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Visualizzazione post con etichetta Claudio Castagnoli. Mostra tutti i post
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lunedì 12 gennaio 2015

POLIZIA PROVINCIALE CONTRO IL BRACCONAGGIO NELLA PESCA: MULTE E RETI SEQUESTRATE A BOSCO MESOLA E JOLANDA DI SAVOIA.

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Scoperto e sanzionato un rodigino che stava pescando senza licenza nel canale Bel Bosco, in territorio Bosco Mesola, e sequestrati 70 metri di reti del tipo tramaglio, oltre ad una sanzione amministrativa di 260 euro. È il risultato di un’operazione messa a segno dalla Polizia provinciale impegnata nel contrasto al bracconaggio nella pesca, che ha portato alla liberazione di circa cinque quintali di carpe rimaste impigliate nelle reti. Un secondo pescatore di mestiere proveniente da Rosolina (Rovigo) è stato sanzionato nei giorni successivi dagli uomini in divisa della Provincia, in collaborazione con una guardia ecologica volontaria, perché aveva calato nelle acque del canale Leone a Jolanda di Savoia 200 metri di reti tipo tramaglio. L’intervento degli agenti del Castello Estense ha portato al sequestro delle reti e a una sanzione di 200 euro. Conseguenza inevitabile del completo sbarramento dell’intero corso d’acqua e del fatto che i tramagli erano stati sistemati in zona non riservata ai pescatori di mestiere. Anche in questo caso il pesce trovato nelle magie delle reti è stato liberato: in tutto, quasi un quintale di carpe di grossa taglia. “Sono grato ai colleghi e ai volontari impegnati nel contrasto del bracconaggio – dice un soddisfatto comandante della Polizia provinciale, Claudio Castagnoli – perché le loro azioni rappresentano un freno efficace rispetto a un’attività illegale purtroppo in aumento, che contribuisce al depauperamento del patrimonio ittico del nostro territorio”. Il comandante lancia poi un appello ai cittadini: “ Chiunque veda situazioni ritenute non lecite trascriva i numeri di targa, se possibile, e si rivolga alle Forze dell’ordine”.

giovedì 26 giugno 2014

LA POLIZIA PROVINCIALE SANZIONA CHI HA DISTRUTTO HABITAT NATURALI

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Nel corso di un sopralluogo durante le operazioni di messa a dimora di un nuovo pioppeto in area golenale nel comune di Berra, la Polizia provinciale ha rilevato uno sbancamento di duna sabbiosa delle dimensioni di oltre 200 metri per un’altezza di due metri e mezzo, con conseguente distruzione, quasi totale, delle essenze arboree ed arbustive presenti lungo il ciglio del fiume Po, alcune delle quali finite nel corso del fiume. Un’attività risultata senza autorizzazione ed effettuata in area sottoposta a tutela paesaggistica, con il coinvolgimento di due distinte superfici di habitat di interesse comunitario. Nello specifico, poi, la legge vieta espressamente a proprietari, possessori o detentori di immobili ed aree di interesse paesaggistico, la distruzione o la modifica di valori paesaggistici protetti. Perciò gli agenti della Provincia, oltre a bloccare i lavori in atto con conseguente riduzione del potenziale danno, hanno denunciato i due proprietari dell’azienda ai quali è stata elevata una sanzione amministrativa di seimila euro. Inoltre, sempre secondo la norma, oltre al pagamento dell’ammenda, i proprietari saranno obbligati al ripristino delle essenze arboree asportate. “È stato – commenta il comandante della polizia provinciale Claudio Castagnoli – un intervento a tutela del nostro patrimonio paesaggistico e a questo proposito è buona abitudine se i cittadini che venissero a conoscenza di azioni analoghe a danno del nostro ambiente le segnalassero all’autorità di polizia”.

