Fonte: COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO DI CONFAGRICOLTURA, CIA E COPAGRI BOLOGNA
“Avanti verso un nuovo sistema di Condifesa che rappresenti il territorio in maniera uniforme e che punti su aggregazioni più ampie, sulla riduzione dei costi di gestione, su un maggior potere contrattuale e sull’ottimizzazione dell’attività sul territorio”. È questa la posizione espressa dai vertici di Confagricoltura, Cia e Copagri Bologna a margine dell’assemblea generale di Condifesa Bologna riunitasi oggi a Bentivoglio (Bo) che ha approvato a larga maggioranza, con 702 voti favorevoli su 717 espressi, il progetto di fusione per incorporazione di Condifesa Bologna in Condifesa Ferrara: una realtà destinata a rappresentare oltre il 40% dei valori assicurati dell’intera Emilia Romagna.
“Una svolta epocale e un passo avanti decisivo – ha dichiarato Luca Vittori Venenti, presidente di Condifesa Bologna – nell’ottica di portare a compimento il percorso di collaborazione avviato dai Condifesa di Bologna e Ferrara già da diversi anni e finalizzato alla costruzione di un nuovo Consorzio di difesa più forte che risponda meglio alle istanze e alle necessità del mondo agricolo alla luce della nuova PAC. Tra gli obiettivi della nuova Politica Agricola Comunitaria, infatti, c’è anche quello di destinare più risorse al sistema assicurativo che possano, da un lato, tutelare gli agricoltori contro le calamità naturali e dall’altro prevedere azioni di copertura del reddito in caso di crisi di mercato”.
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lunedì 1 dicembre 2014
sabato 15 febbraio 2014
CIA FERRARA: DIFFICILE IL PASSAGGIO TRA FONDO DI SOLIDARIETÀ E REGIME ASSICURATIVO
Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara
Cia Ferrara lancia l’allarme sull’azzeramento dei risarcimenti diretti per calamità e le assicurazioni agevolate, ancora poco utilizzate dalle imprese. Nel 2014 a rischio il reddito delle aziende che avranno danni seri a livello colturale e produttivo
Solo il 10% delle aziende agricole italiane stipula una polizza multirischio, quella più completa che copre il mancato reddito aziendale, e il restante delle imprese rimane, letteralmente, in balia degli eventi atmosferici e dei mercati. Una situazione che, secondo Cia Ferrara, si aggraverà ulteriormente nel 2014, per una contingenza di fattori che contribuiranno a creare un vero e proprio rischio reddituale per il settore. «I 120 milioni di euro che compongono il Fondo di Solidarietà Nazionale sono stati spostati a finanziare le assicurazioni agricole agevolate – spiega Lorenzo Boldrini, presidente provinciale di Cia Ferrara – che dovrebbero diventare, una volta entrate a regime, lo strumento di tutela primario del reddito agricolo. L’idea era quella di passare da una fase di risarcimento diretto da parte dello Stato a una fase assicurativa con polizze plurischio e multirischio agevolate, a copertura delle calamità naturali e del mancato introito aziendale. Il problema – continua Boldrini – è che il quasi totale azzeramento dei risarcimenti diretti alle aziende è effettivo mentre la tendenza ad assicurare la propria azienda non è ancora un’abitudine degli agricoltori ferraresi. Esiste, dunque, il rischio concreto che nel 2014 la protezione reale dalle calamità sia precaria e poco diffusa. Perché è vero che ci sono ancora alcune forme di risarcimento diretto ma sono minime o sottoforma di sgravi fiscali che non forniscono liquidità immediata e non consentono di fare bilancio e reddito, a fronte di gravi danni colturali. Le assicurazioni poi, che sono invece uno strumento fondamentale per l’azienda, sono considerate ancora troppo costose. Un altro fattore che inciderà sulla tendenza ad assicurare delle aziende – continua Boldrini – è lo slittamento delle misure per le assicurazioni agevolate contenute nella PAC e nei Piani di Sviluppo Rurale al 2015, misure che dovevano assicurare una copertura della PLV a costi sostenibili. Questo gap si farà sentire in questo 2014, già iniziato con un inverno caldo e piovoso, sintomo di cambiamenti climatici che non si possono