Fonte: Coldiretti Ferrara
Stop all’IMU per i fabbricati rurali, ripristino delle agevolazioni per la proprietà contadina, affitto di terreni agricoli demaniali ai giovani, copertura del fondo assicurativo, fondi per l’export agroalimentare e per la lotta alle contraffazioni, risorse per fondi strutturali e altro ancora nel provvedimento che a fine anno è stato approvato dal parlamento.
“Siamo di fronte ad un provvedimento positivo per il settore, pur nelle difficoltà di rispondere concretamente ai tanti problemi sul tappeto – commenta il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – come per l’IMU, che per i fabbricati significava una doppia imposizione. Ma è molto importante l’aver reintrodotto le agevolazioni per i coltivatori diretti e per gli imprenditori professionali per gli atti di acquisti di terreni da destinare all’attività agricola, così come la previsione dell’affitto a canoni equi di terreni demaniali a giovani agricoltori. Esce rafforzata dunque la previsione di supportare le imprese agricole professionali, alle quali destinare attenzione e risorse nel momento in cui le disponibilità finanziarie sono in calo. Peraltro – aggiunge Guinelli – non è solo una questione di denaro disponibile, molto spesso si tratta di mettere in atto regole efficaci per il sostegno del nostro sistema produttivo. Ad esempio per attuare le norme sull’etichettatura d’origine, per difendere il vero made in Italy, per rendere note le aziende che importano i prodotti alimentari, rendere operativa la legge sul divieto di pratiche commerciali sleali, la finalizzazione di incentivi in modo esclusivo ad imprese e cooperative che possano garantire filiere agricole dal campo alla tavola effettivamente italiane. Insomma tutto ciò che serve per dare opportunità di sviluppo e contrastare contraffazione in uno dei settori che sta contribuendo in modo decisivo all’economia italiana”.
Ecco in sintesi le principali novità che interessano le imprese agricole.
- A partire dal 2014 i fabbricati rurali sono esentati dall'Imu e avranno aliquota Tasi fissata con un limite massimo dell'uno per mille. È inoltre ridotto da 110 a 75 il moltiplicatore per i terreni agricoli di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola.
- Il 20 per cento dei terreni agricoli demaniali verrà riservato per l'affitto agli under 40 per favorire il ricambio generazionale nel comparto agricolo. La norma prevede anche un meccanismo di determinazione del canone in grado di evitare operazioni speculative finalizzate all'innalzamento dello stesso, individuando al contempo un parametro di riferimento certo nell'applicazione della procedura. Il provvedimento prevede che gli interventi per l'accesso al mercato dei capitali gestisti da Ismea attraverso il Fondo di Capitale di Rischio siano prioritariamente destinati alle imprese agricole ed agroalimentari condotte da giovani.
- Ripristinate le agevolazioni tributarie previste per la piccola proprietà contadina e per gli interventi fondiari operati da Ismea. Tali operazioni sconteranno l'imposta di registro ed ipotecaria in misura fissa e imposta catastale all'1%, nel caso in cui il trasferimento dei terreni sia a favore di coltivatori diretti e di imprenditori agricoli professionali. Negli altri casi l'aliquota è fissata al 12%.
- Viene ripristinata anche la facoltà, per le società di persone e di capitali che svolgono esclusivamente attività agricola, di optare per la determinazione del reddito su base catastale anziché in base al bilancio. Potrà poi essere utilizzato anche nel settore agricolo il cinque per cento delle risorse del Fondo di sviluppo e coesione che può essere utilizzato per 'interventi di emergenza con finalità di sviluppo.
- Introdotto un finanziamento di 50 milioni di euro per il 2014 per fondo rotativo per concessione finanziamenti a tasso agevolato alle imprese che esportano. Riservato il 40 per cento in favore imprese del settore agroalimentare. Sono state anche inserite le attività agricole tra quelle finanziabili con fondo per calamità.
