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mercoledì 23 dicembre 2015

COLLEGATO AMBIENTALE, CONFAGRICOLTURA: RICONOSCIUTO IL VALORE ECONOMICO/ECOLOGICO DELL’AGRICOLTURA

Fonte: Confagricoltura

Confagricoltura plaude all’approvazione definitiva del collegato ambientale votato ieri dalla Camera, che contiene misure per il settore agricolo in materia di tutela della natura, sviluppo sostenibile, energia, acquisti verdi, gestione dei rifiuti, difesa del suolo e risorse idriche. Un pacchetto di misure che incidono in diversi settori dell'economia con l'obiettivo di concepire un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale e sull’economia circolare, attraverso una serie di semplificazioni e di incentivi diretti a premiare i comportamenti virtuosi. “Finalmente si è messo in evidenza il ruolo dell’agricoltura per la mitigazione dei cambiamenti climatici – commenta l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - riconoscendone il valore economico, come nel caso dell’introduzione di sistemi di remunerazione dei servizi ecosistemici e ambientali”. Con il nuovo provvedimento saranno remunerati tutti i servizi agricoli, con particolare attenzione alla fissazione del carbonio delle foreste e dell’arboricoltura da legno, alla regimazione delle acque nei bacini montani, alla salvaguardia della biodiversità e del paesaggio. Inoltre, con l’introduzione del marchio volontario “Made Green in Italy” che utilizza la metodologia per la determinazione dell’impronta ambientale dei prodotti (PEF), sarà più facile acquistare i prodotti delle aziende agricole sostenibili italiane. Gli appalti di fornitura pubblici, infine, saranno più “verdi”, dando priorità di acquisto a quei prodotti e a quelle aziende che possono dimostrare la loro sostenibilità secondo schemi di qualità internazionali. “La legge - spiega Confagricoltura - va nella direzione da noi intrapresa con il progetto Ecocloud, diretto proprio a promuovere le imprese agricole che hanno adottato tecnologie e disciplinari di produzione innovativi, in grado di garantire il miglioramento delle prestazioni dei prodotti e, in particolare, la riduzione degli impatti ambientali.

venerdì 15 novembre 2013

IRRIGAZIONE, 6 MILIONI DI EURO DALLA REGIONE PER SOSTITUIRE I VECCHI IMPIANTI. DOMANDE ENTRO IL 24 GENNAIO. RABBONI: STIAMO LAVORANDO SU PIÙ FRONTI PER RIDURRE GLI SPRECHI E DARE PIÙ ACQUA ALL'AGRICOLTURA

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Sei milioni di euro per sostituire gli impianti di irrigazione di vecchia generazione con altri più efficienti. E’ quanto prevede un bando regionale per il quale le aziende agricole dell’Emilia-Romagna potranno presentare domanda entro il 24 gennaio 2014. L’obiettivo è favorire l’acquisto di nuovi modelli che permettano un uso più razionale delle risorse idriche. “Sono investimenti indispensabili per fronteggiare le conseguenze del cambiamento climatico in atto senza danneggiare le colture –spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – l’acqua non è una risorsa infinita e la competitività della nostra agricoltura passa anche dalla capacità di saperla utilizzare senza inutili sprechi.” Per dare più acqua all’agricoltura occorre lavorare su più fronti: riduzione delle perdite, aumento dell’efficienza, nuove derivazioni dal Canale Emiliano-Romagnolo, irrigazione “pilotata”, uso plurimo degli invasi idroelettrici, nuovi invasi interaziendali, anche utilizzando ex cave. Investimenti che la Regione sta sostenendo e che – sottolinea Rabboni -“porteranno ad un recupero in pochi anni di oltre 200 milioni di metri cubi di acqua, una quantità paragonabile a quella di alcuni grandi invasi, ma senza i costi e gli impatti ambientali di questi”. Il bando (in applicazione della misura 121 del Programma di sviluppo rurale) prevede percentuali di contributo che vanno dal 35% al 50% della spesa, con premialità per le aziende delle aree svantaggiate (in particolare nella aree di montagna o nel ferrarese) e per i giovani agricoltori. La spesa minima ammissibile è di 20 mila euro. Le domande vanno presentate alle Province attraverso il consueto sistema operativo (Sop) di Agrea. La graduatoria sarà regionale e verrà predisposta entro l’8 maggio 2014, mentre il termine ultimo per la realizzazione dei lavori è stato fissato al 15 maggio 2015.

