Fonte: Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara
Nel territorio totalmente di pianura in cui opera il Consorzio di Bonifica la proliferazione di colonie del roditore “nutria” è da tempo un fenomeno molto preoccupante per i riflessi diretti sulla sicurezza idraulica ed anche per l’attività di derivazione irrigua.
Questa massiva presenza, alla luce delle caratteristiche comportamentali della specie che si manifesta con la realizzazione di tane e cunicoli in prossimità di corsi d’acqua naturali e artificiali, indebolisce in maniera significativa le condizioni di solidità e sicurezza di manufatti di contenimento e regimazione delle acque, con conseguente innalzamento di possibili situazioni di allagamento di zone urbanizzate e agricole, ed interruzioni di distribuzione irrigua ai fini agricoli ed ambientali.
L’attività del Consorzio è tesa ad intervenire per consolidare sponde ed argini che presentano possibili cedimenti. Questa azione è fortemente onerosa e può risultare inefficace se non affiancata da una sistematica azione di contenimento delle nutrie sul territorio, secondo le modalità previste dalle ordinanze comunali.
martedì 3 marzo 2015
lunedì 2 marzo 2015
CONFAGRICOLTURA E ASCOM INSIEME PER LA GRANFONDO DEL PO
Fonte: Confagricoltura Ferrara
Successo per la gara che ha saputo valorizzare le bellezze dei territori bagnati dal Grande Fiume
“La bellezza del nostro territorio risiede sicuramente nelle nostre radici artistico culturali, ma giocano un ruolo di assoluto prestigio anche il nostro ambiente agricolo e le aziende che ogni giorno producono eccellenze” commenta il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli all’indomani del successo della “Granfondo del Po”, la gara ciclistica amatoriale organizzata dall’associazione sportiva dilettantistica Po River e da Link Tours, con il contributo di Ascom Confcommercio Ferrara e Confagricoltura Ferrara e con il patrocinio dei 16 comuni sui quali si sono sviluppati i 133 km di percorso tra Emilia Romagna e Veneto. 600 i corridori che hanno gareggiato durante la competizione che rientra all’interno dell’UNESCO Cycling Tour. Non si è trattato solo di una semplice gara, ma è stata un’occasione per promuovere il nostro territorio e farlo conoscere ed apprezzare a tutti i partecipanti, soprattutto a coloro che sono arrivati da fuori regione e dall’estero. “Abbiamo deciso di supportare questa manifestazione attraverso la partecipazione attiva di alcune nostre aziende agricole” prosegue il Presidente Scaramagli: Agriturismo i Due Laghi del Verginese (Gambulaga), Riso Cenacchi (Serravalle), Corte Madonnina (Pomposa), Sartorato Archimede (Mesola), Soc. Agr. Deltabio s.s. (Codigoro), Ferrini Marcello (Massa Fiscaglia) sono le aziende che hanno fornito i propri prodotti per il confezionamento dei pacchi gara, dei premi, per il rifornimento dei 3 punti ristoro dislocati lungo il percorso e per il “pasta party” presso il ristorante “Le Querce” del Cus Ferrara. Dal canto suo il Presidente provinciale di Ascom Confcommercio Ferrara Giulio Felloni spiega: “Nelle tante sfaccettature del suo lavoro Ascom è impegnata per promo valorizzare con eventi e partnership anche sportive tutta la provincia e le sue eccellenze turistiche ed enogastronomiche, considerando che il turismo è la risorsa autentica del nostro territorio”. Tra le attività associate Ascom coinvolte nelle attività di ristoro ai partecipanti, la storica Macelleria di Alberto Succi (Ferrara), consigliere Ascom e consigliere nazionale di Federcarni.
