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giovedì 5 dicembre 2013

DENOMINAZIONI D’ORIGINE ED EXPORT, CONFAGRICOLTURA: “DOP E IGP PENALIZZATE DAL FINTO ITALIANO”

Fonte: Confagricoltura

 “L’ Italia è leader mondiale per numero di produzioni certificate, ovvero 261 prodotti a denominazione d’origine, di cui 13 registrate nel corso dell’ anno in corso (4 Dop e 9 Igp)”. Lo rileva Confagricoltura analizzando il ‘Rapporto 2013 sulle produzioni agroalimentari italiane Dop, Igp, Stg’ di Qualivita ed Ismea, presentato oggi presso il ministero delle Politiche agricole. “In quantità – sottolinea Confagricoltura - i prodotti a denominazione d’origine raggiungono le 13 milioni di tonn, di cui il 32% viene esportato per un valore pari a circa 2,5 miliardi di euro (di cui 1,5 miliardi solo per i formaggi). Ma la quota di export potrebbe essere tre-quattro volte di più se le produzioni made in Italy non fossero penalizzate da agro pirateria ed italian sounding, cioè prodotti che echeggiano l’italianità che non hanno”. “Saranno importanti le modalità applicative di Bruxelles del regolamento UE 1169/11 attese inizialmente entro il mese corrente, ma rimandate – spiega Confagricoltura –. Mettere sulle confezioni di cibi la bandierina tricolore quando questi prodotti non hanno nulla di italiano è un comportamento scorretto che penalizza tutto il vero italian sounding e perché trae in inganno i consumatori e li allontana dalla qualità e dalla tipicità”. “Il made in Italy – conclude l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - si tutela anche dando informazioni certe e chiare in etichetta sull’origine degli alimenti, con la trasparenza sempre richiesta da produttori e consumatori. Le norme europee ci sono, basta avere la volontà di attuarle”.

lunedì 17 dicembre 2012

RAPPORTO 2012 QUALIVITA ISMEA, IL MINISTRO CATANIA: GRANDE SODDISFAZIONE PER LA QUALITA’ DELL’AGROALIMENTARE ITALIANO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Il lavoro di Qualivita e Ismea ha prodotto una pubblicazione ben fatta e ben articolata che sarà certamente utile per gli operatori del settore. In questa occasione vorrei ricordare quanta strada abbiamo fatto dagli inizi degli anni ‘90 rispetto alla qualità e alle denominazioni d’origine e ricordo che erano in pochi quelli disposti a crederci. Avevamo un numero ristretto di denominazioni presenti nella realtà economica ma non si aveva ancora la percezione di quanto potesse essere importante per la politica dell’agroalimentare italiano, sempre più orientata verso la qualità. In sede europea abbiamo portato avanti una battaglia per arrivare all’approvazione del regolamento di protezione delle denominazioni d’origine e in più momenti l’esito del negoziato è stato incerto ma alla fine ci siamo riusciti”. Così Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania alla presentazione del ‘Decimo Rapporto 2012 sulle produzioni agroalimentari italiane Dop, Igp e Stg’ che si è tenuto questa mattina presso la sede del dicastero. “La soddisfazione per quanto è stato fatto finora non ci deve far dimenticare che c’è ancora molto da lavorare: dobbiamo, sul piano interno, consolidare il contrasto all’illecito; sul piano comunitario, invece, batterci sempre di più per avere, da un lato, una regolamentazione più adeguata e, dall’altro, affinché l’Unione europea in sede internazionale, nel complesso dei negoziati con i Paesi terzi, affermi sempre di più la priorità di un sistema di tutela delle denominazioni d’origine”. Sul fronte della lotta alla contraffazione e alle imitazioni il Ministro Catania ha ricordato che “una parte determinante del lavoro è stato effettuato dalle forze di polizia, in particolare dal Corpo Forestale dello Stato e dall’Icqrf, l’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e repressione delle frodi, che si sono rapportate alla questione assumendola come una problematica di carattere economico estremamente rilevante per gli effetti che ha sul mercato e sui produttori”. Infine, il Ministro ha concluso dicendo che “il percorso intrapreso sul fronte della qualità e delle denominazioni d’origine continuerà ad essere seguito qualsiasi sia il quadro politico post elettorale e chiunque sia a capo di questo Ministero. È stato assunto nel dna di quella che è la politica agricola del nostro Paese e sarà perseguito da chiunque sarà al governo dopo di me”.