più prevedere perché anche le calamità sembrano aver perso la loro “storicità”. Le compagnie assicurative stesse potrebbero inoltre trovarsi in seria difficoltà ad assicurare per danni naturali così estesi, come la siccità o l’eccesso di pioggia che riguardano, spesso, aree molto vaste del nostro paese. A mio parere – conclude Boldrini – è stato incauto, da parte delle istituzioni, chiudere una forma di copertura quando non è ancora strutturata un’altra che la possa compensare. Occorreva dare alle imprese , con un certo anticipo, la possibilità di tutelare realmente il loro reddito, sia dalle calamità naturali – fin troppo ricorrenti - che dalle oscillazioni di mercato. Non si possono lasciare le nostre imprese in balia di un vuoto di strumenti, soprattutto se sono fondamentali per tutelare il loro rischio d’impresa in un periodo già molto critico per il settore.»
Cia Ferrara lancia l’allarme sull’azzeramento dei risarcimenti diretti per calamità e le assicurazioni agevolate, ancora poco utilizzate dalle imprese. Nel 2014 a rischio il reddito delle aziende che avranno danni seri a livello colturale e produttivo
Solo il 10% delle aziende agricole italiane stipula una polizza multirischio, quella più completa che copre il mancato reddito aziendale, e il restante delle imprese rimane, letteralmente, in balia degli eventi atmosferici e dei mercati. Una situazione che, secondo Cia Ferrara, si aggraverà ulteriormente nel 2014, per una contingenza di fattori che contribuiranno a creare un vero e proprio rischio reddituale per il settore. «I 120 milioni di euro che compongono il Fondo di Solidarietà Nazionale sono stati spostati a finanziare le assicurazioni agricole agevolate – spiega Lorenzo Boldrini, presidente provinciale di Cia Ferrara – che dovrebbero diventare, una volta entrate a regime, lo strumento di tutela primario del reddito agricolo. L’idea era quella di passare da una fase di risarcimento diretto da parte dello Stato a una fase assicurativa con polizze plurischio e multirischio agevolate, a copertura delle calamità naturali e del mancato introito aziendale. Il problema – continua Boldrini – è che il quasi totale azzeramento dei risarcimenti diretti alle aziende è effettivo mentre la tendenza ad assicurare la propria azienda non è ancora un’abitudine degli agricoltori ferraresi. Esiste, dunque, il rischio concreto che nel 2014 la protezione reale dalle calamità sia precaria e poco diffusa. Perché è vero che ci sono ancora alcune forme di risarcimento diretto ma sono minime o sottoforma di sgravi fiscali che non forniscono liquidità immediata e non consentono di fare bilancio e reddito, a fronte di gravi danni colturali. Le assicurazioni poi, che sono invece uno strumento fondamentale per l’azienda, sono considerate ancora troppo costose. Un altro fattore che inciderà sulla tendenza ad assicurare delle aziende – continua Boldrini – è lo slittamento delle misure per le assicurazioni agevolate contenute nella PAC e nei Piani di Sviluppo Rurale al 2015, misure che dovevano assicurare una copertura della PLV a costi sostenibili. Questo gap si farà sentire in questo 2014, già iniziato con un inverno caldo e piovoso, sintomo di cambiamenti climatici che non si possono più prevedere perché anche le calamità sembrano aver perso la loro “storicità”. Le compagnie assicurative stesse potrebbero inoltre trovarsi in seria difficoltà ad assicurare per danni naturali così estesi, come la siccità o l’eccesso di pioggia che riguardano, spesso, aree molto vaste del nostro paese. A mio parere – conclude Boldrini – è stato incauto, da parte delle istituzioni, chiudere una forma di copertura quando non è ancora strutturata un’altra che la possa compensare. Occorreva dare alle imprese , con un certo anticipo, la possibilità di tutelare realmente il loro reddito, sia dalle calamità naturali – fin troppo ricorrenti - che dalle oscillazioni di mercato. Non si possono lasciare le nostre imprese in balia di un vuoto di strumenti, soprattutto se sono fondamentali per tutelare il loro rischio d’impresa in un periodo già molto critico per il settore.»