Successo per la gara che ha saputo valorizzare le bellezze dei territori bagnati dal Grande Fiume
“La bellezza del nostro territorio risiede sicuramente nelle nostre radici artistico culturali, ma giocano un ruolo di assoluto prestigio anche il nostro ambiente agricolo e le aziende che ogni giorno producono eccellenze” commenta il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli all’indomani del successo della “Granfondo del Po”, la gara ciclistica amatoriale organizzata dall’associazione sportiva dilettantistica Po River e da Link Tours, con il contributo di Ascom Confcommercio Ferrara e Confagricoltura Ferrara e con il patrocinio dei 16 comuni sui quali si sono sviluppati i 133 km di percorso tra Emilia Romagna e Veneto. 600 i corridori che hanno gareggiato durante la competizione che rientra all’interno dell’UNESCO Cycling Tour. Non si è trattato solo di una semplice gara, ma è stata un’occasione per promuovere il nostro territorio e farlo conoscere ed apprezzare a tutti i partecipanti, soprattutto a coloro che sono arrivati da fuori regione e dall’estero. “Abbiamo deciso di supportare questa manifestazione attraverso la partecipazione attiva di alcune nostre aziende agricole” prosegue il Presidente Scaramagli: Agriturismo i Due Laghi del Verginese (Gambulaga), Riso Cenacchi (Serravalle), Corte Madonnina (Pomposa), Sartorato Archimede (Mesola), Soc. Agr. Deltabio s.s. (Codigoro), Ferrini Marcello (Massa Fiscaglia) sono le aziende che hanno fornito i propri prodotti per il confezionamento dei pacchi gara, dei premi, per il rifornimento dei 3 punti ristoro dislocati lungo il percorso e per il “pasta party” presso il ristorante “Le Querce” del Cus Ferrara. Dal canto suo il Presidente provinciale di Ascom Confcommercio Ferrara Giulio Felloni spiega: “Nelle tante sfaccettature del suo lavoro Ascom è impegnata per promo valorizzare con eventi e partnership anche sportive tutta la provincia e le sue eccellenze turistiche ed enogastronomiche, considerando che il turismo è la risorsa autentica del nostro territorio”. Tra le attività associate Ascom coinvolte nelle attività di ristoro ai partecipanti, la storica Macelleria di Alberto Succi (Ferrara), consigliere Ascom e consigliere nazionale di Federcarni.
ISTAT, MARTINA: 57 MILA NUOVI OCCUPATI NEL SETTORE AGRICOLO NEL 2014, PUNTIAMO SU COMPETITIVITÀ E SEMPLIFICAZIONI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“L’agricoltura si conferma settore che offre opportunità e contribuisce nella lotta alla disoccupazione, come dimostra la crescita di oltre il 7% del tasso di occupati in un anno, con circa 57 mila nuovi lavoratori. Un risultato che può ancora crescere nel 2015, anno che metterà l'Italia al centro dello scenario internazionale con Expo. Il Governo ha messo in campo negli ultimi 12 mesi azioni concrete e già operative, come lo sgravio di un terzo del costo del lavoro per le aziende che assumono i giovani under 35 nel settore agricolo. Dal 16 febbraio è al lavoro anche la Rete del lavoro agricolo di qualità, che nasce per contribuire nella lotta al lavoro nero e nel contrasto allo sfruttamento e al caporalato. Allo stesso tempo stiamo andando avanti sul versante della semplificazione per rendere più facile la vita dei nostri agricoltori. Puntiamo sulla competitività favorendo l’aggregazione e l'innovazione tecnologica delle imprese agricole e abbiamo come grande obiettivo il taglio della burocrazia inutile. Il ‘piano agricoltura 2.0’, che da questo mese darà la possibilità a circa 700mila aziende di inoltrare la domanda per i fondi europei con un clic da un computer, va in questa direzione. Proprio la settimana scorsa sono diventati operativi altri strumenti previsti da ‘Campolibero’: la concessione di credito d’imposta al 40% per investimenti fino 50 mila euro per l’avvio e lo sviluppo del commercio elettronico, e fino a 400 mila euro per gli investimenti per le reti d’impresa e per l’innovazione. Sono convinto che l'agroalimentare può davvero costituire un volano per la crescita del Paese e da parte del Governo c'è il massimo impegno per la tutela del reddito dei produttori e per creare nuovi posti di lavoro”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha commentato i dati Istat sull’occupazione.
