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martedì 30 giugno 2015

COLDIRETTI: IL CASO GRECIA SPINGE LE QUOTAZIONI DELLE MATERIE PRIME. È CORSA AI BENI RIFUGIO, AUMENTANO ANCHE PREZZI DEI PRODOTTI AGRICOLI, MA NON PER GLI AGRICOLTORI

Fonte: Coldiretti Ferrara  

E'corsa ai beni rifugio, oro e metalli preziosi in testa, ma mentre crollano le borse aumenta del 15% il prezzo del grano. E' il risultato delle speculazioni finanziarie che non trasferiranno nulla ai produttori, evidenziando che i prezzi agricoli non dipendono più dall’andamento della domanda e dell’offerta quanto da movimenti finanziari.

In controtendenza al crollo fatto registrare dai mercati finanziari, è corsa a beni rifugio che spinge ad un forte aumento dei prezzi di tutte le materie prime agricole con il prezzo del grano che ha aperto in aumento di quasi il 15 per cento rispetto alle quotazioni dell’inizio della settimana scorsa al Chicago Bord of Trade (CBOT), il punto di riferimento mondiale delle commodities agricole. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti della crisi greca sull’andamento dei mercati future del grano con consegna a settembre 2015. Anche se rimangono ben al di sotto di livelli remunerativi – sottolinea la Coldiretti - si sta verificando a livello internazionale una decisa scossa per le principali produzioni oggetto di contrattazione sui mercati a termine, dal grano tenero al mais. Le fluttuazioni dei prezzi delle materie prime agricole - spiega la Coldiretti - sono sempre piu’ condizionate dalle situazioni economiche e sociali internazionali sulle quali si innestano facilmente le speculazioni che si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l’oro fino a quelli di grano, mais e soia. Il risultato - conclude la Coldiretti - è una insostenibile instabilità dei prezzi dei prodotti agricoli che dipende sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre piu’ dai movimenti finanziari. Gli andamenti positivi – conclude la Coldiretti - non si trasferiscono mai agli agricoltori che invece sono costretti spesso a subire le riduzioni delle quotazioni con compensi del tutto inadeguati.

martedì 1 ottobre 2013

INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: I PREZZI AL CONSUMO DEI PRODOTTI AGRICOLI DIMINUISCONO MEDIAMENTE DELLO 0,5%. LA SITUAZIONE DELLE IMPRESE DEL PRIMARIO PERÒ È MOLTO CRITICA


Fonte: Confagricoltura Nazionale

“Diminuiscono mediamente dello 0,5% i prezzi al consumo dei prodotti alimentari non lavorati, a settembre rispetto a agosto, con cali significativi per la frutta fresca (-4,6%). Il trend è in flessione e le quotazioni di tali prodotti erano già calati dell’1,2% ad agosto rispetto a luglio”. Lo rileva il Centro Studi della Confagricoltura analizzando i dati provvisori dell’Istat sull’inflazione a settembre.
“A monte c’è la marcata flessione delle quotazioni all’origine che stanno sopportando i prodotti delle campagne – osserva Confagricoltura – Ad agosto, rispetto a luglio, secondo i dati Ismea, si è avuta la diminuzione di oltre il 19% dei prezzi di frutta e verdura. In calo pure quelli dei prodotti bovini e bufalini (-0,5%), mentre registrano un segnale di ripresa le uova (+0,5%) che segnano però una diminuzione tendenziale di ben il 9,2%”.
“Le imprese continuano a dover fronteggiare – conclude Confagricoltura - una situazione estremamente difficile, con cali di redditività critici per la tenuta del sistema e con ripercussioni anche sull’occupazione”.

Variazioni mensili prezzi all’origine

(fonte: Centro Studi Confagricoltura su dati Ismea)

Variazione prezzi all’origine ad agosto rispetto luglio 2013
Totale prodotti agricoli
-4,7%
Prodotti delle coltivazioni
 -8,0%
Di cui:
-          Frutta fresca e secca
-          Ortaggi e legumi

-19,7%

-19,5%
Prodotti degli allevamenti
 +1,0%
          Di cui:
-          Uova fresche
-          Bovini e bufalini
-          Animali vivi

+0,5%
-0,5%
-2,0%