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mercoledì 8 gennaio 2014
COLDIRETTI: LEGGE DI STABILITA’ 2014, ECCO LE NOVITA’ PER L’AGRICOLTURA
Fonte: Coldiretti Ferrara
Stop all’IMU per i fabbricati rurali, ripristino delle agevolazioni per la proprietà contadina, affitto di terreni agricoli demaniali ai giovani, copertura del fondo assicurativo, fondi per l’export agroalimentare e per la lotta alle contraffazioni, risorse per fondi strutturali e altro ancora nel provvedimento che a fine anno è stato approvato dal parlamento.
“Siamo di fronte ad un provvedimento positivo per il settore, pur nelle difficoltà di rispondere concretamente ai tanti problemi sul tappeto – commenta il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – come per l’IMU, che per i fabbricati significava una doppia imposizione. Ma è molto importante l’aver reintrodotto le agevolazioni per i coltivatori diretti e per gli imprenditori professionali per gli atti di acquisti di terreni da destinare all’attività agricola, così come la previsione dell’affitto a canoni equi di terreni demaniali a giovani agricoltori. Esce rafforzata dunque la previsione di supportare le imprese agricole professionali, alle quali destinare attenzione e risorse nel momento in cui le disponibilità finanziarie sono in calo. Peraltro – aggiunge Guinelli – non è solo una questione di denaro disponibile, molto spesso si tratta di mettere in atto regole efficaci per il sostegno del nostro sistema produttivo. Ad esempio per attuare le norme sull’etichettatura d’origine, per difendere il vero made in Italy, per rendere note le aziende che importano i prodotti alimentari, rendere operativa la legge sul divieto di pratiche commerciali sleali, la finalizzazione di incentivi in modo esclusivo ad imprese e cooperative che possano garantire filiere agricole dal campo alla tavola effettivamente italiane. Insomma tutto ciò che serve per dare opportunità di sviluppo e contrastare contraffazione in uno dei settori che sta contribuendo in modo decisivo all’economia italiana”.
Ecco in sintesi le principali novità che interessano le imprese agricole.
- A partire dal 2014 i fabbricati rurali sono esentati dall'Imu e avranno aliquota Tasi fissata con un limite massimo dell'uno per mille. È inoltre ridotto da 110 a 75 il moltiplicatore per i terreni agricoli di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola.
- Il 20 per cento dei terreni agricoli demaniali verrà riservato per l'affitto agli under 40 per favorire il ricambio generazionale nel comparto agricolo. La norma prevede anche un meccanismo di determinazione del canone in grado di evitare operazioni speculative finalizzate all'innalzamento dello stesso, individuando al contempo un parametro di riferimento certo nell'applicazione della procedura. Il provvedimento prevede che gli interventi per l'accesso al mercato dei capitali gestisti da Ismea attraverso il Fondo di Capitale di Rischio siano prioritariamente destinati alle imprese agricole ed agroalimentari condotte da giovani.
- Ripristinate le agevolazioni tributarie previste per la piccola proprietà contadina e per gli interventi fondiari operati da Ismea. Tali operazioni sconteranno l'imposta di registro ed ipotecaria in misura fissa e imposta catastale all'1%, nel caso in cui il trasferimento dei terreni sia a favore di coltivatori diretti e di imprenditori agricoli professionali. Negli altri casi l'aliquota è fissata al 12%.