lunedì 23 giugno 2014

PROVINCIA DI FERRARA: PRESENTAZIONE DELL'OPERAZIONE ARTEMIDE

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Sei reati contestati (in campo sanitario, edilizio, paesaggistico e ambientale), quattro sanzioni amministrative per un totale di 4.500 euro, senza contare il lavoro dei magistrati che potrebbe portare a condanne fino ad un paio di anni o sanzioni sui 40mila euro. È quanto è capitato a due cittadini romeni, padre e figlio, residenti nell’Argentano, pizzicati con oltre una tonnellata di pesce abusivamente pescato nel canale circondariale di Valle Lepri, fra cui siluri, carpe e tinche. La complessa operazione, intitolata significativamente Artemide (la dea protettrice dei pesci) che ha portato alla denuncia a piede libero dei due, ha richiesto mesi di appostamenti e pedinamenti, fino all’esito finale nell’aprile scorso. “È il frutto di una collaborazione – dice il comandante Claudio Castagnoli – fra polizia provinciale, carabinieri, polizia municipale, guardia costiera e azienda Usl di Ferrara, diretta dal sostituto procuratore della Repubblica di Ferrara, Ciro Alberto Savino”. È impressionante la sfilza di reati compiuti dai due uomini, perché oltre alla pesca abusiva, sono incorsi nella pessima conservazione del prodotto, nella lavorazione del pesce come attività aziendale in una costruzione abusiva, peraltro in zona soggetta a tutela ambientale, e nello scarico a cielo aperto degli scarti di lavorazione. Le forze di polizia sono convinte che l’organizzazione si estenda numericamente ben oltre le due persone individuate. La finalità dell’intera attività illecita sarebbe la destinazione del pesce ai mercati di paesi come Grecia e Romania, con il rischio che a seguito di ulteriori lavorazioni il prodotto, già una bomba sanitaria alla partenza, torni poi sui mercati nazionali. “Abbiamo provveduto anche – ha precisato il capitano Roberto Rapino dei carabinieri – al sequestro del veicolo sul quale era trasportato il pesce, perché non climatizzato e privo di cella frigorifera”. Per farsi un’idea della pericolosità del fenomeno, oltre agli aspetti igienico-sanitari, uno dei due stessi romeni fermati ha dichiarato che se non si mette uno stop a questa attività, tra cinque anni l’intero fiume Po potrebbe essere vuoto”. A dare manforte all’inquietante scenario giunge anche una valutazione recente fatta dal dipartimento di biologia dell’Università di Ferrara, secondo il quale fra il 2012 e il 2013 sarebbe andato perduto in provincia circa un terzo del patrimonio ittico. Da qui l’importanza di un coordinamento sempre più stretto tra forze di polizia ed enti “Per fermare un’attività illegale – hanno sottolineato il capitano Rapino e il tenente di vascello Tommaso Pisino della guardia costiera – che intacca il patrimonio ittico del territorio”. “Il problema non è certamente risolto con questa operazione – ha concluso il comandante Castagnoli –, ma certamente è stato assestato un colpo importante ad un’organizzazione la cui sconfitta definitiva richiede collaborazione fra noi e l’aiuto delle segnalazioni di cittadini e pescatori”. All’incontro di presentazione dell’operazione erano presenti anche il comandante della polizia municipale di Argenta e Portomaggiore, Carlo Carlini, e il responsabile del modulo organizzativo controllo prodotti della pesca dell’Ausl di Ferrara, Alcide Mosso.

mercoledì 14 maggio 2014

RINNOVATI I VERTICI DELLE GUARDIE GIURATE ECOLOGICHE VOLONTARIE DI FERRARA

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Il raggruppamento Guardie giurate ecologiche volontarie di Ferrara (Gev) ha rinnovato il proprio Consiglio direttivo, che per i prossimi due anni sarà così composto: presidente confermato Giovanni Pasqualini, vice Claudio Casini, segretario Maria Laura Mantovani e tesoriere Luciano Mazza. Gli altri consiglieri sono: Emanuela Massari, Davide Graziani e Mirco Paparella. Rinnovato anche il collegio dei revisori dei conti, composto da: Simone Pignato, Raffaella Melloni e Maria Cecilia Coatti. Formano invece il collegio dei probiviri Romano Villani, Giampaolo De Bernardi e Roberto Cariani. Le Gev – spiega il comandante della Polizia provinciale Claudio Castagnoli - si impegnano da anni nella difesa dell’ambiente e nell’educazione ambientale in tante scuole; fanno parte della Protezione civile ed esplicano un’attività preziosa e meritoria per promuovere la cultura del rispetto delle leggi”.


martedì 13 maggio 2014

POLIZIA PROVINCIALE FERMA LA DISTRUZIONE DI UNA SIEPE LUNGO IL PO DI VOLANO LUOGO DI NIDIFICAZIONE DI UCCELLI.

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Allertata da due guardie volontarie, la Polizia provinciale ha fermato i lavori di sfalcio lungo l’argine destro del Po di Volano in prossimità di Torre Tieni in comune di Fiscaglia. Tutto l’argine è compreso in un sito della Rete Natura 2000, ossia la zona di protezione speciale denominata: “Garzaia dello zuccherificio di Codigoro e Po di Volano”, a tutela dell’avifauna che qui può trovare luoghi di sosta, alimentazione e riproduzione. “Natura 2000 – ricorda il comandante della Polizia provinciale Claudio Castagnoli - è il sistema organizzato in rete di aree destinate alla conservazione della biodiversità nell'Unione Europea, ed in particolare alla tutela di una serie di habitat e di specie animali e vegetali rari e minacciati”. Lo sfalcio meccanizzato aveva già interessato circa cinquecento metri di argine, distruggendo in modo indiscriminato sia essenze arboree che arbustive e di conseguenza anche i nidi degli uccelli che in questo periodo sono in piena fase riproduttiva, compromettendo seriamente il successo riproduttivo. Al trasgressore è stata elevata una sanzione di 2.500 euro. “Sono grato – continua il comandante Castagnoli – alle guardie volontarie per le puntuali segnalazioni che in campo ambientale ci permettono di intervenire con tempestività a tutela del nostro paesaggio, buona parte del quale è tra l’altro Patrimonio Unesco”.

