Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara
A Mesola, in territorio che rientra nell’Ambito Territoriale di Caccia Fe/3, una pattuglia della Polizia provinciale ha sanzionato due doppiette romagnole che anziché abbattere 15 colombacci a testa, per complessivi 30 esemplari consentiti dalla normativa, ne avevamo uccisi ben 54.
L’operazione si è svolta in una zona di campagna tra gli abitati di Bosco e di Mesola, dove si trovano una quindicina di capanni adattati allo scopo di prelevare i colombacci.
La pattuglia degli uomini in divisa si è appostata per tenere sotto controllo quanto stava succedendo e verificare se i cacciatori, all’interno dei capanni, rispettavano le regole.
Uno in particolare è stato posto sotto stretta sorveglianza, dal quale oltre ad essere esplosi numerosi colpi di fucile fuoriusciva uno degli occupanti per portarsi in un vicino fossato e depositarvi un sacco scuro.
Dopo un periodo di osservazione sono scattati i controlli che, oltre ad accertare che la maggioranza dei cacciatori era in regola, hanno riscontrato che le due doppiette romagnole, che avevano potuto fruire solo di quella giornata nel Delta nell’ambito della cosiddetta caccia in mobilità, avevano abbattuto complessivamente 54 colombacci.
L’esperienza degli agenti, dopo che i due avevano dichiarato di averne abbattuti solo 26, ossia quelli presenti nel capanno di caccia, ha portato a recuperarne una dozzina nascosti in un vicino fossato, un’altra decina celati sotto una giubba in mezzo ad un cespuglio e gli ultimi sei in un contenitore mimetico anch’esso sommerso da frasche tagliate di recente.
Ai due cacciatori è stata elevata una sanzione amministrativa di complessivi 412 euro, oltre al sequestro di tutti i 54 volatili che saranno destinati in beneficenza.
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martedì 30 ottobre 2012
venerdì 13 gennaio 2012
IL NEOASSESSORE PROVINCIALE STEFANO CALDERONI INCONTRA I CACCIATORI
Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara
Si è tenuto l’incontro promosso dall’assessore provinciale alla Caccia, Stefano Calderoni, dopo i gravi atti vandalici, con rottura e bruciatura di barche e il taglio di pneumatici, che si sono registrati nei pressi delle valli di Comacchio.
All’incontro erano presenti i presidenti provinciali della Federcaccia, Marino Bersanetti, dell’Arci Caccia, Danilo Treossi, dell’Enal Caccia, Sergio Frasson, dell’Eps, Italo Volta e per la Libera Caccia, il presidente di Comacchio Giampietro Berto, un funzionario del Parco, in rappresentanza anche del Comune, il comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato, Leone e della Polizia provinciale, Claudio Castagnoli, insieme a dirigenti e funzionari della Provincia.
L’assessore ha sottolineato la “gravità della situazione, pur trattandosi di casi estremamente isolati” ed ha ringraziato i presenti per “l’immediata e positiva adesione”.
Per Marino Bersanetti di Fidc “questi fatti sono da condannare fermamente. Il consiglio della Fidc di Comacchio – ha fatto presente - si è riunito per condannare questi atti. Concordiamo nel prendere decisioni che però, pe colpa di pochi, non penalizzino tutti i cacciatori corretti”.
“Avevo segnalato dallo scorso ottobre all’assessore comunale una situazione delicata – dice poi Giampiero Berto, presidente di Comacchio Libera Caccia - che si stava evolvendo nagativamente. Sarebbe il caso di istituire una commissione locale garante dei comportamenti dei cacciatori, tenendo come guida il carattere sociale della caccia e bandendo l’interesse o il profitto”.
Proposta condivisa anche da Sergio Frasson di Enal caccia: “Sediamoci ad un tavolo per conoscerci ed iniziare un dialogo ed evitare che si verifichino fatti del genere, magari modificando anche l'attuale regolamento”.
Parole di condanna sono state espresse anche da Italo Volta di Eps, mentre Danilo Treossi di Arci caccia ha sollevato, tra gli altri il tema dell’assegnazione di punti fuoco ad ultra ottantenni. Ruggero Spadoni del Parco Delta ha parlato poi della segnalazione ai Carabinieri delle due barche date alle fiamme.
I comandanti della Forestale e della Polizia provinciale hanno ricordato di segnalare a tutte le Forze dell’Ordine comportamenti scorretti o atti vandalici”.
Soddisfazione è stata espressa dall’assessore provinciale Calderoni per l’unanime condanna. “Punteremo – ha sottolineato - a dare un segnale comune anche per aiutare il ruolo del Comune di Comacchio. Sono certo – ha concluso - che se arriverà una proposta condivisa anche la commissaria prefettizia sarà grata a questa attività, nell’impegno altrettanto condiviso di evitare confusioni per tutelare tutti coloro che operano nel rispetto della legge”.
Si è tenuto l’incontro promosso dall’assessore provinciale alla Caccia, Stefano Calderoni, dopo i gravi atti vandalici, con rottura e bruciatura di barche e il taglio di pneumatici, che si sono registrati nei pressi delle valli di Comacchio.
All’incontro erano presenti i presidenti provinciali della Federcaccia, Marino Bersanetti, dell’Arci Caccia, Danilo Treossi, dell’Enal Caccia, Sergio Frasson, dell’Eps, Italo Volta e per la Libera Caccia, il presidente di Comacchio Giampietro Berto, un funzionario del Parco, in rappresentanza anche del Comune, il comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato, Leone e della Polizia provinciale, Claudio Castagnoli, insieme a dirigenti e funzionari della Provincia.