martedì 18 settembre 2012

DOP, IGP E STG, CATANIA: ITALIA SEMPRE LEADER IN EUROPA CON 244 DENOMINAZIONI REGISTRATE, NEL NOSTRO TERRITORIO SI ESALTANO LE DIFFERENZE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 “I dati diffusi oggi dall’Istat ci rammentano ancora una volta lo straordinario valore delle eccellenze dell’agroalimentare italiano. Il mantenimento del primo posto in Europa con 244 prodotti di qualità registrati, tra Dop, Igp e Stg, ci rende pieni di orgoglio e offre l’occasione per riflettere sulle opportunità che il settore primario può offrire all’intero sistema produttivo italiano. Essere il Paese con il maggior numero di riconoscimenti vuol dire riuscire a far emergere, in ogni località, i prodotti migliori, dimostrando il forte radicamento del produttore sul territorio. Nel caso specifico parliamo di un settore con un giro di affari di circa 10 miliardi di euro e che conta su circa 85 mila operatori certificati, gran parte dei quali – circa il 90% del totale – svolge esclusivamente l’attività di produzione”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, ha commentato i dati Istat sulle denominazioni DOP, IGP e STG diffusi oggi, che confermano la leadership italiana in Europa per numero di riconoscimenti di qualità. “Le differenze geografiche, che in Italia sono molto marcate – ha aggiunto Catania – vengono esaltate dalle eccellenze prodotte: Nord e Sud risultano così più vicini e le distanze sembrano accorciarsi. L’Istituto di statistica attribuisce, infatti, al Nord il ruolo storico di leader nelle denominazioni di qualità, ma conferma il progressivo rafforzamento dei prodotti di qualità nel Mezzogiorno. Si tratta di segnali di crescita incoraggianti, che testimoniano come il tessuto agroalimentare possa davvero rivestire un ruolo centrale nel rilancio di alcune zone storicamente svantaggiate. Bisogna continuare su questa strada, tutelando le produzioni e il lavoro degli agricoltori e proseguendo con efficaci interventi di contrasto alle contraffazioni agroalimentari e tenendo alta la guardia sul fenomeno dell’‘italian sounding’”.

lunedì 21 novembre 2011

AGRICOLTURA. L'EMILIA-ROMAGNA E OTTO GRANDI REGIONI AGRICOLE EUROPEE CHIEDONO A CIOLOS UNA PAC PER LE PRODUZIONI AGROALIMENTARI DI QUALITÀ.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

RABBONI: "UN'INIZIATIVA UNITARIA IMPORTANTE, DA IMITARE ANCHE DA PARTE DEGLI STATI"

Bruxelles - Sul tema relativo alla PAC 2014-20, e su iniziativa di 9 grandi Regioni agricole europee (Bretagna, Pays de la Loire, Poitou Charentes, Andalusia, Baviera, Alta Austria, Matopolska, Toscana ed Emilia-Romagna), si e' tenuto oggi a Bruxelles un'incontro con il Commissario all'agricoltura Dacian Ciolos, con il relatore della riforma al Parlamento europeo Luis Copoulas Santos e con il rappresentante del Consiglio europeo, il polacco Andrej Babuchowski.
Le Regioni hanno illustrato ai vertici europei le loro richieste di modifica della proposta di riforma agricola presentata il 12 ottobre scorso dal Commissario Ciolos ed attualmente all'esame del Parlamento e del Consiglio europeo per la codecisione finale.
L'Assessore dell'Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, ha illustrato le proposte relative alle politiche per le produzioni di qualità rilevando che "la riforma Ciolos le ha purtroppo del tutto trascurate". "Eppure le 1000 Dop, IGP, Stg europee espressione di tradizione, biodiversita' e vocazioni territoriali con le loro unicità tutelate rappresentano il biglietto da visita dell'agroalimentare europeo e contribuiscono alla creazione di una quota rilevante di valore economico e alla tenuta sociale delle aree rurali più periferiche".
"Ai vertici agricoli europei – ha detto Rabboni – abbiamo chiesto quattro modifiche alla riforma Pac: un riparto dei fondi tra i paesi membri che tenga conto non solo delle superfici ma anche dell'occupazione e del valore della produzione; una percentuale dei pagamenti diretti riservata alle produzioni Dop, IGP, Sgt che attraverso i loro disciplinari garantiscono tradizione, biodiversita', paesaggio e vocazioni locali, veri e propri "beni comuni"; una priorita' nelle misure di investimento dello sviluppo rurale e, infine, una priorità nelle iniziative europee di promozione agroalimentare."
"La proposta unitaria di queste nove regioni europee – ha concluso l’Assessore regionale dell’Emilia-Romagna – così distanti tra loro e diverse per caratteristiche produttive ed ambientali, offre anche agli Stati membri e in particolare all'Italia, un modello di buone prassi da seguire ed imitare. La riforma va cambiata. Lo si puo' fare lavorando con gli altri. Lo spazio c'e. Bisogna solo cercarlo e praticarlo."
Ciolos ha replicato alle osservazioni dichiarandosi impegnato a sostenere le produzioni di qualita' di cui riconosce l'elevato valore distintivo e i caratteri di bene comune europeo. Ha sostenuto di voler favorire il riconoscimento del loro valore da parte del consumatore, l'ammodernamento delle strutture produttive e il miglioramento della gestione del prodotto sul mercato attraverso il sostegno alle organizzazioni tra produttori.

mercoledì 22 giugno 2011

PARLAMENTO EUROPEO: APPROVATO IL PACCHETTO QUALITA’

Fonte: Redazione di Agreste

La Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha approvato ieri la proposta di regolamento comunitario sui regimi di qualita' dei prodotti agricoli. Ecco alcuni dei temi al centro del regolamento: la programmazione produttiva, uno strumento in grado di gestire e programmare i volumi produttivi dei prodotti di qualita' nel rispetto delle regole del libero mercato; le denominazioni stg registrate senza riserva del nome in base alla normativa vigente e per le quali è stata introdotta la possibilita' di modifica della denominazione con un nome suscettibile di registrazione e il successivo inserimento nel nuovo registro comunitario; la maggiore efficacia delle misure amministrative e giudiziarie per la protezione dei prodotti di qualita' da imitazioni, usurpazioni ed evocazioni; il superamento delle incertezze interpretative ed applicative sull'utilizzo dei marchi d'area nelle etichette dei prodotti dop e igp; l'inserimento dell'agricoltura di montagna e della vendita diretta tra i termini opzionali in etichetta.