martedì 6 maggio 2014

PROVINCIA DI FERRARA: RITROVAMENTO DI ATTREZZI VIETATI PER LA PESCA NEI CANALI ADDUTTORI

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Le guardie ecologiche volontarie (Gev), coordinate dalla Polizia provinciale, durante quattro interventi hanno rinvenuto complessivamente 35 cogolli collocati in alcuni canali adduttori delle valli di Comacchio. Gli attrezzi di pesca, posti abusivamente lungo i corsi d’acqua, sono stati sequestrati ed il pesce rinvenuto ancora vivo, oltre 40 chili, è stato immediatamente liberato. “Si tratta di attività abusiva – ricorda il comandante della Polizia provinciale Claudio Castagnoli - perché fino al 30 giugno vige il divieto di pesca nei canali adduttori delle Valli Comacchio con attrezzature diverse dalla canna, proprio per la tutela della rimonta del novellame, così prezioso sia per il ripopolamento delle valli che dei canali stessi. Un ripopolamento naturale – prosegue - spesso ridotto o vanificato dai pescatori di frodo, che collocano i micidiali cogolli lungo i corsi d’acqua nei quali finiscono intrappolati tantissimi pesci autoctoni ed il novellame”. Le tre guardie volontarie impegnate nell’operazione, hanno operato per circa trenta ore a bordo di un’imbarcazione, recuperando reti e liberando il pesce. “Ringrazio questi volontari – conclude Castagnoli – per il proficuo e prezioso lavoro che svolgono a tutela della fauna ittica, in questo caso, e per il servizio che garantiscono complessivamente al nostro contesto ambientale”.

giovedì 6 marzo 2014

MULTA DA 4.400 EURO DELLA POLIZIA PROVINCIALE A PESCATORI ABUSIVI NEL COMUNE DI BERRA

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Durante un’operazione notturna la Polizia provinciale ha sorpreso quattro romeni in riva al canale Derivatore in comune di Berra, intenti a pescare con attrezzi ad elevata cattura, quindi vietati dalla legge perché occupano più della metà del corso d’acqua. I quattro sono stati multati in concorso per un totale di 4.400 euro, oltre ad essere stati sottoposti al sequestro da parte degli agenti di un gommone di circa 1,5 metri di lunghezza e di oltre 300 metri di rete tipo tramaglio. “Esprimo vivo apprezzamento – dice il comandante della Polizia provinciale Claudio Castagnoli – ai colleghi impegnati per tante ore in un’azione delicata, riuscendo a sanzionare pescatori di frodo e liberare tutto il pesce rimasto intrappolato. Ringrazio anche la pattuglia dei Carabinieri – prosegue - che ha coadiuvato gli agenti del Corpo provinciale in un delicato e complesso intervento. Infatti - conclude Castagnoli - la presenza e la capacità dei militari dell’Arma di arginare l’eccessiva animosità dei quattro romeni, è stata fondamentale per la buona riuscita di un’operazione di contrasto ad un’attività illegale che, nel frattempo, stava suscitando allarme fra i pescatori sportivi del luogo”.

venerdì 3 gennaio 2014

POLIZIA PROVINCIALE CONTRO IL BRACCONAGGIO A PONTELANGORINO

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Scoperti e sanzionati dalla Polizia provinciale due pescatori rodigini con mezzi non consentiti nel canale Malea a Pontelangorino, in comune di Codigoro. Durante un controllo notturno gli agenti si sono insospettiti da due piccole luci, avvistate dalla strada provinciale 60 Gran Linea, che si accendevano e spegnevano sull’acqua. Con un visore notturno hanno potuto accertare che due pescatori di frodo stavano stendendo delle reti lungo il corso d’acqua, chiudendone completamente lo specchio da una riva all’altra per una lunghezza ben superiore ai cento metri. Richiesto l’intervento di una seconda pattuglia, gli uomini in divisa si sono recati lungo la sponda scoprendo poco dopo un fuoristrada parcheggiato e completamente coperto da un telo verde scuro, così da occultarne totalmente la visione a chiunque avesse puntato dei fari in quella direzione. Dopo una breve ricerca, avvenuta sia in barca che lungo la riva del canale, i due pescatori sono stati trovati nascosti tra il folto canneto della sponda del corso d’acqua. Le reti sono state recuperate unitamente all’imbarcazione utilizzata, mentre il pesce intrappolato immediatamente liberato. Conclusa l’attività di accertamento e di identificazione è stato disposto il sequestro di 150 metri di tramaglio. Ai due pescatori è stata elevata una sanzione amministrativa di complessivi 2.360 euro per pesca con attrezzi vietati ad elevata potenzialità di cattura; per la chiusura totale con le reti del corso d'acqua; e, ad uno dei due, per la mancanza della necessaria licenza di pesca professionale. “Grazie al continuo impegno degli agenti sul campo – dice il comandante Claudio Castagnoli – abbiamo messo a segno un’ennesima operazione per contrastare il bracconaggio sulla pesca, fenomeno purtroppo in aumento e sempre più causa determinante del depauperamento del prezioso patrimonio ittico dei corsi d’acqua ferraresi. Un intervento impegnativo – continua Castagnoli – conclusosi verso le 3 del mattino”.