“L’agricoltura si conferma settore che offre opportunità e contribuisce nella lotta alla disoccupazione, come dimostra la crescita di oltre il 7% del tasso di occupati in un anno, con circa 57 mila nuovi lavoratori. Un risultato che può ancora crescere nel 2015, anno che metterà l'Italia al centro dello scenario internazionale con Expo. Il Governo ha messo in campo negli ultimi 12 mesi azioni concrete e già operative, come lo sgravio di un terzo del costo del lavoro per le aziende che assumono i giovani under 35 nel settore agricolo. Dal 16 febbraio è al lavoro anche la Rete del lavoro agricolo di qualità, che nasce per contribuire nella lotta al lavoro nero e nel contrasto allo sfruttamento e al caporalato. Allo stesso tempo stiamo andando avanti sul versante della semplificazione per rendere più facile la vita dei nostri agricoltori. Puntiamo sulla competitività favorendo l’aggregazione e l'innovazione tecnologica delle imprese agricole e abbiamo come grande obiettivo il taglio della burocrazia inutile. Il ‘piano agricoltura 2.0’, che da questo mese darà la possibilità a circa 700mila aziende di inoltrare la domanda per i fondi europei con un clic da un computer, va in questa direzione. Proprio la settimana scorsa sono diventati operativi altri strumenti previsti da ‘Campolibero’: la concessione di credito d’imposta al 40% per investimenti fino 50 mila euro per l’avvio e lo sviluppo del commercio elettronico, e fino a 400 mila euro per gli investimenti per le reti d’impresa e per l’innovazione. Sono convinto che l'agroalimentare può davvero costituire un volano per la crescita del Paese e da parte del Governo c'è il massimo impegno per la tutela del reddito dei produttori e per creare nuovi posti di lavoro”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha commentato i dati Istat sull’occupazione.
COLDIRETTI: FARE L’ORTO ANCHE SENZA TERRA, ARRIVA NELLE SCUOLE IL PERSONAL TRAINER DI CAMPAGNA AMICA
Fonte: Coldiretti Ferrara
Sono ripartite le lezioni del progetto Educazione a Campagna Amica 2015 nelle scuole primarie della nostra provincia. Arriva anche il “kit del contadino Giò” per gli alunni coltivatori per fare un orto anche senza terra.
Spesso l’orto in ambiente urbano contribuisce a preservare aree verdi della città, combattendo l’abbandono ed il degrado, ed in molti casi anche chi non ha terreno disponibile cerca di supplire con la coltivazione su terrazzi e balconi. A questa esigenza risponde il “Kit del contadino Giò”, un orto facile da realizzare, messo a punto da Fondazione Campagna Amica di Coldiretti, che consente di coltivare erbe aromatiche e ortaggi anche senza avere terreno adisposizione. Il kit verrà utilizzato nell’ambito di Educazione alla Campagna Amica, il programma di educazione alimentare promosso da Coldiretti Donne Impresa e Campagna Amica, rivolto agli alunni delle scuole elementari per affiancarli in un percorso di crescita nella conoscenza degli alimenti e nella sana alimentazione. Il programma educativo dell’anno 2015 si ispira proprio ad Expo: “Un orto di classe: curare la terra, nutrire la vita”, e pone al centro l’orto con le sue varie accezioni, familiare, urbano, sociale, agricolo, e accompagnerà insegnanti e alunni attraverso unpercorso multidisciplinare a scoprire tutte le tematiche connesse alla cura della terra, alla riscoperta del rapporto città e campagna, al recupero di conoscenze e tradizioni del territorio e all’adozione di comportamenti responsabili e rispettosi dell’ambiente. Per alunni ed insegnanti Coldiretti Campagna Amica metterà a disposizione anche una figura tecnica che potrà dare consigli pratici per la coltivazione dell’orto: è il personal trainer dell’orto, una novità che per la prima volta viene proposta a tutti gli interessati, e la cui consulenza potrà essere richiesta anche dai cittadini amanti del verde che desiderano coltivare le proprie verdure o frutta nel giardino di casa o sul terrazzo. Per le scuole che non avessero terreno o giardini disponibili, Coldiretti metterà a disposizione il “kit del contadino Giò”, che consiste in due cassoni in legno con terriccio e sistema di irrigazione integrato, di facile utilizzo.