- Destinate risorse specifiche per riconoscere l'impegno delle forze dell'ordine, incluso il Corpo forestale dello Stato e i Nac, per il contrasto alla criminalità agro ambientale, mentre un ulteriore stanziamento di 5 milioni di euro, per un totale di 10, è stato deciso in favore del fondo per l'acquisto di derrate alimentari per gli indigenti.
- Previsto anche il ripristino della quota di 5 milioni di euro per il fondo bieticolo saccarifero, che era stato ridotto a 4 milioni nel passaggio al Senato. Per garantire il funzionamentodella flotta aerea antincendio del Corpo forestale dello Stato il Programma"Interventi per soccorsi", è previsto lo stanziamento di 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2014.
- Confermato anche per il 2014 lo stanziamento di 120 milioni di euro sul Fondo di solidarietà nazionale per gli aiuti sulla spesa assicurativa, con i quali sarà possibile coprire integralmente le esigenze di spesa fino all'attuale campagna assicurativa, e partire con la nuova programmazione comunitaria senza soluzioni di continuità che potrebbero mettere a rischio non solo i risultati fino ad oggi ottenuti ma anche i futuri obiettivi di ampliamento del sistema a nuove realtà produttive e territoriali grazie ai nuovi strumenti a disposizione.
- Ancora, in vista di Expo 2015 e al fine di sostenere lo sviluppo e la competitività del sistema agricolo ed alimentare nazionale, sono previsti 60 milioni di euro (di cui 30 mln di euro per il 2014, 15 mln di euro per il 2015, 15 mln di euro per il 2016) per il rifinanziamento della legge 449/99.
- L'articolo 8 della legge di stabilità stanzia le risorse necessarie per la copertura della quota nazionale dei programmi cofinanziati dall'Unione europea per il periodo 2014/2020, nel settore dei fondi strutturali, dello sviluppo rurale e della pesca. Per quanto riguarda lo sviluppo rurale, la norma prevede l'attivazione di un importo compreso tra 9 e 10,4 miliardi di euro, in funzione del tipo di programmazione che verrà scelto, per il 70 per cento a carico dello Stato e per il restante 30 per cento a carico delle Regioni e Province autonome, che si affiancherannoagli altri 10,4 miliardi messi a disposizione dall'Unione europea attraverso il Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale). In questo modo, saràpresto possibile definire, in accordo con le Regioni e i rappresentanti delmondo agricolo, i nuovi programmi di sviluppo rurale, attraverso cui saranno complessivamente resi disponibili 20,8 miliardi di euro nei prossimi 7 anni.
- Trenta milioni di euro sono andati per la cassa integrazione in deroga settore pesca.
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mercoledì 8 gennaio 2014
COLDIRETTI: LEGGE DI STABILITA’ 2014, ECCO LE NOVITA’ PER L’AGRICOLTURA
lunedì 24 giugno 2013
COLDIRETTI, BENE STOP FORMAGGI E SALUMI, FALSO ITALIA VALE 60 MLD
Fonte: Coldiretti Ferrara
La contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari Made in Italy fa perdere all’Italia oltre 60 miliardi di euro di fatturato che potrebbero generare reddito e lavoro in un difficile momento di crisi. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l’ operazione del Corpo forestale dello Stato che ha scoperto tra le province di Modena e Grosseto un commercio illegale di formaggi e affettati venduti come Made in Italy, ma in realtà provenienti dalla Germania e dalla Repubblica Ceca. La lotta alla contraffazione e alla pirateria rappresentano per le Istituzioni – sottolinea la Coldiretti - un’area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese. Per questo per supportare l’ottima attività delle forze dell’ordine occorre stringere le maglie larghe della legislazione nazionale e comunitaria con l’estensione a tutti i prodotti - precisa la Coldiretti - dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle materie prime impiegate negli alimenti. Tre prosciutti su quattro venduti in Italia sono in realtà ottenuti da maiali allevati all’estero mentre circa la metà delle mozzarelle è fatta con latte straniero come pure tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro, ma questo – denuncia la Coldiretti – il consumatore non può saperlo perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta. In generale secondo l’indagine Coldiretti/Eurispes, il 33 per cento dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati (per un valore di 51 miliardi di euro) deriva da materie prime importate e rivendute col marchio Made in Italy. Eppure in Europa si procede con estrema lentezza anche per effetto della pressione delle lobby