giovedì 7 novembre 2013

POLIZIA PROVINCIALE SANZIONA PESCATORE RUMENO ABUSIVO IN COMUNE DI COPPARO

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

La Polizia provinciale ha pizzicato e sanzionato un rumeno che stava pescando nel canale Acque Alte ad Ambrogio, in comune di Copparo. Gli agenti, chiamati poco prima delle 20 da un cittadino insospettito da strani movimenti lungo il corso d’acqua che solo il giorno prima era stato oggetto di ripopolamento, sono giunti sul posto affiancati da quattro guardie volontarie, di cui due della Federcaccia, una dell’Associazione europea operatori di polizia ed una di Legambiente. In acqua è stata riscontrata una rete lunga diverse centinaia di metri, stesa da una riva all'altra nel tratto di canale all'altezza dell'abitato di Ambrogio. Sulla sponda c’erano cinque rumeni, ma uno solo dichiarava essere il possessore della rete sostenendo di essere un pescatore di mestiere, con licenza rilasciata dalla Provincia di Rovigo. L’ispettore della Polizia ha spiegato che non potevano pescare in quel canale perché non riservato ai pescatori di mestiere e in quanto le reti di quelle dimensioni sono sempre vietate. Sul posto è sopraggiunta anche una pattuglia dei Carabinieri, per sanzionare lo stesso pescatore perché guidava il furgone con patente scaduta. Per le difficoltà a comunicare in italiano e a seguito della notifica dell’importo della sanzione, si è accesa una forte discussione sfociata in un verbale da 1.100 euro e nel sequestro di un chilometro di rete, oltre ad un gommone. L’intervento si è concluso verso le tre di notte, dopo che l’uomo ha recuperato le reti e provveduto a liberare, davanti agli agenti e ai volontari, i quintali di pesce rimasti intrappolati. Molto probabilmente c’era anche un altro gruppo di pescatori di frodo che sono riusciti a scappare, resisi conto dell’arrivo della Polizia provinciale e favoriti dall’oscurità. “Mi complimento con i volontari intervenuti e con gli agenti – dice il Comandante Claudio Castagnoli –che nonostante il giorno festivo e di riposo, sono rientrati in servizio e si sono prodigati in questa delicata attività, che li ha visti impegnati per tante ore, riuscendo per l’ennesima volta a sanzionare pescatori di frodo e liberare tutto il pesce illecitamente catturato”.

martedì 13 agosto 2013

LA POLIZIA PROVINCIALE DENUNCIA PER FURTO DUE ROMENI CHE HANNO RUBATO GASOLIO AGRICOLO

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Due cittadini romeni sono stati denunciati dalla Polizia provinciale per aver rubato 50 litri di nafta agricola ad un coltivatore del Mezzano e nelle settimane scorse altri tre connazionali sono stati raggiunti da analoga segnalazione dagli agenti del Castello Estense, perché stavano sottraendo delle casse di pomodoro da un campo di coltivazione. Verso le 22 di alcuni giorni fa, una pattuglia del Corpo diretto dal comandante Claudio Castagnoli si è insospettita dai movimenti di un furgone Fiat Ducato, che percorreva più volte lo stesso tragitto fermandosi frequentemente e senza usare le frecce. Le soste avvenivano sempre in corrispondenza degli accessi ai terreni agricoli ai margini della carreggiata. Dopo un’inversione di marcia, tra l’altro proibita in quel tratto stradale, la pattuglia decideva di fermarlo. Oltre alla sanzione per la violazione del Codice della strada, nel vano posteriore i due agenti notavano quattro taniche in plastica da 25 litri, due delle quali completamente piene di gasolio agricolo, ed un innaffiatore con residui dello stesso carburante, di cui i due romeni non sapevano giustificare il possesso. Infatti la nafta agricola può essere acquistata solo dagli agricoltori regolarmente scritti nell'anagrafe delle aziende agricole. È quindi scattato il sequestro del materiale. L’informativa passata il giorno successivo ad alcune stazioni dei Carabinieri della zona, ha spinto un agricoltore a sporgere denuncia per il furto di 50 litri di gasolio agricolo, poi presentata anche alla Polizia provinciale, la quale accertato il furto ha denunciato i due romeni all’autorità giudiziaria per il reato commesso. “Ringrazio i colleghi per l’impegno profuso – dice il comandate Claudio Castagnoli – unitamente agli uomini della Guardia di Finanza che, grazie alla loro insostituibile professionalità, ci hanno illuminato su una materia complessa come quella legata al carburante ad uso agricolo ed alle norme che ne regolano acquisto ed uso esclusivi. Lo stesso ringraziamento prosegue Castagnoli - porgo ai Carabinieri, per la costante collaborazione tesa al rispetto delle regole ed alla tutela delle persone oneste”.

