anche piuttosto feroci a quello delle proposte – ha proseguito Bruni – e questo Forum può essere l’occasione per elaborare una posizione-Paese che possa essere presentata, in maniera univoca a Bruxelles”.

Inoltre, il presidente del Cogeca ha sottolineato come, tra le proposte avanzate per la futura Pac, quella del greening costituisce uno degli aspetti più delicati poiché vi convergerà il 30% delle risorse per i sostegni all’agricoltura.

“Pensare che potremo eliminare questa misura è un abbaglio – ha detto Bruni - . Dobbiamo invece lavorare insieme agricoltori e cooperative agricole per trovare un metodo che riesca a far ottenere una equa redditività per gli agricoltori e non ad aumentare i costi, i vincoli e la burocrazia”.

Infine, Bruni ha ringraziato il ministro delle Politiche Agricole per aver scelto Cremona come sede per il Forum dell’Agroalimentare.

“E’ la dimostrazione che l’agricoltura vuole guardare alla produttività e non alle chiacchiere o agli aspetti bucolici”.

PRIMO FORUM NAZIONALE DELL'AGROALIMENTARE

Fonte: Mipaaf - Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

L'agricoltura italiana affronterà nei prossimi anni una delle più delicate fasi della sua storia recente per effetto della concomitante azione di scenari e cambiamenti che, per molti aspetti, non hanno precedenti.
Più precisamente, si passa dalla globalizzazione dei mercati alle nuove sfide per la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari; dalle opportunità di affermazione dei prodotti del Made in Italy di qualità nei mercati esteri, alle minacce della crisi economica e finanziaria europea e internazionale.
In tale quadro si inserisce anche il processo di riforma della Pac, che ridefinirà, nei prossimi mesi, gli obiettivi e le risorse destinate dall'Europa al settore agricolo.
Diviene, quindi, fondamentale ed urgente recuperare una visione organica del quadro di politica agricola nazionale, tale da dotarci di uno strumento efficace e coerente al nuovo scenario di riferimento.
Tale obiettivo non può essere raggiunto se non attraverso la partecipazione ed il contributo di tutti gli attori qualificati della filiera agroalimentare.
Il Forum "Un Paese, Un'Agricoltura" che si sta svolgendo a Cremona l'11 e 12 novembre 2011 è una prima importante occasione di confronto tra le rappresentanze del settore agricolo ed alimentare e le istituzioni. Per questo motivo la partecipazione ai lavori è aperta a tutti i soggetti interessati, del mondo produttivo, delle pubbliche amministrazioni, della comunità scientifica, della società civile.
Nelle settimane successive al Forum, i contributi e le proposte verranno raccolti e tradotti nel "Piano programmatico per l'agricoltura italiana" che conterrà indirizzi ed azioni per la politica nazionale del settore.

Il Primo Forum Nazionale dell'Agroalimentare, dopo l'incontro dell'11 e 12 novembre a Cremona, proseguirà il proprio percorso con la definizione del documento programmatico nazionale.

A questo fine tutte le organizzazioni, istituzioni, imprese e singoli soggetti interessati, sono invitati a fornire i propri contributi inoltrandoli all'indirizzo di posta elettronica del Forum: forumagro@mpaaf.gov.it

Il programma dettagliato del Forum è consultabile a questo indirizzo:
http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4293

