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giovedì 15 maggio 2014

DA EUROPECH LE PREVISIONI DI ALBICOCCHE 2014

Fonte: Cso - Centro Servizi Ortofrutticoli

Dalle prime indicazioni emerse ad Europech 2014 la produzione europea di albicocche si dovrebbe attestare sulle 520.000 tonnellate, +13% sul 2013. Da sottolineare che lo scorso anno ha visto un’offerta a livello europeo su valori minimi degli ultimi dieci anni. Si ritorna pertanto sui livelli medi del periodo 2010/2013. La produzione francese, con circa 160.000 tonnellate segna +22% sul deficitario 2013 e rimane sopra la media 2010/2013 di soli 6 punti percentuali. Prevista in calo, al contrario, la produzione della Spagna, che con circa 88.000 tonnellate, dovrebbe flettere del 10% sulle buone produzioni 2013. Anche la Grecia vede una stima in crescita notevole rispetto allo scorso anno ma anche in questo confronto pesa il deficit produttivo dello scorso anno. Per quanto riguarda l’Italia, primo Paese produttore di albicocco a livello europeo, le indicazioni vedono una produzione di circa 210.000 tonnellate. E’ importante sottolineare che anche in questo caso arriviamo a questa campagna, dopo un’annata caratterizzata da una produzione 2013 molto bassa. Per una corretta interpretazione dei dati è molto più efficace il confronto con gli ultimi quattro anni che vede un -8%. I dati italiani sono stati presentati da Elisa Macchi, Direttore di CSO che dichiara “L’albicocco è una coltura interessante per l’Italia , ne sono una dimostrazione l’aumento delle superfici produttive e il forte rinnovo varietale che negli ultimi anni stanno interessando la coltivazione. Dopo un’annata molto scarica ritorniamo quest’anno su livelli produttivi normali, ma non eccedentari”.

lunedì 9 agosto 2010

Le previsioni di produzione di pere e mele

Presentate nei giorni scorsi a Kiew – Ucraina stimano nell’Unione Europea la raccolta più bassa di pere degli ultimi 10 anni.


FONTE: COGECA

Paolo Bruni, nel suo ruolo di Presidente della COGECA (la Confederazione che rappresenta 40.000 cooperative dell’UE) commenta le previsioni di produzione per la prossima raccolta di pere e mele : “ I vari momenti negativi sul piano climatico sia invernale (con minime a meno 20/25 gradi in diversi paesi del centro Europa) che primaverile (freddo e pioggia in quel periodo) hanno inciso pesantemente sulla produzione che nel caso delle pere sarà la più bassa degli ultimi 10 anni”

Nel dettaglio questa la sintesi per le due varietà:

PERO

Produzione totale prevista in campo in Europa per il 2010: 2.155.000 tonnellate, alla quale va aggiunta quella stimata per Austria, Slovenia, Cipro e Lussemburgo, per un totale complessivo di 2.332.050. Una percentuale di -17,8% rispetto allo scorso anno. Produzione (anche se stimata) che porterebbe la quantità al livello più basso degli ultimi 10 anni. Si pone al di sotto della media del periodo 2007/2009 di 12 punti percentuali.

Solamente la Spagna, tra i maggiori paesi produttori, prevede una produzione maggiore con +3%.

Emergono al contrario elevate riduzioni in rapporto alla scorsa campagna in particolare in Italia (-24%), Portogallo (-40%), Belgio (-26%) ed in misura minore in Francia (-14%) ed Olanda (-11%).

MELO

A livello comunitario la produzione di mele si posiziona su circa 9.800.000 tonnellate, inferiore dell’ 11% nel confronto con il 2009 ed inferiore del 7% sulla produzione media del triennio 2007/2009.

Tutti i principali Paesi produttori flettono rispetto alla precedente annata, il calo è particolarmente rilevante soprattutto in Polonia con –24% rispetto al 2009, il Belgio scende del 27%, la Germania del 17%, mentre un calo più lieve si nota in Italia e Francia che flettono rispettivamente -3% e -4% con una produzione appena sotto la media del periodo.

Guardando i numeri, i problemi maggiori sono stati subiti dalla Polonia che da diverso tempo rappresenta il primo produttore Europeo.

In controtendenza la produzione spagnola attesa in rafforzamento di 7 punti percentuali rispetto al deficitario 2009.

Concludendo Bruni sottolinea: “Oltre alla scarsa produzione va ricordato che i produttori europei hanno compiuto enormi sforzi imprenditoriali ed economici per garantire al consumatore frutti sani con la massima sicurezza alimentare e prodotti con tecniche a basso impatto ambientale. Per quanto riguarda l’Italia che rimane leader nell’ortofrutta in Europa, ciò è stato confermato anche dai dati recentemente presentati dal Ministero della Salute dai quali emerge che su 4595 campioni esaminati il 99,2% è risultato regolare”.