- Viene ripristinata anche la facoltà, per le società di persone e di capitali che svolgono esclusivamente attività agricola, di optare per la determinazione del reddito su base catastale anziché in base al bilancio. Potrà poi essere utilizzato anche nel settore agricolo il cinque per cento delle risorse del Fondo di sviluppo e coesione che può essere utilizzato per 'interventi di emergenza con finalità di sviluppo.
- Introdotto un finanziamento di 50 milioni di euro per il 2014 per fondo rotativo per concessione finanziamenti a tasso agevolato alle imprese che esportano. Riservato il 40 per cento in favore imprese del settore agroalimentare. Sono state anche inserite le attività agricole tra quelle finanziabili con fondo per calamità.
- Destinate risorse specifiche per riconoscere l'impegno delle forze dell'ordine, incluso il Corpo forestale dello Stato e i Nac, per il contrasto alla criminalità agro ambientale, mentre un ulteriore stanziamento di 5 milioni di euro, per un totale di 10, è stato deciso in favore del fondo per l'acquisto di derrate alimentari per gli indigenti.
- Previsto anche il ripristino della quota di 5 milioni di euro per il fondo bieticolo saccarifero, che era stato ridotto a 4 milioni nel passaggio al Senato. Per garantire il funzionamentodella flotta aerea antincendio del Corpo forestale dello Stato il Programma"Interventi per soccorsi", è previsto lo stanziamento di 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2014.
- Confermato anche per il 2014 lo stanziamento di 120 milioni di euro sul Fondo di solidarietà nazionale per gli aiuti sulla spesa assicurativa, con i quali sarà possibile coprire integralmente le esigenze di spesa fino all'attuale campagna assicurativa, e partire con la nuova programmazione comunitaria senza soluzioni di continuità che potrebbero mettere a rischio non solo i risultati fino ad oggi ottenuti ma anche i futuri obiettivi di ampliamento del sistema a nuove realtà produttive e territoriali grazie ai nuovi strumenti a disposizione.
- Ancora, in vista di Expo 2015 e al fine di sostenere lo sviluppo e la competitività del sistema agricolo ed alimentare nazionale, sono previsti 60 milioni di euro (di cui 30 mln di euro per il 2014, 15 mln di euro per il 2015, 15 mln di euro per il 2016) per il rifinanziamento della legge 449/99.
- L'articolo 8 della legge di stabilità stanzia le risorse necessarie per la copertura della quota nazionale dei programmi cofinanziati dall'Unione europea per il periodo 2014/2020, nel settore dei fondi strutturali, dello sviluppo rurale e della pesca. Per quanto riguarda lo sviluppo rurale, la norma prevede l'attivazione di un importo compreso tra 9 e 10,4 miliardi di euro, in funzione del tipo di programmazione che verrà scelto, per il 70 per cento a carico dello Stato e per il restante 30 per cento a carico delle Regioni e Province autonome, che si affiancherannoagli altri 10,4 miliardi messi a disposizione dall'Unione europea attraverso il Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale). In questo modo, saràpresto possibile definire, in accordo con le Regioni e i rappresentanti delmondo agricolo, i nuovi programmi di sviluppo rurale, attraverso cui saranno complessivamente resi disponibili 20,8 miliardi di euro nei prossimi 7 anni.
- Trenta milioni di euro sono andati per la cassa integrazione in deroga settore pesca.
Stop all’IMU per i fabbricati rurali, ripristino delle agevolazioni per la proprietà contadina, affitto di terreni agricoli demaniali ai giovani, copertura del fondo assicurativo, fondi per l’export agroalimentare e per la lotta alle contraffazioni, risorse per fondi strutturali e altro ancora nel provvedimento che a fine anno è stato approvato dal parlamento.