mercoledì 7 agosto 2013

LA POLIZIA PROVINCIALE SANZIONA PESCATORE DI FRODO AD OSTELLATO

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

La Polizia provinciale ha sanzionato un pescatore di frodo, di origine albanese ma con documenti italiani, che ha collocato dei tramagli, e cioè reti da cattura massiva, nel canale Circondariale di Ostellato. La pattuglia, verso l’una e trenta del mattino, dopo essersi resa conto della posa delle reti in acqua, si è appostata per alcune ore in attesa del pescatore di frodo. Una volta giunto, l’uomo ha provveduto al recupero delle reti con l'ausilio di un gommone e alla cattura del pesce rimasto intrappolato. Osservata a debita distanza con un binocolo notturno, la persona è stata fermata nei pressi della propria automobile parcheggiata sotto l'argine del canale, al momento del rientro attorno alle 4,30. La pattuglia della Polizia provinciale ha quindi provveduto al sequestro delle reti, lunghe complessivamente 400 metri e del gommone della lunghezza di tre metri, oltre all’immediata liberazione del pesce catturato, consistente in circa 2 quintali di carpe di grosse dimensioni. Al pescatore di frodo è stata elevata anche una sanzione amministrativa di 460 euro. “Grazie all’impegno, professionalità e dedizione dei colleghi – commenta il comandate Claudio Castagnoli – è stata messa a segno con successo un’altra azione nell’ambito della costante e complessa attività di contrasto al bracconaggio sulla pesca”.

giovedì 18 luglio 2013

GUARDIE ECOLOGICHE VOLONTARIE CONTRO LA PESCA ABUSIVA NEL PARCO DEL DELTA DEL PO

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Nel corso di due servizi di vigilanza coordinati dal Comando di Polizia provinciale a tutela delle norme sulla fauna ittica, l’ecosistema acquatico e la pesca, con particolare riguardo alla tutela del novellame, una pattuglia di Guardie giurate ecologiche di Ferrara, a bordo di un’imbarcazione, ha recuperato sette cogolli. “Gli attrezzi, vietati per legge, che occupavano gran parte del corso d’acqua e creavano una trappola micidiale per i pesci – spiega il comandante della Polizia provinciale Claudio Castagnoli - sono stati rinvenuti nelle acque del canale Foce a circa 150 metri dal punto posto all’ingresso delle saline di Comacchio ed in altri canali adduttori alle Valli di Comacchio e tutto il pesce all’interno è stato immediatamente liberato”. Le reti abusive avevano maglie di misura inferiore a quella prescritta, non erano segnalate ed erano prive di qualsiasi contrassegno di identificazione. Alcuni cogolli, per le pessime condizioni, sono andati distrutti nel recupero, mentre uno è stato sottoposto a sequestro amministrativo e consegnato all’ente di gestione per i parchi e la biodiversità – Delta del Po di Comacchio, a disposizione dell’autorità procedente. “Rivolgo un particolare ringraziamento alle guardie ecologiche – prosegue il comandante Castagnoli – per l’impegno profuso in questa faticosa attività, tesa a tutelare i pescatori onesti e contrastare coloro che non comprendono che la cattura con mezzi vietati, spesso di pesce sotto misura, crea un danno all’intero ecosistema e quindi a tutti noi”.

martedì 7 maggio 2013

INTERVENTO CONGIUNTO DI POLIZIA PROVINCIALE, CARABINIERI E CORPO FORESTALE CONTRO LA PESCA CON ATTREZZI ABUSIVI NEL COMACCHIESE

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

La Polizia provinciale, i Carabinieri ed il Corpo Forestale dello Stato, hanno effettuato una serie di servizi congiunti, con i quali hanno provveduto al controllo di tutti i canali adduttori alle valli di Comacchio, per impedire che reti abusive catturassero il pesce tutelato nella zona ex Parco del Delta del Po e ora Ente di gestione per i parchi e la biodiversità – Delta Del Po. I controlli si sono svolti utilizzando le imbarcazioni della Polizia provinciale e del Corpo Forestale che, grazie al ridotto pescaggio, possono navigare nelle valli e nei canali anche con poca acqua. Il tutto mentre la motovedetta dei Carabinieri ha assicurato il controllo della zona, tenendosi in acque più profonde. Durante gli interventi sono stati sequestrati undici cogolli in rete di lunghezza variabile tra i 2,5 e i 3.5 metri e a tre inganni con imbocco di forma semicircolare, tre dei quali muniti di ala lunga circa tre metri. Gli attrezzi sono stati ritrovati lungo le rive dei canali perlustrati, in zona soggetta a temporaneo divieto di pesca. Inoltre, le maglie delle reti erano inferiori a quindici millimetri e, quindi, oltre che in luoghi non consentiti avevano pure misure illegali. Il pesce intrappolato nelle sacche terminali - gamberi, anguille e cefali - essendo ancora vivo è stato immediatamente liberato. “Anche in questo caso – commenta il comandante della Polizia provinciale Claudio Castagnoli - abbiamo la conferma che la collaborazione interforze va sempre a vantaggio della tutela della sicurezza e, nello specifico, del patrimonio ittico che vive e si riproduce nelle acque del Parco del Delta del Po.