Sono ripartite le lezioni del progetto Educazione a Campagna Amica 2015 nelle scuole primarie della nostra provincia. Arriva anche il “kit del contadino Giò” per gli alunni coltivatori per fare un orto anche senza terra.
Spesso l’orto in ambiente urbano contribuisce a preservare aree verdi della città, combattendo l’abbandono ed il degrado, ed in molti casi anche chi non ha terreno disponibile cerca di supplire con la coltivazione su terrazzi e balconi. A questa esigenza risponde il “Kit del contadino Giò”, un orto facile da realizzare, messo a punto da Fondazione Campagna Amica di Coldiretti, che consente di coltivare erbe aromatiche e ortaggi anche senza avere terreno adisposizione. Il kit verrà utilizzato nell’ambito di Educazione alla Campagna Amica, il programma di educazione alimentare promosso da Coldiretti Donne Impresa e Campagna Amica, rivolto agli alunni delle scuole elementari per affiancarli in un percorso di crescita nella conoscenza degli alimenti e nella sana alimentazione. Il programma educativo dell’anno 2015 si ispira proprio ad Expo: “Un orto di classe: curare la terra, nutrire la vita”, e pone al centro l’orto con le sue varie accezioni, familiare, urbano, sociale, agricolo, e accompagnerà insegnanti e alunni attraverso unpercorso multidisciplinare a scoprire tutte le tematiche connesse alla cura della terra, alla riscoperta del rapporto città e campagna, al recupero di conoscenze e tradizioni del territorio e all’adozione di comportamenti responsabili e rispettosi dell’ambiente. Per alunni ed insegnanti Coldiretti Campagna Amica metterà a disposizione anche una figura tecnica che potrà dare consigli pratici per la coltivazione dell’orto: è il personal trainer dell’orto, una novità che per la prima volta viene proposta a tutti gli interessati, e la cui consulenza potrà essere richiesta anche dai cittadini amanti del verde che desiderano coltivare le proprie verdure o frutta nel giardino di casa o sul terrazzo. Per le scuole che non avessero terreno o giardini disponibili, Coldiretti metterà a disposizione il “kit del contadino Giò”, che consiste in due cassoni in legno con terriccio e sistema di irrigazione integrato, di facile utilizzo.
COLDIRETTI: GIOVEDI’ 5 MARZO A BOLOGNA, ALLE 9,30 IN PIAZZA XX SETTEMBRE CONTRO I FALSI CHE STANNO AFFOSSANDO IL PARMIGIANO
Fonte: Coldiretti Ferrara
Il popolo del Parmigiano Reggiano scende in piazza a Bologna per denunciare una crisi che sta facendo più danni del terremoto di tre anni fa. Tra la “galleria dei nemici del Parmigiano” e la preparazione in piazza di una forma dal latte di vacche rosse, al via il villaggio del latte Coldiretti.
E’ crisi senza precedenti per i formaggi simbolo della nostra regione e del made in Italy: Parmigiano Reggiano e Grana Padano stanno soffrendo e patendo più danni del terremoto che tre anni fa ha fatto cadere a terra centinaia di migliaia di forme e distrutto stalle, caseifici e magazzini. “Il popolo del Parmigiano e del Grana”, con migliaia di produttori, casari, stagionatori, gastronomi e consumatori, si ritroverà con Coldiretti Emilia-Romagna il prossimo 5 marzo 2015 dalle ore 9,30 a Bologna in piazza XX Settembre dove sarà realizzata la “prima galleria dei nemici del Parmigiano” per smascherare i falsi scovati nei diversi continenti che fanno delle due eccellenze italiane, i prodotti agroalimentari made in Italy più imitati al mondo. Ma non solo mostra: in piazza (dove sarà realizzata una autentica stalla) sarà possibile assistere in diretta alla preparazione di forme, da parte di casari che con antichi rituali, comprese le caldaie di rame ed il fuoco di legna, lavoreranno con sapienza e maestria il latte delle vacche rosse (la storica razza da cui è nato il Parmigiano Reggiano), evidenziando ancor più le differenze tra il prodotto originale e le “imitazioni”. Anche da Ferrara partirà una delegazione di allevatori e produttori, con alla testa il presidente provinciale Sergio Gulinelli ed il direttore Luigi Zepponi. Nell’occasione sarà presentato uno studio sul mercato del Parmigiano Reggiano che evidenzia una storica e drammatica inversione di tendenza dei crescenti costi di produzione e dei sempre più risicati redditi degli allevatori.