Informazioni: http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/
alla sezione bandi e scadenze

venerdì 22 marzo 2013

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA, CONFAGRICOLTURA: L’IMPEGNO DEGLI AGRICOLTORI PER OTTIMIZZARE L’USO DELLE RISORSE IDRICHE

Fonte: Confagricoltura

Nella Giornata mondiale dell’acqua, il Centro Studi di Confagricoltura ha diffuso i dati relativi all’uso ed al consumo di acqua nel settore agricolo sottolineando come l’agricoltura sia l’unica branca dell’economia che produce tutelando, rispettando e conservando l’ambiente, compreso l’acqua. “Il settore primario – si sottolinea - non ‘consuma’ questa preziosa risorsa ma l’impiega nell'uso irriguo per poi re-immetterla nel ciclo idrologico naturale”. Tra le coltivazioni, quella del riso è caratterizzata da un consumo d’acqua per unità di superficie elevato rispetto alle altre ma la produzione è collocata in zone molto vocate per questo tipo di coltura che hanno un valore ambientale e paesaggistico inestimabile grazie proprio alla presenza delle risaie che svolgono anche una preziosa funzione di ricarica delle risorgive e delle falde. (v. tab 1). L’utilizzo di un sistema di irrigazione rispetto ad un altro è influenzato dalla fonte di approvvigionamento e tipo di coltura oltre che dall’attrezzature disponibili in azienda. Il sistema di irrigazione più utilizzato nel nostro Paese (v. tab 2) – pone in risalto il Centro Studi di Confagricoltura - rimane quello dell’ irrigazione a pioggia, semplice da istallare e facile da utilizzare, ha una buona efficienza irrigua in quanto non provoca perdite per scorrimento e percolazione profonda. Ancora molto utilizzato è lo scorrimento superficiale ed infiltrazione laterale che richiede molta manodopera ma ha un bassa efficienza irrigua. La nuova frontiera dell’irrigazione, per alcune aree del Paese e sopratutto per alcune coltivazioni, è la microirrigazione che richiede personale competente in impiantistica e costi iniziali sostenuti ma una volta sviluppato l’impianto consente di avere bassissimi costi di gestione e bassi consumi di acqua permettendo a parità di stock d’acqua di irrigare una superficie maggiore di terra. Il Centro Studi di Confagricoltura ha anche effettuato un’ analisi degli stock idrici per l’irrigazione che è un indice per valutare quant’è l’acqua realmente disponibile per il settore agricolo. Appare chiaro che avremmo una disponibilità per poter irrigare per oltre un milione di ettari in più rispetto alle condizioni attuali. Come si evince dalla tabella, nel 2010 la superficie irrigata è risultata di 2.418.921 ettari gestiti 398.979 aziende mentre la superficie irrigabile è di 3.749.514 con 544.997 aziende. Confagricoltura infine pone in evidenza come, nel nostro Paese, alcune aree in determinati periodi dell’anno rimangano senza la possibilità di irrigare (vedi tab. 3). “Con la prossima programmazione dei Piani di sviluppo rurale 2014-2020 le regioni – chiede Confagricoltura - dovranno incentivare quanto più possibile la creazione di bacini artificiali aziendali, non sufficientemente presenti. Ciò permetterà, qualora ce ne fosse il bisogno, di effettuare irrigazioni di soccorso nei periodi siccitosi, utilizzando acque accumulate nelle stagioni piovose. Non va trascurato che prossimamente gli agricoltori dovranno far fronte ai negativi effetti del cambiamento climatico; a tale scopo occorrerà ottimizzare le tecniche di gestione dell’acqua ed adottare ancora di più pratiche agronomiche attente al risparmio idrico”.