giovedì 7 febbraio 2013

LA POLIZIA PROVINCIALE CONTRO LA PESCA ABUSIVA ED A TUTELA DELLA FAUNA ITTICA

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

La Polizia Provinciale ha scoperto e recuperato reti poste abusivamente nel canale del Moro, in comune di Ostellato. Per la precisione si tratta di 16 tramagli della lunghezza variabile dai 15 ai 20 metri ognuno ed un’altezza di quasi un metro e mezzo, per complessivi 300 metri, disposti trasversalmente al corso d’acqua ad una quindicina di metri l’una dall’altra, così da creare una serie di trappole dalle quali la fauna ittica non avrebbe mai potuto fuggire. Oltre duecento sono state le carpe bloccate nella micidiale trappola, per un peso di complessivi otto quintali, in una zona dove la pesca è sempre vietata. Allertati da tre coadiutori impegnati nell’attività di limitazione della nutria lungo il corso d’acqua, gli agenti della Polizia provinciale, nonostante avessero già concluso il servizio, sono ugualmente giunti sul posto. Messa la barca in acqua hanno impiegato ore per restituire tutte le carpe al fiume. “Un lavoro complicato e che richiede pazienza – spiega il comandante Claudio Castagnoli – perché le carpe pesavano in media dai 2 ai 5 chili l’una e occorreva districarle dalle reti nelle quali erano impigliate. Tenuto conto poi che il tutto si è svolto dalle ore 22 in poi – aggiunge Castagnoli – si può ben comprendere la difficoltà nella quale gli agenti hanno operato”. Sempre nell’ambito del contrasto ai pescatori di frodo, nell’oasi di Zavelea in comune di Comacchio, è stato recuperato un tramaglio lungo 15 metri e due cogolli con inganni, lunghi tre metri e aventi un’ala, sempre per convogliare il pesce nelle trappole, di dieci metri. Anche queste reti erano posizionate in specchi d’acqua dove vige il divieto di pesca. Infine, qualche giorno fa sono stati recuperati due tramagli di circa duecento metri nel Circondariale Valle Lepri, che occludevano tutto lo specchio del corso d’acqua. Vi erano intrappolati: 22 carpe, 19 abramidi, 12 carassi, 9 siluri e 2 lucioperca, con le carpe che superavano i 5 chili di peso così come uno dei lucioperca. Tutte le carpe erano ancora vive e sono state liberate. “Ringrazio tutti i colleghi impegnati in queste operazioni – conclude il comandate Castagnoli – spesso in condizioni difficili e molto disagevoli, per un’importante attività di contrasto al bracconaggio sulla pesca”.

giovedì 31 gennaio 2013

DUE DENUNCIATI DALLA POLIZIA PROVINCIALE PER USO DI TAGLIOLE PER CATTURARE FAUNA SELVATICA NEL PARCO DEL DELTA DEL PO

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

La Polizia provinciale, insieme con una guardia volontaria di Legambiente, ha denunciato alla Procura della Repubblica di Ferrara due cittadini di Mesola sorpresi ad usare tagliole per catturare fauna selvatica nel Parco del Delta del Po. Già due giorni prima gli agenti della Provincia avevano notato delle tagliole, micidiali per la fauna selvatica e molto pericolose anche per le persone, nascoste tra la vegetazione durante un normale turno di servizio. Hanno deciso perciò di proseguire il monitoraggio dell’area boscata, scoprendone complessivamente tre, una delle quali aveva già catturato una “Ballerina gialla” morta a causa del violento scatto di chiusura della tagliola. Così, decisa la giornata dell’intervento, fin dalle prime ore del mattino, gli uomini in divisa insieme con una guardia volontaria, si sono appostati e mimetizzati fra la vegetazione, usando anche teli mimetici e rami, determinati a pizzicare i responsabili. Poco dopo le sedici sono state sorprese due persone che, una volta entrate nella macchia boscata, si sono dirette immediatamente nel luogo dov’era stata posizionata ed armata una delle tre tagliole. Dei due, una volta scoperto che c’era un fagiano morto, uno ha estratto il selvatico e l’ha consegnato all’ amico che lo nascondeva sotto il giaccone, mentre riarmava la tagliola per essere pronta per altre catture. Le trappole erano state mimetizzate con foglie ed era stata posizionata una parte di pannocchia di mais con i chicchi al suo interno, mentre altri ne venivano aspersi attorno, sempre allo scopo di attirare la fauna. “Esprimo un plauso all’impegno profuso dal personale della Polizia provinciale – commenta il comandante Claudio Castagnoli – che si è attivato con tutti i mezzi e capacità per far cessare un’attività micidiale per la fauna e pericolosa anche per chi poteva farsi una passeggiata nel bosco”. I due indagati sono stati denunciati per esercizio della caccia all’interno di Parchi naturali regionali, reato punito con l’arresto fino a sei mesi e un’ammenda massima di 1.549 euro. Agli stessi è stato contestato anche l’uso di mezzi vietati (tagliole), che prevede una multa dello stesso importo massimo del precedente reato, e infine le tre tagliole sono state sequestrate e consegnate all’ufficio Corpi di Reato in Procura.