Il popolo del Parmigiano Reggiano scende in piazza a Bologna per denunciare una crisi che sta facendo più danni del terremoto di tre anni fa. Tra la “galleria dei nemici del Parmigiano” e la preparazione in piazza di una forma dal latte di vacche rosse, al via il villaggio del latte Coldiretti.
E’ crisi senza precedenti per i formaggi simbolo della nostra regione e del made in Italy: Parmigiano Reggiano e Grana Padano stanno soffrendo e patendo più danni del terremoto che tre anni fa ha fatto cadere a terra centinaia di migliaia di forme e distrutto stalle, caseifici e magazzini. “Il popolo del Parmigiano e del Grana”, con migliaia di produttori, casari, stagionatori, gastronomi e consumatori, si ritroverà con Coldiretti Emilia-Romagna il prossimo 5 marzo 2015 dalle ore 9,30 a Bologna in piazza XX Settembre dove sarà realizzata la “prima galleria dei nemici del Parmigiano” per smascherare i falsi scovati nei diversi continenti che fanno delle due eccellenze italiane, i prodotti agroalimentari made in Italy più imitati al mondo. Ma non solo mostra: in piazza (dove sarà realizzata una autentica stalla) sarà possibile assistere in diretta alla preparazione di forme, da parte di casari che con antichi rituali, comprese le caldaie di rame ed il fuoco di legna, lavoreranno con sapienza e maestria il latte delle vacche rosse (la storica razza da cui è nato il Parmigiano Reggiano), evidenziando ancor più le differenze tra il prodotto originale e le “imitazioni”. Anche da Ferrara partirà una delegazione di allevatori e produttori, con alla testa il presidente provinciale Sergio Gulinelli ed il direttore Luigi Zepponi. Nell’occasione sarà presentato uno studio sul mercato del Parmigiano Reggiano che evidenzia una storica e drammatica inversione di tendenza dei crescenti costi di produzione e dei sempre più risicati redditi degli allevatori.
CIA FERRARA: ARRIVA LA STANGATA DEL GASOLIO AGRICOLO
Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara
La quota di gasolio ad accise agevolate assegnata alle aziende agricole è diminuita in 3 anni del 23%. Preoccupazione degli agricoltori per i continui rincari dei mezzi di produzione
Non sono solo l’Imu, gli scarsi prezzi pagati alla produzione e una tassazione che non premia certo il settore primario a preoccupare gli imprenditori agricoli. A questi problemi, che gravano sul reddito – il pil agricolo, secondo l’Istat, è in flessione - e sugli investimenti si aggiunge la riduzione della quota di gasolio agevolato assegnato alle aziende agricole con la nuova Legge di Stabilità (articolo 1, comma 384). A lanciare l’allarme sulle conseguenze di questo provvedimento è Cia Ferrara che sottolinea come l’abbassamento della quota andrà ad incidere non solo sui costi di produzione sostenuti dalle imprese, ma anche sui prezzi al consumo. «A partire dal 1° gennaio 2015 – spiegano i tecnici Cia – la Legge di stabilità ha rivisto i consumi medi standardizzati da ammettere al regime agevolato in agricoltura. La quota di carburante ad uso agricolo - calcolata moltiplicando il consumo medio standard per coltura per il numero di ettari da lavorare - che le aziende possono acquistare con un’accisa agevolata per lo svolgimento delle attività aziendali è diminuita, in tre anni, del 23%. Questo significa che le imprese agricole potrebbero dover acquistare, per continuare a svolgere le abituali attività, carburante a prezzo pieno. Prendiamo, ad esempio, l’assegnazione di carburante agevolato per l’irrigazione della soia: nel 2012 era di 200 lt/ha, nel 2013 di 180 lt/ha e nel 2014 di 170lt/ha. Quest’anno sarà di 154 lt/ha, ben 46 lt in meno per ettaro, ma le esigenze, a parità di coltura e superficie coltivata, rimarranno le medesime. Preoccupano, inoltre, le conseguenze sulle colture specializzate ad alto valore aggiunto, che risentono fortemente dei cambiamenti climatici. Basti pensare alle necessità di irrigazione straordinarie del 2012 a causa della siccità o al lievitare dei consumi di gasolio per effettuare le semine dopo l’asfissia da eccesso di pioggia. Situazioni sulle quali occorre vigilare affinché, alla luce di condizioni particolare avverse, vengano rivisti i contingenti assegnati. La diminuzione delle quote di gasolio – continua Cia Ferrara – avrà, dunque, un’evidente