“Siamo di fronte ad un provvedimento positivo per il settore, pur nelle difficoltà di rispondere concretamente ai tanti problemi sul tappeto – commenta il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – come per l’IMU, che per i fabbricati significava una doppia imposizione. Ma è molto importante l’aver reintrodotto le agevolazioni per i coltivatori diretti e per gli imprenditori professionali per gli atti di acquisti di terreni da destinare all’attività agricola, così come la previsione dell’affitto a canoni equi di terreni demaniali a giovani agricoltori. Esce rafforzata dunque la previsione di supportare le imprese agricole professionali, alle quali destinare attenzione e risorse nel momento in cui le disponibilità finanziarie sono in calo. Peraltro – aggiunge Guinelli – non è solo una questione di denaro disponibile, molto spesso si tratta di mettere in atto regole efficaci per il sostegno del nostro sistema produttivo. Ad esempio per attuare le norme sull’etichettatura d’origine, per difendere il vero made in Italy, per rendere note le aziende che importano i prodotti alimentari, rendere operativa la legge sul divieto di pratiche commerciali sleali, la finalizzazione di incentivi in modo esclusivo ad imprese e cooperative che possano garantire filiere agricole dal campo alla tavola effettivamente italiane. Insomma tutto ciò che serve per dare opportunità di sviluppo e contrastare contraffazione in uno dei settori che sta contribuendo in modo decisivo all’economia italiana”.
Ecco in sintesi le principali novità che interessano le imprese agricole.
- A partire dal 2014 i fabbricati rurali sono esentati dall'Imu e avranno aliquota Tasi fissata con un limite massimo dell'uno per mille. È inoltre ridotto da 110 a 75 il moltiplicatore per i terreni agricoli di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola.
- Il 20 per cento dei terreni agricoli demaniali verrà riservato per l'affitto agli under 40 per favorire il ricambio generazionale nel comparto agricolo. La norma prevede anche un meccanismo di determinazione del canone in grado di evitare operazioni speculative finalizzate all'innalzamento dello stesso, individuando al contempo un parametro di riferimento certo nell'applicazione della procedura. Il provvedimento prevede che gli interventi per l'accesso al mercato dei capitali gestisti da Ismea attraverso il Fondo di Capitale di Rischio siano prioritariamente destinati alle imprese agricole ed agroalimentari condotte da giovani.
- Ripristinate le agevolazioni tributarie previste per la piccola proprietà contadina e per gli interventi fondiari operati da Ismea. Tali operazioni sconteranno l'imposta di registro ed ipotecaria in misura fissa e imposta catastale all'1%, nel caso in cui il trasferimento dei terreni sia a favore di coltivatori diretti e di imprenditori agricoli professionali. Negli altri casi l'aliquota è fissata al 12%.
- Viene ripristinata anche la facoltà, per le società di persone e di capitali che svolgono esclusivamente attività agricola, di optare per la determinazione del reddito su base catastale anziché in base al bilancio. Potrà poi essere utilizzato anche nel settore agricolo il cinque per cento delle risorse del Fondo di sviluppo e coesione che può essere utilizzato per 'interventi di emergenza con finalità di sviluppo.
- Introdotto un finanziamento di 50 milioni di euro per il 2014 per fondo rotativo per concessione finanziamenti a tasso agevolato alle imprese che esportano. Riservato il 40 per cento in favore imprese del settore agroalimentare. Sono state anche inserite le attività agricole tra quelle finanziabili con fondo per calamità.
- Destinate risorse specifiche per riconoscere l'impegno delle forze dell'ordine, incluso il Corpo forestale dello Stato e i Nac, per il contrasto alla criminalità agro ambientale, mentre un ulteriore stanziamento di 5 milioni di euro, per un totale di 10, è stato deciso in favore del fondo per l'acquisto di derrate alimentari per gli indigenti.
- Previsto anche il ripristino della quota di 5 milioni di euro per il fondo bieticolo saccarifero, che era stato ridotto a 4 milioni nel passaggio al Senato. Per garantire il funzionamentodella flotta aerea antincendio del Corpo forestale dello Stato il Programma"Interventi per soccorsi", è previsto lo stanziamento di 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2014.