con il Regolamento (Ue) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori approvato nel novembre 2011 che entrerà in vigore solo il 13 dicembre 2014 per l’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle carni suine, ovine, caprine e dei volatili mentre per le carni diverse come quella di coniglio e per il latte e formaggi tale data - continua la Coldiretti - rappresenta solo una scadenza per la presentazione di uno studio di fattibilità. Ad oggi, quindi, in Europa è in vigore l’obbligo di indicare l’origine della carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza mentre dal 2003 è d'obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca, dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova, a partire dal primo agosto 2004 l'obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto e dal 1° luglio 2009 l’obbligo di indicare anche l’origine delle olive impiegate nell’olio. Ma l’etichetta - precisa la Coldiretti - resta anonima oltre che per gli altri tipi di carne anche per i salumi, i succhi di frutta, la pasta ed i formaggi. L’Italia sotto il pressing della Coldiretti è all’avanguardia in questo percorso: il 7 giugno 2005 è scattato l’obbligo di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco; dal 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy per effetto dell'influenza aviaria; a partire dal 1 gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro.
La contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari Made in Italy fa perdere all’Italia oltre 60 miliardi di euro di fatturato che potrebbero generare reddito e lavoro in un difficile momento di crisi. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l’ operazione del Corpo forestale dello Stato che ha scoperto tra le province di Modena e Grosseto un commercio illegale di formaggi e affettati venduti come Made in Italy, ma in realtà provenienti dalla Germania e dalla Repubblica Ceca. La lotta alla contraffazione e alla pirateria rappresentano per le Istituzioni – sottolinea la Coldiretti - un’area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese. Per questo per supportare l’ottima attività delle forze dell’ordine occorre stringere le maglie larghe della legislazione nazionale e comunitaria con l’estensione a tutti i prodotti - precisa la Coldiretti - dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle materie prime impiegate negli alimenti. Tre prosciutti su quattro venduti in Italia sono in realtà ottenuti da maiali allevati all’estero mentre circa la metà delle mozzarelle è fatta con latte straniero come pure tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro, ma questo – denuncia la Coldiretti – il consumatore non può saperlo perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta. In generale secondo l’indagine Coldiretti/Eurispes, il 33 per cento dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati (per un valore di 51 miliardi di euro) deriva da materie prime importate e rivendute col marchio Made in Italy. Eppure in Europa si procede con estrema lentezza anche per effetto della pressione delle lobby con il Regolamento (Ue) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori approvato nel novembre 2011 che entrerà in vigore solo il 13 dicembre 2014 per l’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle carni suine, ovine, caprine e dei volatili mentre per le carni diverse come quella di coniglio e per il latte e formaggi tale data - continua la Coldiretti - rappresenta solo una scadenza per la presentazione di uno studio di fattibilità. Ad oggi, quindi, in Europa è in vigore l’obbligo di indicare l’origine della carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza mentre dal 2003 è d'obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca, dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova, a partire dal primo agosto 2004 l'obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto e dal 1° luglio 2009 l’obbligo di indicare anche l’origine delle olive impiegate nell’olio. Ma l’etichetta - precisa la Coldiretti - resta anonima oltre che per gli altri tipi di carne anche per i salumi, i succhi di frutta, la pasta ed i formaggi. L’Italia sotto il pressing della Coldiretti è all’avanguardia in questo percorso: il 7 giugno 2005 è scattato l’obbligo di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco; dal 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy per effetto dell'influenza aviaria; a partire dal 1 gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro.
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