venerdì 23 luglio 2010

GRANDE PARTECIPAZIONE DEGLI IMPRENDITORI FERRARESI ALLA MANIFESTAZIONE DI CONFAGRICOLTURA A CREMONA

Fonte: Confagricoltura Ferrara

Trecento soci di Confagricoltura Ferrara hanno preso parte nella serata di ieri a Cremona alla manifestazione di mobilitazione promossa da Confagricoltura ed alla quale hanno preso parte diecimila agricoltori di tutte le regioni del Nord Italia (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia) ma con delegazioni provenienti da tutto il resto d’Italia. Presenti una folta delegazione di Sindaci ed un nutrito numero di esponenti politici di ogni orientamento.
“La mobilitazione degli agricoltori onesti, che rispettano le leggi dello Stato, di quell’imprenditoria agricola che fa crescere il Paese, che non vuole sussidi o cambiali in bianco ma che chiede gli strumenti per competere”, ha osservato il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi.
La platea ha espresso con forza il malcontento per la gravissima situazione in cui si trova il settore primario, denunciando come nessuna delle richieste avanzate abbia trovato risposta nella manovra economica varata dal Governo. Dalle quote latte alla previdenza, alle bietole, dalle agevolazioni per il gasolio ai certificati verdi.
“Le migliaia di agricoltori che hanno protestato a Cremona – ha detto il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi - sono una piccola rappresentanza di tutti quegli imprenditori che non chiedono sussidi, ma la stessa cosa di cui ha goduto larga parte del Paese, cioè di una politica economica che tenga conto del valore del comparto coniugando contenimento del deficit con misure per lo sviluppo. La motivazione di questa nostra mobilitazione sta in una manovra finanziaria che Confagricoltura giudica complessivamente necessaria e efficace, tranne che per il settore agricolo”.
“O le risorse ci sono, o non ci sono – ha evidenziato Nicola Gherardi – a proposito dell’emendamento che proroga il pagamento delle multe perr chi ha prodotto latte oltre le quote fissate. Questa vicenda, oltre ad essere un premio ai “furbi”, ha del paradossale perché, in una finanziaria in cui non ci sono soldi per niente e nessuno ma solo tagli, stabilisce il rinvio di un pagamento che costerà parecchi milioni di euro all’erario, quindi a tutti noi cittadini”.
“La tensione tra gli imprenditori agricoli è allo stremo – ha sottolineato il Presidente di Confagricoltura Ferrara – e queste manifestazioni hanno anche l’obiettivo di evidenziare alla classe politica il criticissimo stato di un settore che rappresenta il 15,7% del Pil nazionale e che ha mostrato una tenuta significativa dell’occupazione anche nel pieno della crisi”.
“Noi non abbiamo la tracotanza – Ha concluso Nicola Gherardi – di asserire che siamo l’agricoltura, ma certamente la forza nei numeri e del prodotto rappresentato ci fa dire a buon titolo che non c’è agricoltura senza di noi”.

martedì 20 luglio 2010

CONFAGRICOLTURA DICHIARA LA MOBILITAZIONE NAZIONALE. IL 22 LUGLIO 300 SOCI DI CONFAGRICOLTURA FERRARA A CREMONA

Fonte: Confagricoltura Ferrara

Confagricoltura ha dichiarato la mobilitazione nazionale. La decisione è stata presa dall’Assemblea generale dell’organizzazione degli imprenditori agricoli, che ha fatto il punto sulla situazione in atto ed, in particolare, sulla manovra economica all’esame del Parlamento. La prima grande manifestazione per il Nord Italia per ribadire i temi caldi che dalla manovra non hanno ricevuto nessuna risposta si terrà giovedì 22 luglio a Cremona. La manifestazione vedrà la partecipazione di circa 300 associati a Confagricoltura Ferrara.
“Gli avvenimenti delle ultime ore rendono inevitabili le azioni di forza che ci prepariamo ad intraprendere – ha detto il Presidente dell’Organizzazione agricola ferrarese, Nicola Gherardi -. Sosteniamo le posizioni espresse, anche a Ferrara in occasione della nostra Assemblea Generale dei Soci del 6 luglio, dal Ministro Giancarlo Galan: rispetto delle regole, innovazione, fondi per l’agricoltura. Ci corre l’obbligo di ringraziarlo per come e quanto si è speso in questa vicenda che, oltre ad essere il trionfo dei “furbi”, ha del paradossale, poiché, in una finanziaria in cui non ci sono soldi per niente e nessuno, esce come dal cilindro di un prestigiatore il rinvio di un pagamento (quote latte) che costa parecchi milioni all’erario, che va a beneficio di quei pochissimi che non hanno rispettato le regole a discapito di tutti gli altri”.
“Chiediamo – ha proseguito Nicola Gherardi - che quanto atteso dal sistema agricolo in un momento tanto grave sia accolto con il rispetto dovuto ad un settore strategico per l’economia del Paese: non vogliamo sussidi, ma le stesse forme di incentivo ottenute dalle altre Pmi. I punti chiave sono: fondi per il comparto bieticolo saccarifero, fondo di solidarietà nazionale, fiscalizzazione degli oneri e latte. Ci aspettiamo che quanti nel Governo condividono queste posizioni esprimano il loro appoggio all’impegno del ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, e che l’opposizione sappia con forza sostenere la necessità di urgenti risposte alle richieste degli agricoltori”.
“La tensione tra gli imprenditori agricoli onesti e rispettosi delle leggi è allo spasimo – ha concluso il Presidente di Confagricoltura Ferrara e la mobilitazione lanciata a livello nazionale è aperta a tutti quelli a cui sta a cuore la sopravvivenza e il futuro dell’agricoltura italiana. Noi non abbiamo la tracotanza di asserire che siamo l’agricoltura, ma certamente possiamo dire a buon titolo che non c’è agricoltura senza di noi”.