- Confermato anche per il 2014 lo stanziamento di 120 milioni di euro sul Fondo di solidarietà nazionale per gli aiuti sulla spesa assicurativa, con i quali sarà possibile coprire integralmente le esigenze di spesa fino all'attuale campagna assicurativa, e partire con la nuova programmazione comunitaria senza soluzioni di continuità che potrebbero mettere a rischio non solo i risultati fino ad oggi ottenuti ma anche i futuri obiettivi di ampliamento del sistema a nuove realtà produttive e territoriali grazie ai nuovi strumenti a disposizione.
- Ancora, in vista di Expo 2015 e al fine di sostenere lo sviluppo e la competitività del sistema agricolo ed alimentare nazionale, sono previsti 60 milioni di euro (di cui 30 mln di euro per il 2014, 15 mln di euro per il 2015, 15 mln di euro per il 2016) per il rifinanziamento della legge 449/99.
- L'articolo 8 della legge di stabilità stanzia le risorse necessarie per la copertura della quota nazionale dei programmi cofinanziati dall'Unione europea per il periodo 2014/2020, nel settore dei fondi strutturali, dello sviluppo rurale e della pesca. Per quanto riguarda lo sviluppo rurale, la norma prevede l'attivazione di un importo compreso tra 9 e 10,4 miliardi di euro, in funzione del tipo di programmazione che verrà scelto, per il 70 per cento a carico dello Stato e per il restante 30 per cento a carico delle Regioni e Province autonome, che si affiancherannoagli altri 10,4 miliardi messi a disposizione dall'Unione europea attraverso il Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale). In questo modo, saràpresto possibile definire, in accordo con le Regioni e i rappresentanti delmondo agricolo, i nuovi programmi di sviluppo rurale, attraverso cui saranno complessivamente resi disponibili 20,8 miliardi di euro nei prossimi 7 anni.
- Trenta milioni di euro sono andati per la cassa integrazione in deroga settore pesca.
lunedì 16 dicembre 2013
PAC, DE GIROLAMO: RICONSIDERARE PERCENTUALE DI CONTRIBUTO PER ASSICURAZIONI SVILUPPO RURALE
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Per quanto concerne i regolamenti sulla riforma della Politica agricola comune mi trovo costretta a dover esprimere il rammarico sulla mancata soluzione alla questione relativa alla percentuale di contributo per la misura assicurazioni dello Sviluppo rurale”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, nel corso dei lavori del Consiglio europeo dei Ministri dell’agricoltura e della pesca. “La percentuale – ha spiegato il Ministro De Girolamo – è rimasta al 65%, mentre nell’accordo di giugno era stata fissata al 75% per armonizzare le varie percentuali di aiuto sulle assicurazioni che sono molto diverse in funzione degli strumenti finanziari attivabili. Ma anche per consentire agli Stati membri di semplificare il processo programmatorio e la successiva gestione dei vari interventi. Nonostante su questa problematica vi è stata convergenza sia sul contenuto che sulla volontà di rettificare la percentuale riportandola al 75%, purtroppo ci duole constatare che alla fine è rimasto il valore del 65%. Al riguardo – ha concluso il Ministro – abbiamo trasmesso una apposita dichiarazione che sarà allegata alla minuta e chiedo pertanto che la problematica venga al più presto riconsiderata, nel contesto delle prossime iniziative regolamentari riguardanti la riforma della Politica agricola comune”.