conseguenza sull’aumento dei costi di produzione per le aziende ma potrà incidere sull’intera filiera agricola, fino al consumo. A beneficiare delle agevolazioni, infatti, sono anche le imprese agromeccaniche, che svolgono attività per conto delle aziende agricole ma anche per gli enti pubblici - ad esempio per lo sfalcio dell’erba su fossi e canali - e che si troveranno a dover aumentare le tariffe applicate per le lavorazioni. Un incremento generale dei costi che finirà per essere trasferito sul prezzo finale dei prodotti e interesserà, dunque, i consumatori. Le aziende – ribadisce Cia Ferrara – avranno due scelte: non aumentare i prezzi e rischiare di non avere reddito d’impresa, oppure aumentare i prezzi per riuscire a far fronte ai costi di produzione, rischiando di non riuscire più a vendere i prodotti a un consumatore che sta vivendo, come lui, una profonda crisi. Un vicolo cieco dal quale è necessario uscire, rivedendo nuovamente l’assegnazione del gasolio agricolo.»
La quota di gasolio ad accise agevolate assegnata alle aziende agricole è diminuita in 3 anni del 23%. Preoccupazione degli agricoltori per i continui rincari dei mezzi di produzione
Non sono solo l’Imu, gli scarsi prezzi pagati alla produzione e una tassazione che non premia certo il settore primario a preoccupare gli imprenditori agricoli. A questi problemi, che gravano sul reddito – il pil agricolo, secondo l’Istat, è in flessione - e sugli investimenti si aggiunge la riduzione della quota di gasolio agevolato assegnato alle aziende agricole con la nuova Legge di Stabilità (articolo 1, comma 384). A lanciare l’allarme sulle conseguenze di questo provvedimento è Cia Ferrara che sottolinea come l’abbassamento della quota andrà ad incidere non solo sui costi di produzione sostenuti dalle imprese, ma anche sui prezzi al consumo. «A partire dal 1° gennaio 2015 – spiegano i tecnici Cia – la Legge di stabilità ha rivisto i consumi medi standardizzati da ammettere al regime agevolato in agricoltura. La quota di carburante ad uso agricolo - calcolata moltiplicando il consumo medio standard per coltura per il numero di ettari da lavorare - che le aziende possono acquistare con un’accisa agevolata per lo svolgimento delle attività aziendali è diminuita, in tre anni, del 23%. Questo significa che le imprese agricole potrebbero dover acquistare, per continuare a svolgere le abituali attività, carburante a prezzo pieno. Prendiamo, ad esempio, l’assegnazione di carburante agevolato per l’irrigazione della soia: nel 2012 era di 200 lt/ha, nel 2013 di 180 lt/ha e nel 2014 di 170lt/ha. Quest’anno sarà di 154 lt/ha, ben 46 lt in meno per ettaro, ma le esigenze, a parità di coltura e superficie coltivata, rimarranno le medesime. Preoccupano, inoltre, le conseguenze sulle colture specializzate ad alto valore aggiunto, che risentono fortemente dei cambiamenti climatici. Basti pensare alle necessità di irrigazione straordinarie del 2012 a causa della siccità o al lievitare dei consumi di gasolio per effettuare le semine dopo l’asfissia da eccesso di pioggia. Situazioni sulle quali occorre vigilare affinché, alla luce di condizioni particolare avverse, vengano rivisti i contingenti assegnati. La diminuzione delle quote di gasolio – continua Cia Ferrara – avrà, dunque, un’evidente conseguenza sull’aumento dei costi di produzione per le aziende ma potrà incidere sull’intera filiera agricola, fino al consumo. A beneficiare delle agevolazioni, infatti, sono anche le imprese agromeccaniche, che svolgono attività per conto delle aziende agricole ma anche per gli enti pubblici - ad esempio per lo sfalcio dell’erba su fossi e canali - e che si troveranno a dover aumentare le tariffe applicate per le lavorazioni. Un incremento generale dei costi che finirà per essere trasferito sul prezzo finale dei prodotti e interesserà, dunque, i consumatori. Le aziende – ribadisce Cia Ferrara – avranno due scelte: non aumentare i prezzi e rischiare di non avere reddito d’impresa, oppure aumentare i prezzi per riuscire a far fronte ai costi di produzione, rischiando di non riuscire più a vendere i prodotti a un consumatore che sta vivendo, come lui, una profonda crisi. Un vicolo cieco dal quale è necessario uscire, rivedendo nuovamente l’assegnazione del gasolio agricolo.»