venerdì 14 dicembre 2012

OPERAZIONE CONTRO ATTO DI BRACCONAGGIO A LIDO ESTENSI CONDOTTA DALLA POLIZIA PROVINCIALE

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

La Polizia provinciale ha denunciato alla Procura della Repubblica di Ferrara tre giovani veneti intenti alla cattura di uccelli selvatici con l’utilizzo di una colla stesa su rametti. Un vero e proprio atto di bracconaggio per un valore di 10mila euro. Domenica scorsa, infatti, in località Lido degli Estensi, nei pressi del Porto canale, una pattuglia di agenti provinciali ha sorpreso due persone che si aggiravano tra le dune e distribuivano a terra del materiale, allontanandosi e ritornando nello stesso punto ad intervalli di tempo regolari. Giunti sul posto sono stati trovati un richiamo acustico elettromagnetico, il cui utilizzo è vietato dalle norme in materia di caccia, vischio, e cioè materiale colloso solitamente utilizzato per la cattura di piccoli roditori, diluente per eliminare residui di colla, mangime costituito da semi e granaglie. A seguito di un attento esame della zona circostante sono stati rinvenuti anche circa 160 bastoncini di legno intrisi di vischio, collocati soprattutto in corrispondenza di pastura. In una gabbietta in legno di piccole dimensioni sono stati rinvenuti stipati 15 esemplari di cardellino, piccolo uccello dal piumaggio colorato appartenente alla famiglia dei Fringillidi. I volatili sono stati affidati alle cure del veterinario ed i tre signori sono stati denunciati per: esercizio della caccia all’interno di Parchi naturali regionali, reato punito con l’arresto fino a 6 mesi e una multa; cattura e detenzione di fringillidi in numero superiore a cinque ed esercizio della caccia con mezzi vietati. Tutti reati che prevedono un’ammenda fino a 1.549 euro. Dei 15 cardellini solo uno è stato in seguito liberato, come ha spiegato il comandante Claudio Castagnoli, perché gli altri non sono sopravvissuti. “Motivi del decesso – ha aggiunto Luciano Tarricone, veterinario e responsabile del centro di recupero La Garzaia di Codigoro - sono state le esalazioni tossiche del solvente usato per neutralizzare le colle messe sui bastoncini, che sono altamente tossiche per questo tipo di animali, le perdite di piumaggio e lo stress della cattura, sommato alle condizioni di prolungata costrizione dentro la piccola gabbia”.

venerdì 9 novembre 2012

OPERAZIONE DI POLIZIA PROVINCIALE CONTRO IL BRACCONAGGIO NELLE VALLI DEL MEZZANO

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Rocambolesca avventura per una pattuglia della Polizia provinciale di Ferrara, che ha portato alla denuncia all’autorità giudiziaria di due persone a caccia di frodo nelle valli del Mezzano, un centro pubblico di produzione della fauna in cui l’esercizio venatorio è sempre vietato. Durante un controllo notturno la pattuglia ha sorpreso due persone che, nonostante il divieto di caccia, erano in possesso di un’arma a canna lunga, una torcia elettrica ed una lepre nel baule dell’auto. Alla vista degli agenti uno di loro ha cercato di liberarsi della carabina gettandola in un fosso, mentre l’altro è fuggito velocemente a bordo dell’automobile. A questo punto uno dei tre agenti, sceso prontamente a terra, ha bloccato quello rimasto con il fucile in mano mentre gli altri due colleghi in divisa, a bordo dell’auto di servizio, si sono messi ad inseguire il fuggitivo. Ne è scaturito un inseguimento concitato col rischio di collisione con l’auto del fuggitivo che, resosi conto di aver imboccato una strada senza uscita, ha effettuato un’inversione di marcia cercando di colpire l’auto della Polizia, salvo poi cercare di investire l’agente rimasto a fianco della persona con la carabina che, nonostante le segnalazioni con la torcia di servizio, è riuscito a fermarlo solo all’ultimo momento. Alla fine l’auto è stata costretta a fermarsi e le due persone sono state sottoposte ai controlli. Oltre alla richiesta di documenti ed al recupero dell’arma, gli agenti hanno rinvenuto la presenza di munizioni, di una lepre uccisa da poco e dell’astuccio per contenere l’arma a canna lunga. Conclusi i controlli, le due persone, una residente ad Argenta e l’altra a Lugo, sono state indagate, in concorso fra loro, e segnalate all’autorità giudiziaria. “Esprimo il mio apprezzamento – commenta il comandante della Polizia provinciale, Claudio Castagnoli – per l’ottima operazione a contrasto del bracconaggio, ma soprattutto per le doti professionali espresse dai colleghi, nel governare nel miglior modo una situazione molto delicata e rischiosa”.