“Per quanto concerne i regolamenti sulla riforma della Politica agricola comune mi trovo costretta a dover esprimere il rammarico sulla mancata soluzione alla questione relativa alla percentuale di contributo per la misura assicurazioni dello Sviluppo rurale”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, nel corso dei lavori del Consiglio europeo dei Ministri dell’agricoltura e della pesca. “La percentuale – ha spiegato il Ministro De Girolamo – è rimasta al 65%, mentre nell’accordo di giugno era stata fissata al 75% per armonizzare le varie percentuali di aiuto sulle assicurazioni che sono molto diverse in funzione degli strumenti finanziari attivabili. Ma anche per consentire agli Stati membri di semplificare il processo programmatorio e la successiva gestione dei vari interventi. Nonostante su questa problematica vi è stata convergenza sia sul contenuto che sulla volontà di rettificare la percentuale riportandola al 75%, purtroppo ci duole constatare che alla fine è rimasto il valore del 65%. Al riguardo – ha concluso il Ministro – abbiamo trasmesso una apposita dichiarazione che sarà allegata alla minuta e chiedo pertanto che la problematica venga al più presto riconsiderata, nel contesto delle prossime iniziative regolamentari riguardanti la riforma della Politica agricola comune”.
venerdì 7 dicembre 2012
AMBIENTE, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “BENE CLINI A PREVEDERE STRATEGIE DI DIFESA DEL TERRITORIO E RIFORESTAZIONE. OGNI NUOVO ALBERO ABBATTE 700 KG DI CO2”
Fonte: Confagricoltura
“Confagricoltura già due anni fa, proprio in Sicilia in un Forum a Taormina, aveva lanciato il progetto di rimboschimento con specie autoctone delle aree marginali. Mi fa piacere che oggi il ministro per l’Ambiente Clini, nella bozza di delibera Cipe che ha presentato, ponga tra le priorità della Strategia nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici proprio quello della forestazione dei terreni degradati e dismessi”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, intervenendo oggi a Siracusa ad un seminario dell’organizzazione territoriale sul ruolo dell’agricoltura nel sequestro della CO2 atmosferica. Soffermandosi sempre sulla bozza di delibera Cipe, il presidente di Confagricoltura ha apprezzato che la strategia sia quello di muoversi in una logica di prevenzione e manutenzione del territorio, prevedendo ad esempio interventi inerenti i corsi d’acqua, la regimazione idraulica, la ricalibratura e la pulizia degli alvei. Il programma di difesa del territorio sarà finanziato usando il 40% dei proventi delle aste per i permessi di emissione di anidride carbonica. “Sarà importante che tali fondi – ha detto Guidi - vadano anche a compensare gli agricoltori per la gestione dei boschi. Più di 10 milioni di tonnellate di CO2 sono utilizzate per abbattere le emissioni calcolate per l’Italia, ma chi gestisce i boschi non prende un euro come credito acquisito”. Infine, il presidente di Confagricoltura si è soffermato sulla proposta del ministro Clini di un’assicurazione contro le calamità naturali: “E’ una misura positiva ed in sintonia con la riforma della PAC, però occorre evitare, in relazione all'obbligatorietà - ha concluso - che i costi aumentino fortemente e siano insostenibili, come potrebbe avvenire per le aziende ubicate in zone dichiarate a rischio. Assicurarsi non deve essere l’alibi per lo Stato per non ‘investire’ in prevenzione. Solo se Governo, Regioni metteranno in piedi tutte le azioni necessarie per prevenire e limitare i danni in caso di calamità, le assicurazioni potranno abbattere i premi assicurativi”.