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IMU, AD AGRINSIEME NON PIACE IL PROVVEDIMENTO VARATO DAL SENATO. LA MOBILITAZIONE DEGLI AGRICOLTORI CONTINUA
Fonte: Agrinsieme
“Le modifiche apportate nel primo passaggio parlamentare al Senato sull’Imu agricola sono decisamente insufficienti”. Lo sottolinea Agrinsieme, che ritiene che la concessione della proroga al 31 marzo per i versamenti del 2014 e il riconoscimento di una detrazione di 200 euro, a decorrere dal 2015, per gli agricoltori professionali (IAP e CD) non cambino la sostanza del provvedimento, che perpetua l’ingiusta applicazione dell’imposta per i possessori dei terreni che non hanno queste qualifiche e che li concedono in affitto o in comodato ad agricoltori professionali. Restano, inoltre, ancora da risolvere le questioni più urgenti ed inique derivanti dalla classificazione Istat, che comporta l’assoggettamento al tributo di terreni marginali e con scarsa produttività o, peggio, interessati da eventi e calamità naturali. Il coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative Agroalimentari ha chiesto – e lo ribadisce ora anche al Senato - di rivedere una scelta che si presenta, alla prova dei fatti, fonte di sperequazioni e che ha provocato legittime proteste da parte del mondo agricolo. Agrinsieme ha ribadito che proseguirà nella capillare mobilitazione sul territorio, con iniziative di sensibilizzazione di prefetti, sindaci, parlamentari, mass media ed opinione pubblica su un provvedimento che richiede profonde modifiche nel prossimo esame alla Camera, a cominciare dall’abrogazione del pagamento retroattivo per il 2014”.
“Le modifiche apportate nel primo passaggio parlamentare al Senato sull’Imu agricola sono decisamente insufficienti”. Lo sottolinea Agrinsieme, che ritiene che la concessione della proroga al 31 marzo per i versamenti del 2014 e il riconoscimento di una detrazione di 200 euro, a decorrere dal 2015, per gli agricoltori professionali (IAP e CD) non cambino la sostanza del provvedimento, che perpetua l’ingiusta applicazione dell’imposta per i possessori dei terreni che non hanno queste qualifiche e che li concedono in affitto o in comodato ad agricoltori professionali. Restano, inoltre, ancora da risolvere le questioni più urgenti ed inique derivanti dalla classificazione Istat, che comporta l’assoggettamento al tributo di terreni marginali e con scarsa produttività o, peggio, interessati da eventi e calamità naturali. Il coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative Agroalimentari ha chiesto – e lo ribadisce ora anche al Senato - di rivedere una scelta che si presenta, alla prova dei fatti, fonte di sperequazioni e che ha provocato legittime proteste da parte del mondo agricolo. Agrinsieme ha ribadito che proseguirà nella capillare mobilitazione sul territorio, con iniziative di sensibilizzazione di prefetti, sindaci, parlamentari, mass media ed opinione pubblica su un provvedimento che richiede profonde modifiche nel prossimo esame alla Camera, a cominciare dall’abrogazione del pagamento retroattivo per il 2014”.
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