martedì 30 ottobre 2012

POLIZIA PROVINCIALE SANZIONA DUE CACCIATORI

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

A Mesola, in territorio che rientra nell’Ambito Territoriale di Caccia Fe/3, una pattuglia della Polizia provinciale ha sanzionato due doppiette romagnole che anziché abbattere 15 colombacci a testa, per complessivi 30 esemplari consentiti dalla normativa, ne avevamo uccisi ben 54. L’operazione si è svolta in una zona di campagna tra gli abitati di Bosco e di Mesola, dove si trovano una quindicina di capanni adattati allo scopo di prelevare i colombacci. La pattuglia degli uomini in divisa si è appostata per tenere sotto controllo quanto stava succedendo e verificare se i cacciatori, all’interno dei capanni, rispettavano le regole. Uno in particolare è stato posto sotto stretta sorveglianza, dal quale oltre ad essere esplosi numerosi colpi di fucile fuoriusciva uno degli occupanti per portarsi in un vicino fossato e depositarvi un sacco scuro. Dopo un periodo di osservazione sono scattati i controlli che, oltre ad accertare che la maggioranza dei cacciatori era in regola, hanno riscontrato che le due doppiette romagnole, che avevano potuto fruire solo di quella giornata nel Delta nell’ambito della cosiddetta caccia in mobilità, avevano abbattuto complessivamente 54 colombacci. L’esperienza degli agenti, dopo che i due avevano dichiarato di averne abbattuti solo 26, ossia quelli presenti nel capanno di caccia, ha portato a recuperarne una dozzina nascosti in un vicino fossato, un’altra decina celati sotto una giubba in mezzo ad un cespuglio e gli ultimi sei in un contenitore mimetico anch’esso sommerso da frasche tagliate di recente. Ai due cacciatori è stata elevata una sanzione amministrativa di complessivi 412 euro, oltre al sequestro di tutti i 54 volatili che saranno destinati in beneficenza.

lunedì 8 ottobre 2012

PREMIATO IL COMANDANTE DELLA POLIZIA PROVINCIALE, CLAUDIO CASTAGNOLI, DALLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALI E FAUNISTICHE DEL TERRITORIO

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Il comandante della Polizia provinciale di Ferrara, Claudio Castagnoli, è stato premiato con una targa “Per l’encomiabile ruolo – recita testuale la motivazione – e insostituibile impegno nel creare e realizzare progetti mirati e rivolti alla salvaguardia delle persone, degli animali e dell’ambiente”. La consegna del riconoscimento è avvenuta in Castello Estense per mano di Vittorio Baccino, dell’Associazione europea operatori polizia, di Stefano Melotti, della Lega italiana dei diritti degli animali, e alla presenza della presidente della Provincia, Marcella Zappaterra. Assente per un impedimento dell’ultimo istante Gianmarco Mari, dell’Associazione nazionale protezione animali e ambiente (Anpana), anch’egli coinvolto nel riconoscimento a Castagnoli. È la prima volta che le associazioni volontari impegnate nella tutela dell’ambiente e della fauna si riuniscono per conferire un premio e riconoscere pubblicamente il ruolo svolto dalla Polizia provinciale.

giovedì 14 giugno 2012

INTERVENTO DI POLIZIA PROVINCIALE, CARABINIERI E CORPO FORESTALE CONTRO LA PESCA CON ATTREZZI ABUSIVI NEI CANALI ADDUTTORI DEL PARCO DEL DELTA DEL PO A COMACCHIO

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Il Corpo di Polizia Provinciale, i Carabinieri ed il Corpo Forestale dello Stato hanno effettuato una serie di servizi congiunti in cui hanno provveduto al controllo di tutti i canali adduttori alle valli di Comacchio, per impedire che reti abusive catturassero il pesce tutelato all’interno dell’ ex Parco del Delta del Po (ora Ente di Gestione peri Parchi e la Biodiversità – Delta Del Po). I controlli si sono svolti con le imbarcazioni della Polizia Provinciale di Ferrara e del Corpo Forestale che, grazie al ridotto pescaggio, possono navigare nelle valli e nei canali anche se con poca acqua, mentre la motovedetta dei Carabinieri si mantiene nella zona, in acque più profonde. Nell’ultimo intervento effettuato, in località Valle Fattibello, sono stati sequestrati 6 bertavelli, tipiche nasse da pesca pieghevoli, lunghe 3 metri e costituite da 2-3 inganni nel quale rimane intrappolato il pesce. Per collocazione e dimensioni non è stato possibile rimuovere i pali di sostegno delle reti abusive. Gli attrezzi non riportavano identificativi di nessun tipo e le reti delle ali avevano una dimensione della maglia inferiore al consentito, costituendo così trappole micidiali che non lasciano scampo al pesce e non rispettavano le distanze minime da attrezzo ed attrezzo, imposte dal regolamento regionale 29/93. Il materiale ritrovato è stato collocato presso il Deposito del Comune di Comacchio in via Marina. Le specie ittiche rinvenute all’interno delle reti abusive sono state prontamente reimmesse in acqua. Ancora una volta l’impegno profuso in questa faticosa attività, conferma la preziosa collaborazione interforze, finalizzata alla tutela del patrimonio ittico che vive nelle acque del Parco del Delta del Po.