“Confagricoltura già due anni fa, proprio in Sicilia in un Forum a Taormina, aveva lanciato il progetto di rimboschimento con specie autoctone delle aree marginali. Mi fa piacere che oggi il ministro per l’Ambiente Clini, nella bozza di delibera Cipe che ha presentato, ponga tra le priorità della Strategia nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici proprio quello della forestazione dei terreni degradati e dismessi”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, intervenendo oggi a Siracusa ad un seminario dell’organizzazione territoriale sul ruolo dell’agricoltura nel sequestro della CO2 atmosferica. Soffermandosi sempre sulla bozza di delibera Cipe, il presidente di Confagricoltura ha apprezzato che la strategia sia quello di muoversi in una logica di prevenzione e manutenzione del territorio, prevedendo ad esempio interventi inerenti i corsi d’acqua, la regimazione idraulica, la ricalibratura e la pulizia degli alvei. Il programma di difesa del territorio sarà finanziato usando il 40% dei proventi delle aste per i permessi di emissione di anidride carbonica. “Sarà importante che tali fondi – ha detto Guidi - vadano anche a compensare gli agricoltori per la gestione dei boschi. Più di 10 milioni di tonnellate di CO2 sono utilizzate per abbattere le emissioni calcolate per l’Italia, ma chi gestisce i boschi non prende un euro come credito acquisito”. Infine, il presidente di Confagricoltura si è soffermato sulla proposta del ministro Clini di un’assicurazione contro le calamità naturali: “E’ una misura positiva ed in sintonia con la riforma della PAC, però occorre evitare, in relazione all'obbligatorietà - ha concluso - che i costi aumentino fortemente e siano insostenibili, come potrebbe avvenire per le aziende ubicate in zone dichiarate a rischio. Assicurarsi non deve essere l’alibi per lo Stato per non ‘investire’ in prevenzione. Solo se Governo, Regioni metteranno in piedi tutte le azioni necessarie per prevenire e limitare i danni in caso di calamità, le assicurazioni potranno abbattere i premi assicurativi”.
mercoledì 28 luglio 2010
SENATO, GALAN: PRONTO UN PACCHETTO PER ESIGENZE INDIFFERIBILI AGRICOLTURA ITALIANA
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
"Sto lavorando ad un pacchetto dedicato all'agricoltura, e ai problemi indifferibili del settore, che porterò in Consiglio dei Ministri e per questo ho battuto numerosi colpi con il Ministero del Tesoro e con quello del Lavoro."
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, intervenendo in Commissione agricoltura al Senato.
“Fra i provvedimenti previsti uno fondamentale è per le agevolazioni sul costo del lavoro per le zone disagiate (SCAU). Inoltre non possiamo più rinviare la questione del settore Bieiticolo-saccarifero. E’ stato il primo problema che mi sono trovato a dover affrontare da Ministro. 21 milioni – ha proseguito Galan - sono stati messi in campo poco dopo il mio insediamento, e sono a disposizione, gli altri 65 saranno nel pacchetto di cui vi sto parlando. Mi assumo l'obbligo di risolvere questo problema e quando assumo un impegno lo mantengo.”
Inoltre il Ministro è intervenuto sulle assicurazioni in agricoltura sostenendo che “Per il 2011 e' opportuna una campagna assicurativa più ambiziosa, anche in vista della nuova Politica agricola comune e alla luce della crescente importanza da attribuire al settore assicurativo nel settore primario.”
"Sto lavorando ad un pacchetto dedicato all'agricoltura, e ai problemi indifferibili del settore, che porterò in Consiglio dei Ministri e per questo ho battuto numerosi colpi con il Ministero del Tesoro e con quello del Lavoro."
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, intervenendo in Commissione agricoltura al Senato.
“Fra i provvedimenti previsti uno fondamentale è per le agevolazioni sul costo del lavoro per le zone disagiate (SCAU). Inoltre non possiamo più rinviare la questione del settore Bieiticolo-saccarifero. E’ stato il primo problema che mi sono trovato a dover affrontare da Ministro. 21 milioni – ha proseguito Galan - sono stati messi in campo poco dopo il mio insediamento, e sono a disposizione, gli altri 65 saranno nel pacchetto di cui vi sto parlando. Mi assumo l'obbligo di risolvere questo problema e quando assumo un impegno lo mantengo.”
Inoltre il Ministro è intervenuto sulle assicurazioni in agricoltura sostenendo che “Per il 2011 e' opportuna una campagna assicurativa più ambiziosa, anche in vista della nuova Politica agricola comune e alla luce della crescente importanza da attribuire al settore assicurativo nel settore primario.”
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