Per visualizzare le tabelle:
www.agrestetv.it/documenti/acqua_confagricoltura.doc

martedì 21 agosto 2012

SICCITÀ, CATANIA: EMERGENZA IMPONE UNA STRATEGIA SUL LUNGO PERIODO CHE TUTELI E VALORIZZI RISORSE IDRICHE NAZIONALI

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 “La drammaticità della situazione a cui ciclicamente è sottoposto il nostro territorio dalla siccità, che in questi giorni colpisce severamente alcune delle nostre più importanti regioni agricole, impone una riflessione che vada oltre l'emergenza, per la quale gli uffici del Ministero sono comunque mobilitati. Il tema dell'acqua è sempre più chiaramente una delle questioni centrali per il futuro economico e per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese. Finora, per fronteggiare l’emergenza, abbiamo deciso di accelerare le procedure per dichiarare lo stato di calamità naturale e abbiamo avviato l’iter per ottenere dalla Commissione europea l’autorizzazione all’erogazione degli anticipi Pac 2012 a partire dal prossimo 16 ottobre, accorciando di circa 50 giorni i tempi previsti dalle scadenze comunitarie, in modo da garantire ai nostri agricoltori un sostegno in una fase di difficoltà produttiva. Per affrontare in modo sistematico la questione convocherò al più presto una riunione con gli assessori regionali all’Agricoltura con i quali esaminerò non solo i provvedimenti necessari sul breve periodo, ma anche una strategia nazionale per l’acqua”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, sul problema della siccità, annunciando la convocazione di un incontro con gli assessori regionali all’Agricoltura.

martedì 15 giugno 2010

ARRIVA IL GRAN CALDO: LO STATO DELLE RISORSE IDRICHE ITALIANE

FONTE: Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.)

“LA FAVOLA DELLA FORMICA E DELLA CICALA E’ SEMPRE ATTUALE:
E’ UNA BUONA ANNATA, MA L’ABBONDANZA NON GIUSTIFICA MAI LA MANCANZA DI PROGRAMMAZIONE”

“L’estate ormai alle porte ripropone il paradosso ambientale italiano: quest’anno, grazie ad un inverno e ad una primavera particolarmente piovosi, non c’è alcun problema di approvvigionamento idrico; anzi, c’è talmente tanta acqua che alcuni invasi hanno dovuto essere scolmati, rilasciando la preziosa risorsa verso il mare. E’ una ricchezza irrimediabilmente persa e che, invece, andrebbe immagazzinata come riserva, con evidenti benefici ambientali. Il Piano Nazionale degli Invasi, fatto di bacini medio-piccoli collinari o di pianura, resta però ancora nel libro dei sogni.” E’ quanto dichiara Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), di fronte ai rassicuranti dati sulle risorse idriche del Paese: i bacini del Centro-Sud, a riempimento pluriennale, racchiudono quantità idriche tali da essere un buon viatico anche per la prossima stagione irrigua; i grandi laghi del Nord segnano livelli superiori (Maggiore, Iseo, Garda) o in linea (Como, Idro) con le medie stagionali.

“Ogni anno, in Italia, lasciamo terminare in mare, inutilizzati, 8.000 miliardi di litri d’acqua, che potremmo rimpiangere nei momenti di necessità. E’ una risorsa naturale, cui si deve attribuire anche un valore economico, considerato che condiziona fortemente il reddito agricolo: secondo stime del Consorzio Canale Emiliano Romagnolo, l’apporto irriguo comporta un incremento di valore produttivo nei campi che, a seconda della coltivazione, va dai 500 ai 3.000 euro ad ettaro.”

MASSIMO GARGANO (Presidente A.N.B.I.)