L’assessore ha sottolineato la “gravità della situazione, pur trattandosi di casi estremamente isolati” ed ha ringraziato i presenti per “l’immediata e positiva adesione”.
Per Marino Bersanetti di Fidc “questi fatti sono da condannare fermamente. Il consiglio della Fidc di Comacchio – ha fatto presente - si è riunito per condannare questi atti. Concordiamo nel prendere decisioni che però, pe colpa di pochi, non penalizzino tutti i cacciatori corretti”.
“Avevo segnalato dallo scorso ottobre all’assessore comunale una situazione delicata – dice poi Giampiero Berto, presidente di Comacchio Libera Caccia - che si stava evolvendo nagativamente. Sarebbe il caso di istituire una commissione locale garante dei comportamenti dei cacciatori, tenendo come guida il carattere sociale della caccia e bandendo l’interesse o il profitto”.
Proposta condivisa anche da Sergio Frasson di Enal caccia: “Sediamoci ad un tavolo per conoscerci ed iniziare un dialogo ed evitare che si verifichino fatti del genere, magari modificando anche l'attuale regolamento”.
Parole di condanna sono state espresse anche da Italo Volta di Eps, mentre Danilo Treossi di Arci caccia ha sollevato, tra gli altri il tema dell’assegnazione di punti fuoco ad ultra ottantenni. Ruggero Spadoni del Parco Delta ha parlato poi della segnalazione ai Carabinieri delle due barche date alle fiamme.
I comandanti della Forestale e della Polizia provinciale hanno ricordato di segnalare a tutte le Forze dell’Ordine comportamenti scorretti o atti vandalici”.
Soddisfazione è stata espressa dall’assessore provinciale Calderoni per l’unanime condanna. “Punteremo – ha sottolineato - a dare un segnale comune anche per aiutare il ruolo del Comune di Comacchio. Sono certo – ha concluso - che se arriverà una proposta condivisa anche la commissaria prefettizia sarà grata a questa attività, nell’impegno altrettanto condiviso di evitare confusioni per tutelare tutti coloro che operano nel rispetto della legge”.
mercoledì 16 novembre 2011
LA POLIZIA PROVINCIALE CONTRO LA CACCIA ABUSIVA NELLE VALLI DI COMACCHIO
Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara
La Polizia provinciale ha segnalato all’autorità giudiziaria due cacciatori di Comacchio sorpresi ad esercitare la caccia con un richiamo acustico nelle valli lagunari e precisamente nella zona di Pre Parco.
Alle due doppiette è stato contestato il reato di caccia con l’uso del richiamo acustico la cui sanzione, sempre penale, prevede un’ammenda di oltre 1.500 euro a cui si aggiungono otto settimane di sospensione dall’esercizio venatorio nell’area del Pre-Parco.
La pattuglia della Polizia provinciale ha preso servizio poco prima di mezzanotte e, dopo essersi inoltrata nel cuore delle valli lagunari a bordo di un’imbarcazione, è rimasta appostata per diverse ore in attesa dell’arrivo dei cacciatori. Quando sono apparsi i primi anatidi nel cielo sopra il posto di caccia in cui si erano portati i due seguaci di Diana, il registratore è stato acceso diverse volte, finché l’intervento della Polizia provinciale non ha posto fine all’uso di questo strumento, vietato dalla legge, che attira in maniera ingannevole gli uccelli e penalizza quei cacciatori che invece usano mezzi leciti.
I due fucili sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, così come il richiamo acustico di cui è prevista la confisca e la distruzione.
“Ringrazio per l’attività profusa dai colleghi – dice il comandante della Polizia provinciale, Claudio Castagnoli – in un servizio che è durato molte ore, di notte e nelle valli. Con questo lavoro prosegue l’impegno nel provare ad alzare sempre più l’asticella della legalità – puntualizza il comandante - e del rispetto delle regole da parte di tutti, cacciatori compresi”.
La Polizia provinciale ha segnalato all’autorità giudiziaria due cacciatori di Comacchio sorpresi ad esercitare la caccia con un richiamo acustico nelle valli lagunari e precisamente nella zona di Pre Parco.
Alle due doppiette è stato contestato il reato di caccia con l’uso del richiamo acustico la cui sanzione, sempre penale, prevede un’ammenda di oltre 1.500 euro a cui si aggiungono otto settimane di sospensione dall’esercizio venatorio nell’area del Pre-Parco.
La pattuglia della Polizia provinciale ha preso servizio poco prima di mezzanotte e, dopo essersi inoltrata nel cuore delle valli lagunari a bordo di un’imbarcazione, è rimasta appostata per diverse ore in attesa dell’arrivo dei cacciatori. Quando sono apparsi i primi anatidi nel cielo sopra il posto di caccia in cui si erano portati i due seguaci di Diana, il registratore è stato acceso diverse volte, finché l’intervento della Polizia provinciale non ha posto fine all’uso di questo strumento, vietato dalla legge, che attira in maniera ingannevole gli uccelli e penalizza quei cacciatori che invece usano mezzi leciti.
I due fucili sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, così come il richiamo acustico di cui è prevista la confisca e la distruzione.
“Ringrazio per l’attività profusa dai colleghi – dice il comandante della Polizia provinciale, Claudio Castagnoli – in un servizio che è durato molte ore, di notte e nelle valli. Con questo lavoro prosegue l’impegno nel provare ad alzare sempre più l’asticella della legalità – puntualizza il comandante - e del rispetto delle regole da parte di tutti, cacciatori compresi”.
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